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Il capo epidemiologo di Israele Salman Zarka: “prepariamoci alla quarta dose, questa sarà la nostra vita d’ora in poi”

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Ministro israeliano vax

Il SARS-CoV-2 è qui con noi e continuerà ad esserci, dobbiamo prepararci alla quarta dose. Questa sarà la nostra vita d’ora in poi, a ondate“. Lo ha detto in un’intervista alla radio pubblica di Israele KAN Salman Zarka, il capo epidemiologo del Paese, esperto incaricato dal governo israeliano a guidare le scelte sulla pandemiaZarka ha anche spiegato che il prossimo richiamo potrebbe essere modificato per proteggere meglio dalle nuove varianti come la Delta attualmente in circolazione.

Intanto nel Paese oltre 2 milioni e mezzo di israeliani hanno fatto la terza dose, un richiamo con lo stesso identico prodotto dei primi due quindi non studiato sulla variante Delta che in questi giorni dilaga nel Paese facendo segnare tutti i record di contagi dall’inizio della pandemia, con la quasi totalità (oltre 90%) di morti e ricoverati tra coloro che avevano ricevuto entrambe le prime due dosi del vaccino (oltre 6 milioni di israeliani, cioè tutti gli over 18).

Salman Zarka ha anche detto che bisogna “imparare dalla lezione che ci ha dato la variante Delta; in primavera dopo la prima vaccinazione pensavamo di avere sconfitto il virus ed essere tornati alla normalità invece è arrivata questa nuova mutazione. Adesso dobbiamo considerare l’arrivo di altre varianti, come quella nuova che proviene dal Sud America. Pensando a questo, e alla diminuzione dell’efficacia dei vaccini già dopo pochi mesi dalla somministrazione, avremo bisogno in continuazione di richiami. Nella migliore delle ipotesi uno ogni anno come si fa da sempre per l’influenza stagionale, ma forse per questo virus anche due volte l’anno, ogni cinque o sei mesi“.

Zarka ha anche detto che entro la fine del 2021 o comunque all’inizio del 2022 Israele potrà somministrare nuovi vaccini studiati sulle varianti.

Intanto in Israele il Ministero della Salute la scorsa settimana ha annunciato che il sistema del “Green Pass” – un documento che consente l’ingresso in determinati luoghi pubblici per coloro che sono vaccinati o sono guariti – scadrà soltanto sei mesi dopo che il titolare ha ricevuto la seconda o la terza dose, sottintendendo appunto che anche dopo la terza ci sarà la quarta già tra pochi mesi.

Una scelta legata proprio all’evidenza scientifica che mostra il calo dell’efficacia dei vaccini dopo pochi mesi, esattamente opposta a quella della politica italiana che invece ha approvato l’estensione della durata del Green Pass per i vaccinati a 12 mesi consentendo quindi a persone che non avranno alcuna protezione di poter partecipare a mega assembramenti ed eventi pubblici nonostante siano esposte al rischio del virus.

Intanto in Israele oggi sono 679 i pazienti positivi al Covid-19 ricoverati in gravi condizioni nei reparti di terapia intensiva del Paese, un numero enorme a fronte dei 9 milioni di abitanti. Quasi tutti (615, per la precisione, più del 90%) erano già vaccinati con entrambe le dosi da oltre 15 giorni quando sono stati ricoverati.

 Israele era stato il primo Paese al mondo a vaccinare in massa la popolazione tra Gennaio e Marzo, ed è stato il primo Paese al mondo a subire un’ondata di contagi, ricoveri e morti tra i vaccinati dopo 5-6 mesi a causa del calo dell’efficacia dei vaccini.

L’Italia dovrebbe guardare con molta attenzione a quello che sta succedendo ad Israele: mentre il nostro Governo insiste sulle vaccinazioni di massa anche per i giovani, ipotizzando addirittura un futuro obbligo vaccinale in caso di approvazione da parte degli organismi farmaceutici e comunque valutando a breve l’estensione dell’obbligo di Green Pass anche ad altre categorie come se il problema fosse il basso numero di vaccinazioni (in Italia ci sono più vaccinati che in Israele in rapporto alla popolazione!), sarebbe più opportuno che si lavorasse in base alle evidenze scientifiche utilizzando il Green Pass come strumento di salute e sicurezza pubblica, e non come un incentivo-ricatto per imporre il vaccino.

Significa che bisogna, in un Paese che ha quasi dieci volte gli abitanti di Israele, restringere il campo dei vaccinabili alle persone a rischio Covid (fragili, malati cronici, anziani, operatori sanitari più esposti), offrendo già adesso la terza dose a chi si è vaccinato a Gennaio, Febbraio e Marzo.

Altrimenti andiamo incontro inevitabilmente ad un autunno-inverno drammatico e a un terzo anno di chiusure inevitabili, e sarà per l’ennesima volta colpa di uno Stato cieco e anti scientifico che tenterà miseramente di scaricare la responsabilità sul solito capro espiatorio già individuato, stavolta, in quella minuscola minoranza di non vaccinati.

fonte: METEOWEB.IT

Salvini: “Mio figlio si vaccina solo per non pagare tamponi a €30 tre volte alla settimana”

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salvini no vax

Il figlio di Matteo Salvini non è assolutamente motivato a vaccinarsi, tuttavia, a breve, deve riprendere gli allenamenti di calcio e quindi, se vuole evitare di fare il tampone tre volte a settimana, non può fare altro che vaccinarsi.Il leader della Lega, Matteo Salvini approfitta della vicenda del figlio per estendere la problematica sul piano politico nazionale e dice:

“Mio figlio, in questi minuti, sta andando a vaccinarsi a Milano non perché convinto, ma perché la settimana prossima ha gli allenamenti di calcio e dovrebbe fare tre tamponi a settimana, per un costo di 30 euro a tampone. Io non voglio un’Italia per ricchi e una per poveri, dove i primi possono scegliere. Se lo Stato mi impone una cosa, deve darmi gli elementi per andare avanti”, ha detto ieri Salvini, citato dall’Huffingtonpost.

Non è tutto, perché Salvini ha affermato anche che se al figlio accadrà qualcosa dopo il vaccino, dovrà essere lo Stato a risarcirlo.“Se tu Stato, non dico mi imponi, ma fai di tutto per portarmi a vaccinare, io dico: ‘Bene, ma se ci sono dei danni conseguenti, mi risarcisci tu che mi stai portando a fare questa scelta’. Non può essere sulla pelle dei cittadini la conseguenza”.Inoltre ha ribadito che la Lega è per il vaccino, ma che sono contrari all’obbligo.

Nessuna tifoseria no-vax

Salvini vuole anche prendere le distanze da chi lo accusa di ammiccare vistosamente ai no-vax.

“Qui non c’è tifoseria no-vax, io sono vaccinato per mia scelta, ma non ritengo di imporre questa mia scelta sugli altri”, ha sottolineato.Intanto il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha confermato che l’obbligo vaccinale è un’opzione presente sul tavolo del governo e che potrebbe essere utilizzata se l’estensione ulteriore del green pass, a cui si sta lavorando, non dovesse portare i risultati di vaccinazione sperati. Sondaggio: Cosa ne pensate dell’applicazione del green pass?

di: it.sputniknews.com

Possibili comparse di leucemie e linfomi post vaccinazione di massa

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La curva di comparsa della leucemia e dei tumori solidi (Linfomi, Carcinomi, Sarcomi, Gliomi, Melanomi) in funzione del tempo dopo esposizione singola ad un Evento sufficiente per induzione di tumore, vale a dire un’Aberrazione cromosomica, cromatidica o sub-cromatidica, è indotta da:

  1. Radiazioni ionizzanti
  2. Sostanze chimiche tossiche
  3. Retro-virus naturali o Retro-virus transgenici (artificiali, vedi OGM).

Riguardo al RNA MESSAGGERO utilizzato per alcuni tipi di vaccini anti-COVID-19, di cui si è ipotizzato o sospettato un analogo meccanismo d’azione, pur ritenendo tale tesi ancora priva di Validità scientifica, NON essendosi ancora verificati casi di Leucemia, di Linfoma o di Cancri ad esso riconducibili, riteniamo COMUNQUE che tale Evento dovrebbe presentare uno schema di comparsa simile a quello finora noto dopo l’esposizione alle Radiazioni Ionizzanti, e quindi con Picco leucemico a 5-6 anni dopo la vaccinazione, similmente a quanto riportato in figura per le Radiazioni Ionizzanti, e approssimabile, nel caso delle vaccinazioni anti-COVID19, al 2025.

