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E’ incinta e vaccinata ma senza molecolare non la visitano, perde il bambino nel parcheggio dell’ospedale

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ospedale morti per covid

La donna, stando alla ricostruzione del marito, ha abortito nel parcheggio dell’ospedale San Pietro di Sassari. Disposta una indagine interna sui fatti dall’azienda ospedaliera; il ministero nei prossimi giorni manderà i suoi ispettori a fare luce.

Sassari, una giovane donna di 25 anni, incinta di circa cinque settimane, afflitta da dolori e con perdite, non è stata visitata al Pronto Soccorso di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale San Pietro di Sassari, dove si era recata con il marito, perché non aveva eseguito il tampone molecolare. Uscita dalla struttura la donna dopo poco ha abortito. I fatti sono accaduti sabato scorso, 8 gennaio.

“Mia moglie ha avvertito un forte dolore addominale – ha raccontato Enzo il marito all’Adnkronos – Ha sentito il medico e dato che aveva delle piccolissime perdite lui le ha consigliato di andare al Pronto Soccorso“. La giovane, vaccinata con due dosi e già prenotata per la terza, ha esibito il green pass all’entrata del Pronto Soccorso, secondo il racconto del coniuge.

L’ostetrica di turno dopo una lunga attesa ha poi chiesto alla donna se avesse fatto un tampone molecolare, presentato come requisito essenziale per poter procedere alla visita. “Era sabato, non sapevamo nemmeno che dovesse essere necessario ed eravamo nell’angoscia più totale – ha riferito poi il marito – . Abbiamo chiesto cosa potessimo fare, ma di sabato in ospedale non eseguivano i tamponi e ci hanno detto che dovevamo tornare lunedì”.

“Ha detto a mia moglie che se non riusciva a gestire i dolori doveva prendere una tachipirina e tornare il lunedì“, si è poi sfogato l’uomo. Una volta fuori dall’ospedale, nel parcheggio, la donna dopo poco ha abortito.

La direzione dell’Aou (Azienda ospedaliera universitaria) di Sassari è intervenuta sulla vicenda con una nota nella tarda serata di ieri, con la quale annuncia l’intenzione di avviare verifiche interne: “La direzione strategica ha richiesto alle strutture aziendali di riferimento l’avvio di un audit interno con tutti i soggetti interessati perché si possa fare chiarezza su quanto sia effettivamente avvenuto. Siamo dispiaciuti per quanto accaduto alla signora”, ha dichiarato la direzione.

La coppia, dal canto suo, agirà per vie legali. “Sto predisponendo una denuncia querela che verrà depositata al più presto” – ha detto l’avvocato Gabriele Sechi, che rappresenta i due coniugi. Per il legale “non si può accettare il fatto che una persona, dopo aver aspettato venti minuti al triage di un pronto soccorso, per essere visitata debba fare un tampone molecolare, per il quale non si hanno subito i risultati”.

Sui fatti sopra citati, il ministero della Salute ha affermato che nei prossimi giorni invierà gli ispettori che saranno incaricati di fare piena luce. 

Fonte: RaiNews

Governo choc: deposita atto al Senato prevista proroga emergenza dicembre 2022

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macron draghi

In Italia si governa a colpi di emergenza. Dove è finita la democrazia? E’ regime?

L’emergenza piace tanto al governo di Mario Draghi al punto che la compagine governativa è capace di atti di preveggenza, oltremodo in contrasto con le tendenze di tutti gli altri governi del mondo che stanno pianificando, dopo l’avanzata della variante Omicron (più infettiva ma meno pericolosa), l’uscita dalla pandemia.
E’ stato depositato tra gli atti del Senato, ed emerge con un documento datato 16 gennaio 2022, un testo che prevede di prorogare lo stato di emergenza in Italia fino a dicembre 2022. E’ il Disegno di legge 2448-quinquies presentato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, altro banchiere nel governo e fedelissimo di Mario Draghi.
Così recita il Disegno di Legge depositato al Senato. “Art 1. 1 All’articolo 6, comma 6, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2020, n. 70, le parole: «e comunque entro il 31 dicembre 2021» sono sostituite dalle seguenti: «e comunque entro il 31 dicembre 2022»”.

L’iniziativa del governo, disegno, “presentato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze (Franco), comunicato alla presidenza l’11 novembre 2021” è stato annunciato “nella seduta n. 379 del 16 novembre 2021” ed è stata classificata nel capitolo “Proroga di termini, malattie infettive e diffusive, informazione, apparecchi telefonici”. Una classificazione provvisoria.
Il Disegno di legge 2448-quinquies di cui parliamo mostra il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024” e per questo giustificherebbe tra le proprie pieghe l’estensione dell’emergenza in Italia, a discapito di quanto si aspettano gli italiani che anche in queste ore leggono della graduale tendenza di tutti gli altri Paesi del mondo a tornare alla normalità.

Più che il virus il problema in Italia sembra la sua gestione che si àncora a uno stato di emergenza permanente come forma di governo ordinario.
Un decreto legislativo del 2008, il numero 1, disciplinava come si attuasse lo stato di emergenza, all’articolo 23, comma 3, recitando: “la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi”. Ma come abbiamo visto è stato aggirato.

