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Manipolazione mediatica: Le strategie dei mass media per manipolarci

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media e manipolazione

L’elite mondialista ci domina, e non solo grazie ai governi assoggettati, ma anche grazie all’ abilità dei mass media nel manipolare l’opinione pubblica.

Una elite che oltre all’informazione utilizza la tecnologia e le tecniche moderne più recenti per influenzare il comportamento pubblico e mantenere la società sotto stretta vigilanza e controllo. Basti pensare agli smartphone che bengono spiati, alle tv di ultima generazione, alle nuove versioni di sistemi operativi per pc sempre più “spioni”.

Basti inoltre notare che negli ultimi tempi  tutto ciò che serve per rendere il mondo meno libero sono un terrorista e tre eroi. Il resto lo fanno i mezzi di comunicazione e la politica.
Dato che l’informazione ha sempre la percezione e la percezione è la base di ogni azione, l’informazione in ultima analisi è il fondamento della realtà sociale, come del suo cambiamento..

L’importante è informarsi per non cascarci…

Elenchiamo di seguito 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media. Lista elaborata da Noam Chomsky ( linguista, filosofo, storico e teorico della comunicazione):

1-La strategia della distrazione

L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.

Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: disinformazione.it

Malattie croniche, cosa cambia con i nuovi LEA

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LEA livelli essenziali di assistenza

Rivisto l’elenco delle patologie esenti e i criteri per l’accesso alle cure l’intervista ad Andrea Bartuli”

L’aggiornamento dei Lea, i livelli essenziali di assistenza, ha apportato importanti cambiamenti nell’ambito delle malattie croniche. In generale, il decreto ha stabilito nuovi criteri che hanno l’obiettivo di migliorare l’accesso dei pazienti a cure qualificate. Abbiamo approfondito la questione con il dottor Andrea Bartuli, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Rare e Genetica Medica del Bambino Gesù.

Dottor Bartuli, quali sono i cambiamenti più rilevanti, introdotti dai nuovi Livelli essenziali di assistenza?

I Lea aggiornati prevedono l’introduzione di sei nuove patologie esenti: Broncopneumopatia Cronico Ostruttiva medio/grave, Rene policistico autosomico dominante, Osteomielite cronica, Malattie renali croniche, Sindrome da talidomide, Endometriosi medio/grave. Altre novità importanti sono la revisione delle prestazioni esenti per le patologie individuate, alla luce delle evidenze scientifiche e delle Linee guida e a seguito dell’aggiornamento del nomenclatore della specialistica ambulatoriale; e l’introduzione, ove possibile, della cadenza temporale di esecuzione delle prestazioni (es. max. 1 volta anno).

Nei Lea aggiornati ci sono anche novità per quanto riguarda le prestazioni fruibili in esenzione, cosa cambia nello specifico?

Si, l’elenco delle malattie croniche esenti dalla partecipazione al costo delle prestazioni è stato ridefinito e aggiornato. Per la maggior parte delle malattie vengono individuate una serie di specifiche prestazioni fruibili in esenzione (pacchetto prestazionale), incluse nel nomenclatore della specialistica ambulatoriale, che rispondono ai criteri di appropriatezza ai fini del monitoraggio dell’evoluzione della malattia e delle sue complicanze e di efficacia per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Il medico sceglierà tra queste quali prescrivere nel rispetto dei criteri di appropriatezza e di efficacia, in relazione alle condizioni cliniche e alle esigenze assistenziali del singolo paziente. Per alcune particolari malattie e condizioni le prestazioni non sono identificate puntualmente perché le necessità assistenziali dei soggetti affetti sono estese e variabili. In questi casi, a garanzia di una migliore tutela del paziente e di una maggiore flessibilità assistenziale, il prescrittore le individuerà di volta in volta, sempre secondo criteri di appropriatezza ed efficacia, in relazione alle necessità cliniche. Non sono erogabili in esenzione le prestazioni di specialistica ambulatoriale necessarie per la diagnosi, né l’assistenza farmaceutica e protesica, anche se la maggior parte delle Regioni, nella determinazione dei ticket regionali sui farmaci, ha già previsto una partecipazione ridotta per i soggetti esenti per patologia.

Anche per quanto riguarda i trapianti ci sono state modifiche per l’esenzione del ticket, quali? 

La condizione “Soggetti sottoposti a trapianto (rene, cuore, polmone, fegato, pancreas, midollo, intestino – codice esenzione 052) comprende anche i trapiantati di intestino, prima esclusi. Tra le nuove condizioni esenti viene inserita quella di “Soggetti donatori di organo” (codice esenzione 058), che consentirà a questi ultimi di usufruire in regime di esenzione di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per valutare la funzionalità dell’organo residuo. Infine, il nuovo elenco prevede che l’esenzione per “ipertensione arteriosa” venga suddivisa in due codici: 0A31 – Ipertensione arteriosa (senza danno d’organo) 0031 Ipertensione arteriosa con danno d’organo.

C’è qualche aspetto rilevante non affrontato nei nuovi Lea relativo a queste patologie croniche?

Resta senz’altro da delineare il ruolo e i bisogni di coloro che, definiti care giver, si fanno carico quotidianamente del malato.

