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Tatuaggi, il viaggio della nanoparticelle di inchiostro nel corpo fino ai linfonodi

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tatuaggio linfonodi
A fotografare il loro viaggio è stato un team di scienziati tedeschi e dell’Esrf, il Sincrotrone europeo di Grenoble (Francia), in uno studio pubblicato su Scientific Reports (Nature), che getta un’ombra su possibili rischi non ancora indagati
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Non è obbligatorio il controllo annuale delle caldaie.Non fatevi “spillare” quattrini inutilmente

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controllo annuale caldaie

Molti cittadini trovano nelle loro cassette postali lettere di tecnici specializzati che invitano a fare il controllo delle caldaie una volta l’anno, asserendo che ciò debba essere fatto per legge per non incappare in spiacevoli sanzioni, ma non è proprio così.

Al fine di chiarire la periodicità dei controlli da effettuare previsti, citiamo la legge   74 dell’aprile 2013  (GU n.149 del 27-6-2013), che indica chiaramente che la frequenza della manutenzione dipende da quanto disposto dal fabbricante, così come negli altri paesi europei.

<<Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico22 gennaio 2008, n. 37, conformemente alle prescrizioni e con la periodicita’ contenute nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione rese disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto ai sensi della normativa vigente.Qualora l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni specifiche, o queste non siano piu’ disponibili, le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi e dei dispositivi facenti parte dell’impianto termico devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni e con la periodicita’ contenute nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente.>>

In pratica la legge prevede che i controlli possono essere eseguiti solo da ditte abilitate, e che bisogna rispettare la cadenza indicata nelle istruzioni tecniche rese disponibili dall’impresa installatrice dell’impianto, oppure, qualora non ci fossero, bisogna prendere riferimento dalle istruzioni della caldaia fornite dal fabbricante, le quali di solito prevedono al massimo un controllo ogni 2 anni, e in molti casi anche dopo 4 anni, in base al combustibile della caldaia (solido o liquido) e alla sua potenza.

Diverso è il discorso per la cadenza dei controlli di efficienza energetica (controllo fumi). In questo caso dobbiamo fare riferimento all’Art. 8 “Controllo dell’efficienza energetica degli impianti termici”.

In base alla normativa, per impianti di potenza compresa fra 10 e 100 kiloWatt, nei quali rientrano tutti quelli domestici, compresi quelli di piccoli condomini, i controlli devono essere effettuati ogni 2 anni se l’impianto è alimentato a combustibile liquido o solido e ogni 4 anni per se alimentato a gas, metano o GPL. Invece per gli impianti di potenza pari o superiore a 100 kW i tempi sono rispettivamente dimezzati.

fonte: www.jedanews.it

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Vaccini, Raggi scrive a Lorenzin-Fedeli: “Applichiamo normativa confusa, rischio caos”

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raggi lorenzin

La nuova normativa sulla prevenzione vaccinale è confusa, risulta poco chiara e viene infatti applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia”. È la criticità segnalata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi in una lettera inviata alle ministre della Salute Beatrice Lorenzin e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. “Il ministero della Salute ha censurato solo il nostro modello di autocertificazione per l’ammissione ad asili nidi e scuole d’infanzia, che riportava pedissequamente una parte del testo di legge, ammonendoci in modo perentorio sulle responsabilità derivanti dalla mancata attuazione del dettato normativo al quale invece Roma Capitale intende dare seguito. A parte questa singolare circostanza, lo stesso ministero non si è accorto che nel resto d’Italia c’è il caos e che per la scarsa chiarezza delle norme ogni amministrazione si regola come ritiene più opportuno per i propri cittadini residenti”, spiega Raggi.

“Tale difformità evidenzia la confusione che caratterizza il quadro normativo di riferimento”, si legge ancora. Nella lettera la sindaca illustra “una serie di esempi di applicazione divergente del decreto legge in Comuni e Regioni sull’intero territorio nazionale, segnalando che in una regione addirittura non è previsto l’allontanamento dalle scuole dei bambini che non abbiano soddisfatto gli obblighi di legge”.

“SERVONO INDICAZIONI PRECISE, EVITARE PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO”

“Questa situazione rischia di generare una discriminazione tra cittadini di serie A e di serie B rispetto alla loro collocazione geografica – aggiunge Raggi – e pertanto l’Amministrazione capitolina chiede che i Ministeri coinvolti rendano immediatamente uniforme l’applicazione normativa. Vanno inoltre fornite indicazioni dettagliate sugli aspetti organizzativi e sulle procedure di non ammissione o di allontanamento dei bambini non provvisti di adeguata documentazione, così da poter rispondere alle legittime preoccupazioni delle famiglie e degli operatori scolastici, ed evitare problemi di ordine pubblico. Nel rispetto del leale principio di collaborazione tra le istituzioni, invito il Governo a definire con l’Anci modalità operative condivise e ad ascoltare gli Enti locali che sono i più vicini alle istanze e alle esigenze dei cittadini”, conclude la sindaca.

Agenzia DIRE – «www.dire.it»

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Le 8 Piante che Favoriscono la Guarigione della Tiroide

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piante utili per la tiroide

La ghiandola tiroidea è indispensabile per il funzionamento del nostro corpo, eppure milioni di persone solo nel nostro paese hanno una tiroide che è o iperattiva o poco attiva, provocando vari disturbi spesso trascurati che invece col tempo peggiorano. E’ importante quindi prendersi cura della propria tiroide, una delle ghiandole più importanti del corpo umano, e più soggette a disturbi.

Entrambi gli stati di disfunzione tiroidea hanno un impatto significativo sulla nostra salute e può essere molto invalidante quando il livello di ormoni prodotti è molto oltre i valori sani.

Ecco solo alcune delle più importanti funzioni che gli ormoni tiroidei contribuiscono a regolare:

  • Trasporto di elettroliti
  • Regola l’attività muscolare e cardiaca
  • Riparazione ossea
  • Regola lo sviluppo durante gli anni dell’infanzia
  • Regola il ciclo mestruale
  • Regola il desiderio sessuale e la libido
  • Sintesi delle proteine cellulari
  • Assicura al corpo l’assimilazione del cibo e la sua conversione in energia
  • Regola il metabolismo
  • Crea la Vitamina A convertendo il beta-carotene (contenuto nei vegetali)
  • Aiuta a regolare i processi mentali
  • Regola la temperatura corporea

COME PRENDERCI CURA DELLA NOSTRA TIROIDE

Prendersi cura della tiroide non significa necessariamente curare una patologia ma semplicemente mettere in pratica le giuste attitudini che ci mantengono in forza e in salute.

