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Silvestri finalmente ammette: la strategia della Svezia sul Covid è quella giusta

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silvestri svezia

NON IGNORIAMO I DATI “SCOMODI”: Al momento la Svezia sembra essere l’unico paese europeo che non sta subendo la cosiddetta “quarta ondata” di COVID, che più o meno sembra colpire ovunque nel vecchio continente. La percentuale di soggetti vaccinati in Svezia è sicuramente alta, attorno al 70%, ma non tale da giustificare da sola l’ottima situazione odierna.

Aggiungo: gli altri paesi scandinavi (Danimarca, Norvegia e Finlandia), che secondo alcuni sono gli unici che si possono confrontare con la Svezia (e che hanno percentuali simili di vaccinati), hanno TUTTI in questi giorni il numero di casi in assoluto più alto dall’inizio della pandemia.

Naturalmente bisognerà vedere cosa succederà nelle prossime settimane e mesi, ma l’approccio giusto, dal punto di vista scientifico, è sempre quello di osservare i dati e fare ipotesi, e non quello di ripetere ad occhi chiusi ed orecchie tappate i soliti dogmi e preconcetti. E qui l’ipotesi più naturale da formularsi è che la strategia svedese anti-COVID basata sulla cosiddetta “targeted protection” dei soggetti fragili, unita al favorire lo sviluppo della immunità di gregge tra i soggetti non fragili (il tutto in assenza di qualsiasi lockdown), possa alla lunga avere avuto degli effetti positivi sul corso della pandemia.

Ricordo anche che gli epidemiologi di stato svedesi, Tegnell e Gieseke — che alcuni espertoni “made in feisbuk” avevano definito dei criminali per la loro opposizione ai lockdown — dissero fin dall’inizio che il COVID sarebbe stato una maratona e non uno sprint. In questo senso va sottolineato che il numero di morti di COVID per milione di abitanti in Svezia (1.480) è molto, ma molto inferiore di quello di paesi dove sono state fatte molte chiusure, come UK (2.104), Italia (2.206), Belgio (2.279) e Argentina (2.543), tanto per citarne alcuni (ma la lista sarebbe lunghissima).

In Svezia, senza nessun lockdown, la prima ondata non c’è praticamente stata, la seconda ondata è stata minima, e la terza e quarta ondata praticamente inesistenti

Perché discutere dati come questi? Perché chi vive di scienza, sia facendola in laboratorio che insegnandola o provando a divulgarla, dovrebbe sempre usare il metodo scientifico basato sull’osservazione asettica dei dati, sulla formulazione di ipotesi, sulla conduzione di esperimenti e sulla analisi dei risultati sperimentali. Perché nel nostro ambiente non si dovrebbero mai ignorare i dati quando non supportano una nostra tesi preconcetta (in questo caso, la tesi che “i lockdown erano la strategia giusta”).

Perché la scienza cerca la verità, e non è al servizio di gruppi politici ed interessi mediatici.Per questo sarebbe molto importante che dei dati svedesi oggi si parlasse, e se ne parlasse molto, nei convegni di specialisti come nei giornali o nelle TV generaliste. Se come scienziati e/o divulgatori vogliamo essere credibili quando “spingiamo” con forza le persone a vaccinarsi — perché la scienza, con la grande forza dei dati, ci dice che questo è il modo migliore per sconfiggere il virus — dobbiamo anche avere il coraggio e l’onestà di raccontare i dati che rivelano la debolezza estrema, dal punto di vista scientifico, della narrativa secondo cui i lockdown sarebbero stati il modo migliore per combattere il COVID.

di Guido Silvestri

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Espianto organi a cuore battente: si, ma solo con morte cerebrale del paziente acclarata

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Dottor Giuseppe Nacci, M.D. 

Trieste, Italy 16th November 2021 

Si propone il DIVIETO in tutto il mondo riguardo all’Espianto di organi a cuore battente, tranne che in situazioni in cui la morte cerebrale del paziente sia assolutamente sicura, perché forse il paziente non è realmente morto dopo sole 6 ore di E.E.G. piatto … 

Attualmente vi è una certa discussione in ambito medico e non-medico fra fautori degli espianti d’organo a cuore ancora battente, e fautori di varie associazioni che, viceversa, ritengono inconciliabile tali atti con gli aspetti etici e umanitari della nostra società. 

……………………………. 

Personalmente si è ritenuto utile e interessante riportare qui delle vecchie documentazioni mediche tedesco-occidentali (“Praxis der Intensivbehandlung”, Georg Thieme Verlag Stuttgard), pubblicate in anni quando in Europa non era ancora arrivato dall’America quel forte interesse “commerciale” ad avviare questo genere di chirurgia. Erano ancora gli anni Settanta, quando film come “Coma Profondo, con Tom Selleck (il personaggio della serie televisiva di “Magnum P.I.”) sembravano aver alzato la cortina di silenzio sopra gli espianti di organi a cuore ancora battente (spesso da giovani soggetti) per eseguire poi i trapianti di questi organi in altri pazienti (spesso anziani). 

Ma, come si sa, le generazioni passano, e con esse i ricordi e i fatti. 

Confini tra la vita e la morte 

Tratto da TERAPIA D’URGENZA, 1979, Piccin Editore, tradotto dal libro di medicina “Praxis der Intensivbehandlung”. 

Il testo è riportato integralmente, con esclusione delle sole figure e didascalie sottostanti. 

Confini tra la vita e la morte 

Cap. 44, W. Bushart e P. Rittmewer 

Fondamenti fisio-patologici 

Anche se un tempo esistevano delle comunicazioni su una rianimazione con successo del cuore, tuttavia 15 anni fa un arresto cardiaco veniva equiparato ancora alla morte clinica. 

Attualmente con delle semplici manovre rianimatorie, che possono essere impiegate sul posto stesso dell’incidente senza mezzi ausiliari e senza perdita di tempo subito dopo l’arresto cardiaco, sono stati spostati i confini tra la vita e la morte finora validi, e la definizione della morte clinica è divenuta problematica. 

I fondamenti fisiopatologici per una rianimazione condizionatamente possibile dopo un arresto circolatorio temporaneo sono stati elaborati da Opitz, Schneider, Hirsch e altri. 

L’organismo in toto e i singoli tessuti hanno, in circostanze ben definite, un determinato tempo di rianimazione in presenza di un’ischemia totale. 

Con il termine “periodo di rianimazione” s’intende quell’intervallo di tempo di ischemia totale entro il quale si può reintegrare completamente con la reintroduzione di sangue ossigenato le funzioni dell’organismo o dei singoli organi. 

Descriviamo come periodo di paralisi, dopo il quale s’interrompe lo svolgimento del metabolismo funzionale dei tessuti, la prima fase del periodo di rianimazione. Se la durata dell’ischemia supera questo periodo allora viene ad essere danneggiato anche il metabolismo strutturale; si giunge alla morte cellulare ed entro il periodo di tempo di un paio d’ore si manifestano istologicamente le necrosi. Se, tuttavia, la circolazione viene ripristinata prima che decorra il periodo della rianimazione allora si può tener conto della ripresa. 

Nella sua prima fase, il “periodo di latenza del recupero”, l’organo non mostra alcuna funzione, esso diventa funzionale soltanto al termine del tempo di recupero. 

Durante il periodo di rianimazione vengono cedute ai tessuti la quota di ossigeno legata all’emoglobina e la quota modesta disciolta nel plasma. 