Quali sono i criteri con i quali il governo proroga lo stato di emergenza nel nostro Paese? Con i numeri delle occupazioni delle terapie intensive? Con l’occupazione dei posti letti in ospedale? Con il numero dei morti da Covid? Con i numeri dei contagi? Il governo Draghi non lo ha mai chiarito.
Vedendo la situazione, con lo svuotamento dei poteri del Parlamento, l’inerzia delle forze sociali, ci si chiede che fine abbia fatto la democrazia in Italia. 

stato emergenza dicembre 2022

www.affaritaliani.it

Donato Greco, Cts: carabinieri per chi non si vaccina

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Non basta Franco Locatelli. In un’incredibile intervista, Donato Greco (membro del Cts) dà la linea all’esecutivo, annuncia le prossime mosse e minaccia inoculazioni «porta a porta», fino a evocare l’uso delle forze dell’ordine. Dei fallimenti però non parlano mai. Domani il Cdm della verità. Quasi certo il super green pass sul lavoro: per la Pa o per tutti?

Siete preoccupati all’idea che il governo dia un giro di vite alle libertà individuali e vari l’obbligo vaccinale per tutti i lavoratori, come scrivono alcuni giornali dando a intendere che il provvedimento potrebbe essere in arrivo già domani? Beh, c’è di peggio. Nel pentolone degli apprendisti stregoni che consigliano il ministro della Salute, bolle addirittura un ricorso ai carabinieri per costringere le persone a immunizzarsi.

Lo ha rivelato senza troppi giri di parole Donato Greco, epidemiologo che siede nel Comitato tecnico scientifico, alla destra di Roberto Speranza. In un’intervista alla Stampa, l’illustre professore non solo conferma l’introduzione del super green pass nei luoghi di lavoro (noi credevamo che la decisione spettasse all’esecutivo, ma a quanto pare nel governo di unità nazionale comandano i tecnici), misura che toglie di mezzo i tamponi imponendo alle persone di esibire il certificato di avvenuta iniezione o guarigione.

Ma oltre a quello che di fatto è un obbligo vaccinale per chi lavora, il docente intravede l’idea di estendere la puntura per legge a tutti gli italiani dai 21 anni in su. «Prima il generale Figliuolo porterà avanti la vaccinazione porta a porta, cercando di arrivare ai cittadini rimasti isolati, e si mobiliteranno i medici di base che finora hanno deficitato». Ah, sì? Ma mobilitare i dottori della mutua per informare gli assistiti non era la prima cosa da fare, tanto che noi [La Verità, ndr], nel nostro piccolo, la sollecitiamo da mesi al fine di scongiurare il green pass e altre corbellerie? E poi, nel caso che la medicina territoriale fallisse, che si fa? Semplice, se non ci riusciamo con le buone maniere si passa alle cattive, risponde l’epidemiologo che sussurra a Speranza: «Se non bastasse, si arriverà all’obbligo dai 21 anni in su per saltare l’età scolare». Ma come? Fino all’altro ieri ci è stato spiegato che il vero pericolo erano i bambini e adesso Greco se ne esce con la necessità di vaccinare tutti i maggiorenni per legge? Non rendendo l’iniezione obbligatoria, bensì cancellando la possibilità di lavorare nonostante un test attesti la negatività al Covid.

Il giornalista insinua che, in questo modo, lo Stato non voglia prendersi la responsabilità di eventuali effetti collaterali, ma Greco è pronto a negare, dicendo che una legge di trent’anni fa già prevede l’indennità per eventuali conseguenze. Dunque, che cosa manca per imporre l’obbligo? Sollecita il cronista. «Una legge ordinaria votata dalle Camere, che avrebbe tempi lunghi, ma trattandosi di un dirio primario non si può decidere per decreto».

In pratica, se da un lato il professore nega che l’obbligo non sia ancora stato introdotto perché lo Stato ha paura delle cause derivanti da effetti collaterali del vaccino, dall’altro certifica che si sta aggirando il Parlamento per introdurre qualche cosa che equivale a un’imposizione in capo ai cittadini, ma senza dichiararlo. Tuttavia, mentre annuncia tuo ciò, il professore ammette che costringere le persone a offrire il braccio alla patria è una forzatura dagli esiti dubbi: «In Europa l’obbligo vaccinale non ha mai funzionato bene, perché la prevenzione non si somministra con i carabinieri». Ah, bene, forse anche al ministero qualcuno è rinsavito al punto da comprendere che la prevenzione si coniuga con la persuasione, cioè convincendo le persone e non con i virologi in tv, i divieti, la limitazione delle libertà individuali e dei diritti costituzionali. No, contrordine, perché basta la risposta successiva per comprendere che cosa si agiti nella testa dei consiglieri di Speranza, postcomunista pronto a sciogliersi, insieme con D’Alema e Bersani, nel Pd.

Alla domanda se si arriverà oppure no alla coercizione vaccinale, Greco ribatte senza tentennamenti: «Se non si otterranno risultati duraturi sì, anche perché la vaccinazione non finirà qui, ma dovrà essere ripetuta». In pratica, il professore mette le mani avanti: dopo la doppia dose è arrivata la terza, ma probabilmente ne servirà una quarta e forse anche una quinta. Dunque, gli italiani è meglio che si abituino a farsi pungere il braccio e, se non si rassegnano, dietro l’angolo ci sono i carabinieri.

