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Incendi/ Sorpresa: i Canadair e gli elicotteri antincendio sono gestiti da privati!

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Lo scrive sulla propria pagina facebook Gherardo Chirici, professore associato di Inventari forestali e telerilevamento presso Università degli Studi di Firenze. Contratti sempre alle stesse ditte. Chiede il docente: “E se non ci fossero più incendi queste ditte che vendono i loro servizi di antincendio otterrebbero ancora i loro appalti milionari?”

Sorpresa: i Canadair che in questi giorni sorvolano il Sud Italia, e in particolare la Sicilia, al costo di 14 mila euro l’ora, per spegnere gli incendi sono gestiti da privati. La stessa cosa riguarda gli elicotteri per il salvataggio e la lotta agli incendi. Lo scrive sulla propria pagina facebook Gherardo Chirici, professore associato di inventari forestali e telerilevamento presso Università degli Studi di Firenze. Post riportato sulla pagina facebook del SI.F.U.S., il Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione (qui la pagina facebook).

“Tutti forse lo sanno già… – scrive il docente universitario – ma vorrei ricordare che la nostra famosa flotta di 19 Canadair così come la maggior parte della flotta di elicotteri per il salvataggio e la lotta agli incendi è privata. Ogni anno i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e gli altri enti danno in appalto questi servizi di soccorso dal cielo. I contratti se li aggiudicano sempre le stesse ditte”.

Possibile? A quanto pare sì:

Tant’è – scrive sempre il professore Gherado Chirici – che dopo aver osservato un campione di 18 gare d’appalto, è intervenuta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Il docente universitario riporta anche il passaggio dell’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dove si leggono i nomi delle società e dove si parla di possibili violazioni:

“RITENUTO, pertanto, che le condotte sopra descritte poste in essere dalle società Babcock Mission Critical Services Italia S.p.A. (già Inaer Aviation Italia S.p.A.), Airgreen S.r.l.Elifriulia S.r.l., Heliwest S.r.l., Eliossola S.r.l., Elitellina S.r.l., Star Work Sky S.a.s. e dall’Associazione Elicotteristica Italiana sono suscettibili di configurare un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE”.

Testo del provvedimento – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, 14 Marzo 2017.

Amaro il commento del docente universitario:

“E se non ci fossero più incendi queste ditte che vendono i loro servizi di antincendio otterrebbero ancora i loro appalti milionari? Quando vedete un bel Canadair che sgancia la sua bomba d’acqua di 6000 litri pensateci…”.

Sullo sfondo di questa realtà troviamo gli effetti estremamente negativi della riforma Madia, ecco quello che sta succedendo secondo “il Fatto quotidiano”:

Direttori operativi dequalificati, presidio sul territorio smantellato, complicazioni burocratiche interminabili e Regioni depotenziate. Mentre l’Italia brucia, tutte le storture e i ritardi della riforma Madia vengono a galla: non riguardano soltanto gli elicotteri dell’antincendio boschivo costretti a restare a terra, che già è paradossale. A distanza di 7 mesi dalla sua entrata in vigore, la “rivoluzione” voluta dalla ministra della Pubblica amministrazione si rivela un sostanziale flop. Causato, soprattutto, dalla soppressione del Corpo Forestale dello Stato. “Una soppressione affrettata, fatta in nome della semplificazione, che non ha tenuto conto delle prevedibili complicazioni che si sarebbero verificate. E che puntualmente sono emerse in tutta la loro evidenza proprio nel momento della verità” commenta Gabriele Pettorelli, coordinatore nazionale dei Forestali per il Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco.

Il pasticcio della riforma arriva nell’annus horribilis dell’ultimo decennio per le emergenze incendio. Dal primo gennaio ad oggi sono state 764 le richieste di soccorso aereo: nel 2007 erano state 722 nello stesso periodo nel 2007, nel 2012 458. Non è un caso, secondo Pettorelli: “Sopprimendo la Forestale si è notevolmente indebolita quell’opera di presidio sul territorio e di prevenzione che era propria dei nostri uomini”. Erano 8mila, fino al 31 dicembre 2016: poi sono stati distribuiti tra i vigili del fuoco (360 appena) e la Pubblica amministrazione (circa 1240). Ma è ai carabinieri che sono stati destinati in modo massiccio: ben 6400. Ed è stato un passaggio che ha lasciato conseguenze pesanti. Soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei cosiddetti Dos, ovvero i direttori operativi degli spegnimenti: sono coloro che sono in grado di coordinare i lavori in caso di emergenza. La Forestale era particolarmente preparata in questo compito e le ex guardie trasferite tra i pompieri speravano di vedersi riassegnare automaticamente quell’incarico (i carabinieri non operano nell’antincendio). Così non è stato. E così da un lato i vigili del fuoco sono stati costretti a una corsa contro il tempo per formare il proprio personale in questa difficile mansione, dall’altro molti ex forestali specializzati si sono ritrovati relegati in ruoli di minore responsabilità o parcheggiati senza mansioni, nell’attesa di decreti attuativi previsti nella riforma. E nell’attesa, chissà, della prossima emergenza.

Poi c’è la storia dei mezzi aerei di soccorso. “Qui il cortocircuito nasce dalle difficoltà legate al passaggio di proprietà dei mezzi della Forestale” racconta il coordinatore del Conapo. Fino all’anno scorso, la Forestale poteva mettere a disposizione dello Stato una flotta di 32 elicotteri, di cui ben 30 in grado di intervenire per spegnere gli incendi. Al primo gennaio 2017 sono transitati tutti sotto la proprietà dei carabinieri. Che ne hanno trattenuti per sé la 13, convertendoli però ad altre finalità. Cinque dei 18 Ab412, velivoli di dimensione media capaci di trasportare fino a 1000 litri d’acqua, e tutti gli 8 nh500, piccoli ma maneggevoli, utilissimi in situazioni critiche. Tredici elicotteri che fino all’anno scorso operavano in casi d’incendio, e quest’anno no. Ma non è finita qui. Perché dei 17 mezzi aerei assegnati ai vigili del fuoco per effettuare operazioni di spegnimento, in questi giorni ne vengono impiegati appena 7. Si tratta dei 4 S-64, enormi “gru volanti” in grado di sganciare fino a 9mila litri per volta, e di 3 Ab412. Solo 3, a fronte dei 13 modelli finiti nella disponibilità dei pompieri.

