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Siae, procedura Ue contro l’Italia per mancata libera concorrenza

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Dalle nostre parti il dibattito è accesissimo da tempo, soprattutto da quando alcuni artisti di punta, Fedez in testa, hanno deciso di abbandonare la Siae e affidarsi ad altri soggetti come Soundreef. Il rapper milanese ha ingaggiato anche una lunga polemica con il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini

Doveva succedere, è successo. La Commissione europea ha deciso di aprire, a settembre, una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia sulla spinosa questione della gestione dei diritti d’autore. Dalle nostre parti il dibattito è accesissimo da tempo, soprattutto da quando alcuni artisti di punta, Fedez in testa, hanno deciso di abbandonare la Siae e affidarsi ad altri soggetti come Soundreef. Il rapper milanese ha ingaggiato anche una lunga polemica con il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che ha coinvolto anche presunti conflitti di interesse, visto che Michela De Biase, moglie del ministro e consigliere comunale del Pd a Roma, lavora per Sorgente Group, fondazione che gestisce il patrimonio Siae.

Secondo la Commissione Ue, la riforma messa in atto da Franceschini risolve solo parzialmente il problema della concorrenza, conservando di fatto il monopolio istituito addirittura nel 1941. La questione non è mai stata affrontata fino a quando, pochi anni fa, sono arrivati sul mercato i primi competitor della società monopolista italiana, a cominciare dall’italo-britannica Soundreef.

Siae ha provato ad arginare l’arrivo di nuovi soggetti attraverso iniziative giudiziarie ma altrove, in Europa, il monopolio sulla gestione dei diritti di autore è praticamente sparito, a eccezione del nostro Paese.

Quest’anno, il provvedimento voluto da Franceschini avrebbe dovuto rispondere alle richieste arrivate nel 2014 dalle istituzioni comunitarie ma i problemi permangono, visto che gli artisti sono liberi di affidarsi anche a società diverse, ma la raccolta dei profitti viene ancora affidata alla Siae, che dunque conserva una posizione predominante in un mercato non del tutto concorrenziale.

Una norma che secondo molti è confusa e dalle ampie e differenti interpretazioni, i cui primi effetti si erano visti già durante il Festival di Sanremo, quando ad alcuni cantanti (per esempio Gigi D’Alessio) non sono state saldate le cifre dovute. E lo stesso è successo a Fedez in nove delle venti tappe del suo tour estivo. Una situazione complicata, all’italiana, totalmente priva di chiarezza normativa e interpretativa, che ora potrebbe essere risolta grazie alla procedura di infrazione dell’Europa che dal 2014 chiede al nostro Paese, inutilmente, di porre fine definitivamente al monopolio anacronistico della Siae.

Di Domenico Naso su www.ilfattoquotidiano.it

foto: it.blastingnews

Federer ha speso 12 milioni di euro per costruire 81 scuole materne in Malawi

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scuole materne in malawi

Emergono dettagli sul viaggio in Africa del campione elvetico, da anni protagonista in prima persona per aiutare i bambini meno fortunati. Federer avrebbe infatti investito ben 12 milioni di euro negli ultimi anni per la realizzazione di 81 scuole materne in Africa

Ora emergono anche dati più precisi che certificano l’impegno concreto del campione elvetico. Dunque non solo foto e selfie. Federer, infatti, ha investito la bellezza di 13,5 milioni di dollari (circa 12 milioni di euro) per la costruzione di 81 scuole materne in Africa, oltre ad aiutare anche il mantenimento e miglioramento di altre 400 già esistenti scuole più piccole nel resto del continente.

Progetto cominciato nel 2011 e dalla durata di almeno 10 anni e comprende diversi paesi, quasi tutti africani: Botswana, Malawi, Namibia, South Africa, Zambia, Zimbabwe e Svizzera, dove sono già attivi 15 tipologie di questo programma che ha già aiutato 21 5mila bambiniL’obiettivo, dichiarato, è di arrivare al milioni di bambini entro il 2018. Anche questo è Roger Federer. Campione, signore e leggenda in campo, campione, signore e leggenda nella vita.

Pd, la Festa è un flop. Disperazione tra gli stand a Milano: “Tragedia, e ci avevano promesso 50mila persone” – VIDEO –

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All’ex Scalo Farini di via Valtellina a Milano tutti aspettano Matteo Renzi. Il segretario inaugura gli ultimi quattro giorni della Festa dell’Unità, che fino ad ora ha visto solo dirigenti locali.

