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Coronavirus, fiducia Zangrillo: “Seconda ondata? Credo che il virus si possa fermare qua, ecco perché”

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Il prorettore dell’Università San Raffaele di Milano: “Si è ridotta la forza letale del virus, perché la correlazione tra carica virale e capacità di produrre malattia (anche grave) è dimostrata. Qualcosa sta accadendo a livello delle proteine di superficie del virus: le stesse modificazioni che lo rendevano molto letale tre mesi fa, adesso lo rendono meno aggressivo”.

Coronavirus, com’è la situazione in Italia oggi come oggi? A che punto è l’epidemia? ”La capacità del virus di produrre malattia è uniformemente scomparsa nel contesto nazionale. È un’evidenza dalle cartelle cliniche”.

Lo dice Alberto Zangrillo, Prorettore dell’Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano, in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale sottolinea che “in questo momento” tutti gli indicatori volgono al bello, grazie alle misure adottate come ”il lockdown, il distanziamento e le mascherine, che hanno sicuramente contribuito ad abbassare la carica virale, ma si è ridotta anche la forza letale del virus, perché la correlazione tra carica virale e capacità di produrre malattia (anche grave) è dimostrata. Qualcosa ha fatto anche il virus, però: l’interazione tra Sars-CoV-2 e l’ospite ha prodotto un cambiamento che ci ha favorito”.

Zangrillo è stato tra i primi che, sulla scia dei dati molto incoraggianti sull’andamento dell’epidemia in Italia, ha cercato di ridimensionare i rischi e la gravità dello scenario attuale nel nostro paese. Il suo parere su cosa aspettarsi in autunno è un’iniezione di fiducia: ”Tutti attendono l’arrivo della seconda ondata, io credo invece che il virus si possa fermare qua.

Quanto ai due focolai in Veneto, credo che abbia ragione il presidente Zaia a voler esercitare il controllo sui cluster e impedire che chi è oggetto di sorveglianza possa sfuggire: è la base della prevenzione. Oltretutto ho saputo dal Governatore che si è trattato di un imprenditore che è andato in giro consapevole di non stare bene. Se si è aggravato, poi, dipende anche dalla carica virale che ha contratto in Serbia e che può essere più elevata di quella che circola in Italia’.

”Non l’ho mai negato che il virus circoli ancora – continua Zangrillo – Tutti i virus circolano, a maggior ragione questo. Sta circolando negli Stati Uniti e in Italia nei focolai, ma qui circola in modo ‘benigno’. In questo momento in Italia ha esaurito la sua forza letale, perché sta facendo quello che fanno tutti i virus, cioè adattarsi al suo ospite.

Come si sta modificando il virus del covid 19

Probabilmente nella sua evoluzione adattativa sta anche modificando alcune sue caratteristiche. Questo non vuol dire che sia mutato, ma qualcosa sta accadendo a livello delle proteine di superficie del virus: le stesse modificazioni che lo rendevano molto letale tre mesi fa, adesso lo rendono meno aggressivo”.

Negli Usa, prosegue Zangrillo, ”il virus circola soprattutto tra i giovani, perché l’età media si è abbassata. Aumentano le ospedalizzazioni perché il fenomeno di elevata contagiosità porta comunque a sviluppo di malattie delle prime vie aeree che devono essere tempestivamente monitorate e curate, ma il fatto che non sia ancora aumentata la letalità è perché probabilmente anche lì il virus, pur dotato di alta contagiosità, non è in grado di produrre quella virulenza che portava sempre a malattia grave.

Se per caso la curva dei decessi iniziasse a risalire, bisognerebbe riconsiderare l’ipotesi”. Tornando all’Italia, ”tutti coloro che entrano in ospedale – dice Zangrillo – vengono sottoposti a tampone, quindi c’è una coorte di potenziali nuovi positivi dovuta a questo screening, poi ci sono i controlli casuali e le situazioni che richiedono una particolare attenzione, come i mattatoi, piuttosto che le aziende di logistica o che favoriscono il lavoro in ambienti chiusi.

Arrivare a zero casi è praticamente impossibile ora, perché il virus sta ancora circolando, ma possiamo riprendere le nostre attività perché abbiamo imparato come comportarci. Credo che abbiamo il 50% di possibilità che il coronavirus ad autunno se ne vada.

Se così non fosse, quel che temo di più è aver perso tempo a organizzare strutture e infrastrutture invece di rimettere in equilibrio il rapporto tra l’ospedale e il territorio.

Chi lavora sul territorio e in prima linea negli ospedali deve pretendere che gli ammalati vengano ricoverati subito, perché quel che abbiamo capito è che, in assenza di una terapia specifica, le cure che abbiamo devono essere adottate con tempestività”.

Crisanti è più pessimista di Zangrillo

Sulla possibile seconda ondata di coronavirus altri esperti come Andrea Crisanti hanno espresso maggiori dubbi: “L’Italia non è in bolla protetta: è comunque a rischio, un rischio che aumenterà con la stagione autunnale e invernale. Quindi certi comportamenti seppur deprecabili che oggi non si associano a un rischio elevatissimo, grazie al caldo, all’uso di mascherine, ci vengono perdonati.

Ma a ottobre o novembre spero si ci sia una ripresa dell’attenzione” ha detto a più riprese nei giorni scorsi il direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’azienda ospedaliera di Padova. “La situazione – ricorda – è migliorata rispetto a 2 mesi fa, abbiamo un numero ridotto di infezioni che non danno malattia grave.

C’è una diffusa euforia fra le persone che hanno fame di ritorno alla normalità confortate dal numero esiguo di casi. Non si possono biasimare queste persone, ma la situazione della pandemia non è migliore di quella italiana di 3 mesi fa”.

“Serve consapevolezza, il virus è ancora tra di noi e il pericolo non è finito – ha anche detto Crisanti – Noi dobbiamo interrogarci se siamo preparati a spegnere sistematicamente i focolai che via via si manifesteranno e che con l’autunno e l’inverno sicuramente avranno dimensioni e frequenza maggiori. Dobbiamo insistere e incalzare il governo e le autorità regionali a essere preparati, più saremo preparati più saremo pronti a convivere per un paio d’anni con la dinamica di questo virus, fino a che un vaccino speriamo arrivi. Dobbiamo attrezzarci con consapevolezza.

Quello che è accaduto all’inizio dell’epidemia è in qualche modo perdonabile perché ci ha colto di sorpresa ma riprodurre la stessa situazione a ottobre-novembre sarebbe imperdonabile. E l’Italia non credo possa permetterselo”. Punti di vista differenti di due dei massimi e più ascoltati esperti italiani.

