Home politica Ponte Morandi: “Aspi sapeva del degrado ma non ridusse traffico. Utenti ‘usati’...

Ponte Morandi: “Aspi sapeva del degrado ma non ridusse traffico. Utenti ‘usati’ per monitorare”

344
0
SHARE
ponte morandi

L’utenza del Ponte Morandi è stata “utilizzata, a sua insaputa, come strumento per il monitoraggio dell’opera” da parte di Autostrade. Perché “pur a conoscenza di un accentuato degrado” delle parti portanti del viadotto, la concessionaria “non ha ritenuto di provvedere, come avrebbe dovuto, al loro immediato ripristino” e per di più “non ha adottato alcuna misura precauzionale a tutela” degli automobilisti che transitavano sul viadotto della A10, crollato il 14 agosto provocando 43 morti.

Problemi “minimizzati e celati” – Le conclusioni dellacommissione ispettiva del Mit sono durissime nei confronti di Autostrade che “non si è avvalsa (…) dei poteri limitativi e/o interdittivi regolatori del traffico sul viadotto (…)” e non ha “eseguito conseguentemente tutti gli interventi necessari per evitare il crollo verificatosi”. E, secondo gli ispettori del ministero delle Infrastrutture, Autostrade “minimizzò e celò” allo Stato “gli elementi conoscitivi” che avrebbero permesso agli organi di vigilanza di dare “compiutezza sostanziale ai suoi compiti”.

Valutazione di sicurezza? “Documento non esiste” –Simbolico il caso della valutazione di sicurezza del viadotto richiesta durante l’indagine della commissione: “Non esiste, non essendo stata eseguita la valutazione di sicurezza del viadotto Polcevera”, si legge nelle 250 pagine di relazione pubblicate integralmente sul sito del Mit. La commissione “ha ribadito la propria richiesta” il 31 agosto e “ha appreso che, contrariamente a quanto affermato nella comunicazione del 23 giugno 2017 della Società alla struttura di vigilanza, tale documento non esiste“, scrivono il coordinatore Alfredo Mortellaro e gli altri 5 ispettori Gianluca IevolellaFrancesco LombardoCamillo Nuti e Ivo Vanzi. La valutazione, si legge nella relazione datata 14 settembre, “doveva essere conclusa entro il 31 marzo 2013” in base a un’ordinanza della presidenza del Consiglio del 2003. Un documento definito di “centrale importanza” anche ai fini di prevenzione “di superamento degli stati limite ultimi (e quindi dei collassi)”.

Dichiarazioni di Aspi “incoerenti” – La ricostruzione, scrivono i commissari, è stata “confermata” di fatto da Autostrade “allorché ha trasmesso “esclusivamente scheda sinteticadell’opera” e una nota nella quale afferma che “all’epoca (…) il viadotto ricadeva in zona sismica 4 e pertanto è stata redatta la “scheda di sintesi livello 0” (…) e non sono state fatte le verifiche sismiche previste in via prioritaria per le opere ricadenti in zona sismica 1 e 2″. Secondo la Commissione ispettiva, “quanto affermato dalla Società , da un lato, nuovamente incoerente” con la comunicazione del 2017 e “incoerente” anche rispetto a quanto previsto dall’ordinanza della presidenza del Consiglio “poiché esse richiedevano, entro il 31 marzo 2013, di effettuare le valutazione di sicurezza anche sulle opere d’arte strategiche o rilevanti ancorché ricadenti nelle zone sismiche 3 e 4″.

Messa in sicurezza era “improcrastinabile” – Ad avviso degli ispettori ministeriali, inoltre, nel progetto esecutivo di Autostrade per la manutenzione del ponte Morandi sono contenuti “valori del tutto inaccettabili, cui doveva seguire, ai sensi delle norme tecniche vigenti, un provvedimento di messa in sicurezza improcrastinabile” e invece “dalle informazioni a disposizione di questa Commissione non fu assunto alcun provvedimentocon tali caratteristiche”. Inoltre, aggiunge, “di tale informazione di evidente enorme importanza non era a conoscenza” il personale dirigenziale Aspi.

Misure di Autostrade “inappropriate” – Le misure adottate da Autostrade per la prevenzione del viadotto Polcevera, sostengono i commissari, “erano inappropriate e insufficienticonsiderata la gravità del problema”. Gli uomini guidati dall’ingegner Mortellaro sottolineano poi che la concessionaria “era in grado di cogliere qualitativamente l’evoluzione temporale dei problemi di ammaloramento, ma con enormi incertezze. Tale evoluzione, ormai già da anni, restituiva un quadro preoccupante, e incognito quantitativamente, per quanto concerne la sicurezza strutturale rispetto al crollo”. Da qui, commentano i commissari, “emerge una irresponsabile minimizzazione dei necessari interventi, perfino anche di manutenzione ordinaria“.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.