Viceversa, i Cancri dovrebbero insorgere soltanto dopo il 2030, con successivo e progressivo incremento nel 2040, 2050 e 2060…

Si ritengono pertanto utili futuri Studi di analisi prospettici a lungo termine nella popolazione italiana sottoposta a vaccinazione con RNA MESSAGGERO.

Curva di comparsa della leucemia e dei tumori solidi in funzione del tempo, dopo esposizione singola ad un evento sufficiente per induzione di tumore.

da: Radiation: doses, effects, risks, United Nations Scientific Enviroment Programme, pp 54, December 1985,

Le Aberrazioni cromosomiche del DNA quale unico mezzo sicuro per la diagnosi “provata” di una vera Leucemia e/o di un vero Linfoma (Hodgkin – NON Hodgkin)

Molti farmaci possono erroneamente dare quadri ematologici simili alla Leucemia Linfatica o a quella Mieloide, al Linfoma di Hodgkin o al Linfoma Non Hodgkin.

Ma anche la stessa risposta immunitaria del paziente contro germi o virus (es: Mononucleosi infettiva) può erroneamente condurre alla diagnosi di tumore.

Si ritiene pertanto utile sottolineare l’importanza di condurre precisi esami diagnostici mirati allo studio del DNA delle cellule, allo scopo di escludere diagnosi errate.

In particolare, si ritiene utile e necessario dimostrare sempre la presenza di un’Aberrazione cromosomica, ogni qualvolta vi sia la necessità di diagnosticare una Leucemia o un Linfoma.

Ciò che segue, è parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148).

Già nel 1960 venne identificato il cromosoma Philadelphia, presente nelle leucemie mieloidi croniche (Nowell: a minute chromosome in human chronic granulocytic leukaemia, Science 1960, No. 132 pp: 1497 ; https://www.mednat.news/vaccini/Nowell.pdf), e nel 1972 venne scoperto che oltre l’80% dei casi di linfomi di Burkitt presentavano una ben precisa aberrazione cromosomica (Manolov G: Marker band in one chromosome 14 from Burkitt’s lymphomas, Nature, 1972, No. 237, pp: 33-34 ; https://www.mednat.news/vaccini/Manolov.pdf )

Le più importanti aberrazioni cromosomiche sono la traslocazione del DNA, la delezione del DNA, e l’inversione del DNA (4).

Per Traslocazione del DNA si intende: “una rottura in almeno due cromosomi, con scambio di materiale genetico”. In una traslocazione reciproca fra 2 catene di DNA non c’è una evidente perdita di materiale cromosomico. Le alterazioni sono indicate con la lettera “t”. I cromosomi coinvolti sono annotati nel primo set di parentesi (per convenzione il cromosoma con il numero più basso è indicato per primo).

Per Inversione del DNA si intende: “il risultato di una doppia rottura nello stesso cromosoma con rotazione del segmento interposto”.

Per Delezione del DNA si intende: “perdita di un segmento di cromosoma come risultato di una singola rottura (delezione terminale), o di due rotture con perdita del frammento interposto (delezione interstiziale)”.

Le analisi citogenetiche sono effettuabili solo su campioni cellulari vivi (4).

Per questo è estremamente importante che il campione sia trasportato al laboratorio di analisi nel più breve tempo possibile.

Come ben evidenziato da Del Mistro in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative”, in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148), nel caso di leucemia, il campione dev’essere ottenuto mediante aspirazione di midollo osseo e analizzato immediatamente, nella cosiddetta “preparazione diretta”, evitando assolutamente di metterle invece in coltura tardiva dove, non infrequentemente, le cellule con alterazioni cromosomiche, cioè le cellule tumorali, possono presentare uno svantaggio di crescita, uno svantaggio che può comportare dei risultati falsi negativi (cioè si ritiene erroneamente che NON vi siano cellule con aberrazioni cromosomiche, cioè cellule tumorali).

Se i pazienti sospettati di essere affetti da leucemia, hanno una conta di globuli bianchi maggiore di 10.000 globuli per millimetro cubo di sangue, e con più del 10% di cellule atipiche (cioè con superficie di membrana cellulare “anomala”, e quindi dubbia per possibile quadro di neoplasia), può essere utilizzato il normale prelievo di sangue venoso, anziché ricorrere al dolorosissimo sistema di aspirazione del midollo osseo.

Nel caso di linfoma, invece, le cellule neoplastiche possono essere ottenute da un linfonodo sospetto, o dalla stessa massa linfonodale “anomala”.

Se esiste in almeno due cellule lo stesso riarrangiamento strutturale (traslocazioni, inversioni o delezioni), allora la condizione è considerata diagnostica di un clone anormale, vale a dire di un tumore maligno (4).

Di queste tre alterazioni cromosomiche, due (traslocazioni e inversioni) possono essere raggruppate insieme in quanto per entrambe si verifica rottura e riposizionamento di DNA (4).

I cromosomi umani sono 46 nelle cellule somatiche: 22 paia di cromosomi autosomi (identificati con un numero progressivo, da 1 a 22) e due cromosomi sessuali (identificati come X e Y).

Ogni cromosoma ha un braccio corto (designato come “p”), un braccio lungo (designato come “q”) e una regione centrale (centromero).

Significato dei simboli usati nella nomenclatura cito-genetica delle Aberrazioni cromosomiche (parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Numeri arabi (es: 1….2…. 14…18….23) : indica il tipo di cromosoma coinvolto.

p : braccio corto del cromosoma

q : braccio lungo del cromosoma

segno +: se scritto prima del cromosoma, indica l’acquisizione di un intero cromosoma (es.: 18); se scritto dopo il cromosoma, indica acquisizione di parte del cromosoma (es.: 14q+ aggiunta di materiale al braccio lungo del cromosoma 14).

Segno – : se scritto prima del cromosoma, indica la perdita di un intero cromosoma (es.: -7); se scritto dopo il cromosoma, indica perdita di parte del cromosoma (es.. 5q- perdita di parte del braccio lungo del cromosoma 5).

“t” : traslocazione

“del” : delezione

“inv” : inversione

In questi esami, se condotti su cellule neoplastiche, si osserveranno anche la “Aneuploidia”, la “Pseudodiplopia” e la “Anormalità ricorrente”.

Per “Aneuploidia” si intende dire che è presente un numero anormale di cromosomi, dovuto ad acquisizioni di cromosomi in più, o, viceversa, a perdita di cromosomi

Per “Pseudodiplopia” si intende la presenza di un numero diploide di cromosomi, accompagnato da anormalità cromosomiche strutturali.

Per “Anormalità Ricorrente” si intende la presenza di una anormalità numerica dei cromosomi o strutturale di essi, osservata in più pazienti affetti dalla stessa neoplasia ematologia (linfoma o leucemia).

Queste anormalità sono caratteristiche e/o diagnostiche di precisi e distinti sottotipi di leucemia e di linfoma.

Le “Anormalità Ricorrenti” rappresentano mutazioni genetiche che sono coinvolte nella patogenesi delle corrispondenti forme neoplastiche, e molte di esse hanno preciso significato prognostico sul decorso clinico della neoplasia (4).

In sintesi, l’osservazione di almeno due cellule con lo stesso tipo di riarrangiamento strutturale (traslocazioni o delezioni) o con l’acquisizione dello stesso cromosoma, o con la formazione di tre cellule ipo-diploidi per la perdita dello stesso cromosoma, è considerata osservazione diagnostica positiva per la presenza documentata di un clone “anormale” (4).

La traslocazione e l’inversione cromosomica sono due distinte alterazioni cromosomiche, ma possono essere raggruppate insieme in quanto per entrambe si verifica la rottura del DNA e il suo successivo riposizionamento nel nuovo cariotipo (DNA) che si è venuto a formare, sia pure in forma aberrante (4).