Le cellule ricevono l’ulteriore energia mediante scissione della fosfocreatinina, con la metabolizzazione dell’adenosintrifosfato in adenosindifosfato. 

Ulteriori fonti energetiche in condizioni anaerobiche vengono messe a disposizione mediante un aumento della quota della glicolisi. 

Il contenuto in fosfati e glicogeno energeticamente ricchi determina in larga misura, oltre alle particolarità del metabolismo, come ad esempio nel miocardio, la durata del periodo di rianimazione. 

Il tessuto cerebrale presenta un contenuto di glicogeno relativamente modesto. 

Il “periodo di rianimazione dell’organismo in toto” viene delimitato, senza provvedimento d’appoggio, dal “tempo di rianimazione del cuore

Esso misura da 4 a 6 minuti e ciò significa che entro questo periodo il cuore può riprendere a funzionare spontaneamente senza massaggio cardiaco. Questo fatto ha valore, praticamente, soltanto nell’episodio di Adams-Stokes; tuttavia con il massaggio cardiaco il tempo di rianimazione del cuore può essere prolungato di molto per cui fattore limitante per il successo delle manovre rianimatorie è la durata di anossia ammessa per il cervello (tempo di rianimazione) durata che Schneider indica in normotermia fino a 8-10 minuti. 

Il tempo di rianimazione del cervello può superare questo periodo con una precedente infusione di glucosio, un’ossigenazione iperbarica e un’ipotermia. Secondo recenti conoscenze dovute a sperimentazioni su animali, il tempo di rianimazione del cervello non è delimitato da una insufficiente tolleranza all’ischemia delle cellule cerebrali stesse durante questi periodi, ma assai di più dalla loro capacità di recupero ridotta dal disturbo della micro-circolazione cerebrale. 

Una ipertensione artificiale determina un tempo di rianimazione notevolmente più lungo in rapporto alla solita norma, ma in clinica, al contrario, le condizioni sono particolarmente sfavorevoli in quanto il circolo sistemico, dopo il ripristino dell’attività cardiaca, è in un primo momento insufficiente. 

Accertamento della morte 

Punti di vista generali 

Poiché non è necessario che il cervello sia danneggiato irreversibilmente quando subentra per breve tempo un arresto circolatorio e poiché d’altra parte le funzioni circolatorie possono normalizzarsi nuovamente nonostante si sia superato il tempo di rianimazione del cervello, esiste oggi una certa insicurezza riguardo al momento in cui subentra la morte, fenomeno questo da paragonare alla morte cerebrale. 

Al contrario, non ci sono problemi quando la morte sopravviene come conclusione di una affezione nota e, per esperienza, inguaribile. 

In un caso del genere il medico si asterrà da ogni manovra rianimatoria e in queste circostanze si conferma a mezzo dell’ECG che le funzioni cardiocircolatorie sono cessate e si attendono i segni classici di morte, come la rigidità cadaverica. 

La situazione è chiara quando alla prima ispezione dell’organismo inanimato esistono già dei sicuri segni come la rigidità cadaverica e l’autolisi. 

Macchie ipostatiche nelle parti declivi del corpo possono essere scambiate per una circolazione minimale ed altrettanto un raffreddamento non può essere ritenuto in ogni caso un segno sicuro di morte; esso, in rari casi, può persino aumentare la speranza di un successo delle manovre rianimatorie. 

Se non vi è chiarezza sulle circostanze concomitanti dell’arresto circolatorio e non sono presenti segni sicuri di morte, allora si iniziano innanzitutto le manovre rianimatorie, e queste possono essere interrotte quando, dopo 30 minuti, le pupille non si restringono, oppure non inizia il respiro spontaneo e la funzione circolatoria non si mette, nel frattempo, in moto. 

Per cessare il tentativo di rianimazione devono essere soddisfatti tutti e tre questi punti. Se, al contrario, dopo 30 minuti si presentano segni di un recupero cerebrale, anche quando la circolazione non abbia ancora ripreso, allora i provvedimenti per la rianimazione vanno proseguiti durante il trasporto in Ospedale e là continuati con più ampie possibilità diagnostiche e terapeutiche. 

Determinazione della morte cerebrale 

In numero sempre maggiore giungono sotto osservazione pazienti nei quali si possono ripristinare soltanto la funzione circolatoria, ma nei quali domina un coma profondo. 

Respirazione, reazioni, riflessi sono scomparsi, la muscolatura è atonica e le pupille sono midriatiche oppure con un allargamento di media ampiezza e non reagiscono alla luce. 

Noi vediamo dei quadri clinici simili, anche senza un pregresso arresto circolatorio, sotto respirazione artificiale in disturbi circolatori isolati del cervello, come nell’embolia gassosa nel quadro della chirurgia a cuore aperto, in traumatologia dopo l’embolia gassosa, dopo edemi cerebrali gravissimi, nella contusione o compressione grave del cervello. Anche negli avvelenamenti non di rado ci si trova a confronto con questa situazione. In tutti questi casi si pone al medico il problema della situazione funzionale del cervello e a questo proposito l’Elettro-Encefalo-Gramma (E.E.G.) può dare un ulteriore chiarimento. 

Se in una di queste situazioni si trova ancora un’attività elettrica cerebrale, si è sicuri che la funzione del cervello si è mantenuta ancora su un piano relativamente alto di organizzazione. 

In questi pazienti il metabolismo cerebrale non è ancora sospeso con certezza, ma se al contrario domina un silenzio elettrico del cervello, allora si è raggiunto il limite del metabolismo strutturale vero e proprio. Anche in queste condizioni è possibile una piena ripresa del cervello. 

In verità, se dopo una temporanea ripresa l’attività corticale regredisce ancora una volta verso il silenzio elettrico, allora si è raggiunto il crollo completo delle funzioni cerebrali. 

In 40 casi di rianimazione, che in un collettivo comune di oltre 1.000 rianimati, vennero seguiti con cura sia encefalograficamente sia clinicamente, si trovò solamente in 6 casi (15%) primariamente un silenzio elettrico duraturo. 

Al contrario, si registrò per 34 casi (85%) un recupero dell’attività corticale, di essi 7 volte (17,5%) un recupero stabile, 27 volte un recupero transitorio (67,5%) con un silenzio elettrico secondario e poi definitivo. 

Questi 27 casi di morte tardiva” presentano particolari problemi. 

Esperimenti su animali hanno indicato come sia documentabile il fenomeno della morte tardiva con un recupero passeggero completo dell’attività elettrica anche dopo il superamento del tempo di rianimazione del cervello. 

Spesso nella clinica non sono chiari i motivi di questo nuovo peggioramento; molti pazienti morirono per la malattia di base, per cui a volte si dovrebbe cercare il fattore determinante la morte cerebrale non nel cervello ma alla periferia. 

Frattanto vi è una serie di indizi sul fatto che l’edema cerebrale è lo stadio terminale comune della Morte Cerebrale Dissociata

Nell’esperimento sull’animale si potè dimostrare che la profilassi e il trattamento più efficaci dell’edema cerebrale consistono nella terapia con ossigeno iperbarico. 

Questo fenomeno si basa sul fatto che il grado di sviluppo dell’edema cerebrale è una funzione diretta della irrorazione sanguigna del cervello. Quest’ultima, oltre alla regolazione dovuta alla pressione parziale di CO2, dipende dalla pressione arteriosa di ossigeno. 

