Home Blog Page 2

Coltiviamo gentilezza: la scuola che al posto dei compiti assegna gesti di cortesia

0

Coltiviamo gentilezza: è partita una bella idea da una scuola Irlandese che ha assegnato  a tutti i suoi alunni al posto dei compiti delle vacanze, missioni di gentilezza da fare ogni giorno.

Questa splendida iniziativa arriva da una scuola irlandese Gaelscoil Mhichíl Uí Choileáin, di Clonakilty , la quale per il terzo anno consecutivo ha deciso di non consegnare compiti agli alunni ma di dare loro un diario dove ogni giorno dovevano fare dei gesti di gentilezza e poi di raccontarli nel loro diario, “il diario della gentilezza”.

Il lunedì gli studenti dovevano impegnarsi a chiacchierare gentilmente con una persona anziana,
Il martedì invece  il compito era di aiutare un membro della propria famiglia
Per il  mercoledì i gesti di gentilezza generici ma da divulgare in qualche maniera ad amici e familiari
I giovedì dovevano fare qualcosa di bello per se stessi, per il loro benessere emotivo, mentale e fisico.

Anche da noi esistono dei progetti legati al coltivare la gentilezza.

ColtiviAmo Gentilezza è una piattaforma di condivisione diffusa delle buone pratiche di gentilezza, mappate sul territorio nazionale: buone pratiche attuate da scuole, attività commerciali, aziende, enti, associazioni, con l’obiettivo di far venir fuori ciò che di buono e gentile c’è nel nostro Paese.

ll progetto COLTIVIAMO GENTILEZZA nasce dall’esigenza di diffondere una cultura delle emozioni e dell’empatia. Una sociologia pedagogica positiva per contrastare la VIOLENZA in tutte le sue forme, e per portare le persone a non dire più io sono contro ma piuttosto io sono per.

​COLTIVIAMO GENTILEZZA coinvolge direttamente cittadini di ogni età in progetti, eventi e laboratori con continuità e per diffondere una cultura della gentilezza a partire dall’infanzia.

Il progetto ha come obiettivo quello di riportare le emozioni al loro equilibrio naturale, organizzando, con persone di tutte le età, laboratori, eventi, incontri di formazione e con spunti didattici nei Comuni, nelle scuole, in enti pubblici e privati, attraverso diverse attività e differenti metodologie.

Praticare gentilezza fa bene
Praticare atti di gentilezza riduce l’ansia e permette di vivere meglio in società. Questa è la conclusione a cui sono giunte le due psicologhe americane Trew e Alden in uno studio del 2015 svolto su un campione di studenti che aveva dichiarato di provare disagio nei rapporti interpersonali. Ma non è tutto. Secondo un altro studio del 2013, la psicologa Fredrickson, a partire da anaisi mediche, ha scoperto che l’altruismo ha effetti positivi anche sulla nostra salute e ci rende addirittura più longevi.

Il terrore di tutti i genitori: i compiti delle vacanze!
Superato lo scoglio del rientro a scuola diamo uno sguardo ad

Loading...

Orate e branzini imbottite di farmaci e rinchiuse in gabbie

0

Cosa si nasconde dietro il mercato di orate e branzini che vengono esportati nel nostro Paese?

Essere Animali, l’organizzazione no-profit che si occupa prevalentemente, della difesa degli animali utilizzati per la produzione di cibo, gira una video-inchiesta “Rinchiusi in mare aperto” dove svela che cosa succede all’interno degli allevamenti di pesci destinati a essere venduti in Italia.

Nelle immagini, riprese dal team investigativo sotto copertura inviato nella zona di Sagiada, località non distante da Igoumenitsa, viene dato spazio anche alle dichiarazioni di alcuni soggetti che hanno a che fare con quegli allevamenti.

Così, assieme alle riprese delle condizioni di vita dei pesci, stipati all’inverosimile all’interno di quelle specie di enormi gabbie circolari che facilitano la proliferazione di batteri e parassiti, si scopre che gli antibiotici vengono somministrati assieme al cibo. Che quegli antibiotici e gli antiparassitari, vengono assimilati da tutti gli esemplari indistintamente data l’impossibilità materiale di distinguere tra pesci sani e malati. Con quasi 18 chilometri di costa occupati, la distesa degli allevamenti sembra infinita. Quei branzini e quelle orate, imbottite di farmaci e non proprio in ottima salute che continuano a nuotare in tondo per anni, alcuni esemplari risultano essere lì dal 2014, in buona parte sono destinati al nostro Paese.