Aberrazioni Cromosomiche più frequenti presenti nella Leucemia e nel Linfoma (parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

1. Leucemia Mieloide Cronica:

Riarrangiamento t(9;22) (q34;q11); frequenza : 95% dei casi

Nowell: a minute chromosome in human chronic granulocytic leukaemia, Science 1960, No. 132 pp: 1497; https://www.mednat.news/vaccini/Nowell.pdf

2. Linfomi Non Hodgkin tipo B:

Riarrangiamento (t(8;14) (q24;q32); frequenza: 75-85% (linfoma di Burkitt)

Manolov G: Marker band in one chromosome 14 from Burkitt’s lymphomas, Nature, 1972, No. 237, pp: 33-34 ; https://www.mednat.news/vaccini/MANOLOV.pdf Taub R.: Translocation of the c-myc gene into the immunoglobulin heavy chain locus in human Burkitt lymphoma and murine plasmocytoma cells, Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1982, No. 79, pp.: 7837-7841; https://www.mednat.news/vaccini/TAUB.pdf

3. Linfomi Non Hodgkin tipo B:

Riarrangiamento (t(2;8) (p12;q24); frequenza: 5% (linfoma di Burkitt)

Croce CM.: Molecular genetics of human B-cell neoplasia, Adv Immunol. 1986, No. 38, pp: 245-274 ; https://www.mednat.news/vaccini/Croce.pdf Rappold G.A.: C-myc and immunoglobulin kappa light chain constant genes are on the 8q+ chromosome of three Burkitt lymphoma lines with t(2;8) translocations , EMBO J. 1984, No. 3, pp: 2951-2955 ; https://www.mednat.news/vaccini/ROWLEY.pdf

4. Linfomi Non Hodgkin tipo B :

Riarrangiamento (t(8;22) (q24;q11); frequenza: 15% (linfoma di Burkitt) Croce CM.: Molecular genetics of human B-cell neoplasia, Adv Immunol. 1986, No. 38, pp: 245-274; https://www.mednat.news/vaccini/Croce.pdf

5. Linfomi Non Hodgkin tipo B:

Riarrangiamento (t(14;18) (q32;q21); frequenza: 80% (linfoma a piccole cellule non clivate) Rowley JD: Identification of the constant chromosomal regions involved in human hematolgic malignant disease, Science 1982, No. 216, pp: 749-751; https://www.mednat.news/vaccini/ROWLEY.pdf Tsujimoto Y.: Involvement of the bcl-2 gene in human follicular lymphoma, Science 1985, No. 228, pp: 1440-1443; https://www.mednat.news/vaccini/TSUJMOTO.pdf

6. Linfomi Non Hodgkin tipo B:

Riarrangiamento (t(11;14) (q13;q32); frequenza: 30% (linfoma a cellule mantellari) Raffeld M.: bcl-1, t(11;14), and mantle cell-derived lymphomas, Blood 1991, No. 78, pp.: 259-263

https://www.mednat.news/vaccini/Raffeld%20M…pdf

7. Linfomi Non Hodgkin tipo T:

Riarrangiamento (t(10;14) (q24;q11); frequenza: 5-10% Kagan J: alpha chain locus of the T-cell antigen receptor is involved in the t(10;14) chromosome traslocation of T-cell acute lymphocytic leukaemia, Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1987, No. 84, pp.: 4543-4546 ; https://www.mednat.news/vaccini/KAGAN.pdf Zutter M.: The t(10;14) (q24;q11) of T-cell acute lymphoblastic leukaemia juxtaposes the delta T cell receptor with tcl-3, a conserved and activated locus at 10q24. Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1990; 87, PP.: 3161-3165; https://www.mednat.news/vaccini/ZUTTER.pdf

8. Linfomi Non Hodgkin tipo T:

Riarrangiamento (t(2;5) (p23;q35); frequenza: 40-50% (linfoma a grandi cellule anaplastiche) Morris SW: Fusion of a kinase gene, ALK, to a nucleolar protein gene, NPM, in NON-Hodgkin’s lymphoma, Science 1994, No. 263, pp: 1281-1284; https://www.mednat.news/vaccini/MORRIS.pdf

9. Linfomi Non Hodgkin tipo T:

Riarrangiamento (t(8;14) (q24;q11) McKeithan: Molecular cloning of the breakpoint junction of a human chromosomal 8;14 traslocation involving the T-cell receptor alpha chain gene and sequences an the 3’ side of myc, Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1986, No. 83, pp: 6636-6640 ;

https://www.mednat.news/vaccini/McKeithan.pdf

10. Leucemia linfatica cronica tipo B cellulare:

Riarrangiamento (t(11;14) (q13;q32); frequenza: 10-15% Julisson G. Chromosomal aberrations in B-cell chronic lymphocytic leukaemia: Pathogenetic and clinical implications, Cancer Genet. Cytogenet., 1990, No. 45, pp.: 143-160 https://www.mednat.news/vaccini/JULIUSSON.pdf

11. Leucemia linfatica cronica tipo B cellulare:

Riarrangiamento (t(14;19) (q32;q13); McKeithan (BIS): Cloning of the chromosome translocation breakpoint junction of the t(14;19) in chronic lymphocytic leukaemia. Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1987, No. 84, pp: 9257-9260 https://www.mednat.news/vaccini/McKeithan%20(BIS).pdf

12. Leucemia linfatica cronica tipo B cellulare:

Riarrangiamento (t(2;14) (p13;q32); Julisson G. Chromosomal aberrations in B-cell chronic lymphocytic leukaemia: Pathogenetic and clinical implications, Cancer Genet. Cytogenet., 1990, No. 45, pp.: 143-160 https://www.mednat.news/vaccini/JULIUSSON.pdf

13. Leucemia linfatica cronica tipo T cellulare:

Riarrangiamento (t(8;14) (q24;q11); Erikson J.: Deregulation of c-myc by translocation of the alpha-locus of the T-cell receptor in T-cell leukemias, Science, 1986, No. 232, ppp: 884-886

https://www.mednat.news/vaccini/Erikson.pdf

14. Leucemia linfatica cronica tipo T cellulare:

Riarrangiamento (inv(14) (q11;q32); Denny CT: A chromosome 14 inversion in a T-cell lymphoma is caused by site specific recombination between immuno-globulin and T-cell receptor loci, Nature 1986, No. 320, pp.: 549-551; https://www.mednat.news/vaccini/Denny.pdf

15. Mieloma Multiplo

Riarrangiamento (t(11;14) (q13;q32); Van den Berghe: High incidence of chromosome abnormalities in IgG3 myeloma, Cancer Genet Cytogenet. 1984, No. 11, pp: 381.387

16. Leucemia a cellule T dell’Adulto:

Riarrangiamento (t(14;14) (q11;q32); Sadamori : Abnormalities of chromosome 14 at band 14q11 in Japanese patients with adult T-cell leukaemia, Cancer Genet. Cytogenet., 1985, No. 17, pp: 279-282 https://mednat.news/vaccini/SADAMORI.pdf

17. Leucemia a cellule T dell’Adulto:

riarrangiamento (inv(14) (q11;q32); Sadamori (BIS): Cytogenetic implication in adult T-cell leukaemia. A hypothesis of leukemogenesis, Cancer Genet Cytogenet., 1991, No. 51, pp: 131-136

https://www.mednat.org/vaccini/SADAMORI%20(BIS)%20%20.pdf

18. Linfomi di Hodgkin:

Riarrangiamento (t(2;5) (p23;q35); Orscheschet K.: Large-cell anaplastic lymphoma-specific translocation (t[2;5][p23;q35] in Hodgkin disease: indication of a common pathogenesis ? Lancet 1995, No. 345, pp: 87-90 https://www.mednat.news/vaccini/Orscheschet.pdf

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Le Aberrazioni cromosomiche numeriche(parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Oltre alle traslocazioni cromosomiche comuni ricorrenti (Traslocazioni e Inversioni) viste sopra, e presenti in varie percentuali in specifici tipi di linfomi o leucemie, sono state descritte altre aberrazioni ricorrenti, fra cui quelle numeriche (4).

In queste ultime, la Trisomia 7 e la Trisomia 12, sono state osservate in più del 10% dei linfomi con alterazioni cromosomiche, analizzati consecutivamente in una singola struttura (4,5).

In quello Studio, comprendente 278 casi clinici di linfoma, con alterazioni cromosomiche su 434 soggetti analizzati, il 3-10% dei casi mostravano altre alterazioni numeriche, quali Trisomia 3, Trisomia 5, Trisomia 6, Trisomia 9, Trisomia 11, Trisomia 15, Trisomia 17, Trisomia 18, Trisomia 21, Monosomia Y.

Una analisi dettagliata delle varie forme di aberrazioni genetiche osservate ha messo anche in luce la presenza di aberrazioni cromosomiche coincidenti.

Ad esempio, la Trisomia 7 è stata osservata nel 17% dei 132 campioni presi aventi una delle traslocazioni comuni ricorrenti, e solo nel 7,5% di 146 campioni senza traslocazioni; in particolare la traslocazione a cui la Trisomia 7 si associa più frequentemente è la t(14;18) (4, 5).

Per quanto riguarda l’associazione con specifici sottotipi istologici, più autori hanno descritto l’associazione della Trisomia 12 con i linfomi diffusi a grandi cellule (4).

