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Il Green Pass non è una misura sanitaria. Dietro alle vaccinazioni c’è ben altro!

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Lo scopo non è il vaccino, è il Pass. E quando ve lo imporranno piangerete ma sarà tardi (piangeranno anche quelli che, invece di lottare per i diritti, lottano contro il “fascismo” o contro nemici immaginari)
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QUANDO NEL GREENPASS SARA’ INSERITO IL ‘BLOCCO FISCALE’ o altre limitazioni alla libertà personale,allora ci renderemo conto che il greenpass è il ‘fine’ e non il mezzo. Vi hanno convinti che il greenpass è un escamotage, un ricatto affinchè la gente si convinca a vaccinarsi, e così, davanti ad una così grave ammissione da parte del Governo, avete creduto che questa è la verità.

Ma la verità è ben diversa, e lo dimostra il fatto che basta anche un tampone per avere il greenpass, quindi è chiaro che lo scopo non è il vaccino. Ed allora? Lo scopo è di imporre il greenpass, abituare la gente ad avere un passaporto per accedere ai servizi, al cinema, al ristorante. Dunque, alla fin fine: perché non ti vaccini? Una punturina che ti salva la vita e riacquisti i tuoi diritti, la tua libertà. E tu ci pensi: mica capiterà proprio a me di essere quell’1 su mille, lo sfigato che muore di vaccino!

Ma cerchiamo di immaginare cosa può succedere fra uno o due anni.
Un giorno ti presenti al cinema col tuo bel greenpass, ma il lettore non lo accetta. Riprovano, nulla, non lo rileva. Non vedi il film. Ti incazzi. La mattina dopo vai nella farmacia dove ti hanno fatto il greenpass, anche il farmacista non riesce a capire cosa non va nel tuo passaporto verde. Allora vai all’USL. E loro vedono che c’è un blocco nel tuo greenpass e ti dicono di rivolgerti al Comune. E lì scopri cos’è successo. “Lei signore, non ha presentato la dichiarazione dei redditi!” “E questo cosa c’entra col greenpass?”

“Con l’ultimo DPCM è stato inserito il blocco fiscale nel green pass!” Allora chiami il tuo commercialista, lo insulti, gli dici che hai il green pass bloccato. Il poveretto in 24 ore ti presenta la dichiarazione, ti paga l’F24. Quindi ritorni al Comune, ma ancora il greenpass non si sblocca. L’impiegata consulta la tua scheda nel suo computer: “Signore, mi risulta che lei non ha ancora pagato una multa per divieto di sosta…” Allora resti di merda. Cominci a capire perchè i governi dei conti e dei draghi insistevano tanto per abituarti a vivere con un passaporto verde. E tu che credevi davvero che lo facessero per il tuo bene, perchè tenevano alla tua salute, e invece ti hanno fottuto. Grazie alla tua accondiscendenza, al tuo egoismo, ci hanno fottuti tutti!

Forse a quel punto ti renderai conto che quelle persone che gridavano in piazza “No green pass!” non erano così coglioni come tu credevi.
E stavano lottando anche per te, per la tua libertà.


(Franco Caminiti dal web)

Vaccino anti-COVID 19 RNA Messaggero: rischio di Aborti o malformazioni congenite sulla discendenza

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mutazioni vaccino anticovid

Studio della Percentuale di Aborti o di bimbi portatori di Trisomia Down in funzione del tempo dopo esposizione singola ad un Evento sufficiente per induzione di un’Aberrazione cromosomica, cromatidica o sub-cromatidica, indotta da:

  1. Radiazioni ionizzanti
  2. Sostanze chimiche tossiche
  3. Ibridazione da Retro-virus naturali (AIDS) o Retro-virus transgenici (artificiali, vedi OGM).

Riguardo al RNA MESSAGGERO utilizzato per alcuni tipi di vaccini anti-COVID-19, di cui si è ipotizzato o sospettato un analogo meccanismo d’azione, pur ritenendo tale tesi ancora priva di Validità scientifica, NON essendosi ancora verificati casi di INCREMENTO delle NASCITE di Bimbi portatori di TRISOMIA del Cromosoma 21 (BIMBI DOWN), si ritiene utile e necessario dimostrare sempre la presenza di un’Aberrazione cromosomica, ogni qualvolta vi sia la necessità di diagnosticare un’aborto spontaneo in donne vaccinate con RNA Messaggero.

In USA, per l’appunto, sono in forte crescita i casi di aborti spontanei tra la platea che ha assunto questo tipo di siero a mrna.

Mutazioni genetiche sulla discendenza

Le radiazioni, le sostanze chimiche tossiche o Retro-virus a DNA (che producono poi RNA messaggero, come quello dell’AIDS o dell’Epatite B o dei RETROVIRUS TRANSGENICI utilizzati per fare Organismi Genetici Modificati, vedi NOTA 8) inducono mutazioni genetiche nel patrimonio ereditario di un individuo, che possono essere suddivise in due grandi categorie: mutazioni geniche (o puntiformi) e aberrazioni cromosomiche.

Le mutazioni geniche puntiformi, definibili in sostanza come modificazioni di un solo gene, possono essere classificate come dominanti, recessive o legate al cromosoma del sesso.

Le aberrazioni cromosomiche sono caratterizzate da alterazioni di grandi sezioni del cromosoma, da aggiunta o perdita (delezioni) di cromosomi interi.

Piccole perdite di cromosoma sono anche definite come sub-delezioni, molto prossime alle mutazioni geniche puntiformi, ma sono diverse da esse in quanto le mutazioni geniche possono essere caratterizzate anche solo dalla sostituzione o dalla perdita di una sola base del codice genetico.

I più importanti e temibili effetti sul codice genetico sono le aberrazioni sub-cromatidiche, cromatidiche, o cromosomiche, poiché dovute ad una o più rotture della doppia elica del DNA, e non riparate successivamente dalla cellula.

Tra esse, le più note sono la sindrome di Down, quella di Klinefelter e quella di Turner.

Secondo dati consolidati e vecchi ormai da alcuni decenni [1-7], quasi il 70% degli aborti spontanei con arresto dello sviluppo prima dell’ottava settimana dopo il concepimento, presentano anomalie cromosomiche di cui, nella metà dei casi, rappresentati da trisomie autosomiche.

Il resto sono monosomia, triploidia e tetraploidia.

E’ anche possibile suddividere le stesse aberrazioni cromosomiche in quelle provocate da rottura singola della catena cromosomica, che è funzione lineare della dose e indipendente dalla intensità, e in quelle provocate da rotture complesse della catena cromosomica, queste ultime più temibili, data la maggior difficoltà della cellula di riparare il danno, e che aumentano più rapidamente dell’incremento lineare rispetto alla dose assorbita e, inoltre, in rapporto diretto con l’intensità della radiazione.

