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La maestra che fa scuola all’aperto viene criticata dal sindacato ma difesa dai genitori

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maestra prato

L’idea è piaciuta tantissimo non solo ai genitori dei suoi alunni (bambini stranieri compresi) ma anche ad alcune mamme di alunni delle altre classi e alle amiche, che hanno portato i loro figli. Così il giardino è diventato a misura d’infanzia con bambini distanti, seduti su una coperta, ad ascoltare in silenzio le fiabe e le storie più curiose.

“La mia è la classe dei bambini di 3 anni, i più piccoli che entrano alla scuola materna – racconta Francesca – e questo periodo di distacco dalla scuola ha pesato. così ho pensato: una lettura all’aria aperta è l’occasione per rivedersi e rompere questo isolamento. Ogni bambino si sistema sulla coperta sul prato e i genitori fanno lo stesso, un po’ in disparte. Io faccio varie letture: mi porto dietro tanti libri e scelgo, di volta in volta, quelli che loro preferiscono”.

L’appuntamento è alle 16,30 al giardino pubblico di via Marradi, dietro al Gioca Giò che al momento è chiuso. Francesca Sivieri propone letture adatte a bambini di 3 anni, di autori italiani e stranieri: quasi sempre sono libri illustrati, dove oltre ai brani vengono mostrate le immagini per tenere più salda l’attenzione. Fra i testi proposti: “Aiuto arriva il lupo!”, “Il papà pittore”, “I tre piccoli gufi”, “Badabum”, “Sulla collina”.

Le letture sul prato di Francesca Sivieri sono state ribattezzate “Prati nelle storie” e nei primi tre giorni la partecipazione è stata alta: gli spazi verdi consentono le presenze distanziate e tutti i partecipanti indossano la mascherina. Bastano poi una bottiglietta d’acqua e una coperta per trascorrere un pomeriggio sereno.

“Con la mia classe – aggiunge Francesca – e come del resto in tutta la scuola dell’infanzia, abbiamo portato avanti la didattica a distanza ma con bambini e bambine di 3 anni si possono fare poche cose. Inoltre, molti genitori sono rientrati al lavoro e non è facile continuare a seguire i figli nella didattica a distanza. Quindi, nella chiusura a lungo termine della scuola dell’infanzia questo tipo di apprendimento non è adatto.

Prati nelle storie è una iniziativa personale, non fa parte della didattica ufficiale: è nata dal desiderio di lanciare un segnale, cioè che i bambini hanno bisogno di considerazione, di presenze. Le letture degli albi illustrati possono attirare la loro attenzione, suscitare curiosità. Oggi la letteratura per l’infanzia offre un panorama incredibile di opportunità, perché non sfruttarle? Sulle chat il mio appello ha funzionato ed è stato un passa parola fra genitori”.

Le letture durano da un’ora a un’ora e mezzo. La scuola Meucci non ha un’alta percentuale di bambini stranieri e quelli che ci sono hanno partecipato. Le lezioni all’aperto, in giardini e parchi dove c’è fresco, potrebbero essere una valida soluzione per i periodi di emergenza come quello che stiamo vivendo, in particolare per i mesi caldi.

La critica del sindacato

La Cisl, tramite il segretario della sezione scuola di Firenze e Prato, Claudio Giunta, ha attaccato la maestra che intrattiene i bambini in un parco “non si capisce bene a che titolo e in barba a tutte le norme di sicurezza”, ma soprattutto accusandola di far passare le colleghe come “vagabonde” solo perché “stanno portando avanti il loro lavoro con le modalità ad oggi consentite dalla situazione sanitaria”.

La difesa della lettera dei genitori

Ma proprio giovedì, 108 genitori di Prato hanno firmato una lettera aperta in sostegno della maestra Sivieri: “Vergogna per chi denigra senza conoscere – hanno scritto riferendosi al sindacato – Vergogna per chi mette zizzania quando dovrebbe tutelare e potenziare le lavoratrici e i lavoratori della scuola. Vergogna per chi s’indigna per le cose belle di cui sono capaci le persone”.

Poi hanno difeso a spada tratta l’iniziativa: “La maestra Francesca non si è schierata contro qualcuno, ma a fianco dei suoi piccoli alunni e dei bambini in generale – si legge – Questi ultimi infatti, non avendo colore politico e non essendo iscritti ad alcun sindacato o associazione di categoria, vedono spesso calpestati i propri diritti. Molti docenti poi non si sentono affatto minacciati dal gesto di Francesca, ma lo leggono come una delle tante buone pratiche che tanti insegnanti hanno utilizzato per mantenere un filo di conoscenza e di affetto con i propri alunni”.

I genitori di Prato poi hanno anche attaccato le istituzioni per aver “abbandonato i figli”, soprattutto con “la riapertura di gran parte delle attività produttive a maggio”: “Si demanda tutto al privato o all’individuo – concludono – come testimonia la farsa dei campi estivi. Le famiglie si sentono abbandonate. Il buono babysitter, lo smartworking e le altre forme di sostegno sono palliativi di fronte alla chiusura totale delle scuole”.

Fonte: Lanazione.it – ilfattoquotidiano.it

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