“Speriamo porti le 50mila persone che ci avevano promesso”, commenta sarcastico chi vende panini alla festa del Pd milanese, che giudica un “flop totale“, un “buco nell’acqua” che per gli esercenti degli stand alimentari si tradurrà in una perdita netta. E si sente truffato: “Ho speso 1200 euro per essere qui con la mia attività, ma ad oggi non ne ho recuperati nemmeno la metà della metà”.

Fa caldo, la decadenza dell’ex scalo ferroviario ha il suo fascino ma non si riempie di persone. Il dibattito sulla cyber sicurezza delle 18.00 vede più relatori che astanti. Quelli con Piero Fassino e Luca Lotti beneficiano dell’attesa per il segretario. “Manca la gente, ma non pensavo a un flop così”, aggiunge il titolare di un altro stand pronto a servirci “ottime fritture” nonostante si percepiscano più di 30 gradi.

E non ha dubbi: “Tornare l’anno prossimo? Nemmeno per sogno”.

Insomma, la partecipazione non è di casa. O forse è diventata un’altra cosa. Sui tavoli che ospiteranno circa un centinaio di persone per #acenaconMatteo c’è un foglio che invita tutti a farsi un selfie, a postarlo con l’hashtag corretto e a loggarsi l’indomani su Facebook per ritrovarsi e condividere ancora, per moltiplicare.

Renzi arriva in ritardo, saluta le cucine, poi i commensali. E se ne va. I presenti, quei pochi, sono tutti a tavola, quella organizzata dal Pd milanese. Tra gli stand si avventurano in pochi, i registratori di cassa vanno in bianco anche stasera. Molte le zanzare  di Franz Baraggino e Luigi Franco

 

www.ilfattoquotidiano.it

GSK VACCINO PERICOLOSO! FDA annuncia IL RITIRO di un lotto del vaccino anti meningite MENVEO (A, C, Y e W-135) prodotto in Italia

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Sul sito della FOOD e DRUG Administration è stato pubblicato il richiamo di un lotto vaccinale tetravalente MENVEO prodotto dalla GSK in italia .

Il numero del lotto ritirato dal mercato è M16095 .

il vaccino era diretto ai bambini con più di 2 anni .

la GSK chiede a tutti i destinatari del M16095 , di smettere di distribuire e di mettere in quarantena e restituire tutte le unità.

nelle reazioni avverse del prodotto si legge :
… reazione di pericolo di vita in seguito a precedente somministrazione di un vaccino contenente componenti simili …

IL DECRETO E’ RIVOLTO AD UNA PICCOLA PARTE DELLA POPOLAZIONE QUI RAPPRESENTATA (VIDEO)

La notizia è apparsa sul sito dell’istituzione.

Il richiamo è una misura precauzionale, in quanto ci sono stati problemi durante le operazioni di riempimento meccanico delle fiale. Forse questa misura è stata adottata proprio perchè in tanti hanno sollevato dubbi sulla sicurezza di questi vaccini?

Regione Umbria-dopo terremoto: un centro commerciale a Castelluccio di Norcia

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centro commerciale a castelluccio di norcia

Mentre nelle Marche gli amministratori regionali progettavano di spendere i fondi degli sms solidali in opere che con il terremoto non hanno nulla a che vedere (come l’ormai celebre pista ciclabile) nella vicina Umbria non va affatto meglio: la Regione, infatti, ha presentato nei giorni scorsi il progetto di un centro commerciale a Castelluccio di Norcia, uno dei luoghi più suggestivi d’Italia.

Si stenta a credere che individui dotati di raziocinio e senso della realtà possano aver concepito un’idea del genere senza aver assunto significative dosi di allucinogeni, eppure è proprio così e a confermarlo è stato il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, renziano di ferro: “Le procedure di affidamento dei lavori per l’urbanizzazione delle aree – da effettuare entro luglio – e poi per la realizzazione delle strutture, avverrà in tempi brevi”. (fonte: http://www.umbria24.it/…/castelluccio-villaggio-commerciale…)

Il centro commerciale dovrebbe costare tra i 2 e i 2,5 milioni di euro, prevalentemente a carico della Protezione Civile. L’opera dovrebbe sorgere nel Pian Grande, in un luogo straordinario celebre in tutto il mondo per la fioritura estiva delle lenticchie ma anche per essere nel cuore del Parco nazionale dei Monti Sibillini.

