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Domenica 19 novembre: piantare 21.408 alberi per il nostro futuro

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piantare alberi

21.408 alberi in più per le nostre città. Li metteranno a dimora domenica 19 novembre (e successive in caso di maltempo) migliaia di cittadini, associazioni e portavoce nelle istituzioni di 41 Comuni, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi. Un numero che potrebbe crescere ancora, con nuove adesioni (i Comuni che non hanno ancora comunicato gli alberi che metteranno a dimora possono inviare una mail a: alberiperlavita@gmail.com).

Un progetto di forestazione urbana partecipata aperto a tutti promosso dal 2015 dal Movimento 5 Stelle insieme a Gianroberto.

Un’ idea che si trasforma in realtà e cresce ogni anno. Tra i 41 Comuni partecipanti quest’anno, diversi non sono governati dal Movimento 5 Stelle, ma hanno capito l’importanza di questa azione partecipata. Lo hanno fatto aderendo e/o autorizzando la messa a dimora di nuovi alberi da parte di volontari. Gli alberi come l’aria e la salute sono di tutti.

Dal 2015 ad oggi, coinvolgendo direttamente i cittadini, sono già stati messi a dimora circa 4.000 alberi tra Reggio Emilia (), MilanoTorino, Cavriago (Reggio Emilia), Mira (Venezia).

Ogni albero piantato da un cittadino è un passo in più verso un cambiamento che non si può più rimandare. Sarà una iniziativa senza alcuna bandiera politica, distinzione religiosa o sociale. Una azione ispirata anche alle parole dell’Enciclica Laudato Sì di Papa Francesco, ai programmi delle Nazioni Unite e della FAO.
Come una grande comunità, metteremo a dimora migliaia di piante per tutti.
La forestazione urbana è una delle misure necessarie per combattere i cambiamenti climatici e l’emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento.

Ogni albero assorbe circa 15 kg di CO2. Produce ossigeno per 2,5 esseri umani, assorbe e blocca le polveri sottili, incamera ozono e migliora il microclima . Creare boschi urbani e barriere vegetative nelle città ed a fianco di zone di grande scorrimento (autostrade, tangenziali etc) ci aiuta a contenere l’inquinamento anche acustico, favorendo la biodiversità ed il ripopolamento faunistico. Nelle vicinanze delle zone interessate da una intensa forestazione urbana le temperature si abbassano naturalmente di 1-2 gradi.

Partecipare è semplice: basta amare la propria comunità e portarsi da casa una pala/una paletta da giardino, guanti e seguire sul posto le istruzioni che vi verranno fornite.

DOVE PIANTEREMO ALBERI:

ROMA 12.000 alberi – Creazione di nuovi boschi urbani in città– Per aderire e ricevere istruzioni invia una mail a: eventi.assessoratoambiente@comune.roma.it
TORINO 1.000 alberi – Per creare un bosco di fronte all’inceneritore del Gerbido. Gli alberi sono il futuro bruciare rifiuti è il passato Per partecipare: segreteria.assessoreunia@comune.torino.it
REGGIO EMILIA 1.000 alberi – progetto boscoparco ‘Dario Fo’
POMEZIA (Roma) 1.000 alberi
VOLLA (Napoli ) 1.000 alberi– millealberivolla@gmail.com
SAREGO (Vi) 730 alberi: donati agli studenti delle scuole su iniziativa del sindaco
FABRIANO (AN) 500 alberi – fabriano5stelle@gmail.com
CARRARA 450 alberi/arbusti – boschiurbanicarrara@gmail.com
ASSISI (PG) 350 alberi
FAENZA (Ra) 300 alberi
CARBONIA (Ca) 250 alberi
ARDEA (Roma) 200 alberi sonia.modica@ardea.gov.it
CATTOLICA (RN) 200 alberi francescomarcolini75@gmail.com
CHIOGGIA (VE) 200 alberi – sindaco@chioggia.org
RHO 200 alberi/arbusti –
DORGALI (NU) 200 alberi assessore.corrias@comune.dorgali.nu.it
MERCATO SAN SEVERINO (SA) 200 alberi mssmov5@gmail.com
MILANO 200 alberi comitatoalberipermilano@gmail.com
PAVIA 200 alberi
RUBIERA (RE) 111 alberi alberiperrubiera@gmail.com
BENEVENTO 100 alberi
TARQUINIA (Vt) 100 alberi alberiperlavitatarquinia@gmail.com
GINOSA (Ta) 100 alberi
NOVATE MILANESE (Mi) 100 alberi
SEDRIANO (Mi) 100 alberi
MELZO (Mi) 90 alberi 

GARDA (Vr) 60 alberi
LACHIARELLA (Mi) 50 alberi
CASALPUSTERLENGO (Lo) 50 alberi
PESCANTINA (Vr) 50 alberi
ROCCA IMPERIALE (Cs) 50 alberi
SANTERAMO IN COLLE (Ba) 50 alberi
TREVISO 30 alberi
VIGONOVO (Ve) 30 alberi
SALZANO (Ve) 30 alberi
GALATINA (Le) 30 alberi
MIRA (Ve) 40 alberi
CROTONE 25 alberi
BASTIA UMBRA (Pg) 21 alberi
AREZZO 8 alberi
NAPOLI 3 alberi

 

di Movimento 5 stelle .it

Vaccino anti influenza, il virus muta anche nelle uova usate per la produzione

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vaccino anti influenza

La limitata efficacia del vaccino anti influenza, che ad esempio lo scorso anno si è fermata al 43% per il ceppo predominante H3N2, potrebbe essere dovuta a delle mutazioni causate dal metodo di produzione, in cui i virus vengono fatti crescere nelle uova.

Lo affermano due studi pubblicati dalla rivista Pnas e da Plos Pathogens.

I vaccini antinfluenzali vengono realizzati con le proteine del rivestimento esterno del virus purificate, che una volta iniettate stimolano una risposta immunitaria. Nello studio su Pnas i ricercatori della University of Pennsylvania hanno analizzato una mutazione emersa nel virus A H3N2 nel 2014, che ha portato alla creazione di uno zucchero sulla superficie esterna.

Nel vaccino per la stagione 2016-2017 lo zucchero, che aiuta l’agente patogeno ad eludere il sistema immunitario, è però sparito, perchè la molecola impedisce la crescita nelle uova, e quindi i virus l’hanno eliminata per adattarsi al nuovo ambiente. La ricerca su Plos, dello Scripps Research Institute californiano, ha dimostrato invece che durante la crescita delle uova si crea anche un’altra mutazione, proprio nella zona più importante per il riconoscimento da parte del sistema immunitario.

