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Possibili comparse di leucemie e linfomi post vaccinazione di massa

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La curva di comparsa della leucemia e dei tumori solidi (Linfomi, Carcinomi, Sarcomi, Gliomi, Melanomi) in funzione del tempo dopo esposizione singola ad un Evento sufficiente per induzione di tumore, vale a dire un’Aberrazione cromosomica, cromatidica o sub-cromatidica, è indotta da:

  1. Radiazioni ionizzanti
  2. Sostanze chimiche tossiche
  3. Retro-virus naturali o Retro-virus transgenici (artificiali, vedi OGM).

Riguardo al RNA MESSAGGERO utilizzato per alcuni tipi di vaccini anti-COVID-19, di cui si è ipotizzato o sospettato un analogo meccanismo d’azione, pur ritenendo tale tesi ancora priva di Validità scientifica, NON essendosi ancora verificati casi di Leucemia, di Linfoma o di Cancri ad esso riconducibili, riteniamo COMUNQUE che tale Evento dovrebbe presentare uno schema di comparsa simile a quello finora noto dopo l’esposizione alle Radiazioni Ionizzanti, e quindi con Picco leucemico a 5-6 anni dopo la vaccinazione, similmente a quanto riportato in figura per le Radiazioni Ionizzanti, e approssimabile, nel caso delle vaccinazioni anti-COVID19, al 2025.

Viceversa, i Cancri dovrebbero insorgere soltanto dopo il 2030, con successivo e progressivo incremento nel 2040, 2050 e 2060…

Si ritengono pertanto utili futuri Studi di analisi prospettici a lungo termine nella popolazione italiana sottoposta a vaccinazione con RNA MESSAGGERO.

Curva di comparsa della leucemia e dei tumori solidi in funzione del tempo, dopo esposizione singola ad un evento sufficiente per induzione di tumore.

da: Radiation: doses, effects, risks, United Nations Scientific Enviroment Programme, pp 54, December 1985,

Le Aberrazioni cromosomiche del DNA quale unico mezzo sicuro per la diagnosi “provata” di una vera Leucemia e/o di un vero Linfoma (Hodgkin – NON Hodgkin)

Molti farmaci possono erroneamente dare quadri ematologici simili alla Leucemia Linfatica o a quella Mieloide, al Linfoma di Hodgkin o al Linfoma Non Hodgkin.

Ma anche la stessa risposta immunitaria del paziente contro germi o virus (es: Mononucleosi infettiva) può erroneamente condurre alla diagnosi di tumore.

Si ritiene pertanto utile sottolineare l’importanza di condurre precisi esami diagnostici mirati allo studio del DNA delle cellule, allo scopo di escludere diagnosi errate.

In particolare, si ritiene utile e necessario dimostrare sempre la presenza di un’Aberrazione cromosomica, ogni qualvolta vi sia la necessità di diagnosticare una Leucemia o un Linfoma.

Ciò che segue, è parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148).

Già nel 1960 venne identificato il cromosoma Philadelphia, presente nelle leucemie mieloidi croniche (Nowell: a minute chromosome in human chronic granulocytic leukaemia, Science 1960, No. 132 pp: 1497 ; https://www.mednat.news/vaccini/Nowell.pdf), e nel 1972 venne scoperto che oltre l’80% dei casi di linfomi di Burkitt presentavano una ben precisa aberrazione cromosomica (Manolov G: Marker band in one chromosome 14 from Burkitt’s lymphomas, Nature, 1972, No. 237, pp: 33-34 ; https://www.mednat.news/vaccini/Manolov.pdf )

Le più importanti aberrazioni cromosomiche sono la traslocazione del DNA, la delezione del DNA, e l’inversione del DNA (4).

Per Traslocazione del DNA si intende: “una rottura in almeno due cromosomi, con scambio di materiale genetico”. In una traslocazione reciproca fra 2 catene di DNA non c’è una evidente perdita di materiale cromosomico. Le alterazioni sono indicate con la lettera “t”. I cromosomi coinvolti sono annotati nel primo set di parentesi (per convenzione il cromosoma con il numero più basso è indicato per primo).

