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Truffa farmaci: a giudizio Bayer e Novartis

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Un giudice di Milano martedì ha incriminato le unità italiane di Novartis (NOVN.S) e Bayer (BAYGn.DE) con l’accusa di aver gestito un programma per truffare il servizio sanitario pubblico regionale in Lombardia, hanno detto fonti legali e giudiziarie.

Le accuse ruotano attorno alle accuse secondo cui le società hanno venduto farmaci agli ospedali a prezzi gonfiati come parte di un programma in base al quale gli ospedali hanno poi ottenuto fraudolentemente fondi dal governo regionale.

Il giudice ha anche accettato una richiesta di transazione da parte di cinque ospedali appartenenti al Gruppo San Donato, uno dei più grandi gruppi ospedalieri privati ​​europei, per il loro presunto coinvolgimento nel progetto, hanno detto le fonti.

In base all’accordo, gli ospedali pagheranno 200.000 euro ($ 241.360) ciascuno come “sanzione concordata”.

San Donato – il più grande gruppo sanitario privato italiano con 19 ospedali, più di 16.000 dipendenti e 4,7 milioni di pazienti ogni anno – ha già pagato un totale di 32 milioni di euro di danni alle autorità lombarde.

Gli ospedali, tra cui il rinomato Istituto San Raffaele di Milano, sono stati accusati di aver chiesto il rimborso di farmaci ottenuti da Novartis e Bayer tra il 2013 e il 2018 in modo fraudolento, hanno dimostrato i documenti della Procura.

I pubblici ministeri hanno affermato che gli ospedali hanno addebitato al servizio sanitario regionale il prezzo pieno per i farmaci che avevano ottenuto a un prezzo inferiore grazie alle note di credito emesse dalle società farmaceutiche, affermano i documenti.

Secondo la Procura, Novartis e Bayer avrebbero beneficiato del regime offrendo le note di credito a San Donato a condizione che il gruppo sanitario effettuasse ingenti ordini di acquisto.

PROVA

La Bayer ha rifiutato di commentare la questione martedì, mentre Novartis ha affermato di aver riconosciuto la decisione del giudice “con rammarico” e ha negato qualsiasi illecito nel caso.

Novartis ha affermato di aver sempre intrattenuto rapporti commerciali trasparenti con il Gruppo San Donato, simili a quelli con altre aziende sanitarie pubbliche e private, in linea con la politica aziendale e nel pieno rispetto delle leggi vigenti.

A settembre, un giudice di Milano ha sequestrato 2,3 milioni di euro a Novartis in relazione alle indagini.

Il processo inizierà il 14 luglio a Milano e includerà anche otto persone, tra cui un ex dirigente e consulente di San Donato, un responsabile vendite Bayer, un manager Novartis e due dirigenti ed un ex dipendente dell’unità italiana del gruppo farmaceutico Mylan ( VTRS.O) , affermano le fonti.

La stessa Mylan ha risolto il caso pagando una multa di 200.000 euro e accettando una confisca di 1,2 milioni di euro. Mylan ha rifiutato di commentare la questione.

Al termine dell’udienza a porte chiuse di martedì, Marco De Luca, primo avvocato del San Donato, ha affermato che l’accordo raggiunto con il gruppo sanitario “è sembrato giusto” oltre che essere il risultato più utile per tutti i soggetti coinvolti.

La risoluzione di un procedimento penale in Italia non comporta alcuna ammissione di colpevolezza o responsabilità.

Secondo la legge italiana, le società sono responsabili dei reati commessi dai propri dirigenti nel proprio interesse. ($ 1 = 0,8286 euro)

Fonte e articolo originale https://www.reuters.com/

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