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Misure anti-Covid, mascherina obbligatoria anche per i runner. Il Viminale poi chiarisce l’equivoco

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L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto vale anche per chi fa attività motoria, ma non se si sta facendo sport. La precisazione arriva da una circolare del Viminale rivolta ai prefetti per spiegare le misure adottate con l’ultimo decreto legge approvato dal governo il 7 ottobre scorso. Nel documento firmato nella serata di sabato dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi si legge che la disposizione che prevede l’uso della mascherina “esenta dall’obbligo di utilizzo solo coloro che abbiano in corso l’attività sportiva e non quella motoria, non esonerata, invece, dall’obbligo in questione”.

Una frase che ha creato confusione: i runner devono indossare la mascherina? “Sostenere che si debba usare la mascherina anche mentre si corre è semplicemente assurdo. Spero che il governo ci ripensi subito“, ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Poco dopo però è arrivato il chiarimento del Viminale: per attività motoria, sottolinea il ministero, “deve intendersi la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva”.

Quindi, conclude, “jogging e footing potranno continuare a svolgersi senza obbligo di mascherina”. I runner, quindi, potranno continuare a correre senza protezione.

La precisazione sull’attività motoria si è resa necessaria perché nelle bozze del decreto circolate nei giorni scorsi era scritto che dall’obbligo di utilizzare la mascherina erano esentati “i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva o motoria“, ma nel testo pubblicato in Gazzetta l’esenzione è rimasta solo per coloro che fanno attività sportiva.

La notizia arriva nel giorno in cui il Comitato tecnico scientifico (Cts) si riunisce con il ministro della Salute Roberto Speranza per tracciare le nuove regole anti-contagio: tra le novità del nuovo Dpcm dovrebbe esserci anche la quarantena accorciata a 10 giorni – come in Germania – e i limiti alla movida. Dal tavolo degli esperti usciranno infatti le restrizioni pensate per fermare la crescita dei positivi: la chiusura dei bar e delle rivendite di alcolici alle 24 e il divieto di consumare davanti ai locali fin dalle 21. Ma anche i limiti per le feste private, nonché per gli sport amatoriali di contatto, come il calcetto. Sarà ulteriormente incoraggiato lo smartworking. Sabato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha discusso del provvedimento a Palazzo Chigi con il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, il sottosegretario alla Presidenza, Riccardo Fraccaro e i capidelegazione. La riunione è durata oltre 3 ore, la posizione è sostanzialmente unanime, chiudere qualcosa ma non troppo.

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