8 PIANTE CHE PROMUOVONO LA SALUTE DELLA TIROIDE

Madre Natura ci fornisce una serie di erbe che contengono dei principi attivi in grado di equilibrare ed armonizzare la funzionalità della nostra tiroide. Si consumano queste erbe per via orale, o come un tè o tramite una capsula o pillola, a seconda della formulazione che troviamo disponibile.

Fucus Vesiculosur. E’ un alga che cresce nella zona Nord dell’Oceano Atlantico e del Pacifico. È ricca di nutrienti e contiene un ottimo ammontare di magnesio, potassio e micronutrienti, elementi che molto spesso non si trovano nei cibi che normalmente consumiamo. E’ stata da sempre usata per trattare l’ipotiroidismo in quanto è ricchissima di iodio, il minerale indispensabile per il corretto funzionamento della tiroide. Lo iodio è il più importante nutriente per la tiroide. Chi invece ha una tiroide iperfunzionante non dovrebbe prenderlo.

Semi di lino. Si sente spesso parlare di quanto i semi di lino facciano bene al nostro intestino ma aiuta anche la nostra tiroide. I semi di lino sono invece indicati nel caso di ipertiroidismo, in quanto contrastano l’assimilazione dello iodio da parte della tiroide e quindi ne rallenta il funzionamento. Questa azione sembra sia presente solo nei semi crudi e non nell’olio di semi di lino. Possono essere aggiunti ai vari piatti o consumati da soli, l’importante è schiacciarli per bene per assorbirne le proprietà.

Echinacea. Questa erba è famosa per stimolare il sistema immunitario, ma l’echinacea è ottima per migliorare la salute della tiroide. Va usata in particolare la radice di echinacea, che spesso si trova sotto forma di tisana, in quanto contiene dei principi attivi che aiutano nel caso di ipertiroidismo. E’ particolarmente utile inoltre nei casi di tiroide autoimmune.

Zenzero. Ho parlato di questa pianta in tanti articoli in quanto lo zenzero apporta numerosi benefici a largo spettro per tutto l’organismo. E’ bene sapere che lo zenzero è anche ottimo per la tiroide. E’ ricco di zinco, magnesio e potassio, che sono tutti nutrienti che la tiroide richiede per una salute ottimale. Inoltre stimola la circolazione sanguigna, cosa che è molto utile quando si ha l’ipotiroidismo. Infine lo zenzero combatte e migliora la stanchezza, sensazione di freddo e la digestione lenta che si manifestano con l’ipotiroidismo.

Liquirizia. Utile nei casi di ipotiroidismo, perché promuove la regolazione ormonale ne fornendo energia e aiutando a risolvere il senso di stanchezza. Inoltre contiene l’acido glicirretinico contenuto nella liquirizia ha la potenzialità di inibire la crescita di alcuni tipi di cellule di cancro alla tiroide.

Ortica. L’ortica è una pianta facile da trovare nei nostri campi, ed è utile per le persone che hanno sia l’ipotioidismo che l’ipertiroidismo.

Olio di enotera. Questa è una pianta poco conosciuta da noi, ma in verità è molto famosa per la salute delle donne tanto che una mia amica l’ha usata per guarire delle cisti al seno. L’olio di enotera è anche estremamente utile per la tiroide. Oltre ad aiutare l’ipotiroidismo nel suo complesso, contrasta i sintomi di questa condizione, come la perdita di capelli e cicli mestruali dolorosi.

Coleus forskohlii. E’ ottima nel caso di ipotiroidismo in quanto ha dimostrato la capacità di aumentare la produzione di ormoni tiroidei. Ottima anche per chi è in sovrappeso dato che il suo principio attivo, chiamato forskolina, avvia una cascata di reazioni chimiche che portano a bruciare i grassi e migliorare il metabolismo.

Se la ghiandola tiroide non funziona correttamente, si sperimentano una serie di problemi di salute molto generici e difficilmente riconducibili ad essa a meno che non si esegue una analisi. Queste piante sono in grado di aiutare la salute della nostra tiroide. In aggiunta consiglio L’esercizio tibetano che attiva la Tiroide e riequilibra gli ormoni e il consumo di olio di cocco, Olio di Cocco – Pura Energia per rinforzare denti, ossa, fegato, tiroide e metabolismo. Fammi sapere la tua esperienza nei commenti!

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Le multinazionali peggiori al mondo – La lista

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multinazionali peggiori al mondo

Il Report frutto dell’ELABORAZIONE DATI di OS.C.AR (Osservatorio sul Commercio delle Armi) e di IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Toscana), indica le Multinazionali più cattive nel mondo, nel senso con meno scrupoli.

McDonald’s – Ristorazione

I dipendenti sono sottopagati. Gli animali che forniscono la carne degli hamburger sono costretti a continue gravidanze e vengono imbottiti di antibiotici e farmaci. L’intera “politica pubblicitaria” della multinazionale mira a coinvolgere e convincere i bambini (con regali, promozioni e gadgets). E, ovviamente, quando il bambino rompe i coglioni perché vuole andare da McDonald’s, ci va tutta la famiglia. Tre piccioni con un cheesburger.

La campagna contro questa multinazionale dura ormai da più di una decina d’anni. La McDonald’s è finita più volte sotto processo. Ha pagato diversi milioni di dollari di risarcimento danni ai consumatori.
Negli ultimi sei mesi il fatturato è sceso del 13%.

Nestlé – Alimentari

La campagna di boicottaggio della Nestlé è nata soprattutto dalla politica della società nella vendita del latte in polvere (qui l’azienda controlla più del % del mercato mondiale). La multinazionale avrebbe provocato la morte di 1,5 milioni di bambini per malnutrizione. La Nestlè incoraggia e pubblicizza l’alimentazione dal biberon fornendo informazioni distorte sull’opportunità dell’allattamento artificiale e dando campioni gratuiti di latte agli ospedali (in particolare negli ospedali del Terzo mondo), o “dimenticando” di riscuotere i pagamenti.

