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Dott.Gava: Ecco di cosa di muore oggi in Italia

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roberto gava coronavirus
OGNI ANNO in Italia le persone muoiono principalmente per queste malattie:
– il 36% (circa 230.000 persone) per malattie dell’apparato cardiocircolatorio (infarto cardiaco, scompenso cardiaco, aritmie, ictus cerebrale, etc.),
– il 28% (circa 180.000 persone) per cancro,
– l’8% (circa 54.000 persone) per malattie dell’apparato respiratorio (polmonite, asma, etc.),
– il 5% (circa 30.000 persone) per malattie metaboliche, infettive, neurologiche (diabete, infezioni, sclerosi multipla, demenza, etc.).

La cause delle patologie

Quello che dobbiamo assolutamente capire è che ogni patologia ha la sua causa specifica, ma oggi possiamo dire che tutte queste patologie hanno sempre alla loro origine anche alcuni nostri errori, sociali e/o personali:
– l’inquinamento ambientale (chimico, acustico ed elettromagnetico),
– lo stress psichico (personale, familiare, lavorativo, sociale, ecc.),
– lo stress biologico (per carenza di molti nutrienti essenziali),
– un errato stile di vita (errori alimentari, poco movimento, non rispetto dei ritmi biologici, etc.),
– l’abuso farmacologico, il fumo, l’alcol e molti altri vizi.

Errori nello stile di vita e stress ossidativo

Questi errori comportano un lento e graduale squilibrio del nostro organismo che pone le basi per lo stress ossidativo, l’acidosi metabolica, l’infiammazione cronica di basso grado, l’aumento del colesterolo, della pressione arteriosa e del peso corporeo, anche fino al diabete mellito. Da qui è facile evolvere verso le vasculopatie ischemiche, specialmente carotidee, cerebrali o degli arti inferiori.
E così il cuore si indebolisce e, tanto lentamente quanto silenziosamente, possono comparire alcune aritmie (dalle extrasistoli fino alla fibrillazione atriale, che oggi è sempre più frequente anche tra i giovani) per giungere silenziosamente, piano piano, anno dopo anno, allo scompenso cardiaco.
Quest’ultimo comporta da una parte una difficoltà respiratoria che obbliga a ridurre l’attività fisica (con facilitazione e/o aggravamento dell’aumento del peso corporeo), dall’altra una ridotta perfusione tessutale e quindi una scarsa ossigenazione cellulare con riduzione di tutte le funzioni biologiche e un graduale ma inesorabile indebolimento dell’intero organismo.

Malattie croniche e malattie degenarative

Se questa situazione non viene interrotta e dovesse aggravarsi, il passo successivo implica la formazione di circoli viziosi negativi auto-mantenentesi e auto-aggravantisi che possono evolvere o verso la morte o verso una patologia oncologica (che rappresenta il massimo squilibrio tessutale dell’organismo) oppure verso un deterioramento silente, ma spesso inarrestabile, della persona con graduale sviluppo di patologie neurodegenerative oggi ancora irreversibili: la demenza, il morbo di Alzheimer e alcune forme di depressione o di neuropatia sia centrale che periferica.
È ovvio che una tale condizione compromette la qualità della nostra vita quotidiana e più ancora può accorciarne la durata.
Nonostante le suddette patologie possano sembrare un rischio lontano, in realtà sono uno dei percorsi più comuni oggigiorno.
Forse non ce ne accorgiamo, ma si comincia a piccoli passi, con qualche esame del sangue alterato, con la pressione arteriosa che sale e qualche disfunzione organica che diventa sempre più frequente, con un aumento eccessivo della stanchezza e con la perdita della voglia di combattere e talvolta anche di vivere.
Non è detto che tutto questo anticipi la morte, ma è sicuramente la più comune causa di sofferenza e una buona premessa per rendere poco piacevole la nostra vita.
Eppure, sarebbe tutto evitabile se noi migliorassimo il nostro stile di vita!
Ma come possiamo migliorare ciò che non conosciamo o addirittura che riteniamo già corretto?
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Ecco le mascherine “giarrettiera” di Fca per le scuole. I soldi del governo sono stati spesi bene?

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mascherine FCA

Perché destano perplessità e polemiche le mascherine prodotte da Fca e acquistate per conto del governo dal commissario Arcuri che stanno arrivando in questi giorni alle scuole

Nel pieno della crisi sanitaria della scorsa primavera, quando le mascherine erano introvabili, men che meno quelle a 50 centesimi di Domenico ArcuriGiuseppe Conte chiamò a raccolta i maggiori industriali italiani chiedendo loro di riconvertire la produzione per creare gli agognati dispositivi di sicurezza. In estate il governo siglò il “patto della mascherina” con John Elkann.

Fca, che aveva interrotto la produzione e visto bloccarsi l’export dei suoi veicoli, non era rimasta con le mani in mano e aveva già attrezzato negli stabilimenti di Torino Mirafiori e Pratola Serra nell’avellinese decine di linee adibite alla produzione di mascherine lungo 16 mila metri quadrati che avrebbero consentito nell’immediato a 600 tute blu di tornare al lavoro.

Le mascherine FCA, fotografate da una mamma

Una operazione “win win”: da un lato si sarebbe permesso a Fca, azienda strategica per il nostro Paese, operante nel settore che più di tutti ha subito i danni maggiori per il Coronavirus, di tornare a lavorare, almeno a regime minimo.

