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Draghi: “I vaccinati non contagiano”. La Federazione dei medici lo smentisce: “Fake news”

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha sparato una bufala colossale sul vaccino, che è passata sotto silenzio: “I vaccinati non sono contagiosi”, ha detto il premier in conferenza stampa in occasione della presentazione del Green pass.

Draghi e la bufala dei vaccinati non contagiosi

La gaffe di Draghi è stata pressoché ignorata da tutti (o quasi). Solo il giornale Open di Enrico Mentana (vade retro) ha avuto il coraggio di riferire correttamente il fatto. Avete letto commenti indignati o allarmati? Muti i Burioni e Crisanti di turno. Zitto il ministro Speranza. Silenti i vertici dell’Iss. Non uno straccio di virologo che abbia detto a Draghi quello che non viene risparmiato a Meloni, Salvini e ad altre personalità della vita politica o sociale, quando parlano del Covid. Non tutti i leader di governo sono così fortunati. Per alcune frasi sul Covid, il presidente americano Donald Trump è stato censurato, bannato, bloccato e segnalato. Sia da Twitter che da Facebook.

Che cosa ha detto il premier? 


«Il Green Pass è una misura con cui gli italiani possono continuare ad esercitare le proprie attività, a divertirsi e andare al ristorante, a partecipare a spettacolo all’aperto o al chiuso con la garanzia, però, di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. In questo senso è una misura che, nonostante abbia chiaramente delle difficoltà di applicazione, è una misura che dà serenità, non che toglie serenità. Grazie».

La Fnomceo smentisce Draghi sui vaccinati

Da quando è scoppiata la pandemia, la Federazione dei medici ha allestito una task force che fornisce chiarimenti ai giornalisti e ai cittadini. Interpellati dal Secolo d’Italia, alla nostra precisa domanda: “I vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale possono contagiare?”. La risposta smentisce categoricamente il premier. 

Il caso dei positivi sull’Amerigo Vespucci dove sono tutti vaccinati

«La risposta è sì: una persona vaccinata può infettarsi e contagiare – spiegano dalla Fnomceo, l’Ordine nazionale dei medici, tramite il team di dottoremaeveroche, il sito anti fake- news rivolto a medici e cittadini -. Tuttavia, come dimostra il recente caso dell’Amerigo Vespucci, il vaccino riduce moltissimo entrambi questi rischi. Non solo tutti i casi sono stati lievi o asintomatici – cosa che potrebbe essere anche legata all’età – ma soprattutto l’infezione non si è diffusa oltre un ristretto numero di persone, una ventina su oltre trecento. E questo nonostante si trattasse di una comunità chiusa». 

Andrebbe ricordato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha avuto i suoi interventi censurati per dichiarazioni ritenute “inesatte” e “fuorvianti”. Per Draghi, invece, i solitamente solerti censori dei Social si sono improvvisamente distratti. Zuckerberg & c. inizieranno a “segnalare” anche le conferenze stampa di Palazzo Chigi?

Il video delle falsità dette da Draghi in conferenza stampa  

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Dramma Incendi in Sardegna, 1500 evacuati e 20mila ettari in fiamme

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canadair incendi sardegna luglio 2021

Oristanese nella morsa del fuoco. I vigili del fuoco sono impegnati da ieri nel contrasto ad un vasto incendio boschivo nella provincia sarda. Partito dal territorio di Bonarcado, e alimentato dal forte vento, il rogo si è propagato fino a Cuglieri, dove stanotte 40 persone sono state evacuate da una casa di cura lambita dalle fiamme, e all’abitato di Santu Lussurgiu, dove sono state allontanate precauzionalmente 60 famiglie dalle proprie abitazioni. Attualmente stanno operando per l’estinzione dell’incendio 10 squadre con 30 automezzi per l’antincendio boschivo, col supporto aereo di 7 Canadair.

“Scriverò al Presidente Mario Draghi per chiedere che una quota del Pnrr sia subito destinata alla Regione per un grande progetto di riforestazione, che rimargini queste terribili ferite”, ha affermato il presidente della Regione, Christian Solinas, riferendosi agli incendi che hanno distrutto 10mila ettari di vegetazione, aziende e case e causato la morte di bestiame. La macchina della Regione è interamente mobilitata: 7500 uomini, 20 mezzi aerei (oltre ai 7 Canadair, 13 elicotteri). “Chiediamo al Governo – afferma ancora Solinas in una nota – un sostegno economico immediato per ristorare i danni e aiutare le comunità colpite a ripartire”.

“Viviamo con preoccupazione, angoscia e immenso dolore queste ore drammatiche – aveva detto in precedenza il presidente – nelle quali le fiamme minacciano, ancora una volta, l’incolumità dei cittadini, le loro proprietà, e il nostro prezioso patrimonio ambientale. Sono vicino con la più profonda partecipazione ai Sindaci e a tutti i cittadini dei territori colpiti, e a tutti coloro che sono impegnati con abnegazione nella lotta a questa emergenza che ci minaccia in modo vile e violento. Anche quest’anno, per la campagna antincendio, è schierata in Sardegna la flotta aerea dello Stato che concorre, insieme a quella regionale, alla lotta contro gli incendi boschivi.

incendio sardegna luglio 2021

L’integrazione tra le due flotte consente la copertura dell’intero territorio regionale con tempi di intervento molto brevi in difesa dell’ambiente e dei cittadini, ma è indispensabile la collaborazione di tutti per prevenire simili emergenze e identificare i colpevoli. Siamo impegnati – aveva concluso Solinas – a ricercare le cause ed i responsabili di questo disastro oltre che a verificare i margini per ristorare gli ingenti danni subiti dalle comunità colpite”.

Dal 15 giugno sono stati 29.187 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per incendi boschivi e di vegetazione in genere, 12.787 in più rispetto allo stesso periodo del 2020. La flotta aerea del Corpo nazionale, composta da 15 Canadair e 8 elicotteri impegnati per l’antincendio boschivo, ha svolto finora 891 missioni, 3.856 ore di volo con 20.891 lanci di sostanze estinguenti. Ben 7.169 interventi in Puglia, 6.790 in Sicilia e 2.964 in Calabria: queste le regioni più colpite dai roghi finora.

“Solidarietà alla popolazione sarda, gravemente colpita da una serie di incendi che nell’oristanese hanno distrutto almeno 20mila ettari. I roghi hanno costretto all’evacuazione centinaia di persone, con decine di case sfiorate dalle fiamme. Ho sentito telefonicamente il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, che mi ha descritto i gravi danni che il suo territorio sta subendo in queste ore e chiede un aiuto immediato per le imprese e per le famiglie. Sono, inoltre, in contatto con Ugo Cappellacci e con altri parlamentari che mi stanno aggiornando costantemente su questa grave emergenza”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie.

Il 5G è inutile: spiegato dagli studenti

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STOP 5G INUTILE

Siamo studenti del Liceo Scientifico “Ferdinando” di Mesagne, opzione Scienze Applicate. Abbiamo approfondito lo studio sul 5G a scuola, tecnologia “in sperimentazione” in Italia, e inserita tra le priorità nel piano per la cosiddetta Fase 3, “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”. 

Abstractil 5G è inutileperché è basato sempre sulle linee a fibra ottica terrestri (con copertura solo nei grandi centri) e sul satellitare (non ancora attivo). Inutile perché ogni antenna 4G richiede 10 antenne 5G, aumentando il limite di campo elettrico, in Italia fissato per legge a 6 Volt/metro, portandolo a 61 V/m. Inutile perché dovremmo abbattere tutti gli alberi sui viali per avere praticamente una velocità corrispondente al wifi di casa anche per strada. Inutile perché le frequenze a 700 MHZ non sono libere, ma sono assegnate per altri 10 anni a TV e radio. Inutile perché la rete 5G toglie il controllo sulle comunicazioni allo Stato e le affida a chi controlla la rete terrestre e satellitare (USA o Cina). Perché perciò viola il nostro diritto di privacy. Inutile perché è un trattamento sanitario obbligatorio di massa, come fare i raggi all’ospedale, ma noi non lo vogliamo. Inutile perché la fibra ottica estesa a tutto il territorio nazionale è innocua agli effetti sulla salute, e la connessione deve essere in FTTH e non FTTC come ce la propone TIM. Deve essere gratuita come in Lituania, Lettonia e altri stati “sottosviluppati”, per garantire, in tempi di Covid 19, la didattica a distanza a tuttilo smart working, lo sviluppo digitale delle imprese, l’e-government che nessuno deve andare in macchina al Comune per chiedere un semplice certificato.

