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Geko comune: sono innocui e non vanno mai uccisi. Inoltre, mangiano le zanzare!

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geko comune

Nel vostro Paese è abbastanza frequente incontrarmi: sono il #geco comune, una specie diffusa in tutta l’area Mediterranea e che durante la stagione estiva puoi trovare arrampicato su muri e soffitti di casa.

Se mi incontri in #casa, non devi spaventarti né tanto meno uccidermi! Io e miei simili siamo infatti innocui e generalmente fuggiamo alla vista di un essere umano. Se però ci disturbate o ci volete fare del male, un mozzico magari te lo possiamo anche dare, ma il nostro morso non è né velenoso né doloroso, è più un avvertimento!

Non siamo pericolosi, anzi, siamo particolarmente utili poiché ci cibiamo di #insetti fastidiosi per voi come #mosche e #zanzare, oltre a moscerini e falene.
Pensa, uno solo di noi è in grado di mangiare fino a 2000 zanzare in una sola notte!

Inoltre, dite che portiamo fortuna e trovare uno di noi nelle vostre abitazioni lo considerate di buon auspicio, motivo in più per non mandarci via e non farci del male.

Se entro dentro casa non occorre fare nulla: probabilmente mi sono solo perso e troverò da solo la via d’uscita. Catturare uno di può essere complicato e il modo migliore per allontanarci è quello di lasciare leggermente aperta una porta o una finestra.
La tua casa, a prescindere dagli spuntini a base di insetti, non è un bel luogo in cui stare, ci sono un sacco di pericoli!

Perciò, se ci lasci tranquilli, troveremo da soli la strada per tornare a casa nostra!

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Moria di api in Trentino, il Wwf: ”Sintomi da avvelenamento” (IL VIDEO).

“Non serve a nulla!” Questa volta a dirlo è l’Istituto Superiore di Sanità. E ora come la mettiamo?

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I dati, se analizzati nella loro totalità, valgono più di mille parole. Questa volta la bomba arriva direttamente da quelli forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, i quali confermerebbero, secondo La Verità, una macabra tendenza: sotto i 60 anni, chi ha fatto il ciclo completo si infetta di più di chi non si è inoculato. Per loro il booster è inefficace, mentre per tutti gli under 40 l’incidenza dei sintomi gravi è in discesa. La domanda, quindi, sorge spontanea: perché inocularli ancora?

Dati clamorosi

“Più contagi tra i vaccinati che tra i non vaccinati”. Così apre La Verità nel suo articolo odierno. Occorre fare una premessa: stavolta il paradosso statistico non c’entra, visto che il paragone non è tra numeri assoluti ma tra i tassi d’incidenza ogni 100.000 abitanti. La tendenza è ormai evidente da settimane, e benché venga totalmente ignorata dai mainstream media, ecco che viene confermata dall’ultimo report dell’Iss, attraverso la registrazione delle diagnosi di Covid tra l’8 aprile e l’8 maggio.

Under 60

Il grafico sotto riportato (fonte La Verità) è a dir poco eloquente: gli under 60 hanno più probabilità d’infettarsi se si sono sottoposti a vaccinazione da meno di quattro mesi, o addirittura se hanno ricevuto il booster. L’analisi si basa su numero dati per fasce d’età, vediamo cosa ci dicono:
Nella fascia 5-11 anni, l’Istituto Superiore di Sanità presenta solo numeri grezzi, ma i tassi d’incidenza dei contagi li hanno calcolati in redazione. Dunque, ci sono 2.907 casi ogni 100.000 pargoli non vaccinati e 3.892 ogni 100.000 bambini cui sono state somministrate le due dosi. Se ne deduce chiaramente che per loro non è ancora tempo di un terzo shot: i vaccinati si infettano quasi il 35% in più dei non vaccinati. Il primo di una lunga serie di dati eloquenti.
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12-39 anni

Passando alla fascia 12-39 anni, ecco che si contano 3.291 infezioni ogni 100.000 persone tra i non vaccinati; 3.324 tra chi si è vaccinato da meno di 120 giorni; 3.181 tra chi si è fatto iniettare anche il booster, mentre i vaccinati risalenti a oltre quattro mesi fa, se la passano meglio di tutti, con 1.365 casi. Gli “allineati” diranno che gli inoculati “freschi” e quelli con la dose di richiamo, forse, sentendosi più protetti si espongono a situazioni a rischio, mentre i vituperati no vax vengono costretti ad un perenne lockdown. Onestamente, risulta difficile credere a tale spiegazione visto il decadimento dei divieti che escludevano dalla società i “dissidenti”.
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Under 40

Negli under 40, l’incidenza dei sintomi più severi sta decrescendo sia tra non vaccinati sia tra vaccinati. Ciò, probabilmente, è attribuibile al fatto che l’ondata pandemica dell’ultimo periodo si sta riassorbendo. D’altro lato, sembra che i vaccinati meno recenti, nonché privi di terza dose, siano i più resistenti all’infezione da Covid-19. Per quanto riguarda la categoria 40-59 anni, la quale comprende i cinquantenni costretti per legge alla terza iniezione nel giro di un anno, ecco che si nota come addirittura, tra i tridosati e i vaccinati da meno di 120 giorni, siano superiori sia l’incidenza dei casi, sia l’incidenza della malattia grave.
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I reietti si salvano

Dunque, i “reietti” no vax sono passati da una probabilità di morire 25 volte più alta rispetto ai vaccinati, a una «solo» 7 volte più alta, nell’arco di tre mesi. Solo quindici giorni fa, avevano ancora 9 volte in più di possibilità di lasciarci le penne. I dati mostrano un crollo a dir poco vertiginoso di tali statistiche. In soldoni, si evince che la terza dose scherma dai solo 60 anni in su. Non proprio un dato di secondaria importanza se si considerano le basi su cui sono stati costruiti i ricatti del green pass e gli obblighi vaccinali passati.
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Non serve a nulla

Dunque, come dice La Verità, se teniamo conto di questi dati sorge spontaneo chiedersi: che senso ha continuare a vaccinare? La terza dose sta aiutando solamente gli over 60. Della quarta potrebbero beneficiare anziani e fragili. E il resto della popolazione? I rischi di un ennesimo richiamo con il medicinale tarato sul virus di Wuhan, a questo punto, superano i benefici. Cosa che vale, peraltro, anche per il farmaco aggiornato, per il quale, è stato annunciato un accordo tra Commissione Ue e Pfizer-Biontech. I dubbi, infatti, sono molteplici, a partire dal fatto che il vaccino cosiddetto “anti Omicron” potrebbe arrivare a Omicron già soppiantata da altri ceppi, rivelandosi dunque obsoleto tanto quanto il suo predecessore. Nondimeno, i trial di Big Pharma richiederanno mesi. Faremo gli stessi errori inoculando gli under 40 e, magari, rispolverando pure lo scempio del Green Pass senza alcuna base scientifica sull’analisi delle anomalie nella mortalità? Roberto Speranza e Draghi dovranno rispondere di tutto questo.

Klamath: una nuova speranza contro l’Alzheimer

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klamath-alzheimer

Rapporto sul trattamento del Morbo di Alzheimer con la Klamath (Aphanizomenon Flos-Aquae) a cura del Dr. Gabriel Cousens

Rapporto a cura del Dr. Cousens, psichiatra ortomolecolare che lavora a Petaluma, California

Attualmente è convinzione comune che non ci sia alcuna possibilità di curare o di migliorare le condizioni di chi è affetto da una forma degenerativa conosciuta come morbo di Alzheimer”.

Avendo personalmente verificato nei miei pazienti le qualità di potenziamento delle funzioni cerebrali della Klamath, un’alga verde-azzurra proveniente dal lago Upper Klamath, mi sono interessato ad alcuni rapporti relativi ai suoi effetti sul morbo di Alzheimer.

Questa alga è particolarmente ricca in neurotrasmettitori attivi e sembra avere risultati terapeutici positivi in persone il cui generale funzionamento mentale appare rallentato.

Per i miei esperimenti, ho scelto due individui colpiti da un ben documentato morbo di Alzheimer, che avevano un funzionamento mentale evidentemente deficitario.

Ogni mese, oltre alle mie note, il coniuge di ciascuno dei due pazienti ha riempito un questionario relativo ai loro processi mentali, memoria, capacità di concentrazione, giudizio, percezione, emozioni, capacità di prendersi cura di sé e sonno.

Ciascuna sezione aveva varie categorie, per un totale di 28 domande, con valutazioni a base di un punteggio da 1 a 10. Ciascun caso è stato seguito per 12 mesi.

