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Animali in vacanza? Le regole per viaggiare sicuri in auto

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gatti cani

Cani e gatti, ma anche conigli e furetti, ecco come rendere piacevole un viaggio in compagnia del vostro pet.

Il check up

Che sia grande, piccolo, coccolone o indipendente, prima di ogni partenza c’è una cosa che dovete fare: portare il vostro animale da compagnia dal veterinario per un check up generale. In questo modo, potrete verificare le sue condizioni e avere tutti i dettagli utili sul suo trasporto, sui documenti e le eventuali vaccinazioni da fare

Sicurezza, prima di tutto…

Far star bene gli animali quando viaggiano è un dovere di ogni padrone. Per farlo nel modo giusto ci sono alcune accortezze da avere. Innanzitutto, l’auto deve essere un luogo sicuro e confortevole sia per gli esseri umani che per gli animali. Per questo, è importante verificare lo stato della propria vettura, facendo un passaggio in officina

Le regole del Codice della Strada

La legge prevede che l’animale non debba infastidire chi guida. Per questo esistono appositi accessori per l’auto. Potete farli viaggiare nel bagagliaio, separati da una rete o da sbarre di sicurezza (è obbligatorio, se si ha più di un cane); oppure optare per un trasportino, nel caso di gatto o cani di piccola taglia. In alternativa, potete posizionarli sul sedile posteriore con una pettorina a cui attaccare una cintura di sicurezza. Mai, invece, tenere il cane in braccio al passeggero, perché in caso di incidente i danni sono enormi

Abituateli prima di partire

È poi importante che gli animali siano a loro agio. Per questo è consigliabile abituarli ai viaggi in auto, prima della partenza. La cosa migliore, soprattutto in vista delle maratone autostradali, sarebbe già sapere come reagirà l’animale. Per questo potrebbe essere utile fare qualche piccolo tragitto prima della vacanza vera e propria, in modo da osservare il suo comportamento e abituarlo alla situazione.

Combattete cinetosi e paura

Tra i problemi più comuni c’è la cinetosi (cioè un fastidio “fisico” al movimento), che si può combattere con farmaci specifici, dopo essersi confrontati con il medico veterinario. Ma gli animali possono avere anche paura di una situazione non nota, o di eventi che riportano alla memoria ricordi sgradevoli legati al mezzo di trasporto. In questo caso, la soluzione è più complessa: si può ricorrere a una terapia comportamentale, ama se non dovesse bastare un supporto farmacologico può essere importante.

Nel trasportino, gli animali più piccoli

In auto gli animali più piccoli possono viaggiare nel trasportino. Anche in questo caso, è consigliabile un approccio graduale: abituateli man mano a entrare in uno pieghevole, magari utilizzando il metodo del rinforzo positivo premiandoli con dei bocconcini particolarmente buoni. Fissate poi il trasportino all’auto in modo che non si sposti.

Rampa d’accesso

Per facilitare la salita e la discesa dall’auto, è utile utilizzare una rampa d’accesso soprattutto per gli animali più anziani o con difficoltà motorie. Nel caso dei cani, è indicata anche per i cuccioli che fino a un anno di età devono preservare le delicate articolazioni ed evitare di saltare su e giù dalla vettura.

No al digiuno, ma con moderazione

Per quanto riguarda l’alimentazione, molto varia da animale ad animale. Alcuni mangiano prima della partenza e non hanno problemi durante il viaggio. Altri, invece, stanno male e possono arrivare anche a vomitare. Il consiglio è quello di dargli un pasto leggero e secco almeno due ore prima del viaggio. Nel caso di viaggi brevi, li si può tenere anche a digiuno, ma se si superano le 8-10 ore è bene fornire loro un po’ di cibo durante una sosta.

Acqua sempre a disposizione

Fondamentale, invece, è avere sempre dell’acqua fresca (ma non gelata) a portata di mano: all’uso potete utilizzare le comode ciotole pieghevoli che si trovano in commercio. Offrite da bere ai vostri animali ogni poche ore, ma non insistete se non l’accettano.

Evitate le ore più calde della giornata

Se l’animale viaggia nel bagagliaio, la temperatura da esso percepita può essere molto alta, anche se è attiva l’aria condizionata. Per questo, è preferibile mettersi in moto nelle ore meno calde della giornata e limitate l’uso del condizionatore per evitare gli sbalzi termici. Molto dipende dalla durata del viaggio, dal mezzo e dalle condizioni atmosferiche ma, in generale, è bene tenere presente che alcuni animali soffrono di meno il mal d’auto di notte. Anche in questo caso, può essere utile fare delle prove per capire come reagisce il proprio animale.