Molti tumori maligni acquisiscono poi, nel tempo, caratteristiche più aggressive e un comportamento più maligno. I fenomeni caratteristici di progressione tumorale maligna sono rappresentati dalle metastasi, dalle variazioni del tasso di crescita e dall’acquisizione di resistenza alla Chemio-Terapia (es.: pompa glicoproteica di membrana P da 170 kilodalton). (21-26) https://www.mednat.news/vaccini/Nacci_GLICOPROTEINA.pdf

Già Nowell, nel 1976, aveva indicato che gli eventi della progressione tumorale sono accompagnati dalla comparsa sequenziale di specifici scambi genetici e citogenetici fra porzioni diverse di diversi cromosomi (Nowell PC: The clonal evolution of tumor cell populations, Science, 1976, N. 194, pp: 23).

Una prima conferma a queste indicazioni è poi venuta dagli studi citogenetici in corso di leucemia mieloide cronica.

Le fasi precoci di questo particolare tipo di leucemia sono caratterizzate da una popolazione di malati portatori di una singola alterazione cromosomica: la traslocazione t(9;22) che produce il cromosoma Philadelphia.

Quando essa progredisce nella fase blastica, si possono allora sviluppare alterazioni cariotipiche aggiuntive, come un secondo tipo di cromosoma Philadelphia, una Trisomia 8, o un Iso-cromosoma per il braccio lungo del cromosoma 17 (4, 7).

Anche nei linfomi B-cellulari la progressione clinica è associata a variazioni citogenetiche sequenziali (4).

La traslocazione t(14;18) che coinvolge il gene bcl-2 si verifica nella maggioranza dei linfomi follicolari a basso grado.

La progressione ad uno stadio più aggressivo avviene generalmente ad opera di un subclone le cui cellule contengono anche la traslocazione t(8;14) o un cromosoma 17q+.

In entrambi gli eventi c’è il coinvolgimento del gene c-myc (4, 8, 9).

Anche la trisomia 7 e una delezione del 6q sono state dimostrate accompagnare il 30-60% dei linfomi ad intermedio ed alto grado di malignità portatori di traslocazione t(14;18); la Trisomia 7 è meno comune nei tumori a basso grado (4, 10) (Armitage JO.: Correlation of cytogenetic abnormalities with histolologic appearance in NON-Hodgkin’s lymphomas bearing t(14;18) (q32;q21), J. Natl.Cancer Inst., 1988, No. 80, pp: 576-580 ; https://www.mednat.news/vaccini/ARMITAGE.pdf ) ed è stata dimostrata come patologia associata alla trasformazione neoplastica da linfomi NON-Hodgkin a basso grado di malignità a Linfomi NON Hodgkin ad alto grado di malignità (4, 11).

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Aberrazioni cromosomiche dei Cancri

(parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Anche i cancri hanno dimostrato di essere caratterizzati da progressiva e peggiorativa sommazione di aberrazioni cromosomiche (12, 13, 27):

Meloni A.: Trisomy 10 in Renal Cell Carcinoma, Cancer Genet. Cytogenet., 1991, No. 51, pp: 137-138;

Nuove indagini di laboratorio per lo studio delle aberrazioni cromosomiche

(parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Le analisi citogenetiche convenzionali talvolta non riescono a fornire una informazione completa sulle alterazioni cromosomiche, o perché il numero delle metafasi è insufficiente, o perché la morfologia dei cromosomi è insoddisfacente (4).

Inoltre, poiché le analisi citogenetiche sono effettuate solo su cellule in divisione, vengono automaticamente escluse dall’analisi le cellule che rimangono in interfase (es.: cellule completamente differenziate o con un basso indice mitotico).

Negli anni novanta sono state sviluppate nuove metodiche molecolari che permettono di superare in parte i limiti della citogenetica convenzionale (4).

Una delle metodiche più promettenti è la Ibridizzazione In Situ a Fluorescenza (FISH), che utilizza sonde DNA cromosoma-specifiche non radioattive e permette l’analisi di cellule sia in interfase che in metafase (4, 17) (Chen Z: Application of Fluorescence In Situ Hybridization in haematological disorders, Cancer Genet Cytogenet, 1992, No. 63, pp: 62-69).

Mediante la FISH è possibile analizzare rapidamente un elevato numero di cellule, e non è necessario effettuare la coltura cellulare in vitro.

Le applicazioni cliniche possono essere raggruppate in cinque aree principali:

  1. identificazione di cromosomi marker;
  2. identificazione di Trisomie;
  3. valutazione del significato (clonalità o meno) di una Trisomia osservata in una singola cellula con metodica convenzionale;
  4. monitoraggio post-trapianto di midollo osseo per valutare l’attecchimento delle cellule midollari del donatore;
  5. rivelazione di malattia residua dopo remissione clinica, nei casi per i quali è disponibile una analisi citogenetica iniziale che consente di usare delle sonde “personalizzate” (4, 18-20).

Paddighe PJ.: Interphase cytogenetics of haematological cancer: comparison of classified karyotyping and in situ hybridization using a panel of eleven chromosome-specific DNA probes, Cancer Res., 1991, No.51, pp: 1959-1967 Anastasi J.: Interphase cytogenetic analysis detects minimal residual disease in a case of acute lymphoblastic leukaemia and resolves the question of origin of relapse after allogenic bone marrow transplation, Blood, 1991, No. 77, pp: 1087-1091

Limiti e ruoli della citogenetica per lo studio delle aberrazioni cromosomiche

(parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

L’analisi cariotipica convenzionale può risultare tecnicamente inadeguata in una elevata proporzione dei casi; i parametri che maggiormente influenzano il tasso di insuccessi sono da un lato legati alle fasi di processazione (ad esempio, un ritardo nel trasporto del campione al laboratorio di citogenetica può elevare il tasso di insuccessi fino al 50%), e dall’altro all’indice mitotico dei campioni (ad esempio, il tasso è del 12,5% nei linfomi a basso grado di malignità, e del 13,2% in quelli ad alto grado di malignità, come descritto nella casistica di Offit) (4, 5).

In realtà anche in centri con buona esperienza in queste metodiche, un cariotipo soddisfacente viene ottenuto approssimativamente nell’80% dei casi (5).

Gli insuccessi sono dovuti principalmente al limitato numero di metafasi analizzabile in ogni caso (4).

Come visto precedentemente, la FISH consente di analizzare un elevato numero di cellule, sia in metafase che in interfase, e questo fornisce un quadro più rappresentativo della massa tumorale.

Tuttavia, poiché solo poche anormalità cromosomiche possono essere studiate simultaneamente nella stessa cellula, la FISH deve attualmente essere considerata una metodica complementare e non sostitutiva alla citogenetica convenzionale (4).

L’analisi citogenetica costituisce un importante strumento per la diagnosi e la classificazione delle neoplasie ematologiche.

Il riscontro di una anormalità cromosomica acquisita conferma la diagnosi di neoplasia, escludendo la diagnosi di iperplasia reattiva, e fornisce una giustificazione sufficiente per l’istituzione di un trattamento antineoplastico (4).

Specifiche anormalità cromosomiche identificano specifici sottogruppi di linfomi; la scomparsa di una alterazione (cromosomica) presente alla diagnosi è un parametro importante per la definizione di remissione completa post-trattamento, mentre la sua ricomparsa invariabilmente indica ricaduta.