1° Paziente

Il primo paziente è una donna di 66 anni malata di Alzheimer da oltre 7 anni, gli ultimi 5 dei quali furono pienamente diagnosticati nel 1978 presso lo Stanford Medical Center. La donna era stata anche sottoposta ad assunzione orale di colina e ad una terapia di chelazione I.V., in entrambi i casi senza sortire effetto alcuno sullo stato di deterioramento.

Nell’esame iniziale, la donna ha dimostrato una significativa condizione di afasia: sembrava incapace di esprimere i suoi pensieri a parole; la sua memoria a breve e a lungo termine era notevolmente diminuita; aveva grandi difficoltà a concentrarsi sulla situazione presente. Essenzialmente, la paziente appariva assente.

Essa aveva anche un tremore simile a quello del morbo di Parkinson, incontrava enormi difficoltà a camminare in linea retta e pendeva a destra. Secondo suo marito, era completamente incapace di prendersi cura di sé, o anche solo di vestirsi. Il marito appariva disperatamente pessimistico.

Dopo un mese di assunzione di alga Klamath si potevano constatare chiaramente segni di diminuzione dell’afasia. Nei suoi occhi sembrava essere ritornato un barlume di coscienza. Anche il tremore delle mani era diminuito.

Era anche nuovamente capace di mettersi adosso un grembiule, cosa che non aveva fatto per mesi. Sembrava anche più capace di esprimere i propri sentimenti.

Dopo due mesi, la sua capacità di comunicazione era migliorata, ed era nuovamente capace di guardare la TV e capire cosa stava succedendo.

Dopo 6 mesi, il marito ed io concordammo, in base alle nostre soggettive esperienze, sul fatto che il suo spirito, umore e consapevolezza erano notevolmente migliorati. Lei era finalmente in grado di lavorare intellettualmente sull’ambiente circostante. La sua memoria a breve temine era migliore.

L’afasia era progressivamente migliorata nel corso dei sei mesi, anche se il progresso sembrava essersi stabilizzato nell’ultimo mese. La sua capacità di attenzione era cresciuta sensibilmente ed era ora in grado di passare diverse ore ad ascoltare musica. Il suo giudizio, ragionamento, e chiarezza mentale erano notevolmente migliorati.

Non c’era stato alcun cambiamento riguardo alla sua memoria a lungo termine. A livello fisico, la paziente era passata da una totale incapacità di vestirsi ad essere in grado di farlo da sola, anche se a volte in maniera sbagliata. Era finalmente capace di camminare in linea retta e di mantenere una postura quasi completamente eretta.

Dopo 12 mesi, si potevano notare ulteriori leggeri miglioramenti nelle varie aree menzionate. A questo punto, dopo miglioramenti relativamente rapidi nei primi sei mesi, la paziente sembrava essere entrata in una situazione di ulteriori miglioramenti molto più graduali.

2° Paziente

Il secondo caso riguarda un avvocato di 64 anni del Midwest, al quale fu diagnosticato il morbo di Alzheimer dopo una serie di test neurologici e psicologici. Prima di farsi visitare, il suo funzionamento mentale e la sua memoria erano già notevolmente diminuiti. Non poteva più svolgere il suo lavoro, o ricordare cosa era successo 15 minuti prima, e il suo Q.I. (quoziente intellettivo) era ridotto a 92, notevolmente al di sotto di quello medio degli avvocati.

Fu sottoposto allo stesso trattamento a base di alga Klamath nel primo caso. Dopo un mese, la moglie aveva già notato un’arresto del processo degenerativo e dopo 12 mesi non si era verificata alcuna ulteriore degenerazione, anche se non vi era stato alcun recupero delle funzioni già compromesse.

La moglie del paziente è molto contenta dei risultati ottenuti con la Klamath e ritiene che il trattamento abbia preservato le basi per una solida relazione coniugale.

Sono stati qui riportati due casi pienamente documentati. In uno vi è stato un notevole recupero di funzionalità, nell’altro un arresto della progressiva degenerazione dovuta al morbo di Alzheimer. Questi risultati preliminari suggeriscono che tale forma degenerativa potrebbe in effetti essere arrestata tramite l’uso delle alghe AphanizomenonFlos-Aquae.

Caratteristiche organolettiche dell’alga klamath

  • tra il 65% e il 70% di proteine nobili;
  • 20 aminoacidi (di cui tutti gli 8 aminoacidi essenziali);
  • lo spettro completo di tutti i sali minerali presenti in natura;
  • vitamina A, vitamina C, tutte le vitamine del gruppo B (inclusa la B12), vitamina E, vitamina H (biotina) e vitamina K;
  • acidi grassi polinsaturi (Omega-3 ed Omega-6) e monoinsaturi (acido oleico);
  • numerosi carotenoidi (cantaxantina, astaxantina, zeaxantina, luteina e licopene);
  • clorofilla: è in assoluto l’alimento con la maggiore concentrazione;
  • afa-ficocianine (potenti antiossidanti ed antinfiammatori);
  • enzimi.

ECCO DOVE TROVARE ALGA KLAMATH DI QUALITA’:

Terni: multa di 100 euro a malata oncologica con esenzione dal vaccino

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vaccinati ricoverati

La 63enne non ha potuto effettuare la terza dose ma l’Agenzia delle Entrate le ha notificato la sanzione

Ha il sapore della beffa quanto capitato ad una 63enne di Terni, malata oncologica grave. Su consiglio dei medici, oltre ad essere fisicamente impossibilitata, non si è sottoposta alla dose booster del vaccino anti-Covid. Nei giorni scorsi alla donna è stata notificata dall’Agenzia delle Entrate la sanzione da 100 euro per il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale (previsto per gli over 50). A raccontare la storia è il figlio della paziente, che minaccia via legali qualora la situazione non venga risolta presto.

La grave patologia

«Mia madre – racconta – il 18 ottobre 2021 ha scoperto di avere un linfoma cerebrale molto aggressivo, che sta curando al reparto di oncoematologia di Perugia. A causa della grave malattia, per la quale le è stata anche riconosciuta l’invalidità legge 104 e l’indennità di accompagnamento invalidi civili, non ha potuto effettuare la terza dose di vaccino. Le prime due le ha ricevute in quanto ancora non le era stata diagnosticata la patologia, ma la terza, a causa delle fortissime cure (chemioterapie, immunoterapie e radioterapie), non ha potuto riceverla in quanto sconsigliata dai medici ed anche perchè è stata rinchiusa per quattro mesi nel reparto di oncoematologia, in una stanza asettica per evitare l’esposizione a patogeni di qualsiasi tipo. Quindi non si è potuta recare in punto vaccinale».

Gli interrogativi

«Lo scorso 4 maggio – continua l’uomo – è successo l’incredibile: mentre mia madre era in ospedale a Perugia per sottoporsi ai cicli di radioterapia, si è vista notificare una raccomandata a casa. Appena tornata, stanca e debilitata, si è recata all’ufficio postale per ritirarla. La raccomandata conteneva appunto la sanzione di 100 euro per il non rispetto dell’obbligo vaccinale. Ho già provveduto ad inviare una pec all’Usl Umbria 2, avviando tutta la procedura per richiedere l’annullamento della cartella esattoriale, ma la domanda che mi pongo è questa: se mia madre a causa della gravissima malattia ha visto riconoscersi legge 104 e accompagnamento, come è possibile che l’Usl Umbria 2 con l’incrocio dei dati del codice fiscale di mia madre, non sia in grado di capire chi è impossibilitato a fare il vaccino in quanto affetto da gravi patologie?».

Il botta e risposta con la Usl

Lunedì mattina, alla pec inviata dall’uomo con allegata la documentazione che attesta la grave malattia oncologica, l’Usl ha risposto chiedendo «entro e non oltre due giorni» la certificazione che attesta le due dosi effettuate dalla 63enne. «Ma già nella comunicazione ricevuta di avvio del procedimento sanzionatorio – continua il figlio della malata – è stato espressamente scritto che il ciclo primario è completato. Il foglio con la certificazione delle prime due dosi effettuate da mia madre attualmente non è in mio possesso e mia madre non è nelle condizioni per cercarlo. Se non riceverò a breve conferma scritta di annullamento del procedimento sanzionatorio – conclude l’uomo -, provvederò ad incaricare un avvocato di procedere alla denuncia».

Olio extravergine contaminato da pesticidi, plastificanti e oli minerali: De Cecco e Farchioni tra i peggiori!

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olio pesticidi

I problemi più grandi che sono stati trovati in questi prodotti è stata la contaminazione da oli minerali. Inoltre, sono state ritrovate anche tracce di plastificanti o pesticidi, a percentuali sempre basse e sempre entro limiti di legge. Gli idrocarburi degli oli minerali sono un ampio gruppo di sostanze diverse. Quelli rinvenibili nei prodotti in alta quantità sono gli idrocarburi aromatici, o MOAH, presenti in un terzo dei prodotti.