L’approvazione di un progetto di centro commerciale a Castelluccio di Norcia dimostra una volta di più la distanza tra il governo e chi vive nelle aree colpite dai terremoti: se da una parte infatti si annuncia di voler valorizzare le risorse naturalistiche dei territori, dall’altra si progetta una colata di cemento a Castelluccio Di Norcia 1452 Mt.

centro commerciale a castelluccio di Norcia
Il progetto del centro commerciale che dovrebbe sorgere a Castelluccio di Norcia

A questo link la petizione da firmare per tentare di ostacolare l’opera: https://www.change.org/p/no-centro-commerciale-a-castellucc…

Alcuni ci stanno accusando di aver diffuso una bufala. Sarebbe meglio lo fosse, in effetti, e non avremmo problemi a scusarci per aver fatto confusione: il progetto però esiste, è reale e sponsorizzato da Nestlè (fonti: http://www.regione.umbria.it/…/regione-umbria-mipaaf-e-peru…https://www.perugina.com/…/rinascit…/volti/francesco-cellinihttps://www.rinascitacastelluccio.it/…/rinascitacastelluccio).

Il centro commerciale, si dice, avrà carattere provvisorio: ci permettiamo di far notare che non sono ancora stati inventati centri commerciali con le ruote e che la provvisorietà, in un contesto in cui la ricostruzione durerà decenni, è un concetto di difficile comprensione.

Sarà provvisorio per 20 anni? Lo sarà per “soli” 10 anni? Ricordiamo che dopo 11 mesi poco più del 10% delle macerie sono state rimosse (e ci avviciniamo al secondo inverno).

Altro tema importante: ai terremotati che a gran voce per mesi hanno chiesto di poter installare a titolo provvisorio le casette sui propri terreni privati è sempre stato detto che non sarebbe stato possibile: soprattutto per questo in migliaia sono stati costretti ad andare a vivere negli hotel lasciando, spesso per sempre, le loro case. Come mai la provvisorietà non era valida per le casette mentre è possibile per un’area commerciale?

Ricordiamo anche la vicenda del Sindaco di Ussita, costretto alle dimissioni dopo che è stato posto sequestro un campeggio dove si erano adoperati a dare case mobili e ripari provvisori ai terremotati. Insomma, pare che la burocrazia abbia due piatti della bilancia molto diversi, leggero e accondiscendente con le grandi multinazionali, e pesante e censorio nei confronti dei piccoli amministratori!

Così, dopo aver vissuto sulla loro pelle una misura indegna come quella delle tasse sulle macerie, se dovessero subire lo stesso trattamento dei terremotati de L’Aquila, si ritroverebbero ad essere subissati di tasse e balzelli senza aver visto ripristinati almeno i servizi essenziali utili alla popolazione.

Ecco uno stralcio del comunicato stampa della Regione Umbria che conferma la collaborazione con Nestlè per il centro commerciale a Castelluccio :

“Proprio Castelluccio di Norcia era stata scelta da Perugina come simbolo della bellezza autentica dell’Umbria ed era diventata protagonista della comunicazione di Perugina Tablò – spiega Manuela Kron, Corporate Affairs Director di Nestlé Italia – Dopo il dramma che l’ha colpita, l’azienda sente ancora più forte il legame con questi luoghi e vuole quindi continuare a sostenerli, dando il proprio aiuto alle realtà imprenditoriali che operano sul territorio e che, dopo il terremoto, hanno bisogno del contributo di tutti”.

Castelluccio deve rinascere dai suoi prodotti e dalle sue bellezze, più bella di prima. Con i suoi colori. Con la collaborazione di tutti. Perché è un patrimonio di tutti.

Si, ma sarebbe più sensato farla rinascere partendo dalla costruzione dei servizi essenziali come moduli abitativi, stalle, scuole e tutto ciò che occorre, senza la sponsorizzazione invasiva della Nestlè.

da: Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia

La Camera istituzionalizza i lobbisti. Alla camera sono 125 tesserati

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lobbisti in parlamento

Ci sono tutte le controllate dello Stato quotate in Borsa. Big come Eni ed Enel. I gruppi del lobbisti della telefonia come Tim e Vodafone e le tv come la Rai e Sky.

Tra i lobbisti non potevano non essere rappresentate le industrie del tabacco, come Imperial Tobacco e Japan Tobacco. Ci sono le associazioni di categoria, come Confindustria, Confcooperative e i costruttori con l’Ance e Confedilizia. E ovviamente le società di consulenza che svolgono una pura attività di lobbying. Nel neonato registro ufficiale dei lobbisti — pardon, dei «rappresentanti di interessi», come si chiama il registro istituito presso la Camera dei deputati con un portale apposito — spunta anche l’associazione umanitaria Emergency. Complessivamente, a oggi sono 125 i rappresentanti di interessi approvati e quindi iscritti regolarmente al Registro, per la precisione 90 persone giuridiche e 35 persone fisiche. Poi, ci sono una trentina circa di richieste in corso di valutazione.

