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I misfatti della Glaxo e il palese conflitto di interesse con la sanità italiana

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In quale paese un dirigente esecutivo di una grande multinazionale farmaceutica può trovar posto anche nei sedili strategici del ministero della Sanità? La risposta è semplice, è l’Italia!

Così siamo a parlare di un nuovo esposto del Codacons all’Anac sulle vaccinazioni obbligatorie. L’associazione consumatori ha chiesto all’Autorità anticorruzione ( ANAC ) se «sia lecito che il dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra, firmi atti pubblici sui vaccini sedendo, come da curriculum, nel Cda della Fondazione Glaxo, che come noto produce il vaccino esavalente venduto in Italia».

«Risulterebbe che Guerra abbia firmato tutti gli provvedimenti sui vaccini anziché astenersi come dovuto, in base all’articolo 323 del Codice penale», è la contestazione del Codacons, che intanto parla di «gran successo per la petizione contro il decreto Lorenzin, che in pochi giorni ha raccolto oltre 20 mila firme. Per firmare,è possibile aderire alla pagina https://codacons.it/petizione-decreto-lorenzin ».

Insomma, come dice il buon Piercamillo Davigo,una volta le tangenti e le mazzette venivano nascoste nell’ombra, mentre oggi pare lecito fare tutto alla luce del sole!

Ma vogliamo ricordare quanto è pulito e trasparente l’operato di questa multinazionale farmaceutica da quanto emerge negli ultimi anni?

La Glaxo Smith Kline, quella casa farmaceutica che produce i 12 vaccini che dovremmo far iniettare ai nostri figli secondo il decreto Lorenzin, quella che decise di SCOMMETTERE ben 1 MILIARDO di euro sul nostro paese per le vaccinazioni. Quella in cui figura come consigliere d’amministrazione della fondazione GSK l’attuale direttore generale della prevenzione sanitaria Ranieri Guerra.

Condanna per frode nel 2012

Nel Luglio del 2012 La GlaxoSmithKline è stata condannata per il più grande caso di frode sanitaria negli Stati Uniti. In seguito a questo ha accettato di pagare un risarcimento di 3 miliardi di dollari, il quale costituisce il più grande risarcimento pagato da una casa farmaceutica.

L’accordo è correlato alla promozione illegale di prescrizioni di farmaci da parte dell’azienda, al fatto di non aver riportato correttamente i dati di sicurezza di utilizzo, alla corruzione di medici e alla promozione di medicine per usi non autorizzati. I farmaci in questione sono Paxil (che ha raggiunto vendite pari a $11.6 miliardi al periodo dell’accordo), Wellbutrin ($ 5.9 miliardi), Avandia ($ 10.4 miliardi), Advair Lamictal e Zofran per usi non autorizzati.

Questi farmaci, assieme a Imitrex, Lotronex, Flovent e Valtrex sono stati oggetto anche di schemi corruttivi. L’indagine governativa si è basata grandamente sulle informazioni provviste da un informatore che ha agito secondo la legge statunitense “False Claims Act

Rosiglitazone (Avandia)

Nel Giugno 2007 una meta-analisi scritta da Steve Nissen, a capo della divisione di medicina cardiovascolare all’ospedale di Cleveland, pubblicata nel “New England Journal of Medicine”, ha mostrato un aumento dell’odds ratio di infarto miocardico in pazienti sotto trattamento con rosiglitazone (Avandia).

Il New York Times ha pubblicato un articolo con la trascrizione della conversazione di Nissen con i dirigenti della casa farmaceutica: la conversazione era stata registrata senza che i dirigenti ne fossero a conoscenza. Susseguentemente è stata imbastita un’indagine del congresso per determinare quali informazioni era conosciute al momento dell’approvazione del farmaco e nei momenti successivi e se la GlaxoSmithKline abbia tentato di nascondere tali informazioni.

Nel Febbraio del 2010 la GlaxoSmithKline provò a bloccare la pubblicazione di un articolo critico sul rosiglitazone. Nel Luglio una lettera del comitato finanziario statunitense dichiarò che la GlaxoSmithKline deve pubblicare studi che indicano problemi concernenti il farmaco Avandia. Nel Novembre 2007 un comitato del congresso statunitense ha rilasciato una relazione che descrive come la GlaxoSmithKline abbia fatto delle intimidazioni al Dr. John Buse (dell’Università della Carolina del Nord) in seguito alle sue preoccupazioni sui rischi cardiovascolari associati al rosaglitazone

Paroxetina

La Paroxetina è un anti-depressivo inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) rilasciato dalla GlaxoSmithKline nel 1992. La campagna di promozione del farmaco diretta ai bambini è alla base per la successiva condanna per frode nel 2012 negli USA. Per dieci anni il farmaco è stato venduto come “non inducente dipendenza”, dichiarazioni che numerosi esperti ed almeno una corte giudiziaria hanno poi smentito come incorretta.

