Home clima Il granchio azzurro invade il Salento, che cos’è e perché fa paura

Il granchio azzurro invade il Salento, che cos’è e perché fa paura

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granchio azzurro

Specie originaria dell’Atlantico ha già invaso la sponda orientale dell’Adriatico trasportato nelle stive delle navi. È grande e aggressivo

Da dove viene il granchio azzurro

Questa specie (Callinectes sapidus) è originaria della sponda americana dell’oceano Atlantico e in particolare sulla costa est degli Stati Uniti è una prelibatezza alimentare. Vive lungo tutta la costa continentale dalla Nuova Scozia all’Argentina. Come altre specie, è stata trasportata fuori dal suo areale nell’acqua di zavorra incamerata dalle navi e poi rilasciata altrove consentendo al granchio blu di insediarsi nel Mare del Nord, nel Mar Baltico e nel Mediterraneo.

La specie misura fino a 10 cm di lunghezza e 20 di larghezza: presenta corpo più largo che lungo, di forma ellittica, con due spuntoni ai due lati del corpo e margine anteriore seghettato. Il ventre è bianco-azzurrino e le zampe presentano l’attaccatura e la parte terminale di un colore blu intenso, per questo è detto granchio azzurro, ma è noto, per le sue dimensioni, anche come granchio reale. È molto aggressivo e preda molluschi bivalvi, anellidi, avannotti, carogne e piante.

Perché è arrivato qui da noi

«La presenza nel Mare Adriatico del granchio alieno – ha spiegato Maurizio Pinna ricercatore di Ecologia dell’Università del Salento – proveniente dal Golfo del Messico, Callinectes sapidus, non è una novità.

L’aumento della temperatura e l’assenza di predatori naturali facilitano la capacità di questa specie di incrementare la propria densità ed estendere l’areale di distribuzione fino ad invadere anche le zone di balneazione. Lungo le coste di Grecia e Albania, il granchio azzurro è ormai una forte minaccia per il mantenimento della biodiversità autoctona e per la pesca, principale servizio ecosistemico per la popolazione costiera di questi Paesi. Per questi motivi si stanno predisponendo le prime azioni pilota rivolte alla mitigazione degli impatti negativi di questa specie aliena.

Nel Salento la presenza del granchio azzurro è ben conosciuta e studiata negli ambienti acquatici di transizione, come ad esempio nella Laguna di Acquatina, ma dalle recenti segnalazioni non si può escludere che possa determinare impatti negativi anche su altri servizi ecosistemici e arrecare fastidio a bagnanti e turisti non adeguatamente informati».

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