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Toscana, la discarica raddoppia? Per convincere la Regione Pd l’azienda manda il tecnico. Che è vicesindaco di Pisa col Pd

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discarica toscana

ESEMPIO PERFETTO DELLA TRASPARENZA DEL CONFLITTO DI INTERESSI IN CUI SI IMMERGE LA POLITICA ITALIANA

Il caso dell’impianto tra i colli di Volterra della cui chiusura si parla da vent’anni. Ma ora la società vuole conferire un altro milione di tonnellate di rifiuti perché, assicura il sindaco di Pomarance, porta soldi e lavoro. Ma le anomalie (e i possibili conflitti d’interessi) non mancano

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Rai, Milena Gabanelli si è dimessa: “Avevo proposto una striscia quotidiana di 4 minuti ma il dg ha detto di no”

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La giornalista ha inviato una lettera in via Mazzini con cui comunica la sua decisione di sciogliere il contratto a partire dal 15 novembre. Ha rifiutando l’offerta della direzione generale della condirezione di Rai News per lo sviluppo del portale web e del ritorno alla sua storica trasmissione Report. Orfeo: “Dispiaciuto e stupito”. La tv pubblica: “Amarezza”. M5s: “Fallimento del nuovo dg”

Milena Gabanelli si è dimessa dalla Rai. La giornalista ha inviato una lettera in via Mazzini per comunicare la sua decisione di sciogliere il contratto a partire dal 15 novembre. Ha rifiutando l’offerta della direzione generale della condirezione di Rai Newsper lo sviluppo del portale web e del ritorno alla sua storica trasmissione Report. “Ho comunicato oggi all’azienda le mie dimissioni poiché le condizioni proposte non permettono di produrre risultati apprezzabili”, dice l’ideatrice del noto programma di giornalismo d’inchiesta di Rai Tre.

“La condirezione di Rainews con delega al relativo sito e l’implementazione del numero dei giornalisti – aggiunge – non ne modifica il limite. Poiché non attrae le forze dei 1600 giornalisti Rai (indispensabili per farlo decollare), in quanto percepito come il sito di una testata concorrente. Invece la nascita del portale unico di news online – per il quale ho lavorato in questi mesi – è subordinata a tempi non definiti e certi. Al fine di non disperdere il lavoro fatto in questi mesi, ho proposto al direttore generale una striscia quotidiana di 4 minuti di un fatto raccontato per numeri. Ma anche questa strada secondo il dg non è al momento percorribile“.

Già nel settembre scorso Gabanelli aveva deciso di autosospendersi: era andata in aspettativa non retribuita in attesa che Consiglio di amministrazione varasse il nuovo piano news. Adesso le era stato proposto di tornare a Report. “Per quel che riguarda la proposta di ritornare a Report in condirezione con Ranucci – spiega la giornalista -, oltre a precisare che è stata la sottoscritta, a decidere che dopo 20 anni era venuto il momento di considerarla un’esperienza conclusa, la considero mortificante per il collega e l’intera squadra, che sta portando avanti il programma in modo eccellente”.

Il direttore generale, Mario Orfeo, si è detto molto dispiaciuto ma anche molto stupito dalla notizia delle dimissioni di Gabanelli, mentre viale Mazzini ha diffuso un comunicato per esprimere “smarezza per la decisione” della giornalista. La Rai sottolinea di avere posto a Gabanelli “una doppia offerta che doveva rappresentare il momento di passaggio verso la nascita di una testata web autonoma, i cui tempi di realizzazione sono oggi fissati dal nuovo contratto di servizio approvato dal cda Rai e presto al vaglio della Commissione parlamentare di vigilanza. Una proposta peraltro molto più avanzata rispetto a quella che la stessa Gabanelli accettò nel gennaio scorso dal precedente dg Antonio Campo Dall’Orto come vice direttore all’Offerta informativa con delega per il digitale”.

 

Per i parlamentari del Movimento 5 Stelle in commissione Vigilanza Rai, invece, le dimissioni di Gabanelli “sono il fallimento di Orfeo come direttore generale. Le priorità del braccio destro di Renzi sono state altri, soprattutto rispetto al comparto informazione, parliamo dei nuovi contratti offerti a Vespa e Fazio. Adesso perde anche pezzi. La cosa peggiore non sono le dimissioni di una figura indipendente e di alto livello, ma l’assenza di progettualità per lo sviluppo del portale web dell’informaziona Rai. Quello di Orfeo è un fallimento in piena regola”.

La rottura tra Gabanelli è l’ex direttore del Tg1, promosso dg dopo le dimissioni di Antonio Campo Dall’Orto, si era consumata nei primi giorni di settembre. L’ideatrice di Report aveva rifiutato l’offerta di condirezione di Rai News con Antonio Di Bella, mettendo Orfeo davanti a una sorta di aut aut: autosospensione o ritorno al progetto originario per il quale era stata chiamata da Viale Mazzini lo scorso febbraio.  “Sembrerà strano – spiegava la giornalista – ma la Rai, al contrario di tutte le tv del mondo, ha molti telegiornali, ma non ha un portale di news online organizzato in modo da valorizzare il lavoro dei suoi 1.600 giornalisti sul web. La concessione dice che deve colmare il gap digitale poiché una grande fetta di popolazione non si informa più attraverso i canali tradizionali, e ad oggi è completamente esclusa dal servizio pubblico pur pagando il canone. Un fatto gravissimo di cui sia l’azienda che la commissione di Vigilanza sono consapevoli”.

Gabanelli, dunque, aveva detto no a una mansione che, rispetto a quello che doveva essere il nuovo grande portale Rai24.it, appariva di serie B: “Il mio incarico era di preparare le condizioni per poter mettere tutti i 1.600 giornalisti Rai (a partire dai corrispondenti esteri e regionali) in condizione di anticipare le notizie sull’online – aggiunge – e fornire contenuti realizzati ed informazioni di cui sono depositari, e che, per ragioni di spazio, non possono essere condensate nei telegiornali”. Invece er arrivata la proposta di condirezione, con una squadra di una ventina di persone al massimo non scelte da lei, per cercare di rilanciare un sito, Rainews.it, che raggiunge appena i 100mila utenti unici al giorno. Un brand fallimentare su cui nessuno, finora, aveva osato mettere la faccia e tentare un rilancio. Per chiedere il ritorno in Rai della giornalista, il Fatto Quotidiano aveva lanciato una raccolta firme: le sottoscrizioni – in circa un mese e mezzo – sono state pià di 190mila. 

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Vaccini: parroco toscano attacca Avvenire e Famiglia Cristiana «Mondo scientifico cattolico è una vergogna»

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parroco seggiano famiglia cristiana

Seggiano 20 agosto 2017
alla Pontificia accademia per la Vita
all’ufficio della Pastorale della Salute della CEI
all’Associazione dei Medici Cattolici Italiani
e per conoscenza
a mons Parolin
a Famiglia Cristiana, ad Avvenire
a vari fratelli nella fede e nella nostra comune umanità

Quando ho scritto a mons Parolin il 17 luglio riguardo alle vaccinazioni, non l’ho fatto perché mi aspettassi una risposta. Sentendo che una larga parte del mondo cattolico appoggiava le derive autoritarie della ministra Lorenzin, ho voluto far sapere a tanti cristiani, perplessi e increduli di fronte a queste posizioni, che la Chiesa è ben più grande e che il pensiero di Dio non si esaurisce in quello espresso da Famiglia Cristiana o da Avvenire o, ora, da voi e vanno considerati altri punti di vista. Vi scrivo con lo stesso spirito, sperando comunque in una risposta.