Speranza valuta Tso per chi è positivo al virus e rifiuta le cure

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Così il ministro della Salute parlando del caso dell’imprenditore veneto ‘untore’. “Faremo test nelle scuole”.

“Sto valutando con il mio ufficio legale l’ipotesi di trattamenti sanitari obbligatori nei casi in cui una persona deve curarsi e non lo fa”: lo ha riferito a Repubblica il ministro della Salute Roberto Speranza, parlando del caso dell’imprenditore veneto che ha rifiutato le cure ed è andato in giro pur essendo positivo al coronavirus.

“Ma attenzione”, ha aggiunto il ministro, “il mio giudizio su come si sono comportati gli italiani in questa crisi è positivo, senza questa sintonia di fondo tra le misure adottate e i comportamenti individuali noi non avremmo piegato la curva”.

Per Speranza “l’unico strumento che funziona e ha funzionato” resta “la persuasione” per “far capire a tutti che finché il virus sarà attivo dovremo rispettare le tre regole rimaste: mascherina, distanziamento fisico di almeno un metro senza assembramenti e rispetto delle regole igieniche a partire dal lavaggio delle mani”.

“Ci saranno test sierologici sui lavoratori, molecolari sulla popolazione scolastica”: continua il ministro. A suo avviso occorre recuperare “una relazione organica costante della prevenzione sanitaria con la scuola”. “Ho proposto alle Regioni che questo modello venga ripristinato”, ha aggiunto alludendo alla medicina scolastica introdotta da una norma del 1961 e superata negli anni ’90.

fonte: HuffingtonPost.it

La pandemia ha causato un crack da 2 miliardi all’industria dell’olio Made in Italy

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crack olio italiano

La pandemia ha causato un crack da 2 miliardi all’industria dell’olio Made in Italy
„La Coldiretti chiede un piano di investimenti pubblici e privati per sostenere le esportazioni e il settore in generale“.

L’emergenza coronavirus ha causato un crack da 2 miliardi di euro all’olio d’oliva Made in Italy a causa della riduzione delle vendite dovuta alla chiusura forzata di bar, ristoranti e agriturismi, ancora alle prese con una difficile ripartenza, degli ostacoli alle esportazioni e dell’azzeramento delle presenze turistiche.

Impatto devastante

È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell’assemblea di Unaprol, la principale organizzazione di aziende olivicole. A pesare sul comparto è stato soprattutto il blocco del canale della ristorazione, che rappresenta uno sbocco importante per l’olio sia in patria che all’estero.

Un impatto devastante a livello economico, occupazionale e ambientale per una filiera che conta oltre 400 mila aziende agricole specializzate in Italia ma anche il maggior numero di oli extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp), con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, il più vasto tesoro di biodiversità del mondo”, spiega la Coldiretti in una nota.

Crollo dei prezzi

Per l’organizzazione a incidere sulle imprese olivicole italiane è anche il crollo del 44% dei prezzi pagati ai produttori, scesi a valori minimi che non si registravano dal 2014.

Un trend causato, accusa Coldiretti “dalla presenza sul mercato mondiale di abbondanti scorte di olio ‘vecchio’ spagnolo, spesso pronto a essere spacciato come italiano a causa della mancanza di trasparenza sul prodotto in commercio, nonostante sia obbligatorio indicare l’origine per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario del 6 marzo 2009″.

Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati “è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte ‘miscele di oli di oliva comunitari’, ‘miscele di oli di oliva non comunitari’ o ‘miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari’ obbligatorie per legge nelle etichette”, rileva la Coldiretti.

Investimenti

Per il presidente Ettore Prandini serve “sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sull’olio che rappresenta da sempre all’estero un prodotto simbolo della dieta mediterranea”, una “esigenza tanto più pressante se si considera che sulle esportazioni di olio italiano rischiano anche di abbattersi i dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nell’ambito della disputa con l’Ue sul settore aeronautico”.

 

Non pubblicate le foto dei vostri figli su Facebook,è pericoloso! Ecco perchè

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figli su facebok

ATTENZIONE!Non pubblicate le foto dei vostri figli su Facebook,specialmente se minori,è pericoloso sia per la la loro sicurezza che per altri motivi. Ecco quali

Sempre più genitori decidono di non condividere informazioni riguardanti i propri figli per paura che immagini e dati sensibili possano essere utilizzati a sproposito“.

Un numero crescente di genitori ha deciso di dire basta alla costante, dilagante ed esagerata pubblicazione di foto dei propri figli sui social network e su Facebook in particolare, poiché divenuti consapevoli che questa tendenza a condividere tutto, quando si tratta di minori, potrebbe, a lungo andare, diventare molto pericolosa.  

Per quanto ci si senta genitori orgogliosi di pargoli ancora troppo piccoli per esprimere il loro disappunto, condividere ogni loro gesto, smorfia o prodezza porta con sé conseguenze controproducenti per una serie di motivi:

1- Le immagini, i video e le informazioni (compleanno, feste scolastiche etc.) espongono la prole a qualsiasi genere di malintenzionato che, con un paio di click, può essere in grado di sapere che faccia abbia il piccolo, quale scuola frequenti, gli orari della palestra e quelli in cui è in attesa da solo di mamma e papà.

2- Non è dato sapere con esattezza come il social network utilizzerà l’immagine e le informazioni dei bambini.

3- Non è detto che il bambino sarà entusiasta, una volta raggiunta l’età per iscriversi a Facebook, di sapere che frammenti della sua imbarazzante infanzia siano stati dispersi ai quattro venti della rete.

Ma se da un lato il numero di genitori accorti sta crescendo, dall’altro la fetta di chi condivide materiale sui propri figli a tutto spiano rimane grande: stando a una ricerca condotta nel 2011 dal University of Michigan’s Institute for Social Research, il 66% dei genitori americani nati tra gli anni ’60 e ’70 condivide senza remore la vita dei propri bambini online.

Naturalmente, Facebook mette a disposizione una serie di strumenti che dovrebbero consentire di mantenere un controllo effettivo sui contenuti condivisi, ma alcuni genitori non si fidano e volendo guardare come lo scandalo NSA abbia influito sui sistemi di messaggistica (facendo la fortuna di app come Telegram), è ragionevole immaginare che, se questa tendenza continua ad aumentare, presto spunteranno nuovi social network che promettono una privacy blindata, studiati su misura per i genitori più premurosi.

Fonte :http://www.today.it/donna/foto-figli-facebook.html

Zaia e il focolaio Covid a Vicenza: «Morto paziente 0 serbo, segnaliamo a Procura l’imprenditore che ha diffuso il contagio»

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Sarebbe morto il paziente 0 serbo che ha contagiato l’imprenditore vicentino al centro della polemica per il focolaio di Covid in Veneto. Lo ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia.