Dall’altro consentiva al governo di produrre materiale tanto importante in casa, disponibile a chilometro zero, e avere la garanzia che fosse di qualità, non come le (tante) fregature comprate a scatola chiusa dalla Cina.

LE MASCHERINE FCA SONO DI QUALITA’?

La domanda che ci si pone ora è se le mascherine griffate Fca siano davvero di qualità. Non ne è molto convinto il senatore Gianluigi Paragone, ex grillino, oggi del gruppo Misto, che le ha sventolate a lungo a Palazzo Madama durante il suo intervento, tra l’ilarità degli altri parlamentari e i richiami della presidente di turno, la sua ex collega di partito, Paola Taverna. “Le mascherine made in Fca pagate dagli italiani, i finti soldi del Recovery Fund, i ricchi sempre più ricchi e i lavoratori sempre più sfruttati. Istantanea di un Paese che affonda con la complice incapacità e malafede del governo Conte”, ha scritto poi Paragone su Facebook a corredo del suo intervento.

“Le mascherine made in FCA pagate dagli italiani, i finti soldi del recovery, i ricchi sempre più ricchi e i lavoratori sempre più sfruttati. Istantanea di un Paese che affonda con la complice incapacità e malafede del governo Conte.”

Pubblicato da Gianluigi Paragone su Martedì 13 ottobre 2020

Sono la Fiat Duna delle mascherine”, ha invece commentato in aula il senatore, facendo riferimento a un vecchio modello noto per essere tra le automobili auspicabilmente dimenticabili del Lingotto. “Buone forse per spolverare, sembrano più giarrettiere”.

LE MASCHERINE FCA HANNO RIMESSO IN MOTO GLI STABILIMENTI

Eppure la commessa del governo di milioni di mascherine ha riavviato gli stabilimenti Fca in un periodo di crisi nera per il settore automobilistico. Nelle ultime settimane sono state portate a 19 le linee nello stabilimento in provincia di Avellino e a 25 nella storica fabbrica torinese di Mirafiori.

Le mascherine FCA fotografate da una mamma

A regime è prevista una produzione giornaliera di 800 dpi al minuto, per un totale di 27 milioni di mascherine e l’impiego di circa 600 lavoratori, operativi su tre turni, con contratti che andranno da sei ai 12 mesi, selezionati tra gli operai monoreddito.

Una parte delle tute blu si occuperà di logistica, una parte verrà destinata alla parte meccanica e l’ultima all’imballaggio dei dispositivi di protezione che saranno poi inviati dal Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19 per essere distribuiti sul territorio nazionale attraverso la Protezione Civile dove più ce ne è bisogno.

Alcune delle immagini pubblicate su Facebook da una mamma

LE MASCHERINE FCA SONO ARRIVATE NELLE SCUOLE e DESTANO PERPLESSITA’

Negli ultimi giorni le mascherine Fca sono arrivate anche nelle scuole e pure alcune madri si stanno ponendo dubbi importanti circa la loro effettiva qualità. In un post per esempio, una mamma di una alunna di un liceo di Treviso lamenta: “gli elastici non sono posizionabili dietro alle orecchie, ma debbono passare dietro la testa, cosa impossibile per le donne, a meno che abbiano capelli cortissimi, perché scivolano giù.

Inoltre non hanno l’anima in metallo per sagomarle sul naso, quindi non aderiscono e sono impossibili da usare con gli occhiali”. Forse, visto che in ballo c’è la salute pubblica, non solo il denaro pubblico, bisognerebbe che della questione delle mascherine Fca si occupasse ora una apposita commissione parlamentare per appurare che riescano davvero a proteggere chi le indossa e chi gli sta attorno.

Alcune delle immagini pubblicate su Facebook da una mamma

Startmag.it

A Milano apre il primo cannabis social club: sarà come quelli spagnoli e intitolato a Pannella

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cannabis social club milano

A Milano apre il primo cannabis social club: sarà come quelli spagnoli e intitolato a Pannella

Apre a Milano il primo cannabis social club, creato sul ‘modello spagnolo’. Inaugurato venerdì 9 ottobre in via Brusuglio 70, zona Affori, si chiama The Hemp Club ed è stato intitolato a Marco Pannella, da sempre a favore della legalizzazione della cannabis.

Come funziona il cannabis social club

Tutti potranno iscriversi all’Hemp, poi al raggiungimento dei primi cento tesserati verranno seminate le prime piante di cannabis che serviranno a chi, tra gli iscritti, dietro ricetta medica, potrà farne uso per motivi terapeutici direttamente all’interno del centro.

“Come associazione aiutiamo il pubblico a reperire ricette mediche per l’uso di cannabinoidi – ha spiegato il presidente di The Hemp Club, Raffaello D’Ambrosio -. Le persone devono essere libere di coltivarsi la propria cura liberamente e noi abbiamo creato un centro in cui possono ritrovarsi”.

Per quanto riguarda l’aspetto legale della coltura della cannabis, il club si è avvalso di un legale. “Sono qui per tutelare l’associazione e gli iscritti – ha messo in luce l’avvocato penalista di Milano Filippo Maria Molinari -. I controlli li faremo noi stessi perché il club farà notifiche in prefettura e al comando di polizia di quello che avviene qui dentro. All’interno del centro non si svolge un’attività illegale ma culturale”.