Già c’è un senso di impotenza di fronte allo strapotere ideologico-economico che sta devastando la terra e umiliando l’umanità a tutti i livelli; vedere la Chiesa, ‘maestra di umanità’, ‘luce per il mondo’, che su tante questioni concrete della vita rischia di accodarsi al pensiero del Principe di questo mondo, è motivo di sofferenza per tanti cristiani impegnati e motivati dall’ascolto del Vangelo.

La vostra ‘Nota congiunta per fare chiarezza sulla posizione della Chiesa riguardo l’uso dei vaccini obbligatori’ avrebbe bisogno di una riflessione prima di tutto scientifica, ma anche, e non di meno, morale e teologica, sociale e pastorale, senza dimenticare il ‘cuore’ di tutto questo: l’interesse economico (che non è un aspetto extra-scientifico, come spesso viene detto, perché muove e indirizza e plagia gran parte della ricerca scientifica, come sa chiunque distingue almeno il giorno dalla notte; tutti sanno che il giro di soldi per questo affare planetario è colossale). La mia riflessione non andrà in profondità in tutti questi campi, sarà breve, ma pronta ad allargarsi in corrispondenza di un vostro sincero desiderio di dialogo, anche correttamente critico.

Non sono un medico, ma mi sono confrontato con tanti medici, pediatri, specialisti, non meno qualificati di quelli che dicono di essere la ‘comunità scientifica’ e di rappresentare ‘il pensiero della scienza’. Prima di diventare prete ero un semplice ingegnere; da questo ho ereditato una serietà nel metodo di lavoro che credo sia utile in tutti i campi. Prima di tutto la tendenza a conoscere bene i fatti, a mettere in fila le cose, a confrontare le varie opinioni, a valutare con serietà quello che non torna; e poi a fare in modo che le cose stiano in piedi senza puntelli da tutte le parti, con materiali non scadenti, con visioni che tengano conto di vari aspetti.

Mi limiterò ai punti che avete trattato nella vostra nota, senza ripetere tutte le questioni tecnico-scientifiche di cui ho parlato nella lettera a mons Parolin, che potete trovare facilmente; anche se avrebbe bisogno di qualche correzione e precisazione, quella letterarimane riferimento imprescindibile, introduzione e completamento per quello che vi scriverò. Importanti sono anche la lettera aperta al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità SCIENZA E VACCINI sottoscritta da centoventi tra medici, pediatri e specialisti, e il documento della SIPNEI (Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), entrambe documentate scientificamente, rispettose ed equilibrate. I medici che condividono queste posizioni sono migliaia e molti altri non hanno il coraggio di esporsi perché hanno famiglia e non possono permettersi di perdere il lavoro.

Le richieste fatte al governo (e totalmente ignorate), hanno un’intelligenza, un’onestà e un valore scientifico tale che dovrebbero essere quelle portate avanti dagli organi scientifici cattolici. Viene chiesto l’utilizzo molto maggiore di vaccini singoli (passato con riserve in Parlamento e già troncato); vengono chiesti controlli che non siano fatti, direttamente o indirettamente, dalle case farmaceutiche stesse (che sono invece la grande maggioranza, come ammetteva anche un articolo di qualche tempo fa sull’Osservatore Romano), un’anamnesi più seria e approfondita che faccia valutare caso per caso (sia riguardo alle persone che riguardo al singolo vaccino, senza fare pericolosi minestroni), una corretta informazione che permetta ai genitori di svolgere nel modo migliore il loro compito di scelta per la salute del proprio bambino e ai pediatri di fare il loro lavoro; c’è infine l’invito a ripensare e a fare una seria ricerca (che assurdamente non esiste) sugli effetti di questi bombardamenti di agenti patogeni su bambini di pochi mesi con sistema immunitario immaturo e a innalzare l’età delle vaccinazioni. Tutte cose che una conoscenza scientifica non condizionata da montature ideologico-economiche riconoscerebbe legittime e veramente scientifiche.

Vengono stigmatizzati, anche da giornali cattolici, singoli casi con situazioni estreme (senza rispetto per chi le vive), vengono evidenziate ‘bufale’ e articoli falsi o superficiali solo per svalutare obiezioni serie, competenti e motivate a cui invece non si danno risposte. Spero non siate anche voi quelli che fanno di ogni erba un fascio ma proviate a interrogarvi su obiezioni tutt’altro che banali. Ricordando che dietro le sigle che vengono loro appioppate, no-vax, free-vax, ci sono centinaia di migliaia di genitori che amano i loro figli infinitamente più di un generico sistema sanitario, persone intelligenti e serie, spesso provate dalla vita in
questo campo. Tanto più chele notizie false e parziali, insieme ai silenzi su questioni essenziali da parte del sistema sanitario ufficiale sono ‘bufale’ ben peggiori, perché si ammantano dell’arroganza autoreferenziale dell’autorità, rasentando la frode.

Venendo ad alcuni punti concreti, voglio partire da una delle malattie che è stata usata come spauracchio: il rischio del morbillo (la meningite ha perso di mordente e di visibilità sugli organi di informazione pubblica, dopo che la gente ha cominciato a verificare che in realtà i numeri non erano per niente eccezionali e soprattutto che si ammalavano i vaccinati nella stessa misura dei non vaccinati, se non di più). Chi non è più giovane ma non è ancora vecchio ricorda bene che i medici di famiglia invitavano i genitori a esporre i bambini al contagio, perché da piccoli c’erano meno problemi e per renderli più forti. Tra le tante persone che conosco che hanno preso morbillo e varicella da adulti non ci sono stati particolari problemi. E’ importante notare che i grafici sulla diminuzione della mortalità per il morbillo, e per tante
altre malattie infettive, non mostrano variazioni significative di tendenza all’introduzione della
vaccinazione; questo perché ciò che più ha condizionato la resistenza alle malattie è stato il cambiamento delle condizioni di vita. Si parla di rischio per la diminuzione della copertura vaccinale, ma non si dice che nel 2011, periodo della più alta copertura vaccinale ci sono stati più casi di quelli che probabilmente ci saranno quest’anno. Accanto a questo ci sono dati da tutto il mondo che mostrano come qualcosa non quadra e che il discorso sull’effetto gregge fa acqua da tutte le parti. Infatti in Paesi ad altissima copertura vaccinale ci sono stati focolai di morbillo in cui si sono ammalati sia vaccinati che non vaccinati: vedi Cina, Vallonia, USA, Portogallo, Repubblica Ceca, Mongolia. Il morbillo rimane pericoloso dove ci sono condizioni
di vita difficili; medici impegnati in Africa parlano di morti per morbillo, ma tanti dei quali vaccinati (questo non vale solo per il morbillo ma anche per altre malattie infettive). A questo si aggiunga che la vera immunizzazione si ha solo prendendo la malattia, che l’immunizzazione artificiale si instaura in non più del 70% delle persone e, per ammissione delle stesse case farmaceutiche, la risposta anticorpale non sempre funziona e si perde nel tempo. Alla luce di tutto questo, come possa essere seriamente scientifico parlare di copertura del 95% lo lascio decidere a ogni persona che ragiona. Tutto questo fa anche scricchiolare il discorso sulla protezione degli immunodepressi (già di per sé stiracchiato e discutibile). Ma ci conduce anche a una drammatica riflessione sulla riduzione della forza reattiva del sistema immunitario, che diventa sempre più dipendente dai medicinali, che non sono bravi come il sistema immunitario inventato da Dio, come voi dovreste ricordare bene.

Senza drammatizzare tanto, per le donne in gravidanza il rischio maggiore è la rosolia; basta
disporre di un vaccino singolo per la rosolia in previsione di una gravidanza, se non si già avuta la malattia.

