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MIGRANTI, EMMA BONINO: «Abbiamo chiesto noi che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia »

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Emma Bonino, durante l'iniziativa ''Alziamo la voce. Diciamo Europa'' presso il Tempio di Adriano a Roma, 13 aprile 2017. ANSA/GIORGIO ONORATI

«All’inizio non ci siamo resi conto che era un problema strutturale e non di una sola estate. E ci siamo fatti male da soli. Siamo stati noi a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia, anche violando Dublino». È il severo giudizio sull’emergenza migranti espresso da Emma Bonino, nel corso della 69esima assemblea di Confartigianato Brescia. Intervistata due giorni fa dalla direttrice del Giornale di Brescia Nunzia Vallini l’ex ministra ha ricostruito le scelte politiche su immigrazione e integrazione degli ultimi anni evidenziando gli errori del nostro Paese e fornendo, di fatto, una chiave di lettura del problema diversa da quella delle ultime settimane (in cui si parla di chiusura dei porti e di un’Europa che non rispetta gli accordi). Bonino dunque ribalta le carte in tavola spiegando che questa situazione ce la siamo creata da soli. L’intervista è stata pubblicata sul sito di Radio Radicale. Vi proponiamo qui uno dei passaggi più interessanti.

MIGRANTI, BONINO: «ABBIAMO CHIESTO NOI CHE GLI SBARCHI AVVENISSERO IN ITALIA»

«Una delle cose di cui sono più orgogliosa – ha detto Bonino – è Mare Nostrum. Sono convinta che sui cadaveri non si costruisce niente. Poi non l’abbiamo voluta più perché troppo cara. Poi è intervenuta l’Ue prima con Triton e poi con l’operazione Sophia. […] E nel 2014-2016 che il coordinatore fosse a Roma, alla Guardia Costiera e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia, lo abbiamo chiesto noi, l’accordo l’abbiamo fatto noi, violando di fatto Dublino. Disfare questo accordo adesso è piuttosto complicato. Io non apprezzo per niente né l’atteggiamento spagnolo, né francese, né quello degli altri. Ma un po’ ci siamo legati i piedi e un po’ francamente abbiamo sottovalutato la situazione. Io non credo che la settimana prossima arriveremo a una soluzione».

MIGRANTI, BONINO: «ESERCITO DI 500MILA CLANDESTINI»

Emma Bonino ha anche sottolineato le difficoltà di accordi con la Libia («Non si può fare un accordo, ammesso che sia accettabile, semplicemente perché ha due governi, due parlamenti, 140 tribù») e ha ricordato quanto il traffico di esseri umani sia redditizio («come il traffico di droga, i meccanismi sono gli stessi»). Parlando poi di razzismo, ha detto: «Non credo che gli italiani siano più razzisti di altri. Penso quello che gli italiani non sopportano sia il disordine, la mala integrazione, la gente sbattuta nei Cie, o che non può lavorare o lavora in nero». «I 7 milioni di immigrati regolari, che sono l’8% della popolazione – ha proseguito – producono l’8% del pil, pagano le tasse e fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare, nell’agricoltura, nelle costruzioni, nell’aiuto domestico». E dunque: «Credo che quello che dà un senso di paura, di ansia, sia questo esercito che ci stiamo creando da soli, di cosiddetti clandestini, che in Italia sono 500mila».

di Giornalettismo.com

GREENPEACE: Giornata mondiale senza sacchetti di plastica

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Elphinston Reef is near Marsa Alam. Elphinston Reef, also known as the ‘Ras Mohammed of the South', is a spectacular reef and one of the most beautiful sites in the region. Crystal clear waters and unique coral reefs have made the Red Sea one of the world's prime diving destinations. Yet these reefs are threatened by problems such as overfishing, pollution and uncontrolled coastal development.

Cari amici,

oggi è la Giornata Mondiale senza sacchetti di plastica.

Perché questi sacchetti sono uno dei tanti rifiuti in plastica che vengono ritrovati sulle spiagge e che inquinano i nostri mari. Non è un problema piccolo: ogni anno, in media, finiscono nei mari di tutto il mondo 8 milioni di tonnellate di plastica.

Sono soprattutto sacchetti, cannucce, bicchieri e stoviglie usa e getta.
La plastica uccide la fauna marina, contamina la catena alimentare e persiste nell’ambiente per centinaia di anni.

Abbiamo davvero bisogno di tutta questa plastica?
Noi pensiamo di NO, e stiamo chiedendo all’Unione Europea leggi più stringenti per limitare la produzione di plastica e imballaggi usa e getta.

Siamo già oltre 90.000, ma vogliamo arrivare a 100.000 per portare le nostre firme al ministro dell’Ambiente Galletti e agli altri Ministri dell’Ambiente Europei, impegnati a rivedere le leggi europee sui rifiuti. FIRMA LA PETIZIONE

Ecco il video tratto dall’ultimo documentario SKY sulle balene morte in Norvegia a causa della plastica ingerita

Polio: Per la prima volta il numero di paralisi causate dal virus vaccinale supera il numero causato dal polio originale

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Per la prima volta il numero di paralisi causate dal virus vaccinale supera il numero causato dal polio originale.

Dall’inizio del 2017, in tutto il mondo sono stati registrati solo 6 casi di polio “selvaggio”. Con “selvaggio”, i funzionari della sanità pubblica indicano la malattia causata dal virus di polio trovato naturalmente nell’ambiente.

Al contrario, sono 21 i casi di polio derivati dal virus vaccinale. Questi casi sembrano notevolmente simili alla polio regolare. Ma i test di laboratorio dimostrano che sono causati dal residui del vaccino antipolio orale che sono stati diffusi nell’ambiente, mutati ed hanno riconquistato la loro capacità di paralizzare i bambini non vaccinati

“È davvero una scoperta interessante: lo strumento che stai usando per l’eradicazione della polio sta causando il problema”, afferma Raul Andino, professore di microbiologia presso l’Università della California a San Francisco.

Il vaccino polio per via orale usato nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo contiene una forma del virus che è stata indebolita nel laboratorio. Ma è ancora un virus vivo. (Questo è un vaccino diverso da quello iniettabile utilizzato negli Stati Uniti e nei paesi più sviluppati. Il vaccino iniettabile è molto più costoso e non contiene forme vive del virus.)

Andino studia come i virus mutano. In uno studio pubblicato a marzo, lui e i suoi colleghi hanno scoperto che il virus indebolito in laboratorio utilizzato nel vaccino orale polio può ritrovare rapidamente la propria forza se inizia a diffondersi da solo. Dopo che un bambino è vaccinato con virus polio vivo, il virus si replica all’interno dell’intestino del bambino e alla fine viene escretato. In luoghi con scarsa igienizzazione, la materia fecale può entrare nella fornitura di acqua potabile e il virus è in grado di iniziare a diffondersi da persona a persona.

