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Granosalus denuncia: un milione di quintali di grano estero – canadese e turco – è arrivato nel porto di Bari!

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Il carico arrivato in queste ore si va a sommare ai 750 mila quintali di grano estero arrivati lo scorso Ottobre sempre a Bari. E’ il “Buon Natale” per tutti gli italiani: in Puglia, infatti, si concentra la maggioranza dei molini del nostro Paese.

Ciò significa che questo ‘splendido’ grano sotto forma di farine, semole, pasta, pane, pizze e via continuando arriverà in tutto lo Stivale. La denuncia di GranoSalus che attacca la Coldiretti

A noi raccontano che la pasta, il pane, le pizze e via continuando sono preparate con il grano duro italiano. Però l’Italia continua ad essere invasa dal grano estero, “canadese e turco”, denuncia GranoSalus.

“Al porto di Bari – leggiamo in un articolo pubblicato da Granosalus – sono arrivate nuove navi di grano duro canadese e turco. Coldiretti dov’è? Si preoccupa solo del grano duro Cappelli? O di togliere tesserati alle altre organizzazioni sindacali, usando strumentalmente le concessioni in esclusiva date a SIS? Come al solito fa l’ immacolata”.

Oggi, però, a giudicare da quello che scrive GranoSalus, la Coldiretti sarebbe un po’ meno pessimista. GranoSalus fa riferimento a Coldiretti Puglia che, si legge sempre nell’articolo sul sito dell’Associazione, avrebbe sottolineato la riduzione, se non l’azzeramento dell’importazione di grano canadese.

“Dopo la sonora sanzione inflitta a SIS, società della galassia Coldiretti, il sindacato più grande d’Italia ha smesso di svolgere l’attività di controllo nei porti pugliesi – leggiamo sempre nell’articolo di GranoSalus – . Da un po’ di tempo, infatti, la campagna non è più amica dei consumatori. Il messaggio di Coldiretti è quello di rassicurare sull’azzeramento dell’import di grano canadese al glifosate (o glifosato ndr), diversamente da GranoSalus che continua con i suoi modesti mezzi a tenere sempre alta l’attenzione”.

Oltre a puntare i riflettori sull’import di grano canadese, GranoSalus ricorda anche il recente pronunciamento dell’Antitrust, che ha comminato una multa di 150 mila euro alla SIS, la società bolognese che, con l’avallo del Ministero delle Politiche agricole, controlla oggi la varietà di grano duro antica, Senatore Cappelli.

Ma la notizia, oggi, non è il monopolio di un gruppo del Nord Italia su una varietà di grano duro antica del Sud, con tanti di monopolio (come denunciato dal presidente di Confagricoltura Sicilia, Ettore Pottino): la notizia, oggi, è che l’Italia è sempre invasa dal grano estero, canadese e anche turco.

“A fine Ottobre – leggiamo sempre sul sito di GranoSalus – sono arrivate al porto di Bari due navi gigantesche da 750 mila quintali, destinate ad AGRI VIESTI srl di Altamura e per le quali abbiamo proposto un’interrogazione al Sindaco di Bari per sapere se intendeva attivare i controlli sulla qualità del grano trasportato dagli autotreni circolanti sul territorio comunale. Ed un’interrogazione ai Ministri delle Politiche agricole, alimentari e forestali e della Salute”.

Non abbiamo notizie sulle risposte del sindaco di Bari e dei due Ministri.

La notizia più importante – notizia di cronaca, è che “In questi giorni c’è di nuovo traffico al porto di Bari – racconta sempre l’articolo di GranoSalus -. Nel porto sono arrivate tre navi. Una quarta arriva domani (oggi per chi legge, perché l’articolo di GranoSalus è di ieri ndr) e una quinta tra un paio di giorni dall’Ucraina”.

Pensate un po’: 750 mila quintali di grano estero arrivate lo scorso Ottobre solo a Bari e, adesso, un’altra caterva di grano estero, per la precisione canadese e turco:

“Il nome della prima nave – leggiamo sempre nell’articolo – è ‘SU’, una General Cargo battente bandiera Barbados proveniente dal porto di SAMSUN in TURCHIA, IMO: 9116084, con un carico di quasi 80 mila quintali di grano duro destinato alla società MOLINO CASILLO di Corato. L’agenzia è Spamat”.

“Il nome della seconda nave – prosegue l’articolo di GranoSalus – è ‘TN SUNRISE’, una Bulk Carrier battente bandiera Isole Marshall, IMO: 9729348, proveniente dal porto di HEREKE in Turchia con un carico di quasi 190 mila quintali di grano duro destinato al gruppo GLENCORE AGRICOLTURE IT SPA. L’agenzia è la Agema”.

“Il nome della terza nave in porto – leggiamo sempre nell’articolo – è ‘MEDWIE’, una Bulk Carrier, IMO: 9393448, battente bandiera Bahamas proveniente dal porto di MONTREAL in CANADA con un carico di quasi 350 mila quintali di grano duro“.

“Il nome della quarta nave in arrivo domani (cioè oggi ndr) – scrive sempre GranoSalus – è ‘JAMNO’, una General Cargo battente bandiera Bahamas, IMO: 9767716, proveniente dal porto di SOREL in CANADA con un carico di quasi 320 mila quintali di grano duro destinato al gruppo AGRI VIESTI SRL di Altamura. L’agenzia è la Agama”.

Poi l’affondo alla Coldiretti:

“Si parla di un carico complessivo di oltre 900 mila quintali di grano e la Coldiretti che fa? Né si mobilita, né fa un comunicato, né invoca controlli. SILENZIO ASSOLUTO! E’ l’Immacolata! Solo qualche mese fa Coldiretti Puglia sbandierava e asseriva: ‘Rotta invertita, Vinta la guerra del grano, Azzerato l’import dal Canada’”.

In realtà, non c’è alcuna inversione di rotta: il grano duro estero – canadese e adesso anche turco – continua a invadere l’Italia.

Ultimo particolare non secondario: in Puglia si concentra la maggior parte dei molini italiani. Quando quantitativi ingenti di grano estero arrivano in Puglia, tale grano non rimane in Puglia per ‘allietare’ solo le tavole dei pugliesi: viene esportato in tutta l’Italia.

Così, tanto per precisare…

P.s.

Parliamo solo del porto di Bari. In Puglia ci sono altri porti: e altri porti ci sono in Sicilia…

QUI PER ESTESO L’ARTICOLO DI GRANOSALUS CON LE FOTO DELLE NAVI ARRIVATE NEL PORTO DI BARI

Fonte

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