Per Inversione del DNA si intende: “il risultato di una doppia rottura nello stesso cromosoma con rotazione del segmento interposto”.

Per Delezione del DNA si intende: “perdita di un segmento di cromosoma come risultato di una singola rottura (delezione terminale), o di due rotture con perdita del frammento interposto (delezione interstiziale)”.

Le analisi citogenetiche sono effettuabili solo su campioni cellulari vivi (4).

Per questo è estremamente importante che il campione sia trasportato al laboratorio di analisi nel più breve tempo possibile.

Come ben evidenziato da Del Mistro in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative”, in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148), nel caso di leucemia, il campione dev’essere ottenuto mediante aspirazione di midollo osseo e analizzato immediatamente, nella cosiddetta “preparazione diretta”, evitando assolutamente di metterle invece in coltura tardiva dove, non infrequentemente, le cellule con alterazioni cromosomiche, cioè le cellule tumorali, possono presentare uno svantaggio di crescita, uno svantaggio che può comportare dei risultati falsi negativi (cioè si ritiene erroneamente che NON vi siano cellule con aberrazioni cromosomiche, cioè cellule tumorali).

Se i pazienti sospettati di essere affetti da leucemia, hanno una conta di globuli bianchi maggiore di 10.000 globuli per millimetro cubo di sangue, e con più del 10% di cellule atipiche (cioè con superficie di membrana cellulare “anomala”, e quindi dubbia per possibile quadro di neoplasia), può essere utilizzato il normale prelievo di sangue venoso, anziché ricorrere al dolorosissimo sistema di aspirazione del midollo osseo.

Nel caso di linfoma, invece, le cellule neoplastiche possono essere ottenute da un linfonodo sospetto, o dalla stessa massa linfonodale “anomala”.

Se esiste in almeno due cellule lo stesso riarrangiamento strutturale (traslocazioni, inversioni o delezioni), allora la condizione è considerata diagnostica di un clone anormale, vale a dire di un tumore maligno (4).

Di queste tre alterazioni cromosomiche, due (traslocazioni e inversioni) possono essere raggruppate insieme in quanto per entrambe si verifica rottura e riposizionamento di DNA (4).

I cromosomi umani sono 46 nelle cellule somatiche: 22 paia di cromosomi autosomi (identificati con un numero progressivo, da 1 a 22) e due cromosomi sessuali (identificati come X e Y).

Ogni cromosoma ha un braccio corto (designato come “p”), un braccio lungo (designato come “q”) e una regione centrale (centromero).

Significato dei simboli usati nella nomenclatura cito-genetica delle Aberrazioni cromosomiche (parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Numeri arabi (es: 1….2…. 14…18….23) : indica il tipo di cromosoma coinvolto.

p : braccio corto del cromosoma

q : braccio lungo del cromosoma

segno +: se scritto prima del cromosoma, indica l’acquisizione di un intero cromosoma (es.: 18); se scritto dopo il cromosoma, indica acquisizione di parte del cromosoma (es.: 14q+ aggiunta di materiale al braccio lungo del cromosoma 14).

Segno – : se scritto prima del cromosoma, indica la perdita di un intero cromosoma (es.: -7); se scritto dopo il cromosoma, indica perdita di parte del cromosoma (es.. 5q- perdita di parte del braccio lungo del cromosoma 5).

“t” : traslocazione

“del” : delezione

“inv” : inversione

In questi esami, se condotti su cellule neoplastiche, si osserveranno anche la “Aneuploidia”, la “Pseudodiplopia” e la “Anormalità ricorrente”.

Per “Aneuploidia” si intende dire che è presente un numero anormale di cromosomi, dovuto ad acquisizioni di cromosomi in più, o, viceversa, a perdita di cromosomi

Per “Pseudodiplopia” si intende la presenza di un numero diploide di cromosomi, accompagnato da anormalità cromosomiche strutturali.