Fonte: Bambino Gesù

Tratto dahttp://www.ospedalebambinogesu.it/malattie-croniche-cosa-cambia-con-i-nuovi-lea?p_p_id=56_INSTANCE_0k5N66TKKQEf&p_p_lifecycle=0&p_p_state=normal&p_p_mode=view&p_p_col_id=column-3&p_p_col_count=1#.WcJ4LdYczIV

Hong Kong vieta l’import di pollo da Padova per l’aviaria

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aviaria padova

L’Oms avvisa di un allarme aviaria in provincia di Padova. E Hong Kong blocca le importazioni

Se una volta il rischio aviaria arrivava da Est, ora è l’Oriente a temere i polli italiani.O meglo, quelli di Padova.

Le autorità sanitarie di Hong Kong hanno infatti annunciato un divieto all’importazioni di pollame e di uova provenienti dalla provincia di Padova dopo l’avviso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale di un’epidemia di influenza aviaria riscontrata negli allevamenti della zona.

Aviaria a Padova?

Il divieto all’import, a protezione della salute pubblica, ha effetto immediato, secondo quanto specifica il Centro per la Sicurezza Alimentare della regione amministrativa speciale di Hong Kong. Secondo un portavoce dell’authority sanitaria di Hong Kong nei primi sei mesi del 2017, la regione amministrativa speciale cinese ha importato circa mille tonnellate di pollo congelato dall’Italia e un quantitativo di diecimila uova. Il Centro per la Sicurezza Alimentare, ha proseguito il portavoce, “ha contattato le autorità italiane riguardo alla situazione e osserverà con attenzione le informazioni emesse dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale sulle epidemie di influenza aviaria. Azioni appropriate verranno prese in risposta allo sviluppo della situazione”.

 

tratto da: www.ilgiornale.it

Il virus del morbillo batte il cancro

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morbillo e cancro

Ricercatori americani sono riusciti a fermare il mieloma in una paziente usando una dose massiccia di virus del morbillo, che riesce a distruggere le cellule tumorali

Dstruggere il tumore utilizzando una dose massiccia di virus del morbillo, che riesce a infettare e uccidere le cellule cancerose, risparmiando i tessuti sani. Sono riusciti a farlo i ricercatori statunitensi della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, in una prima prova effettuata su due pazienti malate di mieloma multiplo che non rispondevano alle altre terapie disponibili e avevano già avuto diverse ricadute. In particolare, una delle due donne, una 49enne che lottava con la malattia da nove anni, pare essere in remissione completa da sei mesi, per cui gli studiosi sperano possa essere sulla via della guarigione. Anche l’altra partecipante alla sperimentazione, una 65enne malata da sette anni già sottoposta a vari trattamenti senza successo, ha beneficiato della cura, con una riduzione sia del tumore a livello del midollo osseo che delle proteine di mieloma. L’articolo che annuncia il successo è per ora comparso soltanto sulla rivista edita dallo stesso ospedale in cui lavorano i ricercatori, Mayo Clinic Procedeenigs , e non su una delle più importanti pubblicazioni scientifiche di rilievo internazionale, come solitamente avviene con le principali scoperte in campo medico.

Gli esperti italiani: «Buona notizia, ma non creiamo illusioni»

«La Mayo Clinic è un’istituzione seria e competente sulla patologia, gli autore dello studio sono buon livello e i risultati dello studio clinico incoraggianti, seppure solo di fase uno – commenta Fabio Ciceri, direttore di Ematoncologia e trapianto di midollo al San Raffaele di Milano -. Certo bisogna attendere le necessarie conferme, perché due soli casi sono pochi e pubblicare sul giornale della propria istituzione è un po’ troppo autoreferenziale». Dello stesso parere è Fabrizio Pane, presidente della Società Italiana di Ematologia e Direttore dell’ Ematologia e Trapianti di Midollo all’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli: «Onde evitare di creare false speranze e creare troppe aspettative è bene essere chiari: presso la Mayo Clinic è in corso una sperimentazione di fase uno che utilizza dosi elevate di un virus del morbillo attenuato come cura contro il mieloma. Si è osservato che questo virus riconosce un recettore espresso sulle cellule del mieloma, il CD46, e entrando nelle cellule ne determina la lisi (demolizione, ndr). Utilizzando dosi elevate del virus, si può determinare una lisi selettiva della massa neoplastica. Ci sono ovviamente ancora aperti molti problemi – continua Pane -: bisogna valutare la sicurezza della procedura, capire fino a che punto la terapia sia efficiente (l’espressione del CD46 può essere un punto critico, visto che in un numero significativo di casi è bassa) e poi restano da valutare le eventuali possibili “interferenze” delle vaccinazioni effettuate dal paziente in età pediatrica». Nella loro pubblicazione, del resto, sono gli autori stessi dello studio che dichiarano di avere selezionato queste due pazienti perché non avevano avuto il morbillo in precedenza e dunque avevano minori anticorpi verso il virus.

Dagli anni Cinquanta si studiano i virus in chiave anticancro

La viroterapia, ovvero la tecnica che utilizza l’abilità o la proprietà dei virus di trovare e distruggere le cellule tumorali maligne senza danneggiare quelle sane, ha una storia che nasce intorno agli anni Cinquanta. Nella speranza di trovare una strategia anticancro efficace e di «sollecitare» o rafforzare i meccanismi di difesa del sistema immunitario, migliaia di pazienti sono stati trattati con virus oncolitici (elaborati in laboratorio) derivanti da molte famiglie differenti, da quella degli Herpes, alla varicella, ai più comuni virus influenzali.