Anche se la protezione risulta parziale, sottolineano i ricercatori, il vaccino ha comunque salvato 40mila vite solo negli Usa lo scorso anno. “I nostri dati suggeriscono che dobbiamo investire in nuove tecnologie che non prevedano l’uso di uova – afferma Scott Hensley, autore principale del primo studio -. Allo stesso tempo tutti dovrebbero continuare a fare il vaccino annuale, perchè una protezione parziale contro l’H3N2 è meglio di nessuna protezione, e perchè contro gli altri ceppi, come l’H1N1 e il B, la protezione sarà invece eccellente”.(ANSA).

www.ansa.it

Cibi contaminati importati dall’estero: ecco la lista nera

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Il pesce spada e il tonno dalla Spagna inquinato da metalli pesanti, gli integratori e i cibi dietetici con ingredienti non autorizzati dagli Stati uniti e le arachidi dalla Cina contaminate da aflatossine cancerogene, salgono sul podio della “black list” dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute, che vede al decimo posto i pistacchi dalla Turchia per la presenza di aflatossine oltre i limiti di legge.

E’ quanto emerge dal dossier Coldiretti su “La classifica dei cibi più pericolosi” presentato dalla Coldiretti  al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea nel 2016.

Sono 2.925 – sottolinea la Coldiretti – gli allarmi scattati nell’Unione Europea con la Turchia che è il paese che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256) e dall’India (194), dagli Stati Uniti (176) e dalla Spagna (171). Si tratta di Paesi con un fiorente scambio commerciale con l’Italia che – denuncia la Coldiretti – riguarda anche i prodotti piu’ a rischio; Nel 2016 sono stati importati dalla Spagna in Italia 167 milioni di chili di pesce in aumento del 5% nel primo semestre del 2017 mentre sono quasi 2 milioni i chili di pistacchi che nel 2016 sono arrivati dalla Turchia che ha esportato in Italia anche quasi 3 milioni di fichi secchi e  25,6 milioni di chili di nocciole che rientrano nella lista nera per elevata rischiosità.

Per numero di allarmi fatti scattare nel 2016 al quarto posto della classifica si trovano i peperoni  provenienti dalla Turchia che – spiega la Coldiretti – ha fatto registrare contaminazione oltre i limiti consentiti di pesticidi,  mentre preoccupante è la situazione della frutta secca, come i pistacchi provenienti dall’Iran e i fichi secchi dalla Turchia, che sono rispettivamente al quinto e sesto posto, entrambi fuori norma per la presenza di aflatossine, considerate cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Seguono in classifica le carni di pollo provenienti dalla Polonia, che sono state oggetto di allarme per contaminazioni microbiologiche oltre i limiti di legge, in particolare di salmonella.

All’ottavo posto troviamo ancora prodotti contaminati da aflatossine, le nocciole provenienti dalla Turchia, seguiti dalle arachidi dagli USA con lo stesso problema di sicurezza alimentare, che ritroviamo ancora nei pistacchi dalla Turchia e nel peperoncino dall’India. A seguire altri prodotti – aggiunge la Coldiretti – sono stati tra quelli più segnalati, come per le albicocche essiccate dalla Turchia per contenuto eccessivo di solfiti, la noce moscata dall’Indonesia, per aflatossine e le carni di pollo dai Paesi bassi, per contaminazioni microbiologiche.

L’agricoltura italiana – continua la Coldiretti – è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%).

“Non c’è più tempo da perdere e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “importanti passi avanti sono stati ottenuti con l’estensione dell’obbligo di indicare la provenienza del riso e del grano impiegato nella pasta ma molto resta da fare perché 1/3 della spesa resta anonima, dai succhi di frutta al concentrato di pomodoro fino ai salumi”.

Ecco i cibi più pericolosi e la motivazione:

1.Pesce dalla Spagna (96): metalli pesanti in eccesso (mercurio e cadmio)
2.Dietetici/integratori da USA (93): ingredienti e novel food non autorizzati
3.Arachidi dalla Cina (60): aflatossine oltre i limiti
4.Peperoni dalla Turchia (56): pesticidi oltre i limiti
5.Pistacchi dall’Iran (56): aflatossine oltre i limiti
6.Fichi secchi dalla Turchia (53): aflatossine oltre i limiti
7.Carni di pollo dalla Polonia (53): contaminazioni microbiologiche (salmonella)
8.Nocciole dalla Turchia (37): aflatossine oltre i limiti
9.Arachidi dagli USA (33): aflatossine oltre i limiti
10. Pistacchi dalla Turchia (32): aflatossine oltre i limiti
11. Peperoncino dall’India (31): aflatossine e salmonella oltre i limiti
12. Albicocche secche da Turchia (29): solfiti oltre i limiti
13. Noce moscata da Indonesia (25): aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente
14. Carni di pollo dai Paesi Bassi (15): contaminazioni microbiologiche

fonte: Coldiretti

www.italiachecambia.org

Morbo di Lyme, così il morso di un parassita può distruggere la vostra salute

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morbo di lyme

Soprattutto è importante sapere come rimuovere l’animale dalla cute. Ecco i farmaci e i migliori consigli in queste evenienze.

Morbo di Lyme: ecco la malattia salita alla ribalta per aver colpito la soubrette Victoria Cabello e che si sta rapidamente diffondendo in Europa

Cosa fare immediatamente dopo la puntura di una zecca? Innanzitutto è fondamentale rimuovere l’animale il prima possibile e correttamente (ovvero tirandola dolcemente con una pinzetta, senza schiacciarne il corpo e senza toccarla a mani nude. Se la bocca dell’animale resta adesa, va rimossa con un ago sterile). Per il trattamento antibiotico, invece, è meglio aspettare, almeno secondo le linee guida dell’Infectious Diseases Society of America e dell’American Academy of Pediatrics, ai fini di evitare lo sviluppo della malattia di Lyme, una malattia su base batterica che, come ammonisce uno studio pubblicato lo scorso anno su Nature, è sempre più diffusa in Europa a causa dei cambiamenti climatici globali, e in Italia presente soprattutto nel Nord-est.

leggi anche : RIMEDI NATURALI CONTRO LE ZECCHE

«La malattia di Lyme non è comunque l’unica malattia trasmessa da zecche. La zecca del bosco, per esempio, la stessa che trasmette la malattia di Lyme, in alcune zone è in grado di trasmettere anche l’encefalite da zecca (una malattia virale), mentre la zecca del cane, soprattutto nell’Italia meridionale e insulare, può trasmettere la Rickettsiosi, anche conosciuta come febbre bottonosa del Mediterraneo. Anche in questo caso la sintomatologia è simil influenzale e in un basso numero di casi, la malattia è letale nelle persone con precarie condizioni di salute» precisa il dottor Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive parassitarie e immunomediate dell’istituto Superiore di Sanità.