Cambiate l’aria

Ogni tanto, aprite il finestrino per favorire il ricambio d’aria. Ma non fate sporgere l’animale: i colpi d’aria, anche ad alte temperature, potrebbero provocare otiti e mal d’orecchie.

Fate una sosta ogni 2-3 ore

Soprattutto nel caso di un viaggio lungo, magari in autostrada, è bene partire preparati, pianificando già le soste nelle aree appositamente attrezzate per gli animali. In generale, per cani e gatti, è necessario prevedere una fermata ogni 2-3 ore per una sgambatina e un sorso d’acqua.

Le vaccinazioni

A seconda delle regioni e dei Paesi le regole cambiano. Nella maggior parte dei casi, basta rispettare le norme generali previste per l’Unione europea. Ci sono però eccezioni, ad esempio per l’Inghilterra, la Svezia o l’Irlanda. Tra l’altro, se si prevedono tratte in treno o in traghetto, potrebbero essere previste vaccinazioni particolari (in genere, l’antirabbica) per la tutela di passeggeri e personale. Il consiglio, quindi, anche tenendo conto della particolare situazione sanitaria che stiamo vivendo legata al Covid-19, è quello di informarsi per tempo con il proprio veterinario di riferimento per adempiere a tutti gli obblighi previsti nel Paese di destinazione.

I documenti da portare

Per viaggiare in Italia basta avere il libretto sanitario in cui sono riportate le vaccinazioni fatte dall’animale. Per i Paesi dell’Ue, invece, è necessario il passaporto europeo, il documento ufficiale di riconoscimento dei cani, gatti e furetti e viene rilasciato solo dopo aver effettuato almeno 21 giorni prima la vaccinazione antirabbica.

Fateli sentire come a casa

Per fare in modo che il viaggio sia davvero confortevole, oltre alla ciotola d’acqua si possono portare i giochi o i passatempi preferiti dal vostro amico peloso. In viaggio saranno così distratti e occupati.

Gli accessori

Per assicurare il vero comfort ai vostri animali, ci sono tanti accessori utili. Dal coprisedile alla pettorina, dalla lettiera da viaggio alla doccetta. Trovate la nostra selezione in questa guida.

No all’abbandono degli animali in strada

Ogni anno in media vengono abbandonati 80mila gatti e 50mila cani, soprattutto d’estate. Sono le stime della Lav, Lega anti vivisezione, che evidenzia come più dell’80% di questi animali rischi la morte per incidente, stenti o maltrattamenti. Non a caso, l’abbandono è un reato che prevede l’arresto fino a un anno o il pagamento di una multa da mille fino a 10mila euro (articolo 727 del Codice penale).Se in strada vedete un animale in difficoltà, non fermatevi ma chiamate il 112, chiedendo della Polizia stradale. Indicate il tipo di animale, la strada su cui viaggiate, la direzione e un riferimento il più preciso possibile.

 

Tarro sul Covid-19: “Vicini all’immunità di gregge. Seconda ondata impossibile”

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antidiplomatico tarro

Ma serve una nuova Norimberga per punire chi ha ucciso migliaia di persone”, spiegano i fondatori dell’Eretico, gruppo di scienziati, ricercatori, professionisti, opinionisti, controcorrente“.

La seconda ondata di coronavirus? Finiamola con le barzellette, è impossibile. Siamo vicini all’immunità di gregge. Ma serve una nuova Norimberga per punire chi ha ucciso migliaia di persone”. Così i fondatori dell‘Eretico, un gruppo di scienziati, ricercatori, professionisti, opinionisti e liberi pensatori che elaborano, raccolgono e promuovono sul web opinioni diverse, spesso censurate, dalla narrazione mainstream dell’emergenza sanitaria in corso.

Si tratta del virologo Giulio Tarro, del magistrato Angelo Giorgianni e del medico Pasquale Mario Bacco, protagonisti stamane della conferenza stampa organizzata dall’on.le Sara Cunial del Gruppo Misto persso la Sala stampa della Camera dei deputati.

“Abbiamo affidato la pecora al lupo”, ha detto Giorgianni, puntando il dito sull’OMS e i suoi finanziatori. “Dall’inizio della crisi sanitaria – ha spiegato – la scienza eretica ha messo in guardia dicendo che non si trattava di polmoniti interstiziali. Qualcuno dovrà rispondere di questa strage”.

Per il medico Bacco, gravi colpe ricadono sull’Ordine dei medici “che va sciolto perché non ha detto nulla sulle mancate autopsie e sui protocolli sbagliati. Con la ventilazione profonda abbiamo bruciato i polmoni e ucciso le persone. I medici sono diventati involontariamente degli strumenti di morte”.

