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New York City è morta per sempre per colpa del Covid. Ecco perchè

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Tutti conosciamo NYC la città che non dorme mai. La città che pullula di gente che si muove in metro efficientissime tra luoghi diventati icone della città: da Broadway a Manhattan, da Central Park a Little Italy, da Wall Street alla Freedom Tower.

La capitale economica degli Stati Uniti, quella città piena zeppa di uffici, di torri con dentro decine di migliaia di impiegati che pranzano nella miriade di ristoranti della città, eh già, perché NYC è anche la capitale del food: dal sofisticato allo street food, dalla carne al pesce, dall’americano all’indiano passando per l’immancabile cucina italiana, francese, latina, jamaicana, africana e chi più ne ha più ne metta.
La NYC delle celebrità, degli spettacoli teatrali, dei parchi e del turismo.

Leggendo varie analisi tra cui quella di un autore teatrale (James Altucher) e confrontandomi con economisti americani, sembra che quella NYC non ci sarà più.

Voi direte: “ma NYC tornerà quella che era”, lo ha sempre fatto. No non tornerà, non questa volta. “NYC ha sempre superato le difficoltà anche peggiori, come la crisi del ‘29, l’attacco alle torri gemelle, la crisi del 2007”. No stavolta è peggio, più profondo, più radicato, permanente.

Vivendo in America da 7 anni ormai, ho continui contatti con americani che vivono a NYC e tra loro è sempre più frequente la frase “I’ve been in NYC forever but I guess this time I have to say goodbye”. E mi son chiesto perché stavolta sia diverso.

Analizziamo insieme perché si dovrebbe vivere a NYC. Fondamentalmente per tre ragioni: per le innumerevoli opportunità di business, per la cultura (il mix di culture di tutto il mondo) e per il food (capitale americana del food).

Il Business di New York

Midtown e Manhattan sono deserte. Anche se la gente può tornare al lavoro, torri di uffici come la Time Life Skyscraper sono al 90% vuote. Le aziende hanno capito che non hanno bisogno di avere gente in ufficio che perde ore per arrivare in ufficio e poi per tornare a casa, ha rilevato che i propri impiegato sono persino più produttivi lavorando da casa. The Time Life building riceveva in media 8000 impiegati al giorno, mente ora ve ne sono solo 500 e nessuna delle imprese che occupa la torre ha chiuso. Semplicemente si lavora da casa.

Midtown la chiamano oggi Ghost Town. Impensabile solo 6 mesi fa.

Molti professionisti (avvocati, ingegneri, esperti di finanza, broker, direttori di banche, eccetera) lavoravano in ufficio dalle 6 di mattina fino alle 10 di sera. Ora si sono trasferiti a Phoenix, Nashville, Miami, Los Angeles, Austin, San Diego, Atlanta. Lavorano da casa e hanno realizzato il sogno di vivere nella capitale della musica (Nashville) o al sole perenne in Florida, o in città più a misura d’uomo come Salt Lake City o verso la nuova Silicon Valley (Austin). La gente viaggerà meno ler lavoro: per quale ragione devo prendere un volo di due ore per andare da Miami a NY per un meeting di 30 minuti quando posso farlo per ZOOM comodamente da casa senza perdermi la possibilità di giocare coi miei figli?

Questa fuga da NYC è stata accentuata anche dalle proteste violente dei mesi scorsi. Non c’è niente di male nel protestare, ma chi ha dei figli ha come priorità la loro sicurezza e si è spostata temporaneamente, scoprendo però che si può vivere fuori NYC con un costo della vita minore e con una qualità della stessa molto più alto. E questa ondata non ha marcia indietro.

I prezzi di NYC stanno crollando giornalmente e oggi siamo a un -30/-50% mentre quello delle città così dette secondarie stanno aumentando. In Florida (nonostante l’incombenza di una ondata di foreclosure) i prezzi continuano a reggere e anzi a crescere proprio per la continua domanda da parte di americani di New York.

In sintesi: il business si sviluppa da casa ed è una spirale che accelera. Più gli uffici sono vuoti, più si lavora da casa più si continueranno a svuotare gli uffici, più morirà NYC.

Si diceva che a New York bastava passeggiare per incontrare una opportunità di business. Oggi le strade sono deserte.

La cultura di NYC

Sono mesi che Broadway è ormai ferma. E lo sarà per lo meno fino alla primavera del 2021. Un anno di stop è troppo per restare a NYC. Le imprese satellite al mondo dello spettacolo hanno chiuso o si sono spostate in altre città. Gli artisti stanno abbandonando NYC e soprattutto manca il pubblico.
Chiusi sono anche Lincoln Center e tutti i Musei. Quindi niente turisti, niente residenti, niente pubblico.

L’indotto dello spettacolo rappresenta la terza maggior entrata della città dopo financial business e food. Un duro colpo per la città. E un blocco di oltre un anno non è sopportabile per nessuno, quindi tutto questo mondo si è spostato altrove e ha iniziato nuove attività e non tornerà più a NYC.

Il food

Vi ricordate i Food Truck fuori dal Lincoln Center? Spariti! Senza impiegati e senza turisti non hai a chi vendere.
Catene di ristoranti intere sono sparite. Chiusi i locali simbolo della movida newyorkina, chiusi i piccoli ristoranti così come i rooftop.
E quelli che fanno delivery? Chiusi. A chi delivery se non hai chi compra? Dovunque ti giri a NYC vedi cartelli vendesi e affittasi. E più ne vedi più aumentano più scendono i prezzi.
Yelp ha registrato un 60% di ristoranti chiusi definitivamente. 60%! E siamo solo all’inizio.