Lo specialista tiene anche a sottolineare come al momento: «Non esiste ancora in Europa, purtroppo, un vero e proprio sistema di sorveglianza della malattia di Lyme, per cui le dimensioni del fenomeno sono al momento difficili da quantizzare».

Vediamo come si sviluppa il morbo di Lyme

Se la zecca responsabile della puntura contiene nel suo intestino il batterio Borrelia in circa un 5% di casi vi è la possibilità di ammalarsi di tale malattia: quando la zecca punge (e lo fa in maniera indolore in un 70% di casi), resta adesa alla cute per poter succhiare il sangue e gli occorrono 12 ore per digerire il sangue umano e riversare i prodotti della digestione e quindi anche la Borrelia, nel circolo ematico dell’ospite.

Ecco perchè il rischio contaminazione è nullo se si stacca la zecca dalla cute prima delle 12 ore dal momento della puntura e massima se non si stacca entro le 36 ore. Una volta staccata la zecca, piuttosto che assumere l’antibiotico bisognerebbe monitorare il paziente per 30-40 giorni.

Gli esami di laboratorio, almeno immediatamente dopo la puntura, non sono di supporto per fare diagnosi di malattia di Lyme poiché nelle 4-6 settimane successive alla puntura, la ricerca nel sangue degli anticorpi antiborellia risulta negativa in ogni caso. «Esami più sofisticati, di tipo molecolare, non sono praticati di routine e non sono probabilmente utili nel periodo asintomatico» commenta ancora il dottor Rezza.

Eritema migrante e non solo

Se nei 30-40 giorni successivi alla puntura si nota lo sviluppo del cosiddetto eritema migrante, ovvero di una lesione cutanea arrossata di forma anulare, più chiara al centro, con un diametro che può raggiungere anche i 10-50 cm e comparire, migrando, anche su altre parti del corpo, febbre superiore a 38°, mal di testa, astenia, è indispensabile iniziare subito il trattamento antibiotico con somministrazione o di doxiciclina 100 mg due volte al giorno o di amoxicillina 500 mg 3 volte al dì per 10-21 giorni.

Se l’infezione è più grave e produce complicanze di solito si passa alla somministrazione di ceftriaxone per via endovenosa o intramuscolo alla dose di 2 g. al giorno in presenza di artrite per 14 giorni oppure in caso di cardite la terapia si prolunga per 21 giorni o per 30 giorni in caso di complicanze neurologiche.

Cosa succede se non si fa diagnosi della malattia

Se non si fa diagnosi della malattia in maniera tempestiva e quindi la malattia stessa ha modo di cronicizzare, la risoluzione della sintomatologia diventa davvero difficile. A tale proposito uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha tentato di capire se un trattamento antibiotico sul lungo termine può migliorare le condizioni di tali pazienti che nello studio in questione, hanno ricevuto per bocca un ciclo di 12 settimane di doxiciclina, claritromicina e idrossiclorochina o placebo e tutti in precedenza, avevano ricevuto ceftriaxone per via endovenosa.

Dai risultati di questo studio sembrerebbe che in caso di sintomi persistenti legati al morbo di Lyme, un trattamento antibiotico sul lungo termine non dona effetti benefici aggiuntivi sulla qualità della vita, rispetto a quanto si può ottenere con un trattamento antibiotico a breve termine.

È bene ricordare che curare una volta anche con successo la malattia di Lyme non produce immunità e quindi se si viene punti di nuovo vi è sempre la possibilità di sviluppare il morbo di Lyme; se non si fa diagnosi tempestiva o se il trattamento antibiotico non produce guarigione la malattia cronicizza con la comparsa di alterazioni a carico dell’apparato muscolo scheletrico, del sistema nervoso centrale e periferico, alterazioni sensoriali, comportamentali e dell’apparato cardiovascolare.

www.lastampa.it

Cina: oltre 650.000 vaccini ritirati perchè inefficaci

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vaccini ritirati cina

Pechino (AsiaNews) – Più di 650mila dosi di vaccini ritirati dal mercato cinese dei farmaci. Erano da somministrare a bambini sono stati dichiarati inefficaci e per questo sono stati ritirati dall’Istituto nazionale per il controllo delle medicine, che avverte che essi non sono comunque dannosi per la salute.

I vaccini ritirati dovevano immunizzare contro la difterite, la pertosse e il tetano (Dft). Le dosi di Dft sono state ritirate dallo Shandong, dall’Hebei e dalla provincia di Chongqing.

Durante alcune ispezioni di prova, l’Istituto ha riconosciuto che i vaccini non operano in modo proprio. Secondo la Xinhua alcuni vaccini sono stati già spediti e usati. Le autorità stanno studiando l’incidente per vedere chi sono i responsabili. L’Istituto statale ha messo a disposizione un numero telefonico d’emergenza per dare informazioni ai parenti che hanno somministrato il vaccino ai loro bambini.

La Cina ha iniziato a vaccinare i bambini contro la Dft fin dagli anni ’70 del secolo scorso e ha quasi sradicato queste tre malattie.

Non è chiaro come mai le dosi sono state distribuite prima della verifica dell’Istituto. I vaccini ritirati sono stati prodotti da due ditte: la Changchun Changsheng Biotech, che le ha vendute al Centro governativo di controllo e prevenzione delle malattie; e da un istituto di Wuhan, che fa parte di una ditta statale farmaceutica.

La Cina combatte da decenni contro la corruzione nel mondo della medicina. Lo stesso capo dell’Istituto nazionale della sanità è stato coinvolto con condanne per aver dato licenze per farmaci rivelatisi poi inefficaci o dannosi. Negli anni passati vi sono stati anche scandali legati alle donazioni di sangue infetto da Hiv, di cui però gli uffici governativi garantivano la qualità.

AsiaNews,07 novembre 2017

Continua a leggere: CINA – Richiamati oltre 650mila vaccini: sono inefficaci | Laogai Research Foundation Italia ONLUS

La proposta di Natale: «Piantate un albero nei boschi bruciati invece che portarlo a casa»

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boschi alberi natale

L’iniziativa parte da Claudio Chiarle, segretario generale della Fim-Cisl, ma va sostenuta dalla Regione e dalle istituzioni. Intanto Coldiretti lancia l’allarme: «15 anni per ricostruire i boschi»

Alberi di Natale non nelle case, ma nei boschi. L’idea è semplice e nasce dalla situazione disperata in cui versano le montagne piemontesi dopo gli incendi di queste due settimane: invece che piantare alberi di Natale veri nelle proprie case, i cittadini possono contribuire alla piantumazione degli alberi nei boschi bruciati.