Diagnosi sbagliate e terapie errate, denuncia L’Eretico, che dice basta al terrorismo. “Prima – ha continuato Bacco – si è giocato sulle polmoniti interstiziali al posto delle tromboembolie, ora sull’equivoco contagiato/malato. Ma che malato sono se non ho sintomi? Allora finiamola con le barzellette: la seconda ondata di Coronavirus non ci sarà. Il Covid 19 non c’è più, la metà dei ceppi è già morto”.

Sulla gestione dell’epidemia in Italia, e in particolare sull’uso delle mascherine, si è soffermato il professor Tarro: “Se il nostro Paese è diventato produttore di mascherine, allora si capisce perché vogliono imporle anche a bambini e anziani. Non capisco come si possa legiferare in questo senso, per non parlare poi del vaccino.

Oggi possiamo dire che i consiglieri del potere politico non sono stati all’altezza del loro ruolo. Con i loro bollettini di guerra delle ore 18 hanno diffuso il panico. A riguardare bene i dati, si capisce quale è la vera letalità di questo virus”.

fonte: www.napolitoday.it

Shock a Ostia, offre ai bagnanti bimbo di 2 anni in cambio di soldi: arrestato 25enne rom

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rom ostia bimbo spiaggia

Sul lungomare di Ostia, fermava i bagnanti per ‘offrire’ loro un bambino di due anni in cambio di soldi. A smascherarlo, però, è stato un turista, che ha subito allertato lo stabilimento della Guardia di Finanza.

È accaduto sul lungomare Amerigo Vespucci, all’altezza del Lido del Finanziere. Dopo la segnalazione del turista, i finanzieri hanno avvertito i colleghi del pronto intervento, che si sono messi subito sulle tracce dell’uomo. Quest’ultimo, però, era fuggito a piedi insieme al bambino, diretto verso il centro di Ostia, salvo poi abbandonare il minore su un marciapiede.

Un rom di nazionalità romena di 26 anni offriva le prestazioni sessuali di un bimbo di 2 anni che teneva per mano. È successo domenica sulla spiaggia di Ostia. A denunciarlo un turista che aveva ricevuto l’orrenda offerta. Subito una pattuglia della Guardia di Finanza è accorsa, ha inseguito l’uomo che ha provato ad opporre resistenza e l’ha arrestato evitando il linciaggio della gente che nel frattempo era accorsa.

Il balordo ha provato a sfuggire all’arresto in ogni modo, scappando e gridando che “il bambino è Dio“. Un totale delirio: è poi salito sopra le auto in sosta, scatenando il panico tra i bagnanti. Dopo essere stato bloccato, quando i carabinieri gli chiedevano chi fosse la madre del bambino, ha risposto: “Nessuno”.

Alla fine, alcune pattuglie dei finanzieri e del Commissariato Lido della Polizia di Stato hanno raggiunto l’uomo: il rom si è anche scagliato contro di loro nel tentativo, vano, di resistere all’arresto.

Guarda il video dell’arresto dell’uomo

Subito sono scattate l’identificazione e la denuncia. Il bambino, spaventato, è stato preso in carico da un poliziotto e portato all’ospedale Grassi di Ostia, dove il piccolo stato sottoposto ad alcuni controlli per accertarsi che stesse bene. Il bambino è stato tranquillizzato da una poliziotta e condotto in ospedale per accertamenti.

L’esproprio di oggi: il caso Mondello Italo-Belga. Questo è ciò che resta ai palermitani delle proprie coste.

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mondello

Ecco un piccolo punto su quello che è da ritenersi un insopportabile saccheggio ai nostri danni.

La società Italo-belga già dal 1910 ha messo le tende, anzi le capanne, sul magnifico litorale di Mondello. Sono 39mila i metri quadri di costa dati in concessione alla Italo-belga per un canone annuo pari a 42.000€, a fronte di un fatturato che (secondo dati 2013, gli ultimi che abbiamo avuto modo di trovare) ammonta a 7 milioni di euro annui.

Non si ha, comunque, difficoltà a credere che gli introiti non siano ad oggi inferiori, visto che il tariffario 2020 prevede che un palermitano debba, il sabato o la domenica, pagare 20€ per una postazione singola (1 lettino + 1 ombrellone) o ben 1570 € per un abbonamento stagionale sulle prime tre file (per 2 lettini + 1 ombrellone, che diventano “solo” 1370€ per file dalla 4 in poi). Ecco che, nell’affidamento a privati della gestione del demanio marittimo, il godimento del mare diventa un lusso per chi vive a Palermo (dal greco “Panormos”, “Tutto-porto”) e un business dai margini colossali per la multinazionale concessionaria che non sembra abbia voglia o interesse a valorizzare gli spazi in concessione con l’organizzazione di eventi di rilievo in ambito culturale, artistico, sportivo o musicale.