All’apertura del Hemp Club ha presenziato anche Michele Usuelli consigliere regionale di +Europa, che ha dichiarato: “È dovere della buona politica sostenere questa iniziativa. Mi iscriverò a questa associazione dove i cittadini potranno cercare l’aiuto di medici per la prescrizione di cannabis come farmaco. Questa iniziativa si inserisce in una battaglia a più ampio spettro per la legalizzazione delle droghe”.

Fra i clienti e soci del club potranno esserci anche i malati di Parkinson. “Non c’è una cura per la nostra malattia – ha messo in luce all’inaugurazione del club, Brigida Zumbo, presidente dell’associazione Italiana Giovani Parkinsoniani – ci sono farmaci che ci aiutano ma allo stesso tempo ci intossicano ed è stato dimostrato che la canapa è perfetta per noi.

Si è infatti rivelata un forte rilassante che è quello che ci serve per calmare i crampi dolorosi, gli stati di ansia ed i disturbi del sonno. La marijuana data dallo Stato non è mai abbastanza, vogliamo essere liberi di produrla, inoltre, questo centro può aiutare i giovani malati che tendono a chiudersi in casa a incontrare e conoscere persone”.

Milano.today

Johnson & Johnson sospende la sperimentazione del vaccino Anti-Covid

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vaccino anticovid
© MICROGEN IMAGES/SPL/ Science Photo Library RF / Agf - Vaccino

La multinazionale Usa fa sapere che uno dei partecipanti allo studio si è “inaspettatamente ammalato”

Il gruppo farmaceutico Johnson & Johnson ha sospeso i test clinici per il vaccino contro il Covid-19 dopo che uno dei volontari ha contratto “una malattia inspiegabile”. L’annuncio, dato dalla stessa società, è una nuova doccia fredda nella corsa al vaccino contro il virus che sta paralizzando il mondo.

“Abbiamo temporaneamente sospeso il dosaggio aggiuntivo in tutti i nostri studi clinici di un vaccino sperimentale contro il Covid-19, compreso l’intero studio della fase 3, a causa di una malattia inspiegabile comparsa in un partecipante”, si legge in una dichiarazione della casa farmaceutica.

La sospensione porta anche alla chiusura della piattaforma di registrazione online per reclutare i partecipanti alla fase 3 dello studio. Nel frattempo è intervenuta la commissione indipendente per la sicurezza dei pazienti per fare le sue indagini.

Gli eventi avversi gravi sono “una componente attesa di qualsiasi studio clinico, in particolare negli studi di grandi dimensioni”, ha rassicurato Johnson & Johnson. I protocolli aziendali prevedono la sospensione di uno studio per determinare se l’evento avverso grave sia correlato al farmaco oggetto di valutazione e se sia poi possibile riprendere la sperimentazione.

Il reclutamento di volontari per la fase 3 degli studi clinici Johnson & Johnson era partito alla fine di settembre, con l’obiettivo di coinvolgere 60 mila partecipanti in più di 200 luoghi negli Stati Uniti e in altri Paesi. I test si stavano svolgendo anche in Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Perù e Sudafrica.

Johnson & Johnson era così diventato il decimo gruppo al mondo a condurre le valutazioni di fase 3 contro il nuovo coronavirus e il quarto negli Stati Uniti. E proprio Washington aveva concesso al gruppo finanziamenti per circa 1,45 miliardi di dollari, nell’ambito dell’operazione Warp Speed voluta dalla Casa Bianca per ottenere il prima possibile un vaccino.

I test sono ripresi in Giappone all’inizio di ottobre ma non negli Stati Uniti, dove il gigante farmaceutico afferma di collaborare con le autorità farmaceutiche.

Come funziona il vaccino di Johnson&Johnson

Il vaccino messo a punto da Janssen si basa su un vettore virale non replicante, ed è dello stesso tipo di quello sviluppato da AstaZeneca, da Cansino Biologics in China e da Reithera e dall’Istituto Lazzaro Spallanzani. Quello di Janssen è appena arrivato alla fase III di sperimentazione.

Si tratta di un vaccino che richiede, al contrario di molti altri in fase finale di sperimentazione, una singola somministrazione. La sperimentazione di fase III, definita “Ensamble” è uno studio clinico randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo ed è costruito per verificare l’efficacia e la sicurezza di una singola dose di vaccino rispetto al placebo.

Il candidato vaccino di J&J si basa su una singola dose di un adenovirus, che causa il comune raffreddore, modificato in modo che non possa replicarsi e combinato con una parte del coronavirus Sars-CoV-2 chiamata proteina spike che viene utilizzata per infettare le cellule umane.

Il laboratorio Johnson & Johnson aveva utilizzato la stessa tecnica per il suo vaccino contro la febbre emorragica Ebola, la cui commercializzazione è stata approvata dalla Commissione Europea a luglio.

Lo scorso settembre, anche le sperimentazioni cliniche del candidato vaccino contro il Covid-19 sviluppato da AstraZeneca e dall’Università di Oxford, considerata una delle più promettenti, erano state interrotte dopo che un partecipante britannico aveva sviluppato una patologia inspiegabile .