LA PROPOSTA – La proposta è stata avanzata da Claudio Chiarle, segretario generale della Fim-Cisl: «Per il periodo natalizio sostituiamo gli alberi di Natale veri, che di solito seccano un mese dopo, con alberi di Natale simbolici. Ad esempio, un palo in ferro piantato nel vaso con rami fatti da appendini in ferro. Il ferro per ricordare la nostra vocazione prioritaria e essenziale di Città industriale e per ricordare i fusti degli alberi brulli e secchi dei nostri boschi bruciati». Un’iniziativa che per essere davvero efficace andrebbe sostenuta dalla Regione Piemonte e dalle istituzioni locali, che potrebbero fare da tramite con i vivaisti che vendono gli alberi di Natale.

BOSCHI IN PERICOLO – Se è vero che l’emergenza sembra essere rientrata, secondo la Coldiretti gli effetti si vedranno nitidamente nei prossimi anni. Quindici anni. E’ questo il tempo calcolato per ricostruire i boschi distrutti dagli incendi: un danno non da poco sia per l’ambiente che per l’economia, il turismo e il lavoro. Una situazione terribile e triste, soprattutto se si considera che dietro i roghi è stata accertata la mano dell’uomo. L’emergenza è alle spalle, il Piemonte dopo mille difficoltà prova a rialzarsi.

torino.diariodelweb.it

 

Toscana, la discarica raddoppia? Per convincere la Regione Pd l’azienda manda il tecnico. Che è vicesindaco di Pisa col Pd

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discarica toscana

ESEMPIO PERFETTO DELLA TRASPARENZA DEL CONFLITTO DI INTERESSI IN CUI SI IMMERGE LA POLITICA ITALIANA

Il caso dell’impianto tra i colli di Volterra della cui chiusura si parla da vent’anni. Ma ora la società vuole conferire un altro milione di tonnellate di rifiuti perché, assicura il sindaco di Pomarance, porta soldi e lavoro. Ma le anomalie (e i possibili conflitti d’interessi) non mancano

www.ilfattoquotidiano.it

Rai, Milena Gabanelli si è dimessa: “Avevo proposto una striscia quotidiana di 4 minuti ma il dg ha detto di no”

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gabanelli

La giornalista ha inviato una lettera in via Mazzini con cui comunica la sua decisione di sciogliere il contratto a partire dal 15 novembre. Ha rifiutando l’offerta della direzione generale della condirezione di Rai News per lo sviluppo del portale web e del ritorno alla sua storica trasmissione Report. Orfeo: “Dispiaciuto e stupito”. La tv pubblica: “Amarezza”. M5s: “Fallimento del nuovo dg”

Milena Gabanelli si è dimessa dalla Rai. La giornalista ha inviato una lettera in via Mazzini per comunicare la sua decisione di sciogliere il contratto a partire dal 15 novembre. Ha rifiutando l’offerta della direzione generale della condirezione di Rai Newsper lo sviluppo del portale web e del ritorno alla sua storica trasmissione Report. “Ho comunicato oggi all’azienda le mie dimissioni poiché le condizioni proposte non permettono di produrre risultati apprezzabili”, dice l’ideatrice del noto programma di giornalismo d’inchiesta di Rai Tre.

“La condirezione di Rainews con delega al relativo sito e l’implementazione del numero dei giornalisti – aggiunge – non ne modifica il limite. Poiché non attrae le forze dei 1600 giornalisti Rai (indispensabili per farlo decollare), in quanto percepito come il sito di una testata concorrente. Invece la nascita del portale unico di news online – per il quale ho lavorato in questi mesi – è subordinata a tempi non definiti e certi. Al fine di non disperdere il lavoro fatto in questi mesi, ho proposto al direttore generale una striscia quotidiana di 4 minuti di un fatto raccontato per numeri. Ma anche questa strada secondo il dg non è al momento percorribile“.

Già nel settembre scorso Gabanelli aveva deciso di autosospendersi: era andata in aspettativa non retribuita in attesa che Consiglio di amministrazione varasse il nuovo piano news. Adesso le era stato proposto di tornare a Report. “Per quel che riguarda la proposta di ritornare a Report in condirezione con Ranucci – spiega la giornalista -, oltre a precisare che è stata la sottoscritta, a decidere che dopo 20 anni era venuto il momento di considerarla un’esperienza conclusa, la considero mortificante per il collega e l’intera squadra, che sta portando avanti il programma in modo eccellente”.

Il direttore generale, Mario Orfeo, si è detto molto dispiaciuto ma anche molto stupito dalla notizia delle dimissioni di Gabanelli, mentre viale Mazzini ha diffuso un comunicato per esprimere “smarezza per la decisione” della giornalista. La Rai sottolinea di avere posto a Gabanelli “una doppia offerta che doveva rappresentare il momento di passaggio verso la nascita di una testata web autonoma, i cui tempi di realizzazione sono oggi fissati dal nuovo contratto di servizio approvato dal cda Rai e presto al vaglio della Commissione parlamentare di vigilanza. Una proposta peraltro molto più avanzata rispetto a quella che la stessa Gabanelli accettò nel gennaio scorso dal precedente dg Antonio Campo Dall’Orto come vice direttore all’Offerta informativa con delega per il digitale”.

 

Per i parlamentari del Movimento 5 Stelle in commissione Vigilanza Rai, invece, le dimissioni di Gabanelli “sono il fallimento di Orfeo come direttore generale. Le priorità del braccio destro di Renzi sono state altri, soprattutto rispetto al comparto informazione, parliamo dei nuovi contratti offerti a Vespa e Fazio. Adesso perde anche pezzi. La cosa peggiore non sono le dimissioni di una figura indipendente e di alto livello, ma l’assenza di progettualità per lo sviluppo del portale web dell’informaziona Rai. Quello di Orfeo è un fallimento in piena regola”.

La rottura tra Gabanelli è l’ex direttore del Tg1, promosso dg dopo le dimissioni di Antonio Campo Dall’Orto, si era consumata nei primi giorni di settembre. L’ideatrice di Report aveva rifiutato l’offerta di condirezione di Rai News con Antonio Di Bella, mettendo Orfeo davanti a una sorta di aut aut: autosospensione o ritorno al progetto originario per il quale era stata chiamata da Viale Mazzini lo scorso febbraio.  “Sembrerà strano – spiegava la giornalista – ma la Rai, al contrario di tutte le tv del mondo, ha molti telegiornali, ma non ha un portale di news online organizzato in modo da valorizzare il lavoro dei suoi 1.600 giornalisti sul web. La concessione dice che deve colmare il gap digitale poiché una grande fetta di popolazione non si informa più attraverso i canali tradizionali, e ad oggi è completamente esclusa dal servizio pubblico pur pagando il canone. Un fatto gravissimo di cui sia l’azienda che la commissione di Vigilanza sono consapevoli”.