«Proprio stamattina ho ritirato il mio tesserino», dice Roberto Falcone, presidente dell’Associazione nazionale tributaristi Lapet.

«Prima ho dovuto fare domande per via telematica, attraverso la mia identità digitale. Poi sono dovuto andare agli uffici della sicurezza alla Camera. Dopo l’identificazione e la foto, mi hanno creato e consegnato il badge». Il Registro è attivo, ma rimane aperto: chi non si è ancora iscritto può sempre farlo. Ma per essere «lobbisti con la tessera» è necessario non aver subìto negli ultimi dieci anni condanne definitive per reati contro la pubblica amministrazione, come la concussione o l’abuso d’ufficio e non essere stato, nell’ultimo anno, parlamentare oppure al governo.

Chi non si fosse ancora iscritto può comunque accedere a Montecitorio, come spiega la vicepresidente della Camera Marina Sereni: «Non soltanto i rappresentanti di interessi, ma qualsiasi cittadino può entrare alla Camera, purché abbia un appuntamento con un deputato e ci sono aree in cui può transitare e aree che invece sono off limits. Il badge consente l’ingresso anche se non si ha un appuntamento con un parlamentare».

Insomma, per entrare non si dovrà più andare a braccetto con un deputato, pratica che aveva dato origine al soprannome «sottobraccisti». Una volta dentro, la vita diventa più facile.

Già in passato era stato vietato l’accesso a zone quali lo spazio antistante le Commissioni e il Transatlantico. «Attualmente — spiega Sereni — chi ha il badge può stare nel corridoio dei presidenti al piano Aula. Ma in futuro è previsto che si apra una sala dedicata ai rappresentanti di interessi, anche se non è ancora stata attrezzata. Riteniamo che sarà pronta prima della discussione della prossima legge di bilancio».

Quello della Camera è il primo vero albo italiano dei lobbisti, dopo il «Registro trasparenza» del ministero dello Sviluppo economico. «Volevamo far emergere il tema del lobbismo, anche perché il ruolo delle lobby può essere positivo quando si tratta di soggetti che operano in modo trasparente quando interloquiscono con la politica. Vogliamo portare una maggiore consapevolezza non soltanto tra i portatori di interessi, ma anche nell’opinione pubblica».

Tratto da Corriere.it

Quando l’Italia affronterà seriamente il problema della prostituzione?

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problema della prostituzione

La piaga della prostituzione in strada, e soprattutto quella legata ai minori, è in crescente aumento anche per via del numero immenso di migranti che, come ha dichiarato la Bonino e poi ammesso da gran parte della scena politica, sbarcano quotidianamente sulle nostre coste.

Perchè non è possibile trattare il fenomeno della prostituzione in maniera seria e programmatica, inquadrandolo sotto il controllo dello Stato come si fa con altre mille attività? Si toglierebbe lo sfruttamento dalle mani della malavita, si potrebbe controllare il fenomeno per dare maggiore sicurezza e soprattutto generare entrati fiscali per lo stato.

E’ ipocrita, immaturo e non responsabile trattare il fenomeno prostituzione nascondendo la testa sottoterra come gli struzzi, quando tutti sanno che sempre c’è stato e sempre ci sarà. Allora, facciamo come fanno in Germania e nei paesi evoluti, e soprattutto, inchiodiamo i clienti che vanno con le minorenni. Perchè se non lo facciamo, quello che sta succedendo e che vi stiamo per descrivere, continuerà a succedere.

LA TESTIMONIANZA DI UNA GIOVANE NIGERIANA

” Mi hanno legata al letto ed hanno cominciato. Ci si sono messi in tre, ma non ci sono riusciti. Dicevano che era colpa mia, che ero una stupida perchè urlavo e mi dimenavo. Dovevo star ferma e tutto si risolveva in un attimo. Poi hanno preso una cosa, me l’hanno infilata dentro e ci sono riusciti…Perdevo sangue, avevo un dolore terribile, ho pregato che avessero pietà, ho chiesto aiuto… mi hanno curata con una doccia di acqua e sale. Altro dolore.Ho pensato che sarei morta. Urlavo, piangevo, ma loro niente. Era colpa mia, tutta colpa mia se ero ancora vergine. Tre giorni dopo mi hanno messo sulla strada…Dicono che devo darmi da fare, che sono in debito con loro di 35.000 euro per avermi aiutato ad arrivare qui da voi e che se non restituisco i soldi, mi uccidono”.