“Abbiamo scoperto che ci sono solo poche [mutazioni] che devono accadere e che accadono piuttosto rapidamente nel primo o due mesi dopo la vaccinazione”, dice Andino.

“Poiché il virus inizia a circolare nella comunità, acquisisce ulteriori mutazioni che lo rendono fondamentalmente indistinguibile dal virus del tipo selvaggio. È polio in termini di virulenza e in termini di diffusione del virus”.

In giugno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riportato 15 casi di bambini paralizzati in Siria da forme di polio derivate dal vaccino. Questi casi si aggiungono ad altri due casi di polio derivanti dal vaccino all’inizio di quest’anno in Siria e quattro nella Repubblica Democratica del Congo.

“In Siria potrebbero esserci altri casi”, afferma Michel Zaffran, direttore dell’eradicazione della polio all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dice che il lavoro di laboratorio sta ancora lavorando su una dozzina di casi di paralisi per confermare se sono polio o qualcos’altro

I casi in Siria sono tutti nell’ est del paese vicino al confine con l’Iraq.

È diventato abbastanza comune che ogni anno ci siano alcuni piccoli focolai di polio derivato dal vaccino. Questi focolai tendono ad accadere in zone di conflitto dove i sistemi sanitari sono crollati.

“Questi focolai si verificano solo in casi molto rari e solo in luoghi dove i bambini non vengono immunizzati”, spiega Zaffran. Il vaccino anti-polio regolare protegge i bambini dai ceppi derivati ​​del vaccino del virus proprio come li protegge dalla polio regolare. Gli epidemia di vaccino, dice, “si verificano quando ci sono grandi tasche di bambini non immunizzati, tasche sufficientemente grandi da permettere la circolazione del virus”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) sta mettendo in scena una massiccia risposta all’epidemia siriana. L’OMS prevede di collaborare con funzionari della sanita’ locale e gruppi di aiuto per vaccinare un quarto di milioni di bambini all’inizio di luglio. L’obiettivo è quello di raggiungere ogni bambino di età inferiore ai 5 anni nella zona con due dosi di due diversi tipi di vaccino antipolio, distanziati da uno a due settimane a parte. Questa sarebbe una sfida logistica in molte parti del mondo, non ostante la Siria sia in guerra.

“L’accesso in queste aree è un po ‘limitato a causa della presenza di ISIS”, dice Zaffran in quello che sembra un eufemismo. La Siria orientale è la casa proprio dei siriani che sono scappati da Raqqa (la capitale ISIS in Siria), altre parti del paese e persino l’Iraq. “Inoltre c’è il rischio che i combattimenti possano effettivamente spostarsi in questa zona”.

Zaffran è fiducioso che il virus derivato dal vaccino proveniente dal vaccino circolante in Siria orientale possa essere spazzato via con una massiccia esplosione di più vaccini.

“Sapevamo che avremmo avuto tali epidemie, li abbiamo avuti già in passato, continuiamo ad averne ora, sappiamo come trovarli e sappiamo come interromperli. Abbiamo gli strumenti per farlo , “Dice Zaffran. “Quindi è un singhiozzo … uno spiacevole singhiozzo per i poveri bambini che sono stati paralizzati, naturalmente, ma per quanto riguarda l’intera iniziativa, sappiamo che non è qualcosa di inaspettato”.

L’OMS sta tentando di eliminare l’uso del vaccino antipolio vivo per eliminare il rischio che il virus attivo nel vaccino possa mutare in una forma che possa danneggiare i bambini non vaccinati.

Ma per ora, il vaccino vivo continua ad essere il cavallo di battaglia della campagna globale per l’eradicazione della polio per un paio di motivi. In primo luogo è conveniente, costando solo circa 10 centesimi rispetto ai 3 $ per una dose per il vaccino iniettabile e morto.

In secondo luogo, può essere somministrato come gocce nella bocca di un bambino, cosa che rende molto più facile somministrare il vaccino a confronte di quello inattivato o “morto”, che invece deve essere iniettato. In terzo luogo, non c’è sufficiente abbastanza vaccino ucciso sul mercato per vaccinare ogni bambino del pianeta ei produttori di vaccini non hanno la capacità di produrre le quantità necessarie auttualamente.

Infine, il vaccino vivo interrompe la trasmissione del virus della polio interamente in una comunità se un numero sufficiente di persone viene vaccinato. Inoltre il vaccino morto non blocca completamente il virus perché una persona immunizzata può ancora trasportare e diffondere il virus di polio. E questa è una differenza importante tra questi due tipi di vaccini quando l’obiettivo è quello di sterminare il virus di polio.

“Il fatto è che questo [il vaccino orale del polio] è l’unico strumento che abbiamo per sradicare la malattia”, spiega Zaffran.

Questo sforzo di eradicazione è stato incredibilmente efficace. Nel 1988, quando la campagna e’ iniziata , ogni anno c’erano 350.000 casi di poliomielite in tutto il mondo rispetto ai 6 di quest’anno.

Zaffran attribuisce al vaccino orale per la polio il fatto che oggi con il mondo ie’ ncredibilmente vicino a cancellare questa terribile malattia.

“Quattro regioni del mondo hanno completamente sradicato la malattia con l’uso del vaccino orale polio”, osserva. “Naturalmente dobbiamo riconoscere che ci sono stati casi di bambini paralizzati a causa del virus vaccinale, cosa che è deplorevole, ma dalla prospettiva della salute pubblica, i vantaggi superano il rischio”.

Tradotto con google translate dall’originale su: http://www.npr.org/

articolo originale : http://lastampa.org/polio-per-la-prima-volta-il-numero-di-paralisi-causate-dal-virus-vaccinale-supera-il-numero-causato-dal-polio-originale/

Ordinanza sui casi di paralisi da vaccino Sabin antipolio in Italia fine anni 80

Chiude ” La Gabbia” di Paragone e vince il pensiero unico

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Personalmente non avevo grande simpatia per Paragone che ai tempi della sua affermazione, mi sembrava più che altro un medio esponente della Lega Nord.

Devo dire che con il passare degli anni e la sue varie evoluzioni, tra le quali lo strimpellare la chitarra elettrica in tv, oggi si può dire che Gianluigi Paragone sia (era?) uno dei pochi giornalisti veri rimasti a fare informazione in televisione.

