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IoApro: come i ristoratori si ribellano al governo: “Il 15 gennaio restiamo aperti, sfidando le restrizioni”

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ristoranti ioapro 15 gennaio
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#IoAproNasce come una protesta civile e un segnale forte verso un governo che ha perso il controllo della situazione: abbiamo aspettato, speso molti soldi inutilmente in un momento di crisi, creduto a Conte che a ottobre ha detto: ” chiudiamo oggi per restare aperti a Natale“… e poi chiusi pure a Natale!

E ora la misura è colma: come per un istinto di sopravvivenza, gestori di locali e ristoratori di tutta Italia si uniscono perchè non ci stanno a subire una penalizzazione inutile, visto che si può consumare un pasto in sicurezza ( come si fa a pranzo ) e soprattutto perchè la curva epidemiologica ( o meglio: i dati del governo ) non si abbassa. Sarà da ricercare altrove la causa?

Il popolo dei ristoratori così dice basta. Stremato da mesi e mesi di chiusure e restrizioni continue, anche durante le festività natalizie, ha deciso alla fine di alzare la voce e ribellarsi a una situazione diventata ormai insostenibile, con il governo che continua a promettere aiuti inesistenti e insiste, intanto, con il vessare imprenditori da tempo in ginocchio a causa della crisi.

La data da segnare in rosso è così quella del 15 gennaio: in quell’occasione, in tutta Italia, andrà in scena la protesta di chi, stremato, terrà aperto il proprio locale in barba a qualsiasi divieto, sfidando così l’esecutivo Conte. Tante le adesioni già arrivate, da Nord a Sud, accomunate dal ricorso all’hashtag #IoApro.

#ioapro : disobbedienza civile per la sopravvivenza

Una disobbedienza civile nata in rete, dove Maurizio Stara, titolare del pub RedFox di Cagliari, aveva lanciato un appello chiedendo l’adesione dei gestori di altri locali lungo lo Stivale: “Non spengo più la mia insegna, io apro. La nostra è una protesta pacifica volta a dimostrare il nostro senso di responsabilità e la nostra capacità di rispettare e far rispettare le regole di prevenzione del Covid-19.

Ai partecipanti è richiesto di accomodarsi al tavolo assegnato (non più di 4 persone per tavolo) e di rimanere seduti e composti. La mascherina andrà indossata per accedere al locale e per alzarsi per qualunque motivo. Una volta seduti potrà essere tolta, piegata e messa via. Non sarà possibile somministrare cibi e bevande, quindi consumarle in loco. Vi chiediamo di passare una mezz’ora con noi e di pubblicare un selfie con gli hashtag #nonspengopiùlamiainsegna e #ioapro taggandovi all’interno dal locale. Tutti i partecipanti verranno omaggiati con un piccolo ringraziamento d’asporto”.

I ristoratori si ribellano al governo: "Il 15 gennaio restiamo aperti, sfidando le restrizioni"

Tante le adesioni subito raccolte. A Modena, un ristoratore ha annunciato di voler riaprire la sua attività il 15 gennaio a cena nonostante i divieti: “Da venerdì 15 (compreso), 50mila ristoratori apriranno in tutta Italia a pranzo e cena in barba a qualsiasi Dpcm illegittimo. I ristoratori hanno deciso di alzare la testa e tornare a vivere. Apriamo la nostra attività rispettando il distanziamento e le norme anti covid”.

A dare conferma della sua partecipazione all’iniziativa anche Angelino Ferrari, amministratore delegato del Green Glam Restaurant a Parma, che ha spiegato alle pagine di Parma Today: “Il 15 gennaio apriremo nonostante i divieti. Non possiamo più andare avanti così. I ristori che sono stati dati dal governo non sono sufficienti. Abbiamo bisogno di lavorare: in alternativa ci aggiungeremo all’elenco delle aziende che sono già state costrette a chiudere”.

Tutela legale nelle zone con protesta attiva

I ristoratori si ribellano al governo: "Il 15 gennaio restiamo aperti, sfidando le restrizioni"

In caso di multe “ci comporteremo, come sempre, con educazione e buon senso, faremo controllare il locale e accetteremo il verbale. Dopo qualcuno di noi lo contesterà mentre magari altri decideranno di pagare la multa entro cinque giorni. Abbiamo un pool di avvocati a disposizione”. Rimanere con le mani in mano, però, non era più possibile: “Ormai il nostro fatturato vede perdite tra il 60 e il 70%, mentre in estate le perdite si aggiravano intorno al 40%. Per non parlare delle spese fatte in vista dell’annunciata riapertura natalizia, mai effettuata. Tutti soldi persi. È il momento di svegliarci e riprendere in mano le nostre vite”.

Ecco qualche commento che abbiamo trovato nei socials

Erika: “Proprio ieri sono andata a pranzo con mio figlio. Tavoli distanziati, paravento di plexiglas, tavolo e sedie desinfettate appena libero il posto. Va a finire che era più sicuro del ospedale.”

Claudia: “Io sono una dipendente pubblica ma appoggio la vostra iniziativa. Chi non capisce che siete voi il traino della nostra economia si renderà conto a breve cosa succederà anche a noi!!!!”

Antonella: “vorrete perdonarmi spero per quel che andrò a scrivere.. e nel contempo porgo a tutti un saluto! per me è la prima volta.
Io non sono una commerciante ma come te vedo, in questo gruppo, la voglia di tante persone non solo di aprire per necessità o ribellione ma anche e soprattutto per riaffermare la propria dignità, libertà e soprattutto i propri diritti.
Uniti ce la faremo! La nostra libertà e la nostra voglia di sostenere persone così coraggiose vale Molto più di 400 euro!!!! Grazie perché ci state donando la speranza che in questi mesi abbiamo perso.”

Roberto : ” Fanno bene dovrebbero farlo tutti i ristoratori tutti , questo si che sarebbe un bel segnale perche’ lo abbiamo capito bene ormai i contagi non avvengono a causa dei ristoranti chiusi anzi li hanno obbligati a mettersi a norma poi li obbligano a rimanere chiusi…. che tristezza , l’ altro giorno all’ IKEA di un paese qui vicino multitudini di persone ammassati per entrare , NON NE FACCIO UNA COLPA ALLA GENTE SIA BEN CHIARO , ma cavolo incominciamo a vedere dove e’ il reale problema ….. stiamo agevolando in tutto e per tutto l’ economia degli altri paesi , tenendo ferma la nostra di economia …”

Per aderire all’iniziativa: https://t.me/ioapro

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