Rosalyn ha appena 14 anni, niente altro che quattordici anni. Fa parte dell’esercito di ragazzine nigeriane che, sotto gli occhi di tutti, affolla i marciapiedi d’Italia offrendo sesso a basso costo ad una folla crescente di clienti. ” Vogliono solo noi. Le altre, per loro, sono troppo vecchie”, mi racconta Mary, 15 anni. Lei è per i suoi padroni era a posto. Era stata stuprata più volte in Libia prima di essere infilata su di un barcone direzione Italia.

Nessuno ha asciugato le sue lacrime, nessuno ha consolato il suo cuore. Il giorno dopo il suo arrivo, l’hanno sbattuta su di un marciapiede.

Da un anno e forse più, questo nostro paese che grida all’invasione straniera, che bolla di criminali e stupratori l’onda di disperati sbarcati sulle nostre coste, vede e tace. Da Verona a Castelvolturno, dalla riviera romagnola alle provinciali siciliane tutti hanno visto povere ragazzine in vendita ed hanno quasi sempre taciuto.

Anzi…sono stati complici di questo vero e proprio stupro di massa sui corpi e le anime disperate di queste creature. Sapevano e sanno che sono solo bambine e per questo, solo per questo, le hanno comprate e le hanno usate. Lo faranno anche oggi. Padri di famiglia.
Torneranno a casa ed abbracceranno le loro figlie. Poi al bar o con gli amici urleranno contro gli stranieri sporchi e criminali che insudiciano il nostro paese.

Lettera Aperta al Governo Italiano da parte della Fondazione Nazionale della Salute svedese

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A parlare è la portavoce della NHF National Health Fundation svedese, una organizzazione no profit internazionale che si occupa di violazione dei diritti umani.

Ecco la traduzione della lettera aperta al governo italiano sotto forma di video-appello:

Questa è una lettera in forma di video-massaggio, diretta al governo ITALIANO. Ci è giunta comunicazione che il governo italiano sta per approvare una legge relativa a VACCINAZIONI OBBLIGATORIE per il proprio popolo. Questa è una GRAVISSIMA VIOLAZIONE DELLE LEGGI DELLA COMUNITA’ EUROPEA.

Se voi, esponenti del governo, continuerete a legiferare in merito a vaccinazioni obbligatorie, voi sarete perseguiti per questo e l’Italia sarà SEVERAMENTE PUNITA dall’Unione Europea ed ESCLUSA COME PAESE MEMBRO DELLA UE. La nostra è una delle tante organizzazioni di cittadini in vari Paesi, si siamo uniti e costringeremo il governo italiano a FERMARE QUESTO DECRETO CHE VIOLA IN MODO VIOLENTO LE LEGGI SUPERIORI e intenteremo AZIONI GIURIDICHE contro OGNI GOVERNO DELL’UNIONE EUROPEA CHE CERCHI DI VOTARE LEGGI DEL GENERE, totalmente INCOSTITUZIONALI.

lettera aperta al governo italiano

In Svezia abbiamo lottato duramente contro decreti che cercavano di imporre vaccinazioni obbligatorie.

In Svezia NON abbiamo vaccinazioni obbligatorie. Questa AGENDA VACCINALE è causata unicamente dal fatto che i GOVERNI colludono con gli interessi DI AZIENDE COME la GLAXOSMITHKLINE. In Svezia il nostro ministro della salute VIENE DALLA GLAXO così come il vostro, il dottor RANIERI GUERRA, direttore generale del Ministero per il dipartimento PREVENZIONE, ERA UN CEO DELLA fondazione GSK (massimo dirigente). Se non avete ancora SPAZZATO VIA la GLAXO e altre multinazionali che sono accusate da informatori INTERNI di MOBBING CRIMINALE e di CORRUZIONE, è arrivato adesso il MOMENTO DI FARLO.