Oltre a questo la Nestlè è considerata una delle multinazionali più potenti e più pericolose del mondo. E’ criticata per frodi e illeciti finanziari, abusi di potere, inciuci politici, appoggio e sostegno di regimi dittatoriali. Ultimamente è stata presa di mira per l’utilizzo di organismi geneticamente modificati nella pasta (Buitoni), nei latticini, dolci e merendine.
Intere aree di foresta vengono distrutte per far posto alle sue piantagioni di cacao e di caffè, dove si utilizzano pesticidi molto pericolosi (alcuni proibiti nei paesi industrializzati).

Ecco una lista completa dei marchi di proprietà Nestlè:
Acque minerali e Bevande: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Perrier, Pra Castello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandalia, Tione, Ulmeta, Vera, Acqua Brillante Recoaro, Batik, Beltè, Chinò, Gingerino Recoaro, Mirage, Nestea, One-o-one, San Pellegrino

Dolci, gelati, merendine: Le ore liete, Cheerios, Chocapic, Fibre 1, Fitness, Kix, Nesquik, Trio, Kit Kat, Lion, Motta, Alemagna, Baci, Cioccoblocco, Galak, Perugina, Smarties, Antica Gelateria del Corso
Cacao, caffè e derivati: Cacao Perugina, Nescafè, Malto Kneipp, Orzoro.
Carne e pesce: Vismara, Mare fresco, Surgela,
Frutta e Verdure (anche sottolio e sottaceto): Condipasta, Condiriso, Berni, la Valle degli Orti

Latticini e yogurt: Formaggi Mio, Fruit joy, Fruttolo, Lc1.
Olio e derivati: Sasso, Sassonaise, Maggi,
Latte in polvere: Guigoz, Mio, Nidina, Nestum.

Philip Morris – Sigarette e alimentari

E’ la maggior industria del tabacco del mondo. Si stima che solo le Marlboro uccidano più di 75mila americani all’anno. In america è famosa per essere una delle maggiori finanziatrici di politici che intraprendono battaglie per l’abolizione dei limiti e divieti di fumo. Fino al 1998 finanziava gli scienziati perché effettuassero studi da cui risultava che il fumo passivo non era nocivo. Solo nel 1999 ha ammesso che il fumo fa male. Nel 1997 ha accettato, insieme ad altre multinazionale del tabacco di pagare 206 milioni di dollari (in 25 anni) per risarcire lo stato delle spese sostenute per curare i malati “di fumo”.

 

La Kraft è stata segnalata perché usa organismi geneticamente modificati nei suoi prodotti.
La Philip Morris controlla il marchio Kraft, Fattorie Osella, Mozary, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Linderberg, Lunchables, Maman Louise, Jacobs caffè e Hag, Simmenthal, Spuntì, Lila Pause, Milka Tender, Terry’s, Caramba, Faemino, Splendid, Cote d’Or, Baika, Dover, Gim, Philadelphia, Sottilette, Susanna, Leggereste, Mato-Mato.

Unilever – Alimentare e chimica

Molte associazioni animaliste come Animal Aid hanno lanciato una campagna contro la Unilever per lo sfruttamento degli animali durante gli esperimenti.
E’ boicottata anche per i salari e le condizioni di lavoro nelle sue piantagioni in India (dove possiede il 98% del mercato del tè).

 

La Unilever controlla i marchi: Lipton Ice Tea, Coccolino, Bio presto, Omo, Surf, Svelto,Cif, Lysoform, Vim, Algida, Carte d’Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri, Findus, Genepesca, Igloo, Mikana, Vive la vie, Calvè, Mayò, Top-down, Foglia d’oro, Gradina, Maya, Rama, Bertolli, Dante, Rocca dell’uliveto, San Giorgio, Friol, Axe, Clear, Denim, Dimension, Durban’s, Mentadent, Pepsodent, Rexona,

Chiquita – Alimentari

E’ coinvolta in tutto. Intrighi internazionali, scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato. Utilizza massicce quantità di pesticidi, erbicidi e insetticidi. Approfitta della sua posizione di potere per imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole da cui si rifornisce.
Nel 1994 il sindacato SITRAP ha denunciato l’esistenza di squadre armate all’interno delle piantagioni in Centro America e in Ecuador. I lavoratori sono sottopagati, senza alcuna assistenza medica. Le attività sindacali sono represse talvolta con la forza.

Procter & Gamble – Detersivi – Cosmesi e Alimentari

Questa multinazionale statunitense (fatturato annuale 76mila miliardi di lire) ufficialmente è boicottata dalle associazioni animaliste (Buav, Peta e Uncaged) perché testa i suoi prodotti sugli animali. Ultimamente però la Procter & G è tornata alla ribalta con le patatine Pringles. Contengono organismi geneticamente modificati.
Per quanto riguarda l’ambiente, nonostante le politiche di riduzione degli imballaggi e dei componenti inquinanti, l’azienda rimane una delle maggiori fonti di rifiuti del mondo: i pannolini. In America sono il 2% della spazzatura totale del paese.
E’ nota anche per appoggiare associazioni “ambientaliste” che difendono le politiche delle aziende e delle grandi industrie.

Nel 1997 aveva messo a punto un prodotto di sintesi, battezzato Olestra, da utilizzarsi come sostituto dell’olio. Dopo lunghe pressioni sulla Food and Drug Administrator il prodotto era stato autorizzato all’impiego. E’ stato accertato che provoca diarrea e impedisce l’assorbimento di vitamine liposubili.
La P&G controla i marchi: Intervallo, Lines, Tampax, Bounty (carta assorbente), Tempo, Senz’acqua Lines, Dignity, Linidor, Pampers, Lenor, Ariel, Bolt, Dash, Tide, Nelsen, Ace, Ace Gentile, Baleno, Febreze, Mastro Lindo, Mister Verde, Spic&Span, Tuono, Viakal, Pringles, Infasil, Heald&Shoulders, Keramine H, Oil of Olaz, AZ, Topexan, Infasil, Dove, Panni Swiffer,

Novartis – Chimica e Alimentari

Leader, insieme alla Monsanto nel settore delle biotecnologie. Specializzata nella produzione di mais geneticamente modificato.
Distribuisce con i marchi: Isostad, Vigoplus (bevande dietetiche), Novo Sal, Ovomaltine, Cereal, Piz Buin (crema protettiva)

Esso (Exxon Mobil)

I Verdi del Parlamento Europeo hanno lanciato una campagna di boicottaggio perché la Exxon, l’industria più ricca del mondo, ha sostenuto fortemente l’abbandono del protocollo di Kyoto per la difesa ambientale da parte degli Stati Uniti.

