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Timbri della vergogna: bambini marchiati numeri seriali al confine con il Messico e USA

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timbri della vergogna

I timbri della vergogna.

Numeri scritti con il pennarello sulle braccia dei bambini migranti che si trovano a Juarez, in Messico, in attesa di attraversare il confine con gli Stati Uniti. Lo ha rivelato l’emittente americana Msnbc, che ha diffuso un video che in breve tempo ha fatto il giro del mondo.  La pratica di scrivere con il pennarello sugli avambracci dei bimbi ha ricordato i tatuaggi dei prigionieri del nazismo, scatenando un’ondata di indignazione anche sui media israealiani. Nei video diffusi online si vedono bambine e bambiniscoprire le braccia e i polsi per mostrare i numeri, che sembrano scritti con pennarelli scuri. Sempre secondo l’emittente, i numeri sono stati scritti “dagli agenti della polizia di frontiera messicana“.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/17/migranti-bambini-marchiati-con-numeri-seriali-al-confine-usa-messico-il-video-della-msnbc-fa-il-giro-del-mondo/4843077/

 

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Orban: antieuropeista che ingrassa con i soldi della Ue

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orban antieuropeista

Criticare l’Europa alla mattina e incassarne i fondi alla sera. Chiudere i confini negando solidarietà ai migranti ma negandola anche ai partner europei e, allo stesso tempo, prendere da Bruxelles molto più di quanto si versa. Avere una politica economica e un’economia fiorente, con un Pil che da anni viaggia a ritmi di crescita del +3/4%, ma essere contemporaneamente tra chi l’Europa critica e anzi prova a smontare.

E’ l’impresa che sta confezionando il premier ungherese Viktor Orban insieme ai sodali del cosiddetto gruppo di Visegrad: distruggere l’Europa con i soldi dell’Europa.

Qualche numero. L’anno scorso, 2017, l’Ungheria del nazional-sovranista Orban ha versato a Bruxelles 900 milioni di euro ricevendone in cambio 3 miliardi. Budapest ha quindi incassato più di 3 volte quanto versato con un rapporto tra entrate ed uscite sbilanciato a favore delle prime come in nessun altro Paese dell’Unione. Situazione sostanzialmente uguale nel 2016, quando i milioni dati erano stati 924 e i miliardi ricevuti 4,5, con un saldo di 3,6 miliardi pari al 3,2% del Pil di quell’anno e al 32% delle spese pubbliche per beni e servizi. Meglio dell’Ungheria l’anno scorso ha fatto la Polonia, altro Paese affiliato al gruppo di Visegrad, che in termini assoluti ha incassato anche di più: 11miliardi contro 4, ma comunque al di sotto del rapporto 1 a 3 di Budapest.

Condizioni che rendono le economie di questi paesi particolarmente competitive e floride e le hanno rese tali anche nei periodi di crisi. A finanziare l’economia, infatti, ci pensa il bilancio dell’Ue. “Gli investimenti pubblici sono aumentati da un maggiore assorbimento dei fondi Ue”, spiega nell’ultimo rapporto il Fondo monetario internazionale.

Uno ‘squilibrio’ figlio del patto su cui si basa l’Unione Europea per esigere e distribuire i suoi fondi. Patto basato su quella solidarietà che Visegrad ed Orban negano quando non si tratta di soldi e di vantaggi per loro e che prevede che ogni anno i paesi più ricchi versino più soldi di quelli che ricevono, mentre i paesi più poveri ricevano più di quanto versano.

Questo vuol dire, in concreto, che i paesi dell’Europa dell’Ovest versano più di quello che incassano, e quelli meno sviluppati dell’Est – che sono poi i più critici con la UE, come l’Ungheria – ricevono più soldi di quanti ne versino. È la ragione per cui l’Italia nei suoi rapporti con la UE ogni anno ‘perde’ circa 3-4 miliardi, mentre la Slovacchia – che ha un Pil 20 volte inferiore all’Italia – nel 2017 ha avuto un saldo netto di un miliardo di euro.