Sentirvi ripetere la solita interessata storia sulla sicurezza dei vaccini, parlando solo di complicazioni di lieve entità, spingerà le migliaia di persone che hanno visto i loro figli subire gravi danni o anche la morte a causa dei vaccini, a essere giustamente disgustati da coloro che dovrebbero cercare seriamente la verità e invece si vendono mani e piedi ad altri interessi. Nemmeno i bugiardini delle case farmaceutiche sono così arroganti nell’affermare questa stupida sicurezza e parlano, sia pure in modo incompleto, delle possibili
conseguenze (che regolarmente si verificano). La scienza è utile, quando è umile. Si può avere fiducia nella scienza quando è onesta, staccata dagli interessi economici, quando riconosce sia i passi in avanti che gli errori, quando è capace di una visione unitaria in cui accetta il suo posto tra altri modi di conoscenza della realtà, quando riconosce se quello che fa è per il bene dell’uomo o per altri interessi. Ma quando si chiude nella sua arroganza a dispetto delle evidenze sotto gli occhi di tutti, come può pensare di mantenere la sua
autorevolezza? Se è calata la fiducia nella scienza non si può sempre scaricare la responsabilità sull’ignoranza degli altri. Ho conosciuto tante persone che hanno subìto la difficile esperienza dei traumi da vaccini, in loro o nei loro figli; ho potuto verificare, insieme alla loro sofferenza, il loro impegno, il loro desiderio di una conoscenza onesta. Ci sono un’infinità di casi, anche di importanti ospedali per i bambini, in cui i medici ufficiosamente riconoscono il legame di varie malattie con le vaccinazioni, ma non vogliono mettere niente per scritto; solo voi non vedete questo? D’altronde se si ammettesse una realtà di conseguenze negative dei vaccini enormemente superiori a quelle ammesse ufficialmente, e molto superiori anche a quelle denunciate, troppe cose crollerebbero, oltre agli affari miliardari; e si aprirebbe un’immensa voragine sulle conseguenze impreviste e inspiegabili che possono verificarsi quando l’uovo è incrinato, di cui i casi reali (le uova rotte) sono solo la punta dell’iceberg. Ora, che questo lo portino avanti la Lorenzin e i suoi soci con i loro intrallazzi fa parte purtroppo delle vicende di un mondo ormai alla deriva, ma che il mondo scientifico cattolico si accodi è una vergogna.

La questione forse più grave è legata all’assoluta mancanza di una seria valutazione scientifica dell’effetto dei vaccini, specie quelli multipli, sul sistema immunitario dei bambini di pochi mesi, immaturo sia dal punto di vista neurologico e cerebrale, sia da quello immunitario. In questa situazione le vaccinazioni non stimolano il sistema immunitario, ma, a differenza delle vere malattie dell’infanzia, creano il caos nel sistema immunitario. Non è un caso che in questi ultimi decenni si siano sviluppati nuovi tipi di patologie nei bambini e nei ragazzi legati appunto a queste sfere: infezioni a ripetizione e allergie, insieme a problemi psicomotori, del linguaggio, del comportamento; e poi depressioni, anoressia, aggressività, difficoltà di concentrazione, soglia inibitoria bassa o inesistente. Nell’adulto l’immunità cellulare e quella
anticorpale sono in equilibrio dinamico. Questo equilibrio è alterato dalle forti sollecitazioni a un sistema immunitario immaturo. Anche qui non è un caso che siano in aumento le malattie allergiche e autoimmuni, conseguenza della prevalenza dell’una o dell’altra delle risposte immunitarie alterate. Certo, ci sono anche altri fattori a determinare tutto questo, ma come si fa a fare un confronto tra benefici e danni quando non si sa nulla dell’alterazione del sistema immunitario a lungo termine? Nonostante questa immensa carenza si è andati avanti a tappeto vaccinando centinaia di milioni di bambini, in ogni situazione ambientale e
sociale. E ora si fa un passo avanti con un mix di dieci agenti patogeni. Spero che non ripetiate le banalità riguardo al fatto che il bambino ogni giorno incontra centinaia di antigeni senza danni; qui si tratta di aggressivi agenti infettivi di malattie rarissime o quasi assenti, che il bambino comunque non incontrerà mai tutti insieme e che vengono messi in circolo direttamente senza alcun filtro delle difese esterne del bambino. Tra l’altro almeno due dei vaccini (Bexsero per il meningococco C e l’esavalente Hexyon) sono soggetti a monitoraggio addizionale, cioè i bambini sono ancora di più le cavie.

Avete parlato dell’uso di cellule ricavate da organi di bambini abortiti. La questione, già grave di per sé, è aggravata dalla vostra posizione, che sostanzialmente elimina ogni questione etica. Giornali cattolici sottolineano come questo aspetto sia stato utilizzato in modo strumentale, scorretto, come tante altre notizie. Può esserci del vero in questo, ma quando ci si trova di fronte a una corazzata armata fino ai denti per difendere la sua ideologia e i suoi interessi, inattaccabile da piccoli uomini, può succedere che le persone facciano quello che possono per difendere i loro figli da questi pescicani.

Intanto un minimo di onestà; sapete benissimo che quelle due linee cellulari non sono le sole, ce n’è almeno un’altra, più efficiente, preparata dai cinesi partendo da una bambina abortita a tre mesi e scelta tra altri. Sapete altresì che c’è una enorme quantità di vaccini, forse la maggioranza, in cui sono presenti queste linee cellulari. Non mi interessano le vostre acrobazie mentali sulla coscienza, mi interessa il vostro silenzio su fatti perfettamente verificabili e che è impossibile non conosciate. Organi, tessuti, sangue, plasma di bambini abortiti sono un affare mondiale (forse più di quello della tratta degli organi dai Paesi poveri); centinaia di migliaia di bambini abortiti ogni anno vengono venduti alle case farmaceutiche, con un legame stretto tra pianificazione familiare e industria. Ma allora perché solo così pochi bambini sono utilizzati per le vaccinazioni? Semplice, perché non ne servono di più; se ne servissero cento, mille, centomila, si utilizzerebbero senza problemi. Ma a voi basta sapere che se ne utilizzano solo due o tre e magari le cui fonti si perdono nei decenni. Può darsi che voi agiate secondo la vostra coscienza, ma tutto dipende da come si costruisce la propria coscienza.

Una cosa che colpisce in questa legge è il suo disprezzo dei valori fondamentali della Costituzione (in cui La Pira ha avuto una parte non marginale), togliendo l’autorità dei genitori con una obbligatorietà che non ha nessuna giustificazione. L’obbligo per questi dieci vaccini è assolutamente infondato sul piano scientifico; lo Stato eventualmente può chiederlo alla persona se dimostra il rischio per la collettività per tutti i singoli vaccini. Nella realtà nessuno ha osato dire, nemmeno l’Istituto Superiore di Sanità, che esista epidemia o urgenza per alcuna delle malattie per cui è scattato l’obbligo. Allora perché, se non sono in atto epidemie, non dilagano pandemie, bisogna fare una sperimentazione mai provata su neonati, bambini e adolescenti sani? Gli ‘impegni internazionali’ presi, che permettono di passare sopra al bene della popolazione e alla stessa Costituzione, da chi e a che scopo sono stati firmati?