ECCO CHE INVECE DI SVILUPPARE E PERFEZIONARE QUESTA TECNICA IN SOSTITUZIONE ALLA CHEMIOTERAPIA, LA “SCIENZA” STA ANCORA TENTANDO INVANO DI ERADICARE QUESTO VIRUS, E IL CASO DELLA MONGOLIA STA LI A DIMOSTRARE IL DISASTRO CHE STA AVVENENDO.

ECCO I LINK CHE CONFERMANO QUESTA TESI:

LA BUFALA SCIENTIFICA DELL’ IMMUNITA’ DI GREGGE E CASO DELLA MONGOLIA

I  NUMERI FALSI SUL MORBILLO “SPACCIATI” DAL MINISTRO IN TV

tratto da : www.corriere.it

Mose, l’ex ministro dell’ambiente Matteoli condannato a 4 anni per corruzione. Lui: “Non capisco, faremo appello”

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ROMA – Quattro anni di reclusione e una multa da 9,5 milioni di euro per l’ex ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, oggi senatore nell’ambito del processo per il progetto Mose, il sistema di dighe mobili per proteggere la città di Venezia dall’acqua alta. Tre anni fa il blitz con gli arresti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Venezia che ha fatto emergere un giro di corruzione e tangenti.

“NON SONO UN CORROTTO, NON HO MAI RICEVUTO DENARO”

La sentenza del Tribunale di Venezia è arrivata oggi pomeriggio e questo è il suo commento a caldo: “Come ho avuto modo di confermare anche stamani davanti al Tribunale di Venezia non sono un corrottomai ho ricevuto denaro né favorito alcuno. Non comprendo quindi questa sentenza verso la quale i miei avvocati ricorreranno in appello. Ho il dovere di credere ancora nella giustizianonostante la forte amarezza che patisco da quasi 4 anni per una vicenda che non mi appartiene”.

QUAGLIARIELLO: MATTEOLI ONESTO, SUA INNOCENZA EMERGERÀ

“Non avendo mai nutrito alcun dubbio sull’onestà di Altero Matteoli, confidiamo che nei successivi gradi di giudizio potrà vedere riconosciuta la sua innocenza, come merita la sua lunga storia di appassionato militante e uomo perbene. Altero, intanto ti aspettiamo a Matera con gli amici di ‘Idea’ e di tutto il centrodestra”. Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, leader di ‘Idea’.

GASPARRI: MATTEOLI PERSONA ONESTA CHE MERITA GIUSTIZIA

“Chi, come me, conosce Altero Matteoli non può che avere certezze sul suo operato, sulla sua onestà, sulla sua rettitudine. I prossimi gradi di giudizio sono convinto ristabiliranno giustizia e verità. Forza Altero! La tua integrità morale sarà riconosciuta come meriti“. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI).

ROMANI (FI): CONTRO MATTEOLI GRAVE INGIUSTIZIA

“Contro Altero Matteoli è stata commessa oggi una grave ingiustizia. La sentenza del Tribunale di Venezia, che mi auguro possa essere presto ribaltata in appello, non ha tenuto in alcun conto le prove evidenti della sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati. Chi, come me, conosce Altero da tanti anni sa che la sua attività politica è stata sempre improntata all’onestà e alla correttezza, in piena coerenza con i suoi valori di riferimento. Sono al suo fianco in questo momento, come lo è l’intero gruppo di Forza Italia al Senato, nella totale convinzione che la partita della verità in questa brutta vicenda sia ancora tutta da giocare”. Lo dichiara Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia.

Agenziadire  – www.dire.it –

foto: corriere.it

Tatuaggi, il viaggio della nanoparticelle di inchiostro nel corpo fino ai linfonodi

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tatuaggio linfonodi
A fotografare il loro viaggio è stato un team di scienziati tedeschi e dell’Esrf, il Sincrotrone europeo di Grenoble (Francia), in uno studio pubblicato su Scientific Reports (Nature), che getta un’ombra su possibili rischi non ancora indagati

Non è obbligatorio il controllo annuale delle caldaie.Non fatevi “spillare” quattrini inutilmente

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controllo annuale caldaie

Molti cittadini trovano nelle loro cassette postali lettere di tecnici specializzati che invitano a fare il controllo delle caldaie una volta l’anno, asserendo che ciò debba essere fatto per legge per non incappare in spiacevoli sanzioni, ma non è proprio così.

Al fine di chiarire la periodicità dei controlli da effettuare previsti, citiamo la legge   74 dell’aprile 2013  (GU n.149 del 27-6-2013), che indica chiaramente che la frequenza della manutenzione dipende da quanto disposto dal fabbricante, così come negli altri paesi europei.

<<Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e con la periodicita’ contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione rese disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto ai sensi della normativa vigente.Qualora l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni specifiche, o queste non siano piu’ disponibili, le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi e dei dispositivi facenti parte dell’impianto termico devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni e con la periodicita’ contenute nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente.>>

In pratica la legge prevede che i controlli possono essere eseguiti solo da ditte abilitate, e che bisogna rispettare la cadenza indicata nelle istruzioni tecniche rese disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto, oppure, qualora non ci fossero, bisogna prendere riferimento dalle istruzioni della caldaia fornite dal fabbricante, le quali di solito prevedono al massimo un controllo ogni 2 anni, e in molti casi anche dopo 4 anni, in base al combustibile della caldaia (solido o liquido) e alla sua potenza.

Diverso è il discorso per la cadenza dei controlli di efficienza energetica (controllo fumi). In questo caso dobbiamo fare riferimento all’Art. 8 “Controllo dell’efficienza energetica degli impianti termici”.