“Solo nel 2016, viene sottolineato da Essere Animali, l’Italia ha importato circa 64mila tonnellate di orate e spigole. Di queste, circa 40mila direttamente dalla penisola ellenica”. Vale a dire che “un’orata o una spigola su due, in vendita nelle pescherie e nei supermercati, arriva dagli allevamenti greci”.

Per arrivare a pesare un paio di chili, orate e branzini dovrebbero vivere all’interno di quelle gabbie per almeno 5 anni, con tutti i medicinali assunti nell’arco di questo tempo.

Condizioni estreme assurde.

Fonte https://www.ilmessaggero.it/

Loading...

Lo avevamo detto che catene come la Lidl vendono pasta con grano non italiano: ecco la maxi multa

1

Maxi multa a Lidl. La celebre catena tedesca di supermercati diffusa ovunque anche in Italia è stata multata con un milione di euro di sanzione per aver diffuso informazioni fuorvianti sull’origine del grano duro utilizzato nella produzione della pasta.

Si tratta, nello specifico, delle proprie linee di pasta di semola a marchio Italiamo e Combino. Secondo quanto riferito dall’Antritrust, Lidl avrebbe utilizzato negli ultimi 30 mesi semola ottenuta da miscele di grani duri provenienti sia dai paesi Ue che non Ue, in cui quello italiano rappresentava in media una quota del 40%.

Benché Lidl sia da tempo considerata tra le aziende migliori in cui lavorare, qualcosa di non corretto ci sarebbe, invece, nei confronti dei consumatori. Le diciture “Specialità italiana” e “Prodotto in Italia” sulle confezioni risulterebbero ingannevoli. La pasta al centro della bufera. Ricordiamo ad esempio il caso del glifosato trovato in diversi tipi di grano.

Di cosa è accusata Lidl

Il procedimento riguarda scorrettezze, dice l’Antitrust, nella promozione e nella commercializzazione, sia nei punti vendita Lidl sia sul sito internet lidl.it, delle proprie linee di pasta di semola di grano duro mediante confezioni che rappresentano in maniera ingannevole le caratteristiche della pasta stessa, “enfatizzando sulla parte frontale l’italianità del prodotto”, in assenza di adeguate e corrette indicazioni sull’origine anche estera del grano duro impiegato nella produzione della pasta.

Complessivamente l’Antitrust ha concluso in tutto cinque procedimenti istruttori riguardanti informazioni fuorvianti sull’origine del grano duro usato nella produzione di pasta di semola di grano duro. Nel mirino dell’Antitrust sono finite anche le etichette DivellaDe CeccoMargherita Distribuzione (ex Auchan Spa, marchio Passioni), e Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco (marchio Cav Giuseppe Cocco).

Come “ingannava” i consumatori

Lidl, tuttavia, è stata l’unica azienda raggiunta da un provvedimento di pratica commerciale scorretta perché è la sola a non aver presentato impegni nel corso del procedimento. Il grano utilizzato per la produzione della pasta indicato come italiano in realtà arrivava anche da Canada, California, Arizona e, nel caso del marchio Passioni distribuito dall’Auchan, da Argentina, Russia, Francia, Grecia, Messico e altri.

Nel caso in cui si esalti l’italianità del prodotto sulla confezione, ha ricordato l’Antitrust, “si rende necessario controbilanciare tale enfasi con una più evidente e contestuale indicazione dell’origine del grano”.

Le confezioni a marchio Italiamo riportano con grande evidenza indicazioni relative all’italianità del prodotto: le diciture Italiamo e Passione Italiana, l’immagine della bandiera italiana e persino l’indicazione IGP nel caso della Pasta di Gragnano IGP. Mentre l’indicazione sulla provenienza del grano si trova nella parte laterale o posteriore della confezione scritto a caratteri minuscoli. Sul sito lidl.it, invece, non compare proprio.