Le risorse del Piano Rilancia Italia devono concentrarsi per la connessione a banda ultralarga in fibra da 1 Gigabit a tutti e potenziare il conseguente 4G mobile, e non regalare soldi pubblici alle multinazionali telefoniche per il 5G mobile, nessuna delle quali è italiana, neanche TIM Telecom Italia o Vodafone.

La connessione veloce in fibra è un diritto di tutti se si vuole digitalizzare l’Italia. E non serve il 5G in alcune aree urbane con non si sa quali effetti per la salute, e le campagne sempre senza copertura, perché zone non economicamente rilevanti.

Analisi della tecnologia 5G e storia delle telecomunicazioni “mobile”

5G: si tratta delle stesse richieste avanzate dalle compagnie telefoniche, recepite senza scrupolo dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato dall’ex top manager di Vodafone Vittorio Colao, che prevede nel punto “27. Sviluppo reti 5G”, volto ad adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei. Colao presenta il suo Piano di 102 pagine agli Stati generali e chiude la task force, dopo che è venuto fuori il suo conflitto di interesse come attuale consigliere di amministrazione dell’americana Verizon, leader mondiale sul wireless di quinta generazione: è Board Committee for Corporate Governance and Policy, Finance. Per essere biblici: lancia la pietra e nasconde la mano…

 Vediamo perché la tecnologia 5G ancora non esiste (anche se già la vendono) e perché è inutile, con le parole povere che si usano a scuola per far capire le tecnologie a tutti gli studenti.

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L’evoluzione delle tecnologie di comunicazione digitali: linee fisse e mobile

1. Le linee telefoniche mobili (cioè dei nostri cellulari) si dividono in Generazioni:

–  l’1G era la linea ETACS di Motorola (svedese), telefoni solo voce installate sulle auto di manager e ministri, funzionanti solo in autostrada, con tanto di cornetta….

–  Poi arriva il 2G, detto GSM, di Nokia (finlandese), introdotto in Italia nel 1992: i primi cellulari solo telefonate e SMS con la tastiera T9. Evoluzione sono il GPRS (detto 2.5G) ed EDGE (2.75G), i cellulari “che si aprono” e fanno foto (MMS), e ancora attivo oggi dove non si ha nessuna altra copertura, con la sigla E.

  •  Solo nel 2000 arriva il 3G, detto UMTS e dopo il 2005, HSDPA o H+, basato sulla tecnologia a terra ADSL, già, perché i ripetitori devono basarsi su una linea a terra per diffondere poi in aria il segnale radio. L’invenzione è epocale: usando i vecchi cavi in rame telefonici, senza nuove infrastrutture essenziali, il nostro doppino del telefono di casa passa da 56K (=kilobit al secondo) ad una velocità fino a 7 Mega (1 megabit=1024 kilobit). Come? I koreani scoprono che le normali comunicazioni usano solo i primi 4 KHz della banda di frequenza del doppino telefonico, ma il vecchio cavo supporta bande oltre il MHZ, cioè 250 volte tanto: con un nuovo modem ADSL, la banda viene suddivisa in oltre 250 sottocanali da 4 KHZ, e la velocità sarà così 250 volte più veloce, senza cambiare i cavi SIP sostituiti negli anni ’70. Geniale. E la maggior parte di questi sottocanali sono dedicati al download, perché la gente scarica da Internet più che caricare: si chiama infatti linea asimmetrica. Questa è la banda larga.

I nuovi ripetitori per cellulari sono allacciati a questa “nuova” linea. Con la versione H+ nasce anche nel 2006 il primo smartphone Apple iphone: nascono in quegli anni i social: Facebook, Instagram, Whatsapp, Twitter, Youtube…

– Nel 2016 l’Italia, rimasta al 74° posto per connessione Internet (si chiama Digital Divide, cioè paese sottosviluppato nel digitale), riceve un finanziamento dalla UE per cablare tutto il territorio nazionale con la fibra ottica, un laser che corre lungo un tubicino in vetro, ma alla velocità della luce. Nessun elettromagnetismo, salutare, ma ha bisogno di una nuova infrastruttura cablata: spaccare le strade delle città e delle campagne in tutta Italia: rifare una nuova rete nazionale à si chiama banda ultra larga.

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5G INUTILE

Gli appalti vengono dati a

  • Openfiber, che sta creando la rete fibra FTTH, società 50% ENEL che così entra nel mercato telecomunicazioni, e 50% Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce i risparmi degli italiani che hanno un conto in Poste Italiane. Presidente: Franco Bassanini… FTTH porta la fibra direttamente in casa, con velocità di 1 Giga (=1024 Megabit per secondo);
  • Tim, che ha creato già prima la rete fibra mista FTTC, cioè fino alla centralina grigia agli angoli della strada è in fibra, poi l’ultima parte fino a casa rimane in doppino in rame (si chiama ultimo chilometro: unica eccezione alla liberazione delle reti di comunicazioni dal monopolio SIP).  Quella che abbiamo in molti e che chiamiamo fibra. Velocità 200 Mega (non garantiti).
  • Parallelamente, altri operatori creano reti urbane in fibra, come Fastweb.
  • Con le nuove velocità e la rete in fibra nasce il 4G per cellulari: le antenne sono basate a terra sulla rete a fibra ottica: la linea mobile si chiama LTE (Long Term Evolution), acronimo cinese che prevede una evoluzione a lungo termine: niente può essere più veloce della luce laser che viaggia nella fibra. E’ il contratto che abbiamo tutti oggi, ma che funziona in 4G solo dove c’è  la fibra ottica… Al mare, in campagna, nei monti, nei paesi più piccoli non c’è ancora la fibra, perciò il 4G non prende. Ma le compagnie telefoniche ce la vendono lo stesso. Abbiamo tutti dovuto cambiare i nostri vecchi Samsung e iphone per poter usare le SIM 4G.

In Italia il 4G c’è dal 2014, ma non tutto il territorio è ancora coperto. Download a 326 Mbps, upload a 86 Mega, ma di solito la linea è limitata.

L’asta delle frequenze 4G è stata fatta già nel 2011 vinta da Vodafone, Tim, Wind e H3G. Usa frequenza a 2.4 GHz (come la wifi di casa) con antenne dislocate a 1.2 Km e antenne direzionali fino a 60 Km.

Il “miracolo del 5G” e l’Internet of Things

  • Nel 2017 si inizia a parlare di 5G, detto Next nella sua versione cinese. Come fa ad essere più veloce della fibra? C’è il trucco… Se cercate 5G su internet, wikipedia è ferma alle notizie del 2017 e tutti i siti tecnologici o ufficiali parlano di Internet delle cose, auto che si guidano da sole, lavatrici da comandare a distanza, ora si parla di smart working, innovazione digitale, tutte cose che facciamo già con ADSL e fibra a casa e con il 4G LTE col cellulare.

