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Incendio in A1: l’incubo di una famiglia che oltre al danno subisce la beffa

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Le loro ferie erano appena iniziate. Sabato erano partiti da Terni all’ora di pranzo e intorno alle 14.30 avevano preso l’autostrada ad Orte per raggiungere la Calabria, meta delle loro vacanze. Ma il loro viaggio è stato interrotto pochi chilometri dopo dal devastante incendio che sabato pomeriggio ha bloccato gran parte dell’autostrada e ora si ritrovano senza auto, bagagli, soldi, documenti e medicine.

Le fiamme A raccontare ad umbriaOn la disavventura di questa famiglia ternana è la signora Rita. «Poco dopo aver superato il casello di Orte in lontananza abbiamo iniziato a vedere molto fumo, ma abbiamo proseguito anche perché i carabinieri fermi a bordo strada non ci avevano segnalato nessun pericolo. Ma più proseguivamo e più il fumo aumentava, fino a quando abbiamo iniziato a vedere le fiamme arrivare dalla scarpata a bordo strada e il calore era sempre più forte. Lì abbiamo iniziato ad avere paura».

La paura Nell’auto insieme alla signora Rita c’era il marito, il figlio con la sua fidanzata, la mamma di Rita e un cagnolino. «Proprio quando pensavamo di aver superato il tratto peggiore, però, si sono chiuse automaticamente le portiere dell’auto – racconta la signora Rita – e abbiamo iniziato a vedere del fumo uscire dalla macchina. A quel punto abbiamo capito che stavamo rischiando grosso e che non potevamo assolutamente proseguire, quindi abbiamo accostato e siamo scesi tutti. Ho preso il cane in braccio e ci siamo diretti verso l’area di servizio Mascherone Ovest, che fortunatamente era poco distante».

La richiesta di soccorso Mentre la famiglia ternana si dirigeva verso l’area di servizio per mettersi al sicuro, «vedevamo la nostra auto che iniziava ad assere avvolta dalle fiamme. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco che ci hanno detto che sarebbero arrivati prima possibile, ma intanto della nostra auto e delle nostre cose non rimaneva quasi nulla e poi i carabinieri che invece non ci hanno mai risposto. Intanto le auto continuavano a circolare senza che nessuno segnalasse il pericolo, passando anche accanto alla nostra macchina che sarebbe potuta esplodere da un momento all’altro».

«Oltre al danno anche la beffa» La signora Rita spiega che «dopo più di un’ora sono arrivati i vigili del fuoco e poco dopo la polizia. Quello che rimaneva della nostra macchina era un cumulo di lamiere bruciate. Gli agenti di polizia si sono occupati di stilare il verbale e, oltre a dirci che l’intero incidente sarà a carico nostro, ci hanno spiegato che dovremo ripagare anche i danni causati all’asfalto. Ma stiamo scherzando? Non abbiamo più nulla: valige, documenti, soldi, nemmeno le medicine importanti di mia madre e il foglio in cui avevamo scritto orari e dosaggi. Nessuno ci ha segnato il pericolo lasciando circolare tranquillamente, abbiamo rischiato la vita, per più di un’ora siamo stati abbandonati in mezzo all’autostrada e ora dobbiamo ripagare i danni all’asfalto. E’ proprio vero, oltre al danno anche la beffa, ma almeno siamo vivi».

www.umbriaon.it

foto: http://www.ilmattino.it/

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