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Non è reato impedire il taglio degli alberi, sei ambientalisti assolti

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Rappresenta una vittoria per l’intero movimento ambientalista pescarese la sentenza di assoluzione, pronunciata ieri pomeriggio dal giudice del tribunale monocratico di PescaraTeresa De Lutiis, nel processo a carico di sei attivisti che nell’agosto del 2016 tentarono di impedire l’abbattimento di alcuni alberi in città. 

Loredana Di Paola, Simona Pieramico, Caterina Artese, Raffaello Caiano, Massimo Melizzi e Junio Valerio Araneo, tuttiesponenti di associazioni all’epoca riunitesi nel coordinamento “SalviAmo gli alberi”, erano accusati di interruzione di pubblico servizio per essersi posizionati, durante i lavori di abbattimento delle piante in via Rigopiano e in via Passolanciano, “nell’area sottostante la chioma degli alberi, impedendo per diverse ore agli operai di procedere – si legge nel capo d’imputazione – nonostante l’intervento di responsabili dell’amministrazione comunale e di appartenenti alla polizia municipale”.

Il giudice ha assolto gli imputati, assistiti a titolo gratuito dagli avvocati Salvatore Acerbo e Gianni Piscione, “perché il fatto non sussiste”. Era stata la stessa Procura, al termine della discussione tenutasi poche ore prima, a chiedere l’assoluzione. Il procedimento penale, che risale all’epoca in cui era in carica l’ex sindaco Marco Alessandrini, fu innescato da un esposto presentato dal dirigente del settore Lavori pubblici del Comune.

Per comprendere le valutazioni compiute dal giudice occorrerà attendere la pubblicazione delle motivazioni, ma di certo la decisione del tribunale tende a riconoscere la legittimità di una protesta che, al di là di qualche sporadico momento di tensione, non fu mai violenta e si mantenne sempre nei confini della disobbedienza civile.

Soddisfatti i sei attivisti, che hanno assistito in aula alla lettura della sentenza. «Questa assoluzione segna una vittoria giudiziaria – dice Pieramico – ma è stata in parte una vittoria anche la nostra protesta, perché riuscimmo comunque ad evitare l’abbattimento di una quindicina di alberi e di altri alberi sani che gli operai stavano per abbattere a causa di un errore nella mappatura delle piante». La protesta degli ambientalisti pescaresi, contro il Piano di abbattimento degli alberi varato dalla giunta Alessandrini, andò avanti per diversi giorni e finì anche per varcare i confini regionali, incassando il supporto di personaggi come Erri De Luca Alessandro Gassmann.

Il coordinamento contestava, in particolare, che la decisione di abbattere gli alberi, dichiarandoli pericolosi e a rischio crollo, venne assunta dall’amministrazione comunale in assenza delle analisi e degli approfondimenti necessari. «L’amministrazione dell’epoca da una lato fece finta di voler dialogare con noi – sottolinea Melizzi, dell’associazione Pescara Punto Zero – e dall’altro ci accoltellò alle spalle con questo esposto, ma noi non ci siamo mai lasciati intimidire e abbiamo proseguito la nostra battaglia in difesa dell’ambiente». Di Paola, del Forum Acqua, ricorda che «quando il Piano del Comune andò in porto fu un vero massacro, dal momento che furono abbattuti 150 alberi, anche se ad un certo punto riuscimmo a porre il problema e ad interrompere i lavori, tanto è vero che partì un Piano di analisi, ma intanto il procedimento penale fece il suo corso».

IlMessaggero.it

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