A completare l’opera la tragica farsa dell’esclusione da scuola dei piccoli che in tre mesi si ritrovano a essere diventati pericolosi untori, grazie alla diabolica campagna che anche voi sostenete; chiaro ricatto per i genitori, senza alcuna attenzione e rispetto per i bambini. Multe per i genitori nelle scuole dell’obbligo; dopo il pagamento i ragazzi non sono più untori? E i ragazzi stranieri che non possono essere obbligati a vaccinarsi? Tutti sanno che a scuola è ben peggiore l’aumento di virus di ogni genere il cui unico contrasto sono le difese immunitarie aspecifiche che voi vi state impegnando a indebolire (La salute si difende in altri modi, la maggior parte dei quali ha il principale difetto di non far crescere il PIL).

Tra l’altro tutto questo genera tensioni sociali assurde che alla Lorenzin non interessano; a lei interessano solo i suoi affari. Ma a voi? Anche voi vi piegate di fronte agli stessi interessi? Anche voi volete la dittatura? Anche voi siete per la presunta lotta del bene contro il male come gli americani?

E’ molto probabile che dopo la campagna intimidatoria del governo, dei media e dei giornali cattolici, la gente abbia paura e la maggioranza della popolazione stia con voi, con atteggiamenti ostili verso i vicini che con piena consapevolezza (di cui ho mostrato alcune motivazioni in questa e nell’altra lettera) fanno altre scelte. Ma questo non è assolutamente garanzia di verità per quello che dite. Anche la maggioranza dei tedeschi era con Hitler, ma ciò non era una garanzia della verità delle sue parole; era solo il risultato della sua capacità di plagiare le persone. Famiglia Cristiana dice che bisogna avere più fiducia nella Scienza. Mi ricorda uno dei dialoghi di Franz Jagerstatter con dei membri importanti della Chiesa austriaca; di fronte al suo rifiuto di combattere per Hitler, gli dicevano che lui non sapeva tutte le motivazioni della guerra come invece li conoscevano il governo e il Fuhrer.

Per qualche amico dovrei essere meno duro, più ‘politico’, altrimenti non mi ascoltano. Mi viene in mente la storia di tanti profeti; all’inizio hanno provato a far capire con pazienza dove stava il male, come d’altronde ha fatto Gesù, ma quando hanno visto che era superata la possibilità dell’ascolto, hanno detto quello che dovevano anche con durezza.

Spero che almeno qualcuno di voi capisca la gravità della situazione e faccia qualcosa rapidamente contro questa deriva pericolosa per la salute ma anche per la dignità umana. Chi sono io per dirvelo? Solo un prete qualsiasi senza nessuna autorità. Le mie parole, se valgono, valgono perché hanno valore in se stesse, non per l’autorità di chi le pronuncia. Spero che il Signore mi dia la forza di continuare l’impegno per la dignità dell’uomo in questo e in tanti altri campi in cui, spesso senza particolare distinzione del mondo cattolico, le indicazioni di Dio Creatore e Padre sono solo un vago ricordo che non porta a cambiare la propria vita nella loro direzione.     http://www.informarexresistere.fr

d. Marco Belleri, via Roma 1, 58038 Seggiano GR tel 3408694904

Articolo di: www.informarexresistere.fr.

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Il Prof. Neumivakin rivela i 10 segreti della salute

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Il Prof. Ivan Neumivakin ex capo del programma di risanamento degli astronauti per il governo russo è stato il Direttore del Dipartimento di Sviluppo delle Cure Sanitarie per gli astronauti su voli di durata variabile.

1. Colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri.  Mangiamo 4-5 volte più del necessario. E tutto il cibo  “in più” è un lavoro per i medici, se non oggi, lo sarà domani.

2. Digiuno intermittente. Il digiuno praticato periodicamente (16,24, 36, 48 o 72 ore) stimola l’evacuazione delle tossine, migliora l’assimilazione dei nutrienti, la rigenerazione dei tessuti e rinnova e rafforza il sistema immunitario.

3. Se non mastichi bene il cibo diventa veleno. “Dobbiamo non ingoiare il cibo, ma masticarlo  molto bene, praticamente, “berlo”. Avete ingoiato il boccone senza masticarlo. Questo si copre solo superficialmente con l’acido cloridrico che non può penetrare dentro il boccone. Ma la cosa più grave è che questo acido si diluisce con l’acqua bevuta alla fine del pasto; la sua concentrazione è ridotta e, come risultato, il cibo non si digerisce. Tutto ciò che avete mangiato diventa “scorie”, prodotti di metabolismo non  digeriti.”

4. Mangiare sempre prima delle 19 e almeno 4 ore prima di andare a letto. Infatti “se mangiate dopo le sette di sera, non sarete mai sani. L’insulina che secerne il pancreas alle 19,  impiega due ore per trattare il cibo. Se avete mangiato qualcosa di dolce, l’insulina non permetterà l’innalzamento del livello dello zucchero oltre la norma. Ma a partire dal 21 il pancreas e lo stomaco devono dormire, e a quest’ora devono essere liberi dal cibo. A questo punto, passeranno la staffetta alla ghiandola pineale che  rilascia la melatonina, alle 23.”

5. Fare attività fisicaAttiva il metabolismo, favorisce l’ossigenazione dei tessuti, stimola il sistema linfatico e quindi l’azione purificante del sistema immunitario, stimola la fuoriuscita delle tossine, favorisce la purificazione del sangue. Ivan afferma ” I muscoli dentro i quali si trovano i vasi; sono le pompe che spingono il sangue in su. Se il padrone del corpo non lo cura, non fa lo sport, non allena i muscoli del tronco e delle gambe, arriva l’arteriosclerosi, arrivano le varici, ecc.  Il sangue, in presenza delle scorie, si addensa e il cuore deve applicare molti sforzi per  spingere questo sangue. Prima sorge l’ipertrofia del ventricolo sinistro, poi le aritmie, poi l’infarto o l’ictus. Non ce la fa il cuore, a lavorare al posto di più di 500 muscoli che devono pompare il sangue. Il cuore deve lavorare con il cuore non denso ma liquido”

6. Per prevenire e curare l’influenza usa l’acqua ossigenata. E’ un potente antiossidante  e la produce l’intestino stesso,  se è sano. Lui la fa prendere anche per bocca. Secondo Neumivakin, alla prossima “peste” annunciata, tipo  l’influenza/virus dei polli o dei maiali, non servono i vaccini. Basta prendere ¼ di  bicchiere d’acqua e aggiungere alcune gocce di ACQUA OSSIGENATA AL 3%. Come profilassi, si  mettono  delle gocce di questa soluzione nel naso, 2-3 volte al giorno. Questo cura anche l’influenza.

7. Il cancro è dovuto alle tante tossine nell’organismo. E’ indotto da un eccesso di scorie nell’organismo: in questo ambiente le cellule vivono in un ambiente putrido e privo di ossigeno. Sono costrette a mutare e a diventare cancerose.  Le cellule cancerose ci sono in qualsiasi organismo, ma il sistema immunitario sano le sopprime. E se l’individuo è debole, queste iniziano a moltiplicarsi e a crescere. In linea di principio, ci servono, perché l’organismo deve sapere che il male e il bene coesistono. Digiunare, fare attività fisica e bere molto sono i modi migliori per depurarsi. Esistono anche degli integratori specifici per le varie tipologie di tossine (metalli pesanti, muco, candida, ecc).