Insomma, per stanare quei sei milioni di cittadini che non sono ancora stati immunizzati, prima proviamo con i medici di famiglia, poi passiamo direttamente all’Arma. E se questo non bastasse? Se cioè aver vaccinato tutti o quasi non fosse sufficiente? La risposta è implicita: dato che l’immunizzazione non finisce qui, si dovrà ricominciare da capo.

Nel frattempo, si procede nel caos, con la scuola che non si sa quando inizierà, con la didattica a distanza per i non vaccinati, con molti servizi di trasporto tagliati causa assenze e malattie, con migliaia di medici e infermieri infettati e con 150 nuovi decessi nonostante 46 milioni di vaccinati, dei quali 20 milioni con la terza dose. Ma, soprattutto, mentre un Paese laboratorio come Israele comincia a nutrire dubbi sulla strategia anti Covid fin qui adottata.

di Maurizio Belpietro – La Verità – Immagine de La Verità

Crisi dei social? Forse… intanto i nostri dati sono in vendita!

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segnali in codice criminali

App nota in tutto il mondo, Instagram risulta però essere un incubo per la privacy di coloro che la utilizzano. Questo è il risultato di una nuova analisi delle app meno sicure per i propri dati personali utilizzate comunemente dagli utenti online. Il test lo ha effettuato il team del sito di storage pCloud che per vedere la quantità di dati privati ​​di un utente raccolti e condivisi con gli altri ha utilizzato la gamma di nuove etichette sulla privacy lanciate da Apple attraverso il suo App Store. Queste etichette sono progettate per aiutare i consumatori a decidere su quali aspetti del data sharing dovrebbero fare attenzione per proteggere i loro preziosi dati.

Facebook, Instagram, LinkedIn i peggiori sulla privacy

In media, circa la metà delle app più popolari condivide i dati degli utenti con terze parti, a volte in modalità al limite del legale. Instagram, Facebook e LinkedIn, ossia tre delle principali piattaforme di data sharing al mondo, sono paradossalmente proprio i tre peggiori trasgressori di queste norme.

Instagram in particolare è in cima alla lista.

“Non c’è da stupirsi che ci siano così tanti contenuti promossi nel tuo feed”, afferma pCloud nella sua analisi. “Con oltre 1 miliardo di utenti attivi mensilmente, è preoccupante che Instagram sia un hub per la condivisione di una quantità così elevata di dati di utenti inconsapevoli.

La policy di raccolta e condivisione dei dati di Instagram impostata di default nei nostri account riesce ad attivare molti degli avvisi sull’etichetta della privacy di Apple, incluse l’offerta di informazioni a terze parti su:

  • acquisti
  • posizione
  • informazioni di contatto
  • cronologia di ricerca e di navigazione condivisa con altri
  • parametri identificativi personali
  • dati di utilizzo.

L’effetto a catena: 79% di data sharing

La diagnostica, che esprime una valutazione delle aree nelle quali l’app è carente, viene fornita anche a terze parti, insieme alle informazioni finanziarie in caso si facciano acquisti all’interno dell’app. Ma non sono solo questi tuoi dati personali che Instagram condivide con terze parti: fornisce anche dettagli sulle persone con cui sei in contatto, andando a creare un vero e proprio effetto a catena a detrimento della tua privacy!

Niente da invidiare al secondo classificato in questa black list, ossia Facebook. Insieme ad Instagram il colosso di Menlo Park mantiene una linea sulla condivisione di dati con terze parti quantomeno “singolare”, e sicuramente unica rispetto alle altre 50 piattaforme intervistate da pCloud. In tutto, uno sbalorditivo 79% dei dati personali di un utente viene fornito a terze parti ogni volta che questo apre l’app per sfogliare la foto, video e storie degli amici pubblicati in bacheca.

“Sebbene ci si possa fidare del fatto che queste app non facciano nulla di dannoso con le tue informazioni, ci sono molte persone che non possono permettersi questa incertezza”, afferma pCloud, che teme che i dati possano in qualche modo essere intercettati e strumentalizzati.

Qual è il problema dei big data oggi?

Il problema, come facilmente intuibile, non è tanto nel vedere i propri dati online, bensì nel possibile utilizzo che potrebbe farne qualche hacker. Basti pensare a quando, qualche mese fa, dei cyber criminali sono riusciti a colpire l’operatore Ho.mobile. Combinando i dati di questo operatore, assieme a quelli rubati su Facebook, ad esempio, era possibile ottenere anche l’indirizzo di casa di un utente. Una situazione che mostra come sia estremamente importante difendersi, onde evitare di dover fare i conti con possibili inconvenienti.

Sempre più spesso, purtroppo, capita di imbattersi in tentativi di raggiri, come ad esempio finti messaggi attraverso i quali dei malintenzionati riescono a rubare gli account del malcapitato di turno. Se tutto questo non bastasse, di recente, a destare particolare interesse è una vicenda che non può passare di certo inosservata. Ben 533 milioni di utenti Facebook in 106 Paesi, infatti, si sono visti rubare i propri dati, con quest’ultimi che sono stati pubblicati online, rendendoli così facilmente disponibili ai ladri di identità digitale.