Una recente indagine europea ha mostrato che l’origine del prodotto alimentare è la variabile di scelta maggiormente considerata dagli italiani al momento dell’acquisto del cibo (è indicata dal 62% dei consumatori italiani, contro il 53% della media Ue) e ha un’importanza ben superiore a quella del prezzo.

Come si è difesa Lidl

Lidl Italia si è difesa con una nota, in cui ha dichiarato di non condividere l’interpretazione alla base del provvedimento dell’AGCM in merito alla provenienza della pasta e origine del grano dei suoi marchi Italiamo e Combino.

La comunicazione riportata sulle confezioni, sostiene Lidl, “è perfettamente conforme a quanto stabilito dalla normativa vigente, in linea con l’impegno quotidiano nel garantire trasparenza e completezza di informazione al consumatore sulla provenienza delle materie prime utilizzate nei prodotti offerti nei propri punti vendita”. Lidl Italia ha concluso di riservarsi di tutelare la propria immagine e i propri diritti nelle sedi più opportune.

La pasta italiana è contaminata?

Secondo il servizio mandato in onda ieri sera dal Tg satirico di Canale 5 e in collaborazione con il portale ilsalvagente.it saltano fuori verità inquietanti. Nella rubrica ‘È tutto un magna magna‘ vengono mostrati dei test di laboratorio. Questi test riguardano 23 pacchi di pasta italiana analizzata ed i risultati non sempre sono confortevoli.

I principali problemi derivano dall’importazione di grano dagli Stati uniti e Canada, quindi con le conseguenti contaminazioni da Glifosato, utilizzato prima del raccolto. Diversi produttori di pasta italiana hanno comunque deciso saggiamente di rinunciare al grano che proviene da queste zone.

L’allerta dell’oncologo

Gli approfondimenti della puntata toccano i pesticidi presenti nella pasta. Viene quindi trasmessa un’intervista all’oncologa Patrizia Gentilini che descrive quelli che sono i pericoli legati alla presenza di cocktail di fitofarmaci, ovvero alla presenza in contemporanea di più fitofarmaci, anche se tutti nel rispetto della soglia limite di tolleranza.

Viene anche puntualizzata che la presenza di micotossine che viene paradossalmente aggirata con assurdi limiti di legge. Limiti che sono stati fissati per bimbi sotto i tre anni e gli adulti. Praticamente andando a equiparare consumatori che hanno appena superato i tre anni con dei cinquantenni.

Le peggiori e migliori paste italiane

Il servizio non si ferma qui, indicano quali sono le marche di pasta migliore e quali le peggiori. L’elenco integrale di questo test scientifico è stata pubblicata su ilsalvagente.it e ve la riportiamo qui sotto. Tra i marchi peggiori troviamo la pasta venduta dai discount, nello specifico da Eurospin e Lidl.

LE 22 PASTE ESAMINATE E I GIUDIZI

Giudizio ECCELLENTE

De Cecco: voto 9,8 – De Cecco integrale: voto 9,6 – Voiello 100% grano aureo: voto 9,5 – La Molisana: voto 9,5 – Rummo: voto 9,1

Giudizio OTTIMO

Alice Nero Bio: voto 9 – Garofalo integrale: voto 8,9 – Rummo Bio integrale: voto 8,9

De Cecco Bio: voto 8,8 – Coop Bio: voto 8,7 – Buitoni: voto 8,7

Giudizio BUONO

Barilla Bio: voto 7,5

Giudizio MEDIO

Barilla 5 cereali: voto 6,9 – Garofalo: voto 6,7 – Esselunga: voto 6,5 – Barilla: voto 6,4

Divella: voto 6,3 –  Coop: voto 6,2 – Granoro: voto 6,1 – La Molisana integrale: voto 6

Giudizio MEDIOCRE

Del Verde: voto 4,5

Giudizio SCARSO

Combino (Lidl): voto 3,5 – Tre Mulini (Eurospin): voto 3

Qui il link al servizio di Striscia la notizia

Stai Cercando una PASTA al 100% ITALIANA, BIOLOGICA e SICURA?