Monsanto – Agrochimica gruppo Pharmacia

Metà del suo fatturato annuale (34mila miliardi di lire) proviene dalla produzione di erbicidi, di ormoni di sintesi e di sementi geneticamente modificate. Il resto proviene dalle attività farmaceutiche.
E’ il terzo produttore del mondo di pesticidi e controlla il 10% del mercato mondiale. E’ una delle maggiori aziende del mondo nella produzione di sementi geneticamente modificati (capaci di resistere agli stessi erbicidi prodotti dalla stessa Monsanto).
Nel 1997, negli Stati Uniti, ha pagato una multa di 50mila dollari per pubblicità ingannevole. Aveva definito l’erbicida Roundup un prodotto “biodegradabile ed ecologico”.

Ancora nel 1997, in occasione della conferenza sul clima di Kyoto, la multinazionale ha fatto pressioni affinché la conferenza non inserisse gli HFC (idro fluoro carburi, sostanze pericolose perché contribuiscono in misura notevole all’effetto serra) fra i gas da ridurre.
Nel 1999 è stata denunciata per abuso di posizione dominante nel settore delle biotecnologie.
Sempre nel 1999 è stata denunciata perché testava i suoi prodotti sugli animali.
Controlla i marchi: Mivida Misura

Novartis – Chimica e Alimentari

Leader, insieme alla Monsanto nel settore delle biotecnologie. Specializzata nella produzione di mais geneticamente modificato.
Distribuisce con i marchi: Isostad, Vigoplus (bevande dietetiche), Novo Sal, Ovomaltine, Cereal, Piz Buin (crema protettiva)

Esso (Exxon Mobil)

I Verdi del Parlamento Europeo hanno lanciato una campagna di boicottaggio perché la Exxon, l’industria più ricca del mondo, ha sostenuto fortemente l’abbandono del protocollo di Kyoto per la difesa ambientale da parte degli Stati Uniti.

Monsanto – Agrochimica gruppo Pharmacia

Metà del suo fatturato annuale (34mila miliardi di lire) proviene dalla produzione di erbicidi, di ormoni di sintesi e di sementi geneticamente modificate. Il resto proviene dalle attività farmaceutiche.
E’ il terzo produttore del mondo di pesticidi e controlla il 10% del mercato mondiale. E’ una delle maggiori aziende del mondo nella produzione di sementi geneticamente modificati (capaci di resistere agli stessi erbicidi prodotti dalla stessa Monsanto).
Nel 1997, negli Stati Uniti, ha pagato una multa di 50mila dollari per pubblicità ingannevole. Aveva definito l’erbicida Roundup un prodotto “biodegradabile ed ecologico”.

Ancora nel 1997, in occasione della conferenza sul clima di Kyoto, la multinazionale ha fatto pressioni affinché la conferenza non inserisse gli HFC (idro fluoro carburi, sostanze pericolose perché contribuiscono in misura notevole all’effetto serra) fra i gas da ridurre.
Nel 1999 è stata denunciata per abuso di posizione dominante nel settore delle biotecnologie.
Sempre nel 1999 è stata denunciata perché testava i suoi prodotti sugli animali.
Controlla i marchi: Mivida Misura

Burger King

In Gran Bretagna è stata al centro dell’attenzione perché stipulava contratti denominati “a zero-ore”. I dipendenti non venivano pagati quando ad esempio il negozio era vuoto e quindi non stavano facendo niente.

Kodak

Nel 1990 è stata condannata a pagare una multa di 2 milioni di dollari per essere una delle 10 maggiori produttrici di sostanze inquinanti e cancerogene (è il maggior “emettitore” di metilene cloride degli USA).

Mitsubishi

E’ coinvolta nell’importazione illegale di legname in Giappone. Sarebbe legata anche al commercio di armi e all’industria nucleare.

Coca Cola

Recentemente alcune associazioni di difesa dei lavoratori colombiani hanno deciso di intentare una causa contro la Coca cola per l’omicidio di alcuni sindacalisti. Secondo i portavoce delle associazioni la multinazionale usa vere e proprie squadre della morte per “minacciare” i dirigenti sindacali che intraprendono battaglie per i diritti dei lavoratori. Nei primi sei mesi del 2001 sarebbero stati uccisi 50 dirigenti sindacali, 128 lo scorso anno, piu’ di 1500 negli ultimi dieci anni.

Pepsi cola

Al centro della campagna contro la Pepsi il fatto che la multinazionale appoggia e sostiene paesi con regimi dittatoriali (Birmania, Messico, Filippine). La Pepsico utilizza inoltre animali nei suoi studi ed esperimenti.

Shell

E’ accusata di aver ucciso 80 persone e distrutto più di 500 abitazioni durante una manifestazione di protesta in Nigeria nel 1990.
Nel gennaio 1993 ha represso con la forza una seconda manifestazione organizzata dagli Ogoni. La repressione fu violentissima: 27 villaggi completamente distrutti, 2mila morti.
La multinazionale nega ogni coinvolgimento in queste repressioni violente.

Sun Diamond

E’ un consorzio di cooperative statunitensi. In Italia distribuisce con il marchio Noberasco. Secondo la sezione sindacale americana Teamstars Local Union usa pesticidi pericolosi. E’ stata accusata di licenziare gli scioperanti e dare salari molto bassi.
Nel 1985, in un momento di difficoltà finanziaria, la multinazionale ottenne dai lavoratori un’autoriduzione dei salari del 30-40% e un maggior sforzo lavorativo. Nel giro di poco tempo l’azienda recupero’ e i profitti aumentarono del 40%.

Nel 1991 i lavoratori chiesero di far tornare i salari ai livelli originari, ma invece di accogliere la richiesta, la Sun Diamond licenzio’ i 500 dipendenti in sciopero rimpiazzandoli con nuovi braccianti.
Controlla i marchi: Diamond, Sunsweet

Walt Disney

Ad Haiti possiede una delle maggiori industrie del mondo di abbigliamento. Migliaia di lavoratori poco più che quindicenni, pagati 450 lire all’ora. Lavorano dalle 10 alle 12 ore al giorno. Il rumore all’interno degli stabilimenti è assordante, non si può andare in bagno più di due volte al giorno e la pausa pranzo dura 10 minuti. Si calcola che per guadagnare la cifra che l’amministratore delegato della Disney guadagna in un ora, un’operaia haitiana dovrebbe lavorare 101 anni, per 10 ore tutti i giorni!