Nessuna fonte spiega però la tecnologia, per capire se può far male o no. Partiamo col principio che tutte le onde elettromagnetiche, a seconda delle frequenze usate e della distanza dalla fonte, fanno male: dalla radiosveglia al cellulare tenuto davanti all’orecchio per telefonare. Ogni tecnologia può fare più o meno male, secondo come si usa… Chissà perché ci vendono i cellulari già con cuffie/microfono e un librettone di istruzioni che nessuno legge…

L’asta delle frequenze 5G porta nell’ottobre 2018 circa 6.55 miliardi nelle casse dello Stato. Gli investimenti di TIM, Vodafone, Wind3 e Iliad devono rientrare…

Fonte: repubblica.it

1. Tecnologia 5G: è una tecnologia mista basata sulla rete a fibra ottica a terra, e sui satelliti nelle zone non coperte da fibra, nessuno lo sa…. La fibra è perfetta, ecologica, solo un laser sotterraneo. Ma anche le antenne 4G LTE sono basate su fibra, e diciamo che vanno già bene contro il digital divide… Ma anche le antenne 5G sono basate sulla fibra, che poi irradiano il segnale con frequenze diverse e con onde diverse, che hanno 10 volte tanto antenne wifi. “La fibra ottica può esistere senza il 5G, ma il 5G non può esistere senza la fibra ottica.” da https://openfiber.it/tecnologie/5g/5g/

2. Sperimentazione 5G: abituiamoci a suddividere il 5G in rete terrestre e rete satellitare (nessuno lo dice). La rete terrestre, basata su linee a fibra ottica a terra, è in fase sperimentale in 4 città italiane, tra cui Bari. La rete satellitare non esiste: per ora 12 satelliti americani della Starlink di Egon Musk e circa 4500 satelliti cinesi della cordata ZTE/Huawei. Per coprire il pianeta sono previsti almeno 45000 satelliti. Qualcuno in Salento li ha visti passare gli Starlink: 12 stelle che attraversavano il cielo in formazione diagonale: il cielo non sarà più fatto di stelle… ma ne parliamo più avanti…

Per la sperimentazione 5G , che in realtà sta andando oltre le 4 città, oltre 500 sindaci sugli 8000 comuni italiani hanno chiesto la moratoria, cioè di sospendere la sperimentazione sul proprio territorio, dato che sono responsabili della salute dei propri cittadini, ma il Piano Colao prevede di superare i pareri delle autorità locali.

Come funziona il 5G terrestre?

Sulle antenne già in funzione per il 3G, il 4G (moduli verticali rettangolari) e la diffusione radiotelevisiva (moduli tondi), verranno montati i nuovi ripetitori 5G, quadrati: mentre il segnale 4G è all around, e ci si aggancia a una cellula che ti segue nel raggio delle antenne (per questo i nostri telefoni si chiamano cellulari), come la wifi di casa, il 5G invece usa il beam forming o massive MIMO multiarray: una stazione base irradia in pratica fino a 64 segnali a una distanza massima di 150 metri senza ostacoli e con onde millimetriche.

Senza ostacoli: i segnali ad altissima frequenza (24 GHz) o onde millimetriche permettono antenne più piccole, ma il segnale viene assorbito da qualsiasi ostacolo sul percorso di propagazione: un albero, un muro, una mano, perciò le antenne verranno montate ogni 150 metri sui pali delle luci delle strade: ma non ci devono essere alberi…

Onde millimetriche: un “assembramento” di persone crea una gabbia di Faraday, cioè un aumento del limite di campo elettrico ben oltre i 6 Volt/metro permessi dalla attuale legge italiana, molto precauzionale. E’ per questo che il piano Colao chiede di elevare tale limite a 61 V/m, limite europeo. I monitoraggi vengono infatti eseguiti dalle compagnie con singolo operatore allineato all’antenna….

3. Tecnologia satellitare: gli americani, con Elon Musk e il progetto Starlink dovrebbero lanciare 12000 satelliti in orbita per il 5G, la Cina oltre 45000. Ma non ci sono ancora. Perciò il 5G allo stato attuale coprirebbe solo le città e solo i quartieri già cablati in fibra ottica e coperti dalle stazioni base ogni 150 metri liberi da alberi, per i satelliti non si sa quando…

4. Due tecnologie 5G non pronte: USA e Cina. E’ la famosa guerra commerciale sui dazi tra Stati Uniti e Cina. In realtà si basa sul predominio mondiale sulle tecnologie digitali 5G e il controllo delle informazioni: gli USA sono indietro come tecnologia. Guarda caso la guerra commerciale è partita con l’arresto della figlia del presidente della Huawei, accusata di spionaggio. In realtà tutta la guerra dei dazi, estesa ai paesi europei, sembra nata per frenare lo sviluppo tecnologico del 5G cinese guidato da ZTE e Huawei, che nel frattempo hanno istituito centri di ricerca e di eccellenza anche in Italia. La quarta guerra mondiale?

5. Le frequenze: ma sono libere tali frequenze? Allora: Dopo la legge Mammì degli anni ’90 le frequenze in Italia non sono libere. Solo le  frequenze dette SIM (Service, Industry and Manifacturing). Puoi usare liberamente la 2.4 GHz o la 5GHZ in casa per il wifi senza pagare niente, ma le altre sono tutte assegnate a pagamento dallo Stato. Le frequenze base da 700 MHz, liberate dalla Marina Militare, erano state assegnate a radio e TV private nel 2010 dallo Stato per vent’anni, ma ora servono per il 5G. Allora lo Stato ha obbligato i detentori di tali licenze a liberarle entro il 31 maggio 2020 dietro risarcimento danno non quantificato. Gli assegnatari si sono opposti e ora c’è la controversia… Nella delibera N. 89/18/CONS dell’Agcom, che indice una consultazione pubblica per assegnare alcune frequenze “al fine di favorire la transizione verso la tecnologia 5G”, si legge poi che le frequenze in questione sono comprese “nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz”. Verranno spente gradualmente le frequenze TV: si parte dalla zona A (la RAI non è compresa per poco…). Ma tutto è ancora in forse…

Chiaramente le frequenze oltre i 26 GHz sono libere, perché mai usate prima… Possiamo essere sicuri sul loro effetto sull’uomo e gli altri organismi viventi? Nessuna sperimentazione, nessuno studio affidabile.

6. La privacy e la sicurezza nazionale: E’ semplice: già dobbiamo affidare i nostri dati all’app Immuni e in pochi lo hanno fatto, perché dovremmo affidare tutti i nostri dati dell’Internet of Things a chissà quale compagnia madre cinese o americana via satellite? Esiste una legge sulla tutela della privacy in Italia, che non dovrebbe garantire gli Anonymous Systems che controllano la rete. Tutti i dati, anche quelli nazionali, finanziari, economici, aziendali, passerebbero per forza attraverso satelliti non controllati dallo Stato Italiano. I nostri dati personali e le nostre preferenze verrebbero date gratuitamente a compagnie straniere, cinesi o americane. E’ possibile che nessuno se ne sia accorto?

7. La salute: un trattamento sanitario di massa: Come ricorda il Prof. Michele Carducci, dell’UniSalento di Lecce, l’infrazione dei diritti non è sul principio di precauzione verso tecnologie che ancora sono dibattute a livello scientifico, ma si tratta di un trattamento sanitario di massa, perché incide sulla salute umana: aumenta in modo esponenziale l’esposizione a campo elettrico di oltre 10 volte il limite fissato dalle leggi italiane, precauzionali. Ora il Piano Colao vorrebbe superare tale limite di 6 V/m a 61 V/m, limite europeo, ma senza nessuna giustificazione scientifica. In Italia siamo all’avanguardia anche per il limite dei coloranti nel cibo, per molti limiti che certificano i nostri prodotti come prodotti di qualità…. Non vogliamo adeguarci ai limiti europei lacunosi e dettati spesso dalle lobby a sfavore della salute dei cittadini.

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8. 12’000 nuovi rifiuti: Il 78% dei 14’000 satelliti nella bassa orbita non è più in funzione e rappresenta detriti spaziali che impiegano secoli (in alcuni casi millenni) prima di rientrare bruciando in atmosfera annullando il loro impatto. Aumenta costantemente il rischio di collisioni con nuovi satelliti, le orbite divengono sempre più ristrette e non tutti i frammenti sono tracciabili (lo dimostrano i continui micro-traumi a cui è sottoposta la Stazione Spaziale Internazionale). Non esiste alcun piano concreto per ridurre i rifiuti spaziali attorno alla terra. L’immissione di 12’000 nuovi satelliti della costellazione Starlink, che di certo non dureranno in eterno, non può che aggravare la situazione: non potremo ignorare il problema a lungo!