La Germania, per dire, è quella che ha il saldo negativo più alto e lo stesso discorso vale per altri ‘big’ ad ispirazione europeista, come la Francia. Ma se i Paesi del gruppo di Visegrad sono quelli che incassano di più, sono anche quelli che contro l’Europa più forte remano. Sono quelli che hanno chiuso le frontiere non solo ai migranti ma soprattutto al concetto di solidarietà continentale, lasciando il carico sui Paesi di ‘primo approdo’ come Italia, Spagna e Grecia e, soprattutto, minando quelle che sono, forse erano, gli ideali su cui l’Europa si era voluta unire dopo le ferite della seconda guerra mondiale

L’ultima di Orban? L’ennesima provocazione all’EUROPA con la legge sulla schiavitù

www.blitz-quotidiano.it

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Google costretto a spiegare al Congresso perché se si cerca “idiota” appare la foto di Trump

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Insomma, cercando il termine “idiota” su Google e cliccando sulle immagini, ecco apparire lui: Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti non ha preso bene la questione dei risultati di ricerca del noto motore e così ha chiesto spiegazioni al CEO di Google.

Quest’ultimo, davanti ai membri del Congresso, si è ritrovato a spiegare il funzionamento dell’algoritmo, quel meccanismo che ci porta a vedere quello che vediamo e a leggere quello che leggiamo quando facciamo le nostre ricerche.

Sundar Pichai non si è fatto cogliere impreparato e, con un mezzo sorriso, ha prontamente risposto alle domande che gli venivano poste. Non è la prima volta che la questione viene affrontata. Nei mesi scorsi in molti si erano accorti che digitando la parola “idiot” su Google questa rimandava alle foto del Presidente Usa.

Pare che il fenomeno fosse collegato alle proteste britanniche organizzate in occasione della visita di Trump in Gran Bretagna. Gli attivisti avevano lanciato una campagna per spingere in vetta alle classifiche la hit “American Idiot” dei Green Day. L’algoritmo Google ha fatto il resto.

“Prendiamo la parola chiave (in questo caso, “idiota”, ndr) e la confrontiamo con altre pagine, poi cataloghiamo quest’ultime in base a più di 200 caratteristiche.

Cose come la rilevanza, la novità, la popolarità o come altre persone stanno usando quella stessa parola chiave. Basandoci su questi parametri, proviamo a fornire i migliori risultati per quella richiesta specifica”, ha spiegato il CEO.

Fonte: www.huffingtonpost.it

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Casa dei bambini: nasce centro che raccoglie abiti, culle e pannolini per le famiglie in difficoltà

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casa dei bambini

Inaugurato sulla provinciale Carbonara-Modugno un centro polifunzionale per l’infanzia unico in Italia: offre beni e servizi ai bisognosi, anche frutto di donazioni. Il sindaco Decaro: “Un sogno che si realizza”

Famiglie in difficoltà, a Bari apre la Casa dei bambini: la testimonial è Valeria Fabrizi

All’interno della Casa delle bambine e dei bambini trovano spazio l’emporio della solidarietà per l’infanzia e la boutique sociale: sugli scaffali ci sono pacchi di pasta, pelati, latte a lunga conservazione, ma anche pannolini, detersivi e prodotti per l’igiene personale che le famiglie potranno acquistare grazie a una social card. A costo zero, invece, la distribuzione di tutine e vestitini – ci sono sia abiti usati donati da privati sia abbigliamento nuovo messo a disposizione da aziende del territorio – per la prima infanzia.

La casa dei bambini e delle bambine

Nel grande locale al piano terra del complesso alle spalle dello stadio San Nicola c’è spazio per l’area ludica completa di stanza dei colori con pareti da dipingere e decorare, il centro sperimentale per il sostegno alla genitorialità, l’ambulatorio sociale per l’infanzia. Sarà disponibile anche la cosiddetta “culla di cartone” realizzata in materiale riciclato, che contiene tutto l’occorrente per i neonati, una soluzione già sperimentata con risultati positivi dal governo finlandese.