In base alla normativa, per impianti di potenza compresa fra 10 e 100 kiloWatt, nei quali rientrano tutti quelli domestici, compresi quelli di piccoli condomini, i controlli devono essere effettuati ogni 2 anni se l’impianto è alimentato a combustibile liquido o solido e ogni 4 anni per se alimentato a gas, metano o GPL. Invece per gli impianti di potenza pari o superiore a 100 kW i tempi sono rispettivamente dimezzati.

fonte: www.jedanews.it

Vaccini, Raggi scrive a Lorenzin-Fedeli: “Applichiamo normativa confusa, rischio caos”

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raggi lorenzin

La nuova normativa sulla prevenzione vaccinale è confusa, risulta poco chiara e viene infatti applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia”. È la criticità segnalata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi in una lettera inviata alle ministre della Salute Beatrice Lorenzin e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. “Il ministero della Salute ha censurato solo il nostro modello di autocertificazione per l’ammissione ad asili nidi e scuole d’infanzia, che riportava pedissequamente una parte del testo di legge, ammonendoci in modo perentorio sulle responsabilità derivanti dalla mancata attuazione del dettato normativo al quale invece Roma Capitale intende dare seguito. A parte questa singolare circostanza, lo stesso ministero non si è accorto che nel resto d’Italia c’è il caos e che per la scarsa chiarezza delle norme ogni amministrazione si regola come ritiene più opportuno per i propri cittadini residenti”, spiega Raggi.

“Tale difformità evidenzia la confusione che caratterizza il quadro normativo di riferimento”, si legge ancora. Nella lettera la sindaca illustra “una serie di esempi di applicazione divergente del decreto legge in Comuni e Regioni sull’intero territorio nazionale, segnalando che in una regione addirittura non è previsto l’allontanamento dalle scuole dei bambini che non abbiano soddisfatto gli obblighi di legge”.

“SERVONO INDICAZIONI PRECISE, EVITARE PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO”

“Questa situazione rischia di generare una discriminazione tra cittadini di serie A e di serie B rispetto alla loro collocazione geografica – aggiunge Raggi – e pertanto l’Amministrazione capitolina chiede che i Ministeri coinvolti rendano immediatamente uniforme l’applicazione normativa. Vanno inoltre fornite indicazioni dettagliate sugli aspetti organizzativi e sulle procedure di non ammissione o di allontanamento dei bambini non provvisti di adeguata documentazione, così da poter rispondere alle legittime preoccupazioni delle famiglie e degli operatori scolastici, ed evitare problemi di ordine pubblico. Nel rispetto del leale principio di collaborazione tra le istituzioni, invito il Governo a definire con l’Anci modalità operative condivise e ad ascoltare gli Enti locali che sono i più vicini alle istanze e alle esigenze dei cittadini”, conclude la sindaca.

Agenzia DIRE – «www.dire.it»

Le 8 Piante che Favoriscono la Guarigione della Tiroide

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piante utili per la tiroide

La ghiandola tiroidea è indispensabile per il funzionamento del nostro corpo, eppure milioni di persone solo nel nostro paese hanno una tiroide che è o iperattiva o poco attiva, provocando vari disturbi spesso trascurati che invece col tempo peggiorano. E’ importante quindi prendersi cura della propria tiroide, una delle ghiandole più importanti del corpo umano, e più soggette a disturbi.

Entrambi gli stati di disfunzione tiroidea hanno un impatto significativo sulla nostra salute e può essere molto invalidante quando il livello di ormoni prodotti è molto oltre i valori sani.

Ecco solo alcune delle più importanti funzioni che gli ormoni tiroidei contribuiscono a regolare:

  • Trasporto di elettroliti
  • Regola l’attività muscolare e cardiaca
  • Riparazione ossea
  • Regola lo sviluppo durante gli anni dell’infanzia
  • Regola il ciclo mestruale
  • Regola il desiderio sessuale e la libido
  • Sintesi delle proteine cellulari
  • Assicura al corpo l’assimilazione del cibo e la sua conversione in energia
  • Regola il metabolismo
  • Crea la Vitamina A convertendo il beta-carotene (contenuto nei vegetali)
  • Aiuta a regolare i processi mentali
  • Regola la temperatura corporea

COME PRENDERCI CURA DELLA NOSTRA TIROIDE

Prendersi cura della tiroide non significa necessariamente curare una patologia ma semplicemente mettere in pratica le giuste attitudini che ci mantengono in forza e in salute. Ho trattato questo argomento in svariati articoli che invito a leggere per approfondire, in particolare riguardo la connessione con l’alimentazione si veda Ecco i Cibi che Danneggiano la Tiroide e TIROIDITE E GLUTINE – Studi Scientifici dimostrano il legame.

8 PIANTE CHE PROMUOVONO LA SALUTE DELLA TIROIDE

Madre Natura ci fornisce una serie di erbe che contengono dei principi attivi in grado di equilibrare ed armonizzare la funzionalità della nostra tiroide. Si consumano queste erbe per via orale, o come un tè o tramite una capsula o pillola, a seconda della formulazione che troviamo disponibile.

Fucus Vesiculosur. E’ un alga che cresce nella zona Nord dell’Oceano Atlantico e del Pacifico. È ricca di nutrienti e contiene un ottimo ammontare di magnesio, potassio e micronutrienti, elementi che molto spesso non si trovano nei cibi che normalmente consumiamo. E’ stata da sempre usata per trattare l’ipotiroidismo in quanto è ricchissima di iodio, il minerale indispensabile per il corretto funzionamento della tiroide. Lo iodio è il più importante nutriente per la tiroide. Chi invece ha una tiroide iperfunzionante non dovrebbe prenderlo.