9. L’inutilità del 5G: E’ un affare internazionale, deciso dalle lobby telefoniche per rientrare dei soldi che han speso nel proprio paese per le frequenze: una tecnologia inutile per costringere tutti a cambiare telefonino e contratto in nome di una presunta velocità contrattuale, che spesso non viene rispettata. Quando TIM ci ha installato la fibra ottica FTTC in casa, andava a 200 Mega, dopo una settimana tale velocità è scesa a 30-40 Mega, senza potersi appellare a inosservanze del contratto, perché in piccolo c’era scritto che non era una banda garantita…. Come per i contratti 4G: non è colpa loro se in tal posto al mare o in campagna non prendi: lo sanno tutti che qui non c’è copertura… Dobbiamo smetterla di farci prendere in giro sui Mega dichiarati in pubblicità “previa copertura del servizio”. Il 5G sarà peggio: solo in città potranno garantire certe velocità, ma senza satelliti, fuori dai centri urbani, dobbiamo sperare nella copertura del 4G. E intanto le società telefoniche stanno annunciando lo spegnimento del 3G, l’unica linea a banda larga disponibile dove non arriva il 4G, cioè la fibra ottica… Siamo così ingenui nel credere in una tecnologia che non c’è.

Conclusioni e proposte: il 5G è inutile, costoso e dannoso. Il 5G è una tecnologia ancora in fase sperimentale, non ancora attiva, neanche nelle 4 città sperimentali, ha una copertura uguale alla 4G finchè non verrà implementata la rete satellitare. Non sappiamo quando sarà e non potrà neanche essere “sperimentata” per ora, senza satelliti. Aggiunge esposizione a onde elettromagnetiche oltre i 6 V/m ammessi dalla legge italiana, non considera gli effetti cumulativi di esposizione dovuti all’inconfutabile legge della gabbia di Faraday. Bisogna abbattere gli alberi sul percorso delle onde radio tra antenne, fatto contrario agli accordi di Parigi, che prevedono la preservazione degli alberi, come polmoni verdi delle città. E bisogna preservare la biodiversità, fortemente influenzate dalle onde a frequenze ultra del 5G. Ricordiamo infine che i forni a microonde cuociono il pollo alla frequenza di 10 GHz, rimbalzata, è vero, ma con le frequenze da 26 GHz che rimbalzano tra 4 persone vicine, non sappiamo che succede….

Conclusioni: la fibra ottica estesa a tutto il territorio nazionale è innocua agli effetti sulla salute, e la connessione deve essere in FTTH e non FTTC come ce la propone TIM, deve essere gratuita come in Lituania, Lettonia e altri stati “sottosviluppati” per garantire, in tempi di Covid 19, la didattica a distanza a tutti, lo smart working, lo sviluppo digitale delle imprese, l’e-government che nessuno deve andare in macchina al Comune per chiedere un semplice certificato. E la rete esistente 4G potenziata per le connessioni per strada, mobili.

Le risorse del Piano Rilancia Italia devono concentrarsi per la connessione a banda ultralarga da 1 Gigabit in fibra a tutti, e non regalare soldi pubblici alle multinazionali telefoniche, nessuna delle quali è italiana, neanche TIM Telecom Italia o Vodafone.

  • Molti cittadini e le amministrazioni locali, con una connessione a banda ultra larga con fibra FTTC, potrebbero dare libero accesso alla propria wifi a chiunque (hot spot pubblici), creando così una rete wifi libera a tutti e garantendo, con appositi router locali, una rete anche superiore al 5G e senza i danni del 5G.

La connessione veloce in fibra è un diritto di tutti se si vuole digitalizzare l’Italia. E non serve il 5G in poche aree urbane, con non si sa quali effetti per la salute, e le campagne sempre senza copertura, perché zone non economicamente rilevanti.

articolo di http://www.emergenzaclimatica.it/

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ERIC CLAPTON contro il GREEN PASS: NON SUONERÀ PIÙ NEI LUOGHI CHE LO RICHIEDONO

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eric clapton no green pass

Slowhand-Eric Clapton si è scagliato contro il green pass: sostiene essere una vera e propria discriminazione

Eric Clapton ha dichiarato in un arecente intervista che non si esibirà all’interno di location che richiedono un pass vaccinale obbligatorio per poter assistere ad un evento.

In seguito alle recenti disposizioni governative del premier Boris Johnson, infatti, i locali notturni e gli altri luoghi che ospitano grandi folle devono richiedere ai visitatori di fornire la verifica del loro status vaccinale. Ed Eric Clapton, proprio, non ci sta.

Tramite il canale Telegram dell’architetto Robin Monotti Graziadei, noto in Inghilterra anche per essere un attivo no-vax sul fronte del Covid, Slowhand ha dichiarato: “Dopo l’annuncio del Primo Ministro di lunedì 19 luglio 2021, sento il dovere di fare un mio annuncio: desidero dire che non mi esibirò su nessun palco in cui sia presente una discriminazione di pubblico. Se non sarà prevista la partecipazione di tutte le persone, mi riservo il diritto di annullare gli show”.

Non è la prima volta che il chitarrista si affida ai canali di comunicazione di Graziadei, per diffondere i suoi pensieri critici nei confronti della pandemia e della sua gestione. Qualche mese fa, infatti, Clapton aveva descritto con minuzia, sempre tramite l’architetto “negazionista“, tutti i sintomi che, a quanto pare, aveva subito dopo il vaccino: “Le mie mani e i miei piedi erano congelati, insensibili o in fiamme, e praticamente inutilizzabili per due settimane. Temevo di non poter suonare mai più. Soffro di neuropatia periferica e non avrei mai dovuto avvicinarmi all’ago”.

Infine, come ultima stoccata, l’artista ha anche ammesso di non poterne più dell’Inghilterra e di aver pensato di ricominciare una nuova vita altrove: “Ho pensato abbastanza seriamente di portare via la mia famiglia dall’Inghilterra. Andremo a vivere da qualche altra parte, ricominceremo da qualche altra parte”.

Eric Clapton alla Royal Albert Hall nel maggio del 2019

Deputato regionale siciliano paragona in green pass ad un marchio dei lager nazisti

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deputato siciliano green pass

È bufera per un post di un deputato della regione Sicilia che ha paragonato il green pass al tatuaggio con cui venivano marchiati i deportati nei lager nazisti.

Sul suo profilo Facebook privato, infatti, Sergio Tancredi, deputato del gruppo parlamentare Attiva Sicilia ed ex 5 Stelle, nella serata di domenica 18 luglio ha postato l’immagine di un braccio tatuato nei campi di concentramento, scrivendo: “A breve ….per chi non si allinea….. Magari pratica inserita in un DPCM!”.

A chi ha giudicato il post quantomeno offensivo, Tancredi ha risposto: “Le provocazioni pubbliche servono anche a questo….a far pensare la gente”.

A un altro utente, che chiedeva la rimozione del posto, il deputato ha replicato: “Se non comprende che è un segnale di allarme allora forse è lei che dovrebbe guardarsi intorno. E se non nota nulla di strano penso che dovrebbe preoccuparsi. Ricordare l’olocausto serve per evitare che certe derive si ripresentino”. Nel frattempo, il Partito Democratico ha chiesto le dimissioni di Sergio Tancredi.

Creme solari ritirate per rischio cancro: marche e lotti

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creme solari

Due famose marche di creme solari richiamate dal mercato dopo che sono state ritrovare delle sostanze chimiche cancerogene. Ecco i prodotti e i lotti a rischio.

Due famose marche di creme solari sono state richiamate da Johnson & Johnson negli Stati Uniti dopo che sono state ritrovate al loro interno delle sostanze chimiche che possono causare il cancro.

