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Un giovane italiano su 4 sa leggere ma non capisce quello che legge: il rapporto choc dell’Ocse

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Leggono ma non capiscono. Ce ne accorgiamo ormai sempre più spesso frequentando i social network spulciando i commenti a qualche notizia. Le persone ormai hanno difficoltà a comprendere testi anche elementari.

Rendendo obbligatorio coniare ormai un’espressione sempre più in voga: analfabetismo funzionale. E le cose non andranno meglio in futuro. Un rapporto dell’Ocse pubblicato oggi spiega che gli studenti italiani peggiorano ancora in lettura, leggono ma non capiscono e già negli anni scorsi non erano proprio dei fenomeni.

I cinesi superiori alle medie europee

L’Italia raggiunge un punteggio di 476, inferiore alla media (487), collocandosi tra il 23° e il 29° posto. Stavolta siamo in “buona compagnia”, il nostro livello non si differenzia da quello di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele.
Le province cinesi di Beijing, Shanghai, Jiangsu, Zhejiang e Singapore ottengono un punteggio medio superiore a quello di tutti i paesi che hanno partecipato all’indagine. È quanto emerge dal rapporto nazionale Ocse Pisa 2018. In tutte le tipologie di istruzione, ad eccezione della Formazione professionale, si osserva un decremento delle competenze in lettura rispetto al ciclo del 2000 (in media -26 punti) e rispetto al 2009 (in media -20).

Le ragazze meglio dei ragazzi

In Italia, se i ragazzi leggono ma non capiscono, le ragazze invece superano i maschietti di 25 punti, ma questa ormai non è neppure più una novità. Il divario è però sempre più largo tra studenti e studentesse. Resta però il divario storico in matematica: i ragazzi ottengono un punteggio superiore alle ragazze di 16 punti e questa differenza è più del doppio di quella rilevata in media nei Paesi Ocse.

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Hanno partecipato alla prova PISA 11.785 studenti quindicenni italiani, divisi in 550 scuole totali. PISA, acronimo di Programme for International Student Assessment, è un’indagine internazionale promossa dall’OCSE, con cadenza triennale. Il primo ciclo dell’indagine si è svolto nel 2000; il 2018 è stato il settimo ciclo. L’Italia partecipa fin dal primo ciclo. Alla rilevazione PISA 2018 hanno partecipato 79 paesi di cui 37 paesi OCSE.

Sud disastroso in matematica

Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio nelle prove PISA di matematica in linea con la media dei paesi OCSE (Italia 487 contro OCSE 489). Il nostro punteggio medio è risultato simile a quello di Portogallo, Australia, Federazione Russa, Repubblica Slovacca, Lussemburgo, Spagna, Georgia, Ungheria e Stati Uniti.

Uno studente su 4 non raggiunge il livello base di competenza in matematica sia in Italia che nei Paesi Ocse. Sono low performer in matematica il 15% degli studenti del Nord Italia e oltre il 30% al Sud. Gli studenti del Nord Est d’Italia, con un punteggio di 515, e quelli del Nord Ovest, con 514, ottengono risultati migliori in literacy matematica rispetto agli studenti del Centro (494), del Sud (458) e del Sud Isole (445).

Gli studenti liceali (522 punti) ottengono risultati superiori a quelli degli studenti degli Istituti tecnici (482), degli Istituti professionali (405) e della Formazione professionale (423).

Andamento negativo generalizzato in scienze

Uno studente su 4 in Italia non raggiunge il livello base di competenze scientifiche, nei Paesi Ocse è di 1 su 5. I trend dei risultati in scienze nei paesi Ocse indicano una parabola negativa: al lento miglioramento osservato fino al 2012 ha fatto seguito un calo nel periodo 2012-18, e nel 2018 la performance media dei paesi OCSE è tornata al valore rilevato nel 2006.

L’andamento dei risultati in scienze per l’Italia è in linea con il dato internazionale: la media dei risultati in scienze nel 2018 è significativamente inferiore a quella osservata nel periodo 2009-15, tornando al livello osservato nel 2006. Sono “low performer” in scienze il 15-20% di studenti del Nord Italia e oltre il 35% di quelli del Sud. Nei Paesi Ocse le ragazze hanno ottenuto risultati leggermente superiori a quelli dei ragazzi, pari a 2 punti in più.

In Italia non ci sono differenze di genere rispetto al punteggio medio anche se tra gli studenti più bravi i maschi superano le femmine di 11 punti. Nonostante molti dei nostri studenti leggono ma non capiscono, tanti paesi esteri fanno incetta di nostri laureati, considerati fra i migliori al mondo. Resta da capire se queste statistiche siano veritiere, ma a giudicare da ciò che si legge sui social di sicuro ci si è avvicinati di molto alla realtà.

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