Circa 5000 cittadini statunitensi hanno fatto causa alla GlaxoSmithKline per l’uso della paroxetina, altre cause sono state intentante anche nel Regno Unito. Il motivo delle cause è che la GlaxoSmithKline abbia mancato di informare i pazienti di possibili diversi gravi effetti collaterali. Nel 2001 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la Paroxetina come l’antidepressivo del quale è più difficile poter sospendere l’uso. Nel 2002 la Food and Drug Administration ha pubblicato un nuovo avvertimento riguardo al farmaco e alla Federazione Internazionale delle Associazioni di Produttori di Farmaci ha dichiarato che la GlaxoSmithKline ha indotto il pubblico in inganno riguardo alla Paroxetina ed ha violato due codici di condotta dell’associazione.

Nel 2004 La GlaxoSmithKline ha accettato di patteggiare la condanna per frode ai consumatori pagando 2.5 miliardi di dollari; il farmaco a quel tempo aveva un ricavato di vendita annuale di 2.7 miliardi di dollari. Nel processo sono state inoltre mostrate prove di una deliberata e sistematica azione di soppressione dei risultati delle ricerche non favorevoli alla Paroxetina. Uno dei documenti interni della GlaxoSmithKline riportava: “sarebbe commercialmente inaccettabile includere una dichiarazione che l’efficacia [nei bambini] non è stata mai dimostrata, poiché ciò inficerebbe il profilo [commerciale] della Paroxetina”[13].

Spot televisivi falsi sulla paroxetina

Nel Giugno 2004 la FDA ha pubblicato una lettera di violazione indirizzata alla GlaxoSmithKline in risposta agli spot televisivi “falsi o fuorvianti” per la Paroxetina, scrivendo: “questi spot sono preoccupanti dal punti di vista della salute pubblica perché inducono un allargamento dell’uso della Paroxetina [oltre alle condizioni per le quali è stata approvata], allo stesso tempo minimizzando i seri rischi associati al farmaco”. La GlaxoSmithKline ha risposto che gli spot erano stati inizialmente approvati dalla FDA e che, comunque, non sarebbero più stati trasmessi.

Nel Marzo 2008 l’Agenzia di Regolazione per i Medicinali e i Prodotti per la Salute statunitense ha concluso che la GlaxoSmithKline avrebbe dovuto avvertire i consumatori dei possibili effetti collaterali della Paroxetina molto prima di quanto abbia effettivamente fatto. La GlaxoSmithKline non poteva essere perseguita secondo la legislazione vigente in quel tempo.

Nel 2008 le informazioni di prescrizione della Paroxetina rilasciate dalla GlaxoSmithKline indicano per la prima volta che possono verificarsi “seri sintomi di dipendenza”[17]. I documenti giudiziari rilasciati nell’Ottobre 2008 indicano che la GlaxoSmithKline “e/o i ricercatori coinvolti potrebbero aver nascosto o soppresso dati riguardanti il rischio di suicidio durante le sperimentazioni cliniche” della Paroxetina[18]. La soppressione dei risultati sfavorevoli delle ricerche e il processo della loro scoperta giudiziaria sono il soggetto del libro “Effetti Collaterali” (2008) di Alison Bass

Ribena

La GlaxoSmithKline è stata dichiarata colpevole nel marzo 2007 da parte della corte distrettuale di Auckland di 15 reati collegati alla condotta fuorviante nei confronti del “patto di libero scambio” della Commissione del Commercio Neozelandese. I reati riguardano Ribena: un succo di frutti “neri” misti, il quale è stato commercializzato al pubblico dall’azienda come contenente alte dosi di vitamina C. come parte di un progetto scientifico scolastico, Anna Devathasan e Jenny Suo, studenti quattordicenni del College Pakuranga di Auckland, hanno scoperto che Ribena contiene in realtà basse dosi di vitamina C.

La comunicazione dei risultati all’azienda non ha avuto seguito, pertanto, dopo che la scoperta venne comunicata ad uno show, essa venne portata all’attenzione della Commissione del Commercio. I test commissionati da quest’ultima scoprirono che Ribena non conteneva nessuna traccia rilevabile di vitamina C e la compagnia ricevette una multa di 217000 dollari. La GlaxoSmithKline dichiarò che non intendeva ingannare i consumatori e che le frasi promozionali erano basate su procedure di test che sono state susseguentemente cambiate

SB Pharmco Puerto Rico

Nell’ottobre 2010 Il dipartimento di Giustizia statunitense ha annunciato che la GlaxoSmithKline pagherà 150 milioni di dollari di multa (più 600 milioni di risarcimenti civili). Al quel tempo esso corrispondeva alla più grande cifra mai pagata come multa da parte di un produttore di farmaci adulterati. La GlaxoSmithKline ha accettato l’accordo di pagamento in risposta alle accuse penali e civili derivanti dall’aver prodotto farmaci adulterati da parte della sua sussidiaria: SB Pharmco Puerto Rico Inc. a Puerto Rico, la quale, a quel tempo, produceva farmaci per 5.5 miliardi di dollari all’anno. Il processo è iniziato 2002 quando la GlaxoSmithKline mandò un gruppo di esperti di qualità per risolvere i problemi citati da una lettera di ammonimento della FDA del precedente mese.