 

L’Olio di Tea Tree rimuove i pidocchi naturalmente senza uso di prodotti chimici. Ecco come fare

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olio di tea tree

I pidocchi possono essere rimossi senza usare sostanze chimiche tossiche e senza spendere molti soldi. La chiave è nel pettine e nell’olio di Tea Tree

Qualcosa che non piace a nessun genitore è vedere la testa dei propri figli coperta di pidocchi. I pidocchi sono una delle cose che i genitori temono di più. Tuttavia, se sei un genitore, probabilmente hai avuto a che fare con loro almeno una volta. È una cosa comune, ogni giorno centinaia di bambini tornano da scuola, dal parco, dalle loro attività extrascolastiche, con i pidocchi in testa.

Il pettine e i pidocchi

Uno studio pubblicato di recente sul British Medical Journal ha scoperto che pettinare i capelli bagnati con un pettine per pidocchi appositamente progettato era quattro volte più efficace nel rimuovere i pidocchi rispetto a malathion, permetrina, piretrina o piperil butossido, i costituenti chimici di molti shampoo da rimuovere pidocchi. Molti pidocchi sono diventati resistenti ai pesticidi più comunemente usati negli shampoo per pidocchi.

Il pettine ideale sarà di metallo, dovrebbe avere denti lunghi finemente distanziati e lo spazio tra il manico ei denti sarà sigillato, in modo che i pidocchi vivi non possano nascondersi all’interno.

Usa clip / pinzette per dividere i capelli bagnati in piccole sezioni e lavora con una sezione alla volta. Pettina il cuoio capelluto, depositando i pidocchi e le uova in una ciotola di acqua e sapone.

Shampoo a base di pidocchi con pesticidi

Sempre più spesso i genitori scoprono che gli shampoo per pidocchi a base di sostanze chimiche non funzionano. Questo è il motivo per cui il numero di genitori che scelgono di non usare shampoo a base di pesticidi è in aumento.

Questi genitori attenti alla sicurezza non vogliono applicare un pesticida al cuoio capelluto del loro bambino che può essere assorbito nel flusso sanguigno e circolare in tutto il corpo (il cuoio capelluto è una delle parti più assorbenti del corpo).

Forse si rendono anche conto che i pidocchi sembrano sviluppare resistenza ai pesticidi, proprio come molti batteri hanno sviluppato resistenza agli antibiotici a causa del loro uso e abuso.

Un ulteriore vantaggio è che anche questi genitori non inviano questi pesticidi nelle nostre acque reflue e, infine, nelle nostre acque sotterranee.

LEGGI ANCHE: Semi di Pompelmo – antibiotico naturale che protegge dalle infezioni e disinfetta

Olio di Tea Tree e pidocchi

Il Tea tree oil è una soluzione naturale che uccide immediatamente i pidocchi se li hai e li tiene lontani prima che possano apparire.

Se non vuoi usare pesticidi chimici sulla testa del tuo bambino, prendi in considerazione il trattamento con vermifughi naturali come l’olio dell’albero del tè e un pettine a denti fini, chiamato anche nit. Puoi anche usare l’olio essenziale di melaleuca per prevenire future epidemie di pidocchi.

Prima di utilizzare l’olio dell’albero del tè, è necessario testare una piccola area della pelle prima di applicarla sul cuoio capelluto per assicurarsi che l’utente non sia allergico. Non applicare il Tea Tree Oil direttamente sul cuoio capelluto senza prima aver testato una piccola area per escludere possibili reazioni avverse. Non applicare l’olio essenziale dell’albero del tè senza diluirlo in altri oli.

In caso di assenza di reazioni avverse, applicare 6 gocce di olio di tea tree sui palmi delle mani insieme ad altre 12 gocce di olio per il corpo (per ridurre l’olio essenziale dell’albero del tè) e massaggiare bene su tutti i capelli. Indossa una cuffia da doccia e tienila accesa per mezz’ora. Quindi lavare i capelli con una miscela di shampoo per capelli e 10-15 gocce di olio di melaleuca. Lavate la testa con questo composto e lasciate riposare per qualche minuto. Infine, sciacquare bene i capelli.

Dopo aver lavato i capelli, è necessario rimuovere le lendini (uova dei pidocchi) con un pettine speciale per questa funzione, chiamato nit. È un fastidio convincere i bambini a stare fermi, ma è assolutamente essenziale se vogliamo sbarazzarci dei pidocchi. Un aiuto è fare questo passaggio davanti alla televisione, in questo modo saranno intrattenuti guardando il loro film preferito e noi potremo pettinarli a fondo.

Per garantire la totale eliminazione di pidocchi e lendini, dobbiamo continuare a cercare ed eliminare le lendini per almeno 2 settimane, dopo ogni lavaggio della testa con la miscela di shampoo e 6 gocce di tea tree oil.

Usa lo shampoo all’olio essenziale di melaleuca sulla testa dei tuoi figli almeno una volta alla settimana dopo aver rimosso l’infestazione come trattamento preventivo.

Come fare lo spray di Tea Tree

È anche molto efficace aggiungere 12 gocce di tea tree oil in ¼ di litro d’acqua e metterlo in un flacone spray. Spruzzare la mattina prima di portare i nostri figli a scuola.

Tutti gli articoli lavabili, compresi i vestiti e la biancheria da letto, che hanno toccato la testa devono essere lavati in acqua calda e asciugati in un’asciugatrice calda.

Mescoleremo anche dieci gocce di olio essenziale di melaleuca in un flacone spray e spruzzeremo il rivestimento.

Insegna ai bambini a non condividere mai oggetti personali come asciugamani, spazzole per capelli, cappelli, ecc. Questo può ridurre notevolmente il rischio che i tuoi figli lo ricevano.

