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Dott.Gava: Ecco di cosa di muore oggi in Italia

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roberto gava coronavirus
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OGNI ANNO in Italia le persone muoiono principalmente per queste malattie:
– il 36% (circa 230.000 persone) per malattie dell’apparato cardiocircolatorio (infarto cardiaco, scompenso cardiaco, aritmie, ictus cerebrale, etc.),
– il 28% (circa 180.000 persone) per cancro,
– l’8% (circa 54.000 persone) per malattie dell’apparato respiratorio (polmonite, asma, etc.),
– il 5% (circa 30.000 persone) per malattie metaboliche, infettive, neurologiche (diabete, infezioni, sclerosi multipla, demenza, etc.).

La cause delle patologie

Quello che dobbiamo assolutamente capire è che ogni patologia ha la sua causa specifica, ma oggi possiamo dire che tutte queste patologie hanno sempre alla loro origine anche alcuni nostri errori, sociali e/o personali:
– l’inquinamento ambientale (chimico, acustico ed elettromagnetico),
– lo stress psichico (personale, familiare, lavorativo, sociale, ecc.),
– lo stress biologico (per carenza di molti nutrienti essenziali),
– un errato stile di vita (errori alimentari, poco movimento, non rispetto dei ritmi biologici, etc.),
– l’abuso farmacologico, il fumo, l’alcol e molti altri vizi.

Errori nello stile di vita e stress ossidativo

Questi errori comportano un lento e graduale squilibrio del nostro organismo che pone le basi per lo stress ossidativo, l’acidosi metabolica, l’infiammazione cronica di basso grado, l’aumento del colesterolo, della pressione arteriosa e del peso corporeo, anche fino al diabete mellito. Da qui è facile evolvere verso le vasculopatie ischemiche, specialmente carotidee, cerebrali o degli arti inferiori.
E così il cuore si indebolisce e, tanto lentamente quanto silenziosamente, possono comparire alcune aritmie (dalle extrasistoli fino alla fibrillazione atriale, che oggi è sempre più frequente anche tra i giovani) per giungere silenziosamente, piano piano, anno dopo anno, allo scompenso cardiaco.
Quest’ultimo comporta da una parte una difficoltà respiratoria che obbliga a ridurre l’attività fisica (con facilitazione e/o aggravamento dell’aumento del peso corporeo), dall’altra una ridotta perfusione tessutale e quindi una scarsa ossigenazione cellulare con riduzione di tutte le funzioni biologiche e un graduale ma inesorabile indebolimento dell’intero organismo.

Malattie croniche e malattie degenarative

Se questa situazione non viene interrotta e dovesse aggravarsi, il passo successivo implica la formazione di circoli viziosi negativi auto-mantenentesi e auto-aggravantisi che possono evolvere o verso la morte o verso una patologia oncologica (che rappresenta il massimo squilibrio tessutale dell’organismo) oppure verso un deterioramento silente, ma spesso inarrestabile, della persona con graduale sviluppo di patologie neurodegenerative oggi ancora irreversibili: la demenza, il morbo di Alzheimer e alcune forme di depressione o di neuropatia sia centrale che periferica.
È ovvio che una tale condizione compromette la qualità della nostra vita quotidiana e più ancora può accorciarne la durata.
Nonostante le suddette patologie possano sembrare un rischio lontano, in realtà sono uno dei percorsi più comuni oggigiorno.
Forse non ce ne accorgiamo, ma si comincia a piccoli passi, con qualche esame del sangue alterato, con la pressione arteriosa che sale e qualche disfunzione organica che diventa sempre più frequente, con un aumento eccessivo della stanchezza e con la perdita della voglia di combattere e talvolta anche di vivere.
Non è detto che tutto questo anticipi la morte, ma è sicuramente la più comune causa di sofferenza e una buona premessa per rendere poco piacevole la nostra vita.
Eppure, sarebbe tutto evitabile se noi migliorassimo il nostro stile di vita!
Ma come possiamo migliorare ciò che non conosciamo o addirittura che riteniamo già corretto?
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