Sempre da dati consolidati di letteratura, si ritiene che 50 rotture doppie, avvenute in un tempo inferiore a 15 minuti, siano sufficienti per uccidere, nel 63% circa dei casi, una cellula umana normale: molto meno per arrecare aberrazioni cromosomiche non più riparabili.

L’interazione delle lesioni in cromosomi non duplicati o in cromatidi determina quindi la nascita di nuovi cromosomi che deriveranno pertanto da uno scambio asimmetrico o simmetrico del loro materiale genetico.

Gli scambi asimmetrici danno sempre origine ad uno o più frammenti acentrici che non vengono a far parte delle nuove cellule duplicate e sono pertanto persi.

Le cellule rimaste sono instabili e in genere non sopravvivono a lungo, dato anche il problema della formazione di ponti dicentrici che bloccano la separazione meccanica delle cellule figlie.

Viceversa, le alterazioni simmetriche dei cromosomi, se complete, sono definite stabili, e sono potenzialmente più dannose delle aberrazioni instabili, in quanto passano attraverso i cicli riproduttivi successivi.

Considerando i diversi lavori pubblicati [1-7], si può stimare che circa il 15-16% circa di tutti i concepimenti, riscontrati a partire dalla quinta settimana di gravidanza, terminino in aborto spontaneo o in nati morti.

Di essi, circa il 30%-60% sono associati ad anomalie cromosomiche; il resto è associato ad altre cause come malattie infettive o incidenti.

Considerando ancora globalmente i dati pubblicati [1-7], si può quindi ritenere che circa il 5-9% di tutti i concepimenti (a partire dalla quinta settimana di gravidanza) siano gravati da danni cromosomici incompatibili con la vita.

Per quanto riguarda invece le anomalie cromosomiche ancora compatibili con la vita, queste erano stimate come pari allo 0,40% di tutti i nati vivi secondo studi del 1977 [5]; pari invece allo 0,6% di tutti i nati vivi, secondo ulteriori studi del 1982 [4].

vaccino pfizer contagiati lombardia

Attualmente, in base a lavori più recenti [6], i valori sono stati ancora lievemente modificati, riportando tale valore a circa lo 0,44%.

Le malattie autosomiche dominanti e quelle legate al cromosoma del sesso sono rimaste praticamente invariate rispetto a precedenti valori del 1977 [5].

Viceversa, le malformazioni congenite, le anomalie di origine genetica espresse negli anni successivi, le malattie costituzionali e quelle degenerative sono passate da una incidenza del 9% [4], ad una incidenza del 2-3%, secondo i dati del 1990 [6].

LEGGI ANCHE: Possibili comparse di leucemie e linfomi post vaccinazione di massa

Malattie genetiche dominantiFrequenza alla nascitaTasso di mutazione ogni 106 nati vivi
Retinoblastoma246
Poliposi del colon717
Neurofibromatosi35093
Sferocitosi delle emazie22022
Sindrome coreica di Huntington3005
Distrofia miotonica22028
Anoftalmia3010
Sordità congenita6924
Cataratta a rapido inizio (congenita)406
Aniridia153
Labbro leporino111
Rene policistico86076
Acondroplasia3012
Discondroplasia di Ollier508
Osteogenesi imperfetta409
Osteopetrosi (Malattia di Schoenberg)101
Sindrome di Marfan305
Sclerosi tuberosa2510
Malattie rare a rapido inizio13030
Ipercolesterolemia2.000<20
Porfiria acuta intermittente151
Porfiria variegata15<1
Otosclerosi1.000<20
Amelogenesi imperfetta601
Dentinogenesi imperfetta125<1

TOTALE

5.840
399

Tabella tratta da: Childs J.D., The effect of a change in mutation rate on the incidence of dominant and X-linked recessive disordes in man, “Mutat. Res.”, 83, pp. 145-158, 1981; in: BEIR V, Health Effects of Exposure to low levels of Ionizing Radiation, “Committee on the Biological Effects of Ionizing Radiations. Board on Radiation Effects Research Commission on Life Sciences National Research Council”, National Academy Press, Washington, D.C. 1990, table 2-2 pp. 79.

Tabella 2: malattie ad eziopatogenesi complessa.

Malattie ad eziopatogenesi complessaPrevalenza per 106 nati viviPeso ereditario

Morbo di Graves

650

0,47
Diabete mellito4.0700,65
Diabete mellito IDDM2000,30
Gotta1800,50
Psicosi schizofrenica8500,80
Psicosi affettiva unipolare5.0000,60
Psicosi affettiva bipolare1.0000,90
Sclerosi multipla400,58
Epilessia6000,5
Glaucoma1.6000,32
Rinite allergica3.6000,43
Asma2.4900,70
Ulcera peptica4.6000,65
Colite idiopatica300,60
Colelitiasi9400,63
Morbo celiaco1300,80
Calcoli renali9000,70
Dermatite atopica6000,50
Psoriasi3900,75
Lupus Eritematoso Sistemico400,90
Artrite reumatoide1.3100,58
Spondilite anchilopoietica1900,79
Malattia di Scheuermann5000,56
Scoliosi idiopatica dell’adolescente4100,88

TOTALE

30.320




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Tabella tratta da: BEIR V, Health Effects of Exposure to low levels of Ionizing Radiation, “Committee on the Biological Effects of Ionizing Radiations. Board on Radiation Effects Research Commission on Life Sciences National Research Council”, National Academy Press, Washington, D.C. 1990, table 2-4, pp. 89.




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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


1. UNSCEAR 1988, United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation, Sources, Effects and Risks of Ionizing Radiation, United Nations, New York, 1988.


2. Coggle J.E., Effetti biologici delle radiazioni, seconda edizione a cura di Luciano Bussi, Edizioni Minerva Medica S.p.A, 1991, Italian




3. UNSCEAR 86, United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation, UNSCEAR 1986, Genetic Effects of Radiation: 7-164, In: Ionizing Radiation: Sourges and Biological Effects, Report A/41/16, Forty First Session, Supplement No 16, New York, United Nations, 1986.


4. UNSCEAR 1982, United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation, Ionizing Radiation: Sources and Biological Effects, Report to the General Assembly, with annexes. United Nations Sales Publication, No.E.82.IX. 8. New York, 1982.


5. UNSCEAR 1977, United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation, Report to the United Nations Scietific Committee on the Effects of Atomic Radiation, UN Report A/23/40, 1977.


6. BEIR V., Health Effects of Exposure to low levels of Ionizing Radiation, Committee on the Biological Effects of Ionizing Radiations. Board on Radiation Effects Research Commission on Life Sciences National Research Council National Academy Press, Washington, D.C. 1990.


7. Childs J.D., The effect of a change in mutation rate on the incidence of dominant and X-linked recessive disordes in man, Mutat. Res., 1981, 83: 145-158.