Il controllo di qualità dello stabilimento si rivelò essere “un disastro: il sistema idrico era contaminato, il sistema di aerazione rendeva possibili le contaminazioni incrociate tra i prodotti, il magazzino era così affollato che i furgoni noleggiati venivano usati per lo stoccaggio. Lo stabilimento non poteva garantire la sterilità soluzioni iniettabili dei farmaci anti-cancro e pillole diverse erano talvolta mischiate nello stesso contenitore”. L’ispettore-capo si lamentò con i dirigenti e raccomandò di ritirare dal mercato dei prodotti difettosi ma non avevano l’autorizzazione per farlo. Dopo la notifica alla FDA, nel 2005 le autorità confiscarono prodotti per 2 miliardi di dollari: la più grande confisca della storia. Incapace di risolvere i problemi dello stabilimento, la GlaxoSmithKline lo chiuse nel 2009.

Altre

  • Nel 2003 la GlaxoSmithKline ha firmato un accordo di integrità aziendale e ha pagato 88 milioni di dollari in una causa civile per aver sovraprezzato l’antidepressivo Paxil e lo spray nasale Flonase. Inoltre nel 2003 fu riportato che la GlaxoSmithKline doveva al fisco statunitense 7,8 milioni di dollari di tasse arretrate e interessi: la cifra più alta nella storia statunitense di tasse arretrate.

  • Nel 2004 la Guardia di Finanza italiana accusò circa 5000 persone per corruzione, tra le quali 273 impiegati della GlaxoSmithKline. Secondo l’accusa, la GlaxoSmithKline e le aziende a lei precedenti hanno speso 152 milioni di lire in “regali” come fotocamere, computer, vacanze e contanti per medici, farmacisti e altre figure. Prescrivere farmaci in cambi di regali o denaro costituisce in Italia il reato di comparaggio. Nel 2002 un’identica controversia si è manifestata in Germania.

  • Nel Marzo 2006 il procuratore generale della California, ha annunciato che la GlaxoSmithKline pagherà 14 milioni di dollari “per risolvere le accuse di aver gonfiato i prezzi dell’antidepressivo Paxil, in quanto la GlaxoSmithKline ha perpetuato frode di brevetto, violazioni del regolamento anti-trust ed abbia illecitamente tentato di mantenere il monopolio bloccando l’ingresso sul mercato delle versioni generiche del farmaco.

  • Nel Luglio 2013 le autorità Cinesi hanno annunciato che sin dal 2007 la GlaxoSmithKline ha usato più di 700 agenzie di viaggio e società di consulenza per recapitare tangenti per quasi 3 milioni di yuan a dirigenti, medici, ospedali ed altri che prescrivevano i suoi farmaci. La GlaxoSmithKline si è detta dispiaciuta e preoccupata di quanto è successo ed ha detto che coopererà con le autorità per le investigazioni. Nel Luglio ha ammesso che alcuni dei suoi dirigenti cinesi hanno infranto la legge e le autorità cinesi hanno arrestato quattro alti dirigenti con le accuse di corrompere medici per far loro prescrivere i farmaci GlaxoSmithKline in cambio di contanti e favori sessuali].

  • Nel 2012 un tribunale argentino ha condannato la Glaxo per aver sperimentato vaccini (vaccino contro la malaria) direttamente su bambini di famiglie indigenti, il che ha provocato ben 14 decessi. I paesi in cui è avvenuta questa specie di “sperimentazione umana diretta” sono, oltre ad Argentina anche ColombiaPanamaBolivia in Sud America. In Africa,invece, s’è provveduto a fare altrettanto in GabonMozambicoTanzaniaGhanaBeninCosta d’AvorioKenyaUgandaRepubblica CentrafricanaMalawiNamibia e Burkina Faso. GlaxoSmithKline ricorrerà in appello perché “le famiglie erano state messe al corrente del fenomeno dell’evento avverso al vaccino].

  • A fine 2012, in una ventina di paesi (non in Italia), GlaxoSmithKline ha provveduto a ritirare il proprio Vaccino esavalente “Infanrix Hexa” per via di una possibile contaminazione di un lotto del medesimo con il batterio “Bacillus cereus“, agente patogeno causante una forma di intossicazione alimentare, causata da mancata sterilità durante il processo produttivo.

2017: cosa succede oggi ai cittadini terremotati de L’Aquila

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Uno Stato degno di tale nome non può e non deve lasciare indietro i cittadini più sfortunati: ecco cosa succede ancora oggi in Italia ai cittadini terremotati de L’Aquila, i quali non sono solo dimenticati, ma tartassati con tasse e balzelli da cui dovrebbero essere esonerati di diritto.

“Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto. Il decoder Sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce.

Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo, poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.

Ed io lo faccio…. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.

Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.

Le racconto che pagheremo l’I.C.I. ed i mutui sulle case distrutte e ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla!

Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 € vedrà in busta paga 734 € di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile ad oggi.

Che lo stato non versa nulla ai “cittadini senza casa” (quelli che si gestiscono da soli) e che sono ben ventisettemila, a loro neanche quel piccolo contributo di 200 € mensili che dovrebbe aiutarli a pagare, magari, un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di 500 anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.

La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di “residenze di lusso”. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio o un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema.

“Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo.” Loro non scrivono …voi fate girare… Grazie da L’Aquila.”