La storia dell’italiano che si è sentito male di ritorno dal paese balcanico e dopo la diagnosi di positività ha fatto come se nulla fosse per giorni. Ora è in terapia intensiva.

Luca Zaia: «Veneto, indice di contagio a 1.63. Regole inasprite da lunedì, in certi casi prevederei il carcere»

«Ieri abbiamo parlato di un cluster, di un focolaio, con 5 positivi. Nonostante qualcuno abbia buttato benzina sul fuoco, ricordo che abbiamo importato il virus da una persona che è andata in Serbia e ce lo ha riportato – ha aggiunto Zaia – Il Veneto non ha mai ripreso l’onda dei contagi. Vedo che c’è una sorta di volontà a livello nazionale che non è tanto coerente con quanto accaduto. Il virus non è nato in Veneto».

Un comportamento, il suo, che ha spinto Zaia a segnalarlo alla Procura di Vicenza per valutare eventuali profili di colpevolezza da parte della persona che, pur sapendo di essere positivo, ha diffuso il contagio nella regione.

Non solo: i quattro veneti che hanno viaggiato nella stessa auto al rientro dalla Serbia “non avevano addosso la mascherina”, ha precisato il governatore. “E oggi la Serbia, Belgrado, – ha aggiunto – è entrata in lockdown”

Una segnalazione, ha reso noto Zaia, sarà presentata alla Procura di Vicenza per valutare eventuali profili di colpevolezza da parte della persona che pur sapendo di essere positivo ha diffuso il contagio.

Cambiamenti climatici e riduzione del valore nutritivo degli alimenti

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cambiamenti climatici

di Kristie Ebi – Sappiamo tutti che dobbiamo seguire una dieta equilibrata. Dobbiamo assumere le proteine, i micronutrienti, le vitamine; nutrienti di cui abbiamo bisogno per crescere e per stare bene.

Ma non mangiamo solo per necessità, mangiamo anche per piacere. Pane, pasta, pizza… C’è tutta una gamma di cibi che hanno un valore culturale. Ci piace mangiarli. Sono importanti per la nostra dieta, ma anche per la nostra cultura.

L’anidride carbonica è aumentata dall’inizio della rivoluzione industriale, passando da 280 parti per milione alle oltre 410 parti odierne, e i valori sono in continua crescita. Il carbonio che serve alle piante per crescere viene dalla CO2. Le piante la inglobano e la scompongono in carbonio vero e proprio che poi usano per crescere. Le piante hanno anche bisogno di nutrienti dal terreno. Quindi sì, l’anidride carbonica è il cibo delle piante.

L’aumento della concentrazione di CO2 dovrebbe essere una bella notizia per la sicurezza alimentare in tutto il mondo, per permettere che tutti abbiano cibo a sufficienza ogni giorno. Circa 820 milioni di persone al mondo non hanno cibo a sufficienza ogni giorno. Molto è stato scritto su come livelli maggiori di CO2 aiuteranno a risolvere il problema della sicurezza del cibo. È necessario accelerare i progressi nell’ambito della produttività agricola per sfamare i nove-dieci miliardi di persone che vivranno nel 2050 e raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare l’obiettivo numero 2: riduzione dell’incertezza alimentare, incremento della nutrizione, incremento dell’accesso agli alimenti necessari, per tutti. È noto che il cambiamento climatico influisce sulla produttività agricola. La Terra è più calda di circa un grado centigrado rispetto all’epoca pre-industriale. Le temperature locali e i modelli delle precipitazioni cambiano, con conseguenze per la produttività agricola in molte parti del mondo. E non si tratta solo di cambiamenti di temperature e precipitazioni locali, ma di estremi. Estremi in termini di ondate di caldo, inondazioni e siccità che alterano la produttività in modo significativo.

Quella stessa anidride carbonica, oltre a far crescere le piante, ha anche altre conseguenze: quando le piante hanno una maggiore concentrazione di CO2, aumenta la sintesi di carboidrati, zuccheri e amidi e diminuisce la concentrazione di proteine e nutrienti essenziali. Questa è una cosa importantissima per il futuro della sicurezza alimentare.

Se pensiamo ai micronutrienti, quasi tutti risentono delle concentrazioni maggiori di CO2. Due in particolare sono il ferro e lo zinco. Quando hai carenza di ferro, puoi sviluppare l’anemia sideropenica. È associata ad affaticamento, fiato corto nonché altre conseguenze piuttosto gravi. Quando si ha carenza di zinco, può mancare l’appetito. È un problema serio in tutto il mondo. Circa un miliardo di persone presenta una carenza di zinco. Un elemento fondamentale per la salute materna e del bambino. Incide sullo sviluppo. Le vitamine del gruppo B sono vitali per tanti motivi. Aiutano a trasformare gli alimenti in energia. Sono importanti per le funzioni di molte attività fisiologiche del nostro organismo. E se ci sono quantità maggiori di carbonio nelle piante, c’è meno azoto e ci sono meno vitamine del gruppo B.

E non riguarda solo noi. Il bestiame ne è già colpito perché la qualità del foraggio è in calo. Chiunque consumi piante ne è affetto. Pensiamo per esempio ai nostri cani e ai nostri gatti domestici. Se leggete l’etichetta di molti mangimi per cani e per animali domestici, contengono cereali in quantità notevoli. Quindi riguarda chiunque.

Come sappiamo che è un problema? Dagli studi sul campo e dagli studi sperimentali in laboratorio. Negli studi sul campo, e mi concentro nello specifico sul frumento e sul riso, ad esempio i campi di riso vengono divisi in vari appezzamenti. E gli appezzamenti sono tutti uguali: il terreno è lo stesso, le precipitazioni sono le stesse, tutte le condizioni sono le stesse. Con la differenza che su alcuni appezzamenti viene soffiata CO2. E così si può confrontare la situazione con i livelli attuali di CO2 e quella con i livelli di CO2 dei prossimi decenni.

Ho partecipato a uno dei pochi studi di questo tipo. Abbiamo scelto 18 linee di riso in Cina e in Giappone e le abbiamo fatte crescere nelle condizioni previste per i prossimi decenni.  Le proteine diminuiscono del 10% circa, il ferro dell’8% circa, lo zinco del 5% circa. Non sembrano grossi cambiamenti, ma se pensiamo ai poveri di ogni paese che assumono principalmente amidi, capiamo che chi è a rischio oggi arriverà ad avere carenze gravi e di conseguenza tutta una serie di problemi di salute.