Nel suo format “La Gabbia” è riuscito a dare voce alle richieste provenienti “dal basso”, agli argomenti più scomodi o più interessanti a seconda dei punti di vista, di cui si può sentir parlare in ogni bar del Belpaese.

Di oggi la notizia che quella di ieri sera sia stata l’ultima puntata, e non per la fine di un ciclo stagionale, ma per precise direttive aziendali che a questo punto non possono che mettere in discussione i contenuti e l’orientamento del programma, evidentemente troppo poco allineato alla sobria e macabra pantomima dei programmi stile Porta a Porta.

Paragone recentemente ha anche scritto un libro dove denuncia lo strapotere del sistema bancario e ne mette in evidenza le contraddizioni. Sarà il prossimo libro che acquisterò e leggerò.

Nei socials invece già impazza la polemica e ci sono anche voci che invece  approvano questa scelta: “Per me (giudizio squisitamente personale) era una trasmissione inguardabile. Già il titolo lascia intendere che tipo di giornalismo ha in mente Paragone. Quello dei proclami e della bava alla bocca, con atmosfera da gladiatori tra il pubblico. Mai la possibilità di approfondire, di andare oltre lo slogan trito e ritrito.
Ottima scelta quella di chiuderlo.”

e chi invece difende il diritto di cronaca: “i gusti sono gusti, ma nelle altre TV (e anche in LA7) si leccherebbero i baffi per le trasmissioni che con un così basso costo di produzione hanno quel costante livello di share.”

E anche chi invece stila un quadro più pesante:

“vergognoso il commento che invita alla chiusura di trasmissioni televisive di approfondimento e di denuncia. Forse Paragone paga per aver dato voce anche alla comunità Free vax che non si piega agli atti coercitivi del governo? vi meritate un altro ducetto che vi spedisca al confine”

In cerca di una nuova voce per il governo?

“Non bastava la RAI in mano al Governo. Da molto tempo Cairo o chi per lui ha curato che la sua rete televisiva sia progressivamente allineata al Governo. D’ altronde Cairo ha acquisito pure il Corriere della Sera, il quotidiano governista per eccellenza. E i giornalisti del CdS affollano le trasmissioni di La7.
Non bastassero i talk show del mattino e del pomeriggio più o meno spiccatamente pro-PD e sempre zeppi di parlamentari PD, con conduttori spiccatamente ‘governisti pure loro’, c’è pure la ridicola cronaca serale delle vicende giornaliere del PD e del Governo, curata da Lilly Gruber. Conduttrice così neutra che gli sono scappati di bocca persino giudizi in chiaro contro un partito.
Dirottato Crozza, che prendeva troppo in giro il Governo e i suoi personaggi, Paragone era una voce nettamente differente rispetto al circo mediatico pro-governo che è diventata questa rete. Ora sta per arrivare pure Salerno e Zoro, e prevedo indirizzi governisti ancora più spinti.
Vista la situazione RAI, Mediaset e la/, I telespettatori sono spinti pian piano verso la ‘normalizzazione delle opinioni’ e non so se ciò avverrà, ma cosa ci guadagnerà Cairo?”

Senza dubbio in Italia ci confermiamo bravissimi nei record negativi.

Deteniamo da decenni lo storico record per lo stipendio dei politici più alto al mondo, per i conflitti di interessi e i condannati in parlamento, di oggi le new entry dei provvedimenti come il CETA e i 12 vaccini obbligatori al momento al vaglio delle camere. E sicuramente ci confermiamo agli ultimissimi posti della classifica mondiale dei paesi in merito alla libertà di stampa.

IN QUESTO VIDEO Un passaggio cruciale dell’ultima puntata con il sottosegretario alla sanità che semina lo sgomento in studio con la sua leggera affermazione sui vaccini.

Usa, 76 morti per meningite: condannato a 9 anni proprietario dell’azienda farmaceutica

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È stato condannato a 9 anni di carcere Barry Cadden, co-fondatore del New England Compounding Center, per aver favorito un’epidemia di meningite che ha ucciso 76 persone e provocato centinaia di infezioni debilitanti.

Era il 2012 quando un numero eccessivo di contagi sollevò un polverone sull’azienda farmaceutica dando l’avvio alle indagini che misero al centro Cadden. Prima in Tennesse, poi in Virginia e ancora in altri Stati: meningite e infezioni fungine si diffusero a macchia d’olio. Allora i sanitari ricondussero le malattie ad un gruppo di metilprednisolone acetato privo di conservanti, uno steroide usato per trattare il dolore alla schiena, prodotto proprio dal New England Compounding Center di Framingham.

Accusato di frode, il 50enne è responsabile di aver venduto alle farmacie di tutto il Paese medicinali non approvati e non sterilizzati, prodotti in condizioni non sufficientemente igieniche: Cadden ha ignorato la normativa a scopo di lucro.

L’accusa aveva chiesto la pena più severa ammissibile, ovvero 35 anni, sostenendo la consapevole volontà di Cadden di trascurare la vita dei pazienti. Il Washington Post racconta che l’imputato, in lacrime, ha dichiarato in occasione del processo: «Come capo di una società che ha fatto droghe che hanno ucciso e maledetto queste persone, dico con sincerità che mi si spezza il cuore nel leggere quanto dolorose siano state le loro morti».
Ricordiamo che in Italia il panorama è decisamente diverso: oltre ai vari conflitti di interesse che sono venuti alla luce negli ultimi anni, è emersa una rete di relazioni che ha dell’inverosimile per quanto è palese l’origine dei finanziamenti, e anche la magistratura ne è venuta a capo con varie condanne .
Il problema del Belpaese è che non ha un sistema sicuro di risarcimento del danno da parte delle aziende farmaceutiche; in parole povere, se un’azienda sbaglia farmaco e produce danni anche molto gravi, non è lei stessa a dover pagare i danni, ma questi ricadono sul Ministero della Salute e quindi su noi contribuenti. A buon intenditor..
fonte: www.ilmessaggero.it

Bambini pretermine, vaccinazioni e disturbi del neuro-sviluppo: confronto tra vaccinati e non vaccinati

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pretermine

Anthony Mawson, epidemiologo dell’Università Statale di Jackson

, insieme ad altri[1]autori ha recentemente pubblicato uno studio che mette in correlazione la nascita pretermine, i vaccini e i disturbi del neurosviluppo (NDD). Lo studio ha come titolo “Preterm birth, vaccination and neurodevelopmental disorders: a cross-sectional study[2] of 6 to 12-year-old vaccinated and unvaccinated children” ed è stato pubblicato il 24 aprile 2017 sul Journal of Translational Science. La novità di questo studio è rappresentata dal confronto di una popolazione di bambini prematuri vaccinati e una popolazione di bambini prematuri non vaccinati.