Di: Francesca

Adesso siete liberi di farla girare o di ignorarla …o leggerla nulla più

Ecco come hanno ridotto la sanità italiana: formiche nei letti di ospedale

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Si pensava che con i pazienti curati a terra all’ospedale di Nola si fosse toccato il fondo, la foto che arriva da un ospedale di Napoli dice il contrario. Nello scatto che sta facendo il giro del web si vede una donna che dorme suo letto (probabilmente sedata), ricoperta di formiche. La foto della vergogna riguarda la Medicina generale dell’ospedale San Paolo, un presidio nel quale da anni i sindacati denunciano i continui tagli di personale e la presenza di insetti. Episodio per il quale il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato l’invio di una task force ministeriale e dei Nas per accertare le responsabilità. Fonti ufficiose rivelano che la paziente sarebbe stata trasferita al San Paolo a causa di una setticemia, insorta dopo un intervento di frattura di femore effettuato però al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli.

Durissima la critica del consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, membro della commissione Sanità e tra i primi ad occuparsi ieri del caso: «Un livello di sciatteria e mancanza di igiene – dice – che non possiamo accettare da parte del personale medico». Il consigliere regionale annuncia anche la convocazione in Commissione sanità di Vito Rago, direttore sanitario della struttura ospedaliera finita nell’occhio del ciclone. «Lo farò convocare per un’audizione» dice, anticipando di voler chiedere un’inchiesta. «La signora va subito rimossa e sistemata in condizioni mediche, sanitarie e di decoro degne di questo nome. O si lavora in modo serio e con grande rispetto per i malati – conclude – o per quanto ci riguarda si va a casa».

Il dottor Rago dal canto suo ricorda che alla guida del San Paolo ci è arrivato da non più di 20 giorni. Non per questo sminuisce la portata dell’episodio e chiarisce di aver attivato immediatamente i canali dell’Asl per bonificare il reparto in questione. «Questa vicenda – commenta – è inqualificabile. Ho immediatamente allertato il servizio per la disinfestazione. Ora, una stanza alla volta, ci occuperemo dell’intero reparto». Intanto, in attesa dell’arrivo degli «ispettori» ministeriali e dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità, come sempre accade in questi casi sotto accusa sono finiti medici e infermieri. Ma in realtà è proprio dal personale che negli anni più volte si sono levate richieste d’intervento finite purtroppo nel nulla. Ieri, in un comunicato stampa, le rappresentanze aziendali del comparto Cisl, Uil, Usb e Nursing Up hanno ribadito l’esigenza di «ricercare le responsabilità che certamente non sono ascrivibili al personale, ma ad una precisa strategia aziendale di questo presidio ospedaliero da parte della dirigenza».

Per i sindacati manca «una governance» visto che negli ultimi due anni si sono succeduti quattro direttori sanitari. «Nel presidio – aggiungono – non ci sono primari di ruolo e la stessa cosa vale per i coordinatori infermieristici». Per questo le rappresentanze sindacali annunciano una battaglia serrata. Quanto accaduto al San Paolo riaccende la polemica sull’asse Napoli – Roma, con l’Anaao pronta ad accusare il governo di aver dimenticato la Campania. «L’immagine vergognosa – dice Bruno Zuccarelli, segretario regionale del sindacato – è lo specchio di una Sanità da terzo mondo, colpevolmente piegata dall’assenza della politica. Ci chiediamo da tempo cosa stiano aspettando da Roma per nominare il nuovo commissario alla Sanità, la risposta a questa domanda ci lascia senza parole. A quanto pare la nomina a commissario di De Luca, che è la soluzione a questo punto più ovvia, sarebbe congelata a causa di una ripicca politica». Bruno Zuccarelli ritiene tutto questo inaccettabile, perché «mentre la politica va avanti con strategie e tentennamenti, mentre a Roma si pensa alle poltrone, qui in Campania si muore. O si finisce in ospedali che ricordano quelli delle zone di guerra, in remote regioni del pianeta. Un’intera regione è al palo, senza guida. Questa foto – conclude – è l’immagine di come il governo sta riducendo la nostra sanità». Lecito chiedersi se quella foto ritragga una situazione limite o se, in quelle condizioni al San Paolo, possano esserci anche altri pazienti.

fonte: corriere del mezzogiorno

Codacons vs Lorenzin: ha nascosto doc che svelano i danni dei vaccini

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Codacons contro il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sul tema dei vaccini.

L’associazione che tutela l’ambiente e i diritti dei consumatori, ha reso pubblici oggi alcuni documenti che mettono luce sulla reazione avverse dei vaccini su un numero elevato di pazienti.

Per questo avrebbe depositato presso le istituzioni di riferimento una denuncia penale per omissioni di atti d’ufficio.

Il documento è redatto dall’Aifa (associazione italiana del farmaco)  e mostra i dati raccolti negli anni che vanno dal 2014 al 2016. L’accusa al ministro è di omissione d’atti d’ufficio. Il Codacons si chiede se Lorenzin abbia illustrato i dati Aifa agli altri ministri, prima dell’approvazione del controverso decreto che aumenta il numero delle vaccinazioni obbligatorie e le rende necessarie per l’iscrizione dei bambini nelle scuole. Il decreto include anche il giudizio sopra la potestà genitoriale per i genitori che non si allineano a questi nuovi obblighi di legge.

