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Elsa Fornero va in pensione, ma per lei non vale la sua riforma. Stavolta, non ha pianto

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Ha 71 anni e lascerà la docenza all’Università di Torino. Dichiara di volersi dedicare alle letture, ai viaggi e a coltivare l’orto.

La normativa che porta il suo nome però non si applica ai professori universitari

La notizia non può che attirare l’attenzione: la ministra della contestata riforma, Elsa Fornero, va in pensione ma senza utilizzare la normativa che porta il suo nome. L’ex componente del governo Monti ha 71 anni di età e dovrà dire addio alla cattedra all’Università di Torino.

Dichiara di volersi dedicare alle letture e al volontariato, a viaggiare col marito e coltivare l’orto. Per lei come per tutti i docenti universitari la riforma che porta il suo nome però non vale.

La professoressa ha insegnato per circa 40 anni Economia Politica a Torino ed ora ha deciso di lasciare il lavoro.  Tuttavia “per i professori  universitari non valgono le regole previste dal nuovo sistema pensionistico – spiega l’interessata su Repubblica – Fino a qualche tempo fa potevamo lavorare fino a 72 anni, ma da una decina d’anni il limite è stato abbassato a 70”.

Non si può in sostanza prolungare la permanenza al lavoro se non come docente in quiescenza. La signora Fornero, si legge sul giornale, avrebbe potuto ottenere il pensionamento già alla fine del mandato governativo.
“Se avessi fatto domanda allora avrei ottenuto un assegno mensile più che doppio rispetto a quello che avrò da novembre, ma ho preferito continuare a insegnare”, spiega prima di tornare ai fondamenti della sua riforma pensionistica per difenderla.
Secondo il Giornale, che cita gli ultimi dati forniti dall’Inps, l’importo annuo lordo medio di tutte le pensioni relative ai docenti universitari come la Fornero è di circa 65.500 euro, cioè 3.300 euro netti al mese.

 “Era necessaria – dichiara –  Ho dovuto fare delle scelte dolorose, ma che hanno avuto effetti positivi sulla tenuta delle finanze dello Stato e che ne avranno anche in futuro”.

La professoressa Fornero

Per questo ribadisce che l’abolizione della sua riforma sarebbe un grande errore, ma conviene sulla possibilità di apportarvi delle modifiche: “Ci vuole tempo – sostiene – ma forse si potrà realizzare maggiore flessibilità nell’età di pensionamento, con una variazione dell’assegno mensile che sarà più alto per chi va in pensione più tardi”.

In definitiva, nonostante le critiche ricevute, si dice serena. “Pensavo di aver fatto il mio lavoro con impegno e il bene del Paese” ha dichiarato. Ora potrà dedicarsi all’orto, alla lettura e ai viaggi. In definitiva a godere della pensione, che non è arrivata, però, tramite la normativa Fornero.

 

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