8. Su VIRUS TRANSGENICI, OGM, vedi pagina successiva

1000 professori universitari contro il “greenpass” aderiscono allo sciopero generale del 15 ottobre

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professori no GP

COMUNICATO STAMPA

I docenti universitari contro il “greenpass” aderiscono allo sciopero generale del 15 ottobre

“Come docenti universitari contro il ‘greenpass’ aderiamo convintamene allo sciopero generale che avrà inizio venerdì 15 ottobre 2021 per dire no alla discriminazione imposta dal lasciapassare verde”. Così gli organizzatori della protesta del corpo docente universitario che conta ormai più di 1.000 firme.

“Saremo al fianco di tutti gli altri lavoratori in questa lotta per la libertà, per il lavoro e per la democrazia. Saremo al fianco degli studenti che si stanno impegnando in questa battaglia per i diritti di tutti gli italiani. Senza una serrata lotta politica e sindacale il Green Pass non verrà ritirato. Lo sciopero generale è un primo passo nella giusta direzione.”

 “Nel difficile percorso per riportare il dibattito scientifico e politico nell’alveo che merita – sottolineano i coordinatori dei docenti – venerdì 15 ottobre 2021 è una data importante: non lasciamo soli gli scioperanti, facciamo in modo che tutti gli italiani comprendano la gravità dell’attacco compiuto contro i diritti fondamentali di tutti i cittadini. Ribadiamo che la lotta per la libertà di oggi, per una parte dei cittadini italiani, è la lotta per libertà di tutti di domani”.

Il comitato organizzatore dei Docenti contro il greenpass https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/

Di seguito pubblichiamo l’Appello dei docenti universitari: “No al green pass”

Dal primo settembre per frequentare le università italiane, sostenere gli esami e seguire le lezioni si dovrà essere in possesso del cosiddetto “green pass”.

Tale requisito sarà valido per docenti, personale tecnico, amministrativo e bibliotecario e studenti e ciò estende, di fatto, l’obbligo di vaccinazione in forma surrettizia per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico. Molti tra noi hanno liberamente scelto di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid-19, convinti della sua sicurezza ed efficacia. Tutti noi, però, reputiamo ingiusta e illegittima la discriminazione introdotta ai danni di una minoranza, in quanto in contrasto con i dettami della Costituzione (art. 32: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”) e con quanto stabilito dal Regolamento UE 953/2021, che chiarisce che “è necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono state vaccinate” per diversi motivi o “che hanno scelto di non essere vaccinate”. Nello specifico della realtà universitaria, i docenti sottoscrittori di questo pubblico appello ritengono che si debba preservare la libertà di scelta di tutti e favorire l’inclusione paritaria, in ogni sua forma.

Nella situazione attuale, o si subisce il green pass, oppure si viene esclusi dalla possibilità di frequentare le aule universitarie e, nel caso dei docenti, si è sospesi dall’insegnamento: tutto questo viola quei diritti di studio e formazione che sono garantiti dalla Costituzione e rappresenta un pericoloso precedente.In sostanza, la “tessera verde” suddivide infatti la società italiana in cittadini di serie A, che continuano a godere dei propri diritti, e cittadini di serie B, che vedono invece compressi quei diritti fondamentali garantiti loro dalla Costituzione (eguaglianza, libertà personale, lavoro, studio, libertà di associazione, libertà di circolazione, libertà di opinione).

Quella del “green pass” è una misura straordinaria, peraltro dai contorni applicativi tutt’altro che chiari, che, come tale, comporta rischi evidenti, soprattutto se dovesse essere prorogata oltre il 31 dicembre, facendo affiorare alla mente altri precedenti storici che mai avremmo voluto ripercorrere. Auspichiamo che si avvii un serio dibattito politico, nella società e nel mondo accademico tutto (incluse le sue fondamentali componenti amministrativa e studentesca), per evitare ogni penalizzazione di specifiche categorie di persone in base alle loro scelte personali e ai loro convincimenti, per garantire il diritto allo studio e alla ricerca e l’accesso universale, non discriminatorio e privo di oneri aggiuntivi (che sono, di fatto, discriminatori) a servizi universitari.

Chiediamo pertanto che venga abolita e rifiutata ogni forma di discriminazione.

Visualizza a questo link i sottoscrittori: https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/s/

PER SOTTOSCRIVERE L'APPELLO OCCORRE INVIARE UNA MAIL INDICANDO NOME, COGNOME, QUALIFICA, AFFERENZA (opzionale) DAL PROPRIO INDIRIZZO ISTITUZIONALE A: [email protected]
LA SOTTOSCRIZIONE VIENE RESA PUBBLICA SUL SITO: https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/s/

informativa sulla privacy: https://nogreenpassdocenti.wordpress.com/privacy/  

[email protected]

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Superman è diventato bisex e salva i migranti. La svolta ideologica di Dc Comics

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superman bisex

Non si fanno prigionieri nella gara a imporre i temi della promozione dei diritti Lgbt nella cultura pop. Neanche Superman ne è esente. L’ultima versione del celebre supereore è arcobaleno. “Superman è bisessuale”, ha annunciato la DC Comics attraverso un’intervista dello scrittore del fumetto, Tom Taylor, al New York Times.

Parliamo di Jon Kent, figlio di Clark e di Lois Lane, che ha fatto il suo esordio nella serie a luglio. Il figlio del “patriarca” intraprenderà presto una relazione sentimentale con un amico. “L’idea di sostituire Clark Kent con un altro salvatore bianco eterosessuale sembrava un’occasione mancata”, ha spiegato Tom Taylor. Il nuovo interesse sentimentale di Superman, dopo diverse relazioni con donne, è Jay Nakamura, un giornalista che si prende cura di lui dopo che “si è esaurito mentalmente e fisicamente per aver cercato di salvare tutti quelli che poteva”. Il numero del fumetto in questione uscirà a novembre e lo stesso Nakamura avrà poteri speciali.

La sessualità di Kent non è l’unico modo in cui il personaggio è stato aggiornato per un nuovo pubblico e una nuova epoca. Recentemente il protagonista del fumetto si è occupato di protestare contro la deportazione dei rifugiati, fermare una sparatoria in una scuola superiore e cercare di spegnere gli incendi alla base della crisi climatica.

Tutti temi di stringente attualità. “Ho sempre detto che tutti hanno bisogno di eroi e tutti meritano di vedere se stessi nei loro eroi e sono molto grato che DC e Warner Bros condividano questa idea”, ha dichiarato Taylor. “Il simbolo di Superman è sempre stato sinonimo di speranza, verità e giustizia. Oggi quel simbolo rappresenta qualcosa di più. Oggi, un maggior numero di persone può rivedersi nel supereroe più potente dei fumetti”, ha aggiunto.

