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“Dittatura orwelliana”: così i francesi sulla decisione del governo italiano di assumere 60.000 “assistenti civici” per distanziamento sociale

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Questa settimana il governo invierà 60.000 cosiddetti “Assistenti civici” per aiutare a svolgere attività di monitoraggio e assistenza – come la segnalazione di reati di allontanamento sociale o la mancanza di mascherine – durante la sua riapertura da lockdown, per prevenire una nuova ondata di infezioni, ha riferito AdnKronos.

Il governo assumerà in modo specifico i disoccupati che traggono vantaggio dalle prestazioni per effettuare il monitoraggio e la “base volontaria”. Coloro che si registreranno mostreranno un “grande senso civico” una nota del governo che annuncia il suddetto piano.

Gli informatori indosseranno un pettorale blu con le parole “Assistente civico” scritto su di esso e ricorderanno alle persone “Gentilmente” che i sacrifici devono ancora essere fatti per proteggere i vulnerabili, ha detto il ministro degli affari regionali Francesco Boccia al TG1. L’Italia è uno dei paesi europei più colpiti dal virus Covid-19, con oltre 32.000 morti e quasi 230.000 casi confermati.

Non sorprende, tuttavia, che il piano di spionaggio sociale non sia andato molto bene alla destra o alla sinistra della politica italiana.

Carlo Calenda, un deputato europeo del partito d’azione di sinistra, ha criticato la mossa “paternalista” , in un video pubblicato sui social network. Non è possibile che 60.000 persone senza esperienza e che non siano agenti delle forze dell’ordine possano andare in giro per il paese “Dire agli italiani cosa fare in base a regole che nessuno capisce”, ha detto.

Anche il presidente del partito di destra Fratelli d’Italia (Fratelli d’Italia), Giorgia Meloni, ha criticato il concetto in un post su Facebook, descrivendo le reclute pianificate come “milizia autorizzata dal governo  e accusando il governo di andare alla deriva verso l’autoritarismo.

L’ex primo ministro Matteo Renzi anche pesato , chiamando il piano di “demenza” e dicendo che se i locali sono aperti, la gente ci andrà. L’unico modo per far fronte all’afflusso è di avere un numero limitato autorizzato e procedure e controlli in atto per far rispettare queste regole.

Il piano ha anche suscitato indignazione e incredulità sui social media, con alcuni che si chiedono se dovrebbero mostrare documenti a persone che in realtà non sono dipendenti pubblici. L’economista e autrice Ilaria Bifarini descrive la situazione come una “dittatura orwelliana basata sull’odio e sulla sfiducia reciproca”.

Un altro tweeter ha messo in dubbio il motivo per cui le persone sono state casualmente per le strade a confrontarsi con grandi gruppi di giovani che possono bere alcolici, chiedendo: “qualcosa potrebbe andare storto?”

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