8. Bere acqua nella giusta quantità e nel momento giusto. Non molti sanno che si deve bere 1-2 bicchieri d’acqua 10-15 minuti prima di mangiare L’acqua supera lo stomaco e si raccoglie nel duodeno, dove si accumulano gli alcali. Quest’acqua non si inacidisce ma diventa alcalina. Non bisogna bere durante i pasti e anzi aspettare 2 ore dopo mangiato prima di bere. L’acqua durante il pasto diluisce i succhi gastrici e sposta troppo velocemente il cibo nell’apparato digerente impedendo quindi una corretta e completa digestione. “L’acqua è il cibo, per ¾ siamo l’acqua. Dobbiamo bere a digiuno 1,5-2 l di acqua fresca. Guardate alcune persone dopo 60-70 anni, quando iniziano a bere circa 2 litri d’acqua, le rughe si stirano e l’intestino lavora bene, le cellule si fanno il bagno  nell’acqua, è la base della loro vita.”

9. L’acqua deve essere pura altrimenti è nociva. L’acqua in bottiglia di plastica è acida, ha un PH 6,5-7 e quindi danneggia le cellule. Per bere acqua pulita puoi fare così: alla sera riempi una brocca di vetro di acqua serve a far venire fuori il cloro e formare il sedimento. La mattina seguente ci sarà un sedimento, anche se invisibile agli occhi. Togliere accuratamente l’acqua di sopra, circa due terzi e metterla in una pentola sul fuoco fino a a prima della bollitura, spegnere quando si formano bollicine piccole. È la cosiddetta “bollitura fredda”, che conserva la sua struttura per tutto il giorno. Questa è l’acqua di cui hanno bisogno le cellule, in questo modo non devono consumare l’energia per pulirla. Se l’acqua è davvero pura, restituisce la salute alle persone.

10. Resettare il metabolismo e il sistema endocrino. Se avete fame – bevete. Dopo aver bevuto, per mezz’ora avrete tolto la fame, e poi bevete ancora. Solo quando avrete una forte fame, mangiate. Se non ne avete, non mangiate, fate riposare l’organismo. C’è ancora del cibo del mattino da  digerire, se buttate sopra dell’altro, il cibo marcisce. La maggior parte del cibo che ingeriamo non nutre ma è frutto dello stress delle ghiandole surrenali. Bere molto per alcuni giorni è il modo migliore per ripulire l’organismo.

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Tutto quello che c’è da sapere sulla fatturazione a 28 giorni: rimborsi da 50 euro in arrivo

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Da qualche mese i principali operatori della telefonia hanno modificato la periodicità nell’invio delle bollette: la fatturazione non è più mensile, ma settimanale, in pratica hanno deciso di inviare una bolletta ogni 28 giorni. Ciò significa che le mensilità diventano 13 e non più 12, comportando un aggravio delle tariffe in media dell’8,6%.

Per rispondere alle migliaia di lamentele che sono arrivate ai nostri sportelli, l’Unione Nazionale Consumatori ha lanciato la campagna #nofattura28giorniRicostruiamo intanto che cosa è successo.

LA MODIFICA DEI PIANI TARIFFARI

Le problematiche connesse alla modifica dei piani tariffari o delle condizioni contrattuali sottoscritte dai clienti sono tra le più diffuse: secondo quanto conferma la stessa Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il 20% delle segnalazioni ricevute nel 2016 da Agcom ha riguardato proprio questo settore e i reclami sono aumentati di quasi 10 volte rispetto al 2015. Un triste primato, un vero bollettino di guerra, come abbiamo dichiarato nel nostro comunicato dell’11 luglio 2017. Come scrive l’Authority nella sua relazione annuale: “oltre a rappresentare l’effetto di mercati concorrenziali altamente concentrati (i primi tre operatori gestiscono oltre l’80% della domanda di servizi di telefonia fissa e mobile), il fenomeno evidenzia problematiche in termini di non esaustività e scorrettezza delle informazioni, mancanza di trasparenza e asimmetria tra contraenti”. 

D’altro canto, è recentemente intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, nel mese di Agosto, ha  condannato Wind per aver scorrettamente imposto condizioni illecite a chi voleva esercitare il diritto di recesso.

L’AGCOM E LA DIFFERENZA TRA TELEFONIA FISSA E MOBILE

Grazie all’interessamento della nostra organizzazione, AGCOM era già intervenuta il 24 marzo 2017 con una delibera nella quale si stabiliva che per la telefonia fissa il criterio della fatturazione doveva essere il mese, mentre per la telefonia mobile la cadenza della fatturazione non poteva essere inferiore a 28 giorniL’associazione che rappresenta le compagnie telefoniche Asstel, è subito intervenuta, dichiarando che la delibera era del tutto priva di basi giuridiche di riferimento, non avendo AGCOM, a loro dire, il potere di disciplinare il contenuto dei rapporti contrattuali fra operatori e clienti, quale ad esempio la durata di rinnovo e dei cicli di fatturazione, ma potendo solo intervenire in materia di trasparenza informativa, annunciando di voler tutelare i diritti delle aziende nelle sedi più opportune, ripristinando il diritto degli operatori al libero esercizio dell’attività di impresa.

Una tesi bizzarra, considerato che l’intervento di AGCOM, a nostro avviso del tutto legittimo, mira proprio ad una maggiore trasparenza informativa; d’altronde lo spiega la stessa Autorità che vede nella fatturazione a 4 settimane un vizio di trasparenza, sostenendo che  se può essere accertata nella telefonia mobile (dove il 76% del traffico è prepagato), invece nel fisso il pagamento con addebito diretto su conto corrente bancario con il Rid rende difficoltoso per il consumatore comprendere gli aumenti.

Libertà di impresa, poi, non significa poter fare contratti a proprio piacimento, senza alcuna regola certa, tanto più se consideriamo che si tratta di contratti per adesione, con evidenti disparità tra utente e fornitore dove è quest’ultimo a fissare unilateralmente le clausole contrattuali.

COSA STA FACENDO L’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

L’Unione nazionale Consumatori è prontamente intervenuta  presentando un esposto all’Autorità delle Comunicazioni chiedendo di “adottare una regolamentazione urgente che preveda, nel caso di offerte bundle (internet, telefono e pay tv), che la cadenza di rinnovo e fatturazione vada individuata nel mese, quale periodo temporale minimo, per consentire all’utente di avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati“.

In pratica, abbiamo chiesto di integrare la delibera del mese di marzo, che si limitava a disciplinare la sola telefonia, fissa e mobile, inserendo anche le rete televisive e le offerte miste.

Tuttavia dalla delibera dell’Agcom di Marzo le cose non sono per niente migliorate, anzi… Anche Sky, infatti, ha pensato bene di fatturare, a partire dal 1° ottobre, ogni 28 giorni invece che una volta al mese, e, per di più, lo ha fatto pure per le offerte miste che nel pacchetto includono, oltre alla tv, anche il telefono fisso ed internet, come quelle con Fastweb o con Tim. 

Per questo, con segnalazioni depositate nel corso del mese di settembre 2017, l’Unione Nazionale Consumatori ha richiesto l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercatoper valutare il comportamento di Sky Italia anche perché (secondo quanto ci segnalano gli stessi consumatori) sarebbero state attuate pratiche volte a rendere difficoltoso il recesso di quei consumatori che hanno deciso di sciogliersi dal contratto una volta ricevuta la comunicazione della nuova periodicità della fatturazione. Per contestare questa richiesta illegittima scarica il modulo.

Intanto, lo scorso 20 ottobre, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di diffidare Sky Italia in relazione alla decisione di fatturare a partire dal primo ottobre ogni 4 settimane e non più su base mensile, chiedendo una completa informativa agli utenti, anche sull’esercizio del diritto di recesso.