Ecco le 6 migliori confezioni di pasta senza glifosato

Paccheri di Gragnano IGP – Semola di Grano duro Bio – Alce Nero

Paccheri di Gragnano I.G.P - Semola di Grano Duro Bio
Paccheri di Gragnano I.G.P – Semola di Grano Duro Bio
3,14 €
Acquistalo su SorgenteNatura.it

Chitarrine di Semola di Grano Duro – Girolomoni

Chitarrine di Semola di Grano Duro
Chitarrine di Semola di Grano Duro
1,12 €
Acquistalo su SorgenteNatura.it

Tagliatelle di Pasta di Semola Integrale di Grano Duro – La Terra e il Cielo

Tagliatelle di Pasta di Semola Integrale di Grano Duro
Tagliatelle di Pasta di Semola Integrale di Grano Duro
2,94 €
Acquistalo su SorgenteNatura.it

Pasta di Grano Duro Bio L’Allegra Fattoria – Alce Nero

Pasta di Grano Duro "L'Allegra Fattoria"
Pasta di Grano Duro “L’Allegra Fattoria”
1,00 €
Acquistalo su SorgenteNatura.it

Fusilli di Grano Duro Antico Bio – Il Cerreto

Fusilli di Grano Duro Antico Bio
Fusilli di Grano Duro Antico Bio
3,10 €
Acquistalo su SorgenteNatura.it

Pasta Bio con Grano Duro Senatore Cappelli – Dalla Costa

Pasta Bio con Grano Duro Senatore Cappelli - Penne
Pasta Bio con Grano Duro Senatore Cappelli – Penne
3,11 €
Acquistalo su SorgenteNatura.it

Loading...

La pila perenne di Karpen che funziona ininterrottamente da 60 anni

0

L’inventore di questa magico dispositivo fu un certo Vasile Karpen e’ sembra che lo scienziato abbia vinto la scommessa, cioe’ creare un generatore che funzionasse in modo perpetuo a costo zero.Ma perche’ questa invenzione e’ stata, e continua ad essere insabbiata dalla comunita’ scientifica internazionale?

La storia purtroppo ha dei segreti che per tutta una serie di motivi devono rimanere nascosti, vuoi per motivi politici, vuoi per motivi militari, ma anche come per questo caso per motivi scientifico-commerciali, e spesso questi sono i casi che nascondono queste scoperte praticamente per sempre. In Romania nel museo nazionale c’e’ una strana batteria che produce elettricità ininterrottamente da 60 anni.

L’inventore di questo magico dispositivo fu un certo Vasile Karpen, è sembra che lo scienziato abbia vinto la scommessa, cioè riuscire a creare un geniale dispositivo che potesse funzionare in modo perpetuo, in pratica a vita, ma soprattutto funzionare a costo zero. Ma perchè questa invenzione è stata, e continua ad essere insabbiata ” DIMENTICATA VOLONTARIAMENTE ” dalla comunità scientifica internazionale?

Il prototipo di questa stupefacente invenzione è stato assemblato nel 1950, ed è costituito da due pile ( batterie ) collegate in serie. Questo collegamento trasmette un impulso elettrico ad un piccolo motore, il quale per mezzo di un filo è collegato ad uno switch ( comunicatore per chi non è molto pratico ).

Ad ogni mezzo giro la lama apre e poi richiude successivamente. Il tempo di rotazione della lama era calcolato in modo che i pali avessero il tempo di ricaricarla, e che essi potessero ricostruire la loro polarità durante il tempo che il circuito rimanesse aperto. Un giornale rumeno, lo Ziua ( Il Giorno ), si recò al museo per chiedere la possibilità di una verifica al direttore Dr. Diaconescu.

Questo è successo il 27 febbraio 2006. Le due batterie avevano indicato la stessa tensione di 1 Volt, la stessa che possedevano nel 1950. Un particolare interessante: nella pila di Karpen uno dei due elettrodi è d’oro, l’altro di platino.

L’elettrolita (il liquido in cui sono immersi i due elettrodi), è acido solforico di grande purezza. Alcuni scienziati sostengono che il dispositivo trasformi l’energia termica in energia meccanica, ma Dr. Diaconescu non condivide questa teoria.