Sotto trattamento con ossigeno iperbarico si giunge ad uno strozzamento della perfusione cerebrale senza che vi sia un’ipossia del tessuto. 

Dato che non è possibile comprendere dal Silenzio Elettrico del Cervello se si tratta di una situazione transitoria o definitiva, si sono creati dei criteri impegnativi che permettono di sospendere i trattamenti sostitutivi dopo un silenzio elettrico di lunga durata del cervello. 

A parte le considerazioni etiche che angustiano il medico in queste situazioni estreme, bisogna prendere in considerazione il dispendio oltre la norma in personale ed in mezzi richiesto dal trattamento intensivo. 

D’altra parte non si può pretendere anche dai parenti di sopportare oltre il necessario il peso psichico di una situazione irreversibile. 

Ma i criteri con i quali i singoli Autori hanno operato sulla base delle loro esperienze, divergono in maniera non irrilevante nei riguardi della durata del silenzio elettrico cerebrale richiesta. 

La pubblicazione presentata da Spann e Coll, culmina nella constatazione che, con funzioni altrimenti depresse del S.N.C., basterebbe un arresto elettrico di 6 ore per poter ammettere la morte del cervello. 

L’Associazione Chirurgica Tedesca ha considerato durante il Congresso del 1967 che per i pazienti con gravi traumi cranio-encefalici fosse sufficiente un arresto dell’attività elettrica del cervello di 12 ore per accertare con sufficienza la morte cerebrale. 

Gli Autori francesi sono andati più in là in quanto richiedono 48 ore; d’altra parte si è potuto osservare un ritorno allattività corticale anche dopo 2 giorni di silenzio elettrico del cervello. 

Si è comunque visto che per valutare la situazione è di importanza determinante la conoscenza della causa del danno cerebrale. 

Per principio, al giorno d’oggi si è perfettamente d’accordo sui seguenti concetti: se dopo un grave trauma cranio-encefalico si presume un Morte Cerebrale Dissociata allora è sufficiente, in presenza di una contemporanea scomparsa delle funzioni neurologiche, l’accertamento di un arresto elettrico cerebrale in condizioni standard di derivazione per oltre 12 ore (linee direttive della Società Tedesca di Elettro Encefalo-Grafia) 19, per poter ammettere la morte cerebrale a meno che non si abbia avuto certezza della sopraggiunta morte cerebrale già prima mediante un’angiografia cerebrale (NOTA: attualmente, nel 2021, si può optare per tecniche diagnostiche più efficaci come una Risonanza Magnetica Funzionale o per una scintigrafia PET). Se, al contrario, non è chiaro il meccanismo patogenetico, non si possono escludere degli avvelenamenti, o esiste un arresto circolatorio di durata per lo più sconosciuta, allora se vi è ancora incertezza si seguirà il decorso, come minimo, per due giorni. 

Un Arresto Elettrico Cerebrale per oltre tre giorni, oppure un peggioramento dell’EEG dopo la ripresa di un silenzio elettrico fino ad un nuovo arresto, permettono già da soli di ammettere un danno cerebrale irreversibile, 

Ulteriori punti d’appoggio si ottengono dall’osservazione clinica. Se non si possono più scatenare i riflessi circolatori e mancano, in presenza di una graduale riduzione spontanea della temperatura, le oscillazioni periodiche giornaliere della temperatura corporea, in questo caso un arresto elettrico cerebrale contemporaneo può essere valutato già a priori come definitivo. 

L’interruzione della respirazione artificiale in questi casi non è solo permessa ma anzi indicata per valutazioni mediche ed etiche. 

Da un punto di vista medico in tali situazioni sarebbe possibile anche un prelievo di organi. 

Ma a questo proposito non si metterà mai abbastanza in evidenza come le norme indicate per accertare la morte cerebrale devono essere impiegate con tutte le loro conseguenze e come esse hanno per fondamento il livello delle nostre possibilità attuali di cura, possibilità che certamente cambieranno ancora in futuro. 

Un particolare problema rappresenta la presenza continua o il ritorno dei riflessi periferici oltre la morte cerebrale; in questo caso si parla di spinalizzazione. 

Mancano i segni piramidali, i riflessi sono ora omolaterali quando non esiste un danno sul piano spinale o periferico; sono stati osservati dei decorsi con riflessi tonici. 

Ulteriori possibilità di controllo 

Per chiarire maggiormente il problema se esiste un arresto elettrico passeggero o definitivo e poter così accelerare l’accertamento della morte cerebrale, si può ricorrere ancora ad ulteriori parametri. 

Se la pressione intracranica in seguito all’edema cerebrale supera quella arteriosa, allora non è possibile una irrorazione sanguigna del cervello. 

Nell’Angiogramma carotideo si riscontra un arresto del mezzo di contrasto all’altezza della base cranica. 

Se questo reperto è riproducibile dopo 30 minuti si può essere sicuri che il cervello non è stato irrorato per quei 30 minuti e quindi si è superato il suo tempo di rianimazione. 

Recentemente però si è sostenuta l’opinione che si può fare a meno di ripetere l’esame. 

A dire il vero, un’angiografia monolaterale da sola non conferma ancora un arresto dell’irrorazione sanguigna. Da alcuni Autori l’allungamento di più del doppio della norma del tempo di circolo cerebrale viene valutato già come segno di un danno cerebrale irreversibile. 

A questo proposito però bisogna considerare che sono stati accertati da vari ricercatori tempi normali di circolo decisamente diversi. 

Nuovi aspetti sono rivelati dalla possibilità di documentare l’arresto dell’irrorazione sanguigna con la scintigrafia. 

La determinazione della Differenza Arteriovenosa Cerebrale dellOssigeno non ha finora soddisfatto le attese che in essa si erano riposte quale metodo di accertamento della morte cerebrale. A questo proposito ha importanza la considerazione che con una riduzione non è più concepibile un metabolismo del cervello. Un reperto di tal genere dopo 30 minuti dovrebbe quindi parlare ugualmente per un danno irreversibile del cervello. 

Questo metodo però può tradire il ricercatore già al momento in cui viene a ridursi la circolazione a causa dell’edema cerebrale. Ambedue i metodi, cioè l’angiografia e la differenza arterio-venosa, hanno una forza probante solo in presenza di un esito negativo. 

Non si può dedurre da un reperto normale che il cervello vive ancora, ma anche il problema dell’arresto elettrico cerebrale non si esaurisce con quanto è stato detto finora. 

Perfino dopo un arresto elettrico nellEEG di 4 giorni, con scomparsa di tutte le manifestazioni cliniche cerebrali, vennero osservate, una volta iniziata la respirazione artificiale, meccanismi mesencefalici sotto la necessità crescente di ossigeno: quindi di conseguenza le strutture del tronco cerebrale dovevano essere ancora in vita. La temperatura in questo paziente non si era abbassata. La Tensione Continua nel Cervello (DC-Potential) durante questi quattro giorni di arresto elettrico era manipolabile mediante variazioni dei gas ematici

Soltanto dopo la sospensione definitiva della respirazione artificiale avvenne la Depolarizzazione Terminale. 

Frattanto si è osservato nell’esperimento su animali che la Tensione Continua (DC Potential) può persistere anche dopo il superamento del tempo di rianimazione del cervello, fatto questo confermato dal caso descritto. Resta in un primo momento da vedersi quali strutture mantengono presente questa tensione. 