Olio extravergine italiano: i peggiori del test tedesco

Olio extravergine test

L’olio extravergine italiano non esce molto bene dal test. Tra questi vi sono le marche:

  • Filippo Berio: risultato quello peggiore del test per il contenuto di oli minerali “notevolmente aumentati”, e MOAH, tracce di IPA, plastificanti e anche due pesticidi (tra cui un insetticida, la deltametrina)
  • De Cecco: penalizzato per la presenza di oli minerali “notevolmente aumentati”, per la presenza di MOAH, tracce di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e di un pesticida (non specificato)
  • Dennree (Farchioni): anche qui c’è la presenza dell’olio minerale “notevolmente aumentati”. Ma anche MOAH e IPA
  • Casolare bio Farchioni olii: lo stesso risultato anche qui, olio minerale aumentato, IPA e plastificanti in tracce

Non solo pesticidi nei nostri olii

Alcuni di loro, da analisi approfondite, sono risultati cancerogeni e banditi dai cibi in maniera sistematica. Altra sostanza presente negli oli come contaminante è il MOSH. Questo è solito accumularsi nel corpo portando a conseguenze per la salute umana non ancora del tutto chiare. La via del loro ingresso negli oli alimentari sono i lubrificanti con cui vengono trattate le macchine utilizzate nella raccolta e spostamento delle olive. Alcuni oli d’oliva contengono tracce del pesticida deltametrina che sparso nei campi mette in pericolo le api e la biodiversità in generale.

Olio extravergine peggiore
Olio extravergine peggiore
Olio extravergine peggiore

L’olio peggiore dai test è risultato il Filippo Berio, come indicato sopra.

La Filippo Berio ha prontamente replicato, precisando che l’olio prodotto dall’azienda che si trova in Italia non è lo stesso venduto nei supermercati tedeschi.

Il prodotto testato – Filippo Berio Olivenöl Classico 500ml, GTIN 8002210113312, è commercializzato in Germania ma non è presente nel mercato italiano dove abbiamo una gamma specifica di prodotti, diversa da quanto vendiamo in quel Paese.

Aumento degli eventi cardiovascolari di emergenza tra la popolazione sotto i 40 anni in Israele con il siero della terza ondata

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vaccini covid-19 effetti avversi
FILE - This October 2021, photo provided by Pfizer shows kid-size doses of its COVID-19 vaccine in Puurs, Belgium. (Pfizer via AP, File)

Le reazioni avverse cardiovascolari sono causate da infezioni da coronavirus 2019 (COVID-19) e segnalate come effetti collaterali dei vaccini COVID-19. L’arricchimento degli attuali sistemi di sorveglianza della sicurezza dei vaccini con ulteriori fonti di dati può migliorare la comprensione della sicurezza dei vaccini COVID-19. Utilizzando un set di dati unico dei servizi medici di emergenza nazionali israeliani (EMS) dal 2019 al 2021, lo studio mira a valutare l’associazione tra il volume di arresto cardiaco e le chiamate EMS di sindrome coronarica acuta nella popolazione di 16-39 anni con potenziali fattori compresi i tassi di infezione e vaccinazione da COVID-19.

Nel periodo gennaio-maggio 2021 è stato rilevato un aumento di oltre il 25% in entrambi i tipi di chiamata, rispetto agli anni 2019-2020. Utilizzando modelli di regressione binomiale negativa, i conteggi settimanali delle chiamate di emergenza erano significativamente associati ai tassi di 1a e 2a dose di vaccino somministrata a questa fascia di età, ma non ai tassi di infezione da COVID-19. Pur non stabilendo relazioni causali, i risultati sollevano preoccupazioni per quanto riguarda gli effetti collaterali cardiovascolari gravi non rilevati indotti dal vaccino e sottolineano la relazione causale già stabilita tra vaccini e miocardite, una causa frequente di arresto cardiaco inaspettato nei giovani.

La sorveglianza dei potenziali effetti collaterali del vaccino e degli esiti di COVID-19 dovrebbe incorporare EMS e altri dati sanitari per identificare le tendenze della salute pubblica (ad esempio, aumento delle chiamate EMS) e indagare prontamente le potenziali cause sottostanti. i risultati sollevano preoccupazioni per quanto riguarda gli effetti collaterali cardiovascolari gravi non rilevati indotti dal vaccino e sottolineano la relazione causale già stabilita tra vaccini e miocardite, una causa frequente di arresto cardiaco imprevisto nei giovani.

La sorveglianza dei potenziali effetti collaterali del vaccino e degli esiti di COVID-19 dovrebbe incorporare EMS e altri dati sanitari per identificare le tendenze della salute pubblica (ad esempio, aumento delle chiamate EMS) e indagare prontamente le potenziali cause sottostanti. i risultati sollevano preoccupazioni per quanto riguarda gli effetti collaterali cardiovascolari gravi non rilevati indotti dal vaccino e sottolineano la relazione causale già stabilita tra vaccini e miocardite, una causa frequente di arresto cardiaco imprevisto nei giovani. La sorveglianza dei potenziali effetti collaterali del vaccino e degli esiti di COVID-19 dovrebbe incorporare EMS e altri dati sanitari per identificare le tendenze della salute pubblica (ad esempio, aumento delle chiamate EMS) e indagare prontamente le potenziali cause sottostanti.

introduzione

Gli esiti avversi cardiovascolari come la coagulazione del sangue (p. es., trombosi coronarica), la sindrome coronarica acuta, l’arresto cardiaco e la miocardite sono stati identificati come conseguenze dell’infezione da coronavirus 2019 (COVID-19) 1 , 2 , 3 , 4 , 5 . Allo stesso modo, i dati dei sistemi di sorveglianza regolamentare e di auto-segnalazione, tra cui il Vaccine Adverse events Reporting System (VAERS) negli Stati Uniti (USA) 6 , il Yellow Card System nel Regno Unito 7 e il sistema EudraVigilance in Europa 8 , associano simili effetti collaterali cardiovascolari 9 , 10 , 11 ,12 , 13 con una serie di vaccini COVID-19 attualmente in uso.

Più recentemente, diversi studi hanno stabilito una probabile relazione causale tra i vaccini a RNA messaggero (mRNA) di BNT162b2 e mRNA-1273 11 , 14 , 15 , 16 così come i vaccini adenovirus (ChAdOx1) 17 con miocardite, principalmente nei bambini, giovani e medi adulti di età. Lo studio del Ministero della Salute in Israele, paese con uno dei tassi di vaccinazione più alti al mondo, valuta che il rischio di miocardite dopo aver ricevuto la 2a dose di vaccino sia compreso tra 1 su 3000 e 1 su 6000 negli uomini di 16 anni– 24 e 1 su 120.000 negli uomini sotto i 30 anni 11 , 12 , 13. Uno studio di follow-up del Center of Disease Control (CDC) statunitense basato sui sistemi di auto-segnalazione VAERS e V-Safe 18 conferma ulteriormente questi risultati 19 . Il CDC ha recentemente pubblicato un avviso relativo al rischio di miocardite correlato al vaccino, ma ha comunque mantenuto la raccomandazione di vaccinare i giovani e i bambini di età superiore ai 12 7 . Preoccupazioni simili si riflettono nella recente approvazione del vaccino Pfizer da parte della Food and Drug Administration, che richiede diversi studi successivi sugli effetti a breve e lungo termine della miocardite nei giovani individui 20 .

Sebbene i benefici della vaccinazione COVID-19 siano chiari, soprattutto per le popolazioni ad alto rischio di sviluppare malattie gravi e potenzialmente pericolose per la vita 15 , 21 , è importante comprendere meglio i potenziali rischi per ridurre al minimo i potenziali danni. Tuttavia, valutare la connessione tra miocardite e altre potenziali condizioni cardiovascolari e i vaccini COVID-19 è impegnativo. In primo luogo, è noto che i sistemi di auto-segnalazione 22 di eventi avversi presentano bias di auto-segnalazione e problemi di sotto-segnalazione e sovra-segnalazione 23 , 24 , 25 . Anche lo studio israeliano, basato su una raccolta di dati più proattiva, afferma che alcuni dei casi potenzialmente rilevanti non sono stati completamente indagati.