Se trovi i pidocchi nei capelli di tuo figlio, il tea tree è la soluzione. È un antiparassitario naturale, senza prodotti chimici.

I pidocchi non sono molto schizzinosi e non si preoccupano se i tuoi capelli sono puliti o sporchi. Cercano un ospite di cui nutrirsi e sceglieranno sia i “ricchi” che i “poveri”.

L’ Olio di Tea Tree, essendo un antiparassitario naturale può essere usato tranquillamente tutti i giorni, anche nei bambini.

Misure anti-Covid, mascherina obbligatoria anche per i runner. Il Viminale poi chiarisce l’equivoco

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sport coronavirus

L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto vale anche per chi fa attività motoria, ma non se si sta facendo sport. La precisazione arriva da una circolare del Viminale rivolta ai prefetti per spiegare le misure adottate con l’ultimo decreto legge approvato dal governo il 7 ottobre scorso. Nel documento firmato nella serata di sabato dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi si legge che la disposizione che prevede l’uso della mascherina “esenta dall’obbligo di utilizzo solo coloro che abbiano in corso l’attività sportiva e non quella motoria, non esonerata, invece, dall’obbligo in questione”.

Una frase che ha creato confusione: i runner devono indossare la mascherina? “Sostenere che si debba usare la mascherina anche mentre si corre è semplicemente assurdo. Spero che il governo ci ripensi subito“, ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Poco dopo però è arrivato il chiarimento del Viminale: per attività motoria, sottolinea il ministero, “deve intendersi la mera passeggiata e non la corsa, anche quella svolta con finalità amatoriali, in quanto riconducibile ad attività sportiva”.

Quindi, conclude, “jogging e footing potranno continuare a svolgersi senza obbligo di mascherina”. I runner, quindi, potranno continuare a correre senza protezione.

La precisazione sull’attività motoria si è resa necessaria perché nelle bozze del decreto circolate nei giorni scorsi era scritto che dall’obbligo di utilizzare la mascherina erano esentati “i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva o motoria“, ma nel testo pubblicato in Gazzetta l’esenzione è rimasta solo per coloro che fanno attività sportiva.

La notizia arriva nel giorno in cui il Comitato tecnico scientifico (Cts) si riunisce con il ministro della Salute Roberto Speranza per tracciare le nuove regole anti-contagio: tra le novità del nuovo Dpcm dovrebbe esserci anche la quarantena accorciata a 10 giorni – come in Germania – e i limiti alla movida. Dal tavolo degli esperti usciranno infatti le restrizioni pensate per fermare la crescita dei positivi: la chiusura dei bar e delle rivendite di alcolici alle 24 e il divieto di consumare davanti ai locali fin dalle 21. Ma anche i limiti per le feste private, nonché per gli sport amatoriali di contatto, come il calcetto. Sarà ulteriormente incoraggiato lo smartworking. Sabato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha discusso del provvedimento a Palazzo Chigi con il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, il sottosegretario alla Presidenza, Riccardo Fraccaro e i capidelegazione. La riunione è durata oltre 3 ore, la posizione è sostanzialmente unanime, chiudere qualcosa ma non troppo.

Il TG2 RAI: SCIE CHIMICHE entro il 2022 tutti i cieli saranno irrorati con particelle di alluminio

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scie chimiche

È ufficiale la notizia è stata data al TG2 della RAI rete nazionale  in merito alle scie chimiche.

Il Team di studiosi AMERICANI ha avuto il via libera è l’anno prossimo prenderà letteralmente il volo.

Prima spruzzerà vapore acque o carbonato di calcio, poi se avrà successo nel 2022 si passerà a particelle piccolissime di un millesimo di millimetro = nanoparticelle, e il TG si è ben guardato dall’annunciare che stiamo parlando di nanotecnologie.

Ecco come viene calcolata la dimensione di una particella secondo il il sistema metrico internazionale (0,001 metri = 1mm, un millesimo di millimetro = 0,000001 che significa 1 mm = e 1000 micro equivale a 10[-6] nanometro. il suo millesimo equivale a 0,001 = 1 micrometro (1µ) e equivale a 1000 nanometro). Quindi parliamo di particelle pericolose per l’organismo in quanto non filtrabili, con dimensioni nano 10[-9] . Un progetto di Geoingegneria dichiarato ufficialmente a piena voce non solo è stato fatto intendere qui indichiamo che il progetto AMERICANO è in atto.

Pero fortuna che gli italiani erano tutti Complottisti, pazzi e visionari.
Grandi discussioni con professori che dichiaravano l’impossibilità di manipolare il Clima..

L’umanità ha creato il problema e lo risolve distruggendolo piuttosto che risolvendolo.

Il carbonio lo si ritrova nella composizione di tutti i cristalli aperiodici che compongono gli esseri viventi e per questo è l’atomo alla base della chimica detta appunto “organica”. La struttura dell’atomo di carbonio presenta nel guscio esterno quattro “ganci” che gli permettono di legarsi ad altri atomi di carbonio come ad atomi che presentano un minor numero di questi appigli.

In chimica si dice che l’atomo di carbonio è tetravalente indicando così che può accettare quattro elettroni da atomi che, anche loro incompleti, sono disposti a condividere i propri elettroni esterni per trovare una stabilità energetica. Possiamo vedere la cosa immaginando che due o più atomi ruvidi, agganciandosi tra loro, tentino di formare una sfera liscia più grande, una molecola.