Semi di lino. Si sente spesso parlare di quanto i semi di lino facciano bene al nostro intestino ma aiuta anche la nostra tiroide. I semi di lino sono invece indicati nel caso di ipertiroidismo, in quanto contrastano l’assimilazione dello iodio da parte della tiroide e quindi ne rallenta il funzionamento. Questa azione sembra sia presente solo nei semi crudi e non nell’olio di semi di lino. Possono essere aggiunti ai vari piatti o consumati da soli, l’importante è schiacciarli per bene per assorbirne le proprietà.

 

Le multinazionali peggiori al mondo – La lista

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multinazionali peggiori al mondo

Il Report frutto dell’ELABORAZIONE DATI di OS.C.AR (Osservatorio sul Commercio delle Armi) e di IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Toscana), indica le Multinazionali più cattive nel mondo, nel senso con meno scrupoli.

McDonald’s – Ristorazione

I dipendenti sono sottopagati. Gli animali che forniscono la carne degli hamburger sono costretti a continue gravidanze e vengono imbottiti di antibiotici e farmaci. L’intera “politica pubblicitaria” della multinazionale mira a coinvolgere e convincere i bambini (con regali, promozioni e gadgets). E, ovviamente, quando il bambino rompe i coglioni perché vuole andare da McDonald’s, ci va tutta la famiglia. Tre piccioni con un cheesburger.

La campagna contro questa multinazionale dura ormai da più di una decina d’anni. La McDonald’s è finita più volte sotto processo. Ha pagato diversi milioni di dollari di risarcimento danni ai consumatori.
Negli ultimi sei mesi il fatturato è sceso del 13%.

Nestlé – Alimentari

La campagna di boicottaggio della Nestlé è nata soprattutto dalla politica della società nella vendita del latte in polvere (qui l’azienda controlla più del % del mercato mondiale). La multinazionale avrebbe provocato la morte di 1,5 milioni di bambini per malnutrizione. La Nestlè incoraggia e pubblicizza l’alimentazione dal biberon fornendo informazioni distorte sull’opportunità dell’allattamento artificiale e dando campioni gratuiti di latte agli ospedali (in particolare negli ospedali del Terzo mondo), o “dimenticando” di riscuotere i pagamenti.

Oltre a questo la Nestlè è considerata una delle multinazionali più potenti e più pericolose del mondo. E’ criticata per frodi e illeciti finanziari, abusi di potere, inciuci politici, appoggio e sostegno di regimi dittatoriali. Ultimamente è stata presa di mira per l’utilizzo di organismi geneticamente modificati nella pasta (Buitoni), nei latticini, dolci e merendine.
Intere aree di foresta vengono distrutte per far posto alle sue piantagioni di cacao e di caffè, dove si utilizzano pesticidi molto pericolosi (alcuni proibiti nei paesi industrializzati).

Ecco una lista completa dei marchi di proprietà Nestlè:
Acque minerali e Bevande: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Perrier, Pra Castello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandalia, Tione, Ulmeta, Vera, Acqua Brillante Recoaro, Batik, Beltè, Chinò, Gingerino Recoaro, Mirage, Nestea, One-o-one, San Pellegrino

Dolci, gelati, merendine: Le ore liete, Cheerios, Chocapic, Fibre 1, Fitness, Kix, Nesquik, Trio, Kit Kat, Lion, Motta, Alemagna, Baci, Cioccoblocco, Galak, Perugina, Smarties, Antica Gelateria del Corso
Cacao, caffè e derivati: Cacao Perugina, Nescafè, Malto Kneipp, Orzoro.
Carne e pesce: Vismara, Mare fresco, Surgela,
Frutta e Verdure (anche sottolio e sottaceto): Condipasta, Condiriso, Berni, la Valle degli Orti

Latticini e yogurt: Formaggi Mio, Fruit joy, Fruttolo, Lc1.
Olio e derivati: Sasso, Sassonaise, Maggi,
Latte in polvere: Guigoz, Mio, Nidina, Nestum.

Philip Morris – Sigarette e alimentari

E’ la maggior industria del tabacco del mondo. Si stima che solo le Marlboro uccidano più di 75mila americani all’anno. In america è famosa per essere una delle maggiori finanziatrici di politici che intraprendono battaglie per l’abolizione dei limiti e divieti di fumo. Fino al 1998 finanziava gli scienziati perché effettuassero studi da cui risultava che il fumo passivo non era nocivo. Solo nel 1999 ha ammesso che il fumo fa male. Nel 1997 ha accettato, insieme ad altre multinazionale del tabacco di pagare 206 milioni di dollari (in 25 anni) per risarcire lo stato delle spese sostenute per curare i malati “di fumo”.

 

La Kraft è stata segnalata perché usa organismi geneticamente modificati nei suoi prodotti.
La Philip Morris controlla il marchio Kraft, Fattorie Osella, Mozary, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Linderberg, Lunchables, Maman Louise, Jacobs caffè e Hag, Simmenthal, Spuntì, Lila Pause, Milka Tender, Terry’s, Caramba, Faemino, Splendid, Cote d’Or, Baika, Dover, Gim, Philadelphia, Sottilette, Susanna, Leggereste, Mato-Mato.