In secondo luogo, la miocardite è una malattia particolarmente insidiosa con molteplici manifestazioni riportate. Esiste una vasta letteratura che mette in evidenza casi asintomatici di miocardite, che sono spesso sottodiagnosticati 26 , 27 , così come casi in cui la miocardite può essere erroneamente diagnosticata come sindrome coronarica acuta (SCA) 28 , 29 , 30 . Inoltre, numerosi studi esaurienti dimostrano che la miocardite è una delle principali cause di decessi improvvisi e inaspettati negli adulti di età inferiore ai 40 anni e valutano che sia responsabile del 12-20% di questi decessi 26 , 31 , 32 , 33. Pertanto, è plausibile la preoccupazione che l’aumento dei tassi di miocardite tra i giovani possa portare a un aumento di altri eventi avversi cardiovascolari gravi, come l’arresto cardiaco (CA) e l’ACS. Prove aneddotiche suggeriscono che questa potrebbe non essere solo una preoccupazione teorica 16 .

In terzo luogo, il danno miocardico e la miocardite sono prevalenti tra i pazienti con infezione da COVID-19 26 , 34 . Poiché l’introduzione del vaccino contro il COVID-19 avviene spesso con infezioni da COVID-19 della comunità di fondo, potrebbe essere difficile identificare se l’aumento dell’incidenza di miocardite e condizioni cardiovascolari correlate, come CA e SCA, sia determinato da infezioni da COVID-19 o indotto da COVID-19 -19 vaccini. Inoltre, tali aumenti possono anche essere causati da altri meccanismi causali sottostanti indirettamente correlati al COVID-19, ad esempio i pazienti che ritardano la ricerca di cure di emergenza a causa della paura della pandemia e del blocco 35 .

Questo studio mira a esplorare come fonti di dati aggiuntive, come quelle dei servizi medici di emergenza (EMS), possono integrare i sistemi di sorveglianza dei vaccini auto-segnalati nell’identificazione delle tendenze di salute pubblica relative a COVID-19. Più in particolare, lo studio esamina l’associazione tra gli incidenti CA e ACS nella popolazione di 16-39 anni e due potenziali fattori causali: i tassi di infezione da COVID-19 e il lancio del vaccino COVID-19. Lo studio sfrutta il sistema di dati Israel National EMS (IEMS) e analizza tutte le chiamate relative agli eventi CA e ACS in due anni e mezzo, dal 1 gennaio 2019 al 20 giugno 2021.

Metodi

Progettazione dello studio

Questo studio retrospettivo basato sulla popolazione sfrutta il sistema di dati IEMS e analizza tutte le chiamate relative agli eventi CA e ACS in due anni e mezzo, dal 1 gennaio 2019 al 20 giugno 2021. I dati delle chiamate IEMS sono accoppiati con i dati su COVID -19 tassi di infezione, nonché i rispettivi tassi di vaccinazione nello stesso periodo di tempo.

Il periodo di tempo dello studio abbraccia 14 mesi di un “periodo normale” prima della pandemia di COVID-19 e del lancio del vaccino (1/2019–2/2020), circa 10 mesi di un “periodo pandemico” con due ondate di pandemia (3 /2020–12/2020) e circa 6 mesi di un “periodo pandemico e di vaccinazione” (1/2021–6/2021), durante il quale Israele ha lanciato il suo lancio di vaccinazioni parallelamente a una terza ondata di pandemia di COVID-19. Pertanto, consente di studiare come il conteggio delle chiamate CA e ACS cambia nel tempo con diverse condizioni di sfondo e potenzialmente evidenziare i fattori associati ai cambiamenti temporali osservati.

Questo studio è stato ritenuto esente da revisione da parte del Massachusetts Institute of Technology Institutional Review Board (E-3300). Lo studio è stato approvato anche dal comitato di ricerca dell’IEMS.

Fonti di dati e popolazione di studio

Dati delle chiamate CA e ACS

Il sistema di dati IEMS include registrazioni di tutte le chiamate ricevute tramite il numero telefonico di emergenza nazionale israeliano (1-0-1). Si noti che l’IEMS è un’organizzazione nazionale che gestisce tutte le chiamate EMS in Israele. Ciascun record contiene più campi di informazioni, incluso il tipo di chiamata verificato retrospettivo come determinato dal team EMS (in contrasto con la classificazione iniziale della chiamata), la data, le caratteristiche di risposta rilevanti (ad es. morte sul posto e se era necessaria la rianimazione durante la risposta ), e l’età e il sesso del paziente.

Il set di dati dello studio include tutte le chiamate non cancellate con l’età del paziente riportata e un tipo di chiamata verificato di CA o ACS. Le chiamate CA sono state definite come un malfunzionamento elettrico improvviso del cuore di presunta eziologia cardiaca o medica, con conseguente collasso di un paziente, escluse le CA correlate a trauma, overdose di droga o suicidio. Le chiamate ACS sono state definite come condizioni in cui i pazienti sperimentano una riduzione del flusso sanguigno al cuore associata a infarto del miocardio.

I codici di chiamata utilizzati per identificare le chiamate CA e ACS sono determinati dai team EMS sulla base di protocolli definiti dell’IEMS. La diagnosi di CA è stata effettuata in base alle circostanze del collasso descritte dal chiamante al team di spedizione, all’elettrocardiogramma (ECG) della vittima di CA ottenuto tramite un defibrillatore esterno automatizzato e agli indicatori comuni di CA osservati dai paramedici che hanno risposto (p. es., paziente insensibilità, respiro agonico). Le CA dovute o ovviamente correlate a traumi, overdose di droga o suicidio sono state escluse da questo codice di chiamata e dallo studio. La diagnosi di SCA è stata effettuata sulla base dell’ECG a 12 derivazioni del paziente (un ECG a 12 derivazioni è stato eseguito su tutti i pazienti sospettati di SCA per confermare la diagnosi), sui sintomi (p. es., dolore toracico, mancanza di respiro), anamnesi ed esame obiettivo , come ottenuto dai sanitari intervenuti.

I metodi supplementari descrivono i campi dei dati delle chiamate IEMS e i codici del tipo di chiamata in modo più dettagliato.

Vaccinazioni e casi di infezione da COVID-19

I dati sulle vaccinazioni e sui casi di COVID-19 sono stati ottenuti dal portale online del database del governo israeliano ( https://info.data.gov.il/datagov/home/ ). Questi dati includono il numero di dosi giornaliere di 1a e 2a vaccinazione somministrate per fascia di età 36 , nonché il numero settimanale di nuovi casi confermati di COVID-19 per fascia di età, in tutto Israele 37 . I gruppi di età sono costituiti da contenitori di 20 anni che iniziano con 0–19. I conteggi della popolazione per gruppi di età simili sono stati raccolti anche da dati accessibili al pubblico utilizzati per integrare questi set di dati 38. Si noti che Israele ha somministrato solo vaccini BNT162b2 per i quali il ritardo tra la 1a e la 2a dose è di tre settimane e che tra gennaio e maggio 2021 i vaccini sono stati somministrati a individui di età pari o superiore a 16 anni.

Dati e analisi statistiche

Andamento delle chiamate CA e ACS

Per ogni coppia di diagnosi (CA o SCA), gruppo di età (16-39, over 40 o tutte le età) e sesso (maschio, femmina o entrambi i sessi) i cambiamenti assoluti e relativi da un anno all’altro in sono state calcolate le chiamate. La rispettiva significatività statistica di questi cambiamenti si basava sul test E di Poisson a due code 39 . Tali variazioni sono state calcolate separatamente rispetto all’intero anno solare (2019–2020) e dal 1° gennaio al 31 maggio (2019–2021). Il periodo gennaio-maggio è stato utilizzato per il confronto in quanto corrisponde alla somministrazione di vaccinazioni nella fascia di età 16-39 anni nel 2021 36. I confronti per l’intero anno solare sono stati calcolati per esaminare i cambiamenti nelle chiamate quando le infezioni da COVID-19 erano prevalenti, ma non sono state somministrate vaccinazioni nella fascia di età 16-39. Ulteriori analisi che descrivono la percentuale di chiamate CA in cui il paziente è deceduto sul posto (ossia, morte dichiarata prima dell’arrivo in ospedale) e ha ricevuto la rianimazione (ad esempio, il paziente ha ricevuto defibrillazione o rianimazione cardiopolmonare) sono descritte nell’Appendice.

Per visualizzare le tendenze temporali del volume delle chiamate CA e ACS e la potenziale relazione con i tassi di infezione da COVID-19 e i tassi di vaccinazione per la fascia di età 16-39, sono stati creati grafici rispettivamente per le chiamate CA e ACS. Ciascun grafico si sovrappone a diverse serie temporali di media mobile durante il periodo di studio. Questi includono la media mobile centrata di cinque settimane dei rispettivi conteggi settimanali delle chiamate EMS, nonché i conteggi della media mobile centrata di tre settimane di nuovi casi di infezione da COVID-19, le prime dosi di vaccino somministrate e le seconde dosi di vaccino somministrate. I grafici indicano anche i periodi dei tre avvisi nazionali di blocco della salute pubblica relativi al COVID-19 in Israele 40 .