Com’è possibile? Secondo Pettorelli, il motivo è semplice. “La riforma Madia ha provocato tutta una serie di complicanze burocratiche e ora, nel momento della verità, i nodi arrivano al pettine”. Da un lato i problemi legati ai protocolli di volo. “Quelli dei forestali erano diversi da quelli adottati dai vigili del fuoco: per cui molti piloti hanno dovuto rivedere le procedure e questo ha prodotto ritardi”. Poi c’è il problema della manutenzione. “Sembra assurdo – prosegue Pettorelli – ma si è arrivati a luglio, cioè al mese più critico dell’anno, con vari elicotteri non autorizzati a volare”. La prima parte del 2017 ha visto una corsa contro il tempo per riassegnare ruoli e competenze un tempo svolti dai Forestali: così anche la manutenzione è stata ritardata. Risultato? Elicotteri parcheggiati negli hangar, in attesa di un certificato, mentre i boschi sono in fiamme. Quelli che fino al 2016 appartenevano alla Forestale non sono gli unici velivoli di cui dispone lo Stato. La flotta italiana conta anche su 16 Canadair, dislocati su 14 diverse basi sul territorio nazionale, più altri mezzi – privati, talvolta, o messi a disposizione dalle Capitanerie di porto – cui ci si affida attraverso delle convenzioni ad hoc.

Ma è evidente che i problemi connessi alla riforma Madia si fanno sentire. Soprattutto per le Regioni, cui compete la gestione dell’antincendio boschivo, per il quale sono obbligate a mettere a punto ogni anno un piano specifico. Alcune – come il Veneto e la Toscana – hanno deciso, nel tempo, di organizzarsi in maniera sempre più autonoma, facendo affidamento sui propri dipendenti o sui volontari della Protezione Civile. La maggior parte, però, continua a scegliere la soluzione più canonica delle convenzioni. Che, fino all’anno scorso, venivano stipulate sempre con la Forestale e i vigili del fuoco. Ora che il primo di questi corpi è stato soppresso e il secondo è costretto a fare i salti mortali per coprire tutti gli interventi, la situazione è molto più complicata. Soprattutto perché a non essere operativi sono appunto i mezzi aerei. Un esempio su tutti riguarda la regione più martoriata dalle fiamme in questi giorni. La Sicilia, fino a tutto il 2016, ha potuto contare su 4 Ab412: li utilizzava praticamente come propri, ma di fatto appartenevano alla Forestale. Non è più così, da quest’anno. E i risultati sono nelle pagine della cronaca.

 

tratto da ” i Nuovi Vespri.it ”

Le petizioni per bloccare le vaccinazioni obbligatorie

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petizioni contro vaccinazioni obbligatorie

Per una volta gli italiani stanno facendo qualcosa di concreto.

Finchè questa classe dirigente ha smembrato lo stato e praticamente distrutto i settori della sanità pubblica, delle pensioni, dell’istruzione,… e chi più ne ha più ne metta, abbiamo ingoiato molti bocconi amari senza capacità di reagire.

Ma stavolta stanno mettendo le mani sui nostri figli, e hanno davvero superato ogni limite. E’ evidente che la pressione esercitata dai comitati nel territorio e dalle associazioni a difesa della libertà vaccinale, stanno già producendo i loro preziosi frutti.

Il dibattito è diventato acceso e questo decreto legge si è dimostrato per quello che era: un pastrocchio scritto con i piedi e cortissimo di coperture. Oggi, nel pieno dell’iter per la ratifica legislativa, quello che possiamo fare per manifestare il dissenso è continuare a metterci la faccia e apporre la nostra firma sulle petizioni per far vedere a chi è bramoso di voti quanti realmente siamo.

Ecco le petizioni online da sottoscrivere con urgenza:

AVAAZ.ORG:  

Perché è importante

In questi giorni nel nostro paese è in fase di esame un decreto per l’obbligo di vaccinazione per bambini da 0 a 16 anni e operatori scolastici e sanitari. Con questo decreto si vuole far fronte ad una emergenza nazionale che non esiste. Esso prevede l’obbligo di 10 vaccini nei primissimi anni di vita obbligando di fatto ad un trattamento sanitario (pena anche la non ammissione scolastica), che viola i principi della costituzione e che favorisce le industrie farmaceutiche senza tener conto di eventuali e possibili conseguenze sulla salute dall’utilizzo di questo farmaco.

Raccolta firme a sostegno del Codacons contro il decreto legge sui vaccini

Il decreto sui vaccini approvato oggi dal Consiglio dei Ministri è per il Codacons palesemente incostituzionale e, pertanto, verrà impugnato dall’associazione al fine di ottenerne l’annullamento presso la Consulta.

“La decisione del Governo, oltre a rappresentare un regalo alla lobby dei farmaci grazie all’estensione dei vaccini obbligatori, presenta diversi profili problematici – spiega il presidente Carlo Rienzi – La trasformazione delle vaccinazioni facoltative in obbligatorie costringerà a sottoporre i bambini ad una dose massiccia di vaccini, senza alcuna possibilità di una diagnostica prevaccinale, con conseguente incremento delle reazioni avverse che secondo l’Aifa solo nel 2013, per l’esavalente, sono state ben 1.343, di cui 141 gravi”.