Codacons sui vaccini: «Serve trasparenza»

I documenti dell’AIFA, i cui risultati possono essere letti qui nella loro interezza, mostrano le segnalazioni di reazioni pericolose legate ad alcuni vaccini. In particolare, le segnalazioni riguardano il farmaco che è indicato con il nome commerciale di Infarinx Hexa (1892 segnalazioni nel 2014 e 992 nel 2015, e 702 casi per il farmaco) e che tutti conoscono come vaccino esavalente. Il dato significativo è che messi a confronti con i dati OSMED ( Osservatorio Medico sull’impiego dei medicinali ) i dati crescono in maniera esorbitante: parliamo di 8182 casi nel 2014e 7892 nel 2015.

All’interno del documento ci sono due tabelle che mostrano la percentuale di manifestazione di alcune patologie a seguito della somministrazione dei vaccini. Questa vanno da patologie del sistema nervoso, gastrointestinali, vascolari, del metabolismo, cardiache, del sistema muscolo scheletrico, immunitario, fino alle renali e urinarie.

Il documento svela anche cinque morti causate da reazioni gravi ai vaccini,

avvenute in Piemonte, Basilicata, e Lombardia. Coinvolti sono neonati tra le 9 e le 11 settimane di vita. Anche se alcuni studi riportati nel documento, dimostrano che non esiste una relazione causale tra l’esposizione ai vaccini e la morte prematura, SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante), è chiaro che il nesso temporale è talmente evidente che la “scienza” può mettere in campo tutte le sue scoperte senza fugare tutti i ragionevoli dubbi che crea questa situazione.

Vaccini: i danni li pagano i contribuenti

Durante la presentazione del rapporto in conferenza stampa quest’oggi, Il Codacons ha anche messo sul tavolo alcuni spunti di riflessione. Come l’indennizzo della case farmaceutiche. In USA, una famosa marca di shampoo ha pagato un indennizzo di 70 milioni per una neoplasia. Mentre le case farmaceutiche non pagano i danneggiati italiani, che sono rimborsati da noi contribuenti. ( sin dai tempi del Presidente della Repubblica Scognamiglio ).

Si sono tratte quindi anche conclusioni su come mai le case farmaceutiche avrebbero scelto proprio l’Italia come campo d’avanguardia per la sperimentazione vaccinale a livello mondiale. e la risposta è molto semplice: da noi se le aziende sbagliano e forniscono alle ASL un prodotto pericolo che danneggia la salute pubblica, a rimetterci non sono le stesse aziende ma il Ministero della Salute, e in via indiretta, tutti noi contribuenti!

Il Codacons ha terminato il suo intervento con un appello al Presidente Mattarella affinché non firmi il decreto legge.

Dopotutto, ricorda l’associazione, lo stesso Mattarella da Presidente della Corte Costituzionale ha creato una serie di precedenti giuridici nei quali venivano riconosciuti gli stessi danni dei vaccini. 

Foto: https://pixabay.com/it/vaccinazione-doctor-siringa-medico-1215279/

Danni gravi da vaccini: i casi lampanti che emergono oggi

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casi morti vaccino

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo queste storie di mamme con bimbi danneggiati gravemente a seguito di somministrazione di vaccini. Pensiamo che sia giusto sensibilizzare le coscienze da un torpore che sta attanagliando la società. Ai centri vaccinali ci sono le liste piene dopo la pubblicazione di questo Decreto Legge, che rappresenta un unicum europeo di una gravità inaudita. 

Già, perchè ora che il governo per mano della ministra Lorenzin, ha giocato pesante ( e sporco ), le mamme non ci stanno, e per difendere la propria libertà stanno iniziando a raccontare tutto, anche quello che magari prima per una serie di cause era rimasto più nascosto.

“Ho deciso di raccontare, qui, l’esperienza “vaccinale” di mio figlio. Era nato prematuro, nel 1995, e con postumi di asfissia prenatale. A quel tempo ancora non lo sapevo, ma la sua situazione era considerata -stando ai libretti divulgativi in merito- una controindicazione a tutti gli effetti. Ma, come si sa (vero?), i vaccini sono praticamente innocui e solo una piccolissima, ma proprio piccolissima, parte subisce danni in seguito alla loro somministrazione. Ed infatti, sotto pressione del premuroso pediatra, come moltissime mamme, mi sono messa in fila anche io affinché il mio bambino fosse sottoposto a questa salutare pratica. Risultato: dopo una decina di giorni mio figlio non sorreggeva più la testa, non seguiva più con lo sguardo -in pratica aveva perso la capacità visiva- e manifestava piccole crisi epilettiche continue. Disastro. Siamo andati tutti in panico e ci siamo precipitati all’ospedale: Vicenza, Padova, Udine… iniziò il calvario. Ovviamente mi sono recata in fretta anche dal premuroso pediatra, che nulla ha saputo dirmi… nulla… non si spiegava il caso (parole sue). Dubbi sulle vaccinazioni? Ma no, nemmeno uno. Il libretto delle controindicazioni sulle vaccinazioni? Non c’entrava nulla… Siamo rimasti soli, a girare a vuoto tra terapisti riabilitativi, medici che non avevano nulla da dire, operatori dell’Ulss increduli… ed il nostro bambino di tre mesi che non era più quello di prima. Ad un certo punto abbiamo fatto una visita con il prof. dott. Mandatori, dell’università La Sapienza di Roma, e lì si è sciolto il nodo: il medico si è arrabbiato moltissimo, anche con me, la mamma, esclamando a voce alta “Signora, come ha potuto far vaccinare suo figlio prematuro e sottopeso???”. A quel punto avevo capito, finalmente cos’era successo… Non solo mio figlio aveva ricevuto un danno, ma la colpevole ero io. Ed in parte era vero. Perché mi ero fidata ciecamente? Perché non mi ero informata in modo più serio, cercando di ragionare anche con la mia testa? Perché? Perché??