Per “Anormalità Ricorrente” si intende la presenza di una anormalità numerica dei cromosomi o strutturale di essi, osservata in più pazienti affetti dalla stessa neoplasia ematologia (linfoma o leucemia).

Queste anormalità sono caratteristiche e/o diagnostiche di precisi e distinti sottotipi di leucemia e di linfoma.

Le “Anormalità Ricorrenti” rappresentano mutazioni genetiche che sono coinvolte nella patogenesi delle corrispondenti forme neoplastiche, e molte di esse hanno preciso significato prognostico sul decorso clinico della neoplasia (4).

In sintesi, l’osservazione di almeno due cellule con lo stesso tipo di riarrangiamento strutturale (traslocazioni o delezioni) o con l’acquisizione dello stesso cromosoma, o con la formazione di tre cellule ipo-diploidi per la perdita dello stesso cromosoma, è considerata osservazione diagnostica positiva per la presenza documentata di un clone “anormale” (4).

La traslocazione e l’inversione cromosomica sono due distinte alterazioni cromosomiche, ma possono essere raggruppate insieme in quanto per entrambe si verifica la rottura del DNA e il suo successivo riposizionamento nel nuovo cariotipo (DNA) che si è venuto a formare, sia pure in forma aberrante (4).

Aberrazioni Cromosomiche più frequenti presenti nella Leucemia e nel Linfoma (parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

1. Leucemia Mieloide Cronica:

Riarrangiamento t(9;22) (q34;q11); frequenza : 95% dei casi

Nowell: a minute chromosome in human chronic granulocytic leukaemia, Science 1960, No. 132 pp: 1497; https://www.mednat.news/vaccini/Nowell.pdf

2. Linfomi Non Hodgkin tipo B:

Riarrangiamento (t(8;14) (q24;q32); frequenza: 75-85% (linfoma di Burkitt)

Manolov G: Marker band in one chromosome 14 from Burkitt’s lymphomas, Nature, 1972, No. 237, pp: 33-34 ; https://www.mednat.news/vaccini/MANOLOV.pdf Taub R.: Translocation of the c-myc gene into the immunoglobulin heavy chain locus in human Burkitt lymphoma and murine plasmocytoma cells, Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1982, No. 79, pp.: 7837-7841; https://www.mednat.news/vaccini/TAUB.pdf

3. Linfomi Non Hodgkin tipo B:

Riarrangiamento (t(2;8) (p12;q24); frequenza: 5% (linfoma di Burkitt)

Croce CM.: Molecular genetics of human B-cell neoplasia, Adv Immunol. 1986, No. 38, pp: 245-274 ; https://www.mednat.news/vaccini/Croce.pdf Rappold G.A.: C-myc and immunoglobulin kappa light chain constant genes are on the 8q+ chromosome of three Burkitt lymphoma lines with t(2;8) translocations , EMBO J. 1984, No. 3, pp: 2951-2955 ; https://www.mednat.news/vaccini/ROWLEY.pdf

4. Linfomi Non Hodgkin tipo B :

Riarrangiamento (t(8;22) (q24;q11); frequenza: 15% (linfoma di Burkitt) Croce CM.: Molecular genetics of human B-cell neoplasia, Adv Immunol. 1986, No. 38, pp: 245-274; https://www.mednat.news/vaccini/Croce.pdf

5. Linfomi Non Hodgkin tipo B:

Riarrangiamento (t(14;18) (q32;q21); frequenza: 80% (linfoma a piccole cellule non clivate) Rowley JD: Identification of the constant chromosomal regions involved in human hematolgic malignant disease, Science 1982, No. 216, pp: 749-751; https://www.mednat.news/vaccini/ROWLEY.pdf Tsujimoto Y.: Involvement of the bcl-2 gene in human follicular lymphoma, Science 1985, No. 228, pp: 1440-1443; https://www.mednat.news/vaccini/TSUJMOTO.pdf

