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Positivi asintomatici: 40 donatori su 60 all’Avis a Castiglione

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Il problema dei positivi asintomatici rimane se non si fa il tampone. All’Avis di Castiglione d’Adda su 60 donatori 40 sono positivi asintomatici.

Questo dato emerge dallo screening avviato una settimana fa presso l’ospedale di Codogno sottoponendo i donatori Avis, a partire proprio dalla sezione di Castiglione, a tampone e prelievo del sangue. Positivi al Covid-19 senza saperlo.

Questi sono dati che non possono essere trascurati, il dottor Mario Grazioli, presidente e direttore sanitario dell’Avis di Codogno spiega che:

«Se il tampone è positivo ci pensa l’Asst a chiamare subito l’interessato perché va messo in isolamento, e verosimilmente dopo 72 ore se non arriva la chiamata è negativo.Altra cosa è la positività alla carica anticorpale, che vuol dire che la persona ha sviluppato gli anticorpi perché ha fatto il Covid in maniera asintomatica. E in questo caso ci mandano un elenco di donatori, che invitiamo ad andare a Lodi a donare il plasma. Per il momento sono arrivati circa 15 nomi, ma il numero può dipendere dalla velocità d’invio».

Se il dottor Grazioli si confronta con i dati della carica anticorpale, a Castiglione sono i medici di base a raffrontarsi con quei donatori che hanno scoperto di avere il Covid-19 e non l’immaginavano minimamente, perché senza sintomi. Va da sé che la loro “esistenza” impone una riflessione, e a farla è la dottoressa Clelia Pontini: «A fronte di un calo così conclamato di malattia – spiega in riferimento ai dati ufficiali dei contagi in paese -, abbiamo avuto un’impennata di positività di tantissimi pazienti, donatori Avis, che sono risultati positivi e non sapevano di esserlo». Non una sorpresa per chi dal primo giorno fronteggia sul campo la malattia, ma altri parrebbero averlo scoperto ora: «Noi lo sapevamo dai sintomi, dalla perdita del sapore e dell’odore, che quelle febbriciattole che ci dicevano di non scambiare con il Covid erano Covid. Solo che se non fai i tamponi non li identifichi – taglia corto Pontini -. Castiglione ha 4500 abitanti, 190 casi e 80 decessi sono moltissimi. Se questi dati di una micro-popolazione li avessero avuti a Codogno e Casale non sarebbero bastate le rianimazioni della Lombardia».

Cosa fare quindi? «Bisogna decidere – conclude il medico -. Se il “sommerso” è un 70 per cento degli ammalati bisogna prendere in carico il territorio e andare a stanare anche i portatori asintomatici per arginare la malattia. Ma non si fa, come se fosse una malattia ospedaliera. Perfino tra Regioni di colori (politici, ndr) uguali fanno cose diverse».

Fonte articolo originale https://www.ilcittadino.it/

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