Gabanelli, dunque, aveva detto no a una mansione che, rispetto a quello che doveva essere il nuovo grande portale Rai24.it, appariva di serie B: “Il mio incarico era di preparare le condizioni per poter mettere tutti i 1.600 giornalisti Rai (a partire dai corrispondenti esteri e regionali) in condizione di anticipare le notizie sull’online – aggiunge – e fornire contenuti realizzati ed informazioni di cui sono depositari, e che, per ragioni di spazio, non possono essere condensate nei telegiornali”. Invece er arrivata la proposta di condirezione, con una squadra di una ventina di persone al massimo non scelte da lei, per cercare di rilanciare un sito, Rainews.it, che raggiunge appena i 100mila utenti unici al giorno. Un brand fallimentare su cui nessuno, finora, aveva osato mettere la faccia e tentare un rilancio. Per chiedere il ritorno in Rai della giornalista, il Fatto Quotidiano aveva lanciato una raccolta firme: le sottoscrizioni – in circa un mese e mezzo – sono state pià di 190mila. 

www.ilfattoquotidiano.it

Vaccini: parroco toscano attacca Avvenire e Famiglia Cristiana «Mondo scientifico cattolico è una vergogna»

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parroco seggiano famiglia cristiana

Seggiano 20 agosto 2017
alla Pontificia accademia per la Vita
all’ufficio della Pastorale della Salute della CEI
all’Associazione dei Medici Cattolici Italiani
e per conoscenza
a mons Parolin
a Famiglia Cristiana, ad Avvenire
a vari fratelli nella fede e nella nostra comune umanità

Quando ho scritto a mons Parolin il 17 luglio riguardo alle vaccinazioni, non l’ho fatto perché mi aspettassi una risposta. Sentendo che una larga parte del mondo cattolico appoggiava le derive autoritarie della ministra Lorenzin, ho voluto far sapere a tanti cristiani, perplessi e increduli di fronte a queste posizioni, che la Chiesa è ben più grande e che il pensiero di Dio non si esaurisce in quello espresso da Famiglia Cristiana o da Avvenire o, ora, da voi e vanno considerati altri punti di vista. Vi scrivo con lo stesso spirito, sperando comunque in una risposta.

Già c’è un senso di impotenza di fronte allo strapotere ideologico-economico che sta devastando la terra e umiliando l’umanità a tutti i livelli; vedere la Chiesa, ‘maestra di umanità’, ‘luce per il mondo’, che su tante questioni concrete della vita rischia di accodarsi al pensiero del Principe di questo mondo, è motivo di sofferenza per tanti cristiani impegnati e motivati dall’ascolto del Vangelo.

La vostra ‘Nota congiunta per fare chiarezza sulla posizione della Chiesa riguardo l’uso dei vaccini obbligatori’ avrebbe bisogno di una riflessione prima di tutto scientifica, ma anche, e non di meno, morale e teologica, sociale e pastorale, senza dimenticare il ‘cuore’ di tutto questo: l’interesse economico (che non è un aspetto extra-scientifico, come spesso viene detto, perché muove e indirizza e plagia gran parte della ricerca scientifica, come sa chiunque distingue almeno il giorno dalla notte; tutti sanno che il giro di soldi per questo affare planetario è colossale). La mia riflessione non andrà in profondità in tutti questi campi, sarà breve, ma pronta ad allargarsi in corrispondenza di un vostro sincero desiderio di dialogo, anche correttamente critico.

Non sono un medico, ma mi sono confrontato con tanti medici, pediatri, specialisti, non meno qualificati di quelli che dicono di essere la ‘comunità scientifica’ e di rappresentare ‘il pensiero della scienza’. Prima di diventare prete ero un semplice ingegnere; da questo ho ereditato una serietà nel metodo di lavoro che credo sia utile in tutti i campi. Prima di tutto la tendenza a conoscere bene i fatti, a mettere in fila le cose, a confrontare le varie opinioni, a valutare con serietà quello che non torna; e poi a fare in modo che le cose stiano in piedi senza puntelli da tutte le parti, con materiali non scadenti, con visioni che tengano conto di vari aspetti.

Mi limiterò ai punti che avete trattato nella vostra nota, senza ripetere tutte le questioni tecnico-scientifiche di cui ho parlato nella lettera a mons Parolin, che potete trovare facilmente; anche se avrebbe bisogno di qualche correzione e precisazione, quella letterarimane riferimento imprescindibile, introduzione e completamento per quello che vi scriverò. Importanti sono anche la lettera aperta al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità SCIENZA E VACCINI sottoscritta da centoventi tra medici, pediatri e specialisti, e il documento della SIPNEI (Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), entrambe documentate scientificamente, rispettose ed equilibrate. I medici che condividono queste posizioni sono migliaia e molti altri non hanno il coraggio di esporsi perché hanno famiglia e non possono permettersi di perdere il lavoro.

Le richieste fatte al governo (e totalmente ignorate), hanno un’intelligenza, un’onestà e un valore scientifico tale che dovrebbero essere quelle portate avanti dagli organi scientifici cattolici. Viene chiesto l’utilizzo molto maggiore di vaccini singoli (passato con riserve in Parlamento e già troncato); vengono chiesti controlli che non siano fatti, direttamente o indirettamente, dalle case farmaceutiche stesse (che sono invece la grande maggioranza, come ammetteva anche un articolo di qualche tempo fa sull’Osservatore Romano), un’anamnesi più seria e approfondita che faccia valutare caso per caso (sia riguardo alle persone che riguardo al singolo vaccino, senza fare pericolosi minestroni), una corretta informazione che permetta ai genitori di svolgere nel modo migliore il loro compito di scelta per la salute del proprio bambino e ai pediatri di fare il loro lavoro; c’è infine l’invito a ripensare e a fare una seria ricerca (che assurdamente non esiste) sugli effetti di questi bombardamenti di agenti patogeni su bambini di pochi mesi con sistema immunitario immaturo e a innalzare l’età delle vaccinazioni. Tutte cose che una conoscenza scientifica non condizionata da montature ideologico-economiche riconoscerebbe legittime e veramente scientifiche.

Vengono stigmatizzati, anche da giornali cattolici, singoli casi con situazioni estreme (senza rispetto per chi le vive), vengono evidenziate ‘bufale’ e articoli falsi o superficiali solo per svalutare obiezioni serie, competenti e motivate a cui invece non si danno risposte. Spero non siate anche voi quelli che fanno di ogni erba un fascio ma proviate a interrogarvi su obiezioni tutt’altro che banali. Ricordando che dietro le sigle che vengono loro appioppate, no-vax, free-vax, ci sono centinaia di migliaia di genitori che amano i loro figli infinitamente più di un generico sistema sanitario, persone intelligenti e serie, spesso provate dalla vita in
questo campo. Tanto più chele notizie false e parziali, insieme ai silenzi su questioni essenziali da parte del sistema sanitario ufficiale sono ‘bufale’ ben peggiori, perché si ammantano dell’arroganza autoreferenziale dell’autorità, rasentando la frode.