Che tenerezza mi fanno, ora, quelle giovani mamme che vedo in fila all’Ulss davanti all’ambulatorio delle vaccinazioni… Dopo circa un anno la faccenda si è fatta sempre più chiara perché le visite si sono susseguite ed altri medici mi hanno confermato, a voce, il nesso vaccinazioni e danno. Una dottoressa dell’Ulss stessa mi ha detto al telefono “abbiamo sbagliato”; ed io “lo direbbe davanti al giudice?” e lei “no, non posso”. Nel frattempo ho riempito una cartella di letteratura medico-legale in merito a questo triste ambito. Mi sono accorta, tardi ed in seguito ad una denuncia legale di “danno da vaccinazioni” (irrimediabilmente tardi per mio figlio) che un mondo intero si celava dietro a questi drammi. Ho iniziato a girare per gli ospedali militari (preposti alle denunce di danno vaccinale) di Padova e Verona. Medici legali mi hanno confidato che “non si riesce più a star dietro alle denunce”. Ma come? Non dovevano essere pochissimi casi, così come indicato dalle belle e chiare statistiche? Il ministero aveva trovato un’interessante “via”: chi avesse fatto richiesta di rimborso per danni da vaccino NON per via diretta, bensì tramite IL GIUDICE DEL LAVORO, avrebbe avuto maggior garanzia di ottenere soddisfazione… Bella trovata in effetti, perché il rimborso sarebbe stato più probabile, seppur di entità minore perché veicolato tramite “pensioncina” vita natural durante. E questi casi, gestiti dal giudice del lavoro, avrebbero trovato posto nelle statistiche ufficiali? Mmmmm. Eccola, la “stesura scientifica” delle tanto acclamate statistiche che vengono sbandierate alle madri.

Intorno al 2008 (non ricordo perfettamente la data), immersa fino al collo in tutto questo caos, ho avuto modo, per delega fattami dal sindaco del mio paese di residenza, di partecipare alla riunione in merito alla “regione Veneto apripista della libertà di vaccinazioni”. Convegno a porte chiuse, riservato ad addetti tenutosi al Palazzo della Guardia di Verona. Le cose che ho sentito mi hanno fatto rizzare i capelli; due tra tutte: “il paniere degli stipendi dei medici sarà aumentato in base ai lotti di vaccini piazzati nel mercato” e “non preoccupatevi della libertà di vaccinazioni, perché faremo una pubblicità così martellante che le mamme ce li porteranno volontariamente, i loro figli”. Ero allucinata! L’ho sentito con le mie orecchie e posso giurarlo sull’unica figlia rimastami. Ad un certo punto, in quel frangente, il Sig. Tremante è riuscito a salire presso il palco e ad avere tra le mani il microfono: ha letto la prima parte dell’orribile esperienza delle vaccinazioni sui suoi figli… e poi, in due, sono saliti sul palco e l’hanno tirato giù a forza… Non me lo dimenticherò mai. (http://www.responsabilecivile.it/la-storia-dei-fratelli-tr…/)
A voce, quasi sussurrando, ho ricevuto le scuse di diversi medici; gridando, qualche medico legale ha attaccato il proprio collega restio a riconoscere l’evidenza della connessione vaccino-danno.
Schifo? Raccapriccio? Vergogna infinita? Rabbia estrema? Scegliete quello che vi pare, o sceglietele tutte.
Mio figlio non ha più recuperato ed è morto nel 2013.
Mia figlia, studentessa di quinta superiore (praticamente non vaccinata, visto cos’era successo al fratello…. e vi risparmio l’altro calvario per essermi rifiutata di vaccinarla) è stata l’unica della sua classe, l’anno scorso a fare ZERO assenze per malattia.
SPECIFICO: IO NON SONO CONTRO I VACCINI; SONO CONTRO L’OBBLIGO DI VACCINAZIONE. Chi vuole giocare alla roulette russa sulla testa dei propri figli lo faccia pure, ma NON DEVE AVERE IL DIRITTO DI FARLO CON I FIGLI DEGLI ALTRI.
Se sei vaccinato non ha senso tu abbia paura del contagio: sei immune, no?
Il vaccino è un farmaco: basta leggere il bugiardino della casa farmaceutica (l’avete mai visto in un ambulatorio di vaccinazioni??).
Le nazioni europee (anche in America) sono molto più caute con l’obbligo vaccinale: tutti stupidi?
E’ morale sacrificare una “piccola” (quanto piccola?) parte di bambini per salvaguardarne (sì? le vaccinazioni di massa sono davvero utili per tutti, come vien detto? 
http://www.medicinapiccoledosi.it/…/lesmo-vaccinazioni-cor…/) la maggioranza? E’ questo il tipo di “scienza da ragionerie” che la medicina, dall’alto del suo status, propone? A chi toccherà domani… al figlio di Maria, Giovanna, Cristina, Stefania…chi?
A Romina e ad Elia è già successo.
https://www.facebook.com/radioautismo.org/videos/1682570851756306/?fref=mentions&pnref=storyhttps://www.youtube.com/watch?v=TR4-nWXQuhI