“Ai rischi connessi ai trattamenti sanitari coattivi si aggiunge anche un pesante conflitto col diritto all’istruzione, oltre alla crescita abnorme dei costi per il Ssn derivante dalle decisioni del Governo – prosegue Rienzi – Resta poi l’impossibilità di ricorrere ai vaccini in forma singola e l’indisponibilità sul mercato dell’antidifterico se non abbinato ad altri vaccini.

Per tali motivi ricorreremo contro il decreto del Cdm per portarlo alla Corte Costituzionale e, se necessario, anche alle Corti di giustizia europee”.

Chiediamo le dimissioni immediate del Presidente Paolo Gentiloni, della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin e di tutto il Consiglio dei ministri per aver proposto e approvato un decreto legge in materia vaccinale che viola la democrazia, i diritti fondamentali e la potestà genitoriale dei cittadini italiani.
Gli italiani si schierano in difesa della democrazia e della libertà, chiedendo le dimissioni immediate di un governo che si mostra disinformato, incapace e anticostituzionale.
Se non lo avete già fatto, trovate i link delle petizioni ai titoli. FIRMIAMO E DIFENDIAMO I NOSTRI DIRITTI!!!

Pietro Perrino, genetista CNR : ” Ero a favore delle vaccinazioni, ma da tempo ho cambiato idea grazie alle conoscenze “

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Ci si chiede perché, nonostante i dichiarati insuccessi delle vaccinazioni la loro palese inutilità ed i rischi che esse comportano, quasi tutti gli stati del mondo tranne rare eccezioni, si ostinino a mantenere tale obbligatorietà. 
Alcune risposte potrebbero essere le seguenti:
motivazioni di carattere economico-industriale;
non voler riconoscere l’inutilità delle vaccinazioni per evitare il crollo di un mito di scientificità, datante da circa un secolo;
motivazioni di carattere politico-demagogico, ecc”
“I nostri discendenti rimarranno veramente sbalorditi quando scopriranno che, nel campo delle vaccinazioni, ci siamo esercitati a fare esperimenti (da stregoni) sul nostro sistema immunitario!”
dott. Fernando Sensale primario ospedaliero,
(fonte: XXI Secolo, febb. 1987)

Lettera aperta al Ministro Lorenzin da parte di Pietro Perrino

Ill.ma Ministra Lorenzin,
sono un Genetista, già ricercatore del CNR, che ora si occupa a pieno tempo di salute.
Sin dagli anni ’70, mi sono interessato di vaccini. Da favorevole sono diventato contrario. Sono stato convertito dalle conoscenze. Sono tante, ma per ragioni di spazio cito le principali.
Non sono state le vaccinazioni di massa a salvare l’umanità dalle malattie infettive, ma le condizioni igieniche e l’uso di acqua potabile. Le vaccinazioni di massa sono arrivate dopo. Le case farmaceutiche hanno fatto di tutto per farci credere il contrario, tanto che la maggior parte della gente se n’era convinta.
Fortunatamente c’è anche molta gente che non la pensa così, in quanto ci sono molti bambini morti o comunque danneggiati dalle vaccinazioni. I vaccini preparati per le vaccinazioni di massa non hanno nulla in comune con i vaccini di una volta: preparati in tempo reale e somministrati con modalità più vicine a quello che faceva la natura.
La gente non si fida dei vaccini moderni perché sono sporchi: contengono pezzi di DNA estraneo e inquinanti vari che causano patologie varie, quando non la morte immediata. A ciò si aggiunga che il virus o il batterio, dopo la manipolazione non sono più quelli selvatici, ma spesso, dipende dal trattamento, sono mutati e quindi possono essere più virulenti e più pericolosi o meno virulenti e quindi addirittura non efficaci. Questi fatti insieme alla genetica dei soggetti vaccinati produce effetti diversi, che vanno, appunto, dalla morte allo sviluppo nel tempo di diverse patologie.


Le vaccinazioni di massa, quando vanno bene, nel senso che il soggetto vaccinato non mostra patologie, producono immunità a breve tempo (5-10 anni) e non a vita, come invece accade quando la malattia infettiva viene contratta e superata naturalmente.

Le malattie esantematiche erano le benvenute, perché inducevano immunità duratura e servivano a rinforzare il sistema immunitario contro altre malattie e disturbi neurologici anche in età avanzata. La gente faceva di tutto per contrarre le malattie esantematiche, perché esse erano garanzia di una vita più sana.
Le vaccinazioni di massa sono responsabili della diffusione nelle popolazioni di virus e batteri modificati, dai quali la gente, soprattutto non vaccinata, pare si stia difendendo bene, ma su questo punto ritengo che solo uno studio attento potrà dirci quale sarà il futuro dell’umanità, alla quale si è tolta la possibilità di vaccinarsi naturalmente e si è imposta la vaccinazione artificiale. Sappiamo, però, che i bambini non vaccinati si ammalano di meno di quelli vaccinati. Lo sappiamo perché alcuni studiosi hanno svolto queste ricerche e non perché i Ministeri della Sanità si sono preoccupati di verificare se le vaccinazioni di massa fanno veramente bene, come dice la TV.
Se le vaccinazioni imposte facessero veramente bene, perché si teme che i bambini non vaccinati possano infettare quelli vaccinati? I bambini vaccinati non sono già coperti? Semmai, sono i bambini non vaccinati che dovrebbero temere di essere infettati. I bambini immunodeficienti che non possono essere vaccinati devono temere di più i vaccinati e meno quelli non vaccinati, i quali almeno avrebbero il merito di non essere portatori, fino a quando non si ammalano.
Il 90% dei bambini nasce già immune al Tetano. Eppure l’antitetanica è obbligatoria. Basterebbe un semplice test per evitare di fare anche questo vaccino.
Questa nota è stata sollecitata anche da amici che oggi, 11 luglio 2017, sono a Roma per partecipare al presidio permanente dei no-vax davanti al Senato.
Ministra, faccia un piccolo sforzo, ritiri il DDL. Gli italiani sapranno perdonarla.
Bari, 11 luglio 2017
Pietro Perrino