Per dare un’idea della dimensione di uno scandalo ai nostri danni (che non investe certo la sola Italo-belga di Mondello), proprio 7 milioni di Euro l’anno è ciò che percepisce la Sicilia come concessioni totali per i suoi 920 km di demanio marittimo dati in concessione. A conti fatti, qualora si passasse ad una gestione diretta da parte dell’ente pubblico, solo la litoranea di Mondello garantirebbe gli stessi introiti per le casse pubbliche.

La speculazione privata ai danni dei cittadini non è certo peculiarità solo siciliana, ma qui raggiunge livelli intollerabili, se è vero, com’è vero che la Toscana realizza 16 milioni di € (più del doppio della Sicilia) per concessioni su un totale in km di poco più di un terzo rispetto alle coste siciliane.

L’ingiustizia è almeno tripla e aggravata in tempo di covid

– la privatizzazione selvaggia della costa che toglie al cittadino la fruibilità della spiaggia, condannandolo a stiparsi a strati nei pochi cm lasciati liberi, circostanza particolarmente odiosa in un momento in cui il distanziamento sociale è obbligatorio per ragione di tutela della salute pubblica;

– l’appropriazione di un bottino milionario da parte di una multinazionale privata che paga concessioni di fatto irrisorie, senza nemmeno portare alcun valore aggiunto che non sia quello intrinseco nel (magnifico) patrimonio naturale, marittimo e paesaggistico della baia di Mondello che appartiene allo Stato, alla Regione e al Comune e, quindi, a tutti noi cittadini;

– la mancata percezione di tali utili da parte dell’ente pubblico (in questo caso la Regione) che, secondo il principio fissato negli artt. 42 e 43 Cost., potrebbe affidarne la gestione diretta all’Ente pubblico per “assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”.

La concessione è stata rinnovata, senza gara pubblica, proprio il 20 maggio scorso da Totò Cordaro, l’assessore regionale al Territorio e ambiente, fino al 31 dicembre 2033, come previsto dalla legge regionale 24/2019 che estende in Sicilia le concessioni demaniali fino al 31 dicembre 2033. ��

Per questo chiediamo:

1) Dimissioni dell’assessore regionale Cordaro;

2) Avvio del processo di revoca/mancato rinnovo della concessione e gestione diretta da parte dell’Ente pubblico, in attuazione dei citati principi costituzionali.

Firma qui la petizione: http://chng.it/CvTq4rMX47

#giùlemanidallenostrecoste #cosepubbliche

dal web

Al porto di Catania arrivano limoni infestati dal pericoloso fungo “macchia nera”: provengono dall’Argentina

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limoni macchia nera

Bloccati al porto di Catania due container contenenti limoni argentini infestati da un pericoloso parassita, la cosiddetta macchia nera degli agrumi (Phyllostictacitricarpa).

A darne notizia è stato l’Assessorato all’agricoltura della regione Sicilia. Le operazione effettuate dal Servizio fitosanitario dell’Assessorato hanno permesso di intercettare e respingere questa mattina 2 containers di limoni, provenienti dall’Argentina, ma purtroppo colpiti dal parassita. I due container sono stati bloccati e sequestrati al porto di Catania.

“Proseguiamo a ritmo serrato e in maniera capillare, senza abbassare la guardia, le attività di controllo, tracciabilità e contrasto alla contraffazione sui prodotti agroalimentari in import/export in Sicilia, a tutela delle produzioni locali di qualità e della salute dei consumatori” ha detto l’assessore regionale per l’Agricoltura Edy Bandiera. “Abbiamo corso il rischio di importare un pericoloso parassita che, qualora si fosse insediato nel nostro territorio, avrebbe causato danni incalcolabili all’economia siciliana e all’immagine della nostra agrumicoltura di qualità, apprezzata in tutto il mondo”.

Il fungo macchia nera è molto pericoloso per gli agrumi, alla base di una malattia che provoca un grave scadimento sia qualitativo che quantitativo dei frutti. Si presenta sotto forma di macchie scure  sulla buccia del frutto(da cui prende il nome) e da lesioni di pochi millimetri, leggermente scavate e a chiazze. Gli agrumi colpiti dal fun go non sono commercializzabili sul mercato del fresco.

Può accadere che al momento della raccolta i frutti non presentino alcun segno e che la malattia si manifesti durante il trasporto o la conservazione.

“La partita di limoni è stata respinta e restituita al mittente, come previsto dalle norme vigenti in materia” precisa Bandiera.

Un problema che conosciamo da tempo. Anche lo scorso anno dalla Tunisia arrivò in Europa una grossa partita di arance, circa 162mila km, importati dalla Tunisia e infestati dalla macchia nera.

