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Johnson e la strategia inglese della selezione naturale: “preparatevi a perdere i vostri cari”

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Contro la CoViD-19 e il nuovo coronavirus la Gran Bretagna potrebbe preparare il più colossale esperimento sociale mai tentato, esponendo al contagio i suoi cittadini.

Concentrare tutti gli sforzi nella protezione dei più deboli, e lasciar diffondere in modo controllato il virus nel resto della popolazione. Potrebbe essere questa la strategia (pericolosa) che il governo britannico intende intraprendere contro la CoViD-19, stando ad alcuni articoli apparsi sui media d’Oltremanica.

Il Regno Unito ha scelto come fronteggiare l’avanzata del Coronavirus; anzi, come non fronteggiarla. In un discorso alla nazione, con calcolata sobrietà, Boris Johnson ha ammonito tutti, riuscendo a dire che “molte altre famiglie perderanno i loro cari anzitempo.” Come dire, preparatevi ai lutti perché il governo ha intenzione di fare il minimo sindacale.

Il discorso del premier inglese si può riassumere grossomodo così. Il mondo sta scontrandosi con “la peggiore crisi sanitaria della nostra generazione.” I suoi consiglieri gli hanno riferito che il paese sta rapidamente passando dalla fase del “contenimento” a quella del “ritardo.”

La priorità, a questo punto, è quella di diluire gli inevitabili contagi nel più lungo periodo possibile così da evitare sovraccarichi del NHS.

Il numero di casi reali, ha affermato, è probabilmente “più alto, forse perfino molto più alto” di quel che dicono le statistiche. Chiunque sperimenti una “tosse nuova e continua” o sintomi febbrili dovrebbe restare a casa per 7 giorni.

A questo punto, ci si sarebbe aspettato l’annuncio di misure draconiane o almeno paragonabili a quelle nostrane, e invece niente di tutto ciò: il paese che ha adottato meno restrizioni fra quelli più grandi, ha intenzione di perseverare: almeno per il momento, niente cancellazione degli eventi pubblici né delle partite a porte aperte o dei concerti. Il rischio, affermano dal governo, è che “si faccia più male che bene.” Sott’inteso: all’economia; se poi qualcuno ci lascia le penne, amen.

A margine dell’intervento, hanno preso la parola gli esperti, sottolineando quattro aspetti fondamentali. E l’ultimo è un filo scioccante:

  1. Il picco dell’epidemia è ancora a molte settimane di distanza; per ora ci si limiterà a cercare di spalmare i contagi su un periodo più lungo possibile, così da dare fiato al sistema sanitario.
  2. Le scuole non verranno chiuse, tuttavia sono scoraggiate le gite scolastiche.
  3. Bloccare gli eventi pubblici “troppo presto” rischierebbe di “estinguere in anticipo l’entusiasmo della gente” col risultato che poi le persone starebbero meno all’erta durante il periodo di picco, quando invece sarà richiesta massima attenzione.
  4. Il Regno Unito rinuncia ufficialmente a identificare ogni caso. Le persone con sintomi lievi “non hanno bisogno del tampone” ( ricordiamo che però sta accadendo anche in Lombardia ). E sette giorni dopo i primi sintomi, la contagiosità dovrebbe calare spontaneamente.

bandiera inglese

La Premier League, inizialmente refrattaria come il governo a prendere provvedimenti, è dovuta ritornare frettolosamente sui suoi passi dopo che l’allenatore dell’Arsenal, Mikel Arteta, era stato trovato positivo al Coronavirus, assieme ad un giocatore del Chelsea. E ora è stata sospesa per tre settimane assieme a tutti gli altri campionati di calcio professionistici.

Intanto, i contagi in Regno Unito salgono a 593, con 8 decessi e 19 persone guarite; e la petizione per chiedere al governo di chiudere le scuole si appresta a sfiorare il mezzo milione di firme.

Puntare esclusivamente sull’immunità di gregge per la CoViD-19 pare tuttavia molto pericoloso. Per altre malattie, infatti, questa si ottiene quando il 90-95% della popolazione è immunizzato.

 

Può accadere anche che il virus muti, come accaduto con il morbillo in Mongolia, dichiarato morbillo free nel 2014 dall’OMS, e poi costretta a rivedere la strategia della vaccinazione totale (99%) dopo l’esplosione di una nuova epidemia di morbillo.

Se l’obiettivo di Londra è appiattire la curva epidemica, è probabile che quando l’onda dell’epidemia arriverà anche nelle isole britanniche si renderanno necessarie misure e restrizioni analoghe a quelle messe in campo da Paesi come il nostro. Misure prese in attesa di una terapia efficace o di vaccino che permetterebbe – questo sì – di ottenere un’immunità di gregge per la CoViD-19 senza mettere a repentaglio la salute di tanti.

Fonte

 

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