In particolare, in alcuni campioni provenienti da 5 lotti sono state ritrovate delle tracce di benzene, una sostanza chimica cancerogena, pericolosa per la nostra salute. Ma vediamo quali sono i lotti e i prodotti a rischio.

Creme solari ritirate per rischio cancro: marche e lotti

Johnson & Johnson ha richiamato tutti i lotti di 5 prodotti di due noti marchi di creme solari, ossia Neutrogena e Aveeno, dopo aver state ritrovato delle tracce di benzene in alcuni campioni. Nello specifico le creme incriminate sono:

  • Neutrogena Beach Defense aerosol sunscreen,
  • Neutrogena Cool Dry Sport aerosol sunscreen,
  • Neutrogena Invisible Daily defense aerosol sunscreen,
  • Neutrogena Ultra Sheer aerosol sunscreen, and
  • Aveeno Protect + Refresh aerosol sunscreen.

Solitamente il benzene non è un ingrediente contenuto in questi prodotti ma a quanto pare queste creme solari sono state contaminate, seppur in modo minimo. Questa sostanza può essere cancerogena per l’uomo. Fino a pochi decenni fa il benzene era presente in grandi quantità all’interno di moltissimi farmaci, materiali plastici e coloranti. Oggi viene utilizzato soprattutto come solvente a livello industriale, ma è presente anche all’interno della benzina in sostituzione al piombo tetraetile.

Nel breve periodo non dovrebbero essere particolari rischi, ma un’esposizione a lungo termine e a livelli elevati di benzene può causare leucemia o altri tipi di tumori, fanno sapere i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Questa sostanza se viene inalata, ingerita o assorbita tramite la pelle per un periodo di tempo molto lungo può essere estremamente pericolosa.

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Bassi rischi per la salute

Intanto l’azienda ha fatto sapere di aver avviato un’indagine per cercare di capire in che modo la sostanza chimica è entrata all’interno dei suoi prodotti. In una nota pubblicata su sito ufficiale si può infatti leggere che:

“L’esposizione quotidiana al benzene in questi prodotti per la protezione solare spray ai livelli rilevati nei nostri test non dovrebbe causare conseguenze negative per la salute. Per un’abbondanza di cautela, stiamo richiamando tutti i lotti di questi prodotti specifici per la protezione solare spray”.

Tuttavia Johnson & Johnson ha preferito eccedere nella cautela, ritirando tutti i prodotti dagli scaffali e invitando le persone ad interrompere l’utilizzo del prodotto.

CUBA 1701: i pirati francesi con la bandiera rossa

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pirati cuba

Questa è la Storia di un Mistero perduto per trecento anni e forse finalmente chiarito sui Ricordi di una Nonna che da Bambina aveva sentito; strane storie di Mendicanti del Mare e che raccontavano di Predoni di un Mito passato, di Forzieri pieni di Fiabe nel fresco silenzio di un Fondale marino, Tomba vera ed eterna per Coloro che non ebbero altro Tesoro che una Nave, né altra Patria che il Mare…

Qui di seguito

Copia conforme della Lettera da Corsa rilasciata dal Governatore francese Ogeron, dell’isola di Tortuga, al Corsaro ventisettenne Capitano Oliver Alexandre Exquemelin, il 28 luglio ANNO DOMINI 1669, che lo autorizzava ad attaccare gli Spagnoli, ponendolo sotto la protezione del Re di Francia Luigi XIV.

Nota importante: i pirati e i corsari ugonotti, cioè protestanti di lingua francese, al momento dell’arrembaggio erano d’uso innalzare una bandiera rossa, a differenza di quelli inglesi, che innalzavano la ben nota bandiera nera, con o senza simbolismi vari come teschi o tibie incrociate, in realtà spesso mancanti.

Tait a la Tortue Le 28 de Juillet 1669

Nous, Gouverneur pour le Roi en l’Ile de la Tortue

de la Compagnie des Indies Occidentalis,

avons donnè congè a la Guerre aux Espagnols Ennemis

declares de sa Majestè,

a condition qu’ils ameneront

de chaque prise deux principaux officiers

pour parcourir à l’Adjudication de ladite Prise.

Enjoignons à tous ceux pour qui notre pouvoir s’ètend,

de rendre audit Capitaine Alexandre Oliver Exquemelin

et son Equipage toutes les Assistances possibles s’il en a besoin. Prions et Supplions generaux, Lieutenants gèneraux, capitaines, de faire de semblables offres et à faire les Memes pour eux en eas Agreil .

Ogeron

XXXXXXXXXXXXXXXXXX

XXXXXXXXXXX

XXXXXXXXXXXXXXXXXX

Mar dei Caraibi… Al largo di Cuba – Dodici anni dopo la fine di Morgan

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L’Oceano aveva inghiottito tutto.

I grandi Galeoni spagnoli, francesi e inglesi

avevano trionfato sulla “Fratellanza della Costa” …

Il Mare era adesso soltanto ingombro di relitti…

Dopo un’intera giornata di feroci cannoneggiamenti

da parte dei Galeoni spagnoli, francesi e inglesi

sulla piccola flottiglia del Popolo di Morgan,

non restava più nulla dei disperati abbordaggi

che i suoi Bucanieri avevano allora tentato,

per sfuggire a quell’eccidio,

e in cui erano caduti con l’inganno,

dopo aver accettato una Pace vigliacca…

E adesso era scesa la notte su quel vasto Oceano…

cuba 1701 pirati francesi

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L’ultimo superstite rimasto dell’ultimo Veliero

ancora in grado di fare vela sul Mare aperto

dette uno sguardo intorno,

sul Ponte e sul Cassero,

ingombro di cadaveri e del sartiame caduto,

con ancora le grandi vele

che adesso coprivano pietosamente i corpi straziati

di uomini, donne e bambini….

Non era rimasto vivo più nessuno…

Ma il Veliero aveva ancora lo scafo integro,

e le polveri della Santabarbara ancora asciutte …

Francois de Lafebrieau,

nato in Normandia nell’anno del Signore 1642,

di Fede protestante,

a cui Luigi XIV, re di Francia,

anni prima

gli aveva confiscato tutte le sue terre,

e che, rientrato in Olanda,

aveva poi scritto un libro di memorie

su quegli incredibili anni di fine Seicento

da lui passati nei Caraibi come Medico di bordo della Oxford,

con Morgan e i suoi Bucanieri,

si alzò lentamente in piedi,

sorreggendosi a stento

sul parapetto di prua del piccolo Veliero…

Perdeva ancora sangue.

Ma era ancora vivo.

—————

Si faceva chiamare EXQUEMELIN,

ma quello era soltanto un nome inventato,

derivato un po’ dal Latino e un po’ dal Francese,

poiché la chiave di lettura del suo nome era questa:

EX

GUEUX (Straccione)

MARIN (del Mare)

Nel senso quindi di “Ex-Straccione del Mare” …

Ed era stata, la sua, una vera impresa,

con il suo Brigantino e cinque soli “Bregantes”

lungo le coste del Cile, dell’Argentina e del Brasile

dopo che con Morgan e duemila Bucanieri

avevano preso Panama,

il 28 gennaio 1671,

saccheggiandola per quattro settimane…

I Bucanieri non avevano trovare quasi nulla

delle leggendarie ricchezze

di cui era famosa quella piazzaforte spagnola,

costruita sul Pacifico, e mai prima di allora conquistata.