Totalfina-Elf

Appoggia il regime oppressivo in Birmania. Recentemente è stata al centro del disastro naturale causato dall’affondamento del piattaforma petrolifera Erika.

Industrie farmaceutiche

Molte sono le multinazionali farmaceutiche boicottate perché sfruttano gli animali negli esperimenti. Fra i nomi importanti: Bayer, Henkel, Johnson & Johnson, L’Oreal
Colgate-Palmolive, Reckitt Banck e Johnson Wax.
Nel caso della Bayer citiamo poi il caso Lipobay. 52 persone decedute.
Recentemente è stata inoltre aperta un’inchiesta contro la Glaxo per un farmaco antidepressivo, lo Seroxat.
Segnaliamo invece come buona notizia la concessione della Roche al governo brasiliano di ridurre del 40% il prezzo di un farmaco anti-aids.

Danone

Per aumentare gli utili dell’anno 2000 la Danone, uno dei maggiori produttori e distributori di acque minerali del mondo, decise di licenziare 1800 persone. A Calais 500 famiglie si unirono in una campagna di boicottaggio. Grazie all’intervento di alcune associazioni per la tutela dei consumatori la campagna ha superato le Alpi arrivando anche in Italia (dove la Danone distribuisce con i marchi Saiwa, Galbani e Ferrarelle).

Benetton

In Patagonia tutte le terre di Rio Negro sono di proprietà Benetton. Le molte popolazioni tribali che le abitavano sono state segregate in piccole strisce di terra e vengono utilizzati come manodopera. Sotto pagati (200 dollari al mese), ritmi di lavoro estenuanti (10-12 ore), nessuna assistenza medica, nessuna possibilità di riunirsi in sindacati. In estate, alle popolazioni locali è vietato attingere dai fiumi (in alcuni tratti per impedire l’accesso utilizzano il filo spinato e la corrente elettrica), per molti unica risorsa di vita.

Del Monte

Ufficialmente la campagna di boicottaggio della Del Monte è finita, con ottimi risultati. Il vecchio direttore delle piantagioni in Kenya è stato licenziato e la multinazionale ha firmato una serie di accordi che prevedono la regolarizzazione delle assunzioni, l’aumento dei salari minimi in modo da coprire i bisogni fondamentali per tutta la famiglia, la garanzia della libertà e delle attività sindacali, la salvaguardia della salute dei lavoratori e la difesa dell’ambiente. L’azienda si è inoltre impegnata in un progetto di monitoraggio e controllo da parte delle associazioni sindacali e del Comitato nazionale di solidarietà.

Banche

Istituti di credito italiani e esteri coinvolti nell’esportazione legale di armi (anni 1998/2000) prevalentemente destinate a paesi poveri o già in guerra.

Istituto di credito

Banca Carige
BancaCommercialeItaliana
Banca d’Americae d’Italia
Banca di Roma
Banca Nazionale Agricoltura
Banca Nazionale Lavoro
Banca Pop.Bg-Cr. Varesino
Banca Popolare di Brescia
Banca Popolare di Intra
Banca Popolare Lodi

ELABORAZIONE DATI: OS.C.AR. Report (Osservatorio sul Commercio delle Armi) di IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Toscana)

Aziende di credito

Ubae Arab Italian Bank
Credito Italiano
Istituto San Paolo di Torino
Banca Commerciale Italiana
Banca Nazionale del Lavoro
Banco di Napoli
Banca di Roma
Cassa di Risparmio di La Spezia
Monte dei Paschi di Siena
Banca Nazionale dell’Agricoltura
Banco Abrosiano Veneto
Banca Toscana
Banca Popolare di Brescia
Banco do Brasil
Cariplo
Credit Agricole Indosuez
Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino
Banca Popolare di Novara
Banca San Paolo di Brescia
Cassa di Risparmio di Firenze
Banca Carige
Barclays Bank
Unione Banche Svizzere
Banco di Chiavari e della Riviera Ligure
Banca Popolare di Intra
Credito Agrario Bresciano
Banca Popolare di Lodi
Credito Emiliano

Le multinazionali che si sono arrese

Nike (scarpe e abbigliamento sportivo)

Nell’Aprile del 1998 la multinazionale si arrese. La’annuncio è stato dato dal gran capo in persona, Phil Knight, fondatore, primo azionista e amministratore delegato del gruppo. A condizione che la campagna di boicottaggio finisca, Nike ha accettato di alzare da 14 a 18 anni l’età minima dei lavoratori nelle fabbriche di calzature e di portare a 16 l’eta minima di tutti gli altri lavoratori inpiegati nella produzione di abbigliamento, accessori e attrezzature.

In 12 fabbriche indonesiane è scattato un aumento del 37% della retribuzione di tutti i lavoratori che percepivano il salario minimo (28 mila persone). L’azienda si è inoltre impegnata a bonificare tutte le sue fabbriche e a rispettare i livelli di sicurezza imposti dalla legge. Inoltre aumenterà il sostegno all’attuale programma di micro-finanziamento, che gia’ coinvolge mille famiglie in Vietnam, estendendolo anche all’Indonesia, al Pakistan e alla Thailandia.

In tutti gli stabilimenti asiatici il gruppo, che ha il quartier generale a Beaverton, nell’Oregon, amplierà i programmi di istruzione, offrendo ai dipendenti corsi per ottenere un diplorna equivalente a quello delle scuole medie e superiori.
Dopo la conferenza stampa che si è tenuta a Washington, in cui la Nike annuciava la resa, le sue azioni in borsa sono salite di due dollari.

Reebok

Sempre nel 1998 anche la Reebok ammise, facendo un’indagine interna, che nelle sue fabbriche in Indonesia gli operai lavorano in condizioni di pericolo, a volte per più di dodici ore al giorno. E per l’equivalente di 85mila lire al mese.
L’autodenuncia fu un passo importante e da quel giorno le cose sono molto migliorate. I dipendenti hanno libertà di organizzazione sindacale, gli stipendi sono stati adeguati ai minimi di legge e i limiti di sicurezza vengono rispettati.
Rimane però da chiedersi cosa succeda in Cina, dove la multinazionale ha il 50% della sua produzione e dove questa indagine interna non arrivò..

