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Come rovinarsi la vita a 27 anni con la profilassi sperimentale emergenziale

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covid 19 vaccino

Questa è una delle innumerevoli testimonianze che sono date dalle persone che hanno ricevuto la terapia vaccinale voluta dal governo, e di fatto spinta verso l’obbligatorietà anche dalle ultime parole di Speranza.

Buonasera a tutti. Questa la mia esperienza: Perfettamente in salute, 27 anni, nessuna patologia pregressa, solo allergie da contatto. Prima dose AZ il 25/03. Nessun problema nelle prime ore post-inoculazione. A sera inizio ad avvertire bruciori intensi alle gambe, brividi di freddo. Chiamo la guardia medica, che mi consiglia di prendere tachipirina 1000 e di non preoccuparmi. Dopo 24h, febbre a 38, poi 38.5, linfonodi ingrossati e ancora bruciori alle gambe (come “fiammate”). Chiamo nuovamente la guardia medica, mi dicono che può capitare, di continuare a prendere tachipirina 1000. Avanti così per 4 giorni, nel frattempo comparse parestesie alle ultime due dita della mano sinistra. Passata la febbre, linfonodi non più doloranti e ingrossati, sospendo la tachipirina.

Il quinto giorno iniziano a comparire delle piccole vescicole sierose e pruriginose sulle mani, dietro le orecchie e sul collo. Il medico di base mi prescrive un antistaminico per tre giorni. Continuano le parestesie, debolezza e senso di sbandamento, peggiora l’eruzione cutanea. Proseguo con antistaminico per altri 7 giorni. Tra il settimo e l’ottavo giorno, parestesia persistente (senso di intorpidimento e a tratti formicolio) della gamba sx, mi reco in PS. Dopo 12h di attesa, esami ematici per escludere trombosi in corso e TAC encefalo negativi, mi dimettono con una cura a base di integratori specifici per il sistema nervoso periferico e vitamina B, da fare per un mese.

Dopo qualche tempo la cura sembra aver avuto effetto, continuo ad avvertire nei mesi seguenti però un senso di stanchezza e visione offuscata, a cui non do molto peso, attribuendone la causa allo stress quotidiano. I primi di luglio invece, a poco a poco, le parestesie riprendono progressivamente, ripartendo dalle ultime due dita della mano sx, per estendersi in breve al braccio, gamba sx, lato sx del volto e labbra. Altri due accessi in PS nel giro di una settimana. Visite neurologiche negative, D-Dimero ed elettroliti nella norma. Mi dimettono con nuova prescrizione dello stesso farmaco, che questa volta non sorte alcun effetto.

Nel frattempo i sintomi peggiorano di giorno in giorno, visione offuscata, stanchezza invalidante e presente già dal risveglio, sensazione di “testa vuota”, progressiva difficoltà a concentrarsi, alzarsi dalla sedia e camminare. Il neurologo a cui nel frattempo mi sono rivolta in libera professione, mi prescrive un altro integratore e nuovamente vitamina B, per un mese. Nel frattempo vengo sottoposta ad una serie di accertamenti: RM encefalo e tronco encefalico, EMG, esami ematici completi. Tutto negativo, ma nel giro di un paio di settimane dalla ricomparsa dei sintomi, non riesco più a camminare, né a muovere le gambe semplicemente per girarmi nel letto.

Ho bisogno di assistenza anche per andare in bagno. Arti pesanti, gambe che cedono, dolore acuto e persistente a livello lombo-sacrale, febbricola fino a 37.4, sensazione di stordimento. Il medico di base a quel punto mi prescrive punture cortisoniche per sei giorni, aspettandosi miglioramenti che invece non si verificano. Al termine della cura, vengo ricoverata in ospedale per sospetta sindrome G.Barrè. Ancora RM, questa volta anche con contrasto, a rachide dorsale e lombo-sacrale, eco color doppler agli arti inferiori e all’addome, ancora visite neurologiche.

Come pronosticato dal neurologo di riferimento (che ancora mi segue), tutti gli esami risultano negativi -eccettuata una lieve leucocitosi e fibrinogeno leggermente più alto dei valori di riferimento-, come già verificatosi in altri casi sotto sua osservazione di donne sottoposte alla vacc. Viene esclusa quindi la G.Barrè, eventuali trombi “nascosti” e possibili mieliti. Vengo dimessa quindi dopo quattro giorni con diagnosi generica “parestesie migranti e lombalgia successiva a vacc. anticovid” e cura a base di miorilassanti, integratori e paracetamolo al bisogno, cui si aggiunge per prescrizione del neurologo di riferimento, un farmaco per profilassi e trattamento del dolore neuropatico.

Dopo 10 giorni dall’inizio della nuova cura, avverto sensibili miglioramenti, riesco a camminare senza bisogno di appoggi e sto a poco a poco recuperando la concentrazione (non riuscivo più nemmeno a leggere una pagina di un libro! E sono all’ultimo anno di un dottorato di ricerca), ma le parestesie permangono, così come l’affaticabilità dopo piccole attività quotidiane. Sono quindi ancora in convalescenza, sto perdendo mesi preziosi di lavoro, ho dovuto naturalmente pagare tutte le cure e le visite in libera professione e l’unica cosa che chiedo a questo punto è di poter avere un certificato idoneo di esenzione, dal momento che quello del mio medico curante non è considerato conforme. Sono andata alla ricerca del medico vaccinatore, ho mandato mail al servizio di riferimento della regione di competenza, ho chiesto informazioni alla finanza, richiamato il numero del ssn, ancora niente.

E teoricamente neanche io, da domani, potrei prendere un mezzo pubblico (visto che risiedo in una regione diversa rispetto a quella in cui lavoro e in queste condizioni non me la sento di guidare), né potrei accedere nelle aule e laboratori dell’Università. Non c’è stato un medico o operatore sanitario che abbia negato che questi sintomi non siano riconducibili alla vacc. . Sono una delle tante persone che si trovano in questa situazione, eppure, come tutti quelli a cui è capitato, discriminata.

Mi è capitato, in un momento in cui ancora riuscivo a camminare, di recarmi in una struttura termale, e sentirmi dire che purtroppo nel mio caso occorreva un tampone per poter accedere, -nonostante l’esenzione esibita- dal momento che non avevo potuto completare il ciclo vacc. e dunque potevo essere un potenziale pericolo. Oltre al danno, anche la beffa.E alla fine, leggendo altre testimonianze, penso di dovermi ritenere anche fortunata. Poteva andare peggio… anche se non so quando tornerò alla normalità.

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