E se pensate che non essendoci concorrenza adesso è il momento di aprire un ristorante, evidentemente non conoscete come funziona il mondo del food. Funziona, soprattutto a NYC, per cluster, cioè per gruppi. La gente dice “andiamo a cena” ed esce per raggiungere un’area che abbia la maggior quantità di ristoranti dove poter scegliere. E succede anche in altri settori. Vi è mai capitato di vedere una via con tutti meccanici, o una con negozi di arredo, eccetera? Ecco succede per il food ancora di più. Senza altri ristoranti, il tuo diventa una cattedrale nel deserto.
Ma vie come Little Italy o Restaurant Row e Little India non sono ormai rarità che funzionano in un contesto che si sgretola.

E anche in questo caso, che succede con i dipendenti di questi ristoranti e con l’indotto (fornitori, lavanderie, ecc.)? Sono tutti andati via. Perché un altro fattore che accelera lo svuotamento di NYC è l’incertezza. Non posso stare ad aspettare di vedere cosa succede. Ho una famiglia da mantenere e quindi vado avanti e mi sposto dove ho più chance. E in quell’aspirale che accelera sempre più in fretta, la città si svuota ancora più velocemente.

Una città vuota fa scendere i prezzi di case e locali commerciali

Se i proprietari di edifici perdono i loro migliori inquilini (gli storefront al piano terra, gli uffici nei piani centrali e i ricchi nei piani alti) andranno inevitabilmente in bancarotta. E quando ciò accadrà scenderanno i prezzi e questo fa attendere ancora di più i pochi interessati a comprare. In America si dice “Better safe than sorry!”
E se i prezzi scendono la gente comincia a dire “ho fatto bene ad aspettare, e se aspettassi ancora un po’?” E i prezzi continuando a scendere invogliano meno a comprare. Si chiama spirale deflazionaria dove nessuno guadagna.
Questo porta meno gente nella città e meno soldi in circolazione quindi meno possibilità di business che a sua volta farà allontanare le persone e così via.
E quando i prezzi saranno bassi allora la gente tornerà a comprare? Forse. O forse no. Perché investire in una città ormai morta e senza ragione di credere in una ripresa potrebbe non avere senso. Un po’ quello che successe a Detroit.
A questo aggiungiamo che le università chiuse che passano a lezioni on line, attirano meno studenti e questo contrae ancora la domanda facendo crollare sempre più i prezzi.

New York si è sempre ripresa anche dopo le peggiori crisi

Si è vero, si è sempre ripresa. Lo ha fatto nel
‘29, dopo l’11 settembre e persino nella crisi del 2007/2008. Ma era diverso. Non ha mai avuto 12 mesi di lockdown. E soprattutto non ha mai avuto esodo di abitanti e attività. E se a questo aggiungi che alcuni aspetti (come lo smart working) non sono passeggeri ma cambiamenti definitivi, lo scenario si fa ancora più difficile. E per assurdo questa tempesta perfetta si detona grazie a una grande novità: una migliore bandwith. Già, una connessione superveloce consente ciò che non era possibile prima. Una video conference era impossibile, oggi lo è. Questo accelera sempre più il lavoro da casa, più comodo per il lavoratore e meno caro per l’azienda. E questo non fa altro che facilitare lo svuotamento di città-ufficio come NYC.
Siamo passati dal fisical meeting a remote learning, remote meetings, remote offices, remote performance, remote everything.

I miei figli seguono lezioni da casa, io parlo in videoconference con partner in Italia o a NYC, mia moglie fa corsi on line, i miei collaboratori gestiscono il lavoro da casa. Abbiamo investito gli ultimi 6 mesi a riorganizzare la nostra vita in una più comoda e non torneremo indietro. Un po’ come provare la business class. Solo che in questo caso la
BC è addirittura meno cara della economy.

Cosa ne sarà di New York?

E allora cosa succederà? Che cambierà il business. Si sposterà. I ristoranti si sposteranno verso le seconde e terze città che cresceranno. Miglioreranno i servizi delle altre città e ci si avvierà alla decentralizzazione. Più città e meno affollate. Per non parlare della presa di coscienza sulle tasse. Molti newyorkini diranno: “Aspetta un secondo: io pago il 16% di tasse in più per vivere a NYC con tutti i problemi che ha quando in altre città o altri stati la tassazione locale è zero?” E questo secondo voi cosa genererà se non ancora più svuotamento della grande mela?

Per non parlare dei problemi che avrà la città di NYC. Oggi New York ha 9 miliardi di debiti, uno in più di quello che aveva previsto il sindaco. Il modo più rapido per recuperare questa somma sono le tasse ma con 900.000 posti di lavoro persi e 75% delle attività chiuse, avete idea di come sarà NYC a livello di servizi? Sicurezza, pulizia, servizi di ogni tipo dovranno essere ridimensionati se non tagliati completamente. Un altro modo per recuperare soldi sono i tolls (pedaggi) di ponti e strade. Ma meno gente significa meno pedaggi quindi meno soldi.

In fin dei conti per quale ragione bisognerebbe voler andare a vivere a NYC?
Prima potevi uscire la sera, incontrare gente, avere opportunità di business, mangiare al tuo ristorante preferito, vedere la tua opera teatrale, incontrare un VIP.

Ora non più.

Ecco perché New York City è ormai morta.

di Stefano Versace

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