 

fonte: http://www.mediterre.net/brindisisocialforum/multinazionali_più_cattive.htm

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Come rimuovere l’alluminio dal cervello prima che scateni il morbo di Alzheimer

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alluminio

Abbiamo tutti sentito parlare di alluminio e sappiamo gli usi che ne facciamo, pentole, pellicole, contenitori per bevande e alimenti, deodoranti ascellari, tabacco, infissi, farmaci prescritti, e come adiuvanti nei vaccini.

Un aspetto dell’ alluminio, che molte persone non conoscono, è che è una neurotossina che può avere un effetto di deterioramento sul nostro cervello e sistema nervoso. Inoltre, gli esperti rivelano che può essere un importante fattore scatenante per l’insorgenza del morbo di Alzheimer.
Siamo costantemente esposti a questa neurotossina , possiamo fare qualcosa per proteggerci? Per cominciare ci sono una serie di estratti naturali di piante e sostanze nutritive che possono abbassare e prevenire la tossicità dell’ alluminio a carico del cervello , in modo da proteggerlo da disturbi cognitivi.
Un team di neuroscienziati della Louisiana State University, guidati da Dr.Walter Lukiw, Ph.D., Professore Ordinario di Neurologia, Neuroscienze e Oftalmologia ,ha condotto uno studio sulla possibilite tossicità dell’ alluminio che porta alla comparsa, lo sviluppo e la progressione del morbo di Alzheimer.
Il loro studio è stato riassunto in un articolo peer-reviewed pubblicato nei Frontiers in Aging Neuroscience e secondo le loro conclusioni: ” Il contributo dell’ alluminio per la malattia di Alzheimer si basa su almeno sette osservazioni derivate in modo indipendente .”

In Estrema sintesi i risultati di questa e di altre ricerche sostengono: L’alluminio punta dritto al cervello

L’alluminio sta al sistema nervoso centrale come il fumo di sigaretta sta ai polmoni. Gli scienziati dicono chiaramente che i metalli tossici danneggiano il tessuto cerebrale e portano a malattie degenerative producendo stress ossidativo, e l’alluminio è uno dei peggiori criminali.
Con i tassi di Alzheimer alle stelle, i percorsi variegati odierni dell’esposizione all’alluminio sono una grande preoccupazione. Proprio come con le particelle nell’ambiente, una volta che l’alluminio è nei nostri tessuti, il corpo ha difficoltà ad espellerlo. Questo metallo tossico non ha alcuno scopo biologico, per cui meno se ne ingerisce, meglio è.
Una volta nel corpo, si muove attraverso di esso con facilità, senza ostacoli, cavalcando il sistema di trasporto del ferro. Esso attraversa le barriere biologiche che normalmente tengono fuori altri tipi di tossine, come la barriera emato-encefalica. Nel tempo, l’alluminio può accumularsi nel cervello e provocare problemi seri

Come disintossicarsi dall’alluminio

Ci sono una serie di chelanti potenti che è possibile utilizzare per disintossicarsi dall’alluminio. Chiaramente il primo passo sarebbe evitare l’ulteriore esposizione all’alluminio. Questo significa evitare prodotti quali:
Dentifricio contenente ossi-idrossido di alluminio.
Antitraspiranti contenenti cloruro di alluminio, cloridrato di alluminio, o composti di alluminio-zirconio.
Contenitori di bevande laminati di alluminio.
Pentole di alluminio
Macchine caffè espresso in alluminio
Per l’Alzheimer avanzato possono essere utili i seguenti agenti chelanti:
Acqua ricca di silicio, come l’acqua Fiji, che contiene 83 mg di silicio per litro. Una ricerca pubblicata nel 2013 ha dimostrato che bere fino ad un litro di acqua minerale ricca di silicio al giorno per 12 settimane elimina efficacemente l’alluminio per via urinaria, senza effetti nocivi sui metalli essenziali come ferro e rame.
Secondo gli autori: “Abbiamo fornito prove preliminari che oltre 12 settimane di terapia di acqua minerale ricca di silicio fanno scendere il carico corporeo di alluminio nei soggetti con Alzheimer, e ci sono stati anche miglioramenti clinicamente rilevanti nella prestazione cognitiva di almeno 3 individui su 15”.

Melatonina: Le ricerche dimostrano che la melatonina ha un ruolo nel vincolare i metalli ed è un integratore utile nel trattamento dei disturbi neurologici in cui è coinvolto lo stress ossidativo, compreso quindi l’Alzheimer.

La melatonina può viaggiare liberamente attraverso tutte le barriere cellulari, facilitando la rimozione di metalli tossici come l’alluminio. Sembra anche capace di sopprimere l’attività ossidativa dell’alluminio nel cervello.
Qualsiasi cosa che aumenta il glutatione. Il corpo sintetizza il glutatione da tre aminoacidi: cisteina, glutammato e glicina. Frutta e verdura crude (soprattutto avocado, asparagi, pompelmo, fragole, arancia, pomodoro, melone, broccoli, okra, pesche, zucchine, e spinaci) sono ricchi di precursori glutammato e glicina.
Fonti alimentari di cisteina includono uova, carne, peperoni rossi, aglio, cipolle, cavoli di Bruxelles, proteine del siero del latte e germe di grano. Altri trattamenti utili per il miglioramento del metabolismo del glutatione includono:
Esercizio fisico: l’esercizio influisce sui livelli di trifosfato adenosina (ATP) necessari per aiutare a produrre glutatione.
Ottimizzare i livelli di vitamina D attraverso l’esposizione al sole; ci sono alcune prove che la vitamina D aumenta i livelli intracellulari di glutatione.
Bagni di sale inglese («Epsom salt»)
Integrazione con metilsulfonilmetano (MSM)
L’integratore N-acetil L-cisteina (NAC) può anche essere utile. Il NAC è il nutriente per la formazione del glutatione antiossidante intracellulare.

La curcumina: La ricerca suggerisce che la curcumina ha un effetto protettivo dai danni indotti dall’alluminio, modulando la portata dello stress ossidativo.

Essa riduce anche le placche di beta-amiloide associate con l’Alzheimer, ritarda il degrado dei neuroni, chela i metalli, diminuisce la formazione di microglia, e ha un effetto anti-infiammatorio e antiossidante complessivo. Gli studi hanno dimostrato che la curcumina può aiutare a migliorare la memoria dei pazienti di Alzheimer. Vi sono alcune controindicazioni all’uso della curcumina in caso di ostruzione delle vie biliari (in quanto stimola la secrezione biliare), calcoli biliari, ittero ostruttivo, o colica biliare acuta.

