Home Blog

Ritratto di Joe Biden come burattino del presidente cinese Xi

0
joe biden

articolo di

Quando nel 2000 la Cina fu fatta entrare nel WTO per volontà di Clinton, noi ingenui ci stupimmo che gli Usa non pretendessero dal nuovo entrato ciò che impongono agli altri come condizione tassativa: soprattutto che la moneta del paese fisse esposta ai “mercati”: ciò che comporta che quando un paese esporta molto, la sua valuta si rivaluta e ciò rende meno conveniente importar le merci di quel paese.

Invece, gli Usa consentirono alla Cina di mantenere la sua moneta a cambio fisso; anzi – come mi ricorda un amico che opera nei metalli non-ferrosi – “con un cambio sottovalutato fino al 40 per cento. Con un sussidio del genere, ben il 40%, non c’è impresa che possa competere ed in effetti, come sappiamo le attività manifatturiere dell’Occidente, ivi compresa quella italiana, sono state quasi tutte sbaragliate mentre la Cina ha conosciuto lo sviluppo economico senza precedenti”.

Ora, rivelazione dopo rivelazione, scopriamo che non sono stati “gli americani” a regalare a Pechino l’entrata nell’Organizzazione Mondiale del Commercio senza averne i requisiti, bensì un americano: Joe Biden.

Si scopre che ha svenduto il paese e tutto l’occidente industriale agli interessi del Partito Comunista cinese, attraverso società – facciate del Partito – di cui era socio suo figlio Hunter.

The Donald ha fatto il colpo grosso al momento del dibattito con Biden, portandosi dietro Tony Bobulinsky: ex socio di Hunter Biden, direttore esecutivo della Sinohawk Holdings, che ha descritto come “una partnership tra i cinesi e famiglia Biden. Joe Biden partecipava a collaborare con la CEFC (impresa di alti funzionari del Partito ora in via di fallimento) per guadagnare milioni di dollari” di mazzette. Era Biden quel “pezzo grosso” cui in certe mail del figlio con gli amici cinesi si diceva che andare “il 10”. Il signor dieci per cento?

https://ground.news/article/9bc3a674-1798-4ecc-9201-8e0b5b14ab0f/hunters-ex-partner-tony-bobulinski-joe-bidens-a-liar-and-heres-the-proof

Bisogna sapere che Joe Biden è stato per un quarant’anni (1973-200) l’inamovibile senatore del Delaware: in questa veste – aveva 36 anni – visitò Pechino per la prima volta con una delegazione e fece amicizia con Deng Xiaoping, il presidente che stava aprendo il paese agli affari. Rapporto che divenne molto importante (e redditizio, sembra) quando Biden entrò alla Commissione Esteri (1997) e poi presidente di detta Commissione nel 2001 – proprio quando la Cina fu ammessa al WTO. Con quelle condizioni di favore che stupirono.

Da presidente della Commissione, ovviamente Biden padre ha incontri regolari con l’ambasciatore della Cina a Washington: Yang Jechi. Il quale poi diventa ministro degli Esteri, ed  è attualmente il principale stratega per gli affari esteri del PCC, membro del Politburo, uno degli uomini più potenti in Cina e confidente di Xi .

Guarda la coincidenza, nel 2013 Hunter Biden, il figlio, diventa partner della Bohai Harvest Rosemont (BHR), una creatura del ministero cinese degli Affari Esteri, una di quelle facciate che hanno il compito di acquisire influenza con i leader stranieri durante il mandato di YANG come ministro degli Esteri. Infatti l’azionista principale di BHR è la Bank of China . Un’operazione gestita dallo Stato. Hunter è socio al 10%: ha pagato la sua partecipazione 400 mila dollari, ed ora essa si ritiene valga 50 milioni.

E’ un modo in cui Pechino compensa l’influenza di papà Biden sulla politica filo cinese degli Stati Uniti? Fatto sta che la posizione di Biden sulla Cina (inizialmente sostiene la linea dura) diventa molto invece simpatizzante e suadente.

“Hunter ha preso soldi dallo Stato cinese”

Simpatia divenuta straripante quando Joe Biden sale a vice-presidente degli Stati Uniti a fianco di Obama. “Il 18 agosto 2011 ha tenuto colloqui con Xi, allora vicepresidente cinese, durante un viaggio di cinque giorni. Durante l’incontro Biden ha detto che gli Stati Uniti “comprendono pienamente che le questioni di Taiwan e del Tibet sono gli interessi centrali della Cina, gli Stati Uniti continueranno a perseguire risolutamente l’unica politica della Cina, gli Stati Uniti non supportano l’”indipendenza di Taiwan “e gli Stati Uniti riconoscono pienamente che il Tibet è una parte inalienabile della Repubblica popolare cinese.

Poi, all’università di Sichuan: “Lo sviluppo e la prosperità della Cina sono in linea con l’interesse degli Stati Uniti” e in un empito di entusiasmo, “dobbiamo andare oltre gli stretti legami tra Washington e Pechino, su cui lavoriamo ogni giorno, andare oltre per includere tutti livelli di governo, andare oltre per includere aule e laboratori, campi sportivi e sale riunioni“.

Altro che decoupling; allora Biden immaginava nientemeno che la fusione d’amore tra Usa e Cina.