 

articolo di GreenMe.it

 

Bimba prigioniera del virus a Milano: “Tamponi positivi da 4 mesi. Ha stress e incubi”. CTS, quando la liberate?

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bimba prigioniera covid a milano

Il racconto della mamma al Corriere della Sera: “Non può essere liberata ‘legalmente’, ma non voglio più sottoporla allo stress del tampone. Si risveglia urlando, parla di mostri e di dottori cattivi”.

Da quattro mesi è prigioniera del coronavirus: una bambina milanese di quattro anni continua a risultare positiva al tampone e non può dunque lasciare la sua abitazione. Al Corriere della Sera la mamma spiega quanto sia terribile la situazione in cui è costretta da 120 giorni.

«Serve un doppio tampone negativo per liberare mia figlia ‘legalmente’, ma non voglio più sottoporla a questo stress. È tormentata dagli incubi, si risveglia urlando, parla di mostri e di dottori cattivi».

Le autorità sanitarie concordano con la mamma sul fatto che non sia più un pericolo per gli altri eppure nessuno si prende la responsabilità di liberarla. A maggio il primo tampone (“debolmente positivo”).

Parte il balletto di altri quattro test, «uno l’opposto dell’altro: debole, negativo, positivo. Tutti concentrati in un mese, vissuti con la speranza di uscire dall’incubo e la delusione di doverli ripetere, di dover immobilizzare di nuovo la bambina» per cercare col cotton-fioc tracce del virus nel naso e nella bocca. In base alle norme servono due «negativi» a distanza di 24 ore per finire la quarantena. Ma per la piccola il via libera non arriva.

La bambina inizia a manifestare disturbi comportamentali, non vuole farsi toccare o salire in auto. La mamma decide di non sottoporla più ai test e si rivolge alle autorità competenti regionali (che hanno già evidenziato il problema al ministero della Salute) e nazionali.

«Tutti mi hanno confermato che la bambina non è più contagiosa, ma nessuno si è assunto la responsabilità di liberarla. Chiedo che si valutino altri elementi per la fine della quarantena non si possono violentare così i bambini».

Cari scienziati del Comitato Tecnico Scientifico, quando inseriranno l’umanità e il buon senso tra le questioni all’ordine del giorno?

Fonte: HuffingtonPost.it

“Shoah Party”: bambini torturati e uccisi in cambio di soldi. Denunciamo questo orrore

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shoah party orrore

Scoperta chat degli orrori, dove si condividevano video violenti e pedo-pornografici.

I bambini venivano torturati, il più delle volte fino all’uccisione, su richiesta degli utenti che vedevano i video in diretta live ed interagivano con gli aguzzini, dicendo loro quale tortura fare,
come ad esempio amputare un braccio oppure versare olio bollente sul corpo del bambino, in cambio di somme di denaro pagato attraverso Bitcoin.

Nei video si ritraevano esecuzioni, omicidi, smembramenti, atti sessuali con animali, estrapolazioni di organi, castrazioni, immagini raccapriccianti e pedo-pornografia con bambini piccolissimi.

I video erano di tre tipi:

1) video pedo-pornografici autorealizzati da minorenni, ripresi nudi o durante atti sessuali;

2) video realizzati da adulti, di atti sessuali e violenze compiuti da minorenni ai danni di bambini, anche in tenera età (2-4 anni);

3) video associati a simboli nazisti.

Questi video venivano trasmessi nel “dark web” (internet criptato) e probabilmente provenivano dal sudest asiatico.

Immagini e descrizioni di questi video aberranti venivano poi condivisi in una chat di gruppo in Whatsapp, chiamata “Shoah Party”.

Questa chat era amministrata da due 17enni piemontesi, un ragazzo e una ragazza, che sono indagati con altre 25 persone (16 minorenni, tra i 13 e i 17 anni, e 9 maggiorenni tra 18 e 19 anni), residenti in 13 province italiane.

Il quotidiano “La Repubblica” intervista il ragazzo e scrive: “Lo sguardo basso e spaventato di chi sta affrontando la tempesta. Le mani giunte tra le gambe che tremano nervose mentre è seduto con la madre… Troppo pochi 17 anni per rendersi conto in un secondo di aver fatto un errore così grande con quel cellulare in mano.”

E poi sottolinea: “… Adolescente appassionato di fisica quantistica che sogna di fare il medico: pensava fosse un luogo per ridere, ‘ma la situazione mi è sfuggita di mano’. […] Il primo pensiero davanti ai carabinieri? ‘Cosa ho fatto? Non ho collegato. Poi hanno pronunciato quella parola: pedopornografia, ho capito. Ho letto le accuse: mi sono sentito svenire. Da allora non dormo la notte, ho vomitato per l’ansia. Sono pentito, so che ho sbagliato: ora andrò dallo psicologo, starò lontano per un po’ dal cellulare e per sempre dalle chat’.”

gioco sfuggito di mano shoah party

Faccio davvero fatica a commentare questa notizia, ma ci provo.