Parzialmente TRATTO da: Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Bibliografia essenziale

4) Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148

5) Offit K: Cytogenetic analysis of 434 consecutively ascertained specimens of non-Hodgkin’s lymphoma : correlations between recurrent aberrations, histology, and exposure to cytotoxic treatment, Genes Chromosom Cancer , 1991, 3, pp: 189-201

6) Nowell PC: The clonal evolution of tumor cell populations, Science, 1976, N. 194, pp: 23

7) Rowley JD: Ph-positive leucemia, includine chronic myelogenous leucemia, Clin. Haematol., 1980, 9, pp: 85-86

8) Gauwerky CE.: Pre B cell leucemia with a t(8;14) and t(14;18) translocation is preceded by follicular lymphoma, Oncogene, 1988, No.2, pp: 431-435

9) Gauwerky CE.: Activation of c-myc in a masked t(8;17) traslocation results in an aggressive B-cell leukaemia, Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 1989, No. 85, p: 8867-8871

10) Armitage JO.: Correlation of cytogenetic abnormalities with histolologic appearance in NON-Hodgkin’s lymphomas bearing t(14;18) (q32;q21), J. Natl.Cancer Inst., 1988, No. 80, pp: 576-580

11) Levine EG.: Sequential karyotypes in NON-Hodgkin’s lymphoma: their nature and significance, Genes Chromosom Cancer, 1990, No. 1, pp: 270-280

12) Wolman S.R.: Cytogenetic, flow cytometric and ultrastructural studies of 29 nonfamilial renal cell carcinomas, Cancer Research, 1988, No. 48, pp.: 2890-2897

13) Soloman E.: Colorectal cancer genes, Science, 1990, No. 342, pp: 412-414

14) Bloomfield CD.: Non-randam chromosome abnormalities in lymphoma, Cancer Research, 1983, No. 43, pp: 2975-2984

15) Berger R.: Cytogenetic studies on ANLL in relapse, Cancer Genet. Cytogenet, 1988, No. 34, pp: 11-19

16) Offit K.: Cytogrenetic analysis of chimerism and leukaemia relapse in chronic myelogenous leukaemia patients after T cell depleted bone marrow transplation, Blood, 1990, No. 75, pp: 1346-1355

17) Chen Z: Application of Fluorescence In Situ Hybridization in haematological disorders, Cancer Genet Cytogenet, 1992, No. 63, pp: 62-69

18) Paddighe PJ.: Interphase cytogenetics of haematological cancer: comparison of classified karyotyping and in situ hybridization using a panel of eleven chromosome-specific DNA probes, Cancer Res., 1991, No.51, pp: 1959-1967

19) Anastasi J.: Interphase cytogenetic analysis detects minimal residual disease in a case of acute lymphoblastic leukaemia and resolves the question of origin of relapse after allogenic bone marrow transplation, Blood, 1991, No. 77, pp: 1087-1091

20) Sahlin P.: Detection of hidden structural rearrangements by FISH in leomorphic adenomas, Genes Chromosom Cancer, 1995, No. 12, pp: 81-86

21) Progressi nella ricerca sul cancro, Le Scienze, 1989

https://www.mednat.news/vaccini/Nacci_GLICOPROTEINA.pdf

22): Burt R.K.: Polichemioresistenza da glicoproteina P, Minuti, ottobre 1990, pp.: 37-46

23) Juranka PF.: P-glycoprotein: multidrug-resistance and a superfamily of membrane-associated transport proteins, FASEB Journal, No. 3, pp: 2583, 1989

24) Endicott JA.: The biochemistry of P-glycoprotein-mediated multidrug resistance, Ann. Rev. Biochem., No. 58, pp. 137, 1989

25) Kessel D.: Resistance to antineoplastic Drugs, CRC Press, Boca Raton, Fla, 1989

26) Ozols RF.: Drug Resistance in Cancer Therapy, Kluwer Academic, Norwell, Mass, 1989

27) Meloni A.: Trisomy 10 in Renal Cell Carcinoma, Cancer Genet. Cytogenet., 1991, No. 51, pp: 137-138

28) Naasami I: Blocking telomerase by dietary polyphenols is a major mechanism for limiting the growth of human cancer cells in vitro and in vivo, Cancer Res., 2003, No.63, pp.: 824-830

Note aggiuntive sul COVID-19 e considerazioni finali sul Capitalismo e sugli interessi economico-finanziari delle Multinazionali chemio-farmaceutiche

La gestione fallimentare dell’epidemia COVID-19 da parte dell’Unione Europea deve far aprire gli occhi al Popolo Sovrano…

Sarebbe bastato sospendere a tutti gli Anziani delle Case di Riposo i farmaci a base di CORTISONE, di ASPIRINA e di FANS, dando loro Vitamina C allo scopo di far alzare loro la provvidenziale Febbre, fra l’altro tenendoli anche seduti, e non sdraiati, nei loro letti durante il giorno, per evitare l’insorgenza di una Polmonite da Stasi.

Sarebbe bastato, agli esponenti politici delle varie Forze Politiche di Governo e di Opposizione, spiegare al Popolo Sovrano l’estrema importanza della Febbre nelle due settimane (15 giorni) successive al Contagio, allo scopo di NON permettere al virus COVID-19 di moltiplicarsi nell’Organismo, in attesa che la spontanea formazione degli Anticorpi naturali facesse poi guarire il paziente…

Tutto questo non è stato fatto, e cento trenta mila (130.000) ANZIANI sono stati lasciati morire, in attesa che le Multinazionali chemio-farmaceutiche provvedessero a fornire al Popolo i costosissimi Vaccini, per stimolare la formazione di Anticorpi, come se gli Anticorpi naturali non servissero…

Dott. Giuseppe Nacci, MEDICO CHIRURGO, Trieste

Come rovinarsi la vita a 27 anni con la profilassi sperimentale emergenziale

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covid 19 vaccino

Questa è una delle innumerevoli testimonianze che sono date dalle persone che hanno ricevuto la terapia vaccinale voluta dal governo, e di fatto spinta verso l’obbligatorietà anche dalle ultime parole di Speranza.

Buonasera a tutti. Questa la mia esperienza: Perfettamente in salute, 27 anni, nessuna patologia pregressa, solo allergie da contatto. Prima dose AZ il 25/03. Nessun problema nelle prime ore post-inoculazione. A sera inizio ad avvertire bruciori intensi alle gambe, brividi di freddo. Chiamo la guardia medica, che mi consiglia di prendere tachipirina 1000 e di non preoccuparmi. Dopo 24h, febbre a 38, poi 38.5, linfonodi ingrossati e ancora bruciori alle gambe (come “fiammate”). Chiamo nuovamente la guardia medica, mi dicono che può capitare, di continuare a prendere tachipirina 1000. Avanti così per 4 giorni, nel frattempo comparse parestesie alle ultime due dita della mano sinistra. Passata la febbre, linfonodi non più doloranti e ingrossati, sospendo la tachipirina.

Il quinto giorno iniziano a comparire delle piccole vescicole sierose e pruriginose sulle mani, dietro le orecchie e sul collo. Il medico di base mi prescrive un antistaminico per tre giorni. Continuano le parestesie, debolezza e senso di sbandamento, peggiora l’eruzione cutanea. Proseguo con antistaminico per altri 7 giorni. Tra il settimo e l’ottavo giorno, parestesia persistente (senso di intorpidimento e a tratti formicolio) della gamba sx, mi reco in PS. Dopo 12h di attesa, esami ematici per escludere trombosi in corso e TAC encefalo negativi, mi dimettono con una cura a base di integratori specifici per il sistema nervoso periferico e vitamina B, da fare per un mese.

Dopo qualche tempo la cura sembra aver avuto effetto, continuo ad avvertire nei mesi seguenti però un senso di stanchezza e visione offuscata, a cui non do molto peso, attribuendone la causa allo stress quotidiano. I primi di luglio invece, a poco a poco, le parestesie riprendono progressivamente, ripartendo dalle ultime due dita della mano sx, per estendersi in breve al braccio, gamba sx, lato sx del volto e labbra. Altri due accessi in PS nel giro di una settimana. Visite neurologiche negative, D-Dimero ed elettroliti nella norma. Mi dimettono con nuova prescrizione dello stesso farmaco, che questa volta non sorte alcun effetto.

Nel frattempo i sintomi peggiorano di giorno in giorno, visione offuscata, stanchezza invalidante e presente già dal risveglio, sensazione di “testa vuota”, progressiva difficoltà a concentrarsi, alzarsi dalla sedia e camminare. Il neurologo a cui nel frattempo mi sono rivolta in libera professione, mi prescrive un altro integratore e nuovamente vitamina B, per un mese. Nel frattempo vengo sottoposta ad una serie di accertamenti: RM encefalo e tronco encefalico, EMG, esami ematici completi. Tutto negativo, ma nel giro di un paio di settimane dalla ricomparsa dei sintomi, non riesco più a camminare, né a muovere le gambe semplicemente per girarmi nel letto.

Ho bisogno di assistenza anche per andare in bagno. Arti pesanti, gambe che cedono, dolore acuto e persistente a livello lombo-sacrale, febbricola fino a 37.4, sensazione di stordimento. Il medico di base a quel punto mi prescrive punture cortisoniche per sei giorni, aspettandosi miglioramenti che invece non si verificano. Al termine della cura, vengo ricoverata in ospedale per sospetta sindrome G.Barrè. Ancora RM, questa volta anche con contrasto, a rachide dorsale e lombo-sacrale, eco color doppler agli arti inferiori e all’addome, ancora visite neurologiche.