I governi NON DEVONO FARE AFFARI, NON DEVONO COMPRARE STOCK DI VACCINI ED ALTRI PRODOTTI FARMACEUTICI da MULTINAZIONALI CHE INFRANGONO OGNI LEGGE DI CONTINUO… E adesso il GOVERNO ITALIANO si accinge a VIOLARE LE LEGGI DELLA COMUNITA’ EUROPEA ED ALTRE LEGGI INTERNAZIONALI, GERARCHICAMENTE SUPERIORI ALLA SUA STESSA COSTITUZIONE? (appare cartello con tutti i trattati e i patti VIOLATI DAL DECRETO LORENZIN)

SAPETE CHE LA GLAXO ha subito una sanzione da TRE MILIARDI DI DOLLARI ed ha ammesso di aver ORDITO LA PIU’ GRANDE FRODE FARMACEUTICA DI TUTTI I TEMPI, CHE COINVOLGE ANCHE I BAMBINI? E c’è di più: la GLAXO è stata sanzionata duramente per una sperimentazione vaccinale che ha causato 14 MORTI tra i BAMBINI. VI CHIEDO DI PENSARE E DI PENSARE DUE VOLTE! Il mio nome è Sarah Boo e sono la presidente del National Health Federation of Sweden e vi ringrazio per l’attenzione”

 

Incendi/ Sorpresa: i Canadair e gli elicotteri antincendio sono gestiti da privati!

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Lo scrive sulla propria pagina facebook Gherardo Chirici, professore associato di Inventari forestali e telerilevamento presso Università degli Studi di Firenze. Contratti sempre alle stesse ditte. Chiede il docente: “E se non ci fossero più incendi queste ditte che vendono i loro servizi di antincendio otterrebbero ancora i loro appalti milionari?”

Sorpresa: i Canadair che in questi giorni sorvolano il Sud Italia, e in particolare la Sicilia, al costo di 14 mila euro l’ora, per spegnere gli incendi sono gestiti da privati. La stessa cosa riguarda gli elicotteri per il salvataggio e la lotta agli incendi. Lo scrive sulla propria pagina facebook Gherardo Chirici, professore associato di inventari forestali e telerilevamento presso Università degli Studi di Firenze. Post riportato sulla pagina facebook del SI.F.U.S., il Sindacato Forestali Uniti per la Stabilizzazione (qui la pagina facebook).

“Tutti forse lo sanno già… – scrive il docente universitario – ma vorrei ricordare che la nostra famosa flotta di 19 Canadair così come la maggior parte della flotta di elicotteri per il salvataggio e la lotta agli incendi è privata. Ogni anno i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e gli altri enti danno in appalto questi servizi di soccorso dal cielo. I contratti se li aggiudicano sempre le stesse ditte”.

Possibile? A quanto pare sì:

Tant’è – scrive sempre il professore Gherado Chirici – che dopo aver osservato un campione di 18 gare d’appalto, è intervenuta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Il docente universitario riporta anche il passaggio dell’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dove si leggono i nomi delle società e dove si parla di possibili violazioni:

“RITENUTO, pertanto, che le condotte sopra descritte poste in essere dalle società Babcock Mission Critical Services Italia S.p.A. (già Inaer Aviation Italia S.p.A.), Airgreen S.r.l.Elifriulia S.r.l., Heliwest S.r.l., Eliossola S.r.l., Elitellina S.r.l., Star Work Sky S.a.s. e dall’Associazione Elicotteristica Italiana sono suscettibili di configurare un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 101 del TFUE”.

Testo del provvedimento – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, 14 Marzo 2017.

Amaro il commento del docente universitario:

“E se non ci fossero più incendi queste ditte che vendono i loro servizi di antincendio otterrebbero ancora i loro appalti milionari? Quando vedete un bel Canadair che sgancia la sua bomba d’acqua di 6000 litri pensateci…”.

Sullo sfondo di questa realtà troviamo gli effetti estremamente negativi della riforma Madia, ecco quello che sta succedendo secondo “il Fatto quotidiano”:

Direttori operativi dequalificati, presidio sul territorio smantellato, complicazioni burocratiche interminabili e Regioni depotenziate. Mentre l’Italia brucia, tutte le storture e i ritardi della riforma Madia vengono a galla: non riguardano soltanto gli elicotteri dell’antincendio boschivo costretti a restare a terra, che già è paradossale. A distanza di 7 mesi dalla sua entrata in vigore, la “rivoluzione” voluta dalla ministra della Pubblica amministrazione si rivela un sostanziale flop. Causato, soprattutto, dalla soppressione del Corpo Forestale dello Stato. “Una soppressione affrettata, fatta in nome della semplificazione, che non ha tenuto conto delle prevedibili complicazioni che si sarebbero verificate. E che puntualmente sono emerse in tutta la loro evidenza proprio nel momento della verità” commenta Gabriele Pettorelli, coordinatore nazionale dei Forestali per il Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco.