Caspers indica la Tensione Continua nel Cervello (DC-potential) come un potenziale di sommazione delle cariche attuali della membrana nervosa, il che fornisce ulteriori parametri. La negativizzazione significa una depolarizzazione delle strutture nervose cerebrali, la positivizzazione invece una polarizzazione. E’ certo che una Tensione Continua non più eccitabile è da equiparare alla morte cerebrale. Non sono state ancora indicate però le premesse tecniche per un controllo clinico abitudinario.

Tre leopardi delle nevi muoiono di COVID-19

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leopardo delle nevi covid-19

Le modalità in cui il COVID-19 colpisce altre specie è ancora sconosciuto e la portata continua a stupirci. Questa volta sono stati uccisi tre leopardi delle nevi.

Il Lincoln Zoo in Nebraska (Usa) ha riportato la morte del leopardi delle nevi ( Panthera uncia ) morti a causa di complicazioni con COVID-19.

Hai rimato solo poche migliaia di questi leopardi nel mondo e sono in uno status vulnerabile secondo l’Unione internazionale per la conserzione della natura. I leopardi in cattività suonavano una riserva fondamentale per il pappagallo conserzione, quindi la perdita del pappagallo è grave.

Tutti e tre leopardi delle nevi, chiamati i Everest, Makalu e Ranney, sono risultati positivi per SARS-CoV-2 a ottobre. Tutti sono stati trattati con steroidi e antibiotici e ci si aspetta che si riprendessero completamente. Ma tutti e tre hanno avuto avuto modo di associare alla malattia e sono morti nonostante i veterinari siano ottimisti sulla parrot Guarigione.

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” È con profonda tristezza che abbiamo informato la comunità dei tre leopardi dai nevi al Lincoln Children’s Zoo che si sono rivelati fatali a causa di complicazioni legate al COVID-19 ” , ha pubblicato lo zoo sui social. “I nostri leopardi, Ranney, Everest e Makalu, erano amati da tutta la nostra comunità all’interno dello zoo. Questa perdita è davvero straziante e siamo tutti in lutto”.

Ecoportale.net

La psicologia dell’ipnosi di massa e il totalitarismo farmaceutico

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totalitarismo farmaceutico

Questa è una crisi sociale e noi abbiamo un ruolo da svolgere. Il professor Mattias Desmet, il principale esperto psicologico di tirannia e totalitarismo e di come si forma l’ipnosi di massa, spiega: “I genitori che vaccinano così avidamente i loro figli entrano nella coscienza della folla che si chiama ‘formazione di massa’. Questo cambiamento sociale avviene quando c’è o c’è stato un periodo di paura fluttuante, ed è un passo sulla strada verso uno stato totalitario.

Il totalitarismo inizia sempre con una formazione di (/una paura della)massa all’interno della popolazione. Non è la stessa cosa di una dittatura. In una dittatura, la gente obbedisce per paura fondamentale del dittatore al vertice, ma… Il totalitarismo è l’opposto. Le persone sono ipnotizzate per obbedire “per il bene della collettività”. (…) Non sono più razionali o critici come una volta. È per questo che tutti conosciamo amici che una volta erano molto intelligenti e compassionevoli, ma che sono diventati più stupidi e non vogliono più ascoltare altre voci. Sono intolleranti, persino meschini o crudeli.

In ipnosi, l’attenzione si restringe sempre di più fino a quando la persona non riesce più a vedere, al di là della sua visione molto ristretta, ciò che è reale. L’indottrinamento di massa richiede 4 condizioni allo stesso tempo per avere luogo. Questo è stato raggiunto. La paura e l’isolamento che molti hanno provato prima e durante la pandemia ha trovato il suo perfetto “oggetto della paura” ed è saldamente incorporato nella narrazione della pandemia e dei vaccini.

Non possono tollerare o permettere il dissenso o una voce diversa e non vogliono nemmeno sentire domande. Quando si sveglieranno, la loro “terribile paura” ritornerà e i leader delle masse non possono nemmeno permettere che le masse si sveglino, perché quando le masse si sveglieranno e vedranno i veri danni e le perdite, si arrabbieranno con coloro che hanno causato il danno e probabilmente uccideranno quei leader.

Nella storia, gli organizzatori di indottrinamenti di massa vengono sempre uccisi da coloro che vengono ipnotizzati una volta e poi si svegliano e rivedono il mondo reale. Il 30% delle persone sono profondamente ipnotizzate. Il 40% non lo è, ma segue le masse. Quando il 40% smetterà di sentire il dissenso della ragione, si unirà agli ipnotizzati e li seguirà. Noi siamo l’ultima parte: il 30% che non può essere ipnotizzato; dobbiamo continuare a parlare. Nel totalitarismo, quando le ultime voci dissenzienti si arrendono e vengono messe a tacere, le masse iniziano a commettere atrocità in nome della solidarietà e del collettivo.

Il 30% dei non ipnotizzati è un misto di diversi gruppi e di diverse religioni e politiche. Se non troviamo un terreno comune per unirci, perdiamo e senza le voci coraggiose e persistenti dei dissidenti, il 40% cade. Il professor Desmet dice che l’ipnosi e l’addestramento di massa che sta osservando è uno stato che porta chiaramente al totalitarismo. In uno stato totalitario, persone un tempo normali commettono atrocità nella convinzione di essere nel giusto. Se uniamo il 30% che è sveglio e parliamo insieme ogni giorno a tutti quelli che incontriamo contro la formazione delle masse, contro la narrazione, le masse si dissolveranno e la crisi finirà. Non c’è bisogno di dire molto. Dite piccole cose come: “Niente di tutto questo ha senso”, “I dati dicono qualcos’altro”, Dillo al cassiere, Dillo al benzinaio Dillo al riparatore, Fai di tutto per dirlo. Questa è l’arte della resistenza; piantare semi di dubbio, parole di disaccordo.

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Mons. Viganò: “Se le autorità tradiscono, la disobbedienza non è solo…

Nuova ricerca dimostra l’origine “artificiale” di Sars-Cov-2

Nuovo codice della strada 2021, dai parcheggi ai monopattini: le novità. Quando entra in vigore

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codice della strada

Le norme inserite all’interno del decreto Infrastrutture. Una guida con tutto quello che bisogna sapere per circolare.

Con l’approvazione del decreto Infrastrutture, è pronto a entrare in vigore anche il nuovo Codice della strada. Le norme saranno valide dal giorno successivo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale prevista entro mercoledì 10 novembre. Ecco nel dettaglio tutte le novità.

Parcheggi

Dal primo gennaio 2022, i titolari del contrassegno disabili potranno parcheggiare gratuitamente nelle aree di sosta a pagamento (strisce blu), nel caso gli stalli a loro riservati risultino occupati. Chi parcheggia in aree di sosta riservate a mezzi per il trasporto di disabili rischia sanzioni che andranno da 168 a 672 euro (attualmente da 84 a 335 euro) e i punti decurtati, che sino a oggi erano solo 2, saliranno a 6. 

Parcheggi rosa

Previsti anche i posti riservati alle donne in gravidanza e ai genitori con figli fino a due anni (devono essere muniti di uno specifico contrassegno).