Per migliorare la comprensione di queste tendenze durante la terza ondata pandemica e il lancio della vaccinazione, sono stati creati in modo simile grafici “zoom-in” per il periodo dal 18 ottobre 2020 al 20 giugno 2021. I grafici zoom-in evidenziano anche le stime del numero di individui che hanno ricevuto una sola dose di vaccinazione durante questo periodo. Ciò è stato fatto tracciando un’ulteriore serie temporale della media mobile di tre settimane della seconda dose di vaccino somministrata spostata indietro nel tempo di tre settimane. Più precisamente, la differenza tra il numero di 1a dose di vaccino e il numero di 2a dose di vaccino spostato indietro nel tempo di tre settimane mostra il numero stimato di pazienti che hanno ricevuto solo la loro 1a dose seguendo le raccomandazioni di somministrazione della vaccinazione di Pzifer (cioè, il numero stimato di pazienti che non hanno ricevuto una 2a dose di vaccino dopo un periodo di 3 settimane dalla somministrazione della 1a dose di vaccino). Questa differenza viene utilizzata anche per stimare il numero di dosi singole somministrate a individui che si erano ripresi da infezioni da COVID-19, che è stato tracciato dal 1 aprile 2021 in poi (il 1 aprile 2021 è stato poco dopo che il Ministero della Salute israeliano ha approvato la vaccinazione per questa popolazione41 ).

I grafici per i gruppi di età superiore a 40 e di tutte le età sono mostrati nelle figure supplementari. 1–4 .

Elaborazione di dati di serie temporali per chiamate CA e ACS, amministrazione delle vaccinazioni e conteggi di infezioni da COVID-19

Per verificare se le tendenze anno per anno osservate nei conteggi settimanali delle chiamate CA e ACS nella fascia di età 16-39 sono associate alle infezioni da COVID-19 o alla somministrazione del vaccino, le seguenti serie temporali settimanali sono state calcolate e considerate nel corso del intero periodo di studio: conteggi settimanali delle chiamate CA, rispettivamente, per i pazienti di età compresa tra 16 e 39 anni e di età superiore a 40 anni; Conteggio settimanale delle chiamate ACS di pazienti nella fascia di età 16–39; conteggio cumulativo bisettimanale (settimana corrente e precedente) della 1a e della 2a dose di vaccino somministrata, rispettivamente, nei gruppi di età 16–39 e sopra i 40 anni; e il conteggio cumulativo di tre settimane di nuove infezioni da COVID-19 (attuali e precedenti due settimane) nei gruppi di età 16–39 (approssimato dal gruppo di età 0–39) e oltre i 40 anni, rispettivamente. Si noti che il set di dati sull’infezione da COVID-19 37include solo dati aggregati per la fascia di età 0–39 e quindi sovrastima il numero di infezioni da COVID-19 per la fascia di età 16–39.

La scelta del conteggio bisettimanale della 1a e della 2a dose di vaccino è motivata da studi che suggeriscono che la miocardite compare tipicamente entro due settimane dalla vaccinazione 19 . La scelta di un conteggio cumulativo di tre settimane di nuove infezioni da COVID-19 è motivata dal fatto che i sintomi acuti di COVID-19 sono tipicamente osservati entro tre settimane dall’insorgenza dell’infezione 19 . Poiché l’impatto di COVID-19 potrebbe essere variabile, alcune delle analisi descritte di seguito sono state condotte anche con diversi conteggi di nuove infezioni da COVID-19 variando il periodo di conteggio da una a sei settimane (cioè, conteggi cumulativi tra uno, due, tre, quattro , cinque e sei settimane).

Associazione delle tendenze anno per anno del conteggio delle chiamate con le infezioni da COVID-19 e la somministrazione del vaccino

La correlazione del rango di Spearman è stata calcolata tra la serie temporale dei conteggi settimanali delle chiamate CA per il gruppo di età 16-39 anni e la serie temporale dei conteggi cumulativi bisettimanali (settimana corrente e precedente) della 1a e della 2a dose di vaccino somministrata per il stessa fascia di età. Allo stesso modo, la correlazione di rango è stata calcolata tra le serie temporali dei conteggi settimanali delle chiamate CA e le serie temporali dei nuovi conteggi di infezione da COVID-19 cumulativi di tre settimane (due settimane correnti e precedenti). Lo stesso è stato calcolato per la somma delle serie temporali dei conteggi settimanali delle chiamate CA e ACS per la fascia di età 16-39 (cioè, correlazione con le rispettive serie temporali della dose di vaccino e dei nuovi conteggi di infezione da COVID-19). Come accennato in precedenza, i conteggi cumulativi bisettimanali e trisettimanali rispettivamente per le vaccinazioni e le infezioni da COVID-19,19 . È stata inoltre eseguita un’analisi della potenza post hoc utilizzando G*Power (versione 3.1.9.7) 42 per determinare la potenza statistica (ovvero, la probabilità di rifiutare l’ipotesi nulla, di concludere un effetto ed evitare un errore di tipo II, quando un l’effetto esiste veramente) delle analisi di correlazione. Infine, poiché l’impatto del COVID-19 potrebbe verificarsi in un periodo di tempo variabile, la stessa analisi è stata ripetuta per quanto riguarda le serie temporali del conteggio delle nuove infezioni da COVID-19, ma variando il periodo di conteggio cumulativo dalle tre settimane originali a un intervallo da una a sei settimane.

Per studiare ulteriormente la potenziale associazione tra i conteggi settimanali di CA e ACS, la somministrazione del vaccino e le infezioni da COVID-19 e il controllo delle interazioni incrociate e di altri fattori, sono stati sviluppati due modelli di regressione binomiale negativa 43 . I modelli di regressione binomiale negativa sono comunemente usati per modellare i dati di conteggio e consentono l’analisi dei casi in cui i conteggi delle variabili di esito sono eccessivamente dispersi (la varianza dei dati di conteggio è maggiore della media) 43 , 44 . Tali modelli possono anche essere progettati per utilizzare i dati di conteggio storico cumulativo come funzionalità per stimare i conteggi dei risultati durante un determinato periodo di tempo corrente 35 , 45 , 46 .

Il primo modello, di seguito denominato Modello 1 , regredisce le rispettive serie temporali dei conteggi settimanali delle chiamate CA e dei conteggi settimanali delle chiamate ACS nella fascia di età 16–39 (la variabile dipendente), rispetto alle serie temporali del bi – conteggi cumulativi settimanali delle dosi di vaccino e conteggi cumulativi di nuove infezioni da COVID-19 a tre settimane, entrambi nella fascia di età 16-39 normalizzati dalla rispettiva dimensione della popolazione (variabili indipendenti). Il modello controlla anche le diverse diagnosi (CA rispetto a SCA), per le settimane incluse nei periodi di blocco della salute pubblica nazionale, nonché le variazioni di anno in anno (2019-2020) (ad esempio, dovute alla crescita della popolazione) nelle chiamate tramite rispettive variabili fittizie.

Allo stesso modo, il secondo modello, di seguito denominato Modello 2 , regredisce le rispettive serie temporali dei conteggi settimanali di CA dei gruppi di età 16–39 e over-40 (la variabile dipendente) rispetto alle serie temporali del vaccino cumulativo bisettimanale conteggi delle dosi e conteggi cumulativi di nuove infezioni da COVID-19 in tre settimane nei rispettivi gruppi di età, nuovamente normalizzati dalle rispettive dimensioni della popolazione (variabili indipendenti). Inoltre, invece della variabile fittizia utilizzata nel Modello 1 sopra per catturare i diversi gruppi di diagnosi, il Modello 2 introduce una variabile fittizia per catturare i diversi gruppi di età (16–39 e over-40).

Per identificare i predittori statisticamente più significativi, i modelli utilizzano la selezione graduale delle caratteristiche bidirezionale basata sul criterio di informazione bayesiano (BIC) del modello. La metrica BIC riassume la bontà di adattamento del modello penalizzando il numero di variabili selezionate per evitare l’overfitting 47 . Durante ogni fase dell’algoritmo di selezione, le funzionalità vengono testate per essere aggiunte o rimosse per ridurre al minimo il BIC del modello. I rapporti del tasso di incidenza aggiustato (IRR) e gli intervalli di confidenza (CI) al 95%, che rappresentano la variazione stimata delle chiamate settimanali per variazione unitaria di ciascuna variabile predittiva, sono stati riportati sia per il modello finale dopo la selezione graduale del BIC che per il modello completo senza selezione delle variabili . Lo sviluppo del modello è stato eseguito utilizzando la versione R 4.0.2.

