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Cambiamenti climatici e riduzione del valore nutritivo degli alimenti

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di Kristie Ebi – Sappiamo tutti che dobbiamo seguire una dieta equilibrata. Dobbiamo assumere le proteine, i micronutrienti, le vitamine; nutrienti di cui abbiamo bisogno per crescere e per stare bene.

Ma non mangiamo solo per necessità, mangiamo anche per piacere. Pane, pasta, pizza… C’è tutta una gamma di cibi che hanno un valore culturale. Ci piace mangiarli. Sono importanti per la nostra dieta, ma anche per la nostra cultura.

L’anidride carbonica è aumentata dall’inizio della rivoluzione industriale, passando da 280 parti per milione alle oltre 410 parti odierne, e i valori sono in continua crescita. Il carbonio che serve alle piante per crescere viene dalla CO2. Le piante la inglobano e la scompongono in carbonio vero e proprio che poi usano per crescere. Le piante hanno anche bisogno di nutrienti dal terreno. Quindi sì, l’anidride carbonica è il cibo delle piante.

L’aumento della concentrazione di CO2 dovrebbe essere una bella notizia per la sicurezza alimentare in tutto il mondo, per permettere che tutti abbiano cibo a sufficienza ogni giorno. Circa 820 milioni di persone al mondo non hanno cibo a sufficienza ogni giorno. Molto è stato scritto su come livelli maggiori di CO2 aiuteranno a risolvere il problema della sicurezza del cibo. È necessario accelerare i progressi nell’ambito della produttività agricola per sfamare i nove-dieci miliardi di persone che vivranno nel 2050 e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare l’obiettivo numero 2: riduzione dell’incertezza alimentare, incremento della nutrizione, incremento dell’accesso agli alimenti necessari, per tutti. È noto che il cambiamento climatico influisce sulla produttività agricola. La Terra è più calda di circa un grado centigrado rispetto all’epoca pre-industriale. Le temperature locali e i modelli delle precipitazioni cambiano, con conseguenze per la produttività agricola in molte parti del mondo. E non si tratta solo di cambiamenti di temperature e precipitazioni locali, ma di estremi. Estremi in termini di ondate di caldo, inondazioni e siccità che alterano la produttività in modo significativo.

Quella stessa anidride carbonica, oltre a far crescere le piante, ha anche altre conseguenze: quando le piante hanno una maggiore concentrazione di CO2, aumenta la sintesi di carboidrati, zuccheri e amidi e diminuisce la concentrazione di proteine e nutrienti essenziali. Questa è una cosa importantissima per il futuro della sicurezza alimentare.

Se pensiamo ai micronutrienti, quasi tutti risentono delle concentrazioni maggiori di CO2. Due in particolare sono il ferro e lo zinco. Quando hai carenza di ferro, puoi sviluppare l’anemia sideropenica. È associata ad affaticamento, fiato corto nonché altre conseguenze piuttosto gravi. Quando si ha carenza di zinco, può mancare l’appetito. È un problema serio in tutto il mondo. Circa un miliardo di persone presenta una carenza di zinco. Un elemento fondamentale per la salute materna e del bambino. Incide sullo sviluppo. Le vitamine del gruppo B sono vitali per tanti motivi. Aiutano a trasformare gli alimenti in energia. Sono importanti per le funzioni di molte attività fisiologiche del nostro organismo. E se ci sono quantità maggiori di carbonio nelle piante, c’è meno azoto e ci sono meno vitamine del gruppo B.

E non riguarda solo noi. Il bestiame ne è già colpito perché la qualità del foraggio è in calo. Chiunque consumi piante ne è affetto. Pensiamo per esempio ai nostri cani e ai nostri gatti domestici. Se leggete l’etichetta di molti mangimi per cani e per animali domestici, contengono cereali in quantità notevoli. Quindi riguarda chiunque.