Ossido di alluminio (o allumina) è l’ossido ceramico dell’alluminio caratterizzato da formula chimica Al2O3. Questo materiale, all’apparenza molto fragile e poco utilizzabile, risulta invece fondamentale in campo industriale, per le sue proprietà quali la resistenza agli acidi, l’elevata conducibilità termica, e la scarsa conducibilità elettrica, ed è anche catalizzatore d’interesse industriale.

Viene utilizzato in moltissimi campi, quali l’industria dei laterizi, dei refrattari e delle ceramiche, l’elettronica e la meccanica, oltre ad essere usata nella biomedica come materiale di innesto. È la base di alcuni minerali come rubino e zaffiro, che si differenziano a seconda delle impurezze metalliche presenti nel reticolo cristallino.

A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore. Dal punto di vista elettrico è un isolante. Viene utilizzato nella crescita epitassiale di dispositivi elettronici come substrato, considerando il buon matching reticolare che consente con alcuni dei semiconduttori più utilizzati.

L’allumina può presentarsi nelle seguenti forme polimorfe, le quali si differenziano principalmente per la loro struttura cristallina:

α-allumina
β-allumina
γ-allumina
δ-allumina
η-allumina
θ-allumina
χ-allumina.

Relazione tra Allumina e Scie Chimiche, Secondo LIBRE S.C. spiega cosa è successo già nel 2017 attraverso l’articolo che segue:

Oscurare il cielo, per raffreddare la Terra. Contrordine, ragazzi: le scie chimiche esistono, e sono utili, anzi utilissime. A spiazzare i “negazionisti” ora è un team di ricercatori dell’università statunitense di Harvard, che ha messo nero su bianco un progetto già in fase di attuazione: mettere in volo palloni sonda al fine di disseminare il cielo di una nube chimica di particolato, allo scopo dichiarato di ridurre le temperature terrestri.

“Uno scudo chimico contro il global warming”: la notizia è stata prontamente ripresa da tutti i principali media, dalla “Bbc” al “New York Times”, e in Italia anche dal mensile “Focus”, «in passato tra i più feroci oppositori di queste teorie», scrive Riccardo Pizzirani su “Luogo Comune”. «Come sostenuto dai ricercatori “complottisti” che studiano la geoingegneria clandestina e l’effetto di “global dimming” delle scie chimiche, basta irrorare una piccola percentuale del cielo per aumentare significativamente la capacità dell’atmosfera di riflettere i raggi solari: basterebbe l’1% del cielo». Ma il progetto di Harvard si spinge anche più in là, proponendo di «irrorare dal 2 al 4% del cielo per abbassare le temperature di 1,5 gradi centigradi, per riportare la temperatura ai livelli terresti pre-industriali».

Afferrato il senso della proposta, continua Pizzirani, bisognerebbe chiedersi «se è opportuno, etico e giusto» portare avanti un progetto così estremo e rischioso, concepito per «controbilanciare l’imponente consumo di petrolio e altri combustibili fossili, Lo “spettacolo” quotidiano delle scie chimichesenza minimamente ridurlo». Di fatto, con le scie chimiche, «aggiungiamo altro inquinamento volontario per oscurare il cielo», sperando di «restare al fresco e continuare a bruciare carburanti».

Non solo: «La parte più ridicola della stesura del progetto dev’essere stata quella di evitare di menzionare l’uso degli aeroplani, che sono il mezzo più logico per fare queste irrorazioni rapidamente e dove serve, per cercare di dissimulare il fatto che queste cose vengano fatte anche adesso».

Eppure, appena tre anni fa, quando il progetto era ancora in fase di sviluppo, la pubblicazione ufficiale di Harvard non si faceva grossi problemi a mettere nelle immagini gli aerei. Anche la recentissima intervista di “The Verge” all’ideatore del progetto mostra che alcuni velivoli vengono mandati oltre la troposfera, nella stratosfera (a 15 chilometri di altitudine) per rilasciare i composti chimici selezionati: le scie che poi restano visibili nel cielo.

fonti: TG2, Libreidee.org

SCARICA IL PDF – ARPA VENETO – RELAZIONE SU SCIE CHIMICHE

Bassetti: “Malattia covid gestibile e letalità azzerata, basta terrorismo”

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bassetti

Matteo Bassetti, noto virologo e direttore del policlinico San Martino, nonchè professore Ordinario di Malattie Infettive dell’ Università di Genova, in un suo post su facebook tranquillizza gli italiani impauriti dalla costante crescita dei contagi sulla situazione covid.

E’ una malattia più gestibile e curabile nella maggior parte dei casi” ha affermato, sottolineando che “la letalità è praticamente azzerata“. Fa riferimento al policlinico San Martino, struttura dove opera il virologo.
Bassetti ammette l’aumento dei ricoveri rispetto a qualche giorno fa, causato dal rialzo del numero dei contagiati, ma la maggior parte dei pazienti guarisce, pur essendoci qualche caso complesso:

Appena finito il giro con i miei collaboratori dei pazienti ricoverati con Covid nel reparto malattie infettive. I ricoveri crescono, ma per fortuna anche le dimissioni. Rispetto ai giorni terribili della scorsa primavera, assistiamo a ricoveri mediamente più brevi. Abbiamo ancora qualche caso più complesso, ma questi rappresentano la minoranza“.