In sintesi
Non si può più sostenere che l’alluminio non abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come Alzheimer; l’evidenza è molto chiara e crescente. In realtà non dovrebbe sorprendere che le persone con tossicità da alluminio mostrino molti degli stessi sintomi di quelli con demenza, Parkinson, ADHD, autismo e altre malattie neurologiche, perché l’alluminio punta esattamente queste aree del cervello e del sistema nervoso.
Il modo migliore per proteggersi è essere attenti alle scelte alimentari e ai prodotti della cura personale, e ridurre al minimo l’uso di vaccini e altri farmaci che vengono spesso contaminati con l’alluminio.
Anche ottimizzare il tenore di zolfo nella dieta è essenziale, perchè il corpo ha bisogno di zolfo per produrre la sua arma numero uno contro il sovraccarico di alluminio: il glutatione. Facendo queste poche cose per proteggersi, si minimizza l’esposizione e si massimizza la capacità del corpo di liberarsi di questo metallo tossico, che ci porterà ad una vita lunga e sana e agli anni d’argento.

Ecco un breve riassunto delle 7 osservazioni indipendenti, che dimostrano la relazione fra tossicità dell’alluminio e disturbi neurologici:

– alluminio provoca un’infiammazione nel cervello, aumentando la pro-in fl molecola infiammatoria chiamato nucleare di beta fattore-kappa (NF-kB), una caratteristica importante nel cervello dei malati di Alzheimer.
– Stimola placche di beta-amiloide nel cervello a livelli corrispondenti a quelli attualmente si trovano in esseri umani.
– Si porta a lo stesso tipo di deficit energetici cellulari che sono collegati alla malattia di Alzheimer, come la segnalazione alterata che coinvolgono l’ATP e l’utilizzo di energia.
– Una serie di studi hanno rivelato un legame tra i livelli di alluminio in acqua di rubinetto e l’incidenza del morbo di Alzheimer. (È una pratica comune per l’alluminio da aggiungere all’acqua potabile in tutto il mondo, con l’obiettivo di chiarire o “fine” di esso.)
– Tra le molte migliaia di geni del cervello RNA messaggero molecole (molecole che trasmettono l’informazione genetica dal DNA di causare l’espressione genica), in alluminio aumenta gli stessi che sono aumentati nella malattia di Alzheimer.
– Gli animali affetti da morbo di Alzheimer, che in alluminio aveva aggiunto alle loro diete avevano cambiamenti cerebrali aggiuntivi legati alla malattia di Alzheimer, come la morte programmata delle cellule, stress ossidativo, e deficit di espressione genica.
– La terapia più efficace di Alzheimer finora è chelazione, che fa uso di un chelante di alluminio.

E ‘ancora presto per conclusioni definitive perché non è possibile testare queste teorie sugli esseri umani, ma i ricercatori cercano di ottenere alcune idee circa l’effetto di alluminio sul sistema neurologico da loro test su animali.

Sono riusciti finora a dimostrare con certezza che l’alluminio, anche nelle dosi più piccole, provoca disturbi di apprendimento, problemi comportamentali e il morbo di Alzheimer, come problemi di memoria negli animali.
Inoltre, hanno scoperto che i ratti che consumano di alluminio attraverso il cibo nelle stesse quantità come gli americani in genere fanno, esperienza grave deterioramento cognitivo in età avanzata, molto simile al morbo di Alzheimer.
I loro cervelli mostrano anche prova definitiva di questa malattia grave oltre a sperimentare tutti i sintomi di accompagnamento.
Uno dei motivi principali per cui questo accade è perché l’alluminio viene accumulato nelle regioni specifiche del cervello che sono più sensibili ai danni nella malattia di Alzheimer. Molti studi hanno inoltre dimostrato che l’alluminio porta alla formazione anormale di placche beta-amiloide nel cervello dell’animale.
Queste placche vengono creati non appena beta-amiloide, o le parti di proteine adesive, si raggruppano e ostacolano cellula-cellula segnalazione alle sinapsi. Inoltre, attivano le cellule del sistema immunitario che stimolano l’infiammazione e divorano cellule disabili. Questo processo avviene nelle stesse regioni del cervello in entrambi gli animali e le persone.

L’esposizione ad alluminio provoca l’ennesimo cambiamento neurologico che è tipico per i pazienti affetti da morbo di Alzheimer. Essa provoca la formazione di grovigli neurofibrillari – collezioni anormali di fili ritorti proteine nelle cellule nervose che sono principalmente fatti di una proteina.Questi grovigli anche ostruiscono i neuroni di comunicare tra loro, che è una manifestazione tipica del morbo di Alzheimer.

http://www.healthyteam.com/
http://www.alzheimer-riese.it/index.php/contributi-dal-mondo/denuncia-a-advocacy/4401-il-legame-alzheimer-alluminio-non-puo-piu-essere-essere-ignorato
http://www.younetspiegalevele.info/
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Spagna, cucciolo di delfino muore a causa delle molestie dei bagnanti

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cucciolo di delfino

Così come, in modo molto più grave, la folla ha assistito filmando a una rissa dove è morto un giovane italiano a Lloret de Mar, sempre in Spagna accade un fatto ignobile, che deve far riflettere.

Centinaia di persone hanno voluto toccare il un cucciolo di delfino e scattare foto al suo fianco. Lo stress e la paura ne hanno però provocato la morte.

Un giovane delfino che aveva perso la madre ed era finito vicino a una spiaggia a Mojàcar, in Spagna, è morto per arresto cardio-vascolare a causa delle molestie di decine di bagnanti che hanno voluto toccarlo e farsi fotografare accanto a lui. Lo riferisce la stampa spagnola che ha raccolto la denuncia dell’associazione animalista Equinac, che ha come missione la salvaguardia della fauna marina.

Equinac era stata allertata dai bagnini della spiaggia che si erano affidati ai suoi esperti per cercare di soccorrere il povero cucciolo di delfino.

All’arrivo dei volontari però il piccolo delfino era già morto. Secondo l’associazione al loro arrivo i soccorritori hanno visto il piccolo cetaceo circondato da centinaia di persone. I delfini, ha spiegato Equinac, sono animali «molto sensibili allo stress, e il fatto di toccarli, circondarli per fare foto, provoca loro uno shock molto forte che contribuisce in misura notevole a un arresto cardiovascolare».