Un gruppo di ragazzi che si divertono a vedere, e soprattutto richiedere, la tortura, l’abuso e addirittura l’uccisione di bambini piccolissimi.

Ragazzi giovani, tra cui MINORENNI di 13 ANNI.

I genitori non si accorgono di nulla (a parte solo una madre che ha fatto partire l’indagine).

A quell’età, quando si dovrebbe ancora giocare o fare le prime esperienze di vita, questi adolescenti pare siano già così stanchi di tutto che per divertirsi si spingono a cose a dir poco aberranti e ripugnanti.

E ci ridono su, perché fattela una risata, no?

Mi chiedo, come siamo arrivati a questo punto?

Cosa spinge dei giovani a cercare questo orrore per divertirsi?

Che esempi hanno avuto?

La famiglia, la scuola, la società che ruolo ha in tutto ciò?

E poi ci stupiamo se gli stupri di adolescenti aumentano? Se la pedofilia dilaga?

Quando inizieremo a fare azioni concrete per fermare tutto ciò e assicurare valori di civiltà e rispetto?

Ci tengo inoltre a fare un’altra osservazione: uno dei quotidiani più importanti in Italia, “La Repubblica”, ci tiene a precisare che il ragazzo 17enne, responsabile della chat, è talmente tanto intelligente e bravo da essere appassionato di fisica quantistica e voglia fare il medico per salvare vite, ma allo stesso tempo un pochino ingenuo da non rendersi conto che video dove violentano e ammazzano bambini possano essere una cosa leggermente illegale. Precisano poi che, poverino, ci è rimasto molto male quando i carabinieri sono andati a prenderlo, così tanto che gli è venuto anche da vomitare e ora soffre d’ansia… A vedere squartare bambini di due anni no, però, quello no non lo faceva vomitare.

Il pensiero poi corre alle ragazzine 15enni stuprate dai coetanei e per loro invece i giornali sottolineavano che erano ubriache fradice, giusto per sottintendere la loro responsabilità.

È tutto talmente perverso, depravato e disumano che credo sia davvero necessario fermarsi, capire cosa sta succedendo e fare qualcosa di concreto per impedire che cose del genere possano accadere di nuovo.

Non può e non deve passare come “un gioco finito male”.

Abbiamo lanciato una petizione per contrastare pedofilia e violenza, anche attraverso attività di sensibilizzazione e insegnamento nelle scuole. Aiutateci a condividerla e a firmarla: http://bit.ly/2MJwksP

Non possiamo restare a guardare senza fare nulla.

#ihaveavoice #shoahparty #chat #femminismo

Dal WEB – PAGINA FACEBOOK I HAVE A VOICE

Perchè la musica a 432 hz ci mette in armonia con noi stessi e il Pianeta Terra

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reazione acqua

Un ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels creò un decreto universale nel 1939 con il quale si esortava tutti i musicisti a intonare il LA a 440 Hz invece di 432 Hz.

Dal 1939 fino ad oggi si suona a questa frequenza.

Perché abbiamo cambiato l’intonazione del LA da 432Hz di frequenza a 440 Hz?

Questo fa sì che la gente possa pensare e sentire in un certo modo e la tiene impantanata in un disordine interno.

Nel 1953 il decreto Göbbels è stato approvato dalla International Organization for Standardization (ISO).

Il cambiamento di frequenza è stata effettuata a 440Hz nonostante Dussaut professore al Conservatorio di Parigi abbia raccolto le firme di 23.000 musicisti francesi, per un referendum, che erano a favore della conservazione a 432 Hz, per preservare l’armonia musicale con la vibrazione musicale dell’universo.

La frequenza del pianeta Terra è di 8 Hz, anche se ultimamente sta cambiando.

Le onde alfa, la frequenza del cervello in uno stato rilassato sono onde a 8Hz.

Accordare a 440 Hz, significa che la base non è 8 ma 8’25, il che significa che le onde o vibrazioni che vengono generate non sono in armonia con il pianeta.

L’Essere Umano opera in un range di frequenza che va 16-32 Hertz, equivalente nella scala musicale, da Do a Do, vale a dire un ottavo.

La frequenza a 440 Hz non è in armonia nemmeno con la frequenza dell’essere umano, perché la base è 16.5.

La prima modifica fisica che si nota quando abbiamo ascoltato un po’ di musica, è la stanchezza, la fatica, voglia di fare niente, e questo perché la frequenza della musica non si adatta con la frequenza vibrazionale dell’essere umano.