La situazione è più marcata per le vitamine del gruppo B. Se osserviamo la vitamina B1 e la vitamina B2, notiamo un calo del 17% circa. L’acido pantotenico, la vitamina B5, ha un calo del 13% circa. L’acido folico del 30% circa. E queste sono le medie dei vari esperimenti effettuati. L’acido folico è fondamentale per lo sviluppo infantile. Una carenza di acido folico in gravidanza aumenta di molto il rischio di difetti congeniti nei bambini. Quindi ci sono conseguenze potenzialmente molto gravi per la salute con l’aumento continuo di CO2.

La conclusione di questi studi è stata che bisogna ridurre i gas serra: diminuire le emissioni di gas serra entro metà secolo così da non doverci preoccupare troppo di queste conseguenze nella seconda metà del secolo.  Questi esperimenti, questi modelli non tengono conto del cambiamento climatico in sé. Si concentrano solo sul fattore anidride carbonica. Perciò quando mettiamo insieme le due cose, presumibilmente l’impatto sarà molto più elevato.

Mi piacerebbe tanto dirvi adesso quanto il cibo che avete mangiato a colazione, che mangerete a pranzo, sia cambiato rispetto a quello che mangiavano i vostri nonni in termini di valore nutrizionale. Ma non posso. Non ci sono ricerche a riguardo. Mi piacerebbe tanto dirvi quanto l’attuale insicurezza alimentare dipenda da questi cambiamenti. Ma non posso. Non ci sono ricerche neanche su questo.

C’è tanto da scoprire in questo ambito, incluse le eventuali soluzioni. Non sappiamo di preciso quali siano, ma abbiamo una serie di opzioni. Abbiamo i progressi della tecnologia. Abbiamo la selezione delle piante, abbiamo la bio-fortificazione. Il terreno potrebbe influire.

E, ovviamente, sarà molto utile sapere come questi cambiamenti potrebbero influire sulla nostra salute e la salute dei nostri figli e la salute dei nostri nipoti. E questi investimenti richiedono tempo. Ci vorrà del tempo per risolvere tutti questi problemi. Non c’è nessun organismo nazionale o gruppo aziendale a finanziare questa ricerca. Questi investimenti sono cruciali per capire dove siamo diretti.

Nel frattempo, ciò che possiamo fare è assicurarci che tutti abbiano accesso a un’alimentazione completa, non solo chi vive nelle regioni più ricche del pianeta, ma ovunque. Dobbiamo anche ridurre collettivamente e individualmente le emissioni di gas serra per limitare gli ostacoli che si presenteranno in futuro.

C’è un detto: se pensate che l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza. Diciamo no all’ignoranza. Investiamo in noi stessi, nei nostri figli e nel nostro pianeta.

 

Kristie Ebi un’epidemiologa americana il cui obiettivo principale è l’impatto del riscaldamento globale sulla salute umana. È professore di Scienze della salute globale e della salute ambientale e occupazionale presso il Dipartimento di salute globale dell’Università di Washington. Tedx Translated by Teresa Giuffrè

Perchè film e cartoni continuano a predire il futuro?

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trump realtà simpson

E’ successo di nuovo. Ancora una volta un cartone ha predetto quello che sarebbe accaduto nella realtà. Sto parlando dell’incidente che purtroppo è costato la vita a Kobe Bryant, il famoso cestista dell’NBA. Nel 2016, per l’esattezza l’11 novembre, andò in onda un episodio della celebre serie “ Legends of Chamberlains Height” in cui Kobe muore a seguito di un incidente in elicottero:

Guarda la scena su youtube >>> https://www.youtube.com/watch?v=snoM6bmPaUE

 

Ma non è tutto. Tra le altre decine e decine di eventi, i Simpsons hanno previsto anche la diffusione di un “virus asiatico”, non esattamente del “corona virus”, ma  in un episodio del 1993 (episodio 21 della 4° stagione) appaiono dei pacchi spediti dall’oriente contenenti un virus che infetta le famiglie americane.

 

” Homer apre la scatola contenente il virus cinese” (Episodio 21 x 04)

Non si tiene il conto delle predizioni fatte da film e cartoni, eppure nessuno se ne preoccupa più di tanto:  l’importante è che faccia clamore per un po’, almeno fino alla prossima “coincidenza”.

Cosa c’è dietro davvero?

Teoria del complotto? Piani del nuovo ordine mondiale ? Oppure è “programmazione predittiva” del cinema?

Nulla di tutto questo. Ho già spiegato la verità più vicina alla verità (la vera verità è impossibile da agganciare) nel libro “Filmatrix –Cambia la tua vita grazie al potere nascosto nei film”  (se non hai letto gratis “il capitolo perduto” puoi farlo qui >>> https://www.filmatrix.it/

Ma in questo articolo voglio andare un po’ più a fondo. La risposta al motivo per cui lo “schermo” sembra predire il futuro, la troviamo “pari pari” nel film Tomorrowland. Molti pensano che la sceneggiatura di questo film Disney uscito nel 2015 sia di genere “fantasy” e invece nella trama si nasconde un grande “segreto” di potenza inaudita.

Prima di rivelarvi il perché, se ancora non bastasse, pochi sanno che il suicidio dell’attore Robin Williams era stato raccontato in un episodio de “ I Griffin” uscito qualche ora prima che avvenisse davvero. Oppure che la gaffe agli Oscar nell’anno in cui salì sul palco il cast di Lala Land anziché quello di Moonlight , era stata predetta qualche mese prima dal cartone “Bojack Horseman“. O ancora che gli incendi incontrollati dell’Alaska avvenuti nel 2019,  sono il soggetto del film “Wildlife” del 2018 (certo gli incendi ci sono sempre stati, ma come mai sono balzati agli onori della cronaca solo dopo che un film li ha sdoganati al grande pubblico?).

Christopher Reeve l’attore che interpretava Superman rimase paralizzato cadendo da cavallo. La settimana prima aveva interpretato un poliziotto paralitico. I Chicago Cubs vinsero le world series nel 2016 dopo quasi un secolo, ma il film “Ritorno al futuro 2 lo ha mostrato sullo schermo nel 1989.

Made in France” è un film che parla di un attentato in una redazione giornalistica francese, e dopo averlo girato, prima ancora che uscisse, accadde l’impensabile in Charlie Hebdo. Dal momento che gli eventi accaduti erano spiccicati, identici, a quelli del film la distribuzione fu bloccata per ben due volte.

Ok mi fermo, per un po’. D’altro canto trovate decine e decine di casi nel libro Filmatrix, e qui non voglio fare elenchi sterili. Voglio invece parlarvi del perché Tomorrowland ha svelato all’umanità intera come avvengono i fatti, ma sembra che nessuno se ne sia accorto. Veniamo a noi.