La notizia segue altri recenti tentativi di aggiungere le tematiche Lgbtq al mondo dei fumetti. Ad agosto è stato annunciato che l’ultima versione di Robin, l’aiutante di Batman, avrebbe avuto un fidanzato mentre a marzo la Marvel ha anche preso la decisione di far diventare Capitan America apertamente gay.

www.iltempo.it

NOTA CANTANTE LIRICA SOFFRE REAZIONI AVVERSE AL VACCINO E ACCUSA IL NEUROLOGO. ECCO DOVE ACCADE

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cantante lirica tedesca

La nota cantante lirica tedesca Bettina Ranch si è vaccinata circa un mese fa. Immediatamente ha iniziato a sentire mal di testa e brividi, seguiti da senso di vertigini. La Ranch sostiene, inoltre, di aver notato cambiamenti nella voce sia durante il canto che durante il normale eloquio.

Ciò l’ha spinta a cercare un trattamento medico. I medici le hanno riscontrato “un’atassia (disturbo della coordinazione dei movimenti)” e una “leggera paralisi del nervo facciale”. Secondo la Ranch, “la paresi è localizzata nella zona superiore del viso, il che compromette al momento il canto professionale”. Di conseguenza, la Ranch ha dovuto annullare tutte le date delle esibizioni ed è ancora sotto trattamento medico.

Adesso solleva pesanti accuse contro il neurologo, il quale si sarebbe rifiutato di segnalare le reazioni avverse. Per questo motivo, la Ranch si è ora rivolta allo stesso Paul Ehrlich Institute. “Se raccontassi tutto, gli farei chiudere lo studio medico. Ma non ho tempo per queste cose”.

Anche il referto con cui è stata dimessa dall’ospedale non corrispondeva ai fatti del ricovero, dice. La Ranch si sente “impotente, arrabbiata, triste”. “Non riesco più a capire perché, con così tante notizie inquietanti che arrivano sa persone con gli stessi problemi, il mio venga ancora considerato un caso raro”.

In Germania l’informazione è stata impegnata a soffocare questo scandalo o meglio una storia di ordinaria follia vaccinale quando la cantante lirica Bettina Ranch, nota soprattutto come interprete di Mozart nei ruoli di mezzo soprano,  subito dopo la prima dose di vaccino ha sofferto di effetti collaterali così gravi che ha dovuto cancellare tutte le apparizioni. Un medico ha diagnosticato una paralisi facciale e atassia che le hanno anche cambiato la voce visto il coinvolgimento delle corde vocali.

Ma non è questo il problema, non certo per la scienza del profitto che ci ritroviamo e che infligge inutili sofferenze a milioni di persone pur di incassare, quanto il fatto che la cantante  abbia sollevato gravi accuse contro uno dei medici che la segue perché, secondo la sua testimonianza, non ha denunciato gli effetti collaterali alle autorità competenti. Che detto tra parentesi dovrebbe essere un obbligo sia di leggere che etico, ma che ormai molti medici trascurano temendo che la cosa possa mettere in crisi lo smercio di vaccini. e di guadagnarsi la fama di “dissidenti”  A seguito della vicenda una dirigente del dipartimento sanitario di Karlsruhe ha scritto: “Come medico presso un dipartimento sanitario, non sono sorpresa dalla descrizione della signora Ranch. Sfortunatamente, alcuni medici non aderiscono all’obbligo di segnalazione secondo il quale ogni reazione al vaccino che supera la misura abituale deve essere segnalata al dipartimento della salute il quale a sua volta inoltra i dati al Paul Ehrlich Institute.

Poi si scopre che con le campagne di vaccinazione anti Covid ( o pro covid verrebbe da dire visti i risultati) la mancata segnalazione non viene più sanzionata ma si parte dal presupposto che il medico curante abbia già segnalato il caso direttamente al Paul Ehrlich Institut. In questa maniera si salva la coscienza e il vaccino. E infatti questa vicenda ha aperto un vaso di Pandora che si sta cercando a tutti i costi di chiudere perché scoprire che non esiste alcun controllo sulle complicazioni vaccinali per cui le cifre che alla fine confluiscono nelle statistiche europee sono probabilmente molto al di sotto della realtà e non c’è ragione di credere che ciò non accada in tutti gli altri Paesi europei.

Ciò vale ovviamente, anzi a maggior ragione per i decessi: i risultati delle autopsie presso l’istituto di patologia dell’Università di Heidelberg suggeriscono che anche le segnalazioni di morte dopo il vaccino siano gravemente trascurate. Il capo patologo, il professor Schirmacher, ha trovato prove di una connessione causale con la vaccinazione contro la corona in un numero insolitamente elevato di persone che sono morte poco dopo l’iniezione fatale, ma il cui caso naturalmente non è stato segnalato.

Nonostante il pericolo che questo gioco venga scoperto si continua imperterriti a non prendere in considerazione e a non segnalare molti decessi post vaccino praticamente in tutti gli ospedali. Antje Greve il medico che adesso sta seguendo da vicino il caso di Bettina Ranch e che ha dimestichezza con la burocrazia sanitaria che ha seguito come dirigente dice:  “Presumo che le complicazioni della vaccinazione, comprese le conseguenze fatali, siano  significativamente sottostimate. Con il numero di decessi ufficialmente per Covid in calo significativo, i tassi di mortalità tra decessi per Covid e decessi per vaccinazione continuano a convergere e non sarebbe strano se un giorno ci fosse un pareggio o un eccesso di decessi per vaccinazione senza che questo fatto venga nemmeno notato sulla base di la sottostima.” Ma visto che ancora oggi si continuano a spacciare morti per Covid sulla base della positività di un tampone senza alcuna validità diagnostica, magari a un tampone fatto mesi prima e che i decessi dopo il vaccino continuano a non essere segnalati, è probabile che si sia già molto vicini al pareggio.

(Fonte: Berliner Zeitung – simplicissimus2.com)

Gordon Ramsay ne spara un’altra: “La cucina greca è meglio di quella italiana”

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gordon ramsey

Il cuoco britannico preferisce la dieta ellenica alla nostra

Il cuoco, e ormai star televisiva Gordon Ramsay, è già stato al centro della polemica per la sua carbonara con dentro di tutto e di più, compresi i piselli. Ora torna a far parlare (male) di sé. 

In questi mesi sta conducendo il programma Gordon, Gino and Fred go Greek, insieme al cuoco italiano Gino D’Acampo e al maître d’hôtel francese Fred Sirieix; il format è un road trip culinario che quest’anno ha fatto tappa in Grecia appunto. 

Durante la prima puntata del programma i tre cuochi hanno esplorato le isole greche tra bellezze paesaggistiche e prelibatezze. Proprio mentre i cuochi si stanno rilassando in mezzo al mare con un bicchiere di vino in mano, Ramsey si lascia andare a questa confessione shock: “Onestamente? Credo che la cucina greca sia meglio della cucina italiana”. 