Venendo ad alcuni punti concreti, voglio partire da una delle malattie che è stata usata come spauracchio: il rischio del morbillo (la meningite ha perso di mordente e di visibilità sugli organi di informazione pubblica, dopo che la gente ha cominciato a verificare che in realtà i numeri non erano per niente eccezionali e soprattutto che si ammalavano i vaccinati nella stessa misura dei non vaccinati, se non di più). Chi non è più giovane ma non è ancora vecchio ricorda bene che i medici di famiglia invitavano i genitori a esporre i bambini al contagio, perché da piccoli c’erano meno problemi e per renderli più forti. Tra le tante persone che conosco che hanno preso morbillo e varicella da adulti non ci sono stati particolari problemi. E’ importante notare che i grafici sulla diminuzione della mortalità per il morbillo, e per tante
altre malattie infettive, non mostrano variazioni significative di tendenza all’introduzione della
vaccinazione; questo perché ciò che più ha condizionato la resistenza alle malattie è stato il cambiamento delle condizioni di vita. Si parla di rischio per la diminuzione della copertura vaccinale, ma non si dice che nel 2011, periodo della più alta copertura vaccinale ci sono stati più casi di quelli che probabilmente ci saranno quest’anno. Accanto a questo ci sono dati da tutto il mondo che mostrano come qualcosa non quadra e che il discorso sull’effetto gregge fa acqua da tutte le parti. Infatti in Paesi ad altissima copertura vaccinale ci sono stati focolai di morbillo in cui si sono ammalati sia vaccinati che non vaccinati: vedi Cina, Vallonia, USA, Portogallo, Repubblica Ceca, Mongolia. Il morbillo rimane pericoloso dove ci sono condizioni
di vita difficili; medici impegnati in Africa parlano di morti per morbillo, ma tanti dei quali vaccinati (questo non vale solo per il morbillo ma anche per altre malattie infettive). A questo si aggiunga che la vera immunizzazione si ha solo prendendo la malattia, che l’immunizzazione artificiale si instaura in non più del 70% delle persone e, per ammissione delle stesse case farmaceutiche, la risposta anticorpale non sempre funziona e si perde nel tempo. Alla luce di tutto questo, come possa essere seriamente scientifico parlare di copertura del 95% lo lascio decidere a ogni persona che ragiona. Tutto questo fa anche scricchiolare il discorso sulla protezione degli immunodepressi (già di per sé stiracchiato e discutibile). Ma ci conduce anche a una drammatica riflessione sulla riduzione della forza reattiva del sistema immunitario, che diventa sempre più dipendente dai medicinali, che non sono bravi come il sistema immunitario inventato da Dio, come voi dovreste ricordare bene.

Senza drammatizzare tanto, per le donne in gravidanza il rischio maggiore è la rosolia; basta
disporre di un vaccino singolo per la rosolia in previsione di una gravidanza, se non si già avuta la malattia.

Sentirvi ripetere la solita interessata storia sulla sicurezza dei vaccini, parlando solo di complicazioni di lieve entità, spingerà le migliaia di persone che hanno visto i loro figli subire gravi danni o anche la morte a causa dei vaccini, a essere giustamente disgustati da coloro che dovrebbero cercare seriamente la verità e invece si vendono mani e piedi ad altri interessi. Nemmeno i bugiardini delle case farmaceutiche sono così arroganti nell’affermare questa stupida sicurezza e parlano, sia pure in modo incompleto, delle possibili
conseguenze (che regolarmente si verificano). La scienza è utile, quando è umile. Si può avere fiducia nella scienza quando è onesta, staccata dagli interessi economici, quando riconosce sia i passi in avanti che gli errori, quando è capace di una visione unitaria in cui accetta il suo posto tra altri modi di conoscenza della realtà, quando riconosce se quello che fa è per il bene dell’uomo o per altri interessi. Ma quando si chiude nella sua arroganza a dispetto delle evidenze sotto gli occhi di tutti, come può pensare di mantenere la sua
autorevolezza? Se è calata la fiducia nella scienza non si può sempre scaricare la responsabilità sull’ignoranza degli altri. Ho conosciuto tante persone che hanno subìto la difficile esperienza dei traumi da vaccini, in loro o nei loro figli; ho potuto verificare, insieme alla loro sofferenza, il loro impegno, il loro desiderio di una conoscenza onesta. Ci sono un’infinità di casi, anche di importanti ospedali per i bambini, in cui i medici ufficiosamente riconoscono il legame di varie malattie con le vaccinazioni, ma non vogliono mettere niente per scritto; solo voi non vedete questo? D’altronde se si ammettesse una realtà di conseguenze negative dei vaccini enormemente superiori a quelle ammesse ufficialmente, e molto superiori anche a quelle denunciate, troppe cose crollerebbero, oltre agli affari miliardari; e si aprirebbe un’immensa voragine sulle conseguenze impreviste e inspiegabili che possono verificarsi quando l’uovo è incrinato, di cui i casi reali (le uova rotte) sono solo la punta dell’iceberg. Ora, che questo lo portino avanti la Lorenzin e i suoi soci con i loro intrallazzi fa parte purtroppo delle vicende di un mondo ormai alla deriva, ma che il mondo scientifico cattolico si accodi è una vergogna.

La questione forse più grave è legata all’assoluta mancanza di una seria valutazione scientifica dell’effetto dei vaccini, specie quelli multipli, sul sistema immunitario dei bambini di pochi mesi, immaturo sia dal punto di vista neurologico e cerebrale, sia da quello immunitario. In questa situazione le vaccinazioni non stimolano il sistema immunitario, ma, a differenza delle vere malattie dell’infanzia, creano il caos nel sistema immunitario. Non è un caso che in questi ultimi decenni si siano sviluppati nuovi tipi di patologie nei bambini e nei ragazzi legati appunto a queste sfere: infezioni a ripetizione e allergie, insieme a problemi psicomotori, del linguaggio, del comportamento; e poi depressioni, anoressia, aggressività, difficoltà di concentrazione, soglia inibitoria bassa o inesistente. Nell’adulto l’immunità cellulare e quella
anticorpale sono in equilibrio dinamico. Questo equilibrio è alterato dalle forti sollecitazioni a un sistema immunitario immaturo. Anche qui non è un caso che siano in aumento le malattie allergiche e autoimmuni, conseguenza della prevalenza dell’una o dell’altra delle risposte immunitarie alterate. Certo, ci sono anche altri fattori a determinare tutto questo, ma come si fa a fare un confronto tra benefici e danni quando non si sa nulla dell’alterazione del sistema immunitario a lungo termine? Nonostante questa immensa carenza si è andati avanti a tappeto vaccinando centinaia di milioni di bambini, in ogni situazione ambientale e
sociale. E ora si fa un passo avanti con un mix di dieci agenti patogeni. Spero che non ripetiate le banalità riguardo al fatto che il bambino ogni giorno incontra centinaia di antigeni senza danni; qui si tratta di aggressivi agenti infettivi di malattie rarissime o quasi assenti, che il bambino comunque non incontrerà mai tutti insieme e che vengono messi in circolo direttamente senza alcun filtro delle difese esterne del bambino. Tra l’altro almeno due dei vaccini (Bexsero per il meningococco C e l’esavalente Hexyon) sono soggetti a monitoraggio addizionale, cioè i bambini sono ancora di più le cavie.