 

Da più di 30 anni, il Dr. Pietro Perrino si occupa di filogenetica delle piante, che ad esempio lo hanno portato a studiare gli effetti del glifosato sul corpo umano ed a studiare gli effetti del  DNA transgenico

fonte: www.medicinapiccoledosi.it

“Non trovo italiani per raccogliere cocomeri, senza immigrati dovrei chiudere l’azienda”

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“Se non avessi gli immigrati a lavorare nei miei campi dovrei chiudere l’azienda”. Lo racconta Mario Preti, 61 anni, titolare di un’azienda agricola a Gavello, in provincia di Rovigo, che porta avanti insieme alla figlia Gaia.

Gli sembrano assurde le polemiche relative alla presunta “invasione” di persone che scappano da fame miseria e guerre verso l’Europa: “Se non ci fossero loro non potrei lavorare”. Grazie agli operai stranieri o immigrati è possibile raccogliere i meloni e le angurie dei suoi campi, lavori che gli italiani oggi non vogliono più fare.

“Ai miei tempi – racconta Preti alla Nuova Ferrara -, quando ero studente all’istituto tecnico “Ignazio Calvi” di Finale Emilia in estate si andava a raccogliere la frutta per poter guadagnare qualche soldino per poter acquistare il motorino o fare altre spese. Ora tutto è cambiato e per raccogliere i miei prodotti devo ricorrere a manodopera straniera, nel mio caso operai provenienti dal Marocco o dalla Polonia o da altri Paesi dell’Est Europa. E dire che il sottoscritto, come tutte le altre aziende, paga regolarmente secondo le tariffe ed osserva tutti gli obblighi previsti dalla legge”.

Agli italiani lavorare in campagna non piace più, Preti è netto: “Andate a fare un giro per Gavello. I giovani li trova comodamente seduti davanti al bar a bighellonare. Il fatto è che i lavoratori stranieri hanno fame, ovvero voglia di lavorare, questa è la verità e poi se occorre lavorare la domenica per raccogliere e confezionare i prodotti non si tirano certamente indietro. Se non ci fossero i lavoratori stranieri non riuscirei a fare andare avanti la mia azienda”.

“Lo scorso anno ero riuscito a trovare quattro giovani studenti italiani – racconta -, volete sapere come è andata a finire? Li ho dovuti mandare a casa. Arrivavano sempre tardi e lavoravano di malavoglia, erano sempre attaccati al telefonino. Quest’anno su una quindicina di operai ho due soli italiani”

fonte: http://www.today.it/

 

La speculazione dei media sui poveri bimbi morti per il morbillo

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Una bimba di 16 mesi fa il vaccino contro il morbillo, poi dopo qualche giorno viene ricoverata per una coagulopatia e muore (di arresto cardio/respiratorio, senza avere apparentemente sintomi di morbillo tranne la generica febbre).

Le fanno degli esami e scoprono che tra le altre cose (la bimba era in cura dall’età di tre mesi) aveva il virus del morbillo. Tutto chiaro? Immagino di no, ma la differenza tra voi e i media è che per loro è tutto chiaro: la colpa è del morbillo. Non è del vaccino, che aveva fatto pochi giorni prima, anche se tra gli effetti collaterali del vaccino si legge “nel 5-15% dei vaccinati si può avere febbre superiore a 38.5 °C. Questi inconvenienti si verificano in genere da 5 a 12 giorni dopo la vaccinazione”.

E la colpa non è neppure degli eventuali problemi pregressi, per i quali era in cura purtroppo da tanto. Non è nemmeno della coagulopatia, e chiaramente non conta che quell’unico decesso su mille che il morbillo provoca come complicanza (o su tremila, dipende dalla forbice) sopraggiunga per superinfezioni batteriche e non per arresto cardio/respiratorio.

Il piccolo angelo – che riposi in pace – ha fatto il vaccino contro il morbillo, è morta pochi giorni dopo, e nessun media si pone anche il minimo dubbio che il vaccino in questa tragedia possa avere qualche responsabilità.

Tutti i titoli manipolano i lettori alimentando una chiara, inequivocabile ipotesi ancora priva di dimostrazione, ovvero la correlazione tra un virus eventualmente preso in precedenza al vaccino (relazione di causa-effetto possibile, ma che risulta allo stato attuale una mera ipotesi, molto meno probabile rispetto alla banale evidenza, ovvero quella basata su un dato acquisito e non su un’illazione).

Insomma, il famoso falso adduttivo “Post hoc, ergo propter hoc”, cioè il considerare come causa di un fenomeno ciò che è successo in precedenza a questo fenomeno, viene considerato un grave errore quando un bambino muore subito dopo avere fatto un vaccino, ma se per caso dopo un decesso, nel corpo si ritrova un virus (tra i tanti che regolarmente ospitiamo, specialmente dopo aver fatto un vaccino che per definizione inietta proprio quel tipo di virus – e chi dice che per un difetto di produzione non tutti i virus del preparato siano stati completamente inattivati?).

Un virus che tra l’altro si trova perché LO SI CERCA, mentre chissà quanti altri si troverebbero se solo venissero cercati, allora il “post hoc ergo propter hoc” diventa per i media una metodologia logica infallibile.

I giornalisti sono in massima parte o dei rubagalline senza un minimo di cognizione e di preparazione logico/scientifica, oppure dei disonesti a libro paga che barattano la salute dei lettori con la loro tranquillità economica, e fanno il titolo che più conviene a chi gestisce le leve del potere economico/finanziario.

