Home coronavirus Matteo Bassetti smonta gli allarmisti: Conte e Speranza raccontano balle agli italiani

Matteo Bassetti smonta gli allarmisti: Conte e Speranza raccontano balle agli italiani

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In questo articolo, abbiamo evidenziato che l’aumento dei casi dell’epidemia è dato essenzialmente dall’elevato numero di tamponi disposti alla ricerca disperata di nuovi positivi.

Il governo ha bisogno di dimostrare che il coronavirus denota una crescita esponenziale e non si sta dissolvendo, soprattutto deve provare che, a differenza di quanto sostenuto dal prof. Zangrillo, non è clinicamente morto.

La realtà, tuttavia, è molto diversa e il 98% di questi nuovi positivi sono molto diversi da quelli di febbraio e marzo. In primis, perchè il virus è mutato e non è più in grado di provocare danni ulteriori rispetto a quelli di una comune influenza.

In secundis, perchè esiste un protocollo sanitario che permette di curare a casa le persone, che quindi non hanno più bisogno di ricoveri. In altri termini, non esiste una situazione di emergenza sanitaria intesa come pressione sulle strutture delle ASL in maniera tale da non riuscire a garantire a tutti assistenza. In definitiva, anche se i nuovi casi salissero a 1000 al giorno, come invocano gli allarmisti, non evocherebbero situazioni clinicamente rilevanti.

A sostenere questa versione è il dottor Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, che smonta le tesi allarmistiche del governo e fa capire che Conte e Speranza, in sostanza, raccontano un mucchio di balle agli italiani. “Ho sentito parlare di casi critici e casi gravi di Covid-19 come fossero la stessa cosa.

Noi medici seguiamo dei criteri internazionali che riporto (fanno riferimento all’NIH). Per discutere di malati e descriverne la criticità o la gravità, bisogna averli visti e trattati, altrimenti è come se io parlassi di come costruire un ponte o un palazzo”, spiega il professore.

bassetti positivo asintomatico

I Vari stadi e gradi sintomatici della malattia

Nelle linee guida si fa riferimento ad una “infezione asintomatica o presintomatica”, qualora si risulti positivi agli specifici test per individuare la presenza del Coronavirus ma non sia comunque effettivamente rilevabile alcun sintomo legato alla malattia.

Si passa poi alla “malattia di media entità”, nel caso in cui si possono rilevare varie tipologie di sintomi, come ad esempio tosse, gola infiammata, malessere generale, mal di testa, dolori muscolari ma non difficoltà respiratoria o dispnea nè problemi rilevabili attraverso esami radiodiagnostici.

Si definisce invece una malattia di moderata entità qualora siano rilevabili livelli di saturazione dell’ossigeno con valori superiori al 93% o infezioni delle basse vie respiratorie emerse a seguito di una valutazione clinica o di specifici esami radiodiagnostici.

Nella “malattia di grave entità” sono invece rilevabili livelli di saturazione dell’ossigeno con valori uguali o inferiori al 93%, tensione arteriosa di O2/Frazione ispirata di O2 (PaO2/FiO2) con valori inferiori a 300, frequenza respiratoria con numero di atti respiratori inferiori a 30 per minuto, infiltrazioni nei polmoni (>50%).

Si giunge infine alla “malattia critica”, definita da grave insufficienza respiratoria, shock settico e/o disfunzione multiorgano.

https://mondotoday.altervista.org/

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