Secondo altri, che hanno studiato il lavoro teorico di Karpen, la pila sfida il secondo principio della termodinamica (in riferimento alla trasformazione di energia termica in lavoro meccanico), e questo la rende una macchina a moto perpetuo.

Altri dicono che non è così, ma che sfrutta l’energia di punto zero (ZPE). Incredibile vero?

Purtroppo casi del genere ( anche riferiti a tutt’altro tipo di scoperte ) non sono casi isolati. Esistono scoperte che si possono ” DONARE ” al mondo, e altre che non devono essere divulgate….perchè rompono gli equilibri…economici?

fonte: www.jedanews.it

Loading...

Caos inquinamento e smog: Fermiamo le auto, ma gli aerei?

0
inquinamento scie aerei

Occhio non vede, cuore non duole

Per contrastare l’aumento del particolato nell’aria, molti sindaci hanno imposto e stanno imponendo il divieto di circolazione alle automobili.

L’aumento degli inquinanti solidi e liquidi nell’aria è causato dall’assenza di pioggia: in Lombardia, ad esempio, non piove da due mesi.

Gli inquinanti solidi sono costituiti prevalentemente da particelle carboniose, gli inquinanti liquidi sono gli idrocarburi incombusti.

Le misure restrittive al traffico applicate nell’ultimo periodo non stanno dando risultati: questo accade perché il particolato e gli idrocarburi incombusti hanno dimensioni talmente piccole da non risentire quasi per niente della gravità e quindi restano sospesi in aria.

In alta quota, dove volano gli aerei, non piove mai e il particolato e l’aerosol hanno dimensioni ancora più piccole di quelle emesse dalle automobili: questo significa che i tempi di ricaduta di tali inquinanti sono ancora più lunghi.

Il traffico aereo è in continuo aumento, nel 2018 il numero di passeggeri è stato di 4 miliardi e 322 milioni, nel 2017 di 3 miliardi e 974 milioni. Si stima che ogni anno i cieli siano solcati da 30-40 milioni di aerei con rilascio di oltre 350 milioni di tonnellate di vapore acqueo, centinaia di migliaia di idrocarburi incombusti e di circa 45 mila tonnellate di particolato. Oltre, ovviamente, agli altri gas (CO2, NOx, CO, SOX) e i numerosi additivi aggiunti al cherosene.

Tuttavia, tranne quando le condizioni meteorologiche favoriscono la formazione di cirri d’alta quota, che rendono evidenti le scie emesse dagli aerei, il problema è ignorato.

Meglio tacere sulla questione: il giro d’affari è enorme; gli aerei infatti, grazie alle deroghe concesse nelle conferenze sul clima, non hanno vincoli sulle emissioni con conseguenti minori costi. E’ questa una delle ragioni che spiega il basso costo del biglietto aereo rispetto agli altri mezzi di trasporto.

Gli elevati quantitativi di particolato carbonioso, gli idrocarburi incombusti e il vapore acqueo presenti in alta quota condizionano il clima contribuendo fortemente all’effetto serra.

Da tempo, però, è stato trovato un unico capro espiatorio (la CO2) a cui attribuire ogni responsabilità e così si tace su questioni ben più importanti.

[Fonti: The World Bank per il numero di passeggeri; The Federal Office of civil Aviation per il calcolo delle emissioni]

La foto è ripresa da wikipedia. – articolo Facebook – dal web

Loading...

Potenzia la dieta dimagrante con un cucchiaio di questa miscela nel tuo caffè

0
caffe

Non solo una tazza di caffè appena fatto è una bevanda calda e deliziosa la mattina, ma offre anche molteplici benefici per la salute. La caffeina nel caffè può riattivare il metabolismo al mattino e bere con moderazione può favorire la salute del cuore e la protezione contro varie malattie. Ma oltre a tutto questo, con un cucchiaio della seguente miscela nel caffè, si può contribuire a rafforzare la dieta dimagrante che stai facendo attualmente.