GLI ULTIMI SVILUPPI

La delibera dell’Autorità delle Comunicazioni del 24 marzo dava un termine di 90 giorni per adeguarsi alle nuove regole per la telefonia fissa (fatturazione mensile e non fatturazione a 28 giorni), abbondantemente passati, ma gli operatori telefonici l’hanno disattesa. L’Agcom il 14 settembre ha, quindi, comunicato di aver avviato “procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici TimWind TreVodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche“, ricordando di aver stabilito che per la telefonia fissa l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni doveva avere come base il mese o suoi multipli. “Al termine delle verifiche effettuate da Agcom – prosegue il comunicato – è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell’Autorità. Agcom sta inoltre valutando l’adozione di ulteriori iniziative, anche per evitare che le condotte dei principali operatori di telecomunicazioni possano causare un effetto di “trascinamento” verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione dei servizi“.

Ottima notizia ed una vittoria per chi, come l’Unione Nazionale Consumatori, si è battuto su questo sopruso. La speranza, ora, è che le sanzioni siano esemplari, dato che non è tollerabile che si possano violare impunemente le delibere delle Authority.

secondo ADNKRONOS ci sono multe in arrivo per chi continua a fatturare a 28 giorni e indennizzi di almeno 50 euro per i consumatori. È quanto prevede l’emendamento al decreto fiscale, depositato dal senatore del Pd Stefano Esposito. L’emendamento punta, tra l’altro, a inserire nel testo del decreto fiscale, la dicitura che obbliga a vigilare “sul rispetto della periodicità della fatturazione prevista dalle disposizioni vigenti”.

E per chi viola le regole in arrivo multe salatissime. In caso di violazione, viene infatti prevista “una sanzione pecuniaria da 500mila a 5 milioni di euro”. L’emendamento prevede inoltre a carico dell’operatore sanzionato il pagamento di un “indennizzo forfettario, non inferiore a euro 50, in favore di ciascun utente interessato dalla illegittima fatturazione”.

PERCHE’ E’ NECESSARIO UN INTERVENTO NORMATIVO?

Grazie anche al nostro interessamento le istituzioni si stanno mobilitando: Alessia Morani, vice-presidente del gruppo del Pd alla Camera, e l’europarlamentare Pina Picierno hanno dichiarato che è una priorità bloccare la cattiva pratica delle compagnie telefoniche e anche delle pay-tv di inviare le bollette ogni 28 giorni, in modo da mascherare un aumento delle tariffe!
L’onorevole Morani, il 12 ottobre ha mantenuto la promessa di depositare una proposta di legge che prevede l’obbligo della fatturazione dei servizi su base mensile, un irrobustimento dei poteri di vigilanza delle Authority, un aumento delle sanzioni comminabili da queste ultime e, udite udite, la restituzione delle somme indebitamente percepite da parte degli operatori. La stessa Morani ha dichiarato: “mi auguro che il Governo, anche alla luce dell’impegno assunto dalla Ministra Finocchiaro durante il question time di metà settembre a risolvere questo problema, al fine di garantirne l’approvazione, inserisca le norme nella Legge di Bilancio. Se così non fosse, comunque, inseriremo la proposta sotto forma di emendamento alla stessa legge di Bilancio”. Sul tema è ora intervenuto anche il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda che ha dichiarato che la questione delle fatture a 28 giorni, invece che a 30, è una cosa che va messa a posto il più rapidamente possibile, perché è una cosa inaccettabile. Bene, allora si batta con noi per inserire l’emendamento nella Legge di Bilancio.

A queste affermazioni ne sono però seguite delle altre: Carlo Calenda ha dichiarato che sulla fattura a 28 giorni da parte delle società di tlc ci sarà certamente una misura “pro-futuro” in manovra. Se quel “pro futuro” significa che non sarà previsto un indennizzo per i consumatori che stanno ora pagando l’8,63% in più del dovuto, allora è una grande delusione.

Speriamo che l’intervento normativo annunciato dal Governo possa bloccare la fattura a 28 giorni, per tutti, telefonia fissa, mobile e televisioni, prevedere degli indennizzi ma anche rafforzare i poteri delle Authority, in modo che le multe debbano essere sempre superiori all’illecito guadagno ottenuto con pratiche commerciali scorrette o in violazioni delle delibere delle autorità di regolazione.

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I bambini del terremoto: il 94% di loro in Abruzzo e Marche sogna un futuro migliore

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Dopo 7 mesi di lavoro al fianco di insegnanti, genitori e alunni nell’elaborazione del trauma post terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale, il 94% dei bambini supportati nelle scuole elementari dell’Abruzzo e delle Marche ha mostrato, sia pur con gradualità diverse, di poter immaginare un futuro riparativo dell’esperienza traumatica. I piccoli studenti dell’Italia centrale riescono quindi a pensare a un futuro migliore e a dirlo è l’equipe dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), accorsa nelle regioni Abruzzo, Marche e Umbria subito dopo le scosse del 24 agosto 2016 per sostenere 1.230 alunni e 180 insegnanti di 8 istituti comprensivi.

INDAGINE CONOSCITIVA SULLO STATO PSICOLOGICO DEI BAMBINI nelle zone terremotate

Nelle scuole di Montorio Crognaleto, Montorio al Vomano, Nerito (Abruzzo), nell’istituto comprensivo del Tronto e Valfluvione, ad Arquata del Tronto e Acquasanta Terme (Marche) è stata infatti condotta un’indagine conoscitiva sullo stato psicologico dei minoridopo l’intervento d’aiuto durato tutto l’anno scolastico. I risultati della ricerca sono stati presentati questa mattina al convegno romano su ‘Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società’. “Il nostro obiettivo è rimettere in moto il processo immaginativo dei minori che hanno vissuto il terremoto– precisa Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’IdO- per consentire loro di recuperare il prima possibile il senso della continuità dell’esistenza, interrotto dall’esperienza traumatica. Attraverso il processo immaginativo i contenuti affettivi, come l’angoscia sperimentata durante il trauma, possono ricongiungersi ai contenuti ideativi, quali il recupero del ricordo traumatico. Questo processo- chiarisce la psicoterapeuta dell’età evolutiva- consente di evitare la strutturazione della sindrome post-traumatica nei bambini”.

“PERDERE LA CASA SIGNIFICA PERDERE IL SENSO DI SICUREZZA”

Al centro del modello d’intervento dell’IdO c’è il lavoro sul corpo attraverso attività mirate all’espressione delle emozioni. “Per far ripartire l’immaginazione in base alle differenti età abbiamo utilizzato una varietà di canali: attività grafiche, ludiche, narrazioni, laboratori creativi, di psicodramma, di motricità e i circle time. Con i bambini di 3 anni- spiega Andrea Cossu, psicoterapeuta dell’IdO e coordinatore del progetto Terremoto– partiamo soprattutto dal gioco, ma mano a mano che la fascia di età cresce aggiungiamo altre attività. Ad esempio, ai bambini della scuola primaria proponiamo i disegni, le narrazioni e la scrittura di storie. I ragazzi più grandi, invece, riescono a condividere e ad elaborare i propri vissuti emotivi nei momenti di circle time. Lavoriamo sulle loro emozioni più comuni: la rabbia, la paura, la tristezza e il disorientamento. Hanno perso le loro case, che subito dopo il terremoto erano diventate tende, così come la loro scuola- ricorda lo psicoterapeuta- e perdere la casa significa perdere il senso di sicurezza”.