La crisi dei social, verità o bugia

In questi ultimi mesi abbiamo visto un grande reset non tanto nella politica (ma lo vedremo a breve) quantoall’interno dei maggiori social network, Facebook, Instagram, LinkedIn e Whatsapp in testa. Ovviamente si è cavalcata l’ondata del Covid, con centinaia di milioni di utenti chiusi nelle proprie case il momento per premere sull’acceleratore dell’advertising era arrivato. Le nuove features delle app sono in continua espansione, ma insieme a queste news positive se ne sentono tante su bug, hackeraggi, cyber attacchi, privacy violata ecc. ecc. Aggiungiamoci questa tanto millantata “crisi dei social” e il gioco è fatto.

La realtà, a ben vedere, è che più se ne parla e meglio è. Non c’è nessuna crisi dei social, semplicemente gli ADV managers dei colossi americani vogliono che ogni giorno se ne parli, che ogni giorno Facebook, Instagram, Whatsapp, LinkedIn ecc. rimbombino nella nostra testa e riempiano i nostri discorsi. Trucco vecchio come il mondo, la base del marketing, niente di che preoccuparsi, a condizione di rimanere vigili e pensare con la propria testa.

Altro paio di maniche è la vendita da parte di questi colossi, Instagram in testa, dei nostri dati personali. Questo fatto è ormai sotto la luce del sole, e a mio parere conviene abituarcisi più che combatterlo. La monetizzazione della nostra stessa intimità è diventata realtà, ciò strapperebbe un sorriso a Orwell o a Huxley. Il punto qui è un altro: non dare valore a una moneta che valore non ha. Accettiamo quindi questo ennesimo compromesso nelle nostre vite ormai sbandierate ai quattro venti, e cerchiamo semplicemente di essere come dovremmo: candidi come colombe, astuti come serpenti.

Meglio una vita senza segreti, che una vita impegnata a difenderli.

Vaccinazioni pediatriche antiCovid-19: 16 motivi per dire NO: non avere fretta di vaccinare tuo figlio

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vaccini crollo sids

Il 2 dicembre dal Corriere della Sera il Prof. Dallapiccola ha posto una domanda pubblica: “Per quale ragione non dovrebbero essere vaccinati?”. Eccone sedici, che noi della Commissione Medico-Scientifica (CMS) indipendente vogliamo discutere con il CTS governativo.

  1. Non c’è alcuna emergenza Covid tra i bambini.

Se sono contagiati dal SARS-CoV-2 sono in genere asintomatici o con sintomi lievi (Fig. 16).

  1. Non c’è aumento di mortalità per Covid tra i bambini.

L’aumento delle infezioni tra i bambini non ha causato un aumento di mortalità. Da 0 a 19 anni l’ISS ha registrato finora 35 morti, cioè ~20 casi/anno, che – su 10.431.663 bambini/ragazzi 0-19 anni (ISTAT) – significa 1 decesso ogni 522.000 bambini/anno, cioè 0,19 decessi su 100.000, 125 volte meno dei 2.505 bambini morti in media ogni anno nel quinquennio 2015-2019.

L’aumento delle infezioni tra i bambini non ha causato un aumento di mortalità. Buona parte dei 2.500 decessi annui da altre cause sarebbero prevenibili, e meriterebbero ben maggiore attenzione. Invece, non è scontato che le vaccinazioni avrebbero salvato parte di questi 20 morti/anno da COVID-19, trattandosi in maggioranza di soggetti già affetti da serie patologie.

  1. I rischi di ricovero per Covid nei bambini sono molto ridotti.

Anche i rischi di ricovero in terapia intensiva sono molto ridotti: 1 su oltre 46.000 diagnosi di COVID-19, e riguardano spesso bambini con altre patologie.In Germania, tra bambini 5-11 anni senza patologie, il rischio è di 1 su 50.000, e nessuno è morto.

  1. La MIS-C è rara/molto rara e i sintomi da Long Covid sono lievi.

La sindrome di infiammazione multisistemica pediatrica temporalmente correlata a Sars-CoV-2 (PIMS-TS, detta anche MIS-C) è rara (3,16 su 10.000 bambini infettati con Sars-CoV-2 negli USA, dove colpisce in modo del tutto sproporzionato bambini neri, ispanici e asiatici rispetto ai bianchi, e molto rara in Germania: 1,7 su 10.000 casi positivi). Inoltre, l’associazione con SARS-CoV-2 è possibile ma incerta e non è chiarito in quale misura le vaccinazioni la evitino.

La durata e gravità dei sintomi del “Long Covid” sono simili a quelli di comuni patologie virali, il numero dei sintomi sembra in media persino minore (ha sintomi persistenti a 4 settimane l’1,8% dei bambini dopo COVID-19, lo 0,9% di quelli dopo altre infezioni virali respiratorie; ma in media con COVID-19 ha solo 2 sintomi, e 1 spesso è anosmia; con altre infezioni respiratorie 5 sintomi).

Terapie precoci efficaci possono ridurre la gravità dei rari casi complicati e le conseguenze a lungo termine.