No alla comunicazione basata sul terrore

La situazione è da tenere sotto stretta osservazione, ma è molto diversa rispetto a marzo e aprile, completamente diversa” quindi bisogna da parte dei mass media “evitare di dare messaggi di terrore“.

Anche perchè come afferma il virologo ora si sa come curare i malati di covid, si conoscono i farmaci da usare e i trattamenti da fare, contrariamente a quanto succedeva a marzo – aprile quando il virus era quasi del tutto sconosciuto e non si avevano ancora le idee chiare sulle cure da somministrare ai malati:

Abbiamo i farmaci, sappiamo come e quando usarli e siamo più sicuri di quello che facciamo” ha affermato.

Se da una parte Bassetti tranquillizza gli italiani, dall’altra invita alla prudenza, sia per evitare un picco di ricoveri che porterebbe di nuovo al collasso il sistema sanitario, sia perchè le misure imposte dal governo su distanziamento e utilizzo delle mascherine hanno fatto sì che questo virus al giorno d’oggi sia più gestibile:

Ora più che mai occorre che tutti i cittadini facciano la loro parte rispettando le misure che conosciamo, ovvero distanziamento, mascherine, lavaggio mani, vaccinazioni e educazione e rispetto” conclude Bassetti.

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Da Cicciolina a Prodi, ripristinati i vitalizi tagliati: uno schiaffo a tutti gli italiani in difficoltà

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cicciolina vitalizi

Gli ex senatori ai quali erano stati tagliati i vitalizi li riavranno tutti indietro, e con gli arretrati. Con il deposito delle motivazioni il 5 ottobre è diventata infatti esecutiva la sentenza di giugno che ha annullato il taglio del 60% dell’ottobre 2018.

Il tribunale interno del senato, la cosiddetta ‘commissione contenziosa’ formata dal presidente Giacomo Caliendo (Forza Italia), Simone Pillon (Lega), Alessandra Riccardi (ex M5s, ora Lega) e da due giuristi, fra cui il relatore Giuseppe Dalla Torre, ha dovuto ammettere che il taglio voluto dai grillini (ma festeggiato ufficialmente da quasi tutti i partiti) “si discosta sensibilmente dai paradigmi costituzionali in materia di certezza del diritto, legalità, eguaglianza, solidarietà, laddove tocca retroattivamente i criteri di calcolo in base ai quali fu a suo tempo determinato, per ciascun parlamentare, il quantum della prestazione dovuta.

Il provvedimento infatti incide sull’atto genetico costitutivo del diritto al vitalizio e non sul rapporto in essere, perché non interviene per giustificate esigenze a limitarne l’importo, ma modifica gli atti con cui furono predisposti i provvedimenti di liquidazione per i singoli parlamentari”.

Una bella staffilata per i demagoghi che s’illudevano di poter toccare impunemente dei diritti acquisiti. La deliberazione cancellata, infatti, disponeva “con effetti retroattivi una nuova determinazione dell’importo dovuto a ciascun ex parlamentare, incidendo su un diritto soggettivo perfetto qual è quello derivante dal provvedimento di liquidazione a suo tempo prodotto”.

Il punto critico riguarda “la revisione dei coefficienti di trasformazione che hanno un effetto distorcente, laddove determinano sensibili riduzioni dei vitalizi negli importi di minore entità, mentre rimangono senza effetto per quelli di importo massimo.

In questo modo si incide, talora accentuatamente, sulla qualità della vita dei percettori di vitalizi di minore consistenza, con l’effetto sul piano giuridico di intaccare principi costituzionali posti a garanzia della dignità della persona umana, della eguaglianza non solo formale ma anche sostanziale, e della solidarietà”.

La sentenza, insomma, stabilisce che la tesi degli “ex parlamentari ladri” è falsa e diffamatoria. E che il taglio dei vitalizi viola la Costituzione e l’abc dello stato di diritto. Intanto, però, in questi due anni un centinaio di ex parlamentari che attendevano il giudizio della corte sono defunti. Rossana Rossanda, per esempio, che aveva perso il 72% dei suoi 2.120 euro netti. La sua amica Luciana Castellina, 91 anni, altro volto storico della sinistra, ha subìto un taglio ancor più doloroso: l′84%, passando da 3.140 euro a 500.

Ora anche la Camera dovrà adeguarsi alla sberla del senato contro il provvedimento abborracciato di riduzione. Quindi l’ex ministro socialista Claudio Martelli, eletto per quattro legislature, tornerà a percepire 8.455 euro lordi rispetto agli attuali 3.400. Veltroni riavrà i suoi novemila euro mensili tagliati a seimila, Vendola risalirà da cinque a ottomila, Prodi ne recupererà mille. Felici anche Gino Paoli e Cicciolina, il cui vitalizio di 3.100 euro lordi per una sola legislatura era stato ridotto a mille.

fonte: HuffingtonPost.it

La fine del motore a combustione. L’obiettivo del nuovo piano climatico dell’UE

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motore a combustione

L’esecutivo dell’Unione Europea svelerà un ambizioso piano climatico per la riduzione delle emissioni che non lascerà intatto alcun settore dell’economia, imponendo cambiamenti macroscopici dello stile di vita e standard più severi per le industrie.

Con un obiettivo climatico più rigoroso per il 2030, le case automobilistiche europee dovrebbero adottare standard di inquinamento più severi, con nuove regole che potrebbero ritirare i motori a combustione nei musei della scienza.