“Questo è un giorno speciale per la città di Bari – ha commentato il sindaco Antonio Decaro al taglio del nastro – la Casa delle bambine e dei bambini è questo: un sogno che abbiamo trasformato in realtà, occupandoci ogni giorno di un pezzo di un progetto più grande affinché tutte le famiglie baresi avessero un motivo per cui gioire insieme ai loro figli”.

Madrina d’eccezione all’inaugurazione l’attrice Valeria Fabrizi, che interpreta suor Costanza nella serie televisiva Che Dio ci aiuti 4 in onda su Rai 1. “Il nostro sostegno a questa iniziativa, pur offrendo molteplici servizi educativi, beni di prima necessità e percorsi per la genitorialità, dedicati alla prima infanzia – ha spiegato Gianluca Jacobini – conferma lo storico legame della banca con il territorio”.

Fonte e articolo:  https://bari.repubblica.it/cronaca/2017/02/08/news/bari_casa_delle_bambine-157861291
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Video choc in Russia, drone svela “prigioni di balene”

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prigione di balene

“Prigioni di balene”: minuscoli spazi dove sono rinchiuse  90 balene beluga e 11 orche, al largo della costa orientale della Russia. È stata lanciata un’inchiesta nel sito nei pressi della città di Nakhodka, dove alcune delle balene sono rinchiuse da luglio, riporta CBS News.

Mercato cinese

Si crede che i cetacei verranno venduti agli acquari cinesi, nonostante sia illegale catturare balene selvagge se non per scopi scientifici ed educativi. La caccia alle balene per scopi commerciali è vietata in tutto il mondo dal 1982. Le “balene assassine” possono arrivare a portare fino a 6 milioni di dollari nei parchi acquatici della Cina.

Citando il giornale russo Novaya Gazetta, The Telegraph riporta che le 4 aziende che stanno affittando queste recinzioni hanno esportato 13 orche in Cina tra il 2013 e il 2016. Alle aziende presumibilmente coinvolte sarebbe stato dato il permesso di catturare 13 orche libere. Ora si sta indagando per verificare se le orche e i beluga sono stati catturati davvero per scopi scientifici o educativi. Verranno esaminate anche le condizioni del loro isolamento e la legalità delle recinzioni in cui si trovano.

Greenpeace Russia

Le recinzioni non sono molto grandi. Direi non più di 9-12 metri su un lato e probabilmente profonde solo 3-6 metri. Se staranno lì per tutto l’inverno, sull’acqua potrebbe formarsi del ghiaccio e dovrebbero romperlo per respirare”, ha dichiarato Naomi Rose, studiosa di mammiferi marini presso l’Animal Welfare Institute. Greenpeace Russia ha descritto le condizioni come una “tortura” e ha dichiarato che catturare i mammiferi marini potrebbe minacciare la sopravvivenza della specie. “Catturandole a questo ritmo, rischiamo di perdere l’intera popolazione di orche. La quota di cattura ora è 13 animali all’anno, ma nessuno sta tenendo in considerazione che almeno un’orca viene uccisa per ogni altra che viene catturata”, ha spiegato Oganes Targulyan, di Greenpeace Russia.

La popolazione di orche nella vicina regione della Kamchatka è diminuita così drasticamente da finire nella lista delle specie in pericolo quest’anno. “Il trauma e lo stress che questi animali vivono durante la cattura non sono un’opinione o un’emozione. È un fatto. Soffrono intense reazioni legate allo stress e il loro rischio di mortalità aumenta sensibilmente subito dopo la cattura e poi ancora dopo il trasporto. Non si abituano a questo processo. I branchi decimati possono subire lo stesso stress e gli stessi traumi: i loro piccoli sono stati portati via”, conclude Rose.

Fonte articolo http://www.meteoweb.eu/2018/11/prigioni-balene-orche-russia/1178918/

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La mappa degli Scout Speed: gli autovelox invisibili

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Per ora sono 32, presto diventeranno 38 e si trovano prevalentemente al Nord, questa la mappa degli Scout Speed, l’ultima generazione dei rilevatori di velocità che funzionano anche quando la vettura di servizio su cui si trovano è in movimento.