6. Linfomi Non Hodgkin tipo B:

Riarrangiamento (t(11;14) (q13;q32); frequenza: 30% (linfoma a cellule mantellari) Raffeld M.: bcl-1, t(11;14), and mantle cell-derived lymphomas, Blood 1991, No. 78, pp.: 259-263

https://www.mednat.news/vaccini/Raffeld%20M…pdf

7. Linfomi Non Hodgkin tipo T:

Riarrangiamento (t(10;14) (q24;q11); frequenza: 5-10% Kagan J: alpha chain locus of the T-cell antigen receptor is involved in the t(10;14) chromosome traslocation of T-cell acute lymphocytic leukaemia, Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1987, No. 84, pp.: 4543-4546 ; https://www.mednat.news/vaccini/KAGAN.pdf Zutter M.: The t(10;14) (q24;q11) of T-cell acute lymphoblastic leukaemia juxtaposes the delta T cell receptor with tcl-3, a conserved and activated locus at 10q24. Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1990; 87, PP.: 3161-3165; https://www.mednat.news/vaccini/ZUTTER.pdf

8. Linfomi Non Hodgkin tipo T:

Riarrangiamento (t(2;5) (p23;q35); frequenza: 40-50% (linfoma a grandi cellule anaplastiche) Morris SW: Fusion of a kinase gene, ALK, to a nucleolar protein gene, NPM, in NON-Hodgkin’s lymphoma, Science 1994, No. 263, pp: 1281-1284; https://www.mednat.news/vaccini/MORRIS.pdf

9. Linfomi Non Hodgkin tipo T:

Riarrangiamento (t(8;14) (q24;q11) McKeithan: Molecular cloning of the breakpoint junction of a human chromosomal 8;14 traslocation involving the T-cell receptor alpha chain gene and sequences an the 3’ side of myc, Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1986, No. 83, pp: 6636-6640 ;

https://www.mednat.news/vaccini/McKeithan.pdf

10. Leucemia linfatica cronica tipo B cellulare:

Riarrangiamento (t(11;14) (q13;q32); frequenza: 10-15% Julisson G. Chromosomal aberrations in B-cell chronic lymphocytic leukaemia: Pathogenetic and clinical implications, Cancer Genet. Cytogenet., 1990, No. 45, pp.: 143-160 https://www.mednat.news/vaccini/JULIUSSON.pdf

11. Leucemia linfatica cronica tipo B cellulare:

Riarrangiamento (t(14;19) (q32;q13); McKeithan (BIS): Cloning of the chromosome translocation breakpoint junction of the t(14;19) in chronic lymphocytic leukaemia. Proc. Natl. Acad. Sci. USA 1987, No. 84, pp: 9257-9260 https://www.mednat.news/vaccini/McKeithan%20(BIS).pdf

12. Leucemia linfatica cronica tipo B cellulare:

Riarrangiamento (t(2;14) (p13;q32); Julisson G. Chromosomal aberrations in B-cell chronic lymphocytic leukaemia: Pathogenetic and clinical implications, Cancer Genet. Cytogenet., 1990, No. 45, pp.: 143-160 https://www.mednat.news/vaccini/JULIUSSON.pdf

13. Leucemia linfatica cronica tipo T cellulare:

Riarrangiamento (t(8;14) (q24;q11); Erikson J.: Deregulation of c-myc by translocation of the alpha-locus of the T-cell receptor in T-cell leukemias, Science, 1986, No. 232, ppp: 884-886

https://www.mednat.news/vaccini/Erikson.pdf

14. Leucemia linfatica cronica tipo T cellulare:

Riarrangiamento (inv(14) (q11;q32); Denny CT: A chromosome 14 inversion in a T-cell lymphoma is caused by site specific recombination between immuno-globulin and T-cell receptor loci, Nature 1986, No. 320, pp.: 549-551; https://www.mednat.news/vaccini/Denny.pdf

15. Mieloma Multiplo

Riarrangiamento (t(11;14) (q13;q32); Van den Berghe: High incidence of chromosome abnormalities in IgG3 myeloma, Cancer Genet Cytogenet. 1984, No. 11, pp: 381.387

