Home geopolitica Perchè NATO e USA sono il vero baratro verso la fine dell’EUROPA

Perchè NATO e USA sono il vero baratro verso la fine dell’EUROPA

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Dal sabotaggio, attribuito, come responsabilità, agli Stati Uniti, sembra attraverso un sottomarino, del gasdotto Nord Stream, ha calcolato un analista dell’industria petrolifera e del gas e petrolchimica indipendente, possono uscire bolle di gas del valore di 2 miliardi di dollari.

Le forti esplosioni e la fuoriuscita del combustibile ha provocato un enorme massacro della fauna ittica e un inquinamento di vaste proporzioni.

Questo intervento rappresenta la più grande vigliacca provocazione che sia stata mai compiuta da un paese straniero verso la Russia dalla seconda guerra mondiale, anche se i maggiori danneggiati siamo noi cittadini europei che non avremo più una fonte quantativamente sicura di approvvigionamento.

Ormai è chiaro, gli Stati Uniti stanno cercando lo scontro diretto, vogliono impoverire, destabilizzare e assoggettare l’ Europa, anche un bambino innocente ormai si è accorto.

Ecco i risultati del referendum per adesione delle regioni separatiste alla Federazione Russa:

  • -nella regione di Zaporozhye Il 97,81% ha votato per l’ingresso in Russia
  • -nella LPR Il 97,93% ha votato per l’ingresso nella Federazione Russa
  • -gli elettori della DPR che hanno votato a favore sono il 98,69%.

Gravissime le dichiarazioni dei rappresentanti dell’ONU secondo le quali non riconosceranno il risultato di questa espressione popolare, si legge “perché avvenuto durante lo svolgimento di un conflitto”.

L’ ONU ha come motto: “Peace, dignity and equality on a healthy planet” che tradotto significa “Pace, dignità e uguaglianza su un pianeta sano”; togliendo il diritto di votare, questo organo internazionale, lede la dignità e discrimina queste popolazioni oltre ad alimentare la guerra, paradossalmente sta facendo il contrario rispetto ai suoi principi.

I Media occidentali in queste ore stanno diffondendo notizie secondo le quali sia stata proprio la Russia a danneggiare il gasdotto, siamo alla follia !Come si può più credere a queste informazioni così menzognere? Niente più gas e capacità ridotte di produrre anche energia elettrica.

Siamo ancora atlantisti?

L’ UE praticamente è completamente nelle mani degli USA, non ha più nessuna voce in capitolo su qualsiasi decisione, non ha più indipendenza, e la sua missione di mediazione tra est e ovest è ormai svanita, rappresenta un ente e un istituzione inutile.

Quali prospettive ci attendono?

La risposta la dobbiamo trovare dentro ognuno di noi, non và cercata fuori, dobbiamo considerarci artefici della storia e non solo spettatori.

Per una volta alziamoci dal divano e smettiamola di lamentarci, siamo tutti responsabili di quello che sta accadendo, come possiamo guardare negli occhi dei nostri figli e nipoti? Quale futuro gli stiamo preparando? Quanti progetti e sacrifici saranno infranti?

Ma stavolta la manifestazione non va fatta a Roma, dove i nostri politici “Camerieri” sono obbligati ad eseguire gli ordini imposti dall’ UE, è necessario bloccare il parlamento europeo e sfilare sulle strade di Bruxelles.

Anche se la bomba atomica probabilmente non scoppierà mai, rischiamo che il conflitto ci coinvolga ancora più direttamente e ci porti alla povertà e alla fame in un vortice che distruggerà l’intera economia europea irrimediabilmente.

“È la mancanza di rapporti giusti che produce conflitti, infelicità, ostilità; per quanto piccolo possa essere il nostro mondo, se riusciamo a trasformare i rapporti all’interno di quel mondo ristretto, il risultato sarà come un’onda che si ripercuote all’infinito verso l’esterno.”

Il Gas del fracking USA e i rigassificatori nel territorio

Una bomba ecologica nel golfo di Follonica. È questo il problema?

Sul rigassificatore che è stato deciso di costruire nel golfo dove viviamo, proprio di fronte a Piombino, si sono dette e scritte tante cose.

Tutti hanno sottolineato la pericolosità per le persone e per l’ambiente in caso di incidente definendo l’impianto una potenziale bomba ecologica.

Seguire questo ragionamento ci porta fuori strada. I tecnici, gli esperti, i “competenti”, ci diranno sempre che i livelli di sicurezza sono massimi e che il rischio di incidente è nullo. Ci mostreranno le carte, gli studi e noi di fronte a tutto ciò, in quanto non competenti, dovremmo solo affidarci a loro.

Il problema principale non è la sicurezza dell’impianto; il problema è la scelta politica che sta dietro a quell’impianto.

Abbiamo ceduto da oltre settant’anni la nostra sovranità alla faccia dei partigiani che si fecero ammazzare per combattere i nazifascisti in nome di una nuova Italia libera, democratica e indipendente.

La vicenda di Enrico Mattei, ex combattente e partigiano che da presidente dell’Eni cercò una piena indipendenza energetica per sganciarsi dal cartello mafioso internazionale morendo poi in circostanze che ancora oggi non sono state chiarite del tutto, a distanza di anni ci insegna ancora come continuiamo ad essere una colonia dell’impero, seppur decadente.

Io non ho le competenze per discutere con chi ha titoli di studio e competenze elevate i quali mi dicono che l’impianto è sicuro. Mi fido ma da cittadino pensante esprimo un’idea politica.

Abbiamo dichiarato nei fatti guerra alla Federazione Russa seguendo gli Usa e la Nato in una strada folle.

Chi pensa che la guerra sia solo per colpa di Putin che ha “invaso” l’Ucraina ha una visione fanciullesca con scarse capacità di analisi.

La questione è più complessa. A causa di queste scellerate scelte politiche che rischiano di fare precipitare il mondo nel baratro oscuro e definito di una guerra atomica il governo Meloni, in continuità col governo Draghi sostenuto con forza dal Pd, proseguirà la guerra, per ora senza soldati italiani, alla Russia rinunciando al loro gas a basso costo e alle relazioni commerciali ed diplomatiche con i russi.

La scelta della rete di rigassificatori segue queste scelte politiche pericolose e per questo vanno rigettate al mittente a prescindere dalla sicurezza degli impianti.

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di Andrea Cecconi – Massimo Cini

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