Aggiungere pochi semplici ingredienti alla tua tazza di caffè abituale ti aiuterà ad accelerare il metabolismo, bruciare più calorie ed eliminare il grasso. Tutto ciò che serve è un po ‘di cannella, olio di cocco e miele. Puoi anche aggiungere qualcosa di cacao se lo desideri! Ecco perché funziona:

Migliora la tua dieta con la cannella

La cannella è stata conosciuta per le sue potenti proprietà medicinali per secoli. È piena di antiossidanti e proprietà anti-infiammatorie che aiutano a combattere le infezioni e l’infiammazione nel corpo. Riduce anche i livelli di zucchero nel sangue nel corpo in modo che ti senti pieno più a lungo, aiutando nel processo di perdita di peso. Si ritiene che la cannella aumenti il ​​metabolismo dello zucchero nel sangue per abbattere lo zucchero in energia, consentendo la memorizzazione di meno acidi grassi nel corpo. Esistono due tipi di cannella: Cassia e Ceylon. Il Ceylon è conosciuto come la “vero cannella” e si crede che sia la più vantaggioso, quindi conviene scegliere la Ceylon.

Olio di cocco

L’olio di cocco è un grasso, ma è un grasso sano! Mentre la maggior parte dei grassi contiene acidi grassi a catena lunga, l’olio di cocco è costituito quasi interamente da acidi grassi a catena media che vengono metabolizzati in modo diverso. Vengono inviati direttamente al fegato dal tubo digerente, dove vengono utilizzati immediatamente per l’energia o convertiti in corpi chetonici, invece di essere immagazzinati nel corpo come grasso. L’olio di cocco è un termogenico naturale, quindi aumenta il metabolismo e il dispendio energetico, con conseguente più efficiente combustione dei grassi.

aumentare la dieta con il mix

Miele

Sì, il miele contiene zucchero. In generale, per digerire lo zucchero, il corpo utilizza vitamine e minerali immagazzinati che sono essenziali per sciogliere i grassi, riducendo la quantità di vitamine e minerali nel corpo. Il miele contiene effettivamente sostanze nutritive, come ferro, sodio, potassio, fosforo, zinco e calcio, quindi il processo di digestione è bilanciato tra zucchero e sostanze nutritive.

Il miele è anche una buona fonte di vitamine, come acido folico, niacina, riboflavina, vitamina C e vitamina B6. La ricerca ha dimostrato che il miele può aumentare i livelli di colesterolo buono nel corpo, riducendo lo stress sul cuore e consentendo alle persone di condurre una vita più attiva e sana per promuovere ulteriormente la perdita di peso. Dovrai utilizzare il miele biologico crudo, senza filtrare o pastorizzare per ottenere i migliori risultati.

ingredienti:

  • 1 cucchiaino di cannella
  • 3/4 di tazza di olio di cocco
  • 1/2 tazza di miele crudo

come fare:

  • Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una miscela omogenea.
  • Tenerlo in una tazza e coprirlo.

utilizzare:

Quando ti versi una tazza di caffè appena preparato al mattino, aggiungi 1-2 cucchiaini della miscela preparata al tuo caffè mentre è ancora caldo.
Mescola e bevi!

Loading...

California. Le api sono le prime vittime del boom del latte di mandorla

0
Ape mandorli

Soltanto lo scorso inverno sono morte 50 miliardi di api impiegate nell’impollinazione dei mandorli della California. Colpa dei pesticidi e di un modello di produzione intensiva dannoso.

Le vendite di latte di mandorla negli Stati Uniti sono quintuplicate negli ultimi cinque anni, raggiungendo gli 1,2 miliardi di dollari all’anno, ma la popolarità della principale alternativa vegetale al latte di mucca ha un elevato costo ambientale. Come rivelato da un’inchiesta del Guardian, le api impiegate nell’impollinazione delle piantagioni di mandorli della California, il maggiore centro di produzione americano di latte di mandorla, stanno morendo a un ritmo impressionante. Soltanto nella scorsa stagione invernale sono morte 50 miliardi di api, circa un terzo della popolazione di api americane allevate per fini commerciali.