Sosta delle auto elettriche

Vietata la sosta alle auto elettriche o ibride plug-in che non effettuano la ricarica oltre un’ora dopo il completamente del pieno. Il divieto non si applica tra le 23 e le 7, tranne che per gli spazi riservati ai punti di ricarica veloce e ultra veloce.https://cdd285d6f871195fd6d18cdf7975190a.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html?n=0

Alla guida con smartphone e tablet

Sanzioni agli automobilisti che verranno sorpresi al volante non solo con telefonino e smartphone, ma anche con qualsiasi altro dispositivo elettronico (ad esempio notebook, tablet). Multe pure per chi getta oggetti dal veicolo in movimento.

Multe con auto a noleggio

Il nuovo Codice della Strada prevede che sia il cliente della società di noleggio a pagare le infrazioni commesse mentre è alla guida. Le imprese dovranno fornire agli uffici le generalità dell’automobilista affinché il verbale venga notificato direttamente a quest’ultimo.

Strisce pedonali

Nuovi obblighi in corrispondenza delle strisce pedonali: i conducenti devono dare la precedenza non solo ai pedoni che hanno iniziato l’attraversamento, ma anche a quelli che si stanno accingendo ad attravesare.

Stop alle pubblicità offensive

Vietata qualsiasi pubblicità, presente su strade e mezzi, avente contenuto sessista, violento, offensivo, lesivo dei diritti civili e discriminatorio.

Neopatentati

Durante il primo anno dal conseguimento della patente B sarà possibile guidare auto di potenza superiore a 55 kW (74 CV) e potenza massima pari a 70 kW (95 CV), a patto che al loro fianco sia presente una persona di età non superiore a 65 anni con patente conseguita da almeno 10 anni.https://cdd285d6f871195fd6d18cdf7975190a.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html?n=0

Contributi per la patente

Previsto un contributo fino mille euro per i giovani fino a 35 anni, per chi riceve reddito di cittadinanza o ammortizzatori sociali. Contributo che non dovrà essere superiore al 50 per cento del totale delle spese sostenute per il conseguimento del documento. Chi lo richiede dovrà però dimostrare di voler lavorare nel settore dell’autotrasporto.

Foglio rosa

Il foglio rosa avrà una durata di 12 mesi. Inoltre saranno previsti tre tentativi per l’esame di teoria in vista del conseguimento della licenza di guida (attualmente i tentativi massimi sono due).

Moto e casco

Mentre con il precedente Codice il conducente pagava la multa solo se il passeggero che non indossava il casco era un minore, adesso l’età di quest’ultimo è ininfluente: se il passeggero, di qualunque età, non indossa regolarmente il casco, è sanzionato non solo costui ma anche il conducente della moto.

Monopattini

Dall’1 luglio 2022 i monopattini dovranno essere provvisti di indicatori di direzione e di stop (i monopattini in circolazione dovranno adeguarsi entro l’1 gennaio 2024). Viene inoltre ridotta da 25 a 20 chilometri orari la velocità massima fuori dalle aree pedonali (dove la velocità consentita è di 6 km/h) e viene introdotto l’obbligo di fotografia al termine del noleggio dei mezzi in condivisione (provvedimento per evitare la sosta selvaggia sui marciapiedi). In attesa di chiarimenti, pare che i monopattini possano circolare anche su statali e provinciali, esattamente come le biciclette. Nessun obbligo di casco per i maggiorenni, è necessaria l’assicurazione per i mezzi a noleggio.

Segnali in codice: così si comunica all’interno del mondo criminale

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segnali in codice criminali

“Fuochi d’artificio usati come codici per segnalare all’interno del mondo criminale partite di droga in arrivo o passaggi di boss in determinati territori. Un fenomeno sempre più presente e pervasivo, che sta avviluppando Roma, a partire da Ostia passando per il Pigneto”.

A lanciare nuovamente l’allarme è Maricetta Tirrito, portavoce del Cogi (Comitato collaboratori di Giustizia). “Dopo gli episodi di qualche tempo fa ad Ostia (leggi qui)– spiega – ora ci ritroviamo con analoghe modalità al Pigneto: fuochi d’artificio, apparentemente sparati senza motivo – in orari improbabili, senza alcuna festa collegata – ma che in realtà hanno uno scopo ben preciso: usati dalla criminalità come fossero segnali di fumo, per essere decodificati all’interno di quel mondo.

Sono segnali di conquista del territorio, di padronanza, da non sottovalutare. Dietro c’è sempre qualcosa di losco, che mina la sicurezza e la legalità di un territorio. Un modus operandi tipico della ‘ndrangheta, che evidentemente sta mettendo le mani su Roma.

Falcone ha insegnato che bisogna seguire l’odore dei soldi per stanare i criminali. Mutuando questo ragionamento, va seguito l’odore della polvere da sparo per capire chi e perché usa i fuochi d’artificio. Intercettare chi ha fatto l’acquisto, dove, con quali quantitativi può essere il primo tassello investigativo per arrivare a smantellare l’organizzazione che si cela dietro.

Ma va fatto subito, perché le modalità di trasmissione di ordini e segnalazioni, all’interno della criminalità, cambiano velocemente. Roma – conclude Maricetta Tirrito – non può permettersi una nuova stagione di dominio criminale”.

#Pfizergate: sul BMJ seria denuncia sui problemi nella sperimentazione dei vaccini Pfizer

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Notizie gravi e sconvolgenti: i produttori avrebbero non solo manifestato scarsa efficienza nei test, ma anche deliberatamente insabbiato gli studi su effetti e danni collaterali dei sieri anticovid a mrna.

Le rivelazioni di pratiche inadeguate di una società di ricerca con contratto, che aiuta a svolgere l’importante sperimentazione del vaccino contro il covid-19 di Pfizer sollevano interrogativi sull’integrità dei dati e sulla supervisione normativa. Rapporti di Paul D Thacker

Nell’autunno 2020 il presidente e amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, ha pubblicato una lettera aperta ai miliardi di persone in tutto il mondo che stavano investendo le loro speranze in un vaccino contro il covid-19 sicuro ed efficace per porre fine alla pandemia. “Come ho detto prima, stiamo operando alla velocità della scienza“, ha scritto Bourla, spiegando al pubblico quando potevano aspettarsi l’autorizzazione di un vaccino Pfizer negli Stati Uniti. 1

Ma, per i ricercatori che stavano testando il vaccino di Pfizer in diversi siti in Texas durante quell’autunno, la velocità potrebbe essere andata a scapito dell’integrità dei dati e della sicurezza del paziente. Un direttore regionale che è stato impiegato presso l’organizzazione di ricerca Ventavia Research Group ha detto al BMJ che la società ha falsificato i dati, ha scoperto i pazienti, ha impiegato vaccinatori non adeguatamente formati ed è stata lenta nel seguire gli eventi avversi riportati nello studio cardine di fase III di Pfizer.

Il personale che ha condotto i controlli di qualità è stato sopraffatto dal volume di problemi riscontrati. Dopo aver ripetutamente informato Ventavia di questi problemi, il direttore regionale, Brook Jackson, ha inviato un reclamo tramite e-mail alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Ventavia l’ha licenziata lo stesso giorno. Jackson ha fornito il BMJ con decine di documenti aziendali interni, foto, registrazioni audio ed e-mail.