Analisi di sensibilità

Come controllo di solidità delle associazioni determinate dai Modelli 1 e 2, l’analisi è stata ripetuta considerando le serie temporali di conteggio da una a sei settimane di nuove infezioni da COVID-19 nei rispettivi gruppi di età.

Coinvolgimento del paziente e del pubblico

Il coinvolgimento formale del pubblico e dei pazienti non era fattibile nei limiti di tempo e risorse di questo progetto di ricerca. Tuttavia, questo lavoro è stato informato dal dialogo con coloro che lavorano nei sistemi sanitari e nelle politiche pubbliche.

Approvazione etica

Questo studio è stato ritenuto esente da revisione da parte del Massachusetts Institute of Technology Institutional Review Board (E-3300). Lo studio è stato approvato anche dal comitato di ricerca dell’IEMS.

Risultati

Risultati descrittivi generali

Delle 30.262 chiamate di arresto cardiaco e 60.398 SCA incluse nella popolazione dello studio (per i dettagli, vedere i risultati supplementari), 945 (3,1%) e 3945 (6,5%) erano rispettivamente per pazienti di età compresa tra 16 e 39 anni, provenienti da una popolazione di a 3,5 milioni di persone in questa fascia di età 38 . Degli 834.573 casi confermati di COVID-19 durante il periodo di studio, 572.435 (68,6%) casi provenivano da individui di età compresa tra 16 e 39 anni. Tra i 5.506.398 pazienti che hanno ricevuto la prima dose di vaccinazione e 5.152.417 pazienti che hanno ricevuto la seconda dose di vaccinazione, 2.382.864 (43,3%) e 2.176.172 (32,2%) pazienti avevano rispettivamente un’età compresa tra 16 e 39 anni.

Cambiamenti di anno in anno nelle chiamate CA e ACS

Tabella 1riassume le variazioni di anno in anno nel volume delle chiamate CA e ACS. I risultati evidenziano un aumento statisticamente significativo di oltre il 25% in entrambi i bandi CA (25,7%, P <0,05) e ACS (26,0%, P <0,001) per i pazienti di età compresa tra 16 e 39 anni nel periodo gennaio-maggio 2021, rispetto allo stesso periodo nel 2020. È interessante notare che per CA non vi è alcuna differenza statisticamente significativa nel rispettivo volume di chiamate durante l’intero anno (gennaio-dicembre) dal 2019 al 2020 (diminuzione relativa di − 2,4% [P = 0,740]), prima del lancio della vaccinazione e terza ondata di COVID-19 in questa fascia di età. Allo stesso modo, per ACS, l’aumento durante l’intero anno dal 2019 al 2020 (aumento relativo significativo del 15,8% [P <0,001]) è stato seguito da un aumento ancora più ampio nel periodo gennaio-maggio dal 2020 al 2021 (aumento relativo significativo del 26,0% [P < 0,001]), che è stato durante la terza ondata di COVID-19 e il lancio della vaccinazione. Entrambi i sessi nella fascia di età 16-39 anni hanno registrato un aumento delle chiamate CA e ACS dal 2020 al 2021 per gennaio-maggio. Tra i maschi, le chiamate CA sono aumentate del 25,0% (P = 0,073) e le chiamate ACS sono aumentate significativamente del 21,3% (P <0,01). Tra le femmine, le chiamate CA sono aumentate del 31,4% (P = 0,224) e le chiamate ACS invece significativamente del 40,8% (P <0,01).

Fonte: Nature.com

Ospedale Cardarelli, caos accessi al Pronto soccorso: dimissioni di massa dei medici

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L’iniziativa provocatoria è stata promossa da 25 medici in servizio nel Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli per l’impossibilità di garantire assistenza adeguata ai pazienti.

Una lettera di preavviso di dimissioni per l’impossibilità di garantire assistenza adeguata ai pazienti. Questo l’iniziativa provocatoria, annunciata ieri nel corso di una conferenza stampa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil di Napoli, promossa da 25 medici in servizio nel Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli.

I medici denunciano, nella lettera già protocollata, una grave situazione di sovraffollamento con molti pazienti costretti ad aspettare alcune ore prima di essere sottoposti a visita. Al pronto soccorso del nosocomio partenopeo in questi ultimi giorni si sono registrati fino a 170 accessi. Precarie le condizioni della struttura con malati sulle barelle e mancato rispetto del distanziamento.

E in merito alla situazione che sta rendendo particolarmente impegnativa la gestione dei percorsi di Pronto Soccorso, la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli rende noto “di aver attivato ogni possibile provvedimento atto a decongestionare il DEA (dipartimento emergenza e accettazione) e ripristinare in tempi brevi la normale attività”.

“Ci siamo attivati sia nei riguardi della nostra organizzazione interna, con l’obiettivo di rendere possibile il maggior numero di trasferimenti dal Pronto Soccorso ai vari reparti – spiega il direttore generale Giuseppe Longo – sia di concerto con la rete dell’emergenza territoriale 118 per favorire il trasferimento di pazienti verso altre strutture del territorio”.

Obiettivo della Direzione Strategica – precisa una nota – resta sempre quello di consentire all’area di emergenza-urgenza del Cardarelli di proseguire in un’attività fondamentale per i bisogni di salute dei cittadini, anche in condizioni di pressione straordinaria.

Il segreto del digiuno: potenzia il sistema immunitario e rigenera il corpo dalle malattie

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Quando il corpo umano ha fame, mangia se stesso, fa un processo di pulizia, inizia eliminando tutte le cellule malate, cancerogene e invecchiate. La fame mantiene giovane il corpo e combatte malattie come il diabete.

Durante la fame il corpo produce proteine speciali che si creano solo in determinate circostanze. E quando si fanno, l’organismo raccoglie selettivamente queste proteine intorno alle cellule malate, cancerose o morte, le dissolve e ripristina e trae beneficio dall’organismo nutritivo prodotto da questo processo.

Ecco come si fa la raccolta differenziata durante il digiuno. Gli scienziati sono riusciti attraverso lunghi studi specializzati che il processo di autofagia richiede condizioni insolite che costringano l’organismo a fare questo processo. Queste circostanze speciali includono che una persona si astenga dal mangiare e bere per 16 ore (ciclo 8/16).

Gli esseri umani devono funzionare normalmente in questo periodo. Questo processo deve essere ripetuto per un certo periodo per garantire che l’organismo si pulisca al massimo e per non riattivare le cellule malate.

Si raccomanda di ripetere il processo di fame e sete uno o due giorni a settimana secondo Yoshinori Ohsumi – Premio Nobel per la fisiologia e la medicina.

“Io pratico il digiuno intermittente di 16h e lo raccomando super! non costa nulla.. Cenare alle 22:00 e poi pranzare l’altro giorno alle 14:00, salti solo la colazione e ti fa molto bene.. Ho sentito il corpo pulirsi. Io non mi ammalo mai e mi sento sempre bene. Sono arrivato a praticare digiuni completi di 10, 20 e 30 giorni solo con acqua.. e mi sono sentito molto bene! consiglio di provare un digiuno di 3 giorni interi, che è quando si produce l’autofagia completa, e altrimenti… i digiuni intermittenti.”

Il digiuno di 40 giorni è per esseri ad alta vibrazione, il giorno quaranta non solo pulisci il tuo corpo, ma anche pulisci la tua anima dai parassiti interdimensionali e puoi aprire il terzo occhio. Questo digiuno è solo per i maestri spirituali e gli esseri ad alta vibrazione (non è raccomandato per gli apprendisti).

monje ungido / monaco consacrato / Tibet

LEGGI ANCHE: Scienziati confermano: il digiuno rigenera il nostro corpo – VIDEO

Digiuno intermittente la soluzione ideale per la salute e per dimagrire

Forno a microonde cottura contronatura: perchè devi utilizzarlo il meno possibile

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FORNO MICROONDE

Nonostante i numerosi studi, si parla troppo poco dei rischi legati alla cottura con il forno a microonde. Intervista al dottor Hans U. Hertel, uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino in fondo.«Cucinare col forno a microonde è veloce, semplice e conveniente»: questo l’irresistibile slogan che ha fatto in modo che un nuovo elettrodomestico entrasse nelle case di tutto il mondo.

E’ possibile però che questo oggetto miracoloso si riveli un moderno cavallo di Troia, dal momento che fino ad oggi poco si è detto sul possibili rischi legati ad una tecnologia assai controversa. In queste pagine cercheremo di capire meglio come funziona il forno a microonde, ripercorrendo la storia delle varie ricerche condotte e dando voce ad uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino in fondo.