  1. Anche vaccinando i bambini (e chiunque) non si raggiunge l’immunità di gregge.

È impossibile ottenere l’immunità di gregge con le vaccinazioni in uso a causa:

Nell’ultimo mese il tasso di infezioni su 100.000 è stato di circa 800 casi tra i non vaccinati e 400 tra i vaccinati (con ciclo completato da pochi mesi, quando la protezione è massima). Dunque, se anche si vaccinasse il 100% della popolazione, il 50% resterebbe suscettibile a infettarsi/infettare.

  1. I bambini non sono causa importante di trasmissione in famiglia.

I bambini non sono i maggiori determinanti nella diffusione del virus nemmeno in ambito familiare.

7. I non vaccinati non favoriscono in modo particolare varianti e circolazione virale.

La mancata vaccinazione non favorisce la circolazione del virus e la nascita delle varianti rispetto ai vaccinati, nel medio periodo. Infatti, in un anno di 52 settimane, se il bambino non si infetta non è mai infettivo, se si infetta lo è per una settimana, e per le altre 51 è immune. Anche il vaccinato è più suscettibile a infezioni nelle due settimane che seguono l’inoculo.

8.Non è etico vaccinare i bambini per proteggere indirettamente altri.

Se anziani e soggetti fragili sono immunizzati, i rischi di trasmissione derivanti dalla mancata vaccinazione dei bambini sono molto ridotti.

9.Il numero di bambini (e di eventi rilevati) nei trial sui vaccini è insufficiente.

Il numero di bambini reclutati negli studi clinici di fase 2/3 (1517 vaccinati vs 751 con iniezione salina) e seguiti per soli 2,3 mesi è insufficiente per rilevare possibili eventi avversi gravi e rari.

10. I rischi della vaccinazione pediatrica superano i benefici (salvo eccezioni).

I rischi della vaccinazione COVID-19 in età pediatrica superano in modo dimostrabile i benefici, sia negli studi registrativi, sia nei pochi esempi di sorveglianza attiva, che mostrano reazioni avverse severe, con impatto sulla salute (dall’impedire la normale attività quotidiana in su), nell’11%~ di 12-17enni dopo la 1a dose e nel 27% in media dopo la 2a dose (Table 3 del pdf). L’AIFA afferma “non si rilevano al momento segnali di allerta in termini di sicurezza”. Ma la sorveglianza passiva, che fa dichiarare all’AIFA “128 segnalazioni di reazioni avverse ogni 100.000 dosi somministrate” sottostima di centinaia di volte le reazioni avverse rilevate dai CDC USA con sorveglianza attiva v-safe negli adulti (Lettera 97 Gruppo NoGrazie, pag. 2-5) e negli adolescenti.

Bambini e adolescenti sarebbero esposti a rischi di eventi avversi anche severi non solo immediati, ma possibili anche a medio e lungo termine, che iniziano a emergere con aumento di miocarditi nei maschi, di irregolarità mestruali nelle femmine e di malattie autoimmuni. Gli eventi avversi possono aumentare con i richiami, prospettati ormai almeno ogni anno.

NB: gli esiti più definitivi (mortalità totale, non solo da COVID) nei trial clinici con vaccini a mRNA sugli adulti non sono ad oggi rassicuranti, e richiederebbero un urgente approfondimento scientifico, come pure l’eccesso di mortalità nelle fasce di età inferiori ai 65 anni nel 2021 rispetto al 2020 che emerge in EuroMOMO, coerente con i dati ISTAT 2021 verso 2020 ad oggi disponibili per adolescenti e giovani adulti italiani.

11. È in generale controproducente impedire l’infezione da Sars-CoV-2 nei bambini.

Questo perché li espone al rischio di contrarre la malattia in età più avanzate, con maggiori possibilità di decorsi più gravi, mentre in età pediatrica la malattia sarà quasi sempre lieve o asintomatica e produrrà un’immunità naturale persistente.

12. Con opportune cautele, l’immunità naturale andrebbe favorita in queste fasce d’età. Vanno discusse in base a dati scientifici strategie che consentano lo sviluppo dell’immunità naturale nei gruppi a minimo rischio di forme gravi di COVID-19, poiché allo stato delle conoscenze l’immunità acquisita con l’infezione naturale è più robusta e duratura di quella vaccinale. Ciò dà un vantaggio individuale al bambino, ma anche alla sua famiglia, ai nonni e all’intera comunità.

13.Prima dei bambini è equo e ragionevole vaccinare anziani e fragili.

Come sostenuto anche dall’OMS, non sarebbe equo vaccinare i bambini quando in molti Paesi anziani e fragili che ne avrebbero maggior beneficio non possono accedere alla vaccinazione

14. I conflitti di interessi rendono tanti studi poco affidabili.

Gli studi sinora pubblicati sono finanziati dal produttore, gli autori sono in maggioranza dipendenti o con importanti relazioni finanziarie con le industrie produttrici, il numero di eventi è basso al momento dell’interruzione/rottura anticipata del doppio cieco negli studi: queste tre condizioni portano ciascuna a esagerare in modo sistematico i benefici.