Noi stessi avevamo già scritto in merito: Regolatori dei farmaci non hanno convalidato studi Pfizer prima di approvare…

Cattiva gestione del laboratorio

Sul suo sito web Ventavia si definisce la più grande società di ricerca clinica di proprietà privata in Texas ed elenca molti premi che ha vinto per il suo lavoro a contratto. 2 Ma Jackson ha detto al BMJ che, durante le due settimane in cui è stata impiegata presso Ventavia nel settembre 2020, ha ripetutamente informato i suoi superiori della cattiva gestione del laboratorio, dei problemi di sicurezza dei pazienti e dei problemi di integrità dei dati. Jackson era un revisore esperto di studi clinici che in precedenza aveva ricoperto la posizione di direttore delle operazioni ed è arrivato in Ventavia con oltre 15 anni di esperienza nel coordinamento e nella gestione della ricerca clinica. 

Esasperato dal fatto che Ventavia sottovalutasse di gran lunga questi problemi, Jackson ha documentato diverse cose a tarda notte, scattando foto sul suo cellulare. Una foto, fornita a The BMJ, mostrava gli aghi gettati in un sacchetto di plastica a rischio biologico invece che in una scatola di contenitori per oggetti taglienti. Un altro ha mostrato materiali di confezionamento del vaccino con i numeri di identificazione dei partecipanti alla sperimentazione scritti su di essi lasciati all’aperto, con i partecipanti potenzialmente non “ciechi” ( anonimi ). I dirigenti di Ventavia hanno poi interrogato Jackson per aver scattato le foto.

FILE – This October 2021, photo provided by Pfizer shows kid-size doses of its COVID-19 vaccine in Puurs, Belgium. (Pfizer via AP, File)

Lo smascheramento precoce e involontario potrebbe essersi verificato su scala molto più ampia. Secondo il progetto dello studio, il personale non in cieco era responsabile della preparazione e della somministrazione del farmaco in studio (vaccino di Pfizer o placebo). Questo doveva essere fatto per preservare l’anonimato dei partecipanti allo studio e di tutto il personale del sito, incluso lo sperimentatore principale. Tuttavia, a Ventavia, Jackson ha detto al BMJ che le stampe di conferma dell’assegnazione dei farmaci venivano lasciate nelle cartelle dei partecipanti, accessibili al personale. Come azione correttiva intrapresa a settembre, a due mesi dall’inizio del reclutamento dello studio e con circa 1000 partecipanti già arruolati, le liste di controllo della garanzia della qualità sono state aggiornate con le istruzioni per il personale per rimuovere le assegnazioni di farmaci dai grafici.

In una registrazione di un incontro alla fine di settembre 2020 tra Jackson e due direttori si può ascoltare un dirigente di Ventavia spiegare che la società non è stata in grado di quantificare i tipi e il numero di errori riscontrati durante l’esame dei documenti di prova per il controllo di qualità. “Nella mia mente, è qualcosa di nuovo ogni giorno”, dice un dirigente di Ventavia. “Sappiamo che è significativo.”

Ventavia non era al passo con le richieste di immissione dei dati, mostra un’e-mail inviata da ICON, l’organizzazione di ricerca a contratto con cui Pfizer ha collaborato alla sperimentazione. ICON ha ricordato a Ventavia in un’e-mail di settembre 2020: “L’aspettativa per questo studio è che tutte le domande vengano affrontate entro 24 ore”. ICON ha quindi evidenziato in giallo oltre 100 richieste in sospeso più vecchie di tre giorni per segnalazioni di reazioni avverse dal farmaco. Gli esempi includevano due individui per i quali “Il soggetto ha riportato sintomi/reazioni gravi… Secondo il protocollo, i soggetti che hanno manifestato reazioni locali di Grado 3 devono essere contattati. Si prega di confermare se è stato effettuato un CONTATTO NON PIANIFICATO e aggiornare il modulo corrispondente come appropriato. Secondo il protocollo della sperimentazione sarebbe dovuto avvenire un contatto telefonico “per accertare ulteriori dettagli e determinare se una visita in loco è clinicamente indicata”.

Preoccupazioni per l’ispezione della FDA

I documenti mostrano che i problemi erano in corso da settimane. In un elenco di “punti d’azione” circolato tra i leader di Ventavia all’inizio di agosto 2020, poco dopo l’inizio del processo e prima dell’assunzione di Jackson, un dirigente di Ventavia ha identificato tre membri dello staff del sito con cui “esaminare il problema del diario elettronico/falsificare i dati, ecc. .” Uno di loro è stato “consigliato verbalmente di modificare i dati e di non notare l’inserimento tardivo“, indica una nota.

In diversi punti durante la riunione di fine settembre, Jackson e i dirigenti della Ventavia hanno discusso la possibilità che la FDA si presentasse per un’ispezione ( riquadro 1 ). «Almeno, quando arriverà la FDA, riceveremo una sorta di lettera informativa. . . lo sappia”, ha dichiarato un dirigente.

Una storia di lassismo ed omissioni

Per quanto riguarda la FDA e gli studi clinici, Elizabeth Woeckner, presidente di Citizens for Responsible Care and Research Incorporated (CIRCARE), 3 afferma che la capacità di supervisione dell’agenzia è gravemente insufficiente . Se la FDA riceve un reclamo su una sperimentazione clinica, afferma che raramente l’agenzia ha il personale disponibile per presentarsi e ispezionare. E a volte la segnalazione arriva troppo tardi.

In un esempio, CIRCARE e l’organizzazione statunitense per la difesa dei consumatori Public Citizen, insieme a dozzine di esperti di salute pubblica, hanno presentato una denuncia dettagliata alla FDA nel luglio 2018 su una sperimentazione clinica che non rispettava le normative per la protezione dei partecipanti umani. 4 Nove mesi dopo, nell’aprile 2019, un investigatore della FDA ha ispezionato il sito clinico. Nel maggio di quest’anno la FDA ha inviato alla lista di prova una lettera di avvertimento che ha corroborato molte delle affermazioni nelle denunce. Diceva: ” sembra che tu non abbia aderito ai requisiti legali applicabili e ai regolamenti della FDA che disciplinano la conduzione delle indagini cliniche e la protezione dei soggetti umani“. 5

“C’è solo una completa mancanza di supervisione delle organizzazioni di ricerca e delle strutture di ricerca clinica indipendenti”, afferma Jill Fisher, professore di medicina sociale presso la University of North Carolina School of Medicine e autrice di Medical Research for Hire: The Political Economy of Pharmaceutical Clinical Prove .

Video di RadioRadio

Ventavia e la FDA

Un ex dipendente di Ventavia ha dichiarato al BMJ che la società era nervosa e si aspettava una verifica federale della sua sperimentazione sul vaccino Pfizer.

Le persone che lavorano nella ricerca clinica sono terrorizzate dagli audit della FDA“, ha detto Jill Fisher al BMJ , ma ha aggiunto che l’agenzia raramente fa altro che ispezionare i documenti, di solito mesi dopo la fine di una sperimentazione. “Non so perché hanno così paura di loro”, ha detto. Ma ha detto di essere sorpresa che l’agenzia non sia riuscita a ispezionare la Ventavia dopo che un dipendente aveva presentato una denuncia. “Penseresti che se c’è una denuncia specifica e credibile che dovrebbero indagare su questo”, ha detto Fisher.