Unilever – Alimentare e chimica

Molte associazioni animaliste come Animal Aid hanno lanciato una campagna contro la Unilever per lo sfruttamento degli animali durante gli esperimenti.
E’ boicottata anche per i salari e le condizioni di lavoro nelle sue piantagioni in India (dove possiede il 98% del mercato del tè).

 

La Unilever controlla i marchi: Lipton Ice Tea, Coccolino, Bio presto, Omo, Surf, Svelto,Cif, Lysoform, Vim, Algida, Carte d’Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri, Findus, Genepesca, Igloo, Mikana, Vive la vie, Calvè, Mayò, Top-down, Foglia d’oro, Gradina, Maya, Rama, Bertolli, Dante, Rocca dell’uliveto, San Giorgio, Friol, Axe, Clear, Denim, Dimension, Durban’s, Mentadent, Pepsodent, Rexona,

Chiquita – Alimentari

E’ coinvolta in tutto. Intrighi internazionali, scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato. Utilizza massicce quantità di pesticidi, erbicidi e insetticidi. Approfitta della sua posizione di potere per imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole da cui si rifornisce.
Nel 1994 il sindacato SITRAP ha denunciato l’esistenza di squadre armate all’interno delle piantagioni in Centro America e in Ecuador. I lavoratori sono sottopagati, senza alcuna assistenza medica. Le attività sindacali sono represse talvolta con la forza.

Procter & Gamble – Detersivi – Cosmesi e Alimentari

Questa multinazionale statunitense (fatturato annuale 76mila miliardi di lire) ufficialmente è boicottata dalle associazioni animaliste (Buav, Peta e Uncaged) perché testa i suoi prodotti sugli animali. Ultimamente però la Procter & G è tornata alla ribalta con le patatine Pringles. Contengono organismi geneticamente modificati.
Per quanto riguarda l’ambiente, nonostante le politiche di riduzione degli imballaggi e dei componenti inquinanti, l’azienda rimane una delle maggiori fonti di rifiuti del mondo: i pannolini. In America sono il 2% della spazzatura totale del paese.
E’ nota anche per appoggiare associazioni “ambientaliste” che difendono le politiche delle aziende e delle grandi industrie.

Nel 1997 aveva messo a punto un prodotto di sintesi, battezzato Olestra, da utilizzarsi come sostituto dell’olio. Dopo lunghe pressioni sulla Food and Drug Administrator il prodotto era stato autorizzato all’impiego. E’ stato accertato che provoca diarrea e impedisce l’assorbimento di vitamine liposubili.
La P&G controla i marchi: Intervallo, Lines, Tampax, Bounty (carta assorbente), Tempo, Senz’acqua Lines, Dignity, Linidor, Pampers, Lenor, Ariel, Bolt, Dash, Tide, Nelsen, Ace, Ace Gentile, Baleno, Febreze, Mastro Lindo, Mister Verde, Spic&Span, Tuono, Viakal, Pringles, Infasil, Heald&Shoulders, Keramine H, Oil of Olaz, AZ, Topexan, Infasil, Dove, Panni Swiffer,

Novartis – Chimica e Alimentari

Leader, insieme alla Monsanto nel settore delle biotecnologie. Specializzata nella produzione di mais geneticamente modificato.
Distribuisce con i marchi: Isostad, Vigoplus (bevande dietetiche), Novo Sal, Ovomaltine, Cereal, Piz Buin (crema protettiva)

Esso (Exxon Mobil)

I Verdi del Parlamento Europeo hanno lanciato una campagna di boicottaggio perché la Exxon, l’industria più ricca del mondo, ha sostenuto fortemente l’abbandono del protocollo di Kyoto per la difesa ambientale da parte degli Stati Uniti.

Monsanto – Agrochimica gruppo Pharmacia

Metà del suo fatturato annuale (34mila miliardi di lire) proviene dalla produzione di erbicidi, di ormoni di sintesi e di sementi geneticamente modificate. Il resto proviene dalle attività farmaceutiche.
E’ il terzo produttore del mondo di pesticidi e controlla il 10% del mercato mondiale. E’ una delle maggiori aziende del mondo nella produzione di sementi geneticamente modificati (capaci di resistere agli stessi erbicidi prodotti dalla stessa Monsanto).
Nel 1997, negli Stati Uniti, ha pagato una multa di 50mila dollari per pubblicità ingannevole. Aveva definito l’erbicida Roundup un prodotto “biodegradabile ed ecologico”.

Ancora nel 1997, in occasione della conferenza sul clima di Kyoto, la multinazionale ha fatto pressioni affinché la conferenza non inserisse gli HFC (idro fluoro carburi, sostanze pericolose perché contribuiscono in misura notevole all’effetto serra) fra i gas da ridurre.
Nel 1999 è stata denunciata per abuso di posizione dominante nel settore delle biotecnologie.
Sempre nel 1999 è stata denunciata perché testava i suoi prodotti sugli animali.
Controlla i marchi: Mivida Misura

Novartis – Chimica e Alimentari

Leader, insieme alla Monsanto nel settore delle biotecnologie. Specializzata nella produzione di mais geneticamente modificato.
Distribuisce con i marchi: Isostad, Vigoplus (bevande dietetiche), Novo Sal, Ovomaltine, Cereal, Piz Buin (crema protettiva)

Esso (Exxon Mobil)

I Verdi del Parlamento Europeo hanno lanciato una campagna di boicottaggio perché la Exxon, l’industria più ricca del mondo, ha sostenuto fortemente l’abbandono del protocollo di Kyoto per la difesa ambientale da parte degli Stati Uniti.