Ricordate cosa successe per il bimbo malato di leucemia? Subito titoloni sul fatto che fosse stato contagiato dai fratellini non vaccinati, e poi la classica smentita, ( data non certamente con la stessa rilevanza ) che noi abbiamo sostenuto prontamente in questo articolo.

Le analisi sulla povera bimba potranno dimostrare qualunque cosa, ma quel che è certo è che OGGI l’unico titolo che si poteva fare era che una bambina è morta per cause ancora sconosciute (ma pochi giorni dopo aver fatto un vaccino).

Se leggete titoli diversi, sapete perché.”

Claudio Messora

Come non vaccinare i propri figli senza ritorsioni, e perchè

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come non vaccinare i propri figli

Un Decreto Legge Illegale nel merito e nel metodo

Per chi non lo sapesse, le ASL italiane hanno iniziato ad inviare le lettere per l’invito alle vaccinazioni obbligatorie così come espresse dal Decreto Legge 73/2017 ( Lorenzin ) , prima che lo stesso fosse stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Un atto profondamente ILLEGALE, per il quale nessuno pagherà come sempre in Italia, ma che ha avuto come risultato l’intasamento per mesi dei centri vaccinali con un numero massivo di prenotazioni.

AI SEGUENTI LINK:

IL VIDEO DELL’INTERVENTO DI IERI IN SENATO DEL SENATOR MAURIZIO ROMANI che spiega in maniera scientifica tutte le contraddizioni di questo scellerato Decreto Legge.

PERCHE’ L’immunità di Gregge è da ritenersi è la vera bufala antiscientifica su cui si basa la propaganda del governo e delle case farmaceutiche.

Di queste ore il dibattito parlamentare, che ha visto il Decreto bloccarsi per mancanza di coperture; e infatti sapevamo già che questa ministra ha stanziato gran parte del budget sanitario ( circa il 90% ) per l’acquisto di vaccini e di farmaci, e ha dedicato i restanti spiccioli al personale e alle strutture.

Per questo motivo pare che due emendamenti siano saltati, quello sulle vaccinazioni agli insegnanti ( e qui un grande urrà da parte di tutti gli insegnanti che giustamente vogliono l’obbligo sui bimbi ma non su di loro ), e quello sulla possibilità delle vaccinazioni in farmacia, voluto espressamente da Forza Italia come contrappasso al voto alla ratifica del decreto.

E qui viene il bello; i fenomeni del governo, a forza di cassare emendamenti, non avrebbero fatto distinguo e hanno cassato in toto anche l’unico emendamento che dovevano far passare, proprio per accontentare gli amici/nemici di Forza Italia.

Ecco qua il finimondo, dagli spalti insulti alla Lorenzin perchè non ha rispettato i patti… e lei che dice che proverà a reinserirlo in futuro. Roba da matti…

Chi sono gli scienziati all’interno di questo governo? Ricordiamo il doppio conflitto di interessi, di Ranieri Guerra, che siede sulle poltrone del governo e del CDA della GlaxoSmithKline ( 11 vaccini su 12 del decreto sono della Glaxo ), e Walter Ricciardi, di cui abbiamo raccontato l’esposto dell’emendamento apposito sul possibile conflitto di interessi. Ricordiamo anche quel Faraone, sottosegretario della ministra senza laurea, che ha ammesso candidamente in TV che nn c’è nulla di male se la nostra platea di bambini sarà di fatto sottoposta a una sperimentazione di massa sui vaccini, lasciando nello sgomento più assoluto tutto lo studio, in primis il buon Ivan Cavicchi che aveva sollevato certe questioni:

GUARDA IL VIDEO 

Oggi, tante famiglie si trovano in mezzo al guado e ci sono anche i dubbiosi che, pur sapendo dell’inaffidabilità di questa disposizione di legge e la mancata sicurezza per l’attuale prassi vaccinale, si sentono costretti da queste lettere e pressati pena la mancanza iscrizione agli istituti scolastici, e stanno cercando come non vaccinare i propri figli.

Il maggior risultato di questo provvedimento coercitivo è stato questo: aver gettato nel panico migliaia di genitori che non si accontenta delle bugie del governo e vuole vederci più chiaro.

Vi riportiamo questa prassi suggerita da Pietro Bisanti in risposta ad una mamma che a fine maggio ( e quindi con il decreto ancora nn pubblicato in gazzetta ufficiale ), si è vista recapitare le lettere di invito alla vaccinazione dalle ASL:

PRIME TRE COSE BASILARI DA FARE ( come non vaccinare )   – Pietro Bisanti-

Ciao *****, utilizzo la tua lettera per mandare un messaggio generale. Prendiamo tutti un bel respiro. 1) NON VACCINATE I VOSTRI FIGLI se questa è la vostra decisione. Non arretrate di un millimetro anche davanti alle pressioni o alle velate o meno minacce. 2) Fino a quando non avremo la certezza di che fine farà questo decreto (conversione, illegittimità costituzionale etc) NON mandate i vostri figli all’asilo nido o alla scuola dell’infanzia. Trovate un modo per tenerli a casa con voi. 3) Se non volete optare per fare homeschooling (cioè l’istruzione parentale) ai vostri figli, iscriveteli SENZA TIMORE alla scuola pubblica. All’atto della richiesta del libretto vaccinale, dichiarerete le vostre idee riguardo all’obbligo vaccinale.