Come pronosticato dal neurologo di riferimento (che ancora mi segue), tutti gli esami risultano negativi -eccettuata una lieve leucocitosi e fibrinogeno leggermente più alto dei valori di riferimento-, come già verificatosi in altri casi sotto sua osservazione di donne sottoposte alla vacc. Viene esclusa quindi la G.Barrè, eventuali trombi “nascosti” e possibili mieliti. Vengo dimessa quindi dopo quattro giorni con diagnosi generica “parestesie migranti e lombalgia successiva a vacc. anticovid” e cura a base di miorilassanti, integratori e paracetamolo al bisogno, cui si aggiunge per prescrizione del neurologo di riferimento, un farmaco per profilassi e trattamento del dolore neuropatico.

Dopo 10 giorni dall’inizio della nuova cura, avverto sensibili miglioramenti, riesco a camminare senza bisogno di appoggi e sto a poco a poco recuperando la concentrazione (non riuscivo più nemmeno a leggere una pagina di un libro! E sono all’ultimo anno di un dottorato di ricerca), ma le parestesie permangono, così come l’affaticabilità dopo piccole attività quotidiane. Sono quindi ancora in convalescenza, sto perdendo mesi preziosi di lavoro, ho dovuto naturalmente pagare tutte le cure e le visite in libera professione e l’unica cosa che chiedo a questo punto è di poter avere un certificato idoneo di esenzione, dal momento che quello del mio medico curante non è considerato conforme. Sono andata alla ricerca del medico vaccinatore, ho mandato mail al servizio di riferimento della regione di competenza, ho chiesto informazioni alla finanza, richiamato il numero del ssn, ancora niente.

E teoricamente neanche io, da domani, potrei prendere un mezzo pubblico (visto che risiedo in una regione diversa rispetto a quella in cui lavoro e in queste condizioni non me la sento di guidare), né potrei accedere nelle aule e laboratori dell’Università. Non c’è stato un medico o operatore sanitario che abbia negato che questi sintomi non siano riconducibili alla vacc. . Sono una delle tante persone che si trovano in questa situazione, eppure, come tutti quelli a cui è capitato, discriminata.

Mi è capitato, in un momento in cui ancora riuscivo a camminare, di recarmi in una struttura termale, e sentirmi dire che purtroppo nel mio caso occorreva un tampone per poter accedere, -nonostante l’esenzione esibita- dal momento che non avevo potuto completare il ciclo vacc. e dunque potevo essere un potenziale pericolo. Oltre al danno, anche la beffa.E alla fine, leggendo altre testimonianze, penso di dovermi ritenere anche fortunata. Poteva andare peggio… anche se non so quando tornerò alla normalità.

LEGGI ANCHE: Ci chiamano NO-VAX. Coglioni ignoranti? No, criminali da arrestare

La presentatrice della BBC Lisa Shaw è morta per complicazioni del SIERO ANTICOVID

“Ho una pericardite post vaccino”, la denuncia della pallavolista Francesca Marcon

In onda, Roberto Speranza annuncia l’obbligo vaccinale per tutti. E precisa “niente sconti sui tamponi”

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speranza in onda

“Faremo tutte le valutazioni”, così Roberto Speranza preannuncia l’ipotesi di un obbligo vaccinale a “In Onda”. Il ministro della Salute è ospite nel talk show dell’access prime time di La 7, condotto da Concita De Gregorio e David Parenzo, dove interviene sui temi caldi delle ultime settimane, dall’estensione del green pass alla possibilità di una terza somministrazione del vaccino anti Covid-19. Il numero delle prenotazioni è in crescendo, sottolinea Speranza, ma il richiamo all’obbligo vaccinale non viene sottovalutato.

“Finora, noi abbiamo usato l’arma della persuasione fatta eccezione per gli operatori sanitari. Oggi l’obbligo di vaccinazione esiste soltanto per il personale sanitario poi c’è un utilizzo significativo ed estensivo del green pass, il governo farà le sue valutazioni ci diamo ancora un margine di tempo per poter vedere quanto cresce la curva, dove arriviamo, che area residua di resistenza alla vaccinazione può permanere e poi faremo tutte le valutazioni del caso però la risposta degli italiani è davvero straordinaria”, fa sapere il ministro.

“La nostra curva – continua – prevede che l’80% venga raggiunto alla fine del mese di settembre. Poi vedremo se con le sole armi della persuasione del green pass ci saranno le condizioni per crescere ancora e metterci sicurezza contro il Covid bene, altrimenti faremo tutte le altre valutazioni“. Poi sulla proposta del leader della Lega Matteo Salvini, di rendere gratuiti i tamponi ed estendere il green pass al maggior numero di persone concedendo loro la normale ripresa delle attività sociali, Speranza appare contrariato: “La linea che abbiamo scelto di abbassare il prezzo del tampone è corretta.

Noi dobbiamo giocare tutte le nostre energie per incentivare non disincentivare la vaccinazione. La linea del governo deve essere confermata e quanto alla Lega risponde delle proprie azioni di fronte agli italiani, di fronte al Parlamento e anche in governo. I provvedimenti che abbiamo approvato le abbiamo approvate all’unanimità senza nessuna forzatura ed è chiaro che le forze politiche devono mantenere una coerenza rispetto a quello che hanno fatto in Consiglio dei ministri”. Poi conclude il rimprovero: “Non si giustifica sinceramente che si vota in un modo poche settimane fa in Consiglio dei ministri e in modo poi difforme in Commissione quindi io mi auguro che questo tema rientri pienamente nelle prossime ore”.

Quanto alla terza dose “sarà probabile a chi ha problemi di risposta immunitaria non adeguata, penso alle persone che hanno maggiori problemi di salute e poi naturalmente quelli che sono stati vaccinati in un tempo molto anteriore quindi poi ci sarà anche la questione della tempistica dall’ultima dose”. E per coloro che godono di una buona salute? Speranza risponde così: “Valutazione da farsi per tutti anche ai più giovani, valuteremo in base alla risposta anticorpale”.

www.iltempo.it

Pasta con cloroetanolo e ossido di etilene: via dai supermercati. Allarme rosso, occhio al marchio

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Quando mangiamo dobbiamo fare molta attenzione ai prodotti che acquistiamo, pasta compresa. Alcuni prodotti di pasta biologica di lenticchie, riso rosso e curcuma e di pasta biologica di fave sono stati ritirati dal mercato e sono state richiamate a scopo precauzionale dal ministero della Salute per una “probabile contaminazione con cloroetanolo e ossido di etilene”. Come riferisce il sito ilfattoalimentare.it le confezioni sparite dai supermercato sono quelle del marchio Pastificio Fiorentino Renaissance.

In particolare, sono interessate dal provvedimento le confezioni da 250 grammi della pasta di lenticchie, riso e rosso e curcuma con il Tmc 28 dicembre 2023 dei formati calamarata, risoni, paccheri e penne. E poi anche le confezioni da 250 grammi della pasta di fave, riso rosso e curcuma con il Tmc 8 gennaio 2024 dei formati calamarata, paccheri e fusilli, e con il Tmc 28 dicembre 2023 del formato risoni. La pasta richiamata è stata prodotta per l’Azienda Agricola Bio Floriddia C. da Pasta Natura Srl nello stabilimento di via Agricoltura 10, a Busca in provincia di Cuneo. 

Un altro spiacevole evento era accaduto il 30 agosto, quandi erano stati richiamati dal Ministero della Salute guidato da Roberto Speranza, sempre per la presenza di ossido di etilene, alcuni gelati confezionati di diversi lotti e gusti a marchio Nuii e Milka a causa della “possibile presenza di tracce di Eto (ossido di etilene) nell’ingrediente farina di semi di carrube”. Alcuni richiami sono stati diffusi anche da Sogegross e Gros Cidac.

Tra i prodotti sospesi i gelati del marchio Nuii mandorle e vaniglia di Java, in confezioni da 268 grammi (4 pezzi) appartenenti ai lotti numero MI0008 e MI0009 con il termine minimo di conservazione (Tmc) 01/2022, MI0076, MI0077 e MI0078 con il Tmc 03/2022, MI0148, Mi0149, MI0150 e MI0151 con il Tmc 05/2022, MI0295, MI0296 e MI0297 con il Tmc 10/2022, MI1107, e MI1108 con il Tmc 04/2023, MI9308 con il Tmc 11/2021, e con i lotti numero UE1123, UE1124, UE1125, UE1127, UE1128, UE1130, UE1131, UE1132, UE1137 e UE1138 con il Tmc 05/2023, UE1162, UE1163, UE1165, UE1166 e UE1167 con il Tmc 06/2023, UE1193, UE1194 e UE1195 con il Tmc 07/2023 (venduti da Sogegross tra il 08/02/2021 e il 18/08/2021).