In uno studio analogo, lo stesso autore aveva confrontato lo stato di salute di un gruppo di bambini vaccinati e un gruppo di bambini non vaccinati, arrivando alla conclusione che lo stato di salute dei bambini non vaccinati è migliore. Come parametro di salute era stata presa in considerazione l’incidenza di malattie delle prime vie respiratorie, l’allergia ed infine i disturbi del neurosviluppo. Nello studio che mi appresto a commentare, l’indagine si restringe a valutare l’incidenza dei soli disturbi del neurosviluppo, utilizzando sempre due campioni di bambini, vaccinati e non vaccinati, ma caratterizzati tutti dalla nascita pretermine. L’età dell’inizio della somministrazione vaccinale è oggetto di controversie in ambito scientifico[3]. L’età precoce esporrebbe a eventi avversi più frequenti, dovuti all’immaturità del sistema immunitario, anche con conseguente incapacità di produrre un’adeguata risposta anticorpale, ed alla permeabilità della membrana emato-encefalica, non ancora in grado di impedire l’aggressione dei metalli pesanti. In questo studio, si avanza l’ipotesi che a determinare un maggior rischio di eventi avversi sia una disfunzione epatica associata a danni cerebrali su base ischemica.

I bambini nati pretermine sono quei bambini che nascono prima della 37a settimana di gestazione.

La prematurità è nota come un importante fattore di rischio dei disturbi del neurosviluppo, tra cui paralisi cerebrale, deficit cognitivi, ritardo del linguaggio, disturbi motori e alterazioni della vista conseguenti a retinopatia del prematuro. La prematurità è anche un fattore di rischio dell’autismo e delle sindromi dello spettro autistico (ASD) anche se non se ne conosce il meccanismo etiopatogenetico. Anche se prematuri, i bambini sono sottoposti a vaccinazione seguendo lo schema dei bambini nati a termine, non considerando quindi la loro vera età “biologica”, ma tenendo conto della sola età anagrafica. Questo accade negli Stati Uniti, ed anche in Italia. Ad esempio leggiamo in una pagina[4] a cura della Società Italiana di Neonatologia e della Società Italiana di Pediatria: “Le linee guida sull’immunizzazione attiva raccomandano che i bambini nati prematuri, indipendentemente dal peso alla nascita, siano vaccinati alla stessa età cronologica dei bambini nati a termine, ossia a partire dal compimento del sessantesimo giorno di vita, rispettando così le norme procedurali valide per i neonati a termine. Esse sottolineano altresì quanto sia importante non ritardare la somministrazione di ogni singolo vaccino previsto dal calendario vaccinale vigente…”

Gli autori, con questo studio, si sono proposti di valutare nei bambini nati prematuri il possibile ruolo dei vaccini nel determinare i disturbi nel neurosviluppo. Finora, non c’erano dati in proposito perché solitamente nei trials clinici eseguiti per valutare la sicurezza dei vaccini nella fase che precede la loro immissione sul mercato, sono esclusi i bambini nati prematuri, e i vaccini sono ritenuti sempre sicuri.

In Usa ogni anno[5] nascono 450.000 bambini prematuri, cioè circa l’11% di tutti i bambini nati e con il 35% di decessi è la prima causa di morte nel primo anno di vita.

Secondo l’OMS, nel mondo, un bambino su dieci nasce prima delle 37 settimane e questa tendenza, negli ultimi vent’anni, sta progressivamente crescendo. Negli Usa, i bambini nati pretermine e sopravvissuti, oltre alle molte complicanze acute (polmonari, enterocolite necrotizzante, emorragia intracranica) nel 2.7% sviluppano disturbi del neurosviluppo da moderati a gravi, nel 4.4% hanno lievi disturbi del neurosviluppo e infine una percentuale più alta manifesta disturbi di apprendimento e di comportamento. Sicuramente il tasso di mortalità è sceso, grazie ai progressi nella cura di questi piccoli pazienti, ma sono nettamente cresciuti i bambini che sopravvivono e che poi manifestano disabilità e questa percentuale cresce (fino all’8%) nei bambini “molto” prematuri.

Date queste premesse, è difficile separare le conseguenze sullo sviluppo psico-neurologico determinate dalla prematurità e/o dalle vaccinazioni, visto che anche i prematuri seguono il piano vaccinale come gli altri bambini nati a termine. Attualmente negli Usa (e i numeri italiani non sono troppo differenti) più del 95% dei neonati è vaccinato. Tuttavia, dal 1986, anno in cui è stato attuato il Vaccine Injury Compensation Program per risarcire i danneggiati da vaccino, ci sono stati più di 16.000 casi riconosciuti e risarciti. Di danni neurologici da vaccino si occupa anche uno studio del 2012, citato da Mawson.[6] Oltre ai danni neurologici, altri studi esplorano l’aumentata morbilità e mortalità dopo vaccino, ad esempio, anti-epatite-B[7] o anti-pertosse[8].

Un problema per realizzare questo studio è stato, visto il programma vaccinale praticato negli Usa, reclutare un gruppo, numericamente adeguato, di bambini non vaccinati. L’attenzione degli autori si è rivolta alla popolazione scolastica che segue l’educazione parentale, cioè non frequenta la scuola ma riceve l’istruzione a casa. Si tratta di bambini solitamente non vaccinati che appartengono peraltro a famiglie “medie” americane da un punto di vista del reddito, della composizione familiare e quindi omogenee alle famiglie dei bambini vaccinati. L’unico elemento è la distribuzione geografica, in quanto l’educazione parentale è più diffusa al sud. In totale, l’home-schooling negli Usa interessa circa il 3% dell’intera popolazione scolastica. Anche in questo studio, i dati sono stati raccolti in forma anonima attraverso i report dei genitori. Ai genitori, insieme a un questionario molto dettagliato riguardante le diagnosi e le terapie ricevute dai figli, è stata inviata una lettera: “Caro genitore, questo studio riguarda un aspetto molto importante, se cioè i vaccini sono correlati allo stato di salute di tuo figlio. I vaccini sono una delle più grandi scoperte della medicina, tuttavia ancora poco si conosce dei loro effetti a lungo termine. L’oggetto di questo studio è capire gli effetti della vaccinazione confrontando bambini vaccinati e non vaccinati e valutandone lo stato di salute”.

Sono stati raccolti i dati di 666 bambini, tutti di età compresa tra sei e dodici anni. Di questi, 261 (39%) non erano stati vaccinati e 51 (7.7%) erano nati pretermine.

50 bambini (7.5%) avevano un disturbo del neurosviluppo, cioè disturbi dell’apprendimento, ADHD e sintomi dello spettro autistico (ASD), variamente combinati tra loro.

