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FCA: fanno le cose in Cina, pagano le tasse in Olanda e battono cassa in Italia

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I paradisi fiscali in Europa dovrebbero sparire del tutto in modo che non si verifichino situazioni come FCA, Mediaset, Eni, Enel, Campari, Luxottica, Ferrero, Illy e altre società, che si nascondono dietro la grande elusione per costruirsi le loro holding di comodo al di fuori dei confini del fisco italiano.

Questa storia dovrebbe finire, e il bello che tra i Paesi in Europa che favoriscono la grande elusione fiscale internazionale c’è proprio l’Olanda, quel Paese che ci ha negato i Coronabond, quel paese che sta osteggiando anche il Recovery fund, nonostante ospiti alcune delle nostre più grandi aziende, come FCA, quel paese che, se non fosse per le “aziende degli altri” e per “i soldi degli altri”, sarebbe il niente mischiato col nulla…

Il medesimo Paese che ci leva ogni anno qualche miliardo di gettito fiscale, che diventano decine di miliardi se aggiungiamo al mazzo anche Irlanda e Lussemburgo, gli altri due paradisi fiscali europei.

FCA è solo la punta dell’iceberg, sono molte le aziende che se ne vanno in Olanda per eludere il fisco nei paesi di appartenenza. FCA fa conluire tutte le sue ricchezze al di fuori dell’Italia, lasciando al Bel Paese la sola tassazione del lavoro dipendente, o di quel che ne è rimasto, mentre le produzioni vengono spostate altrove, in un altro genere di “paradisi”, quelli in cui la manodopera non costa nulla, come la Cina.

FCA ora si permette di battere cassa, chiedendo in Italia un prestito di 6,3 miliardi di euro per far fronte ai problemi derivati dalla pandemia di coronavirus, promettendo che verranno impiegati solamente in Italia. Per battere cassa ci dovrebbe essere un prerequisito fondamentale: sede fiscale in Italia.
Francia, Danimarca e Polonia hanno già deciso di escludere dall’erogazione di aiuti pubblici quelle imprese con sede in paradisi fiscali. Noi cosa stiamo aspettando?

Molto probabilmente FCA riuscirà nel suo intento. Come riferito dall’ AGI:
<<Nel giorno in cui Fca ufficializza la richiesta di una garanzia statale per un prestito da 6,3 miliardi, dalla maggioranza arrivano reazioni dai toni diversi: duri quelli del Pd e della sinistra, che giudicano la richiesta incompatibile con il trasferimento della sede in Olanda, più dialoganti quelli del presidente del Consiglio, anche perché nel frattempo l’azienda aveva già chiarito con i sindacati che i fondi sarebbero stati impiegati solo in Italia.

Nel caso di Fca “parliamo di fabbriche italiane, di lavoro italiano, che occupano tantissimi lavoratrici e lavoratori italiani”, aveva detto poco prima il presidente del Consiglio in serata durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi
“Dobbiamo rendere più attraente il nostro ordinamento giuridico – ha aggiunto – Stiamo introducendo delle modifiche societarie che andranno sicuramente nel dl semplificazione per scongiurare la maggiore competitività di altri Paesi Ue. Per noi e’ inaccettabile”.

Per Conte “non c’e’ solo un diritto societario più attraente ma anche agevolazioni fiscali, il cosiddetto dumping fiscale. Non intendiamo più concedere questi vantaggi a nostri diretti concorrenti e stiamo lavorando a questo”>>.

fonte: Jedanews.it

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