Aumenta così a dismisura la quantità di prodotti di diverso tipo ritirata dai supermercati, un andamento che spaventa e non poco i cittadini italiani.

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fonte: Il Tempo.it

Ci chiamano NO-VAX. Coglioni ignoranti? No, criminali da arrestare

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heather parisi no vax

di Heather Parisi

Mi chiamano NO-VAX allo stesso modo in cui chiamano NO-VAX poco meno del 40% della popolazione negli USA e circa 15 milioni di persone in Italia e chissà quanti altri nel mondo.Ma sapete chi siamo? Per i mezzi mainstream siamo “i brutti, gli sporchi e i cattivi”.

Siamo gli egoisti, gli irresponsabili, i minus habens con un grado culturale da analfabeti e da qualche giorno siamo anche violenti come i terroristi. Dopo che per mesi giornalisti Blogger come Selvaggia Lucarelli o virologi in pantofole da salotto come Roberto Burioni, non hanno fatto altro che esasperare i toni e aizzare gli animi contro chiunque osasse scostarsi dalla versione ufficiale, oggi si passa all’incasso: ”Coglioni ignoranti? No, criminali da arrestare” scrive Filippo Facci su Libero.Qualche mese fa Selvaggia Lucarelli scriveva: “Madonna come vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo”.

Le faceva eco Roberto Burioni: “Propongo una colletta per pagare ai novax gli abbonamenti Netflix per quando dal 5 agosto saranno agli arresti domiciliari chiusi in casa come dei sorci”.Non era da meno nemmeno il Presidente del Consiglio Italiano che nel totale dispregio di ogni evidenza scientifica, affermava che “i vaccinati non sono contagiosi” e che “non vaccinarsi è morire o far morire”Affermazioni che oltre ad essere false, sono risultate pericolosissime perché hanno finito con il creare un clima di odio sociale e di “caccia alle streghe” nei confronti dei non vaccinati.Secondo il Presidente del Consiglio chi non si vaccina “fa morire” e quindi è un killer.

Ecco chi siamo: persone che si fanno domande e non accettano la realtà dipinta dai media

Tutto ampiamente previsto e prevedibile. Si esasperano gli animi, si creano due fazioni contrapposte e poi si aspetta che qualcuno perda il controllo per criminalizzare l’intera categoria non allineata. Ma voi sapete davvero chi siamo?Siamo quelli che dopo aver ascoltato l’OMS, Anthony Fauci e altri scientisti da salotto in TV dire tutto e il contrario di tutto, abbiamo cominciato a porci qualche domanda e ad ascoltare quello che dicono gli illustri medici, gli scienziati, i virologi e i Premi Nobel, censurati dai media mainstream. Siamo quelli che sono stati definiti complottisti per aver dubitato dell’origine naturale del virus, (il famoso pipistrello), almeno fino a quando la narrativa ufficiale non ha deciso di cambiare idea perché “è ovvio che possa essere un virus nato in provetta!”.

Siamo quelli che non credono più alle istituzioni perché hanno mentito senza scuse e senza pagarne le conseguenze. Siamo anche quelli che sono scienziati e medici. Ricercatori della Carnegie Mellon University e della Pittsburgh University hanno intervistato 5 milioni di americani e hanno scoperto che non solo i laureati sono i meno propensi a farsi vaccinare contro la Covid-19, ma sono anche i meno propensi a cambiare idea sulla questione. I ricercatori hanno concluso che le persone più istruite della nostra società – le persone abilitate alla professione medica e alla cura del virus – non solo sono le più esitanti a farsi vaccinare, ma sono anche le meno propense a cambiare idea in proposito.

Siamo quelli che si domandano perché il governo continui a osteggiare le cure domiciliari e tutte le cure che in tutti questi mesi sono state riconosciute come valide a livello medico. Siamo quelli che si domandano perché un ministro della sanità faccia ricorso al Consiglio di Stato per ripristinare un protocollo di cura scellerato, conosciuto come “paracetamolo e vigile attesa “. Siamo quelli che non hanno mai sentito gli esperti ufficiali parlare dell’importanza del sistema immunitario e dell’importanza di fare prevenzione. Siamo quelli che si domandano perché la gestione della pandemia abbia creato più danni della pandemia.

Siamo quelli che si domandano l’utilità di restrizioni estreme e coercitive, da Paese dittatoriale, da Paese in guerra con sé stesso. A che cosa sono servite realmente queste inutili torture ai cittadini? A nulla.

“Basta prendere il controesempio della Svezia, dove il governo ha agito in senso opposto, democratico: niente lockdown e imposizioni restrittive, ma solo buoni consigli, ottenendo gli stessi ottimi risultati. Ed ora la stessa Gran Bretagna, campionessa vaccinista quanto l’Italia e gli USA, che ha revocato ogni restrizione, anch’essa con evidentissimi miglioramenti rispetto alla recrudescenza dei casi covid verificatasi precedentemente in occasione della fase vaccinale e restrittiva.”

DIVIDE ET IMPERA: funziona da sempre

Siamo quelli bollati dalla propaganda come colpevoli per non essere colti intelligenti responsabili e altruisti come coloro che corrono a vaccinarsi per proteggere gli altri, per sconfiggere il virus, per riavere le libertà; e poi scoprono che possono contagiare quanto un non vaccinato, che il virus circola come e più di prima, che le libertà non tornano. Siamo quelli che non si spiegano come un virus che ha un IFR dello 0.25% che colpisce gravemente persone di età media di 82 anni e con almeno 2 patologie gravi pregresse, abbia azzerato di fatto in tutto il mondo le libertà, l’opposizione politica e il controllo sui governi. Siamo quelli che non si spiegano perché non si faccia riferimento alla riduzione del rischio assoluto quando si parla con il pubblico dell’efficacia dei vaccini invece di pubblicizzarli come efficaci al 95% contro l’infezione da SARS-CoV-2, sulla base di un fraintendimento statistico che utilizza la riduzione del rischio relativo.

La riduzione del rischio assoluto è, in realtà, intorno all’1% per tutte le iniezioni COVID attualmente disponibili. Siamo quelli che pensano che il Green Pass sia più di una discriminazione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B; che sia affermare il principio che si ha il diritto a una vita sociale, solo se si fa quello che il governo chiede e cioè se ci si vaccina. Anzi, se ci si continua a vaccinare visto che già si parla di terza dose e poi di richiami. Ma un diritto condizionato non è più un diritto.Quello che sta accadendo è molto più della discriminazione. È creare una nuova classe sociale che è quella di non-cittadini.

È la creazione voluta di un’insanabile spaccatura ideologica, dentro le famiglie, dentro le categorie professionali, tra le due fazioni contrapposte dei vaccinati eletti e dei reietti NO-VAX, che finisce con il generare un clima di odio reciproco. Siamo quelli che non hanno voce e che non sono rappresentati da alcuna forza politica, quotidianamente screditati e additati al pubblico ludibrio.Siamo quelli che a causa dell’etichetta di NO-VAX hanno tutto da perdere in questa società: nel lavoro, nei contesti sociali, in famiglia. Ma da oggi per i media mainstream, per i maître à penser, io sono al pari di milioni di americani, italiani e cittadini del mondo, oltre che una “cogliona ignorante, una criminale da arrestare”.

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Tisane ai pesticidi: trovate tracce di chlorpyrifos e glifosato. Lidl Bio tra i prodotti peggiori del test tedesco

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tisane contaminate supermercato
SAMSUNG CSC

Un nuovo test ha trovato tracce di pesticidi come chlorpyrifos (vietato) e glifosato in alcune tisane testate, anche biologiche

Chi ama tè e tisane le beve frequentemente e non solo in inverno o autunno. Ma cosa contengono davvero al loro interno? Un nuovo test condotto in Germania ne ha analizzate e confrontate 50 diverse, scoprendo che alcune contengono pesticidi (anche vietati) e tossine vegetali.

La rivista Öko-Test ha preso a campione 50 miscele di tisane in bustina o sfuse (tra cui 21 biologiche). Si tratta nella maggior parte dei casi di prodotti tipici del mercato tedesco ma alcune tisane si trovano da acquistare anche in Italia.

L’obiettivo dell’analisi era di valutare se questi prodotti  sono davvero sicuri e privi di sostanze nocive.