La Commissione europea proporrà all’UE di inasprire ulteriormente i limiti di emissione dei suoi veicoli, secondo una bozza di documento concordata da Reuters, provocando un respingimento da parte della potente industria automobilistica tedesca.

Secondo la proposta, entro il 2030 le emissioni medie di CO2 delle auto nuove dovrebbero essere inferiori del 50% rispetto ai livelli del 2021. L’attuale piano del blocco prevede una riduzione del 37,5% durante quel periodo.

L’associazione automobilistica tedesca VDA ha affermato che rifiuterà fermamente un ulteriore inasprimento degli obiettivi, come riportato per primo dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung.

La bozza del documento, che sarà pubblicato questa settimana, definisce il piano più ampio della CE per l’UE di fissare un obiettivo climatico per il 2030 di riduzione delle sue emissioni di gas serra di almeno il 55% rispetto ai livelli. 1990 e come puoi raggiungere questo obiettivo.

L’agenzia di stampa Bloomberg ha riferito che l’energia diventerà sempre più pulita, con ulteriori 350 miliardi di euro all’anno necessari per investimenti nella produzione e nelle infrastrutture.

E per aiutare a ridurre i gas serra in agricoltura, gli europei sarebbero incoraggiati a mangiare meno carne.

Se superato, il nuovo obiettivo di ridurre le emissioni nel blocco del 55% rispetto ai livelli del 1990 richiederà che gli edifici siano più efficienti dal punto di vista energetico, secondo una bozza di documento della Commissione europea vista anche da Bloomberg News.

Il costo dell’inquinamento per le imprese, già prossimi a livelli record, aumenterà con il rafforzamento del mercato del carbonio dell’UE.

L’attuale obiettivo climatico per il 2030, adottato solo sei anni fa, è riferito a una riduzione del 40% degli scarichi.

“Raggiungere un obiettivo di riduzione delle emissioni del 55% rappresenterà una sfida significativa per gli investimenti per i settori dell’industria, dei servizi, dei trasporti e dell’energia dell’UE”, ha affermato la Commissione nel documento politico.

“Tuttavia, il ritorno sugli investimenti nell’affrontare questa sfida non è altro che la capacità delle aziende dell’UE di competere e dei nostri cittadini di prosperare”.

La pandemia ha esposto la vulnerabilità del blocco all’importazione globale e alle catene di approvvigionamento, dando ulteriore impulso alle iniziative che mirano a rendere l’Europa più resiliente e meno dipendente dalle esportazioni.

Il potenziamento delle energie rinnovabili sarebbe il nuovo obiettivo climatico che ridurrebbe il conto delle importazioni di carburante dell’UE di 100 miliardi di euro nel 2021-2030 e fino a 3 trilioni di euro nel 2050, secondo la Commissione.

Sebbene la recessione economica non sembri aver minato la determinazione verde dell’UE, ha peggiorato le condizioni per gli investimenti nelle tecnologie e nelle infrastrutture necessarie per raggiungere gli ambiziosi obiettivi climatici del blocco.

Un pacchetto di finanziamenti pubblici da 1,8 trilioni di euro, concordato dai leader del blocco a luglio per aiutare l’Europa a riprendersi dalla recessione indotta dal coronavirus, può essere implementato solo in progetti che non minano gli obiettivi climatici.

Un terzo di tale somma andrà specificamente alle iniziative a favore del clima.

L’obiettivo più rigoroso sarà proposto come emendamento a un disegno di legge dell’UE che rende vincolante l’obiettivo 2050 climaticamente neutro.

Ha bisogno dell’approvazione degli Stati membri dell’UE e del Parlamento europeo, e la maggior parte delle fazioni nell’assemblea del blocco sostiene una politica climatica più ambiziosa.

Bloomberg riferisce che l’obiettivo previsto per il 2030 include le emissioni di gas a effetto serra e le rimozioni dall’atmosfera, un progetto che potrebbe alleviare l’onere su alcuni settori.

Tuttavia, la portata dell’inasprimento della politica climatica sarebbe senza precedenti.

Nel 2019, le emissioni dell’UE, inclusi gli assorbimenti, sono state inferiori del 25% rispetto ai livelli del 1990.

Le misure attualmente previste dagli Stati membri porterebbero a un taglio del 41% entro il 2030, secondo la Commissione.

Secondo la Commissione, accelerare il ritmo dei tagli delle emissioni nel prossimo decennio non solo metterebbe l’Europa sulla buona strada per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, ma renderebbe anche “le imprese e l’industria dell’UE pioniere globali”.

Con la legislazione esistente, l’Europa ridurrebbe l’inquinamento del 60% entro il 2050.

Il braccio esecutivo dell’UE vuole anche presentare il nuovo obiettivo come contributo aggiornato del blocco ai sensi dell’accordo di Parigi entro la fine dell’anno.

L’Europa sta cercando di incoraggiare altri importanti emettitori globali, compresa la Cina, a intensificare l’azione per il clima dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha voltato le spalle all’accordo globale.

“Rinviare l’azione per il clima o annullare le misure non è un’opzione per l’Unione europea”, ha affermato la Commissione.

“Le interruzioni economiche a lungo termine derivanti dall’inazione supererebbero di gran lunga i costi di investire oggi in un’ambiziosa azione per il clima”, hanno concluso.

Di David Twomey. Articolo in inglese