16. Leucemia a cellule T dell’Adulto:

Riarrangiamento (t(14;14) (q11;q32); Sadamori : Abnormalities of chromosome 14 at band 14q11 in Japanese patients with adult T-cell leukaemia, Cancer Genet. Cytogenet., 1985, No. 17, pp: 279-282 https://mednat.news/vaccini/SADAMORI.pdf

17. Leucemia a cellule T dell’Adulto:

riarrangiamento (inv(14) (q11;q32); Sadamori (BIS): Cytogenetic implication in adult T-cell leukaemia. A hypothesis of leukemogenesis, Cancer Genet Cytogenet., 1991, No. 51, pp: 131-136

https://www.mednat.org/vaccini/SADAMORI%20(BIS)%20%20.pdf

18. Linfomi di Hodgkin:

Riarrangiamento (t(2;5) (p23;q35); Orscheschet K.: Large-cell anaplastic lymphoma-specific translocation (t[2;5][p23;q35] in Hodgkin disease: indication of a common pathogenesis ? Lancet 1995, No. 345, pp: 87-90 https://www.mednat.news/vaccini/Orscheschet.pdf

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Le Aberrazioni cromosomiche numeriche(parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Oltre alle traslocazioni cromosomiche comuni ricorrenti (Traslocazioni e Inversioni) viste sopra, e presenti in varie percentuali in specifici tipi di linfomi o leucemie, sono state descritte altre aberrazioni ricorrenti, fra cui quelle numeriche (4).

In queste ultime, la Trisomia 7 e la Trisomia 12, sono state osservate in più del 10% dei linfomi con alterazioni cromosomiche, analizzati consecutivamente in una singola struttura (4,5).

In quello Studio, comprendente 278 casi clinici di linfoma, con alterazioni cromosomiche su 434 soggetti analizzati, il 3-10% dei casi mostravano altre alterazioni numeriche, quali Trisomia 3, Trisomia 5, Trisomia 6, Trisomia 9, Trisomia 11, Trisomia 15, Trisomia 17, Trisomia 18, Trisomia 21, Monosomia Y.

Una analisi dettagliata delle varie forme di aberrazioni genetiche osservate ha messo anche in luce la presenza di aberrazioni cromosomiche coincidenti.

Ad esempio, la Trisomia 7 è stata osservata nel 17% dei 132 campioni presi aventi una delle traslocazioni comuni ricorrenti, e solo nel 7,5% di 146 campioni senza traslocazioni; in particolare la traslocazione a cui la Trisomia 7 si associa più frequentemente è la t(14;18) (4, 5).

Per quanto riguarda l’associazione con specifici sottotipi istologici, più autori hanno descritto l’associazione della Trisomia 12 con i linfomi diffusi a grandi cellule (4).

Molti tumori maligni acquisiscono poi, nel tempo, caratteristiche più aggressive e un comportamento più maligno. I fenomeni caratteristici di progressione tumorale maligna sono rappresentati dalle metastasi, dalle variazioni del tasso di crescita e dall’acquisizione di resistenza alla Chemio-Terapia (es.: pompa glicoproteica di membrana P da 170 kilodalton). (21-26) https://www.mednat.news/vaccini/Nacci_GLICOPROTEINA.pdf

Già Nowell, nel 1976, aveva indicato che gli eventi della progressione tumorale sono accompagnati dalla comparsa sequenziale di specifici scambi genetici e citogenetici fra porzioni diverse di diversi cromosomi (Nowell PC: The clonal evolution of tumor cell populations, Science, 1976, N. 194, pp: 23).

Una prima conferma a queste indicazioni è poi venuta dagli studi citogenetici in corso di leucemia mieloide cronica.

Le fasi precoci di questo particolare tipo di leucemia sono caratterizzate da una popolazione di malati portatori di una singola alterazione cromosomica: la traslocazione t(9;22) che produce il cromosoma Philadelphia.

Quando essa progredisce nella fase blastica, si possono allora sviluppare alterazioni cariotipiche aggiuntive, come un secondo tipo di cromosoma Philadelphia, una Trisomia 8, o un Iso-cromosoma per il braccio lungo del cromosoma 17 (4, 7).