Da qui l’IdO ha deciso di sondare il livello di stress vissuto da questi minori attraverso la somministrazione di un questionario a 40 insegnanti, relativo alla valutazione dei rischi legati all’esperienza del terremoto in 684 studenti delle elementari e delle medie di Abruzzo e Marche. Dalla lettura delle schede valutative – realizzate in collaborazione con la Società italiana per lo studio dello stress traumatico (Sisst) – è emerso che su 636 bambini delle primarie, 600 (94%) hanno presentato un rischio traumatico basso, 29 (5%) un rischio moderato e solo per 7 bambini (1%) il rischio è risultato alto. Alle Medie, invece, su 48 bambini il 16% ha un rischio basso mentre per il 60% (29 alunni) è moderato”.

www.dire.it

leggi anche: http://www.radical-bio.com/solidarieta/2017-cosa-succede-oggi-ai-cittadini-terremotati-de-laquila/

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Crescere i bambini senza televisione: una scelta coraggiosa, sana e possibile

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bambini senza televisione

Spesso, quando vengono bambini a casa nostra, entrando in sala la prima domanda che fanno è: “Ma voi non avete la televisione?”. Vuoi che le dimensioni di questo oggetto sono ormai talmente importanti da risaltare immediatamente, vuoi che si notino da subito una luce e un silenzio diversi da quanto mediamente siano abituati…la trovo comunque una cosa agghiacciante.

Anche io e mio marito, da adulti abituati alla routine, con l’arrivo della nostra bambina, anni fa ci siamo posti la domanda e abbiamo fatto questa scelta, radicale, oggi estrema ma quantomai benefica per tutti: crescere i bambini senza televisione è non solo è possibile, ma anche una scelta importante per il loro futuro

Nella nostra era è fondamentale affrontare il mondo della tecnologia e dei mass media, realtà che va accettata ma anche compresa, approcciata correttamente e nei giusti tempi. Oggi i bambini, soprattutto in città, hanno sempre meno spazi per correre e giocare o per sperimentare la natura; trascorrono molto tempo a scuola (dove oggi LIM e aule informatica cominciano ad entrare sempre più presto in varie attività) e il rimanente davanti ad uno schermo, cosa che gli adulti troppo spesso considerano minimizzando uno svago, un semplice divertimento senza conoscerne realmente i possibili effetti negativi.

Il problema è molto complesso: non è soltanto quanto tempo, ma anche cosa e come il bambino guarda la Tv, o come “la tv guarda lui” (per approfondire questa tematica vi suggeriamo di leggere il libro “Volevo dirti che è lei che guarda te“)

La velocità delle immagini, spesso nemmeno collegate logicamente tra lorodeforma il senso della realtà del bambino (ancora così fortemente esposto al mondo esterno grazie ai suoi sensi e attraverso la capacità di imitazione) e lo costringe a subire un “movimento passivo”, rimanendo per contro fisicamente fermo e ipnotizzato.

Secondo uno studio dell’American Academy of Pediatrics, questo è il fattore di incidenza principale per lo sviluppo di deficit di attenzione e iperattività su circa il 12% dei bambini statunitensi (dati in costante aumento). La ricerca dimostra anche per la prima volta che i neuroni del cervello di un bambino che guarda la televisione per qualche ora al giorno tendono ad atrofizzarsi, le vie neuronali non si creano e lo sviluppo del cervello rischia addirittura di fermarsi all’età di tre anni!

Nella sua ricerca, Christakis ha trovato che per ogni ora passata alla tv nell’età compresa fra uno e tre anni, i soggetti più piccoli hanno quasi il dieci per cento in più di probabilità di sviluppare problemi di attenzione; un bimbo ai primi passi che passa tre ore al giorno davanti alla televisione ha il 30% in più di probabilità di avere seri difficoltà a scuola.

Lo psichiatra Manfred Bloyle ci informa che “tutto lo sviluppo dell’io è nel confronto con il tu”; ciò significa che ognuno di noi sviluppa la nostra individualità solo se ha un’altra di fronte a se con la quale rapportarsi. Rudolf Steiner, molto tempo prima, ci spiega “il senso dell’Io” come uno dei (secondo lui, dodici) sensi dell’uomo, ovvero quello che ci consente di percepire l’individualità di un altro; e come ogni senso, se non viene utilizzato si atrofizza. Attraverso le tecnologie, i bambini (che sono più vulnerabili) ma anche gli adulti se non si danno un limite rischiano di perdere il loro senso dell’io, faticando creare relazioni nel mondo reale.

Tutto il mondo tecnico e tecnologico non ha un “io” ma un automatismo senza più traccia di chi l’ha creato; e non solo perché siamo di fronte ad un oggetto piuttosto che ad un uomo: ognuno di noi può sperimentare la differenza rispetto, ad esempio, ad un’opera d’arte. Più debole e inesperto è l’io, più il mondo senza fa impressione e il proprio io non si sviluppa o addirittura si ritira, trascendendo nel vicolo cieco dell’egoismo.

I bambini che sin da piccoli utilizzano troppa tecnologia, oltre a muoversi poco fisicamente, non imparano ad entrare in relazione con le forze umane, parlano e imitano ciò che vedono fare dai personaggi virtuali, affettati e stereotipati. Tv e computer ci danno solo l’impressione di metterci in relazione con l’altro; se c’è interazione è solo rispetto ad una risposta, ad un risultato, non certo ad un sentimento scaturito!

Il bambino davanti allo schermo è del tutto passivo, non elabora le immagini proposte, non è creativo quanto, ad esempio, con un’attività manuale, il gioco libero, la lettura o l’ascolto di fiabe.

www.eticamente.net

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La bimba nata con indice di Apgar 0 e il suo piccolo miracolo

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bimba indice di apgar 0

Questa è la storia di Viola, la mia piccola, e della sua rinascita. Ma è anche la storia di come dai giorni più brutti della nostra vita abbiamo imparato a essere genitori normali di una bimba speciale.

All’alba del 27 settembre di sei anni fa mi svegliai all’improvviso. Avevo da pochi giorni passato il termine previsto per il parto e trovai tracce di sangue.

Mi spaventai. Chiamai mia madre perché badasse alla nostra primogenita di tre anni, Anna. Ricordo la corsa in ospedale con mio marito lungo la strada intasata dal traffico, i dolori sempre più intensi. Avrei potuto fermarmi all’ospedale più vicino, ma volevo arrivare a Bergamo perché lì avrei fatto l’epidurale (il mio primo parto era stato un po’ traumatico). Quella mia cocciutaggine fu provvidenziale.

Non so cosa sarebbe accaduto di mia figlia se fosse nata dove non c’era una terapia intensiva neonatale. Arrivata in ospedale, in meno di mezz’ora ero in sala operatoria per un cesareo d’urgenza. Solo dopo venni a sapere che avevo avuto un distacco di placenta completo con emorragia interna. Durante l’intervento ero poco cosciente, però mi resi conto che stavano estraendo la bambina e io non la sentivo piangere!

Mi dissero che stavano ricucendo e ancora io non sentivo piangere. Viola nacque con indice di Apgar, l’indice che valuta la vitalità di un neonato, pari a 0.

Venne rianimata per alcuni minuti. Non la vidi fino a sera. Era lì, intubata ma bellissima. Pesava 3 chili e 870 grammi, una bambinona che toccava il fondo della culletta con la testa e con i piedini.

Non mi capacitavo di vederla così inerme. Durante la sua prima notte sopraggiunsero crisi convulsive, segno evidente che il cervello aveva sofferto per la mancanza di ossigeno. Da lì iniziarono i 21 giorni di patologia neonatale. A casa, una mattina, la mia figlioletta più grande mi guardò con i suoi occhioni e mi chiese: «Sei preoccupata anche oggi, mamma?».