NESSUNA PAURA DI SANZIONI AMMINISTRATIVE INCERTE E COMUNQUE CONTESTABILI

4) ATTENDETE, SENZA PAURA, LE POSSIBILI (E CONTESTABILI) SANZIONI AMMINISTRATIVE: la gente viene spaventata con cifre assurde, mentre per la Legge 689/81 i 7500 euro sono il MASSIMO e 500 il MINIMO ( già tolte o abbassate ). Le sanzioni amministrative possono essere pagate in misura ridotta entro un tot di giorni, e quindi, se proprio deciderete di pagarle, lo farete sempre AL MINIMO. Tale quale se prendeste una “multa” per infrazioni al Codice della Strada. Esiste il minimo e il massimo: se entro 60 giorni pagate, pagherete il minimo. Se invece ve ne fregate e non contestate né pagate, vi troverete a pagare cifre più alte. Non cambia nulla, sempre di sanzioni amministrative si tratta.

TANTO VALE NON FARE FIGLI IN QUESTI TEMPI DI SCEMPIAGGINI DILAGANTI

5) È fuor di dubbio che se cedete davanti a una sanzione amministrativa, TANTO VALE NON FARE FIGLI, perché il primo scopo di un genitore è di difenderlo FINO ALLA MORTE. Inoltre, come ogni sanzione amministrativa, in caso di perdita di ricorso sicuramente si pagherà di più del minimo, e se non pagate, vi arriverà una cartella esattoriale. Chi è nullatenente, può considerarla carta straccia, chi invece è “solvibile” potrà essere economicamente attaccato. Ma come per ogni cartella esattoriale, esistono le rateizzazioni, le dilazioni. Insomma CALMA. Abbiamo tempo e spazio di manovra!

SOLO UNA RACCOMANDATA A.R. DELLE ASL INDICA L’ENTRATA IN BELLIGERANZA E ALLORA POTRETE CONTATTARMI – anche se pare che l’ultima bozza del decreto escluda tassativamente la potestà genitoriale –

6) Hanno provato a spaventare tutti con la “sospensione della responsabilità genitoriale”, per poi correre ai ripari dicendo che “non è automatica”. Da moltissimi anni l’orientamento dei Tribunali per i Minorenni è di NON agire in tal senso se non di fronte a evidenti carenze genitoriali. ESPORRE LA PROPRIA IDEA CONTRARIA ALLE VACCINAZIONI NON È UNA CARENZA GENITORIALE; FOTTERSENE LO DIVENTA, QUINDI, SOLO QUANDO LE ASL VI FARANNO ARRIVARE UN INVITO SCRITTO A MEZZO RACCOMANDATA A.R. (E NON POSTA ORDINARIA) POTRETE CONTATTARMI E VI DIRÒ ESATTAMENTE COSA RISPONDERE, IN MODO CHE IL VOSTRO PENSIERO CONTRARIO VENGA ESPRESSO CORRETTAMENTE.

NESSUNO AL MONDO TOCCHERÀ I VOSTRI FIGLI

7) In sintesi, NESSUNO VI TOGLIE I VOSTRI FIGLI PERCHÉ LA SOSPENSIONE DELLA RESPONSABILITÀ GENITORIALE DEVE POGGIARE SULLA NEGLIGENZA. NEGLIGENZA CHE NON È PRESENTE ALLORQUANDO UNA SCELTA ANCHE CONTRARIA VENGA FATTA ED ESPOSTA CONSAPEVOLMENTE E CON COGNIZIONE DI CAUSA.
Sono qui per aiutare chiunque ne abbia bisogno a livello giuridico, per qualunque redazione di quesiti o istanze. Piantatela di farvela sotto. Io ci sono.

Fonte: https://www.valdovaccaro.com/2017/05/pietro-bisanti-ai-genitori-del-pianeta-tirar-le-palle/

Il vice sindaco di Bari denuncia la mazzetta e manda in galera i corruttori

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Quando era numero due della giunta di Acquaviva delle fonti, nel 2015 Austacio Busto ricevette da un imprenditore una mazzetta di 5mila euro in cambio di un favore per un appalto. Lui prese i soldi, raccontò l’accaduto al sindaco e insieme andarono a denunciare il fatto ai carabinieri. Oggi, dopo gli arresti, dice a ilfattoquotidiano.it: “Non è stato facile, ma oggi posso guardare a testa alta i miei figli”. E aggiunge: “Mi sono dimesso dal Pd nel 2009 perché non c’era più nulla di sinistra in quel partito”

Sono le 19 di un giorno d’autunno del 2015. L’appuntamento è nel garage di Tommaso Procino (Apulia srl). “Era una giornata familiare un po’ particolare – racconta l’ex vice sindaco di Acquaviva delle Fonti, Austacio Busto, oggi assessore ai Lavori pubblici – Mi ha detto che doveva darmi una cosa. Per me era normale incontrarlo perché quella società aveva vinto una gara di appalto durante la precedente amministrazione. L’ho raggiunto. Mi ha consegnato una busta. All’inizio l’ho presa senza pensarci. L’ho lasciata in auto e ho raggiunto i miei figli. Solo dopo averli messi a dormire, ho preso la busta e l’ho aperta: c’erano 5mila euro in contanti in quella busta”.

È questo il punto di partenza dell’inchiesta – condotta dai carabinieri e dalla guardia di finanza – che ha portato a undici arresti, in due filoni differenti ma con un punto in comune: le mazzette. Una storia di intermediari, imprenditori e politici corrotti, assieme a dirigenti comunali. La mosca bianca è il vicesindaco di Acquaviva, Austacio Busto, 52 anni, che rinuncia alla tangente e denuncia l’accaduto. E oggi ripercorre quella giornata a ilfattoquotiano.it: “Ho subito telefonato al sindaco (Davide Carlucci, ndr). Gli ho raccontato quanto accaduto e siamo andati in caserma dai carabinieri per sporgere denuncia. In lacrime – racconta – ho detto agli investigatori che non mi interessava di me, ma che avrebbero dovuto garantire massima sicurezza alla mia famiglia“.