Il pasticcio della riforma arriva nell’annus horribilis dell’ultimo decennio per le emergenze incendio. Dal primo gennaio ad oggi sono state 764 le richieste di soccorso aereo: nel 2007 erano state 722 nello stesso periodo nel 2007, nel 2012 458. Non è un caso, secondo Pettorelli: “Sopprimendo la Forestale si è notevolmente indebolita quell’opera di presidio sul territorio e di prevenzione che era propria dei nostri uomini”. Erano 8mila, fino al 31 dicembre 2016: poi sono stati distribuiti tra i vigili del fuoco (360 appena) e la Pubblica amministrazione (circa 1240). Ma è ai carabinieri che sono stati destinati in modo massiccio: ben 6400. Ed è stato un passaggio che ha lasciato conseguenze pesanti. Soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei cosiddetti Dos, ovvero i direttori operativi degli spegnimenti: sono coloro che sono in grado di coordinare i lavori in caso di emergenza. La Forestale era particolarmente preparata in questo compito e le ex guardie trasferite tra i pompieri speravano di vedersi riassegnare automaticamente quell’incarico (i carabinieri non operano nell’antincendio). Così non è stato. E così da un lato i vigili del fuoco sono stati costretti a una corsa contro il tempo per formare il proprio personale in questa difficile mansione, dall’altro molti ex forestali specializzati si sono ritrovati relegati in ruoli di minore responsabilità o parcheggiati senza mansioni, nell’attesa di decreti attuativi previsti nella riforma. E nell’attesa, chissà, della prossima emergenza.

Poi c’è la storia dei mezzi aerei di soccorso. “Qui il cortocircuito nasce dalle difficoltà legate al passaggio di proprietà dei mezzi della Forestale” racconta il coordinatore del Conapo. Fino all’anno scorso, la Forestale poteva mettere a disposizione dello Stato una flotta di 32 elicotteri, di cui ben 30 in grado di intervenire per spegnere gli incendi. Al primo gennaio 2017 sono transitati tutti sotto la proprietà dei carabinieri. Che ne hanno trattenuti per sé la 13, convertendoli però ad altre finalità. Cinque dei 18 Ab412, velivoli di dimensione media capaci di trasportare fino a 1000 litri d’acqua, e tutti gli 8 nh500, piccoli ma maneggevoli, utilissimi in situazioni critiche. Tredici elicotteri che fino all’anno scorso operavano in casi d’incendio, e quest’anno no. Ma non è finita qui. Perché dei 17 mezzi aerei assegnati ai vigili del fuoco per effettuare operazioni di spegnimento, in questi giorni ne vengono impiegati appena 7. Si tratta dei 4 S-64, enormi “gru volanti” in grado di sganciare fino a 9mila litri per volta, e di 3 Ab412. Solo 3, a fronte dei 13 modelli finiti nella disponibilità dei pompieri.

Com’è possibile? Secondo Pettorelli, il motivo è semplice. “La riforma Madia ha provocato tutta una serie di complicanze burocratiche e ora, nel momento della verità, i nodi arrivano al pettine”. Da un lato i problemi legati ai protocolli di volo. “Quelli dei forestali erano diversi da quelli adottati dai vigili del fuoco: per cui molti piloti hanno dovuto rivedere le procedure e questo ha prodotto ritardi”. Poi c’è il problema della manutenzione. “Sembra assurdo – prosegue Pettorelli – ma si è arrivati a luglio, cioè al mese più critico dell’anno, con vari elicotteri non autorizzati a volare”. La prima parte del 2017 ha visto una corsa contro il tempo per riassegnare ruoli e competenze un tempo svolti dai Forestali: così anche la manutenzione è stata ritardata. Risultato? Elicotteri parcheggiati negli hangar, in attesa di un certificato, mentre i boschi sono in fiamme. Quelli che fino al 2016 appartenevano alla Forestale non sono gli unici velivoli di cui dispone lo Stato. La flotta italiana conta anche su 16 Canadair, dislocati su 14 diverse basi sul territorio nazionale, più altri mezzi – privati, talvolta, o messi a disposizione dalle Capitanerie di porto – cui ci si affida attraverso delle convenzioni ad hoc.

Ma è evidente che i problemi connessi alla riforma Madia si fanno sentire. Soprattutto per le Regioni, cui compete la gestione dell’antincendio boschivo, per il quale sono obbligate a mettere a punto ogni anno un piano specifico. Alcune – come il Veneto e la Toscana – hanno deciso, nel tempo, di organizzarsi in maniera sempre più autonoma, facendo affidamento sui propri dipendenti o sui volontari della Protezione Civile. La maggior parte, però, continua a scegliere la soluzione più canonica delle convenzioni. Che, fino all’anno scorso, venivano stipulate sempre con la Forestale e i vigili del fuoco. Ora che il primo di questi corpi è stato soppresso e il secondo è costretto a fare i salti mortali per coprire tutti gli interventi, la situazione è molto più complicata. Soprattutto perché a non essere operativi sono appunto i mezzi aerei. Un esempio su tutti riguarda la regione più martoriata dalle fiamme in questi giorni. La Sicilia, fino a tutto il 2016, ha potuto contare su 4 Ab412: li utilizzava praticamente come propri, ma di fatto appartenevano alla Forestale. Non è più così, da quest’anno. E i risultati sono nelle pagine della cronaca.