I risultati

Fortunatamente, oltre la metà dei prodotti, sono stati promossi con il massimo dei voti e altre 5 tisane hanno ottenuto un buon punteggio.

Sono state però 11 le tisane considerate da evitare, soprattutto per via dei residui di pesticidi e tossine vegetali trovate al loro interno.  In particolare, la rivista segnala la presenza di un insetticida particolarmente discutibile, si tratta del chlorpyrifos, che non può più essere utilizzato nell’Ue dall’aprile 2020 ma che, evidentemente, in qualche modo è finito in alcuni prodotti (si pensa ad un inquinamento di fondo, considerato che la sostanza è stata in uso per decenni ed è molto persistente).

Si sospetta che il chlorpyrifos influenzi negativamente il patrimonio genetico e lo sviluppo neurologico e si tratta di un pesticida particolarmente pericoloso per i bambini, inoltre questa sostanza è altamente tossica per le api. Purtroppo, tracce di questo insetticida sono state trovate anche in alcune tisane biologiche. 

Öko-Test  ha valutato i residui dell’insetticida vietato, considerando come “insoddisfacenti” le tisane che li avevano a livelli superiori al massimo di 0,01 mg/kg, applicato a tutti gli alimenti dopo il divieto. Tuttavia, specifica la rivista, poiché tutti i livelli di chlorpyrifos determinati sono solo leggermente al di sopra del livello massimo, è stato consentito vendere i prodotti interessati.

E nelle tisane non manca neppure il glifosato che è stato trovato in 6 prodotti, svalutati anche se presente in basse concentrazioni. 

Altre sostanze individuate dal laboratorio sono state gli alcaloidi pirrolizidinici (PA), in dieci miscele di tisane, e gli alcaloidi tropanici (TA) in una tisana in quantità che sono state considerate dagli esperti tedeschi “aumentate” o “molto aumentate”.

Questi composti tossici si trovano naturalmente nelle erbacce, il problema è quando entrano accidentalmente nel raccolto di tè e tisane.  Pochissime di queste erbe infestanti che si trovano sopra o anche vicino a un campo sono sufficienti a contaminare grandi quantità di materie prime. A differenza dei germi, gli alcaloidi non possono essere distrutti dall’acqua bollente, ma finiscono nell’infuso.

Öko-Test avverte che tali tossine delle piante possono mettere in pericolo la salute:

I PA – se consumati in piccole quantità per un lungo periodo di tempo – possono danneggiare il fegato e sono anche potenzialmente cancerogeni e mutageni. Al contrario, gli AT sono acutamente tossici e, in grandi quantità, possono portare a sonnolenza, mal di testa o nausea. I bambini piccoli e le persone con problemi cardiaci in particolare sono a rischio di alti livelli di AT; i potenziali rischi per la salute della PA, invece, colpiscono tutti.

Gli esperti tedeschi ci danno un consiglio molto prezioso per evitare, almeno in parte, il rischio che presenta il consumo di alcune tisane, ovvero quello di prepararle sempre con acqua bollente per eliminare eventuali germi presenti nel prodotto e magari sfuggiti ai controlli.  

Dal momento che vengono uccisi in modo sicuro a temperature di 100 gradi , il tè alle erbe e alla frutta dovrebbe sempre essere preparato con acqua bollente. Questo non è assolutamente necessario per i tè neri e verdi, poiché passano attraverso alcune fasi di lavorazione a oltre 100 gradi.

La classifica delle tisane

Tra le tisane migliori vi segnaliamo i due prodotti Sonnentor, gli Yogi Tea e il Pukka Relax ma anche la tisana Lord Nelson (di Lidl).

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Articolo di GreenMe

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Green pass, Cacciari: “Valido un anno? Ormai siamo paese dei balocchi”

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L’ex sindaco di Venezia all’Adnkronos: “Credevo fosse scontato che il green pass andasse bene per la vita”

“Almeno chi lo ha fatto non dovrà rivaccinarsi. Ci manca solo che bisogna vaccinarsi ogni mese adesso. Avevo inteso che la durata fosse eterna”. Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia, commenta così all’Adnkronos la durata estesa a un anno del Green pass. D’altronde, aggiunge sul provvedimento descritto insieme al collega Giorgio Agamben “da regime dispotico”, “poi cosa intendono fare, un’altra campagna di vaccinazione obbligatoria per il 90% degli italiani che già era vaccinato?

A questo punto, non so, rendiamo obbligatorio anche il vaccino per l’influenza, visto che poi questo virus diventa esattamente come quello dell’influenza, destinato a indebolirsi col passare del tempo. Credevo fosse scontato che andava bene per la vita il green pass, ormai siamo in un paese dei balocchi, della fantasia al potere”.

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Fonte: ADNKRONOS

La presentatrice della BBC Lisa Shaw è morta per complicazioni del vaccino Covid

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Shaw è morta per un’emorragia cerebrale causata da un coagulo di sangue tre settimane dopo la sua prima dose di AstraZeneca

Una famosa presentatrice radiofonica della BBC è morta a causa delle complicazioni del vaccino contro il coronavirus AstraZeneca. Queste le conclusioni del medico legale.

Lisa Shaw, che ha lavorato per BBC Radio Newcastle, è morta alla Royal Victoria Infirmary della città a maggio, poco più di tre settimane dopo la sua prima dose del vaccino sviluppato dagli accademici dell’Università di Oxford.

L’inchiesta ha appreso che Shaw, 44 anni, era stata ricoverata in ospedale dopo che i medici che indagavano sulle sue denunce di mal di testa avevano scoperto che aveva subito un’emorragia cerebrale.

Karen Dilks, il medico legale senior per Newcastle, ha dato una conclusione narrativa. “Lisa è morta a causa delle complicazioni di un vaccino AstraZeneca Covid”.

Shaw, che è stata chiamata con il suo nome da sposata, Lisa Eve, durante l’udienza, ha iniziato a lamentarsi di mal di testa pochi giorni dopo la sua vaccinazione. Alla fine ha visitato un reparto di pronto soccorso dell’ospedale a Durham, dove le è stato diagnosticato un coagulo di sangue .

È stata trasferita alla Royal Victoria Infirmary dove ha ricevuto una serie di trattamenti, incluso il taglio di una parte del cranio per alleviare la pressione sul cervello, ma nonostante questi sforzi è morta il 21 maggio.

Suo marito, Gareth Eve, ha partecipato all’inchiesta con altri membri della famiglia.

Tuomo Polvikoski, un patologo, ha detto al medico legale Shaw era in forma e in buona salute prima di ricevere il vaccino. Alla domanda sulla causa alla base della coagulazione fatale nel suo cervello, ha affermato che le prove cliniche “supportano fortemente l’idea che sia stata, effettivamente, indotta dal vaccino”.

“Sulla base delle informazioni cliniche disponibili, sembra essere la spiegazione più probabile”, ha affermato.

La morte di Shaw è arrivata settimane dopo che il comitato consultivo sui vaccini del Regno Unito ha limitato l’uso del vaccino Oxford/AstraZeneca agli over 40, dopo rare segnalazioni di riceventi che hanno sviluppato insoliti coaguli di sangue con piastrine basse. Un certo numero di altri paesi ha imposto restrizioni simili o sospeso completamente l’uso del vaccino.

Le morti legate ai coaguli sono ancora più rare. T qui sono stati 72 decessi nel Regno Unito, dopo 24,8 milioni di prime dosi e 23,9 milioni di seconde dosi di vaccino AstraZeneca.

La dottoressa Alison Cave, responsabile della sicurezza presso l’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari che approva i vaccini per l’uso nel Regno Unito, ha affermato che i benefici dei vaccini Covid superano i rischi e ha esortato le persone a farsi avanti per la vaccinazione se ne hanno diritto. Ha detto: “La morte di Lisa Shaw è tragica e i nostri pensieri sono con la sua famiglia.

“Come per qualsiasi grave effetto collaterale sospetto, i rapporti sui decessi vengono valutati da noi, inclusa una valutazione dei dettagli post-mortem, se disponibili. Esamineremo il verdetto del medico legale”.

La famiglia ha rilasciato una dichiarazione, che recitava: “Questo è un altro giorno difficile in quello che è stato un momento devastante per noi. La morte della nostra amata Lisa ha lasciato un terribile vuoto nella nostra famiglia e nelle nostre vite.

“Era davvero la moglie, la mamma, la figlia, la sorella e l’amica più meravigliosa. Abbiamo detto tutto ciò che vogliamo dire in pubblico in questo momento e chiediamo di essere lasciati soli a piangere e ricostruire le nostre vite in privato. Grazie.”