L’esperienza politica di Busto – nato in Svizzera ma come lui afferma “italianissimo” – comincia nel 1993, quando viene nominato ad Acquaviva assessore alle Politiche giovanili in una giunta di sinistra. “La mia esperienza è durata qualche mese, deluso dalle dinamiche del partito, ho deciso di dimettermi“. Poi ci riprova: dal 2001 al 2005 è segretario dei Democratici di sinistra del suo paese. Collabora anche alla creazione del nuovoPartito democratico, ma nel 2009 lascia. Il motivo? “Non c’era più nulla di sinistra in quel partito”. Deciderà di candidarsi in una lista civica nel 2013, momento in cui viene nominato vice sindaco con delega ai Lavori pubblici. Il clima politico continua a non essere disteso. La vecchia dirigenza del Pd che aveva appoggiato la lista civica di Carlucci e Busto, diventa la minoranza. Ad Acquaviva il Partito democratico in pochi mesi passa da 70 iscritti a 700. In tutti i modi i nuovi vertici locali dei dem cercano di ostacolare la giunta. Senza sapere, però, che nel frattempo le indagini – partite dalla prima denuncia di Busto – vanno avanti e quindi è necessario che ognuno rimanga al proprio posto. Busto rinuncia alla carica di vicesindaco, ma prosegue come assessore.

In questi momenti di “crisi politica”, riceve una seconda telefonata. Stavolta dall’imprenditore Salvatore Fatigati che vuole vincere – a tutti i costi – la gara per la costruzione del nuovo teatro comunale. Gli promette 20mila euro. Busto – consapevole che ci sono gli investigatori ad ascoltare – prende tempo. L’imprenditore non vuole aspettare: trova “nuovi amici” negli uffici tecnici e vince la gara. Infine c’è la terza tangente, stavolta consegnata: devono proseguire i lavori per l’ampliamento della rete di acqua reflua e il Comune di Acquaviva riceverà 2milioni di euro. In una busta, Busto riceverà 2mila euro. Le prove sono sufficienti e i carabinieri procedono con gli arresti. L’incubo è finito.

Oggi l’ex vice-sindaco, guardato sempre con diffidenza dalla cittadinanza viene inondato di messaggi di vicinanza e di riconoscenza. “La gente – dice – ha bisogno ancora di buoni esempi“. E precisa: “È molto più facile dare giudizi dalla tastiera: denunciare una tangente non è facile. Io l’ho fatto perché non avrei più potuto guardare i miei figli come oggi posso fare”. Tanti messaggi ricevuti, quindi. Tanti, tranne che dalla nuova dirigenza del Partito democratico di Acquaviva che a – lungo – aveva voluto farlo fuori. Senza dimenticare che uno degli arrestati, Roberto Ottorino Tisci, vicesegretario del Pd del comune, ha gestito il comitato elettorale di Giovanni Giannini, poi diventato assessore ai Lavori pubblici della Regione Puglia e oggi dimessosi dopo la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati.

“Dobbiamo provare a creare un fronte dell’onestà che vada al di là dei partiti politici” dice invece il sindaco Davide Carlucci. “Abbiamo tentato di fare una battaglia corpo a corpo con persone e interessi e l’abbiamo vinta. Ora dobbiamo proseguire in questo senso”. Carlucci specifica che i suoi alleati, quelli del vecchio fronte del Partito democratico, fossero tutti contro “Tisci e i suoi”. Certo in questa vicenda molto politica, bisognerebbe chiedersi come un partito con 70 iscritti se ne ritrovi 700 in pochi mesi. Prima ancora se lo dovrebbero chiedere i dirigenti del partito regionale. L’inchiesta giudiziaria diventa quindi un boomerangall’interno del Pd che – almeno nel Comune di Acquaviva – ha dimostrato di avere molte ombre. Ombre che nessuno ha visto, almeno fino ad ora.

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Il record dell’India: 66 milioni di alberi piantati in dodici ore

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Dodici ore e un milione e mezzo di volontari. Sono questi i due ingredienti che hanno permesso all’India di registrare l’ennesimo record mondiale: 66 milioni di nuovi alberi piantati in mezza giornata. Il risultato — certificato dal «Guinness dei primati» — è stato raggiunto nello stato di Madhya Pradesh domenica 2 luglio. A prendere parte all’evento casalinghe e studenti, bambini e amministratori locali. Risultato: 66 milioni e 750 mila piante hanno trovato un nuovo terreno dove crescere. Shivraj Singh Chouhan, il primo ministro dello Stato, ha commentato su Twitter: «Sono orgoglioso di condividere con voi la notizia: gli abitanti del Madhya Pradesh hanno piantato con successo 6,63 crore (l’unità del sistema indiano che corrisponde alle decine di milioni) di alberelli». Sempre in India, nel luglio 2016, si era registrato un primato simile con la piantumazione di 50 milioni di alberi in circa un giorno, nello stato dell’Uttar Pradesh (nella foto da Facebook due ragazzi piantano alberi sulla collina di Degguradiya nella città di Indore, nello stato indiano
del Madhya Pradesh)

Un evento unico, in un Paese che risente degli effetti del cambiamento climatico: dai ghiacciai dell’Himalaya, che non riescono più a garantire l’acqua necessaria al sistema agricolo, a Nuova Delhi immersa nell’inquinamento. A farne le spese, ricordava nel gennaio scorso Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, «sono le donne, i poveri, i più vulnerabili». La riforestazione di ampie aree è una delle strade per contrastare il fenomeno: garantisce l’aumento della capacità di stoccaggio di carbonio, oltre ai tradizionali benefici che una maggiore copertura forestale comporta come la riduzione delle temperature. In occasione della conferenza di Parigi, il Paese si era impegnato ad aumentare il verde con 95 milioni di alberi piantati entro il 2030, investendo 6,2 miliardi di dollari

COMUNICATO STAMPA VACCINI : Interrogazione a prime firme Dirindin e Lo Moro su possibile conflitto di interesse

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vaccini in parlamento

Non è il primo caso di possibile ( nel precedente caso quantomai palese ) conflitto di interessi nel contesto del decreto legge 73/2017 sui vaccini obbligatori.

