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I farmaci che possono essere utili contro il Covid-19: studi e sperimentazioni

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coronavirus guariti

dott. Nutrizionista Dott. Luca Schinoppi

Mi sono reso conto che, fino ad ora, (almeno nella mia echo chamber) si è parlato poco riguardo alle soluzioni che i ricercatori, di praticamente tutto il mondo, stanno cercando di trovare per smorzare il nostro amichetto coronato.

Ebbene, c’è da dire che non esiste solo il vaccino come strada (un vaccino è composto da una forma attenuata del patogeno piú uno stimolatore immunitario che di solito è composto da ioni di sale di alluminio), ma esistono anche soluzioni farmacologiche che agiscono sulla fusione del virus con la cellula ospite e sul ciclo vitale stesso del coronavirus.

Fino ad ora, quindi, quali molecole o sostanze si stanno testando?

Uno dei farmaci venuti all’attenzione della stampa ultimanente, è di sicuro il “BARICITINIB“, un farmaco utilizzato fondamentalmente per l’artrite reumatoide che è in grado di disattivare l’enzima AAK1, cioè una protein chinasi che attiva AP-2 tramite una fosforilazione.

AP-2 è un complesso proteico in grado di attivare l’assemblaggio della clatrina, la proteina responsabile della creazione di vescicole durante l’endocitosi, meccanismo, appunto, usato da covid-19. Il meccanismo di azione del BARICITINIB, praticamente, è un’antichinasi, cioè un inibitore di un enzima chiamato chinasi che serve a trasferire gruppi fosforici ad una molecola

Si sta sperimentando, poi, con REMDESIVIR E GALIDESIVIR che sono due farmaci chiamati analoghi adenosinici. Un analogo adenosinico fa parte di un gruppo di farmaci chiamati generalmente analogo nucleosidico, cioè una molecola composta da uno zucchero ed una base azotata che ha una struttura analoga al vero nucleoside (i nucleosidi sono: adenosina, guanosina, timina, citosina, uracile).

farmaci coronavirus

Come funzionano gli analoghi nucleosidico? Durante la trascrizione dell’RNA per dar vita al DNA provirale, l’analogo si intercala nell’enzima della trascrittasi inversa e agisce come elemento di stop tramite una discontinuità causata da una mal appaiamento delle basi o tramite un ingombro sterico (un effetto dovuto alle masse degli atomi che si trovano a condividere la stessa area di interazione)

Altro farmaco è la CLOROCHINA. Questo farmaco viene usato contro la malaria poichè va ad occupare tutti i loci della lattato deidrogenasi che sarebbero destinati al piruvato del Plasmodium provocandogli, di base, un grosso deficit metabolico.

È stato visto, peró, che questo farmaco, è risultato efficace anche in alcuni casi di coronavirus, poichè va ad alterare il ph dell’endosoma (la vescicola composta da clatrina) e quindi impedisce la fusione tra virus e cellula ospite. Inoltre, è stato visto che la CLOROCHINA regola la MAPK P38, una chinasi che è in grado di dare inizio alla replicazioni di un ceppo di covid (hcov-229e)

Si stanno utilizzando e facendo esperimenti anche su due antiretrovirali: LOPINAVIR e RITONAVIR. LOPINAVIR viene usato nella gestione dell’HIV ed è un inibitore delle proteasi, cioè inibitori di tutti quegli enzimi in grado di produrre proteine; proteine che compongono il core virale, cioè il nucleo che contiene l’RNA o il DNA del virus

Si sta utilizzando anche lo IERONLIMAB che è un anticorpo monoclonale umanizzato derivato dalla cura all’HIV (infatti è un CCR5 antagonista(la CCR5 è una chemochina che consente all’HIV di penetrare nella cellula richiamando, appunto, le cellule immunitarie)) in grado di attaccarsi al virus e fare in modo che il sistema immunitario lo intercetti e lo neutralizzi.

Fonte: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/tmi.13383

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