Quasi nessuno sapeva la verità

di un gigantesco Altare,

realizzato fondendo tutto l’Oro

che gli Spagnoli avevano accumulato in un Secolo,

e che era adesso custodito

nella Cattedrale della Cittadella, rivestito in stucco,

e tale per cui era passato inosservato anche ai Pirati…

Ma Morgan sapeva,

e aveva dato incarico proprio a Exquemelin

d’imbarcare quell’enorme Altare sul suo Brigantino,

per la lunga e pericolosa navigazione

che lo avrebbe portato a costeggiare

le coste del Cile,

fino alla “Tierra de Fuego”,

per poi risalire le coste dell’Argentina e poi del Brasile,

fino ad arrivare nelle tranquille acque del Golfo del Messico…

Diversi mesi dopo,

quel piccolo Brigantino,

con Exquemelin e gli altri cinque “Bregantes”,

entrò nella Baia delle “Bocas de Toros”,

a Sud del Costa Rica,

con il suo prezioso e unico carico,

costituito da un gigantesco Altare in Oro massiccio.

Cercavano un luogo non battuto dai venti,

per consentire al Veliero di raggiungere la Costa,

in assenza di pericolosi scogli,

e dove poter finalmente far spiaggiare il Brigantino,

facendolo coricare su un intero fianco…

Soltanto l’isola di Cristobal,

situata al centro della Baia delle “Bocas de Toros”,

presentava la foce sabbiosa di un piccolo fiume,

e quindi priva di pericolosissimi scogli,

in un’insenatura abbastanza profonda

da poterci portare dentro un intero Veliero

senza alcun pericolo…

Il Brigantino,

spiaggiato e coricato su un fianco,

venne allora aperto lungo l’intera fiancata.

Solo in questo modo fu possibile far calare sulla spiaggia

il pesantissimo Altare in Oro massiccio,

usando pulegge, argani, leve e corde…

Così,

su incarico di Morgan

e di nascosto a tutti gli altri Bucanieri,

l’enorme Altare in Oro massiccio venne sepolto in quel luogo,

a poca distanza dal Brigantino spiaggiato,

il quale venne infine carenato di nuovo

e rimesso in condizioni di riprendere il mare…

Tutto questo avvenne sull’isola di Cristobal,

in un punto da cui era possibile scorgere

sia l’entrata che l’uscita delle “Bocas de Toros”,

e che proprio per questo motivo

non fu necessario indicare su nessuna mappa,

del resto troppo pericolosa,

essendo nota a tutti i Bucanieri

la Baia de “Bocas de Toros” …

Un favoloso e incredibile tesoro

che Exquemelin avrebbe poi recuperato

soltanto molti anni dopo,

e con l’aiuto di un’intera flotta

posta a sua disposizione dagli Olandesi…

Ma quel ricco e benestante Ufficiale Medico della Marina olandese,

ormai accasato nella sua nuova Patria che era adesso divenuta l’Olanda,

non avrebbe dimenticato quello che era stato una volta …

un GUEUX MARIN (Straccione del Mare) …

un BREGANT (Brigante) …

un BOUCANIER (Bucaniere)…

E per molte generazioni a seguire

i suoi discendenti si sarebbero tramandati

questa strana storia,

in cui aveva infine onorato il suo Debito di Sangue,

dopo essere ritornato per l’ultima volta nelle Antille…

Anno Domini 1701…

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Stava albeggiando…

Alexandre Oliver EX-GUEUX-MARIN,

meglio noto come “EXQUEMELIN”,

si ricordò che mancava ancora una cosa…

Una cosa molto importante…

Con molta fatica scese giù,

nella Santabarbara.

Quando tornò su,

raggiungendo la grande Ruota del Timone,

stringeva fra le mani un logoro straccio intriso di sangue…

Con fatica si trascinò alla base dell’Albero Maestro,

legando lo straccio rosso al sartiame.

Poi, con la forza della disperazione,

tirò a sé le corde,

fino ad esaurire le poche energie che ancora gli restavano.

—————–

Stava albeggiando…

Nella bruma della mattina,

con il vento a favore,

il piccolo Veliero era ancora immerso nella penombra

mentre veleggiava da Ovest,

a velocità sempre più crescente,

puntando dritto al centro

dell’immensa formazione navale

che avanzava da Est,

e alla cui testa veleggiava solitaria la grande Ammiraglia

delle flotte riunite di Spagna, Francia e Inghilterra…

—————————-

Stava albeggiando…

Sul gigantesco ponte di poppa dell’Ammiraglia della Flotta,

che Spagna, Francia e Inghilterra avevano riunito insieme

per annientare il Popolo di Morgan, morto Dodici anni prima,

i tre Ammiragli a capo delle tre grandi flotte

erano ormai giunti al termine delle Esecuzioni capitali

che avevano comminato a centinaia e centinaia di Bucanieri,

caduti prigionieri con le loro donne e i loro bambini…

Non c’era stata alcuna umana pietà per quella “Canaglia”

che aveva voluto fondare a Cuba un mondo libero

senza più Padroni, né Re, né Sovrani,

e dove avevano portato anche le loro donne e i loro bambini,

da Tortuga, Santo Domingo, Portorico e Giamaica,

per costruire lì un nuovo Mondo…

In quella Notte tremenda,

mentre la flottiglia dei Bucanieri di Morgan bruciava,

tutto il Suo Popolo di Cuba si era arreso…

Padri, madri e bimbi erano stati allora tutti impiccati,

compresi i neonati…

————————–

Era l’Alba, ormai…

Fu allora che qualcuno notò il piccolo Veliero,

dritto a prua dell’Ammiraglia…

Non ci fu alcuna possibilità di evitare lo speronamento….

Un istante prima che l’intera Ammiraglia si dissolvesse

nella spaventosa esplosione della Santabarbara del Veliero,

qualcuno vide però qualcosa in cima all’Albero Maestro…

E fece appena in tempo a dirlo,

prima di morire:

Sul ponte sventola…

Bandiera Rossa…

Biografia dell’Autore

Giuseppe Nacci nasce a Trieste nel 1964. Laureatosi in Medicina e Chirurgia a Trieste nel 1991, si specializza successivamente in Medicina Nucleare presso l’Università di Milano. Nel 2000 pubblica il libro “La Terapia dei Tumori con Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare”, in vista di un possibile impiego dell’isotopo radioattivo in Adroterapia, e di cui ottiene il Brevetto di produzione per la molecola Gadolinio 159-Biotina (No. 01313103).

Ma la Vita è mutevole nei suoi accadimenti, e nel 2001 vicende improvvise e drammatiche lo costringono a rivedere completamente le proprie cognizioni di MEDICINA, portandolo su un nuovo e diverso percorso, che lo obbliga a dieci lunghi anni di studio nel campo della BOTANICA, e più precisamente nell’impiego delle Piante Medicinali FRESCHE per indurre l’Apoptosi nelle cellule umane tumorali maligne, caratterizzate, come noto, da Aberrazioni cromosomiche (mutazioni genetiche).

Nel 2009/2010, presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Siena, consegue il Master di Secondo Livello in Fitoterapia con la TESI in ambito oncologico “Dodici Casi clinici di Terapia Metabolica” (www.pieronuciari.it/wp/nacci/ ).

L’esperienza medica sul campo, presso un piccolo ambulatorio privato di Trieste, benchè arricchita nel 2007 dalla pubblicazione del libro “Diventa Medico di Te Stesso” della “Editoriale Programma” di Treviso, si conclude nell’Aprile del 2011, quando il dott. Giuseppe Nacci cessa di prendere in cura pazienti, a seguito dell’entrata in vigore, dal primo Maggio 2011, delle nuove leggi dell’Unione Europea che proibiscono, da allora, proprio l’uso terapeutico delle Piante Medicinali FRESCHE.

Rimangono così due libri di questa lunga e sofferta esperienza “sul campo”: “Guariti dal Cancro senza Chemio: 23 casi clinici documentati di guarigione” e “Cancer Therapy: 23 Clinical Cases of Malignant Tumours cured without Chemo-Therapy”, entrambi pubblicati dalla “Editoriale Programma” di Treviso, accanto ad un libro sulla minaccia rappresentata in tutto il mondo dalle centrali nucleari (“Centrali nucleari: Chernobyl, Krsko, Fukushima. Conoscere il passato per preservare il futuro”, e un libro sul diabete (“Come affrontare il Diabete”), anche questi pubblicati presso la “Editoriale Programma” di Treviso.