Con un’articolata interrogazione con risposta orale in Commissione, sottoscritta dai senatori del gruppo articolo1 Mdp (prime firmatarie Dirindin e Lo Moro), si chiedono al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute chiarimenti sulla delicata situazione venutasi a creare.

A seguito del consistente finanziamento effettuato dalla Merck Sharp & Dohme, una delle maggiori aziende farmaceutiche del mondo, leader nella lotta contro le malattie prevenibili con vaccinazione, a favore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma per la chiamata diretta di un professore di prima fascia nel settore scientifico Igiene generale e applicata della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

L’Università Cattolica vede fra i propri autorevoli componenti il prof. Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Sanità pubblica fino al 2015 ed ora presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ISS, l’organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale. L’ISS ha svolto un ruolo significativo nella predisposizione del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, in particolare all’interno del Gruppo di lavoro interistituzionale “Strategie Vaccinali”, mentre il prof Ricciardi ha svolto un ruolo attivo di supporto tecnico-scientifico nella predisposizione del decreto legge 73/2017 sui vaccini, in corso di esame al Senato,e nella valutazione degli emendamenti al primo articolo dello stesso.

Gli interroganti, si rivolgono al Governo per sapere, in particolare, “se non si ritiene che, in una materia così delicata come quella della obbligatorietà delle vaccinazioni ed in un contesto così difficile come quello che si sta creando in relazione alle esitazioni vaccinali, sarebbe stato opportuno evitare, almeno la coincidenza temporale, di ogni possibile situazione di interessi in conflitto (ancorché solo potenziali)”.

I senatori chiedono inoltre “se le procedure sono state adottate nel pieno rispetto, formale e sostanziale, della normativa in materia di conflitti di interesse e di trasparenza”, visto anche che l’ISS è stato “l’unico organo tecnico scientifico che si è pronunciato”, con una scarna nota del 4 luglio, rispetto all’emendamento 1.1000 della Relatrice al DL 73/2017 sulla modifica dell’articolo 1, comma 1 in merito alla obbligatorietà dei vaccini”.

FOTO DI REPERTORIO ©LAPRESSE0

FONTE: http://www.sanita24.ilsole24ore.com/

Il pomodoro ancestrale super nutriente che sta rivoluzionando l’agricoltura cilena

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Un gruppo di contadini cileni della città di Peumo, ha lanciato una join-venture per raccogliere il pomodoro rosa ancestrale, una specie che, nonostante le sue qualità straordinarie, è stato messo ai margini da culture industrializzate.

Un gruppo di agricoltori della città di Peumo (Regione di O’Higgins) che si trova a circa 150 chilometri a sud di Santiago del Cile, ha intrapreso il compito di salvare una varietà di pomodoro ancestrale conosciuta come pomodoro rosa.

Jose Flores è un agricoltore che coltiva da tre anni il seme di questo pomodoro, una varietà della famiglia della “belladonna” che conserva le sue caratteristiche naturali, senza la presenza di OGM“Si tratta di una specie molto antica. Si tratta di un prodotto totalmente naturale, senza l’utilizzo di pesticidi;

“Questo pomodoro ha caratteristiche uniche, e ha un grande vantaggio, perché è molto succoso. In aggiunta ad avere un colore rosa, differisce dai pomodori rossi tradizionali. Si è molto luminoso, è piuttosto interessante ,” – ha detto il produttore.

Il progetto per salvare questa specie, iniziativa promossa dal Ministero dell’Agricoltura cileno, è effettuata da Coopeumo, una cooperativa agricola locale con più di 350 partner

L’obiettivo è quello di generare nuove fonti di reddito per le famiglie agricole locali dalla coltivazione biologica di una specie la cui proprietà e luogo di qualità che oggi come un prodotto destinato al consumo di ristoranti gourmet e segmenti di mercato che puntano alla “bella vita “fiere di prodotti biologici

Nelle fiere dedicate, molte persone acquistano pomodori rosa, soprattutto quelli più anziani che ricordano ancora il gusto che avevano i vecchi pomodori” – dice il produttore Jose Flores.  A questo proposito, Rolando Escobar, presidente della Coopeumo aggiunto  ha detto al quotidiano El Rancagüino : “stiamo rifocalizzando la cooperativa per fornire valori e servizi per consentire ai nostri agricoltori di offrire prodotti che si differenziano da quelli industriali”.

Secondo il punto LXS responsabile del progetto, l’obiettivo è quello di espandere l’iniziativa tra gli altri produttori della zona LXS agricultorxs, e di promuovere il trasferimento di conoscenze circa la crescita di questa specie di pomodori tra i produttori anziani di LXS e quelli più giovani.”Mantenere viva la tradizione culinaria vuol dire dare identità ai prodotti del territorio” – come hanno dichiarato gli agricoltori LXS agricultorxs della zona.

Per i cittadini di Peumo è parte di una tendenza globale che pone il piccolo organico, l’agricoltura a scala, gli orti comunitari, come strumenti fondamentali urbani per promuovere la sovranità alimentare, l’accesso a prodotti di qualità, freschi, senza pesticidi, e, come evidenziato dal caso del pomodoro rosa, recuperando i sapori dimenticati di specie di frutta e verdura che sono stati dimenticati dal comparti agroalimentare alla ricerca di prestazioni e dei margini di profitto più elevati.

 

Fonte: http://construirtv.com

Tratto da: www.globochannel.com