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Lo “pseudo-premier” Walter Ricciardi vuole chiudere le grandi città italiane: Milano, Genova, Torino e Napoli

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coronavirus guariti

Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza, difende la scelta del Governo di dividere il territorio in tre diverse zone in base al rischio. Poi lancia l’allarme: la situazione nelle metropoli è preoccupante, occorre imporre nuovi lockdown. Ma a farlo, conclude, dovranno essere i Governatori.

E’ il consulente forse più ascoltato del Ministro della Salute e, conseguentemente, visti i tempi di pandemia, dell’intero Governo. Parlando per iperboli si potrebbe dire che, Walter Ricciardi, in termini d’influenza, vale un ministro e alcune sue valutazioni siano state la stella polare dell’intera azione di Governo.

Secondo Ricciardi gli effetti dell’ultimo Dpcm, entrato vigore venerdì e differenziato in base al grado di rischio delle diverse Regioni, inizieranno a vedersi soltanto nel giro di un paio di settimane. Il consulente difende la scelta del Governo di adottare misure calibrate a livello locale e invita i Governatori di Regione a scelte più coraggiose.

A preoccupare particolarmente lo scienziato è la situazione degli ospedali: molti sono già saturi e, vista l’impossibilità di seguire tutti i pazienti, stanno procedendo al rinvio di ricoveri ed interventi. Una necessità che porta con sé gravi conseguenze: è già aumentata di circa il 10% “la mortalità per malattie oncologiche e cardiovascolari“, spiega Ricciardi. Indispensabile, quindi, che tutti remino nella stessa direzione per alleggerire il più possibile, e in maniera rapida, il carico di lavoro sulle strutture ospedaliere. Il rischio, sottolinea il consulente del Ministero, è il collasso del sistema, che si può evitare soltanto intervenendo in modo tale da raffreddare la curva dei contagi.

A tal fine è necessario che le strutture ed il personale medico vengano messi in condizioni di lavorare al meglio e – soprattutto – in piena sicurezza. A questo proposito, lo scienziato suggerisce di spostare medici ed infermieri da una parte all’altra del paese in base alle necessità, anche perché “molti tra di loro si stanno riammalando“.

Quella che abbiamo di fronte, spiega Ricciardi, è a tutti gli effetti una guerra e aspettare ancora è impossibile. Il professore, però, difende l’operato del Governo, sottolineando di aver messo a punto insieme al Ministro Speranza – già ad inizio aprile – un piano che doveva essere messo in atto da parte delle Regioni: “Alcune lo hanno fatto, altre no“, accusa Ricciardi.

Walter Ricciardi, consulente di Speranza: "Lockdown in grandi città"
Roberto Speranza/ – Ministro della Salute

L’Italia divisa in tre

Intervistato dal quotidiano La Stampa, lo scienziato parla poi del sistema varato dal Governo, con l’Italia divisa in tre zone di diversi colori in base al rischio ed un monitoraggio che, settimanalmente, può modificare il tipo di restrizioni cui ogni Regione è sottoposta. Si tratta, sottolinea il professore, di un “sistema di 21 indicatori, scientificamente inappuntabile, in grado di segnalarci dove ci siano situazioni di difficoltà o di espansione epidemica fuori controllo“. Un sistema che, per funzionare, ha inevitabilmente bisogno di ricevere dati tempestivi e completi.

E visto che il meccanismo di raccolta e comunicazione delle informazioni non sempre ha funzionato in modo esemplare, l’invito di Ricciardi è rivolto alle Regioni, cui chiede un maggiore impegno al fine di poter raffinare e migliorare il funzionamento di un sistema che, a suo giudizio, garantisce che le decisioni vengano assunte esclusivamente sulla base delle considerazioni scientifiche relative allo stato dell’epidemia, e non in seguito a valutazioni politiche.

leggilo.it

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