Gli Scout Speed si trovano in zone in cui storicamente i controlli automatici sulle infrazioni stradali sono più frequenti e con uso di strumenti innovativi. Tra queste, l’area di Torino e quella di Asti, Bologna e Firenze, Modena e Como, ma nuovi dispositivi stanno per arrivare anche aMilano e a Rimini. Altri Comuni ai quali la fornitura è in corso, riferisce il Sole 24 Ore, sono Vigevano e Tromello (Pavia), Villafranca e San Pietro in Cariano (Verona).

Per leggere la mappa clicca qui

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Case in regalo: dal Giappone a chi ne fa richiesta in qualsiasi parte del mondo

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Molti di noi hanno forse, sempre sognato di acquistare una casa in Giappone, ecco l’occasione per avere case in regalo.

Di fronte alla prospettiva di interi paesi che resteranno deserti con il calo demografico, la città di Okutama gioca una carta disperata

Non potrebbe esserci occasione migliore per chi sogna di comprarsi una casa in Giappone. Nel Paese ci sono troppe abitazioni vuote: ce ne erano ben 10mila nel 2013, secondo il Japan Policy Forum, e la situazione è destinata a peggiorare con il calo demografico. Si prevede che entro il 2040 quasi 900 città e villaggi non esisteranno più. Uno di questi è Okutama, che si trova nella città metropolitana di Tokyo, a due ore di treno dal centro della capitale.

Come racconta la Cnn, di fronte alla prospettiva di scomparire nel nulla, la città ha tentato una carta disperata: regalerà le sue case a chi ne farà richiesta, da qualunque parte del mondo, Italia compresa. Ci sono però alcuni requisiti da rispettare, indicati sul sito ufficiale della città: bisogna avere meno di 40 anni, o in alternativa avere un figlio con meno di 18 anni o un genitore che ne abbia meno di 50. I richiedenti devono anche impegnarsi a stabilirsi nella città in modo permanente e a investire nella ristrutturazione degli immobili. Molte delle abitazioni vuote infatti sono in pessimo stato di conservazione o costruite in aree a rischio di frane: i dati parlano di 3mila case nel paese, 400 vuote, la metà in cattive condizioni.

Ma l’idea di avere una dimora nell’Estremo Oriente, e senza pagare nulla,  potrebbe attrarre turisti e appassionati del Giappone: tanto più che l’area di Okutama è nota per la natura rigogliosa e per le attività nel verde che offre.

L’idea è parte di un più ampio progetto chiamato “akiya banks”, dove akiya è il termine giapponese che indica le case fantasma. Si tratta di elenchi, di solito pubblicati anche online, di tutte le proprietà abbandonate in vendita in un Comune, che possono essere ottenute a prezzi molto bassi o persino simbolici, come nel caso di Okutama, con un processo di acquisto e vendita semplificato per concludere la transazione in modo veloce.

Il problema delle case vuote si prevede grave in particolare per le campagne. Secondo le previsioni, la popolazione giapponese scenderà da 127 milioni a circa 88 milioni entro il 2065, secondo l’Istituto Nazionale per la Popolazione e Sicurezza Sociale, il che significa che ancora meno persone avranno bisogno di case. I giovani spesso abbandonano le zone rurali per lavorare in città, così la campagna del Giappone è diventata ossessionata dalle case “fantasma”.

Fonte articolo originale : https://www.repubblica.it/esteri/2018/12/06/news/giappone_troppe_case_vuote_in_regalo_a_chi_ne_fa_richiesta_da_qualsiasi_parte_del_mondo-213565394/?ref=fbpr
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Tumore al seno: scoperto a Pisa antibiotico che può curarlo

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tumore al seno

L’effetto antitumorale in vivo della doxiciclina, un antibiotico appartenente alla classe delle tetracicline e comunemente impiegato nel trattamento dell’acne volgare, è stato recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Oncology, aprendo la strada al possibile utilizzo degli antibiotici nel trattamento del tumore al seno.

Gli antibiotici infatti, oltre a uccidere i batteri, hanno un effetto distruttivo anche sui mitocondri, le “centrali elettriche” delle cellule, di cui sono molto ricche le cellule staminali neoplastiche, responsabili dell’origine del tumore e delle recidive locali, della resistenza alle terapie e delle temute metastasi a distanza.