Monsanto – Agrochimica gruppo Pharmacia

Metà del suo fatturato annuale (34mila miliardi di lire) proviene dalla produzione di erbicidi, di ormoni di sintesi e di sementi geneticamente modificate. Il resto proviene dalle attività farmaceutiche.
E’ il terzo produttore del mondo di pesticidi e controlla il 10% del mercato mondiale. E’ una delle maggiori aziende del mondo nella produzione di sementi geneticamente modificati (capaci di resistere agli stessi erbicidi prodotti dalla stessa Monsanto).
Nel 1997, negli Stati Uniti, ha pagato una multa di 50mila dollari per pubblicità ingannevole. Aveva definito l’erbicida Roundup un prodotto “biodegradabile ed ecologico”.

Ancora nel 1997, in occasione della conferenza sul clima di Kyoto, la multinazionale ha fatto pressioni affinché la conferenza non inserisse gli HFC (idro fluoro carburi, sostanze pericolose perché contribuiscono in misura notevole all’effetto serra) fra i gas da ridurre.
Nel 1999 è stata denunciata per abuso di posizione dominante nel settore delle biotecnologie.
Sempre nel 1999 è stata denunciata perché testava i suoi prodotti sugli animali.
Controlla i marchi: Mivida Misura

Burger King

In Gran Bretagna è stata al centro dell’attenzione perché stipulava contratti denominati “a zero-ore”. I dipendenti non venivano pagati quando ad esempio il negozio era vuoto e quindi non stavano facendo niente.

Kodak

Nel 1990 è stata condannata a pagare una multa di 2 milioni di dollari per essere una delle 10 maggiori produttrici di sostanze inquinanti e cancerogene (è il maggior “emettitore” di metilene cloride degli USA).

Mitsubishi

E’ coinvolta nell’importazione illegale di legname in Giappone. Sarebbe legata anche al commercio di armi e all’industria nucleare.

Coca Cola

Recentemente alcune associazioni di difesa dei lavoratori colombiani hanno deciso di intentare una causa contro la Coca cola per l’omicidio di alcuni sindacalisti. Secondo i portavoce delle associazioni la multinazionale usa vere e proprie squadre della morte per “minacciare” i dirigenti sindacali che intraprendono battaglie per i diritti dei lavoratori. Nei primi sei mesi del 2001 sarebbero stati uccisi 50 dirigenti sindacali, 128 lo scorso anno, piu’ di 1500 negli ultimi dieci anni.

Pepsi cola

Al centro della campagna contro la Pepsi il fatto che la multinazionale appoggia e sostiene paesi con regimi dittatoriali (Birmania, Messico, Filippine). La Pepsico utilizza inoltre animali nei suoi studi ed esperimenti.

Shell

E’ accusata di aver ucciso 80 persone e distrutto più di 500 abitazioni durante una manifestazione di protesta in Nigeria nel 1990.
Nel gennaio 1993 ha represso con la forza una seconda manifestazione organizzata dagli Ogoni. La repressione fu violentissima: 27 villaggi completamente distrutti, 2mila morti.
La multinazionale nega ogni coinvolgimento in queste repressioni violente.

Sun Diamond

E’ un consorzio di cooperative statunitensi. In Italia distribuisce con il marchio Noberasco. Secondo la sezione sindacale americana Teamstars Local Union usa pesticidi pericolosi. E’ stata accusata di licenziare gli scioperanti e dare salari molto bassi.
Nel 1985, in un momento di difficoltà finanziaria, la multinazionale ottenne dai lavoratori un’autoriduzione dei salari del 30-40% e un maggior sforzo lavorativo. Nel giro di poco tempo l’azienda recupero’ e i profitti aumentarono del 40%.

Nel 1991 i lavoratori chiesero di far tornare i salari ai livelli originari, ma invece di accogliere la richiesta, la Sun Diamond licenzio’ i 500 dipendenti in sciopero rimpiazzandoli con nuovi braccianti.
Controlla i marchi: Diamond, Sunsweet

Walt Disney

Ad Haiti possiede una delle maggiori industrie del mondo di abbigliamento. Migliaia di lavoratori poco più che quindicenni, pagati 450 lire all’ora. Lavorano dalle 10 alle 12 ore al giorno. Il rumore all’interno degli stabilimenti è assordante, non si può andare in bagno più di due volte al giorno e la pausa pranzo dura 10 minuti. Si calcola che per guadagnare la cifra che l’amministratore delegato della Disney guadagna in un ora, un’operaia haitiana dovrebbe lavorare 101 anni, per 10 ore tutti i giorni!

Totalfina-Elf

Appoggia il regime oppressivo in Birmania. Recentemente è stata al centro del disastro naturale causato dall’affondamento del piattaforma petrolifera Erika.

Industrie farmaceutiche

Molte sono le multinazionali farmaceutiche boicottate perché sfruttano gli animali negli esperimenti. Fra i nomi importanti: Bayer, Henkel, Johnson & Johnson, L’Oreal
Colgate-Palmolive, Reckitt Banck e Johnson Wax.
Nel caso della Bayer citiamo poi il caso Lipobay. 52 persone decedute.
Recentemente è stata inoltre aperta un’inchiesta contro la Glaxo per un farmaco antidepressivo, lo Seroxat.
Segnaliamo invece come buona notizia la concessione della Roche al governo brasiliano di ridurre del 40% il prezzo di un farmaco anti-aids.