Buongiorno a tutti.
Racconterò quello che è successo a mio figlio, che per fortuna oggi sta benone, non come “anti-vaccinista” , perché io non sono contraria ai vaccini, ma sono profondamente contraria all’obbligatorietà. Mio figlio,gennaio 2014,3 mesi di vita, sottoposto a vaccino obbligatorio,e raccomandato. Cerchiamo di sottoporre all’attenzione del medico di base e della asl ,un’anamnesi familiare ,che sia il più possibile chiara ,anche se siamo due semplici e profani “genitori”.Ci sentiamo rassicurare,STRA-rassicurare e “RACCOMANDARE”, di sottoporre il bambino al vaccino,nonostante il mio compagno sia un sogg. allergico.In circa 10 giorni,dopo la somministrazione,mio figlio diventa una piccola piaga vivente.Ci rechiamo subito dalla pediatra di base,che senza indugi, lo imbottisce di cortisone da somministrare a livello cutaneo e ci spedisce, da un dermatologo.Il bambino vedrà da quel momento in poi ,circa 7/8 dermatologi ,che continueranno a segnarci cortisone su cortisone,da somministrare sia esternamente, sulla cute lesa,che da fargli ingerire.Mio figlio smette di mangiare,di dormire,deve vivere con dei guantini di cotone fissi sulle manine , il prurito è talmente forte che si stacca la pelle.Iniziano le supposizioni : 
“signora sarà il suo latte,smetta di allattare”,”signora vivete con due gatti??dia immediatamente via i suoi gatti” ..Non contenti di come procedono le cose,(il bambino smette di crescere,non dorme e non mangia , continua a soffrire terribilmente) nonostante creme su creme, (che cambiano da dermatologo a dermatologo ogni santa volta),ci rechiamo all’Idi (siamo di Roma).Qui, verrà ricoverato in day hospital. Finalmente,vedremo delle ricerche più approfondite.Verranno fatti moltissimi esami,tra cui quello per l’intolleranza al glutine,prove allergiche,esami del sangue di ogni tipo.I valori del sangue ,da spavento,tanto che una mattina si riuniscono vari medici in una stanza per cercare di chiarire quei parametri da urlo.Noi momenti rimaniamo stecchiti li ,nella sala di attesa.Ci recheremo in questo centro,circa tre volte a settimana,il bambino viene medicato ogni volta,fasciato e ricoperto di eosina e unguenti dalla testa ai piedi.Passiamo nelle mani di dermatologi ,allergologi,immunologi.Sarà proprio un’allergologa,a chiederci informazioni, in merito al vaccino.Sarà proprio lei ,l’unica fino a quel momento, ad esporsi in merito.Ci consiglierà ,di parlare con la pediatra di base e interrompere il ciclo vaccinale.Ovviamente,non ce lo metterà per iscritto.Con il benestare della ped. di base,ma arrivati a quel punto ,(guai a chi ce lo toccava),interrompiamo il ciclo vaccinale.Dopo mesi di inferno e medicazioni,il bambino comincerà a stare meglio, rincoglionito ormai, di antistaminico ,che prenderà per quasi un anno.Sono passati quasi 4 anni.C’è stato detto di tutto,la cosa che non hanno mai smesso di dirci, è ,che quell’eczema severo,è al 99% dermatite atopica e che come tale ,si sarebbe ripresentata ciclicamente ,vaccino o non vaccino.Tutti ce lo diranno.Tutti ci diranno che ci ricrederemo,perché sicuramente in inverno il bambino tornerà a riempirsi di piaghe.Noi stiamo aspettando, da 3 anni e mezzo.Mio figlio non ha fatto più alcun vaccino.Dalla asl, dove inizialmente ci chiamavano,continuavano a dirmi “signora la dermatite si ripresenterà,non faccia schiocchezze”.Mio figlio ha continuato a prendere il mio latte,fino ai 2 anni e mezzo,vive con i suoi gatti,mangia tutto,va al parco ,al mare,e in montagna.La dermatite atopica che sarebbe ricomparsa al 100%, non è ricomparsa. Mio figlio una volta uscito da quella coperta di piaghe che aveva addosso,non ha mai ,e dico mai,più avuto un solo sfogo di quel tipo..MAI.Ma torniamo al papà,classe 1987,sogg. allergico (e non lo si può sapere a 3 mesi se lo si è o no….ricordiamolo!!), seguirà tutto il calendario vaccinale,avrà il medesimo calvario,con la differenza che la “sua” DERMATITE ATOPICA, non cesserà .Durerà con insistenza e severità.Certo,il mio compagno è vivo e vegeto,come lo è mio figlio,non ha riportato deficit,ritardi etc,ma a differenza di mio figlio, il primo anno di vita, a causa di questo sfogo “severo”,e invalidante,ha smesso di crescere e di nutrirsi.Era al percentile più basso..ma il pediatra,continuava a raccomandare il vaccino.La sua crescita,si è arrestata.Noi oggi ,siamo seguiti da un medico di Roma,che con tutta la documentazione in mano,e vedendo i valori ,esami ,foto etc.. non ha esitato un solo attimo, a parlare di reazione avversa .Un neonato, è uno sconosciuto ,di cui non sappiamo nulla,di cui non possiamo conoscere reazioni ed evoluzione.Sottoporlo ad un vaccino,che non è “UNO”,è un rischio, senza se e senza ma.A tanti dice bene,VERO..ma a tanti altri NO!Perché, mi domando,questo va taciuto???.Io non sono contro i vaccini,e voglio ricordare, che i danneggiati da vaccino, esistono ( LO DICONO CHE ESISTONO??…..),perché “qualcuno”, li ha portati a vaccinare!!!
Lo stesso qualcuno, che poi,ha dovuto mettere e mettersi in discussione,e che ogni santa volta, deve sentirsi additato come ignorante,terrorista.. chi più ne ha più ne metta.Io sono dell’idea che prima dei neonati, andrebbero rivisti a tappeto i calendari vaccinali degli adulti,di cui abbiamo informazioni,cosa che di un neonato non abbiamo.Credo che vaccinare per la varicella, sia ridicolo, (mio figlio l’ha fatta manco due mesi fa..)Credo che dividere le persone in”anti e pro”, sia pericoloso e sia una trappola nella quale non bisogna cadere.Tutti siamo per la salute,tutti siamo per la prevenzione,di tutti.
Non sono un’antivaccinista,e non sono una pro-vaccinista..sono una mamma, che pretende CHIAREZZA E SCRUPOLOSITA’..E DIRITTO ALLA SALUTE, PER TUTTI.