Casey è una ragazza in gamba, sempre pronta a trovare la soluzione ai problemi. Prima di ogni altra cosa, lasciate che ve la presenti con questa scena:

Per questa sua attitudine positiva, per il fatto di alimentare sempre il lupo buono, nonostante intorno a se il vittimismo brulicasse, viene arruolata a sua insaputa per compiere una missione di fondamentale importanza:  raggiungere un mondo parallelo a quello reale per distruggere un apparato diabolico e infernale, chiamato il monitor.

Per fare questo Casey chiederà l’aiuto di Frank Walker (George Clooney) a suo tempo sbattuto fuori dal mondo parallelo per aver creato una macchina capace di predire il momento esatto della distruzione terrestre. In verità il film è un crescendo verso l’apocalisse: il mondo sta andando a rotoli, le persone sono sempre più violente, il clima è fuori controllo.

Ti viene in mente qualcosa? Si esatto! Quello nel film è uno scenario molto simile al nostro, ed è per questo credo, ci sia un messaggio nascosto, quasi una chiamata per chi ha orecchie, cuore e anima per intendere.

Ascoltate bene il finale di questo film perché è l’esatta risposta che stiamo cercando. E’ la teoria definitiva sul perché i film predicono il futuro, e ci sta dicendo una cosa ancora più importante : non sono i film a farlo, ma noi che guardiamo le immagini a convogliare le emozioni da esse scaturite verso la materializzazione di quelle stesse possibilità . Sembra assurdo? Lo so, ma prima ce ne rendiamo conto, meglio è.

Film e cartoni ci rappresentano, sono un modo per manifestare i nostri pensieri, le nostre regole e tutto quanto appartiene al nostro mondo. Una volta espressi (dalla mente di un regista, di uno sceneggiatore, di un attore), una volta usciti dallo schermo, tali pensieri seminano possibilità. Se trovano terreno fertile e condizioni biologiche adatte per crescere, fiorire e fruttare quei pensieri diventano reali.

Quando una quantità indefinita di persone dà un “peso emozionale” a quel pensiero , l’emozione scarica a terra quella esperienza. Immaginala proprio come un download. *

Riferimenti scientifici li trovi nell’ambito della fisica quantistica. Si veda il paradosso del gatto di Schrödinger

Un pensiero senza emozione è innocuo. E’ come se non fosse stato mai espresso, ma quando una massa di persone si emoziona intensamente, quel pensiero diventa realtà. L’emozione rende “densa” la forma pensiero.  Questo è il motivo per cui buoni pensieri espressi attraverso le immagini dei film e le sensazioni che ne scaturiscono danno maggiori possibilità di migliorare la nostra vita. Se ci pensiamo, anche da un punto di vista spirituale, troviamo corrispondenza nell’espressione “dove due o tre saranno riuniti nel mio nome, io sarò in mezzo a loro”, a mia libera interpretazione : la creazione avviene quando più persone riunite provano la stessa emozione.

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Nel film Tomorrowland, alla fine di tutte le peripezie, Casey e Frank si ritrovano di fronte al cattivo della situazione: il Dott. Nix. Grazie a questo incontro decisamente formativo ed illuminante, scopriamo la risposta alla nostra domanda: perché film e cartoni predicono il futuro?

Perché proiettano un’idea in testa alla gente! E quell’idea (se particolarmente controversa, divertente, spaventosa, emozionante, ecc.) diventa realtà. Ho ampiamente parlato di questa teoria (mostrando decine di esempi) nel libro Filmatrix.

Ora ti prego di seguire passo passo il dialogo della scena con le mie considerazioni in corsivo e tra parentesi. Ti assicuro che la comprensione del messaggio ne verrà amplificata.

Casey : Proiettare un’idea in testa alla gente ? […] Tu piratavi il segnale, come facevi?

Frank: Ci passa tanta di quella energia che una radiolina la capterebbe. Basta trovare la giusta frequenza.

[basta spostarsi su un’altra frequenza per vivere una vita completamente diversa, il problema è che fin tanto che la massa è sintonizzata su basse frequenze rispondenti ad emozioni come terrore, paura, sgomento, il mondo cambia solo per te che ti sposti su frequenze più alte, mentre tutto il resto galleggia sulla melma. Inevitabilmente, però, l’ambiente con le sue vibrazioni influenza anche la tua isoletta felice. Questo è il motivo per cui ognuno di noi deve tendere ad influenzare positivamente anche gli altri, fino a quando la massa critica non farà pendere la bilancia dal lato positivo]

Casey : Captavi il segnale da un’altra dimensione […]  Ma se non si limitasse a predire il futuro? E se il monitor fosse solo una spinta gigante? Ma invece di farti pensare positivo, ti fa pensare negativo e sta convincendo il mondo a nutrire  il lupo sbagliato. Dobbiamo spegnerlo subito.

[ Se ancora non si fosse capito, il monitor è l’insieme mediatico costituito da film, trasmissioni media, giornali, social, anche alcune storie e libri, e qualsiasi cosa “ti convinca” a nutrire “il lupo sbagliato”. Attenzione! Questo è un passaggio fondamentale: “ti convinca” presuppone che a nutrire il lupo, alla fine, sei sempre tu. Sei tu che decidi quale lupo nutrire.  E’ piuttosto semplice arrivare a comprendere cosa sia dalla parte giusta e cosa dalla parte sbagliata. Basta chiederlo alla nostra coscienza, basta individuare la luce e riconoscere il buio ]

Frank: Il monitor agisce da antenna, non solo  riceve tachioni, prende un possibile futuro e…

Casey: Lo amplifica trasmettendo come un feedback continuo

Frank: È una profezia auto realizzata

[ direi un cane che si mangia la coda, per questo nonostante le buone intenzioni con cui si diffondono immagini violente, o semplicemente episodi di ingiustizia, immagini che riguardano la scellerata deriva verso la quale l’umanità sta procedendo, guerre, carestie, bambini in pelle e ossa che non hanno nulla da mangiare, plastica che invade gli oceani sterminando intere specie di pesci, sangue, irresponsabilità sociale, bullismo, femminicidi, giornate della memoria ecc. ecc, RIPETO: NONOSTANTE LE BUONE INTENZIONI, tali immagini e condivisioni finiscono per peggiorare il problema. Sei buono o buona,  vuoi la pace nel mondo, vuoi il mare pulito, la gentilezza per le donne, ecc., ma se diffondi immagini per “denunciare” stai aiutando il lupo sbagliato a crescere. Stop! Non c’è da replicare ]

Casey :Ma non solo mostra alle persone la fine del mondo, ripropone l’idea più e più volte fino a quando non viene accettata

Frank: E’ una bomba a tempo e l’abbiamo innescata noi.

Casey:  Abbiamo ancora 58 giorni per cambiare le cose, ma niente servirà finché il monitor è acceso.