15. Le società professionali, finanziate dalle case farmaceutiche, non esprimono linee guida indipendenti.

Importanti Società professionali che insistono per una vaccinazione universale dei bambini ricevono cospicui finanziamenti dalle industrie farmaceutiche (esempio).

16. Non sono ancora disponibili cure per i bambini danneggiati da questi vaccini,

mentre sono disponibili interventi profilattici e utili terapie precoci per la COVID-19.

La Commissione Medico-Scientifica indipendente (Prof. Paolo Bellavite, ematologo; Marco Cosentino, farmacologo; Vanni Frajese, endocrinologo; e Dott. Alberto Donzelli, igiene e medicina preventiva; Patrizia Gentilini, oncologa; Eugenio Serravalle, pediatra) ha chiesto in modo formale un confronto scientifico urgente con il CTS del Governo, anche rispetto all’urgenza e alla necessità di questa vaccinazione in età pediatrica.

Come ha già fatto il Coordinamento 15 ottobre, sarà apprezzato il supporto di chiunque/di qualsiasi Organizzazione alla nostra richiesta di un confronto scientifico trasparente, aperto e senza censure con il CTS, che oggi sta promuovendo una vaccinazione universale e indiscriminata.

È stato ucciso il Dr. Andreas Noack – dopo aver messo online le sue scoperte sull’idrossido di grafene

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Ho la dichiarazione della moglie e la sua .
è morto improvvisamente il 26.11.21 dopo aver messo online le sue scoperte sull’idrossido di grafene.” L’uomo aveva scoperto la verità su un ingrediente nei vaccini e spiegato perché gli atleti competitivi muoiono dopo le vaccinazioni. Su scala nanometrica, piccoli pezzi di metallo taglienti tagliano il corpo dall’interno e questa roba rimane nel corpo per sempre perché non è biodegradabile. Doveva morire per la verità.

Cinque giorni dopo la pubblicazione del video, il medico è stato aggredito e ucciso, ci racconta sua moglie (sabato 27 novembre 2021) . Il chimico assassinato Andreas Noack ha detto (è un sunto le parole complete nel video in spagnolo, inglese e tedesco):
L’idrossido di grafene è stato trovato in tutti i vaccini studiati. L’ossido di grafene forma strutture nel flusso sanguigno che sono larghe circa 50 nm e spesse 0,1 nm. Sono molto sottili ma molto resistenti. Agiscono come minuscole lamette nel flusso sanguigno che possono tagliare i vasi sanguigni. Non si decompongono. Una volta nel flusso sanguigno, saranno lì per sempre (a meno che la persona non riceva una trasfusione di sangue per rimuoverli). Il suo effetto sui vasi sanguigni è cumulativo. Più a lungo rimangono nel flusso sanguigno, più danni si verificheranno ai vasi sanguigni nel tempo. Questo crea problemi di sanguinamento in tutto il corpo.

Parla dello studio del Dr. Campra, affermando che non è ossido di grafene ma idrossido di grafene. Su scala nanometrica possono essere descritti come lame biologicamente non decomponibili. È una roulette russa, taglia i vasi sanguigni. Se inietta il vaccino in una vena, le lame circoleranno nel sangue e taglieranno l’epitelio.

Se viene eseguita un’autopsia sulle vittime, non si troverà nulla. Le lame scorrono nel sangue così gli atleti sani muoiono. Le persone collassano e hanno convulsioni dopo la vaccinazione. Sono stati sfortunati alla roulette russa.

E ora vogliono vaccinare i bambini. Il vaccino non è approvato e lo iniettano già. Pensi che un pediatra sappia cos’è l’ossido di grafene? Serve un dibattito scientifico. La teoria dell’mRNA è una deviazione, una distrazione. Come specialista del carbonio, le persone non possono collassare dall’mRNA.

Afferma che dopo averlo saputo, chiunque continui a iniettarsi è un assassino. Il dottor Noack era uno specialista in carbone attivo. Afferma che lame su scala nanometrica che rimangono nel corpo per sempre. Hanno tagliato i vasi sanguigni. Ecco perché si verificano tutte le malattie cardiovascolari. E non sono degradabili.

Tutti i soggetti vaccinati devono firmare di assumersi ogni responsabilità. I medici non conoscono la chimica e stanno compiendo omicidi di massa. Condividi il video e invialo a politici e medici. Se continuano con la vaccinazione, sono assassini.

Video dell’arresto del Dr. Andreas Noack nel 2020

Articolo di Maurizio BLondet

Vaccino obbligatorio scuola: prima sentenza europea boccia il Super Green Pass

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giudice di pace frosinone

Una sentenza a livello europeo che dà ragione ai sindacati come Anief che si stanno battendo per il Green Pass scuola e nello specifico per il Super Green Pass, di recente introduzione, e che rafforza una discriminazione, a detta dei sindacati, inaccettabile.

Bocciatura dai giudici del Belgio

La sentenza è stata emessa in Belgio, dove il tribunale di Namur ordina entro cinque giorni il ritiro del super Green pass, pena la multa di 5mila euro giornaliere all’autorità amministrativa per violazione del principio di legalità e di proporzionalità delle misure restrittive e violazione del diritto dell’Unione.