Questa affermazione assoluta arriva alla fine di un ragionamento in cui Ramsey tesse le lodi prima delle bollicine che sta sorseggiando, poi del cibo greco, dicendo che non ha nulla da invidiare nè ai francesi né agli italiani: “Non hanno niente da invidiare a quelle francesi. I greci possono ritenersi all’altezza dei cugini d’Oltralpe o degli italiani. La cucina greca, anzi, è migliore di quella italiana”, continua. 

Che la star televisiva Ramsey abbia un po’ esagerato?

A dare man forte al ragionamento della star dei fornelli, ci si mette anche il collega Sirieix che constata che i greci sono molto longevi, in effetti. Ma il sangue italiano di D’Acampo si ribella e prova a difendere il nostro Paese con valide argomentazioni: in effetti la nostra cucina è certamente tra le più sane al mondo, senza stare a parlare di sapori. Se invece vogliamo guardare i dati, la Grecia ha un’aspettativa di vita che arriva 81 anni di media, mentre quella italiana è di 82,6!

https://www.105.net/

Free Pass del Comicost valido e accettato per ingresso in università. E’ solo l’inizio?

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Il Comicost, il Comitato per la difesa delle Libertà sancite dalla Costituzione, ha creato uno strumento alternativo al Green Pass, il FreePass, basato su interpretazioni di leggi Europee e disposizioni Costituzionali che di fatto rendono illegale il GreenPass all’italiana di Draghi.

In questo articolo trovate sia il documento originale da poter compilare e stampare che dei video di spiegazione del concetto di funzionamento del Free Pass ( come funziona, perchè è valido, i luoghi in cui si può usare, il precedente dell’accettazione all’università ).

Il Free Pass di fatto è una autocertificazione permanente o monouso con tre casistiche principali di appicazione:

CASO GENERALE CON AUTODICHIARAZIONE MONO USO
(valido per ristoranti, palestre, concerti, piscine, musei, mezzi di trasporto a partire dal 1 settembre 2021
)

1. Compilare il documento con i propri dati anagrafici.

2. Portarne con sè 4 o 5 copie, secondo esigenza.

3. Al momento della richiesta del Green Pass, esibire questo documento, spiegando che è un valido sostituto che consente di rispettare il diritto alla privacy.

4. Apporre la data e la propria firma in presenza della persona incaricata al controllo del cd. Green Pass in ottemperanza dell’art. 38 DPR 445/2000.

5. Consegnare l’autocertificazione.

6. Se richiesti i documenti, l’esibizione è facoltativa, quindi meglio non esibirli.

7. Se c’è QR Code, dichiarare che non si è in possesso di smartphone.

8. Di fronte al rifiuto, chiamare i carabinieri, e far verbalizzare il fatto che vi viene impedito un accesso di cui avete il sacrosanto diritto, che il controllore non ha le qualifiche per poter conoscere il vostro stato medico-clinico personale e che siete muniti di autocertificazione sostitutiva del green pass, valida per legge e che protegge la vostra privacy

CASO GENERALE CON AUTODICHIARAZIONE PERMANENTE

In alternativa, potete creare il vostro Free Pass personale da portare sempre con voi, in formato tessera, rivestito in plastica delle dimensione 10 x 15 cm.

1. Compilare il documento con i propri dati anagrafici

2. Recarsi a un ufficio Comunale firmare davanti all’ufficiale di anagrafe e farsi autenticare la firma come qualsiasi atto notorio o autodichiarazione.

3. Inserirlo nella apposita plastichina, pronto all’uso.

Nel caso dovessero contestarvi la validità di tale documento o il fatto di non saperne nulla, dovete semplicemente replicare: “E’ la stessa Costituzione della Repubblica Italiana a convalidare tale documento, in quanto contiene i principi in essa espressi. La legge non ammette ignoranza, lei ha il dovere di conoscere le leggi vigenti. Si informi personalmente e non dalla TV o dai Giornali”.

CASO PARTICOLARE DI RAPPORTI DUREVOLI CON ENTI O PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE O DATORI DI LAVORO PUBBLICI O PRIVATI

(studenti, stagisti, lavoratori, tirocinanti, insegnanti)

In questi casi potete predisporre l’autocertificazione, farla autenticare oppure munirla di firma digitale e spedirla a mezzo raccomandata o PEC alla scuola, al datore di lavoro o all’ente che dovrebbe controllare il vostro Green Pass.
In questo caso è consigliabile fare la comunicazione ufficiale e portare con se anche il Free Pass permanente.

Nel caso dovessero contestarvi la validità di tale documento o il fatto di non saperne nulla, dovete semplicemente replicare: “Tale documento è legale e valido, non contravviene ad alcuna norma ed ha efficacia sostitutiva del green pass. E’ meglio del Green Pass perché non viola la privacy e quindi tutela il controllore. La legge non ammette ignoranza, lei ha il dovere di conoscere le leggi vigenti. Si informi personalmente e non dalla TV o dai Giornali”.

Video di spiegazione sul Free Pass

Ecco il testo del Free Pass – Valido – Documento

AUTODICHIARAZIONE EX ARTT 46, 47, 48 DPR 445/2000

AUTOCERTIFICAZIONE

DOCUMENTO SOSTITUTIVO DELLA CERTIFICAZIONE VERDE (GREEN PASS) (Valido ad ogni effetto di Legge)

Nome_______________________Cognome_________________________________ Nato a ______________________il_________________Domiciliato a___________ _______________________Via__________________________________n._______

Vista la Risoluzione 2361/2021 del Consiglio d’Europa, Visto il Regolamento e statuto dell’Unione Europea, Vista la Carta dei Diritti Fondamentali della Unione Europea (CDFUE) – legge vigente equiparata a Trattato (art. 6 TUE) ed al vertice della gerarchia delle fonti UE – ed il suo art. 21 che vieta ogni discriminazione, Visto il Regolamento UE n. 953/2021 – Considerando n.36 – del Parlamento Europeo che vieta la discriminazione fra coloro che hanno ricevuto una o più dosi di “vaccino”, coloro che per vari motivi non hanno potuto riceverlo e coloro che hanno scelto di non essere vaccinati, con il  presente documento ai sensi e per gli effetti degli art. 38, 46, 47 e 48 del DPR n.445/2000  e preso atto di quanto segue:

  • ai sensi dell’art. 46 Lett. d) -godimento dei diritti civili e politici- il sottoscritto dichiarante gode dei medesimi diritti civili di chi è munito di certificazione verde prevista dalla normativa vigente, in prevenzione al contagio covid – 19 – fra cui DL n.52/2021, DL n.105/2021, DL n.111/2021 e n. DL 127/2021;
  • ai sensi art. 38 del dpr n. 445/2000 la presente autocertificazione viene corredata da copia del documento di identità ovvero viene inviata a mezzo telematico al destinatario (Pubblica Amministrazione o esercente un pubblico servizio o un esercente aperto al pubblico) ovvero presentata brevi manu al ricevente;
  • ai sensi dell’art. 48 del dpr n. 445/2000 il presente documento di  autocertificazione sostituisce al solo scopo di esercitare, in modo paritetico, indiscriminato e garantito  dalla Costituzione Italiana, oltre che dalle Leggi Europee che l’Italia ha l’obbligo di rispettare (art. 117 Cost), gli stessi identici diritti esercitabili con la certificazione verde, ovvero di libero ingresso in ogni locale o ambiente o mezzo di trasporto o istituto scolastico od ospedaliero o lavorativo come previsto dai Decreti Legge indicati ai punti precedenti;

–    ai sensi del testo del codice della Privacy coordinato ed aggiornato, da ultimo, con le modifiche     apportate dalla L. 27 dicembre 2019, n. 160, dal D.L. 14 giugno 2019, n. 53, dal D.M. 15 marzo 2019 e dal Decreto di adeguamento al GDPR (Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101). II sottoscritto, essendo in possesso di tutti i requisiti di legge per l’esercizio dei propri diritti civili, e consapevole delle conseguenze a cui si va incontro in caso di dichiarazioni mendaci (Art. 495 c.p.) 

AUTOCERTIFICA 

IL PROPRIO DIRITTO DI INGRESSO E FRUIZIONE PIENA DI SERVIZI  in ogni ambiente previsto dalla certificazione verde (BAR, RISTORANTI, MUSEI, BIBLIOTECHE, PALESTRE, PISCINE, ecc.) ed il DIRITTO AL LAVORO (art. 4 Cost) senza alcuna discriminazione, per il principio di uguaglianza (art. 3 Cost., in combinato disposto con gli art. 2-13-32-117 Cost .e 21 della CDFUE).

IL PROPRIO DIRITTO DI UTILIZZO DEI TRASPORTI (inclusa a lunga percorrenza) nelle stesse identiche misure garantite a chi sia munito di certificazione verde.

IL PROPRIO DIRITTO DI FREQUENZA DI TUTTE LE SCUOLE ed UNIVERSITÀ nelle stesse identiche modalità previste dal DL n.111/2021 mediante l’uso della certificazione verde. 

Luogo e Data    Firma ________________________________

NB: in caso di presentazione brevi manu la sottoscrizione dell’autocertificazione va eseguita al momento della presentazione in ottemperanza dell’art. 38 DPR 445/2000.

free pass

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“Questi vaccini non funzionano più”. Dott.Giorlandino, dichiarazioni choc a ‘L’aria che tira’

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myrta merlino

Panico totale in diretta. “Io sono a favore dei vaccini, ma sposo perfettamente ciò che ha detto il Ministero della Salute israeliano, ovvero che in questo momento non serve più vaccinare. In Israele infatti hanno avviato la campagna per la terza dose perché non sapevano più cosa fare, ma non perché fosse realmente utile”. Il dottor Claudio Giorlandino, direttore sanitario dell’Istituto Altamedica di Roma, ha creato scompiglio nella narrazione a italiana a senso unico sul vaccino.

Intervenuto nella puntata del 29 settembre de “L’Aria che Tira“, su La7, ha rischiato di far venire un infarto a Alessandro Cecchi Paone e alla conduttrice Myrta Merlino. Pienamente d’accordo con lui, invece, Gianluigi Paragone, anche lui presente in studio. Il medico, che è tra gli esperti italiani più autorevoli sul tema del Covid, in quanto ha guidato negli scorsi mesi una revisione di circa 50 studi sull’immunità indotta dall’infezione da Sars-Cov-2 pubblicata sulla rivista Virus Disease, ha illustrato cosa è emerso dagli ultimi dati israeliani.

“La terza dose aumenta la quantità di anticorpi, è innegabile, ma solamente contro un virus che non c’è più – afferma il Giorlandino –. I vaccini utilizzati in questo momento in Occidente sono tarati per ‘eccitare’ gli anticorpi contro la proteina Spike, ovvero è una proteina che adesso è mutata completamente”. Per Giorlandino questi vaccini sarebbero meno efficaci di quelli tradizionali, “usati ad esempio in Cina o in India, sono efficaci contro tutte le proteine. Vaccinarsi è giusto, ci mancherebbe altro, ma sta circolando un virus che con questo vaccino battiamo poco. Stanno per essere pubblicati studi di letteratura scientifica che lo confermano, questi vaccini qualcosetta fanno ma non garantiscono niente”.

Le dichiarazioni hanno fatto sgranare gli occhi alla conduttrice Myrta Merlino, tanto che anche Cecchi Paone prova a controbattere: “Ma allora cos’è che ha svuotato gli ospedali, le terapie intensive, portato alle riaperture se non i vaccini? Altro che deboli e insufficienti”. Giorlandino risponde nel merito: “Non confondiamo la gente, non ho detto che i vaccini non sono stati utili, ho detto che adesso non funzionano più e lo dice la lettura internazionale, questi agiscono sulla proteina Spike che adesso è mutata. Questi vaccini hanno salvato il mondo, nessuno lo nega, ma vanno aggiornati”

Conclude Giorlandino: “Adesso è necessario creare dei farmaci che permettano di non infettare. Abbiamo visto tutti cosa è accaduto in Israele, loro avevano sconfitto il virus, poi lo hanno perso di mano appena hanno sturato i tamponi rapidi che sono attendibili al 20%. Il virus è mutato, la terza dose può dare un piccolo aiuto però non è risolutiva”.

Regolatori dei farmaci non hanno convalidato studi Pfizer prima di approvare il vaccino

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covid 19 vaccino

Mentre le popolazioni di tutto il mondo affrontano la coercizione di doversi sottoporre alla “vaccinazione” COVID-19, compresa la perdita del lavoro e la negazione delle cure mediche;

mentre le segnalazioni di decessi a seguito della vaccinazione aumentano vertiginosamente, si sta consumando uno scandalo riguardante la legittimità dei processi di autorizzazione del vaccino COVID.

Una rivelazione esclusiva di una richiesta di libertà di informazione (FOIA) mostra che l’autorità australiana di regolamentazione dei farmaci (Therapeutic Goods Administration o TGA) ha approvato il vaccino mRNA Pfizer-BioNTech in tempi record, senza aver mai convalidato i patient-level data (IPD) di Pfizer, un altro scandalo normativo sta scoppiando.

Sono state poste domande al TGA in merito alla probità nello svolgimento del proprio compito fondamentale: convalidare i dati degli studi clinici presentati da Pfizer.

Invece di verificare i dati, il TGA ha semplicemente timbrato gli studi Pfizer, accettando sul valore nominale l’affermazione fuorviante di Pfizer, secondo cui il loro prodotto avrebbe mostrato “un’efficacia del 95% nel prevenire l’infezione da COVID-19”.