Chi era stato vaccinato si era ammalato meno di varicella e pertosse, ma aveva avuto più frequentemente polmonite, otiti, allergie e NDD[9]. Analizando la correlazione tra ADD, nascita pretermine e vaccini, si è visto che la maggior parte dei bambini reclutati nello studio (367, cioè il 55%) era vaccinato e non era pretermine; 249 (37%) non erano né vaccinati né pretermine; un terzo gruppo (6%, cioè 37 bambini) erano pretermine e vaccinati; infine, il gruppo più piccolo era rappresentato da 12 bambini (2%) pretermine e non vaccinati. Anche se il campione è numericamente modesto e non troppo rappresentativo della totalità della popolazione scolastica americana, sono state fatte delle importanti osservazioni:

  • Dei 37 bambini pretermine e vaccinati, 12 (37%) avevano NDD, in linea con quello che si sa sull’incidenza nei nati pretermine di NDD
  • Dei 12 bambini nati pretermine ma non vaccinati nessuno aveva sintomi di NDD
  • Dei 367 bambini nati a termine ma vaccinati, 30 (8%) avevano sintomi di NDD
  • Dei 249 nati a termine e non vaccinati, solo 8 (3%) avevano sintomi di ND
*P = pretermine; P- = non pretermine; V = vaccinato; V- = non vaccinato. **CI = Intervallo di Confidenza. ***Calcolato aggiungendo aggiungendo 0.5. Combinazioni di nascita pretermine e Vaccini* e Odds Ratio di NDD con 95% CI**

Questi dati suggeriscono che nel determinare disturbi del neurosviluppo giocano un ruolo importante sia la prematurità sia le vaccinazioni, mentre questi disturbi sono rari nei nati prematuri non sottoposti a vaccinazioni.

Gli autori suggeriscono che il sovrapporsi dei vaccini ad uno stato infiammatorio preesistente legato alla prematurità, che è un noto fattore di rischio di NDD, possa determinare encefalopatia epatica e danni cerebrali su basi ischemiche.

Nei bambini prematuri, un’alterata funzione epatica si associa a un rischio maggiore di danni da ischemia cerebrale. Una spiegazione biochimica della maggiore associazione tra NDD, vaccini e prematurità è nel passaggio dal fegato materno al feto di un metabolita membranolitico di origine biliare, spesso coinvolto nel determinare la prematurità stessa. Questo metabolita, per effetto delle vaccinazioni sul fegato del neonato, raggiungerebbe concentrazioni neurotossiche. Dati in questo senso sono forniti da studi che esplorano i danni epatici indotti dai vaccini nei neonati[10] e delle malattie del fegato presenti nei pazienti con autismo.[11],[12]. Anche l’iperbilirubinemia è associata con danni da ipossia cerebrale ed è una caratteristica che spesso si associa con un possibile deficit cognitivo o con ASD. A questo punto mi permetto un’osservazione personale. Nella raccolta dei dati anamnestici che dovrebbe precedere la vaccinazione, sarebbe indispensabile considerare, oltre la prematurità, anche un eventuale ittero neonatale e potrebbe essere utile valutare l’efficienza della funzione epatica.

Lo studio conclude affermando che:

– i Disturbi del neuro-sviluppo sono maggiormente associati ai prematuri che hanno eseguito le vaccinazioni;

– che l’associazione di nascita pretermine e vaccinazioni era associata ad un incremento del rischio di Disturbi del neuro-sviluppo.

FONTE: http://www.oatext.com/Preterm-birth-vaccination-and-neurodevelopmental-disorders-a-cross-sectional-study-of-6-to-12-year-old-vaccinated-and-unvaccinated-children.php

[1] Azad Bhuiyan (Epidemiologo, Università statale di Jackon); Binu Jacob (Università statale di Jackson); Brian D Ray (Presidente del National Home Educational Research –NHERI)

[2] Cross-Sectional Study: cioè “Studio trasversale” in cui si osserva un campione in una fase temporale determinata ed ha lo scopo di stimare l’entità di un fenomeno, come la prevalenza di una malattia.

[3] BMJ 2016 ; 352 doi: http://dx.doi.org/10.1136/bmj.i867 (Pubblicato 23 febbraio 2016)Cite questo come: BMJ 2016; 352: i867

[4] CHIARIMENTI CIRCA LA SCHEDULA DEL VACCINO ESAVALENTE INFANRIX HEXA NEI LATTANTI NATI PREMATURI; https://www.sip.it/wp-content/uploads/2016/03/Chiarimenti-su-vaccino-esavalente-e-prematuri-1.pdf

[5] Dati del 2012

[6] Neurologic adverse events following vaccination Sienkiewicz D.*, Kułak W., Okurowska-Zawada B., Paszko-Patej G. Department of Pediatric Rehabilitation of the Medical University of Bialystok, Poland; http://vaccinesafetycommission.org/pdfs/21-2012-Prog-Health-Neurologic.pdf

[7] Hepatitis B vaccination associated with higher female than male mortality in Guinea-bissau: an observational study.

Garly ML1Jensen HMartins CLBalé CBaldé MALisse IMAaby P; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15626943

[8] Testing the hypothesis that diphtheria-tetanus-pertussis vaccine has negative non-specific and sex-differential

effects on child survival in high-mortality countries. Aaby PBenn CNielsen JLisse IMRodrigues ARavn H; https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22619263

[9] http://www.oatext.com/Pilot-comparative-study-on-the-health-of-vaccinated-and-unvaccinated-6-to-12-year-old-U-S-children.php

[10] Vaccine-Drug Interactions: Cytokines, Cytochromes, and Molecular Mechanisms. Pellegrino P1Perrotta CClementi ERadice S. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26239715

[11]Autism spectrum disorders associated to a deficiency of the enzymes of the mitochondrial respiratory chain.

Guevara-Campos J1González-Guevara LPuig-Alcaraz CCauli Ohttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23839164

[12] Mitochondrial disease in autism spectrum disorder patients: a cohort analysis. Weissman JR1Kelley RIBauman MLCohen BHMurray KFMitchell RLKern RLNatowicz MR. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19043581

a cura della Dott.ssa Emma Pistelli

fonte articolo: http://www.assis.it/nascita-pre-termine-vaccinazioni-disturbi-del-neuro-sviluppo-confronto-vaccinati-non-vaccinati/

Torna il tacito rinnovo per RC AUTO, dal Parlamento uno schiaffo a famiglie e consumatori

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Nel cosiddetto ddl concorrenza è stato inserito un emendamento per non estendere la norma che aveva consentito un calo verticale dei premi per le polizze Rc Auto. Un regalo agli assicuratori tradizionali, una beffa per i consumatori

Uno schiaffo ai consumatori: solo così si può definire l’emendamento approvato alla commissione attività produttive della Camera dei Deputati che abolisce il divieto al tacito rinnovo per le polizze assicurative rigurdanti danni e rischi accessori per la Rc Auto. Uno schiaffo che sa di beffa, visto che tale norma è stata inserita nel cosiddetto ddl Concorrenza che – a meno di ulteriori incidenti o auspicabili ripensamenti – sarà approvato entro l’estate.