GRUPPO DI RICERCA DELLO STUDIO

Lo studio è stato condotto dal gruppo di ricerca del professor Antonio Giuseppe Naccarato , direttore della Sezione dipartimentale di Anatomia patologica 1 dell’Aoup-Azienda ospedaliero-universitaria pisana, con il dottor Cristian Scatena, anatomopatologo e allievo della Scuola di dottorato in Scienze cliniche e traslazionali dell’Università di Pisa, unitamente a ricercatori dell’University of Salford di Manchester, in Gran Bretagna, e in collaborazione con il Centro Senologico dell’Aoup e la Fondazione pisana per la scienza onlus.

DETTAGLI SULLA RICERCA CONDOTTA

La ricerca clinica è stata condotta su 15 donne affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e ha evidenziato, dopo solo 14 giorni di trattamento antibiotico, una riduzione significativa (in media di circa il 40%) del numero delle cellule staminali neoplastiche.

I ricercatori dell’University of Salford, coordinati dal professor Michael P. Lisanti, studiavano da tempo questo effetto in modelli tumorali ‘in vitro’ riconoscendo come l’antibiotico doxiciclina fosse capace di eradicare le cellule staminali neoplastiche in otto diversi tipi di tumore, compreso il carcinoma della mammella.

Tali studi in vitro hanno posto le basi per la realizzazione del primo trial clinico sull’utilizzo della doxiciclina in pazienti affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e candidate perciò a trattamento chirurgico.

Il trial è stato condotto nel Centro Senologico dell’Aoup diretto dalla professoressa Manuela Roncella. Nel dettaglio, la doxiciclina è stata somministrata in 9 pazienti (braccio sperimentale), mentre ulteriori 6 pazienti sono state inserite come braccio di controllo; le prime hanno assunto l’antibiotico per i 14 giorni antecedenti l’intervento chirurgico, a una dose giornaliera standard di 200 mg; le altre, invece, sono state sottoposte direttamente a terapia chirurgica.

Numerosi marcatori biologici (di staminalità, di massa mitocondriale, di proliferazione cellulare etc…) sono stati indagati in entrambi i bracci del trial clinico, confrontando i loro valori prima e dopo la terapia antibiotica, rispettivamente tra il tessuto tumorale della ago-biopsia preoperatoria e quello del pezzo chirurgico asportato.

ESITO DEGLI STUDI

Ebbene, i tumori delle pazienti del braccio sperimentale, dopo trattamento con doxiciclina, dimostravano una diminuzione significativa nel marcatore di staminalità, compresa tra il 17.65 e il 66,67%.

Dati simili sono stati osservati anche con un secondo biomarcatore di staminalità.

I risultati ottenuti da questo studio pilota suggeriscono che le cellule tumorali neoplastiche esprimono selettivamente grandi quantità di proteine correlate al metabolismo mitocondriale.

Ciò significa che, se è possibile inibire il metabolismo mitocondriale, è dunque possibile eradicare le cellule staminali neoplastiche. L’arruolamento di nuovi pazienti potrà permettere di confermare nei prossimi mesi questi primi risultati molto promettenti.

Fonte: Aoup – Ufficio stampa
Fonte: https://www.gonews.it/2018/11/20/tumore-al-seno-studio-aoup-nuove-speranze-cura-dagli-antibiotici/

 

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Lavaggio nasale: contrae ameba mangia cervello e muore

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lavaggio nasale
Una donna di Seattle è deceduta dopo aver contratto una infezione che le è stata trasmessa da una ameba. in seguito a un lavaggio nasale.

Aveva 69 anni e da tempo soffriva di sinusite. I medici per curarla le avevano prescritto dei lavaggi nasali da effettuare con il neti pot. Tuttavia, stando a quanto si apprende, invece che utilizzare un’acqua sterile o comunque una soluzione fisiologica per pulire il dispositivo, avrebbe usato dell’acqua di rubinetto filtrata da un depuratore casalingo.