 

tratto da ” i Nuovi Vespri.it ”

Le petizioni per bloccare le vaccinazioni obbligatorie

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petizioni contro vaccinazioni obbligatorie

Per una volta gli italiani stanno facendo qualcosa di concreto.

Finchè questa classe dirigente ha smembrato lo stato e praticamente distrutto i settori della sanità pubblica, delle pensioni, dell’istruzione,… e chi più ne ha più ne metta, abbiamo ingoiato molti bocconi amari senza capacità di reagire.

Ma stavolta stanno mettendo le mani sui nostri figli, e hanno davvero superato ogni limite. E’ evidente che la pressione esercitata dai comitati nel territorio e dalle associazioni a difesa della libertà vaccinale, stanno già producendo i loro preziosi frutti.

Il dibattito è diventato acceso e questo decreto legge si è dimostrato per quello che era: un pastrocchio scritto con i piedi e cortissimo di coperture. Oggi, nel pieno dell’iter per la ratifica legislativa, quello che possiamo fare per manifestare il dissenso è continuare a metterci la faccia e apporre la nostra firma sulle petizioni per far vedere a chi è bramoso di voti quanti realmente siamo.

Ecco le petizioni online da sottoscrivere con urgenza:

AVAAZ.ORG:  

Perché è importante

In questi giorni nel nostro paese è in fase di esame un decreto per l’obbligo di vaccinazione per bambini da 0 a 16 anni e operatori scolastici e sanitari. Con questo decreto si vuole far fronte ad una emergenza nazionale che non esiste. Esso prevede l’obbligo di 10 vaccini nei primissimi anni di vita obbligando di fatto ad un trattamento sanitario (pena anche la non ammissione scolastica), che viola i principi della costituzione e che favorisce le industrie farmaceutiche senza tener conto di eventuali e possibili conseguenze sulla salute dall’utilizzo di questo farmaco.

Raccolta firme a sostegno del Codacons contro il decreto legge sui vaccini

Il decreto sui vaccini approvato oggi dal Consiglio dei Ministri è per il Codacons palesemente incostituzionale e, pertanto, verrà impugnato dall’associazione al fine di ottenerne l’annullamento presso la Consulta.

“La decisione del Governo, oltre a rappresentare un regalo alla lobby dei farmaci grazie all’estensione dei vaccini obbligatori, presenta diversi profili problematici – spiega il presidente Carlo Rienzi – La trasformazione delle vaccinazioni facoltative in obbligatorie costringerà a sottoporre i bambini ad una dose massiccia di vaccini, senza alcuna possibilità di una diagnostica prevaccinale, con conseguente incremento delle reazioni avverse che secondo l’Aifa solo nel 2013, per l’esavalente, sono state ben 1.343, di cui 141 gravi”.

“Ai rischi connessi ai trattamenti sanitari coattivi si aggiunge anche un pesante conflitto col diritto all’istruzione, oltre alla crescita abnorme dei costi per il Ssn derivante dalle decisioni del Governo – prosegue Rienzi – Resta poi l’impossibilità di ricorrere ai vaccini in forma singola e l’indisponibilità sul mercato dell’antidifterico se non abbinato ad altri vaccini.

Per tali motivi ricorreremo contro il decreto del Cdm per portarlo alla Corte Costituzionale e, se necessario, anche alle Corti di giustizia europee”.

Chiediamo le dimissioni immediate del Presidente Paolo Gentiloni, della Ministra della Salute Beatrice Lorenzin e di tutto il Consiglio dei ministri per aver proposto e approvato un decreto legge in materia vaccinale che viola la democrazia, i diritti fondamentali e la potestà genitoriale dei cittadini italiani.
Gli italiani si schierano in difesa della democrazia e della libertà, chiedendo le dimissioni immediate di un governo che si mostra disinformato, incapace e anticostituzionale.
Se non lo avete già fatto, trovate i link delle petizioni ai titoli. FIRMIAMO E DIFENDIAMO I NOSTRI DIRITTI!!!