Per spiegare questo clamoroso voltafaccia, occorre però qualche passo indietro: se siete proprietari di un automobile, ve ne sarete accorti, probabilmente: nel giro di quattro anni, da giugno 2012 a giugno 2016, il premio medio della vostra assicurazione si è ridotto di circa 80 euro, pari al 18,3% sul totale. Una riduzione, peraltro, che sta proseguendo inesorabile e che è destinata a continuare anche nei prossimi anni. Se trovate qualche altro bene o servizio che sia sceso così tanto negli ultimi cinque anni, fateci un fischio.

Il bello è che questo non è avvenuto per chissà quale rivoluzione tecnologica, ma per una piccola norma inserita nel Decreto Sviluppo bis del 13 dicembre 2012 dal governo Monti. Una piccola norma che – in termini tecnici – ha abolito le clausole di tacito rinnovo del contratto di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per veicoli a motore e natanti.

Tradotto: fino al 31 dicembre 2012 se volevate cambiare assicurazione dovevate mandare una raccomandata di disdetta entro 15 giorni dalla scadenza della polizza. Vien da se che solo una piccola percentuale di persone particolarmente avvedute si segnava sul calendario la data entro cui poter esercitare il recesso. Risultato? Anche se i premi erano particolarmente alti, ce ne si accorgeva quando era troppo tardi. E arrivederci e grazie al prossimo anno.

La cosa buffa è che questa regoletta, per qualche imponderabile motivo, valeva solo per le assicurazioni cosiddette “tradizionali”, quelle con le agenzie e gli agenti e gli uffici sul territorio. Per le assicurazioni telematiche e telefoniche, invece, il tacito rinnovo non era mai nemmeno esistito. Ogni anno, ogni loro cliente tornava automaticamente sul mercato, obbligando queste compagnie a fare offerte sempre più convenienti. Di fatto, si erano creati due mercati: uno, quello delle assicurazioni tradizionali, a prezzi alti e costanti. L’altro, quello delle assicurazioni online, con una feroce concorrenza di prezzo.

Il decreto del 2012 rompe le barriere tra i due mercati. A favore dei consumatori e della concorrenza, dicono i suoi sostenitori. Sì, ma contro le compagnie assicurative tradizionali e a favore delle assicurazioni telematiche, risponde chi si oppone. Hanno ragione entrambi.

Quel che c’è di nuovo, per una volta in Italia, è che le ragioni del consumatore, del libero mercato e di chi offre un servizio più conveniente – perché tecnologicamente avanzato, non perché affama il popolo – hanno la meglio sulle rendite di posizione.

Un Paese serio sarebbe andato avanti e, a partire da questa esperienza, avrebbe vietato il tacito rinnovo ovunque fosse possibile farlo. E infatti il testo originale del ddl Concorrenza ne prevedeva l’estensione pure al ramo danni e ai rischi accessori alla polizza auto principale. Un Paese poco serio, invece, è quello che dopo quattro anni e un crollo verticale del costo delle polizze decide comunque di tornare sui suoi passi con un emendamento infilato a tradimento in un ddl di segno diametralmente opposto (in teoria). Beffa tra le beffe, un emendamento promosso e sostenuto da Laura Puppato – ironia della sorte, imprenditrice nel ramo assicurativo tradizionale, prima di iniziare la sua carriera politica – esponente di quello stesso Partito Democratico che aveva iniziato, con Pierluigi Bersani ministro dell’industria, un percorso di liberalizzazione dei mercati al fine di favorire i consumatori.

Che questo ritorno al passato non faccia bene nessuno se non alle assicurazioni tradizionali, che questa misura non c’entri nulla con la concorrenza, che peggior finale non ci possa essere, per una legislatura nata riformatrice e morta restauratrice, è piuttosto intuitivo. Sperate solo che gli elettori non se ne accorgano.

fonte: www.linkiesta.it

“Cascais, il mio paradiso. Se sto qui la mia pensione arriva senza trattenute”

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Qualche tempo dopo essere andato in pensione vengo casualmente a saperlo: grazie a una legge italiana del 14 maggio 1980 (accordo bilaterale con il Portogallo), se divento residente non abituale in Portogallo, il che comporta passare 6 mesi e un giorno nel nuovo Paese, posso ricevere la mia pensione, accreditata all’estero, al lordo, ossia senza il 37% di trattenute dello Stato italiano; dopodiché, per libera decisione del Portogallo, non verserò alcuna tassa per un periodo di 10 anni.

Interessante, mi dico. Ne discuto in casa e a dicembre 2016 vado a passare qualche giorno a Cascais, la città sull’oceano a 25 km da Lisbona dove re Umberto di Savoia andò in esilio nel giugno 1946, per farmi un’idea. Il periodo è il meno indicato, ma in realtà non è così: perché i giorni che trascorro li passo in un clima mite, la gente che passeggia vestita leggera, molti ragazzi addirittura in camicia o t-shirt. In quanto alla città, è splendida: inondata da una luce indescrivibile e rinfrescata dalle acque dell’oceano che respiri in ogni momento a pieni polmoni.

C’è una passeggiata che parte da Cascais e costeggia l’Oceano toccando le spiagge di Monte Estoril, Estoril, Sao Joao e Sao Pedro: 40 minuti andare e 40 tornare che ti rimettono al mondo. Torno e dico ai miei che sarebbe da pazzi non avvalersi di una simile opportunità. Così riparto e in pochi giorni sbrigo la pratica per diventare residente non abituale: codice fiscale, casa in affitto, conto corrente, documento di cittadinanza, iscrizione all’Aire.

Poi incomincio a vivere (anche) a Cascais: e subito mi accorgo che spendo la metà rispetto all’Italia. A partire dal mangiare. Cascais è piena di ristoranti turistici coi “butta dentro” che cercano di accalappiarti in strada; ma se hai l’accortezza di evitarli, scopri ristoranti, generalmente piccoli, da sogno. Alle spalle del Municipio c’è Dom Pedro: 30 coperti dentro, 16 fuori all’ombra di un ciliegio, che a pranzo propone sempre due piatti del giorno, uno di pesce e uno di carne; e dove al costo di 8,10 euro ti servono una zuppa di verdure, un pesce fresco sempre diverso oppure una carne, proposti con riso bianco, carote, insalata verde e pomodori, un quarto di vino, un dessert che scegli alla carta e un caffè.