La scoperta dei sintomi di una rara infezione

Un mese dopo aver iniziato queste irrigazioni per la cura della sinusite, sul lato destro del naso le è comparsa una macchia di colore rosso. Il medico che l’ha visitata ha pensato che potesse trattarsi di una rosacea, quindi le ha prescritto un unguento.

La donna però non ha tratto alcun giovamento da questo trattamento. Passato un anno le condizioni di Salute della 69enne si sono aggravate. La donna ha avuto un attacco di convulsioni.

I medici per arrivare a una diagnosi precisa l’hanno sottoposta a diversi esami che hanno rivelato la presenza di una lesione pari 1 a 1,5 centimetri al cervello. In un primo momento i medici, considerando anche che la donna in passato aveva sofferto di un tumore al seno, hanno pensato che potesse trattarsi di un tumore al cervello [VIDEO]. La paziente viene quindi sottoposta a un intervento chirurgico.

La scoperta raccapricciante dei chirurghi

I chirurghi durante l’intervento hanno scoperto che parte del cervello dell’anzianaera disseminata di amebe che si nutrivano delle cellule cerebrali. In particolare Charles Cobbs, neurochirurgo dello Swedish Medical Center presso cui la signora è stata operata, in una intervista rilasciata al Seattle Times, ha rivelato che inizialmente avevano pensato a un tumore.

Successivamente però in una sezione del cervello grande quanto una palla da golf hanno visto le amebe tutte intorno che mangiavano le cellule del cervello. Purtroppo non c’era più nulla da fare. La donna è deceduta dopo un anno che ha contratto l’infezione e dopo un mese dalla scoperta dell’ameba.

I risultati di laboratorio effettuati dopo la sua morte hanno dato conferma che sia l’infezione al cervello [VIDEO] che l’eruzione cutanea le sono state provocate da un’ameba, il cui nome scientifico è Balamuthia mandrillaris. L’infezione presenta un tasso di mortalità prossimo al 100%. La diagnosi è resa difficile dal fatto che al microscopio l’ameba si presenta come molto simile alle cellule del sistema immunitario, con cui può confondersi.

Nello studio pubblicato nei giorni scorsi sull’International Journal of infectious Diseases, i medici hanno reso noto che la donna ha contratto l’infezione mortale per aver riempito l’irrigatore nasale con della semplice acqua del rubinetto e non con una soluzione apposita, come prescritto.

Per evitare quindi che possano ripetersi casi del genere, gli esperti, per la pulizia delle cavità nasali, consigliano di utilizzare solo acqua sterile o comunque portata ad ebollizione per evitare qualsiasi pericolo di infezione.

Fonte: https://it.blastingnews.com/salute/2018/12/usa-utilizza-depuratore-casalingo-per-i-lavaggi-nasali-muore-per-lameba-mangia-cervello-002793013.html\

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Gilet Gialli: ecco il loro manifesto e per cosa stanno lottando

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Questo è il manifesto dei Gilet Gialli e le loro proposte, è da leggere, io ve lo consiglio.

“Visto che i politici fanno finta di non capire le rivendicazioni dei Gilets Jaunes, visto che le rivendicazioni di alcuni sono lungi dall’essere sufficienti per garantire un cambiamento vero e duraturo, segue una lista non esauriente ma che offre la garanzia di risultati a lungo termine. Non siamo ingenui, i plutocrati al potere faranno di tutto per impedirlo, ma rimane vitale applicare almeno alcune di queste proposte.”

Ecco come hanno attraversato la Senna in questi giorni, non mancano sicuramente di inventiva.