Sempre più apicoltori americani hanno ridotto la produzione di miele per affittare le loro colonie ai proprietari delle piantagioni di mandorli, che occupano circa un milioni di acri nella Central Valley della California. È un’attività resa molto redditizia dalla crescita del mercato del latte di mandorla – gli agricoltori pagano anche 200 dollari per alveare – ma stanno emergendo grandi problemi. Nelle piantagioni di mandorli si impiega infatti una grande quantità di pesticidi, con largo uso del Roundup, l’agrofarmaco a base di glifosato che, oltre a essere sospettato di essere cancerogeno per gli esseri umani, secondo alcuni studi indebolisce anche le difese batteriche delle api.

Una spettacolare fioritura di mandorli nella California Centrale

Una spettacolare fioritura di mandorli nella California Centrale – Steve Corey via Flickr https://flic.kr/p/EVteP3

Il lavoro per l’impollinazione dei mandorli è anche particolarmente faticoso per le api, ricorda il Guardian. Da un lato perché le costringe a risvegliarsi con uno o due mesi di anticipo dal riposo invernale, dall’altro perché richiede molta più “manodopera” rispetto all’impollinazione di altre coltivazioni, come i meli. Inoltre la concentrazione di miliardi di api in uno stesso luogo, la California centrale, aumenta il rischio di epidemie.

Dietro la morte di miliardi di api dello scorso inverno c’è ad esempio l’attacco di un acaro parassita, il Varroa destructor, che succhia l’emolinfa delle api (sostanzialmente il loro sangue( ed è capace di provocare la morte di un’intera colonia.

Diversi produttori stanno intervenendo per invertire il fenomeno, con programmi per proteggere le api riducendo drasticamente l’uso di pesticidi e offrendo ambienti in cui ci sia maggiore biodiversità, così che gli insetti possano impollinare anche i fiori di campo e alcune piante, come la facelia, particolarmente amate e positive per le api. Le “etichette” bee friendly per il latte di mandorla ottenuto con questi metodi stanno diventando popolari per il consumatore americano.

Fonte

Loading...

La rivincita della natura in Australia. Le foreste si rifiutano di morire e ricominciano a germogliare

0

Nonostante gli incendi devastanti che da mesi invadono buona parte dell’Australia, la natura non si arrende. In molte zone dove si sono placate le fiamme da alcune settimane, già stanno spuntando germogli che segnano un nuovo inizio.
Pare che madre natura abbia vinto anche questa battaglia, nonostante la gravità della situazione.

Stiamo parlando delle zone del Nuovo Galles del Sud (Australia) dove le fiamme si sono già spente poco prima della fine del 2019. Tra le foreste tetre, grigie e desolate si possono notare numerosi germogli che segnano l’inizio di una nuova vita, di un nuovo ciclo vitale che, speriamo il più tardi possibile, si interromperà nuovamente quando la stupidità e l’incoscienza umana prenderanno il sopravvento. Ma come sta accadendo ora, la natura vincerà nuovamente.

La testimonianza ci arriva da una fotografa del Nuovo Galles del Sud, Mary Voorwinde, che nella sua pagina facebook Photography By Mary ha condiviso le immagini che ha immortalato, le quali dimostrano come madre natura si stia rialzando da questa gravissima situazione, e di come lo stia facendo in fretta.
Ecco le splendide immagini di Mary che stanno già facendo il giro del mondo:

 

germogli incendi foreste Australia 2
Photo credit: Photography By Mary

germogli australia dopo incendi

In situazioni come queste madre natura ci dà coraggio e speranza. Ci insegna che ci si rialza sempre dopo una caduta, esce sempre il sole dopo una tempesta. Anche se oggi le cose sembrano molto negative non abbatterti! Nella vita c’è sempre un modo per riemergere! Prendi esempio dalla natura. Anche se ci vorranno pochi giorni per cadere e anni per rinascere, l’importante è non arrendersi mai. Chi non si arrende non potrà mai essere sconfitto del tutto.

La natura non si arrende mai, l’uomo può impegnarsi quanto vuole per distruggerla, ma lei rinascerà sempre. Alla fine, chi ne uscirà sconfitto è proprio il genere umano….

 

Loading...

