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A Napoli cena in «bubble moon», le piccole cupole trasparenti con vista su golfo e Vesuvio

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cupole bubble

Sono capsule a forma di igloo sanificate e isolate: pronte per ospitare una cena romantica

Capsule a forma di igloo in plexiglass (bubble moon ), costantemente sanificate e pronte per ospitare coppie o piccoli gruppi di amici per cene o momenti di relax: è l’idea che è venuta all’imprenditore Antonio Beneduce, proprietario del «Jemming», per consentire ai suoi clienti di frequentare il locale in tutta sicurezza a cominciare da San Valentino. Le installazioni esistono già in altre grandi città europee, in particolare a Londra, Parigi e Amsterdam; a Napoli, grazie al luogo in cui si trova il «Jemming» — la parte alta dei Colli Aminei — gli ospiti potranno godere dello splendido panorama.

Sul sito del locale, cui si accede da via del Serbatoio dello Scudillo, è possibile prenotare una cena romantica a lume di candela, definire un menu, scegliere la playlist musicale preferita per l’occasione, addirittura impostare un colore per la scenografia; una volta all’interno della «bolla», i clienti potranno gestire il tutto con i controlli vocali: ciascuna «bolla», che è climatizzata e può ospitare fino a sei persone, è infatti dotata di un assistente virtuale. Alle installazioni sono stati dati i nomi di quattro stelle: Andromeda, Cassiopea, Sirio e Vega.

Da soli e senza contatti esterni

Quello del «Jemming» è un tentativo di ricominciare a lavorare in sicurezza in un settore, quello della ristorazione e degli eventi, che ha pagato un prezzo altissimo per la pandemia da coronavirus. Da ormai un anno, sia per i divieti imposti da Governo e Regione, sia per il timore di contagi, moltissime persone preferiscono evitare i locali pubblici e rinunziare alle uscite e ai rapporti sociali: le conseguenze per l’economia e non solo sono disastrose. Gli «igloo» di plexiglass consentono invece di cenare e pranzare senza entrare in contatto con persone estranee alla propria cerchia, rispettando senza fatica le regole del distanziamento sociale. Il fatto che si possa accedere solo su prenotazione accresce ulteriormente la sicurezza, evitando assembramenti all’ingresso e all’interno del locale.

E’ lo stesso produttore degli schermi dello stadio

Antonio Beneduce è anche amministratore delegato di Deltronics, l’azienda di Casoria che ha realizzato i due maxi schermi dello stadio Maradona in funzione da un paio di anni, cioè da quando a Napoli si sono svolte le Universiadi: si tratta di ledwall da 120 metri quadrati ad alta risoluzione grafica, posizionati nella tribuna Nisida e nei distinti, che consentono di rivedere i goal segnati dalle squadre.

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