Chiude il cerchio sull’estrema pericolosità di queste “somministrazioni improvvisate” la notizia di ieri 28 maggio 2017 di un povero bimbo pugliese: Convulsioni per 20 minuti, febbre alta, difficoltà respiratorie, diarrea; così un bambino di Taurisano, di 15 mesi, è stato ricoverato nell’ospedale di Casarano, dopo aver ricevuto come prima dose vaccinale, una combinazione di vaccini, ovvero il quadrivalente: morbillo, rosolia, parotite e varicella e nello stesso giorno anche il vaccino anti epatite A.
“Un mix – dichiara il legale della famiglia, Attilio Aiello – che sarebbe stato deleterio, anche perché la stessa AIFA, agenzia nazionale del farmaco, raccomanda che il vaccino quadrivalente come prima dose, andrebbe somministrato in maniera separata ovvero morbillo, rosolia e parotite in una soluzione unica e a parte la varicella. In tal modo si eviterebbero soprattutto nei bambini più piccoli dai 13 ai 15 mesi, gli effetti collaterali come le convulsioni e la febbre molto alta.”

Il punto é che si tratta di una raccomandazione dell’AIFA e non di un obbligo, cosìcché “negli uffici vaccinali di Casarano hanno non solo somministrato a un bimbo piccolo il quadrivalente, ma in più é stato eseguito anche un altro vaccino quello dell’epatie A.” Conclude il legale.

C’é dell’altro: perché i genitori del piccolo paziente, avrebbero riferito al loro avvocato, che il giorno della vaccinazione, il personale avrebbe dichiarato alla madre che portava suo figlio, che sarebbe stato eseguito sul piccolo un vaccino sperimentale, senza dare ulteriori informazioni sui possibili rischi, sul nome commerciale dello stesso vaccino. Proprio quest’ultimo infatti non sarebbe stato scritto sul libretto vaccinale del bambino. “Solitamente – riferisce l’avvocato – viene scritto dal personale sanitario il nome e il lotto del vaccino che é stato eseguito sul bambino, cosa che invece non appare in questo caso. Martedì, il padre del piccolo andrà a chiedere spiegazioni in merito presso il centro vaccinale, per verificare se si è trattato di un atto di negligenza da parte degli operatori oppure no.”

Ci sentiamo di pubblicare queste storie, perchè in molti genitori anche dubbiosi o con bimbi che hanno avuto problemi alle prime vaccinazioni, si sono messi in lista d’attesa ai centro vaccinali perchè spinti da questo decreto legge. Ad oggi non è ancora stato discusso in parlamento e non pubblicato nella gazzetta ufficiale, pertanto la sua efficacia resta ancora in sospeso.

Il questo quadro nella giornata di oggi il Codacons ha organizzato una conferenza stampa dove annuncia la denuncia penale verso il ministro della sanità per omissione atti di ufficio. Verranno resi noti tutti casi gravi da vaccino monitorati ( e ufficialmente registrati ) dall’AIFA, nel triennio 2014-15-16. Vi aggiorneremo presto anche su questi sviluppi.