Avete parlato dell’uso di cellule ricavate da organi di bambini abortiti. La questione, già grave di per sé, è aggravata dalla vostra posizione, che sostanzialmente elimina ogni questione etica. Giornali cattolici sottolineano come questo aspetto sia stato utilizzato in modo strumentale, scorretto, come tante altre notizie. Può esserci del vero in questo, ma quando ci si trova di fronte a una corazzata armata fino ai denti per difendere la sua ideologia e i suoi interessi, inattaccabile da piccoli uomini, può succedere che le persone facciano quello che possono per difendere i loro figli da questi pescicani.

Intanto un minimo di onestà; sapete benissimo che quelle due linee cellulari non sono le sole, ce n’è almeno un’altra, più efficiente, preparata dai cinesi partendo da una bambina abortita a tre mesi e scelta tra altri. Sapete altresì che c’è una enorme quantità di vaccini, forse la maggioranza, in cui sono presenti queste linee cellulari. Non mi interessano le vostre acrobazie mentali sulla coscienza, mi interessa il vostro silenzio su fatti perfettamente verificabili e che è impossibile non conosciate. Organi, tessuti, sangue, plasma di bambini abortiti sono un affare mondiale (forse più di quello della tratta degli organi dai Paesi poveri); centinaia di migliaia di bambini abortiti ogni anno vengono venduti alle case farmaceutiche, con un legame stretto tra pianificazione familiare e industria. Ma allora perché solo così pochi bambini sono utilizzati per le vaccinazioni? Semplice, perché non ne servono di più; se ne servissero cento, mille, centomila, si utilizzerebbero senza problemi. Ma a voi basta sapere che se ne utilizzano solo due o tre e magari le cui fonti si perdono nei decenni. Può darsi che voi agiate secondo la vostra coscienza, ma tutto dipende da come si costruisce la propria coscienza.

Una cosa che colpisce in questa legge è il suo disprezzo dei valori fondamentali della Costituzione (in cui La Pira ha avuto una parte non marginale), togliendo l’autorità dei genitori con una obbligatorietà che non ha nessuna giustificazione. L’obbligo per questi dieci vaccini è assolutamente infondato sul piano scientifico; lo Stato eventualmente può chiederlo alla persona se dimostra il rischio per la collettività per tutti i singoli vaccini. Nella realtà nessuno ha osato dire, nemmeno l’Istituto Superiore di Sanità, che esista epidemia o urgenza per alcuna delle malattie per cui è scattato l’obbligo. Allora perché, se non sono in atto epidemie, non dilagano pandemie, bisogna fare una sperimentazione mai provata su neonati, bambini e adolescenti sani? Gli ‘impegni internazionali’ presi, che permettono di passare sopra al bene della popolazione e alla stessa Costituzione, da chi e a che scopo sono stati firmati?

A completare l’opera la tragica farsa dell’esclusione da scuola dei piccoli che in tre mesi si ritrovano a essere diventati pericolosi untori, grazie alla diabolica campagna che anche voi sostenete; chiaro ricatto per i genitori, senza alcuna attenzione e rispetto per i bambini. Multe per i genitori nelle scuole dell’obbligo; dopo il pagamento i ragazzi non sono più untori? E i ragazzi stranieri che non possono essere obbligati a vaccinarsi? Tutti sanno che a scuola è ben peggiore l’aumento di virus di ogni genere il cui unico contrasto sono le difese immunitarie aspecifiche che voi vi state impegnando a indebolire (La salute si difende in altri modi, la maggior parte dei quali ha il principale difetto di non far crescere il PIL).

Tra l’altro tutto questo genera tensioni sociali assurde che alla Lorenzin non interessano; a lei interessano solo i suoi affari. Ma a voi? Anche voi vi piegate di fronte agli stessi interessi? Anche voi volete la dittatura? Anche voi siete per la presunta lotta del bene contro il male come gli americani?

E’ molto probabile che dopo la campagna intimidatoria del governo, dei media e dei giornali cattolici, la gente abbia paura e la maggioranza della popolazione stia con voi, con atteggiamenti ostili verso i vicini che con piena consapevolezza (di cui ho mostrato alcune motivazioni in questa e nell’altra lettera) fanno altre scelte. Ma questo non è assolutamente garanzia di verità per quello che dite. Anche la maggioranza dei tedeschi era con Hitler, ma ciò non era una garanzia della verità delle sue parole; era solo il risultato della sua capacità di plagiare le persone. Famiglia Cristiana dice che bisogna avere più fiducia nella Scienza. Mi ricorda uno dei dialoghi di Franz Jagerstatter con dei membri importanti della Chiesa austriaca; di fronte al suo rifiuto di combattere per Hitler, gli dicevano che lui non sapeva tutte le motivazioni della guerra come invece li conoscevano il governo e il Fuhrer.

Per qualche amico dovrei essere meno duro, più ‘politico’, altrimenti non mi ascoltano. Mi viene in mente la storia di tanti profeti; all’inizio hanno provato a far capire con pazienza dove stava il male, come d’altronde ha fatto Gesù, ma quando hanno visto che era superata la possibilità dell’ascolto, hanno detto quello che dovevano anche con durezza.

Spero che almeno qualcuno di voi capisca la gravità della situazione e faccia qualcosa rapidamente contro questa deriva pericolosa per la salute ma anche per la dignità umana. Chi sono io per dirvelo? Solo un prete qualsiasi senza nessuna autorità. Le mie parole, se valgono, valgono perché hanno valore in se stesse, non per l’autorità di chi le pronuncia. Spero che il Signore mi dia la forza di continuare l’impegno per la dignità dell’uomo in questo e in tanti altri campi in cui, spesso senza particolare distinzione del mondo cattolico, le indicazioni di Dio Creatore e Padre sono solo un vago ricordo che non porta a cambiare la propria vita nella loro direzione.     http://www.informarexresistere.fr

d. Marco Belleri, via Roma 1, 58038 Seggiano GR tel 3408694904

Articolo di: www.informarexresistere.fr.