La ricerca indica che la musica dovrebbe essere basata su frequenze naturali di armonia cosmica dell’universo per essere utile al genere umano, così avrebbe un principio “organico”.

L’Istituto Schiller chiede un cambiamento del tono da 440 Hz a 432 Hz di nuovo, perché il 432 Hz è naturalmente e profondamente attinente al Creato.

L’impostazione attuale della musica in base a 440 Hz non armonizza a nessun livello corrispondente al movimento cosmico, ritmo o vibrazione naturale.

La differenza tra 440 Hz e 432 Hz è di soli 8 vibrazioni al secondo, ma è una notevole differenza nell’esperienza della coscienza umana.

La mancanza di intonazione, di frequenze e di accordo musicale dell’universo, è un fattore che crea uno squilibrio nell’armonia della nostra società, di noi stessi.

Mentre la musica apre le porte a dimensioni che ci permettono di sentire la gioia, la pace, le emozioni positive.

E quando la musica manca di armonia … aggrava le emozioni negative, favorisce la ribellione, la negatività…

Quindi di blocchi nella vostra energia, che favorisce le malattie fisiche.

La musica ci permette di entrare in sintonia con la conoscenza dell’universo che ci circonda in modo più intuitivo, per un risveglio a nuovi livelli di consapevolezza e di conoscenza.

Se si ascolta la musica con una frequenza di 432, automaticamente si entra in armonia con il tutto.

Giuseppe Verdi fu un attivo e appassionato sostenitore, insieme a fisici Meerens, Sauver, Savart e scienziati italiani come Grassi Landi e Montanelli, che il tono (pitch) a 432 Hz fosse un requisito naturale di matematica per la composizione.

Anche Mozart e altri musicisti accordarono le loro orchestre a 432 Hz.

Esperimenti sulla frequenza di 8 Hz subsonico dei delfini (inudibile per l’uomo) hanno mostrato effetti benefici sul sistema psico-fisico delle persone coinvolte, si sono sentite più rilassate e meno stressate.

Bambini abusati sessualmente e torturati fino all’uccisione: è l’inferno scoperto dai carabinieri di Siena

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minori abusi

A far scoprire l’esistenza di siti criptati dove assistere a sevizie di ogni tipo in diretta, che terminano quasi sempre con la morte del bambino.

Bambini abusati sessualmente e torturati fino all’uccisione, con il progredire delle sevizie legate a pagamenti di somme in criptovalute (Bitcoin) sempre maggiori da parte degli spettatori collegati online su siti del ‘dark web’: è l’inferno degli orrori che si è spalancato davanti agli occhi dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Siena, con il coordinamento della Procura dei Minori di Firenze, impegnati nello sviluppo dell’operazione denominata ‘Delirio’, avviata nell’ottobre scorso, che finora aveva registrato 25 indagati (19 minorenni e 6 maggiorenni), residenti in 13 province italiane, accusati di diffusione e detenzione di materiale pedo-pornografico ed istigazione a delinquere.

A far scoprire l’esistenza di siti criptati dove assistere a sevizie di ogni tipo in diretta, che terminano quasi sempre con la morte del bambino, compiute verosimilmente nel sud est asiatico, sono state le perquisizioni eseguite oggi a carico di due minorenni piemontesi, un ragazzo e una ragazza entrambi 17enni, che ora sono anche loro indagati per istigazione a delinquere e pedo-pornografia nell’ambito dell’operazione ‘Delirio’.

Le attività investigative – proseguite dopo l’esecuzione di decine di perquisizioni nell’autunno scorso e in seguito con gli interrogatori – hanno fatto affiorare, spiegano gli investigatori, “la parte più oscura e drammatica delle risultanze indiziarie”, quella relativa al ‘deep web’, un contesto internet criptato, “dove circolano immagini di efferata violenza, anche in situazioni ‘live’, in cui agli utenti che sono riusciti ad accedere a questi ambienti reconditi, viene consentito di interagire in condotte di violenza sessuale e tortura su minori, attuate in diretta da adulti”.

I ‘servizi’ offerti hanno costi diversi: per vedere video registrati si paga meno, mentre per assistere ‘live’, in diretta a sevizie che terminano con la morte del bambino si paga molto di più. Si può interagire a pagamento con gli aguzzini: chiedere ad esempio che venga amputato un braccio oppure versato sul corpo del bambino seviziato olio bollente. “Le richieste ‘live’ hanno costi molto rilevanti e assicurano guadagni altissimi alle organizzazioni straniere che compiono tali atti disumani”, spiegano gli investigatori.