Come sappiamo che è un problema? Dagli studi sul campo e dagli studi sperimentali in laboratorio. Negli studi sul campo, e mi concentro nello specifico sul frumento e sul riso, ad esempio i campi di riso vengono divisi in vari appezzamenti. E gli appezzamenti sono tutti uguali: il terreno è lo stesso, le precipitazioni sono le stesse, tutte le condizioni sono le stesse. Con la differenza che su alcuni appezzamenti viene soffiata CO2. E così si può confrontare la situazione con i livelli attuali di CO2 e quella con i livelli di CO2 dei prossimi decenni.

Ho partecipato a uno dei pochi studi di questo tipo. Abbiamo scelto 18 linee di riso in Cina e in Giappone e le abbiamo fatte crescere nelle condizioni previste per i prossimi decenni.  Le proteine diminuiscono del 10% circa, il ferro dell’8% circa, lo zinco del 5% circa. Non sembrano grossi cambiamenti, ma se pensiamo ai poveri di ogni paese che assumono principalmente amidi, capiamo che chi è a rischio oggi arriverà ad avere carenze gravi e di conseguenza tutta una serie di problemi di salute.

La situazione è più marcata per le vitamine del gruppo B. Se osserviamo la vitamina B1 e la vitamina B2, notiamo un calo del 17% circa. L’acido pantotenico, la vitamina B5, ha un calo del 13% circa. L’acido folico del 30% circa. E queste sono le medie dei vari esperimenti effettuati. L’acido folico è fondamentale per lo sviluppo infantile. Una carenza di acido folico in gravidanza aumenta di molto il rischio di difetti congeniti nei bambini. Quindi ci sono conseguenze potenzialmente molto gravi per la salute con l’aumento continuo di CO2.

La conclusione di questi studi è stata che bisogna ridurre i gas serra: diminuire le emissioni di gas serra entro metà secolo così da non doverci preoccupare troppo di queste conseguenze nella seconda metà del secolo.  Questi esperimenti, questi modelli non tengono conto del cambiamento climatico in sé. Si concentrano solo sul fattore anidride carbonica. Perciò quando mettiamo insieme le due cose, presumibilmente l’impatto sarà molto più elevato.

Mi piacerebbe tanto dirvi adesso quanto il cibo che avete mangiato a colazione, che mangerete a pranzo, sia cambiato rispetto a quello che mangiavano i vostri nonni in termini di valore nutrizionale. Ma non posso. Non ci sono ricerche a riguardo. Mi piacerebbe tanto dirvi quanto l’attuale insicurezza alimentare dipenda da questi cambiamenti. Ma non posso. Non ci sono ricerche neanche su questo.

C’è tanto da scoprire in questo ambito, incluse le eventuali soluzioni. Non sappiamo di preciso quali siano, ma abbiamo una serie di opzioni. Abbiamo i progressi della tecnologia. Abbiamo la selezione delle piante, abbiamo la bio-fortificazione. Il terreno potrebbe influire.

E, ovviamente, sarà molto utile sapere come questi cambiamenti potrebbero influire sulla nostra salute e la salute dei nostri figli e la salute dei nostri nipoti. E questi investimenti richiedono tempo. Ci vorrà del tempo per risolvere tutti questi problemi. Non c’è nessun organismo nazionale o gruppo aziendale a finanziare questa ricerca. Questi investimenti sono cruciali per capire dove siamo diretti.

Nel frattempo, ciò che possiamo fare è assicurarci che tutti abbiano accesso a un’alimentazione completa, non solo chi vive nelle regioni più ricche del pianeta, ma ovunque. Dobbiamo anche ridurre collettivamente e individualmente le emissioni di gas serra per limitare gli ostacoli che si presenteranno in futuro.

C’è un detto: se pensate che l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza. Diciamo no all’ignoranza. Investiamo in noi stessi, nei nostri figli e nel nostro pianeta.

 

Kristie Ebi un’epidemiologa americana il cui obiettivo principale è l’impatto del riscaldamento globale sulla salute umana. È professore di Scienze della salute globale e della salute ambientale e occupazionale presso il Dipartimento di salute globale dell’Università di Washington. Tedx Translated by Teresa Giuffrè

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