Danone

Per aumentare gli utili dell’anno 2000 la Danone, uno dei maggiori produttori e distributori di acque minerali del mondo, decise di licenziare 1800 persone. A Calais 500 famiglie si unirono in una campagna di boicottaggio. Grazie all’intervento di alcune associazioni per la tutela dei consumatori la campagna ha superato le Alpi arrivando anche in Italia (dove la Danone distribuisce con i marchi Saiwa, Galbani e Ferrarelle).

Benetton

In Patagonia tutte le terre di Rio Negro sono di proprietà Benetton. Le molte popolazioni tribali che le abitavano sono state segregate in piccole strisce di terra e vengono utilizzati come manodopera. Sotto pagati (200 dollari al mese), ritmi di lavoro estenuanti (10-12 ore), nessuna assistenza medica, nessuna possibilità di riunirsi in sindacati. In estate, alle popolazioni locali è vietato attingere dai fiumi (in alcuni tratti per impedire l’accesso utilizzano il filo spinato e la corrente elettrica), per molti unica risorsa di vita.

Del Monte

Ufficialmente la campagna di boicottaggio della Del Monte è finita, con ottimi risultati. Il vecchio direttore delle piantagioni in Kenya è stato licenziato e la multinazionale ha firmato una serie di accordi che prevedono la regolarizzazione delle assunzioni, l’aumento dei salari minimi in modo da coprire i bisogni fondamentali per tutta la famiglia, la garanzia della libertà e delle attività sindacali, la salvaguardia della salute dei lavoratori e la difesa dell’ambiente. L’azienda si è inoltre impegnata in un progetto di monitoraggio e controllo da parte delle associazioni sindacali e del Comitato nazionale di solidarietà.

Banche

Istituti di credito italiani e esteri coinvolti nell’esportazione legale di armi (anni 1998/2000) prevalentemente destinate a paesi poveri o già in guerra.

Istituto di credito

Banca Carige
BancaCommercialeItaliana
Banca d’Americae d’Italia
Banca di Roma
Banca Nazionale Agricoltura
Banca Nazionale Lavoro
Banca Pop.Bg-Cr. Varesino
Banca Popolare di Brescia
Banca Popolare di Intra
Banca Popolare Lodi

ELABORAZIONE DATI: OS.C.AR. Report (Osservatorio sul Commercio delle Armi) di IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Toscana)

Aziende di credito

Ubae Arab Italian Bank
Credito Italiano
Istituto San Paolo di Torino
Banca Commerciale Italiana
Banca Nazionale del Lavoro
Banco di Napoli
Banca di Roma
Cassa di Risparmio di La Spezia
Monte dei Paschi di Siena
Banca Nazionale dell’Agricoltura
Banco Abrosiano Veneto
Banca Toscana
Banca Popolare di Brescia
Banco do Brasil
Cariplo
Credit Agricole Indosuez
Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino
Banca Popolare di Novara
Banca San Paolo di Brescia
Cassa di Risparmio di Firenze
Banca Carige
Barclays Bank
Unione Banche Svizzere
Banco di Chiavari e della Riviera Ligure
Banca Popolare di Intra
Credito Agrario Bresciano
Banca Popolare di Lodi
Credito Emiliano

Le multinazionali che si sono arrese

Nike (scarpe e abbigliamento sportivo)

Nell’Aprile del 1998 la multinazionale si arrese. La’annuncio è stato dato dal gran capo in persona, Phil Knight, fondatore, primo azionista e amministratore delegato del gruppo. A condizione che la campagna di boicottaggio finisca, Nike ha accettato di alzare da 14 a 18 anni l’età minima dei lavoratori nelle fabbriche di calzature e di portare a 16 l’eta minima di tutti gli altri lavoratori inpiegati nella produzione di abbigliamento, accessori e attrezzature.

In 12 fabbriche indonesiane è scattato un aumento del 37% della retribuzione di tutti i lavoratori che percepivano il salario minimo (28 mila persone). L’azienda si è inoltre impegnata a bonificare tutte le sue fabbriche e a rispettare i livelli di sicurezza imposti dalla legge. Inoltre aumenterà il sostegno all’attuale programma di micro-finanziamento, che gia’ coinvolge mille famiglie in Vietnam, estendendolo anche all’Indonesia, al Pakistan e alla Thailandia.

In tutti gli stabilimenti asiatici il gruppo, che ha il quartier generale a Beaverton, nell’Oregon, amplierà i programmi di istruzione, offrendo ai dipendenti corsi per ottenere un diplorna equivalente a quello delle scuole medie e superiori.
Dopo la conferenza stampa che si è tenuta a Washington, in cui la Nike annuciava la resa, le sue azioni in borsa sono salite di due dollari.

Reebok

Sempre nel 1998 anche la Reebok ammise, facendo un’indagine interna, che nelle sue fabbriche in Indonesia gli operai lavorano in condizioni di pericolo, a volte per più di dodici ore al giorno. E per l’equivalente di 85mila lire al mese.
L’autodenuncia fu un passo importante e da quel giorno le cose sono molto migliorate. I dipendenti hanno libertà di organizzazione sindacale, gli stipendi sono stati adeguati ai minimi di legge e i limiti di sicurezza vengono rispettati.
Rimane però da chiedersi cosa succeda in Cina, dove la multinazionale ha il 50% della sua produzione e dove questa indagine interna non arrivò..

 

fonte: http://www.mediterre.net/brindisisocialforum/multinazionali_più_cattive.htm