Durante le indagini in questi mesi sono emersi i nomi dei due 17enni piemontesi che nelle loro chat fornivano “una descrizione dettagliata ed inquietante delle loro esperienze nel deep web”. In particolare il ragazzo raccontava continuamente alla sua amica delle cosiddette ‘red room’, stanze dell’orrore, spiegano sempre gii investigatori dell’Arma, “in cui gli utenti più attrezzati tecnologicamente riescono ad accedere a pagamento per assistere a violenze sessuali e torture praticate ‘in diretta’ da soggetti adulti su minori, con possibilità di interagire per gli spettatori, che possono richiedere determinate azioni ai diretti protagonisti delle efferate azioni”.

Le investigazioni hanno consentito di accertare le modalità di accesso al ‘deep web’, dove vengono acquisite e poi fatte circolare le immagini ‘gore’, con esecuzioni, omicidi, smembramenti, atti sessuali compiuti in danno di animali, estrapolazioni di organi, castrazioni, immagini raccapriccianti e pedo-pornografia ai danni di bambini piccolissimi.

Le immagini rinvenute e già sequestrate riguardano tre tipologie dell’orrore:
1) video pedo-pornografici autorealizzati da minorenni, che si riprendono nudi od intenti al compimento di atti sessuali;
2) video realizzati da adulti, relativi ad atti sessuali e violenze compiuti da soggetti minorenni (anche di sesso femminile) ai danni di minori, anche in tenerissima età (2-4 anni);
3) video ‘gore’, per lo più associati a simboli nazisti.

Nel corso delle perquisizioni eseguite oggi a carico dei due 17enni piemontesi sono stati rinvenuti e sequestrati telefoni cellulari, personal computer, tablet, chiavette usb e memorie esterne per pc i cui contenuti verranno ora analizzati dai carabinieri che conducono l’indagine.

“Questa è la più recondita ed occulta frontiera del ‘deep web’, emersa con dovizia di particolari dalle indagini”, sottolineano gli investigatori, che hanno visionato immagini di bambini in tenera età stuprati e torturati per compiacere gli spettatori paganti.

“C’è stato, dunque, un importante salto di qualità rispetto a quanto riscontrato nella pregressa fase investigativa, che aveva focalizzato la esistenza di una chat nell’ambito della quale decine di soggetti minorenni condividevano immagini e video pedo-pornografici associati ad apologia del nazi-fascismo, laddove ora, in questo ulteriore segmento investigativo, sono emerse nuove e specifiche risultanze indiziarie che fanno ritenere, sulla base di concreti elementi, che un soggetto minorenne, dotato di eccezionali e precoci competenze tecnico-informatiche, abbia personalmente partecipato online, ‘live’, assieme ad altri utenti, pagando in criptovalute, quali i Bitcoin, a delle vere e proprie torture ed abusi sessuali su minori, compiute in diretta da soggetti adulti”, osserva Antonio Sangermano, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze.

“Di fatto questa specifica risultanza indiziaria lascia intendere che il ‘deep web’ sia caratterizzato da diversi livelli di accessibilità di cui l’ultimo, il più impervio da conoscere, sia caratterizzato da pedo-pornografia e tortura, non solo alimentata da video realizzati chissà dove, ma anche da condotte ‘live’ con compartecipazione concorsuale di alcuni utenti paganti”, aggiunge il procuratore Sangermano.

Globalist

Due bambini fanno causa a Google per presunta raccolta di dati biometrici degli studenti

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Due bambini dell’Illinois stanno facendo causa a Google per aver presumibilmente raccolto dati biometrici, comprese le scansioni del volto, di milioni di studenti.

La causa afferma che il colosso della ricerca ha violato le leggi sulla privacy con i suoi strumenti educativi.

La causa, intentata nel mese di aprile, presso un tribunale federale di San Jose, in California, è alla ricerca di una class action.

Google è stato accusato in una causa legale per aver raccolto i modelli dei volti e le impronte vocali di milioni di scolari statunitensi che utilizzano la piattaforma educativa dell’azienda, con accesso gratuito alle app G Suite for Education, che includono versioni per studenti di Gmail, Calendar e Google Docs.

La raccolta di dati probabilmente violerebbe la legge sulla privacy delle informazioni biometriche dell’Illinois , o BIPA, che regola il riconoscimento facciale, l’impronta digitale e altre tecnologie biometriche nello stato. La pratica verrebbe probabilmente a scapito della legge sulla protezione della privacy online dei bambini, o COPPA, una legge federale che richiede ai siti di ottenere il consenso dei genitori quando raccolgono informazioni personali da utenti di età inferiore ai 13 anni.

Google per ora ha rifiutato di commentare.

Fonte https://news.bloomberglaw.com/privacy-and-data-security/google-sued-for-collecting-biometric-data-on-millions-of-kids

Foto di PhotoMIX Company da Pexels