Una sentenza che potrebbe avere ripercussioni anche in Italia: per saperlo, bisognerà aspettare i ricorsi già annunciati e che verranno presentati nei prossimi giorni, per capire se i giudici italiani recepiranno queste indicazioni dei pari grado europei. La pronuncia è direttamente esecutiva nella regione della Vallonia; adesso si attende l’esito dell’appello da parte del Governo e di un altro ricorso presentato al tribunale di Bruxelles dalle associazioni di cittadini contrari all’obbligo vaccinale e possesso della certificazione.

La battaglia in Italia

In Italia nel frattempo i sindacati sono in attesa delle pronunce di merito sull’obbligo di Green pass. Ma la battaglia contro questo tipo di provvedimenti va avanti, e infatti Anief ha annunciato un nuovo ricorso contro l’estensione dell’obbligo vaccinale al personale scolastico. E’ anche possibile firmare una petizione online che il sindacato ha lanciato per modificare la norma. Anief nel frattempo resta in attesa delle disposizioni attuative e mette a disposizione la richiesta di lavoro agile/dad che deve essere inviata al dirigente scolastico dal personale che intende ricorrere subito al Tar Lazio e/o successivamente al giudice del lavoro.

Congedo parentale, aspettativa o malattia

Sempre Anief si sta occupando della questione relativa al congedo parentale, aspettativa o malattia. In molti si chiedono se in questa situazione si può essere sospesi.

Secondo Anief come stabilito dal decreto-legge 1°aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, alla quale il DL si richiama, “la vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”.

Pertanto, chi a decorrere dal 15 dicembre non è in servizio per qualsiasi tipologia di assenza, congedo parentale, aspettativa, malattia, non è soggetto a nessun obbligo. Fino al rientro in servizio non potrà ricevere nessun invito a produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell’invito, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione o il differimento o l’esenzione della stessa ai sensi dell’articolo 4, comma 2, ovvero la presentazione della richiesta di vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a venti giorni dall’invito.

La GlaxoSmithKline e le sperimentazioni illegali sui bimbi cavie in Sudamerica

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vaccini bimbi cavie

E’ scandaloso come certe realtà possa esistere e come possano andare avanti indisturbate, nell’indifferenza dei governi. Sperimentazioni di vaccini fatte nelle realtà mondiali più povere, dove la vita o la morte non valgono nulla per i governi, per le amministrazioni e per i potenti. Mi chiedo con che cuore sia possibile tutto ciò. Vi riportiamo i fatti accaduti:”

“In Usa o in Europa certe cose non si possono fare, così vengono a farle nel terzo mondo”: la considerazione della pediatra Anna Marchese raccoglie un po’ il senso del problema vaccini in Argentina, finito sulle prime pagine dei giornali dopo la decisione di un giudice che, seguendo la pubblicazione di un rapporto dell’Amministrazione Nazionale della Medicina, del Cibo e della Tecnologia, ha multato il gigante farmaceutico GlaxoSmithKline per oltre 400mila pesos. Le colpe? Una sperimentazione che ha portato alla morte di ben 14 bambini, come racconta il Buenos Aires Herald nel 2012.

BAMBINI MORTI – Il “protocollo” che la GSK aveva ideato per gli ospedali pubblici argentini era fra i più odiosi pensabili. “Oltre 15mila bambini anche minori di un anno di età, dalle città di Mendoza, San Juan e Santiago del Estero sono stati inclusi nel protocollo”; e appunto nelle città, “sette di essi sono morti a Santiago del Estero, 5 a Mendoza e 2 a San Juan”. Ana Marchese, la pediatra che ha segnalato il caso, afferma che ad essere coinvolti erano “bambini delle famiglie più povere ed analfabete, di cui i medici reclutati in massa dalla GSK” ad esempio all’ospedale Eva Peron di Santiago del Estero “si approfittavano attraverso pressioni sui parenti perché firmassero i moduli di consenso lunghi anche 28 pagine”. Una volta ottenuta la firma, i bambini venivano presi dalle famiglie e, molto semplicemente, sparivano per qualche ora, perché gli agenti GSK potessero somministrare il vaccino sperimentale: “Queste pratiche non sono legali in Argentina”, ricorda Ana, che continua: “E’ noto che in alcuni particolari casi, i medici che hanno condotto i processi di sperimentazione non rispondevano alle telefonate effettuate dai parenti preoccupati dopo aver osservato le reazioni dei bambini ai vaccini”. Peraltro non c’era nemmeno bisogno di nuovi farmaci, visto che ne esistono già di “buonissimi” per le stesse malattie.

MINACCE E CORRUZIONE – Nessuno, per lunghi mesi, ha detto niente: né le autorità amministrative, né la politica, né tantomeno “la comunità scientifica” di cui Ana dice di vergognarsi. Le testimonianze dei parenti dei bambini uccisi la dicono lunga e confermano quello stereotipo di una famelica Big Pharma perennemente impegnata a far quattrini senza badare alle vite delle persone coinvolte nei test sperimentali. “Molte persone volevano abbandonare il protocollo, ma non potevano, li costringevano a continuare dicendo che se avessero mollato non avrebbero ricevuto nessun altro vaccino”, spiega una zia di un ragazzo di Santiago. Dietro queste morti, l’ombra della corruzione e del malaffare. Enrique Smith, il capo della commissione di indagine, sostenne che “12 morti nell’intero paese è un dato molto basso, se paragonato alle malattie respiratorie causate dallo pneumococco”; suo fratello, Juan Carlos, era assessore provinciale alla Salute a Santiago del Estero proprio mentre vennero autorizzati i test dei farmaci. Per ogni bambino, “costretto” in questo modo nel programma di sperimentazione, il laboratorio otteneva ben 8mila dollari.