David : Devo presumere che la sua conoscenza della fisica tachionica è alquanto lacunosa. Spegnere il monitor è impossibile non c’è il tasto OFF

 [ Probabilmente è vero. Non esiste un tasto OFF. Non possiamo spegnere le TV di tutto il mondo, non possiamo convincere tutti i giornali, i blog, i media a non diffondere immagini violente sui social e non possiamo evitare che le case di produzione distribuiscano film violenti, horror o forieri di emozioni negative. Non possiamo. O forse si? Facciamo un esempio. Se domani mattina uscisse la notizia che la merendina con quella farcitura è nociva per la salute, e tutti cominciassero a parlarne fino a far diventare virale l’evento, secondo te cosa accadrebbe ai consumi di quella merendina? Crollerebbero giusto? E cosa sarebbe costretta a fare l’azienda produttrice?

A smettere di produrre la merendina con la farcitura. Spero l’analogia sia chiara. Forse  non possiamo spegnere le TV di tutto il mondo, ma possiamo smettere di guardare la nostra. Possiamo oscurare chi condivide immagini violente o che trasmettono emozioni negative, anche se con tutte le buone intenzioni. Siamo noi ad avere il potere. Da oggi in poi possiamo fare nostra questa convinzione : le multinazionali (anche quelle mediatiche) producono ciò che compriamo. Se non comprassimo “paura”, sarebbero costrette a produrre “amore”. A tal proposito di invito a seguire le iniziative del Gruppo Filmatrix qui >> GRUPPO 

e a scaricare gratuitamente questa meditazione/esperienza >>> JUNGLE

David Nix : Facciamo un’ ipotesi , se tu avessi sbirciato il futuro e fossi spaventata da ciò che hai visto? A chi passeresti l’informazione ? Andresti dai politici ? Dai capitani d’industria ? E come li convinceresti ? Coi dati? Coi fatti? Auguri!  Gli unici fatti che non metteranno in dubbio sono quelli che ungono gli ingranaggi e fanno entrare i soldi. Ma se, ci fosse il modo di evitare l’intermediario e mettere le notizie essenziali direttamente nella testa di ognuno di loro? Le probabilità dell’annientamento generale crescevano a  dismisura. L’unico modo per fermarlo era mostrarlo, dovevamo spaventare gli uomini. Quale essere umano ragionevole non si sarebbe infiammato nel vedere la potenziale distruzione di ciò che conosce e ama .Per salvare la civiltà io avrei mostrato il suo crollo.

[ L’errore che ha commesso Nix (del quale ha però approfittato) è stato quello di mostrare l’orrore pensando che accrescesse la consapevolezza. E’ lo stesso errore che fanno milioni di persone, in buona fede: mostrano, diffondono, parlano di quello che non va alimentandolo e facendolo crescere. E’ necessario ricordare che il nervo ottico trasmette le informazioni al cervello  25 volte più velocemente degli altri sensi. Tali informazioni finiscono nell’amigdala, responsabile delle emozioni primordiali, che innesca reazioni di lotta o fuga. Qualsiasi immagine condivisa sul web ha un impatto su chi la guarda.]

David Nix : Come credi che sia stata recepita questa visione? Come credi che abbiano risposto alla prospettiva del disastro imminente? L’hanno trangugiata come un bignè al cioccolato, non hanno avuto paura della loro fine. L’hanno riconfezionata. Te la puoi godere come videogioco, in tv, con un libro, in un film…

Il mondo intero ha abbracciato con entusiasmo l’apocalisse e si è lanciato verso di essa con un abbandono godurioso …Nel frattempo la vostra terra si sbriciolava intorno a voi; ci sono epidemie da una parte di obesità e di fame dall’altra, come te lo spieghi?

Api e farfalle cominciano a scomparire, i ghiacciai si sciolgono, le alghe si moltiplicano… dappertutto. Il canarino nella miniera di carbone è morto stecchito e voi non vi accorgete di niente.

In ogni momento c’è la possibilità di un futuro migliore ma non volete crederci e poiché non ci credete non fate quello che è necessario perché diventi realtàPerciò rimuginate sul terribile futuro e vi rassegnate ad esso. Per una ragione. Perché quel futuro non vi chiede di fare niente. Oggi.

[ Cari signori, Nix ha ragione. Ha soltanto mancato di dire che quest’atteggiamento vittimista così diffuso, ha delle cause biologiche difficili da cambiare. Se l’umanità trae una certa “scarica di piacere” dalle cattive notizie, dal dolore e dalla paura, l’origine risiede nella dipendenza da alcuni ormoni, che il nostro cervello ha sviluppato nel tempo. In sintesi non è il nostro atteggiamento volontario a cercare continuamente brutte notizie sui social, a simpatizzare con le vittime, a ricavare piacere dalla violenza, ma una spinta inconscia del nostro sistema nervoso per procurarsi una scarica di adrenalina, cortisolo e istamina. Siamo diventati dipendenti da tali  neurotrasmettitori, allo stesso modo in cui lo siamo diventati da caffeina, zucchero, carboidrati, ma anche da gioco d’azzardo, stupefacenti, medicinali  ecc. ecc. Il meccanismo delle dipendenze è molto simile, cambiano effetti e cure. Insomma il nostro meccanismo biologico regge il gioco dei media, in una reazione causa-effetto difficile da spezzare. Allora cosa fare? ]

David Nix : Quindi si. Noi abbiamo visto l’iceberg. Abbiamo avvertito il Titanic. Ma voi gli siete andati addosso lo stesso; a tutto vapore. Perché? Perché voi volete affondare. Vi siete arresi. Non è del monitor la colpa. Ma vostra.

[E’ davvero così? Ci siamo arresi? Io penso di no. Penso che ci sia un manipolo di persone che conosce tali meccanismi, che ogni giorno fa della “scelta” l’arma più potente a sua disposizione. Queste persone, tra cui tu che leggi, hanno capacità di immaginare il domani così come lo vogliono e grazie a questa “visione” adattano i comportamenti oggi, nel presente.]

Non sono molti, ma bastano. E’ grazie a loro che le frequenze benefiche possono diffondersi. E’ grazie al loro esempio se le prossime generazioni cambieranno il mondo. Hanno già spento il monitor sbagliato, hanno accesso quello giusto. Riconoscono quando il segnale è piratato dal “potere oscuro” e non gli danno attenzione, volgono gentilmente il loro sguardo verso la luce per nutrire il “lupo giusto”.  Qual è il lupo giusto?

Dai non dirmelo. Non dirmi che non sai riconoscerlo. Chiudi gli occhi, porta l’attenzione dentro di te, e senti il lupo giusto, è sempre lì con te e proprio adesso può darti la forza di cambiare le cose e diffondere il tuo messaggio di speranza.