Con mia moglie e mio figlio, che a marzo vengono a trovarmi, pranziamo spendendo 25 euro in tre. Essendo Cascais una città di mare, i ristoranti di pesce abbondano. Ognuno con la sua specialità: da Polvo Vadio cucinano solo polipo, freschissimo, tenerissimo; da Moules & Gin la specialità sono le cozze, cucinate in una dozzina di modi diversi e servite con secchiello di patatine fritte e maionese; da Marisco na Praça, nella piazza del mercato, scegli sul bancone il pesce che vuoi, te lo pesano e ti dicono il prezzo, dopodiché lo cucinano nel modo scelto da te. Ti diverti, persino. Sempre nella piazza del mercato, mercoledì e sabato c’è il mercato della frutta, della verdura e dei fiori. I prezzi sono la metà di quelli italiani. Le ciliegie, che io acquisto a Soarza e Villanova d’Arda (Piacenza), zona rinomata, a 8 euro al chilo, qui costano da 2,90 a 3,90 e sono spettacolose, nere, carnose, succose. Ma ogni tipo di frutta o verdura costa poco. Come il pane. E come i taxi (per una corsa che in Italia costa 12-13 euro, qui non arrivi a pagarne 5). E le spiagge, che peraltro per 4/5 sono libere.

Nel bagno più costoso, quella della spiaggia di Conceiçao, un mese di ombrellone a luglio e agosto costa 600 euro (150 a settimana) quando nel bagno meno rinomato a Forte dei Marmi te ne chiedono 1.500.

A 5 minuti da Piazza 5 de Outubro, dov’è il Municipio, ho visitato il museo Castro Guimaraes. All’interno ho scoperto un parco lussureggiante, il Marechal Carmona, sempre aperto al pubblico, con alberi secolari, sentieri, laghetti, ombreggiatissimo, popolato da ogni tipo di uccelli, pavoni, galli, germani, e disseminato di sgabelli e sdraio che puoi portare dove ti pare, un luogo incantato, immerso nella frescura e nel silenzio. Quando non mi va di prendere il sole, vengo qui e leggo e penso e mi rilasso. Un’altra cosa che mi ha colpito è la pulizia: delle strade (non c’è una carta per terra), della case (non c’è una scritta su un muro), di ogni luogo. Capisci che il bene pubblico è considerato qui, da tutti, un valore primario, un dovere individuale.

Sono qui, in Portogallo, a trascorrere giorni che mai avrei immaginato di poter vivere, e mentre aspetto che mia moglie si disimpegni dal lavoro e mi raggiunga più spesso, e che mio figlio, studente, ne approfitti e voli qui con amici e amiche, mi domando perché l’Italia, che certo non è meno attraente del Portogallo, non ha saputo fare altrettanto. Qui esco la mattina e sento parlare inglese, francese, tedesco, olandese, svedese, russo, italiano. Succede perché abitare qui è davvero bello, non è costoso e la gente si sente accolta. L’Italia avrebbe tutto per fare come il Portogallo. Invece, fa venire voglia di andare via.

 

fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Dalla senatrice Dirindin aspre critiche sul Dl Lorenzin, ma poi lo ritiene costituzionale

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Dalla senatrice Nerina Dirindin: “in queste settimane si discute molto di vaccinazioni e rischi per la salute pubblica. Il dibattito si è sviluppato a partire da posizioni estreme, a favore o contro i vaccini, a prescindere dai dati e dalle evidenze scientifiche e a dispetto della complessità e delicatezza del tema. Evitare errori tecnici e azioni inefficaci è comunque necessario, a maggior ragione quando si tratta della salute dei minori.”

Concorrenza politico elettorale e aspirazione a specifici benefici

“Confesso che mi sono chiesta più volte se era opportuno scrivere un altro pezzo sulla questione vaccini: da un lato il tema è oggettivamente difficile da trattare e dall’altro si corre il rischio di contribuire ad alimentare la sfiducia nelle istituzioni.

Ma il rischio che un decreto legge, che contiene importanti errori tecnici e adotta strumenti privi di adeguate evidenze scientifiche, venga convertito in legge e produca effetti sulla credibilità della prevenzione delle malattie infettive e sull’adesione alle vaccinazioni sicure ed efficaci mi induce a offrire ancora una volta qualche elemento di approfondimento.

In attesa di risposte nel merito e a costo di essere accomunata ai tanti che gridano e disorientano i cittadini.Per quanto capisco, il tema sembra attenere più a questioni di concorrenza politico-elettorale (ricerca di consenso e di finanziamenti), di compiacenza nei confronti di alcuni poteri (economici e politici) e di aspirazioni a specifici benefici (remunerazione per prestazioni aggiuntive, risorse per cattedre universitarie, nuovi ruoli per alcuni professionisti): gli aspetti inerenti la protezione contro le malattie infettive prevenibili con vaccinazione sembrano essere, ma mi auguro di potermi ricredere, il mezzo anziché il fine.”

La diffusa (salvo autorevoli voci inascoltate) adesione acritica a un decreto legge a mio giudizio inadeguato è il segno del nostro tempo:

“Ci si accontenta di generalizzazioni (tutti i vaccini e tutte le malattie infettive sono uguali: 12 vaccini obbligatori per tutti, da 0 a 16 anni), si interviene con strumenti di “polizia sanitaria” che stridono con la moderna cultura della promozione della salute (fino a evocare la sospensione della responsabilità genitoriale), si scaricano sui cittadini una montagna di adempimenti burocratici (anche quando i certificati di avvenuta vaccinazione potrebbero essere acquisiti d’ufficio), si liquidano i problemi applicativi e le difficoltà organizzative con semplici rinvii a responsabilità di altri soggetti (come se le difficoltà delle aziende sanitarie e delle istituzioni scolastiche fossero irrilevanti), si rinuncia a qualunque analisi dei fattori che hanno portato all’aumento della esitazione vaccinale.

Si interviene con durezza imponendo l’obbligatorietà quasi a punire chi si permette di chiedere più informazione e servizi vaccinali più disponibili. Il tutto alimentando un allarme che purtroppo rischia di accrescere anziché risolvere i problemi.

Nel frattempo, ci si accontenta di relazioni sommarie e di dichiarazioni sbrigative, mentre ci sarebbe un gran bisogno di ricostituire un rapporto di fiducia fra cittadini, scienza e politica.”