Da allora, i dati mondiali, in particolare nel Regno Unito e in Israele (ma anche in paesi più piccoli come Islanda e Gibilterra, dove i tassi di vaccinazione si avvicinano al 100%, ma i casi sono ancora in aumento), hanno mostrato un’efficacia deludente nel mondo reale, in contrasto con le affermazioni di Pfizer.

Data la storia legale di frode sanitaria di Pfizer, era imperativo che le autorità di regolamentazione dei farmaci verificassero i dati di presentazione dei produttori di farmaci prima dell’approvazione del vaccino COVID.

Il TGA non è riuscito a farlo, ma che dire dell’altro regolatore dei farmaci tenuto in grande considerazione in tutto il mondo: l’MHRA del Regno Unito?

Neanche l’MHRA ha mai convalidato i dati dello studio di Pfizer.

Offuscamento della libertà di informazione

Il 7 Giugno 2021, una richiesta di libertà di informazione (FOIA) è stata presentata all’MHRA, chiedendo la documentazione relativa all’autorizzazione temporanea dei vaccini Pfizer (BNT162b2) e AstraZeneca (ChAdOx1) COVID-19. In particolare, la FOI (FOI 21/632) ha chiesto:

  1. Qualsiasi documento che richieda l’accesso da parte dello sponsor [Pfizer e AstraZeneca] ai dati grezzi (dati anonimizzati a livello di paziente o dati equivalenti patient-level data).
  2. Conferma se l’MHRA detiene i patient-level data (circa 70.000 record) da queste applicazioni o se questi sono stati limitati dall’accesso o dalla valutazione da parte dello sponsor. Se sono stati forniti, il formato in cui questi record sono stati forniti e il modo in cui sono stati tenuti presso l’MHRA (ad esempio database cartaceo o elettronico – specificare formati come MySQL, database MsSQL, csv, file excel).
  3. Qualsiasi documento che confermi che è stato intrapreso un processo di analisi dei dati grezzi dello sponsor e il risultato di tale processo (ad esempio verbali di riunione o equivalente), comprese le qualifiche (e i nomi, se del caso) del comitato (se del caso) che ha intrapreso la revisione dei dati grezzi.

Piuttosto che rispondere a una qualsiasi delle domande o fornire documentazione, tuttavia, l’MHRA ha risposto con generalità riguardo al solito processo e ha devoluto le proprie responsabilità a Public Health England, fornendo un’intricata rete di deflessione.

Vedere la risposta iniziale dell’MHRA alla richiesta FOI qui e la risposta di follow-up del richiedente FOI che cerca risposte specifiche piuttosto che offuscamento qui.

Oltre a citare la pratica standard e a notare che “lo sponsor” cioè Pfizer”, aveva accesso ai dati grezzi, l’MHRA ha indirizzato il richiedente FOI a una precedente riunione del comitato con la Commissione per i medicinali umani (CHM), tenutasi il 24 Dicembre 2020.

I verbali di quella riunione rivelano che al CHM era stato detto: “I risultati dell’analisi MHRA dei dati grezzi dell’analisi ad interim hanno mostrato VE del 91% (CI 63, 98) nel periodo dal giorno 14 dopo la prima dose a quando è stata somministrata la dose 2.

Sono stati discussi anche i risultati di un’analisi indipendente di Public Health England dell’intero set di dati Pfizer.

Un documento che riassume la riunione CHM è qui.

Tuttavia, sulla base delle risposte FOI, l’MHRA sembra non aver analizzato alcun dato grezzo.

In una mail datata 29 luglio 2021, a seguito della seconda richiesta di garanzie da parte del richiedente FOI che l’MHRA avesse condotto la propria analisi dei dati, l’MHRA ha dichiarato:

“Al fine di chiarire le nostre precedenti dichiarazioni, possiamo confermare quanto segue per voi: i patient-level data provenienti da studi clinici sono presentati a MHRA con tutte le domande per autorizzare nuovi medicinali. Nessuna autorizzazione è stata fatta allo sponsor, in quanto non è stata richiesta alcuna”.

L’MHRA ha quindi indirizzato il richiedente a post pubblici riguardanti l’autorizzazione del vaccino COVID sui siti web del governo.

Questa risposta era chiaramente incoerente con il verbale CHM del 24 Dicembre.

La grande menzogna

Dato che l’MHRA aveva deviato verso la riunione del CHM come prova che “i dati della sperimentazione clinica sono stati analizzati come lo sarebbero stati per qualsiasi autorizzazione all’immissione in commercio”, un’ulteriore richiesta di libertà di informazione è stata presentata il 31 Luglio 2021 – questa volta a Public Health England.

La seconda richiesta FOI riguardava la presunta “analisi indipendente… del set di dati completo di Pfizer” di PHE, come citato alla riunione CHM.

La risposta è stata rapida e negativa.

La risposta di PHE prosegue affermando “In conformità con la sezione 1 (1) (a) della legge FOI, PHE può confermare di non detenere queste informazioni.

PHE non ha avuto accesso all’intero set di dati Pfizer.

In altre parole, l’MHRA (il regolatore dei farmaci del Regno Unito che ha il compito di garantire la sicurezza dei nuovi farmaci) non è riuscito ad analizzare i dati Pfizer stessi.

Inoltre hanno affermato di aver assegnato questo compito a Public Health England che ha dichiarato categoricamente di non avere accesso ai dati, per non parlare della convalida o dell’analisi dei dati.

Il documento completo relativo al FOI Public Health England è disponibile qui.

Questo è il secondo dei quattro grandi regolatori dei farmaci (MHRA, TGA, EMA, FDA) che non hanno mai ispezionato né valutato la validità dei dati “miracolosi” di Pfizer.

Il che pone degli interrogativi:

  • Chi, al di fuori di Pfizer, ha verificato e analizzato i dati dello studio di Pfizer?
  • Perché il pubblico dovrebbe credere sulla parola Pfizer sui risultati delle proprie indagini, quando sono in gioco decine di miliardi di dollari di profitti?
  • Qual è il vero ruolo delle autorità di regolamentazione dei farmaci se per “l’ autorizzazione all’immissione in commercio” stanno delegando la convalida dei dati a un organismo che non ha mai ricevuto, né ispezionato, i dati del produttore?

E perché alla Commissione per i medicinali umani è stato detto che Public Health England aveva intrapreso una “analisi indipendente … del set di dati completo di Pfizer” quando non era così?

Le risposte a queste domande sono fondamentali per la salute pubblica e la sicurezza pubblica dei vaccini COVID-19.

La plausibilità delle affermazioni di Pfizer in merito ai dati dei loro studi era già stata messa in discussione prima di questi risultati FOI, basata sia su incongruenze numeriche che su affermazioni scientificamente insostenibili nella documentazione di Pfizer.