ECONOMIA LAVORO

1. STATI GENERALI della fiscalità: sancire nella Costituzione l’impossibilità per lo Stato di prelevare oltre il 25% della ricchezza dei cittadini
2. AUMENTO immediato del 40% del reddito minimo garantito, delle pensioni e dei sussidi sociali
3. ASSUNZIONE di massa di funzionari per garantire la qualità dei servizi pubblici come prima della revisione generale della funzione pubblica (nel 2007): stazioni, ospedali, scuole, poste
4. CASE: piano di costruzione di 5 milioni di case popolari per ridurre il canone, l’immobiliare, e ridinamizzare l’economia con nuove assunzioni. Punire i sindaci e i prefetti che lasciano dormire fuori i senza tetto
5. BANCHE: ridimensionarle per tutelarci dalle crisi, spezzare i monopoli, separare le banche d’investimento da quelle commerciali, e vietare i salvataggi di banche dal pubblico
6. CANCELLARE il debito che non ha nessuna ragione di essere, è già stata pagato varie volte

POLITICA

7. COSTITUENTE: riscrivere una Costituzione del popolo e per gli interessi del popolo sovrano. Istituzione di referendum di iniziativa popolare.

8. DIVIETO delle lobby e di altri gruppi di influenza. Esclusione dalla vita politica di chiunque abbia una fedina penale sporca e porre fine al cumulo dei mandati

9. FREXIT: uscita dall’euro per ricuperare la sovranità monetaria, politica ed economica (nel rispetto del referendum del 2005), ricusare l’articolo 123 del trattato di Lisbona per riguadagnare il diritto di battere moneta (50 miliardi di economia l’anno)

10. EVASIONI FISCALI: ricuperare gli 80 miliardi di euro evasi ed abbandonati dallo Stato ogni anno al CAC 40 (borsa)

11. ARRESTO immediato delle privatizzazioni e ricupero dei beni pubblici: autostrade, ferrovie, parcheggi

12.RADAR E VIDEOCAMERE. ritiro degli autovelox e delle videocamere per le multe che non sono altro che tasse travestite

13. ISTRUZIONE: escludere qualsiasi ideologia dal ministero ed escludere le tecnologie educative distruttive (metodo globale…)

14. GIUSTIZIA: quadruplicare il bilancio giustizia e limitare per legge la durata dei procedimenti. Semplificare e rendere totalmente gratuita la giustizia e accessibile a tutti

15. MEDIA: spezzare i monopoli e i clientelismi politici. Rendere i media accessibili ai cittadini e garantire la pluralità di opinione. Porre fine alla propaganda degli editori. Ritirare le sovvenzioni pubbliche dai media (2 miliardi l’anno) e le esenzioni fiscali dei giornalisti

16. GARANTIRE LA libertà ai cittadini e inserire in Costituzione il divieto di ingerenza dello Stato nell’istruzione, nell’educazione, nella famiglia, nella salute…

SALUTE/ECOLOGIA

17. OBSOLESCENZA PROGRAMMATA: allungare le garanzie a dieci anni minimo garantendo l’offerta di parti di ricambio

18. PLASTICA: vietare quanto prima la commercializzazione di bottiglie, bicchieri e imballaggi inquinanti

19. LABORATORI FARMACEUTICI: ridurne l’influenza, stati generali della salute e dell’ospedale

20. AGRICOLTURA: divieto di OGM, dei pesticidi, dei perturbatori endocrini, e delle monoculture

21. REINDUSTRIALIZZAZIONE della Francia per evitare le importazioni e quindi l’inquinamento

GEOPOLITICA

22 NATO: uscita immediata dalla NATO e divieto per l’esercito francese di partecipare a qualsiasi guerra di aggressione.
23 FRANCIAFRICA: cessare il saccheggio delle risorse africane e le ingerenze politiche e militari. Restituire i soldi dei dittatori e dei beni saccheggiati ai loro popoli. Rimpatriare immediatamente tutti i soldati francesi. Porre fine al sistema del franco africano che mantiene l’Africa nella povertà. Stringere rapporti paritetici con gli Stati africani

24. IMMIGRAZIONE: impedire i flussi migratori impossibili da accogliere e a integrare visto la crisi di civilizzazione che stiamo vivendo

25. POLITICA ESTERA: rispetto scrupoloso del diritto internazionale e degli impegni presi

Queste 25 proposte cambieranno immediatamente il quotidiano dei francesi. Solo gli articoli 9 e 10 di questa Carta possono produrre 130 miliardi l’anno al Tesoro. La Francia è un paese ricco, il suo popolo prode e lavoratore, non ha bisogno di vivere nella miseria

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