Australia: inizia la strage dei cammelli, uccisi già 1500 dei 10000 previsti. I somali: portateli da noi, ce ne prenderemo cura

0
strage di cammelli australia

Circa 1.500 cammelli sono stati uccisi nel primo giorno degli abbattimenti ordinati dai leader aborigeni delle terre di Anangu Pitjantjatjara Yankunytjatjara (Apy), in Australia, per arginare i rischi dovuti alla presenza di questi animali che, in cerca di acqua e cibo, si stanno riversando nei centri abitati.

A comunicarlo alla Dpa è Richard King, direttore generale delle Apy Lands, aggiungendo che probabilmente l’operazione continuerà fino a questo fine settimana. Entro la settimana, i tiratori professionisti a bordo di elicotteri potrebbero abbattere fino a 10.000 cammelli.

Sono migliaia i cammelli selvatici in fuga da caldo e siccità estremi che stanno mettendo a rischio, fanno sapere le autorità locali, le risorse idriche e la sicurezza stessa degli abitanti e per questo è stata decisa questa «operazione di controllo degli animali selvatici sulle terre di Apy»,  zona che si trova nell’estremo nord-ovest dell’Australia meridionale.

Australia, riempiono l’auto di koala per salvarli dagli incendi

Le Apy Lands sono una vasta area remota e prevalentemente desertica che si estende su 103.000 chilometri quadrati (all’incirca le dimensioni dell’Islanda) ma che conta appena 2.300 abitanti. Una zona, fa sapere King, duramente colpita dalla siccità negli ultimi 18 mesi. «Questo, e l’aumento del calore, hanno spinto i cammelli a spostarsi nei villaggi, rompere recinti, abbattere serbatoi d’acqua e distruggere riserve di cibo, in una regione arida dove l’acqua è estremamente preziosa». Per l’Australia, il cammello è una specie alloctona, cioè introdotta, e non ha quindi predatori naturali, condizione che ne determina la riproduzione spesso incontrollata.

I somali: portateli da noi, ce ne prenderemo cura

Sul caso della strage di cammelli sono intervenuti anche i somali che hanno esortato gli australiani a fermare la strage e chiedono di mandarli nel Corno d’Africa, dove potranno prendersi cura di loro. I somali hanno un profondo amore per i cammelli, unità di misura di ricchezza e status personale, non legati al denaro. Alcuni credono che dopo la colonizzazione inglese di quella che ora è l’autoproclamata repubblica del Somaliland nel XIX secolo, branchi di cammelli furono portati in Australia, all’epoca pure colonia britannica. Altri sostengono che i cammelli furono inizialmente portati in Australia da coloni britannici provenienti da India, Afghanistan e Medio Oriente.

Australia: le fiamme minacciano un gregge, il cane le porta in salvo – video

Il presidente della Somaliland Camel Herders Association, Mustafe Cali Deeq, ha affermato che gli animali erano «molto preziosi» per i somali e «secondi» solo agli esseri umani. Ha detto che l’Australia dovrebbe risparmiare la vita dei cammelli mandandoli da dove «originariamente» provenivano. Altri hanno invece affermato su Twitter che gli animali potrebbero essere sistemati nella regione Mena, tra Medio Oriente e Africa.

fonte

Loading...

A Natale non siamo stati tutti più buoni: in sole due notti abbandonati 358 cani

0
cani vivono meno delle persone

Una piaga e una vergogna senza fine quella dell’abbandono che non si placa neanche durante le feste natalizie

ROMA – Non si è fermato nemmeno sotto le feste natalizie, né nei giorni di Natale e Santo Stefano il lavoro dei volontari delle decine di associazioni che si occupano di recuperare sul territorio nazionale i cani abbandonati.

Nel solo periodo compreso tra il 24 e la sera del 26 dicembre sono entrati nei 100 canili monitorati dall’AIDAA Associazione italiana difesa animali ed ambiente 358 cani abbandonati e di questi circa cento sono cuccioli sotto i sei mesi.

Natale è il periodo dei regali e molto spesso si comprano cuccioli di cui non si conosce la provenienza, alimentando così il commercio illegale dall’est Europa. Se si vuole prendere o regalare un cane ricordiamo che ci sono molte anime innocenti rinchiuse in canili, molto spesso abbandonate, che aspettano solo una famiglia d’amare.

Loading...