Dal 2013 riprende i suoi vecchi studi di Geologia, di Astronomia e di Greco antico, che aveva trascurato dopo i tempi del Liceo e dell’Università, affrontando così il grande mistero dell’ATLANTIDE, analizzato dal punto di vista scientifico.

Di esso è uscito nel 2018, sempre presso la “Editoriale Programma” di Treviso, il primo dei cinque libri previsti sull’argomento: “L’Ultima Guerra di Atlantide, Vol. Primo: il Mondo Perduto”, 364 pagg.

Nel Maggio 2020 ha pubblicato il libro Primo Maggio 2011, la lunga Notte (90 pagine), scaricabile gratuitamente da INTERNET (www.pieronuciari.it/wp/nacci/ ), anche in versione inglese (First May 2011, the long Night).

Altri siti in merito al libro Primo Maggio 2011, la lunga Notte (90 pagine), scaricabile gratuitamente da INTERNET:

http://docplayer.it/195054187-Primo-maggio-2011-la-lunga-notte.html

ll 3 Gennaio 2021, a seguito di ripetute scosse sismiche a Petrenja, vicino Zagabria, pubblica sul Sito INTERNET “Ambiente Bio” un breve documento in lingua italiana sulla minaccia rappresentata dalla centrale nucleare slovena di Krsko, con ALLEGATO testo in ENGLISH Threat of nuclear power Station of Krsko, del 2008, di 132 pagine, completo di immagini e mappe a colori.

Nel Febbraio 2021 pubblica in INTERNET il Libello di 28 pagine “Il Segreto di Venezia”, e un secondo Libello, di 12 pagine, “La Legge dei Rommunes”.

Nel Maggio 2021 ha pubblicato in PDF, liberamente scaricabile da diversi Siti INTERNET, il libro in ENGLISH “Nacci 2021 Threat of Krsko”, di 150 pagine, ampliato in diverse sue parti rispetto alla precedente versione del 2008, in particolare riguardo ai danni genetici di Chernobyl.

Nel Febbraio/Maggio 2021 pubblica in INTERNET il libro in Italiano “Fisica Eretica. Flusso Catalizzatore al Deuterio-Palladio sotto Campo Magnetico Pulsato”, (www.pieronuciari.it/wp/nacci/ ).

Il 15 Giugno 2021 pubblica sul Corriere di San Severo un breve documento tecnico-scientifico di 12 pagine intitolato “FUKUSHIMA 2021. RISCHIO PIKA-DON”, in seguito ripreso anche da altri Siti INTERNET

http://www.corrieredisansevero.it/2021/06/15/fukushima-2021-rischio-pika-don-di-giuseppe-nacci-di-trieste/ https://www.radical-bio.com/geopolitica/fukushima-2021-rischio-pika-don/

www.pieronuciari.it/wp/nacci/

Il 5 Luglio 2021 pubblica sul Corriere di San Severo un breve documento tecnico-scientifico di 22 pagine intitolato “Contatto Cosmico” che fa riferimento all’ipotesi che Giove e Saturno siano due piccole stelle nate dodici mila anni fa, a seguito di un catastrofico Evento che colpì il nostro Sistema Solare, “scorticando” Marte.

http://www.corrieredisansevero.it/2021/07/05/contatto-cosmico-di-giuseppe-nacci-di-trieste/

www.pieronuciari.it/wp/nacci/

Green pass per supermercati e centri commerciali: la proposta. Italia verso la decisione

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green pass supermercati

Il green pass dovrebbe essere obbligatorio anche per supermercati, ipermercati e centri commerciali, afferma l’ex sottosegretario alla Salute Sandra Zampa. Governo verso la firma del decreto.

Dal primo agosto in Francia il green pass potrebbe servire anche per entrare nei grandi supermercati e centri commerciali, con il governo che ha annunciato multe fino a 45.000 euro, carcere e licenziamento per i negozianti che non lo controllano.

Anche l’Italia si prepara a modificare le regole sul green pass: entro mercoledì si riunirà la cabina di regia e Draghi firmerà il nuovo decreto che cambierà le regole su rilascio del pass e ne estenderà l’uso a trasporti, discoteche e stadi.

Nella discussione sull’obbligo di green pass c’è chi afferma che questo dovrebbe essere richiesto non solo per partecipare a grandi eventi, andare in palestra, prendere treni e aerei, ma anche per entrare nei supermercati e negli shopping center. Un’ipotesi che ha messo in allarme moltissime persone. Ecco le cose da sapere.

Green pass per supermercati e centri commerciali

“È l’ora di un impiego intelligente del Green pass. A mio avviso, ma su questo dovrà esprimersi il Cts e poi decidere il Governo, serve richiederlo per accedere ai luoghi di assembramento. E quindi sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza come aerei, treni e traghetti, in congressi, fiere, stadi e palazzetti dello sport, cinema, teatri. Ma anche in supermercati, ipermercati, centri commerciali. E su questo il governo sta ragionando e si dovrebbe arrivare a un decisione se non questa settimana, quella successiva”: queste le parole di Sandra Zampa, vicepresidente del PD, ex sottosegretaria alla Salute e oggi Responsabile degli aspetti comunicativi relativi alle relazioni internazionali ed alle attività istituzionali nazionali del Ministero della Salute.

La collaboratrice del ministro Speranza ha rilasciato un’intervista al Quotidiano Nazionale, in cui afferma che anche per i ristoranti al chiuso dovrebbe essere obbligatorio il green pass. Una misura che saebbe “opportuna anche nell’interesse degli stessi gestori”, mentre i bar – viste le evidenti difficoltà nell’applicarla – potrebbero essere esclusi.

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Al momento nulla è stato ancora deciso, anche se non sembrano esserci dubbi sul fatto che l’Italia andrà verso il rafforzamento della misura del green pass prima di agosto. Stando a quanto riferito dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa, il governo starebbe valutando un uso del green pass a seconda del quadro della Regione. In altre parole, “se in una Regione la situazione peggiora, automaticamente ci può essere un’applicazione più ampia del green pass. È un ragionamento di buon senso: se una Regione rimane bianca ci può essere un tipo di utilizzo di green pass, ma se una Regione ha criticità maggiori, anziché chiudere si applica il green pass più restrittivo”.

Costa ha confermato che in settimana – probabilmente tra mercoledì e giovedì in Consiglio dei ministri si farà il punto sui nuovi parametri per i colori delle Regioni. Le nuove zone dopo il monitoraggio Iss di venerdì verranno quindi decise sulla base dei nuovi criteri. Si darà più peso a ospedalizzazioni e terapie intensive rispetto al numero di contagi.

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Jabuticaba: l’albero dell’uva con frutti antiossidanti e buonissimi

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albero dell'uva

L’albero di jabuticaba appartiene alla famiglia delle Myrtaceae , è originario delle regioni del centro, sud e sud-est del Brasile. Di solito si trovano nella Foresta Atlantica, ma si possono trovare anche in Paraguay e in Argentina. Sono catalogate nove specie di jabuticabeira, ma una di esse è considerata estinta e il resto si trova solo in pochi siti di ricerca, oltre a tre naturali e coltivate nel paese.

Piantando jabuticaba biologica, riduci anche la contaminazione, evitando l’uso di insetticidi, fungicidi sintetici e altri prodotti agrochimici che possono inquinare e contaminare la salute umana e l’ambiente.

Questi alberi sono presenti solo in Brasile, Argentina, Paraguay e Bolivia. I frutti prendono lo stesso nome dell’albero, ed hanno la particolarità di crescere direttamente sui tronchi o sui rami. I frutti raggiungono i 3-4 centimetri e sono ottimi da mangiare.

Come fare le piantine di jabuticaba

Secondo lo specialista in agricoltura biologica Thiago Tadeu Campos , la jabuticaba può essere propagata per seme, per immersione, per talea e per innesto. Se si fa a forchetta, in alto, può esserci una buona allegagione, ma la crescita richiede tempo, e solo il frutto sarà prodotto solo dopo il terzo anno di impianto. Le piantine propagate per forcella hanno un costo elevato e la produzione è delicata, poiché le innaffiature devono essere fatte rigorosamente, l’acqua non può mancare.

