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California. Le api sono le prime vittime del boom del latte di mandorla

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Ape mandorli

Soltanto lo scorso inverno sono morte 50 miliardi di api impiegate nell’impollinazione dei mandorli della California. Colpa dei pesticidi e di un modello di produzione intensiva dannoso.

Le vendite di latte di mandorla negli Stati Uniti sono quintuplicate negli ultimi cinque anni, raggiungendo gli 1,2 miliardi di dollari all’anno, ma la popolarità della principale alternativa vegetale al latte di mucca ha un elevato costo ambientale. Come rivelato da un’inchiesta del Guardian, le api impiegate nell’impollinazione delle piantagioni di mandorli della California, il maggiore centro di produzione americano di latte di mandorla, stanno morendo a un ritmo impressionante. Soltanto nella scorsa stagione invernale sono morte 50 miliardi di api, circa un terzo della popolazione di api americane allevate per fini commerciali.

Sempre più apicoltori americani hanno ridotto la produzione di miele per affittare le loro colonie ai proprietari delle piantagioni di mandorli, che occupano circa un milioni di acri nella Central Valley della California. È un’attività resa molto redditizia dalla crescita del mercato del latte di mandorla – gli agricoltori pagano anche 200 dollari per alveare – ma stanno emergendo grandi problemi. Nelle piantagioni di mandorli si impiega infatti una grande quantità di pesticidi, con largo uso del Roundup, l’agrofarmaco a base di glifosato che, oltre a essere sospettato di essere cancerogeno per gli esseri umani, secondo alcuni studi indebolisce anche le difese batteriche delle api.

Una spettacolare fioritura di mandorli nella California Centrale
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Una spettacolare fioritura di mandorli nella California Centrale – Steve Corey via Flickr https://flic.kr/p/EVteP3

Il lavoro per l’impollinazione dei mandorli è anche particolarmente faticoso per le api, ricorda il Guardian. Da un lato perché le costringe a risvegliarsi con uno o due mesi di anticipo dal riposo invernale, dall’altro perché richiede molta più “manodopera” rispetto all’impollinazione di altre coltivazioni, come i meli. Inoltre la concentrazione di miliardi di api in uno stesso luogo, la California centrale, aumenta il rischio di epidemie.

Dietro la morte di miliardi di api dello scorso inverno c’è ad esempio l’attacco di un acaro parassita, il Varroa destructor, che succhia l’emolinfa delle api (sostanzialmente il loro sangue( ed è capace di provocare la morte di un’intera colonia.

Diversi produttori stanno intervenendo per invertire il fenomeno, con programmi per proteggere le api riducendo drasticamente l’uso di pesticidi e offrendo ambienti in cui ci sia maggiore biodiversità, così che gli insetti possano impollinare anche i fiori di campo e alcune piante, come la facelia, particolarmente amate e positive per le api. Le “etichette” bee friendly per il latte di mandorla ottenuto con questi metodi stanno diventando popolari per il consumatore americano.

Fonte

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