Il Prof. Neumivakin rivela i 10 segreti della salute

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segreti della salute

Il Prof. Ivan Neumivakin ex capo del programma di risanamento degli astronauti per il governo russo è stato il Direttore del Dipartimento di Sviluppo delle Cure Sanitarie per gli astronauti su voli di durata variabile.

1. Colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri.  Mangiamo 4-5 volte più del necessario. E tutto il cibo  “in più” è un lavoro per i medici, se non oggi, lo sarà domani.

2. Digiuno intermittente. Il digiuno praticato periodicamente (16,24, 36, 48 o 72 ore) stimola l’evacuazione delle tossine, migliora l’assimilazione dei nutrienti, la rigenerazione dei tessuti e rinnova e rafforza il sistema immunitario.

3. Se non mastichi bene il cibo diventa veleno. “Dobbiamo non ingoiare il cibo, ma masticarlo  molto bene, praticamente, “berlo”. Avete ingoiato il boccone senza masticarlo. Questo si copre solo superficialmente con l’acido cloridrico che non può penetrare dentro il boccone. Ma la cosa più grave è che questo acido si diluisce con l’acqua bevuta alla fine del pasto; la sua concentrazione è ridotta e, come risultato, il cibo non si digerisce. Tutto ciò che avete mangiato diventa “scorie”, prodotti di metabolismo non  digeriti.”

4. Mangiare sempre prima delle 19 e almeno 4 ore prima di andare a letto. Infatti “se mangiate dopo le sette di sera, non sarete mai sani. L’insulina che secerne il pancreas alle 19,  impiega due ore per trattare il cibo. Se avete mangiato qualcosa di dolce, l’insulina non permetterà l’innalzamento del livello dello zucchero oltre la norma. Ma a partire dal 21 il pancreas e lo stomaco devono dormire, e a quest’ora devono essere liberi dal cibo. A questo punto, passeranno la staffetta alla ghiandola pineale che  rilascia la melatonina, alle 23.”

5. Fare attività fisicaAttiva il metabolismo, favorisce l’ossigenazione dei tessuti, stimola il sistema linfatico e quindi l’azione purificante del sistema immunitario, stimola la fuoriuscita delle tossine, favorisce la purificazione del sangue. Ivan afferma ” I muscoli dentro i quali si trovano i vasi; sono le pompe che spingono il sangue in su. Se il padrone del corpo non lo cura, non fa lo sport, non allena i muscoli del tronco e delle gambe, arriva l’arteriosclerosi, arrivano le varici, ecc.  Il sangue, in presenza delle scorie, si addensa e il cuore deve applicare molti sforzi per  spingere questo sangue. Prima sorge l’ipertrofia del ventricolo sinistro, poi le aritmie, poi l’infarto o l’ictus. Non ce la fa il cuore, a lavorare al posto di più di 500 muscoli che devono pompare il sangue. Il cuore deve lavorare con il cuore non denso ma liquido”

6. Per prevenire e curare l’influenza usa l’acqua ossigenata. E’ un potente antiossidante  e la produce l’intestino stesso,  se è sano. Lui la fa prendere anche per bocca. Secondo Neumivakin, alla prossima “peste” annunciata, tipo  l’influenza/virus dei polli o dei maiali, non servono i vaccini. Basta prendere ¼ di  bicchiere d’acqua e aggiungere alcune gocce di ACQUA OSSIGENATA AL 3%. Come profilassi, si  mettono  delle gocce di questa soluzione nel naso, 2-3 volte al giorno. Questo cura anche l’influenza.

7. Il cancro è dovuto alle tante tossine nell’organismo. E’ indotto da un eccesso di scorie nell’organismo: in questo ambiente le cellule vivono in un ambiente putrido e privo di ossigeno. Sono costrette a mutare e a diventare cancerose.  Le cellule cancerose ci sono in qualsiasi organismo, ma il sistema immunitario sano le sopprime. E se l’individuo è debole, queste iniziano a moltiplicarsi e a crescere. In linea di principio, ci servono, perché l’organismo deve sapere che il male e il bene coesistono. Digiunare, fare attività fisica e bere molto sono i modi migliori per depurarsi. Esistono anche degli integratori specifici per le varie tipologie di tossine (metalli pesanti, muco, candida, ecc).

8. Bere acqua nella giusta quantità e nel momento giusto. Non molti sanno che si deve bere 1-2 bicchieri d’acqua 10-15 minuti prima di mangiare L’acqua supera lo stomaco e si raccoglie nel duodeno, dove si accumulano gli alcali. Quest’acqua non si inacidisce ma diventa alcalina. Non bisogna bere durante i pasti e anzi aspettare 2 ore dopo mangiato prima di bere. L’acqua durante il pasto diluisce i succhi gastrici e sposta troppo velocemente il cibo nell’apparato digerente impedendo quindi una corretta e completa digestione. “L’acqua è il cibo, per ¾ siamo l’acqua. Dobbiamo bere a digiuno 1,5-2 l di acqua fresca. Guardate alcune persone dopo 60-70 anni, quando iniziano a bere circa 2 litri d’acqua, le rughe si stirano e l’intestino lavora bene, le cellule si fanno il bagno  nell’acqua, è la base della loro vita.”

9. L’acqua deve essere pura altrimenti è nociva. L’acqua in bottiglia di plastica è acida, ha un PH 6,5-7 e quindi danneggia le cellule. Per bere acqua pulita puoi fare così: alla sera riempi una brocca di vetro di acqua serve a far venire fuori il cloro e formare il sedimento. La mattina seguente ci sarà un sedimento, anche se invisibile agli occhi. Togliere accuratamente l’acqua di sopra, circa due terzi e metterla in una pentola sul fuoco fino a a prima della bollitura, spegnere quando si formano bollicine piccole. È la cosiddetta “bollitura fredda”, che conserva la sua struttura per tutto il giorno. Questa è l’acqua di cui hanno bisogno le cellule, in questo modo non devono consumare l’energia per pulirla. Se l’acqua è davvero pura, restituisce la salute alle persone.

10. Resettare il metabolismo e il sistema endocrino. Se avete fame – bevete. Dopo aver bevuto, per mezz’ora avrete tolto la fame, e poi bevete ancora. Solo quando avrete una forte fame, mangiate. Se non ne avete, non mangiate, fate riposare l’organismo. C’è ancora del cibo del mattino da  digerire, se buttate sopra dell’altro, il cibo marcisce. La maggior parte del cibo che ingeriamo non nutre ma è frutto dello stress delle ghiandole surrenali. Bere molto per alcuni giorni è il modo migliore per ripulire l’organismo.