Uno dei metodi migliori per realizzare piantine di jabuticaba è attraverso la fessura completa, poiché è superiore alla fessura parziale e laterale, presentando dal 60 al 90% di allegagione. Nel caso della jabuticaba biologica, è importante prestare attenzione al luogo in cui vengono acquisite piantine e semi, poiché devono essere prodotti in regime di gestione biologica.

Scelta del luogo: vaso o frutteto

L’albero di jabuticaba è una specie molto sensibile al trapianto, quindi, quando si tirano le piantine per portarle nella posizione finale, è importante che vengano estratte con una zolla intatta. Nella messa a dimora definitiva delle piantine il terreno va preparato con aratura ed erpicatura. Anche la dimensione delle fosse è importante e dovrebbe avere dimensioni di 60x60x60. La fertilizzazione alla semina può essere eseguita con letame di pollame stagionato o altri fertilizzanti organici per jabuticaba, come ad esempio Bokashi. Come ti ho già insegnato sul blog, è possibile produrre il tuo fertilizzante organico .

La messa a dimora dell’albero di jabuticaba va effettuata a 10 cm dal suolo, raccogliendo il terreno superficiale, formando una conca che raggiunga il livello della zolla. Nel frutteto è possibile impiantare alcune colture consociate a jabuticaba biologica, come legumi di piccola taglia come fagioli, arachidi e soia, lasciando sempre spazio libero accanto all’albero di jabuticaba. La distanza indicata per l’impianto è di 6-7 m nella fila e di 8-10 m in mezzo, consentendo di piantare in quadrati o rettangoli, che sono più comuni.

La Jabuticaba è una pianta subtropicale e necessita di temperature più basse in inverno per poter fiorire. Può ancora tollerare gelate di breve durata. Ma si adatta anche alle regioni tropicali. In luoghi molto caldi, come il Nord e il Nordest, potrebbe non dare frutti a causa dell’esposizione a lungo termine a temperature molto elevate.

Jabuticaba può anche essere piantata in vaso. Ma è fondamentale avere un vaso dove l’albero di jabuticaba rimanga in uno spazio di circa due metri quadrati. È molto importante che la jabuticaba in vaso riceva la luce del sole. Il vaso in cui verrà piantata la jabuticaba deve essere grande e avere molti buchi sul fondo. Per piantarla in vaso è necessario mettere sul fondo del vaso 5 cm di argilla espansa e dopo l’argilla uno strato di terra.

Dall’irrigazione alla raccolta

Foto: jantroyka/Istock

L’irrigazione del tuo albero di jabuticaba dovrebbe essere frequente, poiché è una specie che richiede molta acqua per crescere bene. È corretto irrigare nel primo mattino o nel tardo pomeriggio.

È bene mantenere il raccolto libero dalle erbacce. Si consiglia inoltre di effettuare potature annuali per eliminare i rami che potrebbero chiudere la chioma. Questa azione consentirà una migliore penetrazione del raggio solare e, di conseguenza, una maggiore aerazione della pianta.

I trattamenti colturali importanti sono la fertilizzazione, l’irrigazione e l’osservazione degli attacchi dei parassiti. Jabuticaba risponde bene al fertilizzante, quindi assicurati di offrire un buon fertilizzante per la pianta, ricordando che nel nostro caso dovremmo usare solo fertilizzanti organici. I parassiti più comuni nella jabuticabeira sono gli afidi, le cochonille e il tonchio di jabuticaba. I funghi possono colpire anche fiori e frutti.

La raccolta della jabuticaba avviene una o due volte l’anno. La jabuticaba va raccolta quando è matura e pronta per essere consumata.

Il Frutto della Jabuticaba

La Jabuticaba è un frutto che ha una buccia lucida e sottile e un colore che può essere dal viola chiaro al quasi nero. Molto gustoso, e al suo interno ha una polpa bianca. Può essere consumato fresco e anche attraverso alimenti trasformati come dolci e gelatine. È inoltre possibile produrre aceti, grappe e liquori. In fase di fruttificazione presenta estrema bellezza, per l’architettura della sua fioritura e fruttificazione.

Si possono mangiare crudi o fare marmellate. La buccia ha un colore violaceo e la polpa è biancastra, gelatinosa e dolce. Questo frutto presenta potentissime qualità antiossidanti e antinfiammatorie. Uno degli antiossidanti contenuti, è la jaboticabina, presente solo in questo frutto.

Gli alimenti biologici sono più gustosi e, inoltre, hanno una maggiore quantità di micronutrienti (vitamine e minerali) e soprattutto di composti bioattivi (polifenoli, carotenoidi, glucosinolati, ecc.). Come ho detto prima, gli alimenti biologici forniscono numerosi benefici per la salute. 

Vaccini, studio israeliano: «Gli anticorpi naturali sono più efficaci delle vaccinazioni nel prevenire i contagi»

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covid 19 vaccino

Con la diffusione delle varianti e con l’impennata dei contagi, in Israele il ministero della Sanità ha disposto la somministrazione di una terza dose di vaccino Pfizer agli immunodepressi. L’obiettivo è di frenare le nuove infezioni. Un provvedimento che, per il momento, riguarda chi abbia avuto trapianti di cuore, polmoni, fegato, midollo osseo o reni, oppure chi sia sottoposto a cure oncologiche. Ma nelle ultime settimane da Israele è arrivata anche un’altra notizia, utile per la ricerca e che potrebbe cambiare le modalità della lotta, ormai purtroppo lunga, al Covid.

Vaccino, infezione naturale e protezione

Analizzando i dati dei contagi, il ministero della Salute ha scoperto che i pazienti guariti spontaneamente dalla malattia, sviluppando anticorpi naturali, sembrano avere meno probabilità di essere reinfettati rispetto ai pazienti che erano stati vaccinati. Una scoperta che contraddice direttamente la ricerca di esperti americani come il dottor Anthony Fauci, e anche quella degli scienziati di Pfizer e Moderna, che hanno sostenuto che gli anticorpi creati dai loro farmaci sono più potenti di quelli prodotti dall’infezione naturale. Il consiglio degli esperti, comunque, resta quello di vaccinarsi anche dopo essere guariti spontaneamente dal Covid, in modo da ottenere una protezione ancora più elevata.

Dallo studio emerge che gli israeliani che erano stati vaccinati avevano 6,72 volte più probabilità di contrarre l’infezione dopo l’iniezione rispetto a che aveva sviluppato la protezione con il naturale decorso della malattia. Una disparità che ha confuso gli esperti: alcuni affermano che i dati dimostrano il livello più elevato di immunità fornito dall’infezione naturale rispetto alla vaccinazione, mentre altri rimangono poco convinti.


Il Ministero della Salute israeliano aveva precedentemente stimato che l’efficacia del vaccino Pfizer fosse solo del 64% contro la variante Delta. Una ricerca che ha aiutato Pfizer e il suo partner BioNTech a sviluppare un nuovo vaccino progettato per proteggere dalle varianti, comprese la Delta e la Beta.


Secondo Israel National News, durante l’ondata più recente, quindi a partire da maggio, sono stati rilevati oltre 7.700 nuovi casi di soggetti infettati dal virus. Di questi, solo 72 erano persone che erano state precedentemente colpite e avevano sviluppato anticorpi naturali: si tratta di meno dell’1%. Circa il 40% dei nuovi casi, quindi più di 3.000 pazienti, invece, è stato infettato nonostante fosse completamente vaccinato.

Schema: Casi di contagiati tra vaccinati e non. Altissima la percentuale tra chi ha avuto il siero anticovid

Il dato grottesco che viene da Israele: altissima la percentuale di infetti tra la popolazione vaccinata

fonte: ilmessaggero.it