Nel 2007 l’Ufficio dell’ispettore generale del Dipartimento della salute e dei servizi umani ha pubblicato un rapporto sulla supervisione da parte della FDA degli studi clinici condotti tra il 2000 e il 2005. Il rapporto ha rilevato che la FDA ha ispezionato solo l’1% dei siti di sperimentazione clinica6 Le ispezioni effettuate dal ramo vaccini e biologici della FDA sono diminuite negli ultimi anni, con appena 50 condotte nell’anno fiscale 20207

La mattina dopo, il 25 settembre 2020, Jackson ha chiamato la FDA per avvertire di pratiche scorrette nella sperimentazione clinica di Pfizer a Ventavia. Ha quindi segnalato le sue preoccupazioni in una e-mail all’agenzia. Nel pomeriggio Ventavia ha licenziato Jackson, ritenuto “non adatta”, secondo la sua lettera di licenziamento.

Jackson ha detto al BMJ che era la prima volta che veniva licenziata nei suoi 20 anni di carriera nella ricerca.

Preoccupazioni sollevate

Nella sua e-mail del 25 settembre alla FDA, Jackson ha scritto che Ventavia aveva arruolato più di 1000 partecipanti in tre siti. Lo studio completo (registrato con NCT04368728 ) ha arruolato circa 44 000 partecipanti in 153 siti che includevano numerose aziende commerciali e centri accademici. Ha poi elencato una dozzina di preoccupazioni di cui aveva assistito, tra cui:

  • Partecipanti collocati in un corridoio dopo l’iniezione e non monitorati dal personale clinico
  • Mancanza di follow-up tempestivo dei pazienti che hanno manifestato eventi avversi
  • Le problematiche del protocollo non vengono segnalate
  • I vaccini non vengono conservati a temperature adeguate
  • Campioni di laboratorio etichettati erroneamente

Nel giro di poche ore Jackson ha ricevuto un’e-mail dalla FDA ringraziandola per le sue preoccupazioni e informandola che la FDA non poteva commentare alcuna indagine che potesse risultare. Pochi giorni dopo Jackson ha ricevuto una chiamata da un ispettore della FDA per discutere il suo rapporto, ma gli è stato detto che non potevano essere fornite ulteriori informazioni. Non ha sentito più nulla in relazione al suo rapporto.

Nel documento informativo di Pfizer presentato a una riunione del comitato consultivo della FDA tenutasi il 10 dicembre 2020 per discutere la domanda di Pfizer per l’autorizzazione all’uso di emergenza del suo vaccino contro il covid-19, la società non ha menzionato problemi nel sito di Ventavia. Il giorno successivo la FDA ha rilasciato l’autorizzazione al vaccino. 8

Nell’agosto di quest’anno, dopo la piena approvazione del vaccino di Pfizer, la FDA ha pubblicato una sintesi delle sue ispezioni sullo studio cardine dell’azienda. Nove dei 153 siti dello studio sono stati ispezionati. I siti di Ventavia non sono stati elencati tra i nove e negli otto mesi successivi all’autorizzazione di emergenza del dicembre 2020 non sono state effettuate ispezioni nei siti in cui sono stati reclutati gli adulti. L’ufficiale ispettivo della FDA ha osservato: “La parte di integrità e verifica dei dati delle ispezioni BIMO [monitoraggio della ricerca biologica] era limitata perché lo studio era in corso e i dati richiesti per la verifica e il confronto non erano ancora disponibili per l’IND [nuovo farmaco sperimentale]. “

LEGGI ANCHE: Vaccino Pfizer: infermiera portoghese muore due giorni dopo averlo fatto. Non…

Covid, negli Usa grave reazione allergica al vaccino Pfizer

Testimonianze di altri dipendenti

Negli ultimi mesi Jackson si è riallacciato con diversi ex dipendenti della Ventavia che se ne sono andati o sono stati licenziati dall’azienda. Uno di loro era uno dei funzionari che avevano preso parte alla riunione di fine settembre. In un messaggio di testo inviato a giugno, l’ex funzionario si è scusato dicendo che “tutto ciò di cui ti sei lamentato era corretto”.

Due ex dipendenti di Ventavia hanno parlato con il BMJ in modo anonimo per paura di rappresaglie e perdita di prospettive di lavoro nella comunità di ricerca affiatata. Entrambi hanno confermato ampi aspetti della denuncia di Jackson. Una ha affermato di aver lavorato su oltre quattro dozzine di studi clinici nella sua carriera, inclusi molti studi di grandi dimensioni, ma non aveva mai sperimentato un ambiente di lavoro così “disordinato” come con Ventavia sulla sperimentazione di Pfizer.

“Non ho mai dovuto fare quello che mi chiedevano di fare, mai”, ha detto al BMJ . “Sembrava qualcosa di leggermente diverso dal normale, le cose che erano consentite e previste”.

Ha aggiunto che durante la sua permanenza in Ventavia l’azienda si aspettava un audit federale, ma questo non è mai arrivato.

Dopo che Jackson ha lasciato l’azienda, i problemi sono persistiti alla Ventavia, ha detto questo dipendente. In diversi casi Ventavia non aveva abbastanza dipendenti per fare il tampone a tutti i partecipanti allo studio che avevano riportato sintomi simili al covid, per testare l’infezione. Il covid-19 sintomatico confermato dal laboratorio era l’endpoint primario dello studio, ha osservato il dipendente. (Un memorandum di revisione della FDA pubblicato nell’agosto di quest’anno afferma che durante l’intera sperimentazione non sono stati prelevati tamponi da 477 persone con casi sospetti di covid-19 sintomatico.)

“Non credo che siano stati dati puliti”, ha detto il dipendente dei dati generati da Ventavia per il processo Pfizer. “È un pasticcio pazzesco.”

Un secondo dipendente ha anche descritto un ambiente alla Ventavia diverso da tutti quelli che aveva sperimentato nei suoi 20 anni di ricerca. Ha detto al BMJ che, poco dopo che Ventavia ha licenziato Jackson, la Pfizer è stata informata dei problemi alla Ventavia con la sperimentazione del vaccino e che ha avuto luogo una verifica.

Da quando Jackson ha segnalato problemi con Ventavia alla FDA nel settembre 2020, Pfizer ha assunto Ventavia come subappaltatore di ricerca su altri quattro studi clinici sui vaccini (vaccino covid-19 in bambini e giovani adulti, donne in gravidanza e una dose di richiamo, nonché un RSV sperimentazione sui vaccini; NCT04816643 , NCT04754594 , NCT04955626 , NCT05035212 ). Il comitato consultivo dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie ha appena discusso la sperimentazione del vaccino pediatrico covid-19 il 2 novembre…

LEGGI ANCHE: Vaccino anti-COVID 19 RNA Messaggero: rischio di Aborti o malformazioni congenite…

Articolo originale: https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2635

Aurora boreale in Italia! La foto di Marco Confortola: a più di 3000 mt di altitudine

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In Italia l’evento è molto raro ma, specie in periodi di intensa attività solare, anche nelle zone più settentrionali della penisola possibile assistere ad uno degli spettacoli più suggestivi di madre natura.

TRENTO. Stava salendo sul Gran Zebrù, la vetta del gruppo dell’Ortles Cevedale, quando il cielo si è colorato delle striature di un’aurora boreale: l’alpinista Marco Confortola fotografa l’incredibile avvenimento. “Questa mattina – ha scritto pochi giorni fa su Instagram condividendo lo scatto il ‘cacciatore di Ottomila’ – salendo verso il Gran Zebrù la natura ci ha regalato quest’immagine pazzesca”.