P.s: questo articolo era stato tratto da “giornalettismo”. Abbiamo provato a rintracciarlo, ma evidentemente, è stato cancellato. Chissà come mai. Forse perchè queste testate di “fact checking” che si ergono a paladini della giustizia, cancellano ogni riferimento alle malefatte indicibili delle case farmaceutiche?

Altre testate (serie), confermano invece i fatti accaduti:

LA STAMPA

FEDAIISF.IT

VACCINAZIONI PEDIATRICHE

I 10 peggiori cibi confezionati da evitare assolutamente

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cibi avariati non penale

I cibi confezionati nascondono sempre delle insidie, ne abbiamo parlato recentemente, zuppe pronte, hamburger vegetariani, gelato confezionato: tutti cibi gustosi e pratici da preparare. Ma come sono fatti? Lo spiega BuzzFeed, che svela qualche inquietante segreto sulla preparazione di alcuni cibi industriali consumati quotidianamente da milioni di persone negli Stati Uniti. In Europa e le normative alimentari sono diverse e di conseguenza lo sono anche le preparazioni: restano comunque informazioni difficili da “digerire”, di qua o di là dall’oceano.

1. Yogurt greco – Gli scarti industriali della sua lavorazione producono milioni di litri di siero di latte acido, che vengono scaricati nei fiumi: non solo è illegale, è anche dannoso per l’ambiente

2. Succo d’arancia confezionato: vengono aggiunti vari additivi, per fare in modo che ogni bottiglia abbia lo stesso sapore.

3. Il latte confezionato? È il risultato della lavorazione del latte di centinaia di mucche diverse, provenienti da decine di allevamenti

4. Maraschino: le ciliege vengono “sbiancate” artificialmente per poi essere “ricolorate” di rosso

5. La maggior parte delle zuppe pronte sono insaporite con il glutammato – anche quando vi dicono di no. E, oltretutto, il processo di preparazione delle zuppe pronte è così violento che si usano carote enormi e durissime per fare in modo che non si disintegrino

6. Alla maggior parte dei gelati industriali viene aggiunta la carragenina, uno stabilizzante che si ricava dalle alghe marine, ne avevamo parlato anche qualche tempo fa a riguardo dei latti vegetali.

7. Gli hot dog sono fatti con un “pastone” composto da frattaglie, grassi e amido di mais

8. La maggior parte dell’olio “extravergine di oliva” importato negli Stati Uniti è in realtà olio di semi.

9. Yogurt alla fragola – il colorante rosso è ottenuto dalle cocciniglie (sì, sono insetti)

10. Per affumicare il bacon, la carne viene appesa e inondata di “fumo liquido”

L’indirizzo originale di questo articolo è: 10 cibi che non mangerai più quando scoprirai come sono fatti

Macron al Quirinale da Draghi: accordi per un nuovo esercito anti-rivolta

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macron draghi

Gli Accordi Italia-Francia sembrano essere l’ennesimo passo verso l’eliminazione della sovranità, a favore di un’unione quasi simbiotica, che non accetta decisioni autonome.

Nella mattina di oggi sono stati infatti ufficialmente siglati gli Accordi per una cooperazione bilaterale rafforzata fra Francia e Italia. Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Mario Draghi ed Emmanuel Macron hanno stretto l’accordo.

Pungente novità dei Patti è la creazione di un’unità operativa di polizia che non opera solo alla Frontiera, ma che sarà strumento utile per il perseguimento degli obiettivi europei di sicurezza e difesa. Obiettivi quali la salute globale, la gestione delle crisi e in particolare la persecuzione di crimini d’odio, radicalizzazione e terrorismo online. Questo impegno congiunto verso un “mondo più giusto” lo ritroviamo in diversi punti del testo: verrà creato un Consiglio italo-francese composto dai Ministri degli Affari Esteri e della Difesa, favorito lo scambio di membri delle forze dell’ordine ed è stato promesso un coordinamento degli sforzi nelle missioni internazionali.

È evidente notare in questo impegno una preoccupazione da parte dei due governi. Che ci sia la paura di ripercussioni civili dopo le numerose proteste contro il green pass? La difesa della salute comporta fermare i pericolosi “no vax”? Aumenterà la censura governativa? Mettendo da parte le ipotesi, sembra comunque evidente la volontà di creare un organo di polizia che sia sovranazionale.

Il giornalista Fulvio Grimaldi si è espresso sulla questione con parole dure: “Ci hanno messo un cappio addosso, chiaramente siamo la parte perdente. Per i francesi non siamo altro che un mercenariato.” La domanda che quindi dobbiamo porci è: quanto sarà paritaria questa cooperazione?

Supportiamo BYOBLU! articolo originale

Macron appoggia l’Italia: è tempo di pensare l’impensabile e creare un fondo comune europeo.