Sulla scientificità del dibattito

“La crescita del rifiuto delle vaccinazioni testimonia una crisi di credibilità delle nostre istituzioni sanitarie. Il fenomeno non è nuovo e pensare si affrontarlo “silenziando” il dissenso con la coercizione è miope e pericoloso.

Vanno affrontate le ragioni del rifiuto e quelle della crisi di autorevolezza. Non contribuiscono certamente a migliorare il clima i comportamenti dei massimi responsabili sanitari del Paese. L’affermazione che tutte le decisioni riguardanti gli obblighi vaccinali derivano dall’applicazione di rigorosi criteri scientifici contrasta, almeno in parte, con le informazioni messe a disposizione dalle istituzioni sanitarie, con il comportamento mediatico dei vertici e con le stesse affermazioni del ministro.

Sarebbe auspicabile che le massime autorità sanitarie del nostro Paese fossero i portatori delle migliori informazioni disponibili. Dovrebbero svolgere un ruolo di riferimento equilibrato e documentato. Dovrebbero essere arbitri della contesa, aiutando il Governo e il Parlamento a compiere la scelta più appropriata.

Invece si comportano apertamente come tifosi, sostenitori a priori delle proprie tesi e denigratori delle persone che espongono argomenti critici, anziché contro-argomentare con dati ed evidenze. Il metodo scientifico si fregia di essere, innanzitutto, verificabile. Le sue conclusioni sono solo provvisorie e il progresso delle conoscenze si nutre sia delle prove a sostegno sia di quelle contrarie.

La senatrice Dirindin analizza le varie patologie utilizzando le solite categorie come la famosa ” immunità di gregge “, ma poi si concentra sul morbillo, l’unico vero motivo di preoccupazione da tutti riconosciuto. Ebbene in questo Dl Lorenzin non viene fatto cenno alla durata e alla natura dell’epidemia in corso.

Uno sguardo ai dati avrebbe consentito di apprezzare che la soglia critica non è mai stata raggiunta (se c’è, il rischio attuale persiste almeno da 20 anni), che l’epidemia è iniziata 10 anni fa (attualmente è in regressione) e che una politica vaccinale efficace suggerirebbe di vaccinare anche i giovani adulti e, soprattutto, gli operatori sanitari.

Per non parlare delle questioni applicative, sulle quali si stanno pronunciando le regioni, che non possono essere trascurate se si intende intervenire seriamente e in modo ordinato.

Le lacune e le imprecisioni lasciano purtroppo aperti tutti i quesiti sul perché dell’accanimento inflessibile. Nessuno sottovaluta l’importanza delle vaccinazioni; nessuno vuole istituzioni indifferenti alle epidemie. Ma la gestione dei rischi richiede capacità di analisi e di intervento, altrimenti si crea solo allarme e si alimentano le esitazioni delle tante giovani mamme che chiedono trasparenza e completezza delle informazioni. E ciò può produrre effetti boomerang molto pesanti.

Insomma: se questo è il rigore scientifico su cui si basano le indicazioni credo ci siano ampi spazi per discuterne e per migliorare le strategie. Se questa è la serietà dei vertici sanitari del Paese non stupisce che cresca la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. Sono peraltro certa che il Parlamento lavorerà per garantire maggiore solidità ed efficacia al provvedimento.”

Peccato che poi, dopo tanti bei ragionamenti e parole, poi alla conta dei fatti la senatrice Dirindin abbia votato il Sì alla costituzionalità del decreto.

Visti tutti i dubbi e i presupposti reali, che tutte le persone di buon senso ormai intuiscono, sarebbe stato davvero un atto di dignità e di difesa della cittadinanza votare NO a questo tipo di impianti legislativi.

Magari per poi proporre un piano vaccinale serio, non impostato sulla paura e sulla guerra ai cittadini, che va a toccare aspetti fondamentali delle libertà individuali; tutti concetti che ai Padri Costituenti erano ben noti, ma che questa classe dirigente del XXI secolo, ha riposto in soffitta da un bel pezzo.

fonte: http://www.sanita24.ilsole24ore.com/

Vaccino Sanofi Pasteur contro l’epatite B: la Corte di Lussemburgo riconosce la connessione con la sclerosi multipla!

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SANOFI PASTEUR

Può il vaccino contro l’epatite B causare la sclerosi multipla e il diritto riconosciuto al risarcimento del danno?

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato il nesso tra la somministrazione del vaccino Sanofi Pasteur e la comparsa della malattia. Una decisione che potrebbe complicare l’entrata in vigore della vaccinazione obbligatoria annunciata dal ministro francese Buzyn.

La Corte di giustizia dell’Unione europea sta prendendo in considerazione la possibilità di applicazione della legge dell’Unione europea che riconosca un nesso di causalità tra il vaccino Sanofi Pasteur contro l’epatite B e la sclerosi multipla.

Il caso riguardava un uomo francese. Un uomo in perfetta salute aveva dichiarato la sclerosi dopo la vaccinazione. Morì nel 2011.

La Corte di giustizia ha riconosciuto che questa prova non necessariamente suppone consenso scientifico, ma potrebbe semplicemente fare affidamento su basi forti e gravi. Sarà poi per ogni giudice nazionale verificare se esistano prove serie e inconfutabili.

Questa risposta apre un risarcimento delle vittime dei produttori di vaccini incriminati, e quindi risulta essere una notizia pessima per Sanofi e per il ministro francese favorevole all’obbligo

In effetti, un tale sistema si è reso necessario vista l’impossibilità da parte del mondo scientifico di accettare eventuali danni da vaccinazioni, che invece potranno essere stabiliti attraverso vari indici, la cui combinazione permetterà al giudice di appurare la reazione avversa al vaccino e il nesso di causalità tra esso e il danno subito.

Proprio perchè la ricerca medica non dimostra né smentisce l’esistenza di un nesso di causalità, è importante non mettere in discussione la responsabilità del produttore, che aumenterebbe sicuramente la tutela della sicurezza e della salute dei consumatori per garantire un’equa ripartizione dei rischi.

Tuttavia, la Corte ha precisato che i giudici nazionali devono garantire che sui prodotti ci debbano essere indizi sufficientemente forti, chiari e coerenti per accertare l’esistenza di un difetto del prodotto, tenendo anche conto degli elementi e gli argomenti difesa dal produttore, come la spiegazione più plausibile di come il danno si è verificato.

Il giudice nazionale deve anche conservare la propria discrezione sul fatto che tali prove siano state portate attraverso una logica di diritto, tale che gli permetta di formare la sua condanna definitiva.