Ti lascio con il finale di Tomorrowland, affinché almeno per questa volta, “il monitor” trasmetta il segnale giusto, ma ricorda che se sei arrivato/a fin qui hai una missione: fare in modo che le persone siano sempre più consapevoli di questi meccanismi, si sveglino dalle loro automazioni inconsce e diventino sempre più capaci di scegliere.

Ci rivediamo in giro

Virginio

p.s.: per scrivere questo articolo ci ho messo 3 giorni, tra verifiche, montaggi ed editing. Perché lo faccio? Perché mi ritengo appartenere a quel manipolo di persone che vogliono cambiare il mondo in meglio. Per questo ti chiedo una condivisione, affinché il mio lavoro non cada nel nulla ma arrivi il più lontano possibile. Grazie

Articolo di : https://www.filmatrix.it/perche-film-e-cartoni-continuano-a-predire-il-futuro/

Ecco i nostri capi! I 18 uomini d’oro della Merkel che hanno in pugno la UE (e l’Italia)

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merkel uomini oro

Semplicemente ciò che abbiamo sempre detto. L’Unione europea non esiste, non c’è mai stata e  andrebbe chiamata per quello che nei fatti è: un’ ‘Unione’ a trazione tedesca. Da ieri la cancelliera Angela Merkel ha fatto l’ingresso trionfale come presidente di turno del Consiglio dei capi di stato e di governo dell’Ue.

Il sito politico.eu ha confezionato in onore di questo, un ampio reportage dedicato ai 18 alti dirigenti tedeschi da cui la Merkel si fa circondare. In pratica, con questo speciale ‘document-ario’ figura il ritratto dei 18 “most powerful Germans” e viene dimostrato quanto l’Ue sia davvero sotto controllo tedesco. Il team dei super-dirigenti gode di “ampi poteri e controlla ogni fascicolo.”

Il Politico parla di Hager come «l’uomo le cui dita sono in ogni torta». Lui è infatti un importante punto di riferimento per la Cdu di Angela Merkel e per il partito gemello, la Csu della Baviera.

«Il suo compito è di trasmettere le priorità del Ppe (Partito popolare europeo) alla Commissione, mantenendo stretti rapporti con gli altri due vicepresidenti della Commissione, Frans Timmermans e Margrethe Vestager.

Tanto per intenderci, quando a marzo, racconta Italia Oggi da cui abbiamo ripreso le informazioni, il commissario italiano Gentiloni, ha dato sostegno pubblico alla richiesta italiana di mettere insieme i debiti attraverso gli eurobond, Hager ha bocciato all’istante la proposta, dichiarando che l’Ue non deve impantanarsi in un dibattito ideologico».

Non meno «potenti» di Hager sono Bjorn Seibert e Jens Flosdorff, rispettivamente capo di gabinetto e consigliere per la comunicazione di Ursula von der Leyen. Entrambi hanno preso parte alla stesura della bozza del Recovery Fund.

Ovviamente l’Europa deve curare con attenzione gli interessi del suo paese dominatore, dunque, dal momento che i rapporti con la Cina sono un punto chiave della Merkel (il mercato cinese è fondamentale per l’economia tedesca orientata all’export) la questione è inserita nel programma dell’agenda nei prossimi sei mesi. Ma nessuna preccupazione per la cancelliera, circondata dai suoi ‘super-scagnozzi’.

Per la vicenda cinese infatti la Merkel sa già di poter contare su: Michael Clauss e Susanne SzechKoundouros, rispettivamente ambasciatore tedesco presso l’Ue e la sua vice, Sabine Weyand, che è a capo del Dipartimento del commercio, uno dei più importanti della Commissione Ue, donna dal carattere schietto e duro, nota come «poliziotto cattivo». Dulcis in fundo troviamo Gunnar Wiegand, per quattro anni negoziatore degli accordi commerciali tedeschi con Pechino.

Articolo di : Ilparagone.it

L’articolo più letto del mondo sul coronavirus

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articolo più letto del mondo coronavirus

Quarant’anni fa in tv arrivò “la telenovela più famosa di tutti i tempi”: era una roba messicana che si chiamava “Anche i ricchi piangono” ed ebbe così successo che quel titolo è diventato un modo di dire. Perfetto, per esempio, per raccontare quello che sta capitando a Jeffrey Katzenberg e Meg Whitman. Per essere ricchi quei due sono arci ricchi: lui, che ha diretto la Disney per un ventennio e fondato la DreamWorks con Steven Spielberg, ha un patrimonio di circa un miliardo di dollari; lei, che ha guidato prima eBay e poi la Hewlett Packard, supera i cinque miliardi.

Due star del digitale e dello spettacolo che si mettono assieme per fondare una startup che dovrebbe cambiare il nostro modo di divertirci: si chiama QuiBi, che sta per pezzetti veloci, perché l’idea di fondo è che guarderemo solo cose brevi, massimo dieci minuti, e sempre sullo smartphone. Un mondo velocissimo e incapace di concentrarsi.

Insomma su QuiBi Jeff & Meg ci investono quasi due miliardi di dollari reclutando tutto lo star system di Hollywood a fare questi “quick bites”; lanciano (negli Usa e in Canada) il 6 aprile, con il mondo che sta chiudendo per il coronavirus, e sembra perfetto, perché tutti staranno a casa a vedere gli show rapidissimi di QuiBi. E invece accade il contrario: gli abbonati non decollano, siamo a meno di due milioni, seppure si possono chiamare abbonati, visto che per ora non hanno pagato nulla.

Un flop epico. Perché? Le cause sono diverse, ma la più rilevante a mio avviso è questo totem della brevità, della velocità, che poi, declinata male, rischia di far diventare la superficialità un valore. Come se i meme fossero la Treccani del presente. Tutto molto tossico.

E sbagliato.

Diciamolo con un esempio. Lo sapete qual è stato l’articolo più letto del mondo sul coronavirus? Un articolo lunghissimo, pieno di grafici, che se non ti fermavi mai ci mettevi mezz’ora buona per arrivare fino alla fine. Si intitola “Perché agire adesso”, è uscito il 10 marzo su Medium, quando ancora in troppi dicevano che la pandemia era solo una influenza. Lo hanno letto in 40 milioni di persone, ed è stato spontaneamente tradotto in più di 40 lingue. Non è esagerato dire che stato quello il post che ha convinto molti paesi al lockdown.

Nove giorni dopo arriva la seconda puntata: stessa lunghezza, zeppo di grafici come il precedente, identico numero di lettori e di traduzioni. Titolo: Il Martello e la Danza. Spiega quello che stiamo facendo adesso, ballare col virus, fra restrizioni e caute aperture, fino al vaccino.