Quell’esperienza stava mettendo a dura prova la nostra famiglia e quando Viola fu dimessa con una triste diagnosi, sofferenza cerebrale di natura ischemica, ci trovammo sperduti. Sapevamo che aveva avuto un danno importante all’area del cervello che regola il movimento, ma non sapevamo se avrebbe potuto mangiare da sola, camminare, parlare…

«Impossibile prevederlo, bisogna aspettare», dicevano i medici. Guardavo la mia bimba, che ciucciava a fatica dal biberon, e non sapevo che fare. Finché mi consigliarono un centro del Policlinico di Milano, il Sapre (Settore di abilitazione precoce dei genitori). Lì trovai qualcuno che, con mia grande sorpresa, prendeva in cura non solo Viola, ma soprattutto noi, il suo papà e la sua mamma.

«Tu puoi diventare il migliore specialista per tua figlia», ci spiegava Chiara Mastella, coordinatrice del Sapre. «Hai avuto una sfortuna, e quella non te la possiamo togliere, ma possiamo aiutarvi a essere genitori, a gestire le cose grandi o piccole di ogni giorno, a non farvi prendere dal panico e a mantenere vivo il vostro ruolo educativo, indispensabile nella crescita di un figlio, anche se ha dei problemi».

A 25 giorni iniziò la fisioterapia Così, a 25 giorni di vita, Viola iniziò la fisioterapia. Imparammo anche io e mio marito a fare quegli esercizi che all’inizio ci atterrivano su un corpicino così piccolo. Ma i progressi della bambina non tardarono e ci diedero lo stimolo per continuare. A poco a poco il cervello di Viola, con la straordinaria plasticità che contraddistingue il sistema nervoso dei neonati, recuperò il danno. Dopo un anno, visti gli enormi miglioramenti, ci sganciammo dal Sapre.

Viola oggi ha sei anni e a settembre ha iniziato a frequentare la scuola primaria. Sta provando ad andare in bicicletta senza le rotelle, ancora cade e si arrabbia moltissimo, ma ora so che imparerà. Sì, ha iniziato a camminare solamente a due anni e a parlare a quattro, dopo un gran lavoro con la logopedista, ma a tre anni e mezzo la sua risonanza magnetica era normale , non ha riportato conseguenze, non ha ritardi psicomotori e di questa avventura non ci resterà che il ricordo.

Non potremo mai sapere come sarebbe andata se non avessimo incontrato tutte queste persone che hanno voluto il bene di Viola, ma noi siamo convinti che dobbiamo tutto a loro e alle preghiere a cui avevamo affidato la nostra bimba. Finalmente un caso con un lieto fine, in un panorama drammatico che è quello in cui riversa la sanità italiana di oggi

www.ok-salute.it

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Autovelox, multe impugnabili se fatte su strade senza banchina. Pioggia di ricorsi in arrivo

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autovelox multe impugnabili

FIRENZE – Per gli automobilisti dalla guida veloce c’è una nuova speranza di evitare il pagamento delle
multe da Autovelox, emesse su strade a scorrimento veloce con sistema di rilevamento automatico. Il Tribunale di Firenze ha, infatti, accolto la domanda di annullamento di una contravvenzione per eccesso di velocità in tale contesto perché il dispositivo, funzionante in assenza di pattuglie, era stato installato in un’area priva di banchina per la sosta di emergenza. In attesa di eventuali giudizi di grado superiore, il pronunciamento costituisce un importante precedente, seppur non vincolante, che rischia di influenzare gli orientamenti di altri Tribunali e che potrebbe aprire la strada a una serie di ricorsi in tutta Italia.

Nel commentare la decisione delle toghe toscane, il quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it sottolinea come questa sentenza chiarisca che «solo nelle strade urbane di scorrimento è possibile attivare il controllo elettronico della velocità dei veicoli nei centri abitati, senza la presenza degli agenti ma sempre con l’autorizzazione della Prefettura e purché il manufatto abbia una banchina idonea a permettere la sosta di emergenza dei veicoli». La sentenza, depositata il 26 settembre, è originata da un ricorso presentato da un automobilista, multato nel capoluogo con un apparecchio posizionato nel centro abitato, in una strada classificata dal Comune come urbana di scorrimento. Nella domanda, il ricorrente aveva eccepito che il tratto in questione non può essere considerato tale per mancanza, appunto, di una banchina in grado di permettere la sosta di emergenza.

«Sebbene – sottolinea nel suo commento il sito – gli Autovelox possano essere impiegati dalle Forze dell’Ordine su tutti i tipi di strade, la legge n. 168/2002 prevede che possano essere impiegati in maniera automatica solo su certi tipi di strade». Inoltre, per quelle «classificate come extraurbane secondarie e urbane di scorrimento occorre anche una specifica autorizzazione del Prefetto. E in città questo “nulla osta” può essere rilasciato in riferimento solo alle strade con almeno 2 corsie per senso di marcia e carreggiate indipendenti». Nel caso in oggetto, l’apparecchio era sistemato a Firenze in Viale Gramsci, una strada carente di un’area idonea allo stazionamento dei veicoli che, quindi, non può essere «deputata al controllo automatico dell’eccesso di velocità».

La sentenza ricorda come, secondo l’articolo 3 del Codice della Strada, la banchina «è la parte della strada compresa tra il margine della carreggiata ed il più vicino tra i seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati». Nello specifico, lo spazio esistente su Viale Gramsci è occupato dai cassonetti della spazzatura e da una fermata dell’autobus e non è quindi utilizzabile. Pur non essendo normate le dimensioni minime della banchina, chiarisce la sentenza, questa serve «in previsione della necessità di sosta di emergenza degli utenti della strada». Fatte queste premesse e nonostante le autorizzazioni prefettizie ottenute dal Comune, il Tribunale ha annullato la sanzione, accogliendo il ricorso contro il pronunciamento del Giudice di Pace che in primo grado aveva condannato l’automobilista.

http://motori.ilmessaggero.it/

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I medici abbandonano per protesta tutti i tavoli istituzionali: “La politica vuole sostituirsi alle professioni”

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ordine medici

L’annuncio in una nota diffusa il 4 ottobre dalla Federazione degli Ordini dei medici e odontoiatri che stigmatizza in particolare l’articolo 3 del ddl Lorenzin riguardante il “Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie”. “La Federazione stigmatizza l’atteggiamento della politica rispetto ad un reale e necessario riordino del sistema di rappresentanze istituzionali e ritiene pertanto di ritirarsi da tutti i tavoli di collaborazione istituzionale in essere sino a quando le proprie istanze non abbiano avuto il necessario e concreto ascolto”.

La Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, vista la stesura dell’articolo 3 del DDL Lorenzin sulla riforma degli Ordini, prende atto del fatto che l’attuale testo superi la reale esigenza di un adeguamento istituzionale, da tutti condiviso, per rappresentare di fatto l’introduzione di un primato della politica dei partiti sulle rappresentanze istituzionali della professione”, così in una nota la Fnomceo annuncia la decisione di disertare tutti i tavoli istituzionali.

“La Federazione – si legge infatti nella nota – stigmatizza l’atteggiamento della politica rispetto ad un reale e necessario riordino del sistema di rappresentanze istituzionali e ritiene pertanto di ritirarsi da tutti i tavoli di collaborazione istituzionale in essere sino a quando le proprie istanze non abbiano avuto il necessario e concreto ascolto”.

La Fnomceo annuncia poi la convocazione di un Consiglio Nazionale straordinario urgente “per dare atto ai Presidenti degli Ordini provinciali di aver svolto il mandato di merito affidatogli e condividere la proposta di sospendere ogni collaborazione istituzionale, anche a livello periferico”.

Medici e odontoiatri auspicano infine che il Parlamento “riveda la propria posizione e tenga conto del fatto che l’autonomia della professione dalla politica è elemento di tutela e garanzia per la salute dei cittadini e per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”.
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