COTTURA PER SCUOTIMENTO

Il meccanismo di funzionamento del forno in questione è abbastanza semplice: un dispositivo, chiamato magnetron, genera un campo di corrente elettrica alternata. Il ribaltamento del campo elettrico, che si ripete per più di 2 miliardi di volte al secondo, produce un effetto di «scuotimento» delle molecole, specialmente quelle dell’acqua, ma anche di lipidi e proteine.

Questa frizione intermolecolare genera un calore che riscalda il cibo in modo completamente diverso rispetto al metodo convenzionale: dall’interno verso l’esterno.I possibili danni delle microonde sul sistemi biologici sono conosciuti sin dalla loro prima applicazione nel radar, durante la seconda guerra mondiale: chi lavorava con questi apparecchi era infatti più soggetto allo sviluppo di leucemie. Scienziati tedeschi avevano già fatto della ricerca negli anni ’30 sugli effetti delle microonde sul sistema nervoso umano e degli animali.

Questi studi portarono alla definizione di limiti di sicurezza molto severi che però non furono mai presi sul serio dagli scienziati statunitensi, tant’è vero che quando negli anni ’60 iniziò a diffondersi il forno a microonde, vennero utilizzati limiti 1000 volte più alti. I forni a microonde furono invece vietati in Germania a partire dal ’41 e in Unione Sovietica a partire dal 1976; divieto successivamente abolito dopo la Perestroika.

Negli stessi anni ’70 iniziarono a comparire anche in Europa e Stati Uniti le prime ricerche che mettevano in dubbio la sicurezza dei cibi cotti a microonde. Studi istologici su broccoli e carote cotti con microonde rilevarono che la struttura molecolare dei nutrienti veniva deformata a tal punto da distruggere le pareti cellulari.

Da allora fino al nostri giorni gli studi condotti sono stati diversi (vedi box) e gli aspetti più controversi che sono stati evidenziati riguardano:- l’emissione di microonde dagli apparecchi;- i rischi igienici dovuti ad una cottura non omogenea;- la migrazione di sostanze tossiche contenute negli involucri all’interno dei cibi;- un’alterazione anormale delle sostanze nutritive degli alimenti; – un’alterazione cancerosa del sangue in seguito al consumo di questi alimenti.

Nonostante il fatto che nei vari paesi siano stati stabiliti dei valori limite di esposizione alle microonde, nulla è stato fatto invece per ammonire l’utilizzatore sui possibili rischi evidenziati da questi studi. Questi valori limite infatti si riferiscono esclusivamente alle emissioni di microonde verso l’esterno del forno e non alla quantità di radiazioni cui sono sottoposti i cibi all’interno dei forni.

GLI EFFETTI sul SANGUE

Lo studio più significativo sui rischi legati all’assunzione di cibi cotti a microonde rimane quello del professor Bernard Blanc dell’Università di Losanna e del dottor Hans U. Hertel, uno scienziato indipendente con una lunga esperienza nell’industria alimentare e farmaceutica. Nel 1989 Blanc e Hertel proposero alla Swiss Natural Fund, insieme all’Università di Losanna, una ricerca riguardante gli effetti sull’uomo del cibo cotto con microonde, ma fu rifiutata. La ricerca fu per questo ridimensionata e condotta con fondi privati.Furono testati otto volontari, che per alcuni mesi seguirono una dieta macrobiotica e ai quali ogni 15 giorni vennero somministrati a stomaco vuoto, alimenti crudi, cotti con metodi convenzionali, scongelati o cotti in un forno a microonde.

Immediatamente prima dei pasti e poi 15 e 120 minuti dopo, avveniva prelevi di sangue.E’ importante sottolineare che i volontari non erano a conoscenza del metodo di cottura del loro cibo e quindi è da escludere un condizionamento psicosomatico.Come si può osservare nel grafici, le analisi rilevarono differenze significative tra gli effetti sul sangue del cibo cotto a microonde e quelli del cibo cotto con metodi convenzionale.In particolare venne riscontrata una riduzione significativa dell’emoglobina e una e un aumento dell’ematocrito, dei leucociti e del colesterolo. Inoltre, furono evidenziati alterazioni della membrana cellulare.«I cibi cotti con microonde – si legge nello studio – paragonati a quelli non irradiati, causano cambiamenti nel sangue delle persone testate, tali da indicare l’inizio di un processo patologico, proprio come nel caso di un iniziale processo canceroso».

Ricorrendo alla bioluminescenza è stato inoltre registrato il «passaggio per induzione dall’energia delle microonde dai cibi trattati al corpo umano»Raramente una ricerca ha scatenato una simile bufera: il professor Blanc si dissociò quasi subito dalle conclusioni dello studio, temendo per la sicurezza della propria famiglia oltre che del suo posto di lavoro. Poco dopo la FEA , associazione dei rivenditori di elettrodomestici a Zurigo, denunciò il dottor Hertel, e il 19 marzo 1993 la Corte Cantonale di Berna gli vietò di divulgare le sue conclusioni, pena una sanzione di 5000 franchi svizzeri; verdetto successivamente ribadito dalla Corte federale a Losanna. Nel 1998, la Corte europea per i diritti umani di Strasburgo riconobbe in questo verdetto una grave violazione della libertà di espressione e condannò la Svizzera a un risarcimento di 40.000 franchi (un riconoscimento irrisorio rispetto alle spese processuali e ai danni economici e professionali subiti da Hertel)Da quel momento la Corte federale stabilì che Hertel poteva sì divulgare le proprie conclusioni, ma la condizione di dichiararle non scientificamente provate.

SIAMO LIBERI di SCEGLIERE

Da allora, un’inspiegabile cortina di silenzio è calata sulla questione dei forni a microonde. Come sempre, quando ci sono grandi interessi in ballo, la verità diventa difficilissima da trovare, sommersa com’è da fortissime pressioni che esercitano la loro influenza non solo sui mass media, ma soprattutto sul mondo scientifico e le istituzioni ad esso legate. Gli scienziati che hanno l’onestà intellettuale e il coraggio di scagliarsi contro questa logica si contano sulla punta delle dita e nella maggior parte dei casi vengono minacciati, denunciati, diffamati e perseguitati in ogni modo possibile, come dimostra la storia di Hertel. Ma finché queste persone avranno modo di parlare, noi avremo modo di ascoltare.E di scegliere.

INTERVISTA al DOTTOR HERTEL

Siamo andati a cercare il combattivo dottor Hertel per farci raccontare con le sue parole quali sono i rischi dell’impiego dei forni a microonde e le disavventure cui è andato incontro per aver voluto cercare la verità a qualunque costo.

Dottor Hertel, perché ha perso la causa intrapresa contro di lei dai rivenditori di elettrodomestici, quando i risultati dei suo studio sui pericoli dei cibo cotto a microonde erano così evidenti? Non poteva andare altrimenti dal momento che il professore Michael Teuber dell’Institute for Food Science presso la Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, che al processo rappresentava la scienza ufficiale, dichiarò che secondo una ricerca in corso presso il suo istituto, i cibi cotti a microonde non rappresentavano nessun rischio per i consumatori.Tuttavia, i risultati di quella ricerca non sono mai stati resi pubblici

Perché? Semplicemente perché le sue conclusioni non erano in linea con quanto dichiarato al processo. Questo vuol dire che Teuber aveva intenzionalmente mentito davanti alla corte nel nome dell’industria. Anche alla luce dei risultati finali di quella tesi, Teuber non ha mai rettificato la sua dichiarazione, e tutt’oggi neanche la corte ha corretto il proprio verdetto.Queste cose capitano spesso quando la ricerca scientifica va contro gli interessi dei grandi gruppi economici?

Tutta la ricerca scientifica che non è in linea con gli interessi dell’industria o del settore bellico non solo non viene sostenuta, ma per quanto possibile viene soppressa. La ricerca privata, quando mostra risultati che vanno contro gli interessi dei potenti, viene diffamata e perseguitata in tutti i modi possibili.

Questo succede ormai da almeno un secolo, senza che l’opinione pubblica ne sappia nulla, anche perché la gente preferisce avere fiducia nelle autorità, specialmente per quanto riguarda il mondo scientifico, e credere nell’integrità delle università e delle organizzazioni statati; non è disposta a credere nella corruzione dei governi, delle industrie e ancora meno della scienza.Ma quali sano state le critiche alla sua ricerca sul forni a microonde?

L’industria ha definito il nostro studio non scientifico perché abbiamo usato solo otto persone e perché alcuni dei risultati ottenuti non mostravano dei cambiamenti significativi ma solo delle tendenze, comprese all’interno di limiti scientificamente accettabili. Secondo la scienza ufficiale i test devono essere ripetibili per essere scientificamente corretti e quindi hanno bisogno di risultati statisticamente significativi, condotti attraverso migliaia di test su animali.