Anche nei linfomi B-cellulari la progressione clinica è associata a variazioni citogenetiche sequenziali (4).

La traslocazione t(14;18) che coinvolge il gene bcl-2 si verifica nella maggioranza dei linfomi follicolari a basso grado.

La progressione ad uno stadio più aggressivo avviene generalmente ad opera di un subclone le cui cellule contengono anche la traslocazione t(8;14) o un cromosoma 17q+.

In entrambi gli eventi c’è il coinvolgimento del gene c-myc (4, 8, 9).

Anche la trisomia 7 e una delezione del 6q sono state dimostrate accompagnare il 30-60% dei linfomi ad intermedio ed alto grado di malignità portatori di traslocazione t(14;18); la Trisomia 7 è meno comune nei tumori a basso grado (4, 10) (Armitage JO.: Correlation of cytogenetic abnormalities with histolologic appearance in NON-Hodgkin’s lymphomas bearing t(14;18) (q32;q21), J. Natl.Cancer Inst., 1988, No. 80, pp: 576-580 ; https://www.mednat.news/vaccini/ARMITAGE.pdf ) ed è stata dimostrata come patologia associata alla trasformazione neoplastica da linfomi NON-Hodgkin a basso grado di malignità a Linfomi NON Hodgkin ad alto grado di malignità (4, 11).

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Aberrazioni cromosomiche dei Cancri

(parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Anche i cancri hanno dimostrato di essere caratterizzati da progressiva e peggiorativa sommazione di aberrazioni cromosomiche (12, 13, 27):

Meloni A.: Trisomy 10 in Renal Cell Carcinoma, Cancer Genet. Cytogenet., 1991, No. 51, pp: 137-138;

Nuove indagini di laboratorio per lo studio delle aberrazioni cromosomiche

(parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Le analisi citogenetiche convenzionali talvolta non riescono a fornire una informazione completa sulle alterazioni cromosomiche, o perché il numero delle metafasi è insufficiente, o perché la morfologia dei cromosomi è insoddisfacente (4).

Inoltre, poiché le analisi citogenetiche sono effettuate solo su cellule in divisione, vengono automaticamente escluse dall’analisi le cellule che rimangono in interfase (es.: cellule completamente differenziate o con un basso indice mitotico).

Negli anni novanta sono state sviluppate nuove metodiche molecolari che permettono di superare in parte i limiti della citogenetica convenzionale (4).

Una delle metodiche più promettenti è la Ibridizzazione In Situ a Fluorescenza (FISH), che utilizza sonde DNA cromosoma-specifiche non radioattive e permette l’analisi di cellule sia in interfase che in metafase (4, 17) (Chen Z: Application of Fluorescence In Situ Hybridization in haematological disorders, Cancer Genet Cytogenet, 1992, No. 63, pp: 62-69).

Mediante la FISH è possibile analizzare rapidamente un elevato numero di cellule, e non è necessario effettuare la coltura cellulare in vitro.

Le applicazioni cliniche possono essere raggruppate in cinque aree principali:

  1. identificazione di cromosomi marker;
  2. identificazione di Trisomie;
  3. valutazione del significato (clonalità o meno) di una Trisomia osservata in una singola cellula con metodica convenzionale;
  4. monitoraggio post-trapianto di midollo osseo per valutare l’attecchimento delle cellule midollari del donatore;
  5. rivelazione di malattia residua dopo remissione clinica, nei casi per i quali è disponibile una analisi citogenetica iniziale che consente di usare delle sonde “personalizzate” (4, 18-20).