Di passaggio noterò che questa doppietta non l’ha messa a segno un giornalista, un analista, un virologo o uno scienziato, ma uno startupper che ha all’attivo tre master, una notevole capacità di far parlare i dati e che guida una società che si occupa di istruzione online. Tomas Pueyo, segnatevi il suo nome.

Perché Tomas Pueyo non ha soltanto spiegato a milioni di persone cosa avremmo dovuto fare per battere il virus e perché, basandosi su scienza, numeri e analisi.

Ha fatto di più: ha dimostrato in maniera inequivocabile che questa storia della brevità, della velocità, dei lettori che non leggono, dei cittadini distratti senza speranza da intrattenere con news virali, spesso stupide, a volte farlocche, è, questa sì, una bufala pericolosa.

Ha dimostrato che quello che conta non è la brevità a tutti i costi, che pure ben usata è un talento come recita una famosa massima di Voltaire; e nemmeno il suo opposto, perché girano certi long form così pesanti che sembrano aver violato le leggi sulla gravità. Quello che conta è la qualità.

Per la qualità i lettori ti vengono a cercare persino su Medium, e alcuni si offrono gratis di tradurre quello che hai scritto perché si rendono conto che quella cosa va condivisa subito.

Visto che oltre ad alcuni ricchi, in questi giorni piangono anche molti editori di giornali e tv, ripensiamo al flop imprevisto di QuiBi e al trionfo imprevedibile di Tomas Pueyo, e proviamo a cambiare strada finché possiamo.

Articolo di Repubblica.it – Autore: Riccardo Luna

Metalli pesanti, pesticidi e acrilammide nella ciotola del tuo gatto. Le marche migliori e peggiori

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gatti coronavirus

Metalli pesanti, pesticidi e acrilammide nel cibo per gatti, ma anche carne proveniente da animali ignoti e pochissimo pesce nelle lattine, a dispetto dei proclami delle etichette. E la cosa più grave è che la legge lo consente. Una nuova analisi condotta da Il Salvagente su 15 marchi noti e diffusi in Italia ha scoperto che il cibo per gatti fa davvero paura.

Circa 7,3 milioni di proprietari rischiano di offrire ai loro gatti un pasto a base di pesticidi e metalli pesanti come cadmio, piombo, mercurio e sostanze come arsenico e acrilammide, certi che il cibo acquistato sia il meglio per loro. E purtroppo, nonostante dalle analisi sia emersa la presenza di sostanze tutt’altro che salutari per i mici, tutti i marchi esaminati sono in regola, in altre parole rispettano le leggi sulla quantità di metalli pesanti, di pesticidi e di acrilammide: in tutti i casi esaminati dal Salvagente sono al di sotto dei limiti consentiti.

Ecco i 15 marchi esaminati:

  • Coop
  • Conad
  • Coshida
  • Radames
  • Hill’s
  • Monge
  • Purina
  • N&D
  • Miglior Gatto
  • Royal Canin
  • Natural Trainer
  • Le Chat
  • Friskies
  • Ultima
  • Almo Nature

LE MARCHE MIGLIORI E PEGGIORI

Il marchio migliore, secondo quanto emerso dall’analisi è Ultima, classificato come eccellente, seguito da Monge e Almo Nature. In ultima posizione troviamo Coshida.

Metalli pesanti

Le analisi hanno evidenziato in tutti i campioni almeno 3 tipi di metalli. Per quantificarne il contenuto, sono sottoposte le crocchette a una duplice analisi. E i risultati purtroppo non hanno dato buone notizie. Il problema di fondo è che il mercato del pet food – che vale oltre 2 miliardi di euro – ha pochissime regole e non tutte obbligatorie.

I metalli pesanti rintracciati nei 15 alimenti esaminati vanno da quantità irrisorie a quasi 4 mg. Anche se in molti casi, alcune sostanze erano presenti nel cibo per gatti in piccole quantità il problema è legato all’accumulo, che la legislazione europea non considera a differenza di quanto accade per l’uomo, per il quale è definito il livello di esposizione tollerabile.  Nonostante i danni per gli animali siano paragonabili a quelli umani, la normativa non se n’è occupata.

Pesticidi

Sul fronte dei pesticidi, purtroppo non esiste per il pet food alcuna norma che ne regoli il limite massimo. Le analisi hanno rilevato la presenza di almeno un pesticida in tutte le crocchette. Si tratta del piperonyl butoxide che l’Epa, l’Agenzia americana per l’Ambiente, nel 2015 ha classificato come possibile cancerogeno per l’uomo.

“La direttiva del Parlamento e del Consiglio 32 del 7 maggio 2002, con 17 articoli e 3 allegati fa il punto sulle sostanze indesiderabili nell’alimentazione degli animali. Dopo una lista di definizioni, indica il contenuto massimo di alcune sostanze tra cui i metalli pesanti, le aflatossine e la diossina.

cibo gattiNon esiste, invece, una normativa sui pesticidi che invece, come hanno dimostrato le nostre analisi, contaminano i prodotti data anche la presenza all’interno dei mangimi di una certa quantità di materia prima di origine vegetale” spiega il Salvagente. “Silenzio anche sull’acrilammide, sostanza che si forma nella cottura di alcune materie prime e riconosciuta come sostanza cancerogena per gli animali e possibilmente cancerogena per l’uomo”.

In un marchio è stato trovato anche il Glifosato.

Acrilammide

In tre campioni le analisi hanno rilevato la presenza di acrilammide, una sostanza potenzialmente cancerogena che si sviluppa ad alte temperature nei cibi contenenti amido. Non esiste un limite di legge per gli alimenti destinati all’alimentazione umana, così come in quelli per animali.  N&D Ocean contiene la maggiore quantità di Acrilammide tra i marchi esaminati.

Etichettatura ingannevole

Nonostante tutto l’aspetto che riguarda l’etichettatura, gli ingredienti e i claim sia regolato dalle Linee guida della Fediaf, esse non sono del tutto vincolanti per le aziende, ma non solo. Esse ammettono che venga utilizzata in etichetta la dicitura “carni e derivati” senza indicare l’animale e il taglio. Oppure indirettamente esse consentono che si possa vantare in etichetta

“la presenza di salmone salvo vederlo apparire tra gli ultimi ingredienti. Questa non si chiama trasparenza. Ovvio che non per tutte le aziende vale lo stesso discorso. Ci sono, per fortuna, e negli anni il loro numero è destinato a salire, imprese che guardano ad altro oltre al profitto e appaiono tra i primi posti della nostra classifica”.

Amare sorprese.

Per gli altri risultati potete fare riferimento a Il Salvagente.

Fonti di riferimento: IlSalvagente