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Il pediatra: abbiamo isolato i bambini per proteggerli, ora per lo stesso motivo dobbiamo farli tornare a scuola in sicurezza

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bimbi tolti ai genitori

Due mesi fa ero tra quelli che a gran voce – e in tempi non sospetti – chiedevo la chiusura delle Scuole. Conoscevamo poco il nostro nemico coronavirus.

E traslando quello che sapevamo da altri virus respiratori nelle comunità scolastiche (es. influenza), la soluzione – temporanea, emergenziale, estremamente prudenziale – era la chiusura.

Ora non è più così.

Abbiamo avuto il tempo di riflettere, studiare, conoscere il nemico.

Non possiamo più permettere che una intera generazione di bambini ed adolescenti siano privati della didattica, della socialità, della crescita psicofisica che la Scuola può dare.

La DAD, senza prenderci in giro, non funziona. (è il figlio di insegnante che parla).

I genitori al lavoro nella FASE 2 non possono più fornire supporto.

E anche quando lo forniscono, spesso erroneamente, più che supporto forniscono aiuti diretti:si sostituiscono al proprio figlio, inibendone la crescita e la progressiva assunzione di responsabilità.

I danni di una chiusura prolungata quindi, sia sul piano di conoscenze, sia sul piano evolutivo, potrebbero essere irreversibili e, al momento, perlopiù sconosciuti.

Li possiamo solo teorizzare, ma dobbiamo studiarli ancora in maniera scientifica (educazione, impatto psichico, aumentato tempo davanti ad uno schermo, poca attività fisica, malnutrizione, abuso, aumento povertà etc.).

Da quando poi nella Fase 2 i genitori sono fuori casa, le occasioni di contagio sono – per forza di cose – aumentate:
bimbi piccoli affidati ai nonni o alle babysitter;
– adolescenti nelle strade con il loro branco e i loro amori.
Situazioni ad alto rischio contagio, ma a basso-bassissimo “contenuto educativo”.

In sostanza dobbiamo scegliere tra:
figli “dotti” e potenzialmente contag-iati/iosi O figli “ciucci” e potenzialmente contag-iati/iosi.

Parliamo con i dati disponibili e mettiamoli sul piatto della bilancia per valutarne rischi/benefici:

Si stima che la chiusura delle Scuole (così come le abbiamo conosciute ora, senza interventi specifici anti-contagio) possa evitare dal 2 al 4 % delle morti. Poca cosa in un Paese che ha scelto la riapertura delle attività produttive.

E’ sostenuto da dati solidi che i bambini affetti da coronavirus hanno sintomi meno gravi rispetto agli adulti.

Infine, i dati relativi alla contagiosità dei bambini sono al momento scarsi e contraddittori. Ma fanno propendere per un loro ruolo marginale nella diffusione del contagio (il rischio zero in medicina – come nella vita – non esiste). Contagio che sembra avvenire maggiormente in ambito intrafamiliare ed extra-scolastico.

Cosa fare quindi?

Abbandonare l’idea di Scuola come l’abbiamo conosciuta finora. E riaprire le Scuole con interventi specifici anti-contagio:

  • Termoscan
  • mascherine
  • gel idroalcolico
  • distanziamento sociale
  • classi ridotte
  • più personale
  • lezioni e attività outdoor
  • sanificazioni

E poi, fondamentali, gli interventi mirati di health literacy (alfabetizzazione sanitaria) su insegnanti, personale delle scuole, genitori e bambini.

Facile a dirsi, difficile a farsi. Ma ci dobbiamo provare.

Quel 2-4% di mortalità, abbassato ulteriormente dagli interventi anti-contagio, sarà un rischio minore rispetto a quello che potrebbero correre i nostri bambini e adolescenti per una chiusura ancora prolungata.

Che ne pensate?

P.S. se vuoi aiutare la ricerca, aiutaci a capire i bambini rispondendo a questo questionario https://capiamoibambini.github.io/

Antonio Di Mauro – Pediatra SIP

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