Paddighe PJ.: Interphase cytogenetics of haematological cancer: comparison of classified karyotyping and in situ hybridization using a panel of eleven chromosome-specific DNA probes, Cancer Res., 1991, No.51, pp: 1959-1967 Anastasi J.: Interphase cytogenetic analysis detects minimal residual disease in a case of acute lymphoblastic leukaemia and resolves the question of origin of relapse after allogenic bone marrow transplation, Blood, 1991, No. 77, pp: 1087-1091

Limiti e ruoli della citogenetica per lo studio delle aberrazioni cromosomiche

(parzialmente tratto e modificato da Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

L’analisi cariotipica convenzionale può risultare tecnicamente inadeguata in una elevata proporzione dei casi; i parametri che maggiormente influenzano il tasso di insuccessi sono da un lato legati alle fasi di processazione (ad esempio, un ritardo nel trasporto del campione al laboratorio di citogenetica può elevare il tasso di insuccessi fino al 50%), e dall’altro all’indice mitotico dei campioni (ad esempio, il tasso è del 12,5% nei linfomi a basso grado di malignità, e del 13,2% in quelli ad alto grado di malignità, come descritto nella casistica di Offit) (4, 5).

In realtà anche in centri con buona esperienza in queste metodiche, un cariotipo soddisfacente viene ottenuto approssimativamente nell’80% dei casi (5).

Gli insuccessi sono dovuti principalmente al limitato numero di metafasi analizzabile in ogni caso (4).

Come visto precedentemente, la FISH consente di analizzare un elevato numero di cellule, sia in metafase che in interfase, e questo fornisce un quadro più rappresentativo della massa tumorale.

Tuttavia, poiché solo poche anormalità cromosomiche possono essere studiate simultaneamente nella stessa cellula, la FISH deve attualmente essere considerata una metodica complementare e non sostitutiva alla citogenetica convenzionale (4).

L’analisi citogenetica costituisce un importante strumento per la diagnosi e la classificazione delle neoplasie ematologiche.

Il riscontro di una anormalità cromosomica acquisita conferma la diagnosi di neoplasia, escludendo la diagnosi di iperplasia reattiva, e fornisce una giustificazione sufficiente per l’istituzione di un trattamento antineoplastico (4).

Specifiche anormalità cromosomiche identificano specifici sottogruppi di linfomi; la scomparsa di una alterazione (cromosomica) presente alla diagnosi è un parametro importante per la definizione di remissione completa post-trattamento, mentre la sua ricomparsa invariabilmente indica ricaduta.

Parzialmente TRATTO da: Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148)

Bibliografia essenziale

4) Del Mistro A. in “Aspetti metodologici ed applicativi della citogenetica nelle lesioni linfoproliferative” in: Savagno L: I Linfomi Non Hodgkin, Piccin Nuova Libraria S.p.A., Padova, 1996, pp.141-148

5) Offit K: Cytogenetic analysis of 434 consecutively ascertained specimens of non-Hodgkin’s lymphoma : correlations between recurrent aberrations, histology, and exposure to cytotoxic treatment, Genes Chromosom Cancer , 1991, 3, pp: 189-201

6) Nowell PC: The clonal evolution of tumor cell populations, Science, 1976, N. 194, pp: 23

7) Rowley JD: Ph-positive leucemia, includine chronic myelogenous leucemia, Clin. Haematol., 1980, 9, pp: 85-86

8) Gauwerky CE.: Pre B cell leucemia with a t(8;14) and t(14;18) translocation is preceded by follicular lymphoma, Oncogene, 1988, No.2, pp: 431-435

9) Gauwerky CE.: Activation of c-myc in a masked t(8;17) traslocation results in an aggressive B-cell leukaemia, Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 1989, No. 85, p: 8867-8871

10) Armitage JO.: Correlation of cytogenetic abnormalities with histolologic appearance in NON-Hodgkin’s lymphomas bearing t(14;18) (q32;q21), J. Natl.Cancer Inst., 1988, No. 80, pp: 576-580

11) Levine EG.: Sequential karyotypes in NON-Hodgkin’s lymphoma: their nature and significance, Genes Chromosom Cancer, 1990, No. 1, pp: 270-280

12) Wolman S.R.: Cytogenetic, flow cytometric and ultrastructural studies of 29 nonfamilial renal cell carcinomas, Cancer Research, 1988, No. 48, pp.: 2890-2897

13) Soloman E.: Colorectal cancer genes, Science, 1990, No. 342, pp: 412-414

14) Bloomfield CD.: Non-randam chromosome abnormalities in lymphoma, Cancer Research, 1983, No. 43, pp: 2975-2984