Divulghiamo questa notizia per far capire a chi manca di sensibilità, che gli animali non sono oggetti che possiamo utilizzare a nostro piacimento. Affinchè certi fatti non accadano mai più

 

tratto da www.corriere.it

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Circolano monete da 2 euro false: ecco come riconoscerle

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In estate i falsari si moltiplicano. A Napoli sequestrate 900 monete da 2 euro. Ma non farsi imbrogliare è possibile: «Quelle false non si attaccano alle calamite, procedimento che solamente la Zecca riesce a ottenere»

L’estate è un periodo d’oro per i falsari e le monete in euro sono la nuova frontiera di questo tipo di truffe. Lo segnala il Comando Antifalsificazione Monetaria dei Carabinieri, che nell’ambito dei servizi di controllo «Estate 2017» ha già effettuato diverse azioni di contrasto al falso nummario, che hanno portato al rinvenimento e sequestro di monete da 2 euro e banconote false da 10, 20 e 50 euro. «D’estate l’attività si intensifica soprattutto per la presenza di numerosi turisti stranieri», spiega il colonnello Florimondo Forleo. La nuova frontiera per i falsari sono proprio le monete, che sono facili da commerciare e suscitano meno l’attenzione. «In questi giorni — continua Forleo — sono state sequestrate 900 monete destinate alla cassa di una gelateria di Napoli». Riconoscerle e non farsi imbrogliare, è possibile. Basta vedere se sono attirate da una calamita, se si attaccano sono vere. I falsari non riescono a riprodurre il magnetismo, che la Zecca ottiene con un procedimento particolare.

Un fenomeno non nuovo

Il fenomeno non è nuovo. Come sottolinea Forleo, infatti, il triste record spetta a un sequestro 4 tonnellate di monete da 1 e 2 euro di qualche anno fa. «Capita sempre più spesso però di imbattersi in falsi metallici, anche se l’attenzione deve rimanere alta anche su quelli di carta. Le banconote non sono immuni. «Abbiamo sequestrato da poco 4,5 milioni di euro di banconote pronte per essere introdotte sulla costa campana fino a Palinuro. D’estate ci sono più possibilità per i falsari, oltre che per la presenza di stranieri, meno bravi degli italiani nel riconoscere i falsi, anche per il fatto che magari nella ressa chi sta alla cassa non usa i dispositivi che riconoscono le banconote contraffatte, se li ha», conclude Forleo. A essere immuni sono le casse automatiche: «Questi dispositivi vengono riempiti da soldi certificati e anche per quelli in entrata sono in grado di verificare al momento se la banconota introdotta è un falso».

www.corriere.it

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L’appello del Centro Affidi di Bolzano: cercasi famiglie per oltre 50 piccoli migranti non accompagnati.

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adottare bimbo migrante

Se alcuni bambini figli di migranti sono considerati “fortunati” perché ancora con i genitori, non tutti hanno lo stesso destino. Oltre ai circa 100 “bambini fortunati”, restano fuori dalla possibilità di vivere in famiglia almeno altri 50 bambini: si chiamano “MISNA”, acronimo di “minori stranieri non accompagnati”, i piccoli senza mamma e papà, che spesso si vedono dormire nei giardini delle stazioni, in attesa di prendere un treno che possa portarli al Nord, dove spesso hanno parenti e conoscenti che possono accoglierli.

Prima che però tutto questo possa accadere, è necessario prendersi cura di loro: vanno protetti e va data loro la possibilità di uscire dallo stato di abbandono ed emarginazione in cui vivono.  Il Comune di Bolzano ha quindi ha deciso di creare lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo) solo per i minori. “Una struttura per quanto bella ed efficiente, non potrà mai offrire il calore di una famiglia” – spiega Alexej Paoli, vice-direttore dell’Azienda servizi sociali. Nonostante ci sia una nuova struttura con un progetto di inserimento scolastico e sociale, è forte l’appello lanciato alle famiglie perché possano prendere in affido questi bambini.

L’anno precedente ha visto infatti circa 348 minori attraversare l’Alto Adige soli e non protetti: la necessità è che non ce ne siano altrettanti ad avere lo stesso destino anche quest’anno. Le procedure di affido sono le stesse che per un affido di un bambino italiano, può essere concesso sia a famiglie con figli propri come ai singleNon ci sono inoltre limiti particolari d’età, si deve solo dimostrare di avere in casa lo spazio sufficiente. In aiuto alle famiglie che si occuperanno dei minori, è previsto un rimborso di 20 euro al giorno, al fine di poter fornire al minore preso in affido tutto ciò di cui ha bisogno e di non far ricadere l’onere delle spese interamente sulle famiglie.
Chiunque avesse la voglia e la possibilità di regalare amore e accoglienza a tutti i bambini senza una famiglia, potrà rivolgersi al Centro affidi di via Mendola numero 121, Comune di Bolzano.

Fonte: Alto Adige

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Milioni di uova contaminate in Europa. I prodotti chimici colpiscono ancora

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uova contaminate europa

di Marco Zullo, EFDD – M5S Europa

Da giorni assistiamo ad un rimbalzo di accuse tra Germania, Belgio e Olanda sul caso delle uova contaminate con il Fipronil. A mio avviso oltre a punire i responsabili del ritardato allerta, dobbiamo porci degli interrogativi sulla qualità del cibo che arriva sulle nostre tavole. Questa che è una vera e propria frode, in quanto si tratta di un prodotto non consentito nella catena alimentare, deve ancora una volta farci porre l’attenzione sulla qualità del cibo che mangiamo e sulla necessità di controlli rapidi ed efficaci perché con la salute delle persone, e dei bambini in particolare, non possiamo accontentarci di un semplice “abbiamo rispettato le procedure”.

Con la salute delle persone non si scherza. Immediatamente doveva essere comunicato che nelle uova erano stati ritrovati elevati livelli di Fipronil, un insetticida tossico vietato nella produzione di alimenti destinati al consumo umano. Di poco conto le dichiarazioni della portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen che ha dichiarato ai giornalisti che “le uova contaminate sono state tracciate e ritirate dal mercato e la situazione è sotto controllo”: bisogna agire per tempo.

Non possiamo prescindere dal fatto che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sostanza è altamente tossica e può danneggiare il fegato, le ghiandole tiroidee e i reni se ingerito in grandi quantità e per un lungo periodo di tempo. Questi ritardi e questo scambio di accuse tra i Paesi coinvolti non è assolutamente accettabile. La salute dei cittadini innanzitutto.

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