Qualunque scienziato che si rispetti dovrebbe arrivare alla conclusione che questo tipo di procedura è dei tutto inaccettabile, quanto priva di buon senso.Nei nostri esperimenti non volevamo mettere in pericolo i volontari che si erano offerti di fare da cavia e quindi li abbiamo sottoposti ad una singola ingestione alla volta di cibo cotto con microonde, con due settimane a disposizione per il recupero. In questo contesto, nessun cambiamento nel sangue potrebbe mai essere «significativo». Tuttavia, anche una tendenza persistente può dare l’informazione necessaria per vedere in quale direzione questi effetti si potrebbero sviluppare.

Ci può spiegare qual è il principio di fondo che rende le microonde così pericolose?Le microonde generate tecnologicamente sono in contraddizione con la natura e quindi tossiche: stiamo parlando di un’energia basata sul principio della corrente alternata, mentre le energie naturali si basano sulla corrente continua a impulsi.

Il sole irradia la sua luce in modo continuo, creando un flusso ininterrotto di impulsi che è in grado di portare e sostenere la vita sulla terra; le microonde invece, in seguito alle continue inversioni di polarità, creano un effetto di «Scuotimento» e di separazione che causano nei tessuti biologici ed anche in quelli inorganici un processo di decadimento. L’effetto di questo è il cancro. Purtroppo le microonde hanno lo stesso effetto sul cibo, e attraverso questo sul corpo umano. Le strutture molecolari degli alimenti vengono deformate e quindi alterate nella loro forma e qualità.

Il loro valore energetico, determinato dalla forma della loro struttura, viene alterato e questo processo rende gli alimenti tossici; mentre dal punto di vista della composizione chimica, le molecole sono le stesse e possono essere analiticamente rilevate. Per questo motivo, gli effetti della cottura di un alimento a microonde non sono evidenti nell’immediato, ma solo nel lungo periodo, per esempio con lo sviluppo di una forma cancerosa.Anche la comunicazione senza fili, come le trasmissioni su onde corte e la telefonia cellulare, funzionano con le stesse microonde, indipendentemente dalla loro frequenza, e quindi in principio hanno gli stessi effetti dei forni.

Queste microonde riscaldano, deformano e distruggono le cellule dei cervello e del corpo umano, ma anche quelle di animati e vegetali. Oggi viviamo in un immenso forno a microonde che ci sta cuocendo lentamente.

COSA POSSIAMO FARE ALLORA?

E’ necessario investire in tecnologie alternative ecologiche. Questo richiederebbe tuttavia che la scienza si basasse sulle leggi naturali, invece di cercare di trasformare i processi naturali a proprio piacimento come sta succedendo oggi. La natura comunica secondo il principio della corrente continua senza fare male a nessuno.

COSA DICE LA RICERCA

1973:. P. Czerski e W. M. Leach (Usa) dimostrano che le microonde causano tumori negli animati. (1)1975. Studi su broccoli e carote cotti a microonde rilevano la deformazione detta struttura molecolare dei nutrienti (2)1987. Uno studio tedesco dimostra danni irreversibili all’occhio nel caso di una esposizione prolungata (3)Fìne anni ’80. Uno studio della American National Council for radiation protection evidenzia che i figli di donne che usano forni a microonde hanno una maggiore probabilità di malformazioni.1989.

Secondo uno studio condotto a Vienna, cuocere a microonde causa cambiamenti significativi delle proteine del cibo, e in particolare nel latte per neonati (4)1990. All’Università di Leeds, si evidenzia che la cottura nei forni a microonde non è igienicamente sicura (5)1992- La ricerca di Blanc e Hertel, condotta con all’Università di Losanna, mostra un cambiamento significativo nel sangue delle persone che consumano cibo cotto con microonde (6)-

Uno studio condotto dal pediatra John A. Kerner dell’Università di Stanford in California, evidenzia che il riscaldamento del latte materno a microonde a più di 72 °C causa una sensibile diminuzione di tutti i fattori antiinfettivi testati (7)1993. David Bridgman, chinesiologo con molti anni di esperienza, dichiara che «il 99,9% dei miei pazienti con varie forme di allergie si mostra motto sensibile ai cibi cotti a microonde».1994- Una ricerca americana dimostra che l’uso di riscaldare avanzi di cibo nel forno a microonde è potenzialmente pericoloso in quanto la cottura non omogenea non garantisce protezione dall’insorgere di salmonella (

Ricerche diverse mostrano che nel latte per neonati riscaldato a microonde si possono modificare degli aminoacidi, causando in tal modo tossicità o un’alterazione del valore nutrizionale (9)1996. Una ricerca evidenzia la migrazione di particelle di pvc dagli involucri, utilizzati per coprire il cibo durante la cottura con il microonde, al cibo stesso. (10)2000. La University of California evidenziando la migrazione dagli involucri per microonde della sostanza cancerogena dietilexiladepate in una quantità compresa tra i 200 e 500 ppm (il limite della FDA è di 0.05 ppm). Tra le sostanze migrate vengono individuate anche xenoestrogeni, sostanze legate a diminuzione di spermatozoi negli uomini e tumore al seno nelle donne (11)

Dimmi dove ingrassi, e ti dirò chi sei: ecco da cosa dipende l’accumulo dei grassi

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Se hai un accumulo di grasso sui fianchi, o su gambe, cosce, pancia, glutei eccetera, potresti soffrire di questi problemi.


Accumulo di grasso sui fianchi e non solo, ecco da cosa dipende

Ognuno di noi tende ad accumulare grasso su varie parti del corpo a seconda di vari fattori. Spesso dipende da un fattore di ereditarietà, o magari per un fatto di predisposizione. Sta di fatto che ogni corpo è a se ed ogni persona ha caratteristiche differenti.
Per questo esistono persone che hanno un fisico a pera, a mela, a clessidra e così via. E la causa di tutto ciò sta proprio nella differente modalità di accumulo di grasso.
Un punto fondamentale è rappresentato anche da uno sbagliato stile di vita in cui si mangia male e si fa poco movimento.

  • MA COSA SIGNIFICA L’ACCUMULO DI GRASSO SU VARIE PARTI DEL CORPO?
  • PERCHE’ SI CONCENTRA IN DETERMINATE PARTI DEL CORPO?

A tutto c’è un motivo le cui cause possono essere varie. Esaminiamo le varie cause con le rispettive parti del corpo.

Se hai un accumulo di grasso sui fianchi, o su gambe, cosce, pancia, glutei eccetera, potresti soffrire di questi problemi.Accumulo grasso

ACCUMULO DI GRASSO SUI FIANCHI

CAUSA: ESTROGENI
Le maggiori “vittime” di questo inestetismo sono proprio le donne le quali, molto spesso, si ritrovano a fare i conti con lo specchio e l’immagino che esso da di loro. Questa caratteristica porta la donna ad avere la classica forma a pera.

SULLA PANCIA

CAUSA: IL CORTISOLO
Il cortisolo è un ormone  definito anche come “l’ ormone dello stress” perché la sua produzione aumenta in condizioni di stress psico-fisico elevato. Questo fa entrare in atto un meccanismo che comporta l’ accumulo di grasso soprattutto nella zona della pancia sia per gli uomini che per le donne. Per ovviare a questo problema occorre condurre una vita più rilassate e meno stressante. Anche fare attività fisica come lo yoga è di fondamentale aiuto sia per la salute fisica che psicologica.

ACCUMULO DI GRASSO SU PETTO E BRACCIA

CAUSA: TESTOSTERONE
Tutto gira intorno ai livelli di testosterone presenti nel corpo. Se esso ha valori molto bassi farà si che i bicipiti ed il petto avranno un’aspetto gonfio, certamente non legato all’esercizio fisico bensì ad uno scompenso. Tale modificazione del petto e delle braccia può dipendere anche dai livelli degli androgeni.
Condurre una vita sana facendo attività fisica può favorire una forma ottimale.

SU FIANCHI E SPALLE

CAUSA: INSULINA
In casi come questi fate attenzione agli zuccheri. Eccessi di pasta, pane e dolci può determinare un accumulo smisurato di grasso in corrispondenza dei fianchi e delle spalle.
Avere un’ alimentazione corretta e maggiormente bilanciata senz’altro aiuta.

Là dove il grasso va ad accumularsi in corrispondenza dei nostri organi c’è davvero da preoccuparsi
In questo caso si tratta di GRASSO VISCERALE. I danni causati da questa tipologia di accumulo sono davvero gravi e per tale motivo è bene rivolgersi ad un medico in modo che possa darci una dieta sana che provveda a “liberare” i nostri organi dalla morsa del grasso.

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