Un’analisi di professori di immunologia, biochimica, tossicologia e farmacologia, ad esempio, ha dettagliato “affermazioni e contraddizioni improbabili” nei rapporti sugli studi clinici di Pfizer.

Ciò include l’insorgenza improvvisa e uniforme dell’immunità in tutti i destinatari del vaccino il 12° giorno dopo l’iniezione, che “non è affatto un risultato biologicamente plausibile“.

Inoltre, secondo la documentazione di Pfizer, l’immunità ad esordio improvviso si è verificata prima, non dopo, sono comparsi anticorpi neutralizzanti, i cui livelli hanno iniziato a salire solo 9 giorni dopo l’inoculazione, raggiungendo i livelli massimi il 28° giorno, più di due settimane dopo che si afferma che l’immunità clinica si sia verificata.

Ulteriori discrepanze sono state rilevate numericamente, con diverse analisi degli stessi dati da parte di Pfizer contenenti numeri incoerenti che “non possono essere riconciliati; qualcuno deve essere falso.

Poiché, come discusso, l’improvvisa insorgenza dell’immunità implicita [nei risultati] manca di qualsiasi plausibilità biologica, è molto probabile che sia questo set di dati che è stato fabbricato ad arte.

Con anomalie così nette, in presenza di una storia come quella della casa farmaceutica Pfizer che vanta record miliardari per multe penali e accordi su frodi e prodotti medici non sicuri, compresa la conduzione di studi clinici non autorizzati, e alla luce della mancanza di trasparenza normativa e dei fallimenti della supervisione normativa documentati qui, i destinatari del vaccino COVID hanno il diritto di chiedere:

Pfizer ha mentito sui dati per il vaccino mRNA COVID-19?

Riferimenti:

https://doctors4covidethics.org/wp-content/uploads/2021/09/1.-MHRA_FOI_1.pdf
https://doctors4covidethics.org/wp-content/uploads/2021/09/2.-MHRA_FOI_2.pdf
https://doctors4covidethics.org/wp-content/uploads/2021/09/3.-CHM-24-Dec-2020-Final-Summary-Minutes.pdf
https://doctors4covidethics.org/wp-content/uploads/2021/09/4.-PHE_FOI.pdf

fonte italiana: https://eventiavversinews.wixsite.com/

Il coraggioso discorso del vice questore di Roma: “Il Green pass è illegittimo. Uniamoci per la Libertà”

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vice questore di roma discorso

Appassionato e coraggioso discorso della dirigente di Polizia Nunzia Alessandra Schilirò, vice questore di Roma, che sabato pomeriggio davanti a migliaia di persone scese in piazza San Giovanni per rivendicare Libertà e futuro, nonché protestare contro il certificato verde, ha citato Ghandi: “La disobbedienza è un dovere quando il potere è distopico”.

La dirigente – va sottolineato, a differenza di ciò che recita la disinformazione mainstream – non è salita sul palco in divisa ma come libera cittadina, per esprimere liberamente le sue opinioni in forza delle leggi e della stessa Costituzione. E ci mancherebbe!

La Schilirò – oggi attaccata da tutto il cerchio magico del governo, il quale ha pagato fior di milioni a testate e pennivendoli di regime per passare le menzogne governative sul covid e sui vaccini sperimentali -, ha poi giustamente sostenuto che “Il Green pass italiano è illegittimo, è un marchio discriminatorio che non ha basi costituzionali né scientifiche. Sì, esiste un virus pericolosissimo e potentissimo: si chiama paura”, ha sottolineato coraggiosamente la dirigente della Polizia di Stato.

“E’ la paura che genera odio e divisioni sociali. Tutti insieme dobbiamo superare questa paura. Ricordo a tutte le Forze dell’Ordine che noi abbiamo giurato sulla Costituzione, che è ancora in vigore”, ha detto emozionata fra le altre cose Nunzia Schilirò.

Poi in replica agli attacchi indiscriminati della stampa di regime ha commentato su fb presunti provvedimenti disciplinari nei sui confronti da parte del ministero dell’Interno e del ministro Lamorgese.

“È bello apprendere dai giornali, anziché dalla propria amministrazione, di essere già sotto procedimento disciplinare”, scrive su fb la poliziotta. “Sono molto serena. Ieri mi è capitata l’occasione di esercitare i miei diritti previsti dalla Costituzione e l’ho fatto. Il mestiere che svolgo è pubblico. Ho ricevuto quattro premi dalla società civile per i miei risultati professionali. Sono stata in moltissime trasmissioni televisive rappresentando l’amministrazione. Google dedica alla professione che svolgo molte pagine. Ieri ero solo una libera cittadina che esercita i propri diritti. Se l’amministrazione non gradisce la mia fedeltà alla Costituzione e al popolo italiano, mi dispiace, andrò avanti lo stesso. Ho scelto il mio mestiere, perché credevo che non ci fosse niente di più nobile del garantire la sicurezza di ogni cittadino, in modo che chiunque fosse libero di esprimere il proprio vero sé. Se questo mi viene negato, il mio mestiere non ha più senso. Andrò avanti sempre, con o senza divisa, per amore del mio Paese”.

“La macchina del fango continua. Tutti scrivono e parlano di me… io sono molto serena. Grazie di cuore a tutti per il sostegno. Questo è l’ultimo in ordine di tempo”, scrive Schilirò sui social postando un’agenzia con una dichiarazione del ministro Lamorgese.

“Riguardo alle (presunte) gravissime dichiarazioni rese dal vice questore Schilirò durante la manifestazione no vax (che poi non era no vax ma eterogenea, c’erano molti vaccinati pentiti che si sono sentiti traditi e ingannati dallo Stato, ndr) di ieri sera a Roma, sto seguendo la vicenda personalmente con il capo della Polizia, Lamberto Giannini, affinché vengano accertate (udite udite), con assoluta celerità, le responsabilità (e quali, quelle di aver esercitato un diritto costituzionale sancito dall’articolo 21?) sotto ogni profilo giuridicamente rilevante a carico dell’interessata”. Ad affermarlo è il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, citata dall’Agi. Ma in che mani è caduto il ministero dell’Interno?, c’è da chiedersi, anziché preoccuparsi della sicurezza del paese e dei confini colabrodo in cui entrano clandestini a centinaia ogni giorno.

La dottoressa Schilirò merita un grande encomio e molto onore, a differenza di tanti tutori o alti dirigenti dello Stato (come pure Lamorgese e Giannini) che pur sapendo delle gravissime violazioni delle libertà individuali in atto e delle leggi autoritarie e liberticide varate, si nascondono dietro un dito facendo finta di niente, vuoi per convenienza o perché timorosi di perdere qualche piccolo vantaggio personale.
Grande Nunzia Schilirò!

Alessandra Schilirò – Vice Questore di Roma