15) Berger R.: Cytogenetic studies on ANLL in relapse, Cancer Genet. Cytogenet, 1988, No. 34, pp: 11-19

16) Offit K.: Cytogrenetic analysis of chimerism and leukaemia relapse in chronic myelogenous leukaemia patients after T cell depleted bone marrow transplation, Blood, 1990, No. 75, pp: 1346-1355

17) Chen Z: Application of Fluorescence In Situ Hybridization in haematological disorders, Cancer Genet Cytogenet, 1992, No. 63, pp: 62-69

18) Paddighe PJ.: Interphase cytogenetics of haematological cancer: comparison of classified karyotyping and in situ hybridization using a panel of eleven chromosome-specific DNA probes, Cancer Res., 1991, No.51, pp: 1959-1967

19) Anastasi J.: Interphase cytogenetic analysis detects minimal residual disease in a case of acute lymphoblastic leukaemia and resolves the question of origin of relapse after allogenic bone marrow transplation, Blood, 1991, No. 77, pp: 1087-1091

20) Sahlin P.: Detection of hidden structural rearrangements by FISH in leomorphic adenomas, Genes Chromosom Cancer, 1995, No. 12, pp: 81-86

21) Progressi nella ricerca sul cancro, Le Scienze, 1989

https://www.mednat.news/vaccini/Nacci_GLICOPROTEINA.pdf

22): Burt R.K.: Polichemioresistenza da glicoproteina P, Minuti, ottobre 1990, pp.: 37-46

23) Juranka PF.: P-glycoprotein: multidrug-resistance and a superfamily of membrane-associated transport proteins, FASEB Journal, No. 3, pp: 2583, 1989

24) Endicott JA.: The biochemistry of P-glycoprotein-mediated multidrug resistance, Ann. Rev. Biochem., No. 58, pp. 137, 1989

25) Kessel D.: Resistance to antineoplastic Drugs, CRC Press, Boca Raton, Fla, 1989

26) Ozols RF.: Drug Resistance in Cancer Therapy, Kluwer Academic, Norwell, Mass, 1989

27) Meloni A.: Trisomy 10 in Renal Cell Carcinoma, Cancer Genet. Cytogenet., 1991, No. 51, pp: 137-138

28) Naasami I: Blocking telomerase by dietary polyphenols is a major mechanism for limiting the growth of human cancer cells in vitro and in vivo, Cancer Res., 2003, No.63, pp.: 824-830

Note aggiuntive sul COVID-19 e considerazioni finali sul Capitalismo e sugli interessi economico-finanziari delle Multinazionali chemio-farmaceutiche

La gestione fallimentare dell’epidemia COVID-19 da parte dell’Unione Europea deve far aprire gli occhi al Popolo Sovrano…

Sarebbe bastato sospendere a tutti gli Anziani delle Case di Riposo i farmaci a base di CORTISONE, di ASPIRINA e di FANS, dando loro Vitamina C allo scopo di far alzare loro la provvidenziale Febbre, fra l’altro tenendoli anche seduti, e non sdraiati, nei loro letti durante il giorno, per evitare l’insorgenza di una Polmonite da Stasi.

Sarebbe bastato, agli esponenti politici delle varie Forze Politiche di Governo e di Opposizione, spiegare al Popolo Sovrano l’estrema importanza della Febbre nelle due settimane (15 giorni) successive al Contagio, allo scopo di NON permettere al virus COVID-19 di moltiplicarsi nell’Organismo, in attesa che la spontanea formazione degli Anticorpi naturali facesse poi guarire il paziente…

Tutto questo non è stato fatto, e cento trenta mila (130.000) ANZIANI sono stati lasciati morire, in attesa che le Multinazionali chemio-farmaceutiche provvedessero a fornire al Popolo i costosissimi Vaccini, per stimolare la formazione di Anticorpi, come se gli Anticorpi naturali non servissero…

Dott. Giuseppe Nacci, MEDICO CHIRURGO, Trieste

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