Un’immagine che, a prima vista, potrebbe passare per uno scatto realizzato vicino ai poli, per esempio nelle zone più settentrionali della penisola scandinava, dove le aurore sono più comuni. In Italia l’evento è molto raro ma, specie in periodi di intensa attività solare, anche nelle zone più settentrionali della penisola è possibile assistere ad uno degli spettacoli più suggestivi di madre natura.

Sull’OrtlesCevedale Confortola (nativo di Valfurva e che negli anni ha completato ben 11 ottomila‘) è riuscito a osservare il raro evento. Al Corriere della Sera l’alpinista ha dichiarato di esser stato vicino alla cima del Gran Zebrù, a 3.350 metri di quota, quando nel cielo sono apparse le lunghe strisce rosate che ha immortalato nel suo scatto. Confortola ha poi condiviso l’immagine su Instagram, dove ha ricevuto migliaia di like e centinaia di commenti.

Trieste, 18 Ottobre 2021: Il giorno dell’Infamia

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trieste 18 ottobre
Dockers demonstrate against the Green Pass in the port of Trieste, northern Italy, as the Green Pass health pass comes into force in all Italian workplaces, 15 October 2021. Starting from 15 October, Italian workers from the public and private sectors are required to hold the 'Green Pass' vaccine passport. ANSA/PAOLO GIOVANNINI

Ricordo i Tamburelli di musica indiana e orientale…

La Gente che non molla mai che cantava in coro la vecchia Ballata del Soldato che, bruciando la divisa e bevendo vino a sazietà, vedeva la NERA SIGNORA guardarlo con malignità, e preso allora un cavallo, figlio del Lampo e degno di un Re,

fuggiva fino a Samarcanda, ma dove di nuovo incontrava la NERA SIGNORA, che gli diceva allora che non era stato il suo uno sguardo di malignità, ma soltanto di stupore, perchè erano lontanissimi due giorni prima dalle mura di Samarcanda, e proprio quella mattina lo aspettava sotto quelle bianche mura…

…a Samarcanda…

Come quel Soldato di quella vecchia canzone, sentivo i Tamburelli suonare…e vedevo le Ragazze danzare per noi…

Ricordo tutta qulla Gente che ballava in quei giorni di festa…

Al Varco Quattro del Porto Franco di Trieste…

Il Pane che ti davano a piene mani, mentre ti invitavano a prendere Mortadella,
Formaggio

e Prosciutto…
…con una buona bottiglia di Birra…

offendendosi se mettevi mano al portafoglio…

Poi,
la livida Alba del 18 Ottobre.

Non suonavano più i Tamburelli…

Non c’erano più Ragazze a danzare per noi,

al Varco Quattro del Porto Franco di

Trieste.
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Nel giorno dell’Infamia,
ho visto allora i Figli delle Tenebre

avanzare tracotanti contro i Figli della Luce che pregavano in ginocchio, davanti a loro,

con il Rosario in mano.

Nel giorno dell’Infamia,
ho visto un Vecchio

fare da scudo alla sua amata Sposa,

dolce Signora dai lunghi capelli bianchi,

le loro mani stringersi,
e i loro Occhi stanchi ancora

cercarsi,
sotto l’Orrore degli Idranti.

Nel giorno dell’Infamia,

ho visto una Ragazza di vent’anni,

fiera e coraggiosa, ancora tentare di rialzarsi…

il suo Viso coperto dal sangue che le colava copioso dalla fronte…

Nel giorno dell’Infamia, Io ho visto

un Popolo intero, giunto da ogni angolo d’Italia,

soffrire senza un Lamento sotto gli Idranti di Acqua gelata,

sotto i Lacrimogeni che bruciavano gli Occhi

e che toglievano il Respiro e la Voce.

Quel giorno, Io ho visto i veri Eroi.

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Il 22 Ottobre 2021, soltanto quattro giorni dopo i fatti di sangue di Trieste, Mosca STIGMATIZZAVA la natura stessa del CAPITALISMO MONDIALE, affermando che Esso aveva ormai raggiunto il suo limite finale, ed esaurito per sempre il suo ruolo storico e la sua forza propulsiva:

“Il Capitalismo ha ormai raggiunto il suo limite finale”

Vladimir Putin, Mosca

Un cerotto per il vaccino Covid, bene i primi test. Low cost e resistente

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vaccino cerotto

Nuovi e diversi vaccini anti-Covid sono all’orizzonte, non solo iniettabili ma anche in cerotto e spray e con tecnologie differenti da quelli in uso, potenzialmente validi anche nei paesi con economie e sistemi sanitari fragili, indietro con le campagne vaccinali perché con ridotto accesso ai vaccini ora disponibili: è la prospettiva che si intravede con uno studio appena reso noto sulla rivista Science Advances che pone sotto i riflettori la possibilità di un vaccino-cerotto, low cost e somministrabile in unica dose e per di più di facile conservazione a temperatura ambiente.

Frutto di una collaborazione tra Università del Queensland e del Texas, il principio attivo del cerotto si chiama Hexapro e per ora ha dato buoni risultati su animali.


    Il cerotto contiene 5000 micro-aghetti impercettibili per somministrare attraverso la cute Hexapro -un prodotto, già in fase di sperimentazione clinica nella formulazione iniettabile.
    Hexapro si basa su una versione modificata della proteina virale Spike, che la rende più stabile più a lungo, infatti si conserva per oltre un mese a 25 gradi e per una settimana a 40 gradi; è quindi promettente nei paesi poveri e con scarse infrastrutture sanitarie, anche perché ha costi contenuti.

Negli studi su animali condotti finora il cerotto-vaccino è risultato efficace nel difenderli dall’infezione e induce una forte risposta immunitaria, maggiore di quella del vaccino somministrato per iniezione. Data la semplicità dell’applicazione e la facile conservazione, se ai test clinici si dimostrasse efficace, il vaccino-cerotto potrebbe divenire utilissimo nei paesi più svantaggiati che hanno minore accesso ai vaccini attualmente in uso.


Affiancata a questa possibilità, c’è quella ancora più concreta di un nuovo vaccino anti-Covid, attualmente al vaglio dell’Agenzia Europea del Farmaco, quello della statunitense Novavax, che promette di essere efficace contro le varianti e che soprattutto si basa su un meccanismo ben collaudato e sicuro, in uso da 30 anni nello sviluppo di vaccini, quello delle “proteine ricombinanti”. In poche parole il vaccino della Novavax contiene una forma della proteina Spike prodotta in laboratorio con l’ingegneria genetica e poi un adiuvante per stimolare la risposta immunitaria dell’organismo.


Ma non è finita, in campo di innovazioni, oltre al vaccino cerotto, c’è pure in studio quello spray, che potrebbe offrire una protezione migliore anche perché provocherebbe una risposta immunitaria direttamente nel tratto respiratorio superiore e potenzialmente nei polmoni, suscitando una risposta anticorpale locale e una risposta dei linfociti T.
    Tante, dunque, sono le alternative possibili per il prossimo futuro, che potrebbero non solo aiutare ad abbattere gli scetticismi e le resistenze nei confronti del vaccino, ma anche agevolare le campagne vaccinali nel Sud del Mondo.

Tutto potenzialmente bello, ma non si prendere minimamente in considerazione il problema dei danni collaterali e dei side effects della proteina spike, ad oggi misconosciuti, e si continua a lasciare da parte il sacrosanto principio di precauzione, visto che, soprattutto sui minori la profilassi ha mostrato evidenze problematiche molto più che il covid stesso.