In quel mentre Hunter (il figlio) e James Biden (il fratello del vicepresdidente), talora insieme ad un figliastro di John Kerry (il segretario di Stato di Obama) fanno girandole di affari in Cina con società appartenenti a pezzo grossi e grossissimi del Partito – come Wang Qishan, ex vicepremier (2008-2013) e stretto collaboratore di Xi, padrone non proprio occulto della HNA, un importante conglomerato cinese che nel 2015-2016 è stata la società cinese più acquisitiva coinvolta in una raffica di multimiliardari M&A globali, tra cui il distributore di elettronica statunitense Ingram Micro, una partecipazione del 25% in Hilton, una partecipazione del 5% in Deutsche Bank, ed è ampiamente considerata come sostenuta da o in ultima analisi di proprietà di Wang Qishan, allora ex vice premier (2008-2013)”.

“Come il Partito Comunista Cinese coltiva i Biden”

Tutto questo in un rapporto anonimo ma serissimo e assolutamente documentato -palesemente opera collettiva di intelligence. Sarebbe complicato e noioso per il lettore italiano riportare le società, le partecipazioni e le facciate con cui Hunter e amici facevano affari col partito comunista cinese e i suoi caporioni.

Il testo integrale del rapporto qui:

https://www.baldingsworld.com/2020/10/22/report-on-biden-activities-with-china/

Ci limitiamo a riportarne alcune conclusioni:

“A Hunter Biden è stata concessa una quota del 10% del valore di gran lunga superiore a quanto ha pagato per un’azienda che è letteralmente di proprietà dello stato cinese.

Tutto ciò che circonda HUNTER è avvenuto con organizzazioni cinesi ufficiali note per essere incaricate di operazioni di influenza.

Il governo cinese ha finanziato un’attività di cui è comproprietario insieme al figlio di un vicepresidente degli Stati Uniti e Segretario di Stato in carica che con alta probabilità aveva investito direttamente o indirettamente nella holding .

“I due figli del Vice Presidente degli Stati Uniti e del Segretario di Stato hanno volontariamente stipulato una partnership finanziaria con un governo che i loro padri avrebbero dovuto trattare in modo imparziale”.

Che dire? Pensare che per tre anni i democratici, col Deep State e FBI e Cia hanno accusato Trump di essere un burattino di Putin, hanno inscenato un processo contro di lui con questa accusa, ed ora viene fuori che , invece, Joe Biden è un burattino di Xi, e suo figlio un agente cinese. Roba da incriminazione per alto tradimento.

Le connessioni d’affari tra i Biden e il Partito Cinese

Anti Flu killer in Corea: salgono a 32 le morti dopo il vaccino, ma le autorità negano correlazione

0
L’Associazione medica coreana ha invitato il governo del paese a sospendere il suo piano di inoculare milioni di cittadini dopo che più di due dozzine di persone sono morte dopo aver ricevuto vaccini antinfluenzali.

L’iniziativa del vaccino, pubblicizzata come una strategia per compensare potenzialmente le complicanze del Covid-19, mira a fornire vaccini antinfluenzali gratuiti a 19 milioni di persone. Ma l’ambiziosa impresa è finita nel mirino dopo che 25 persone sono morte, tra cui un ragazzo di 17 anni e un uomo di 70 anni, dopo aver partecipato al programma. Il numero è balzato rispetto ai 12 decessi segnalati giovedì.

La campagna di vaccinazione è stata sospesa per tre settimane dopo che è stato rivelato che circa cinque milioni di dosi, che richiedono refrigerazione, erano state conservate a temperatura ambiente mentre venivano trasmesse a una struttura medica. Il programma è ripreso il 13 ottobre. Nessuna delle persone decedute ha ricevuto le dosi richiamate.

Durante una conferenza stampa giovedì, Choi Dae-zip, presidente dell’Associazione medica coreana, ha richiesto che la campagna contro il vaccino antinfluenzale fosse sospesa fino a quando le preoccupazioni sulla sicurezza del vaccino non fossero state adeguatamente affrontate.

Le autorità sanitarie coreane affermano di non aver trovato collegamenti diretti tra i decessi riportati e il vaccino antinfluenzale.

“Il numero di morti è aumentato, ma il nostro team vede scarse possibilità che le morti siano dovute alla correlazione con i vaccini”, ha detto Jeong Eun-kyeong, direttore dell’Agenzia coreana per il controllo e la prevenzione delle malattie, rivolgendosi al parlamento. Il ministro della Salute Park Neung-hoo ha ammesso che le persone sono“preoccupate” per il vaccino, ma ha detto che il programma sarebbe continuato.

Un’indagine preliminare su sei dei decessi non ha trovato alcun collegamento diretto con il vaccino ricevuto.

Medicosorveglianza attiva in Corea?

Da quando il programma è stato ripreso, 8,3 milioni di coreani hanno ricevuto vaccini antinfluenzali, con circa 350 reazioni negative segnalate, secondo i funzionari sanitari.

La sicurezza dei vaccini è diventata una questione scottante poiché i governi e le aziende farmaceutiche si affrettano a sviluppare un efficace vaccino contro il coronavirus. L’agenzia di sorveglianza sanitaria nazionale brasiliana ha dichiarato mercoledì che un volontario che stava partecipando alle prove dell’Università di Oxford del vaccino AstraZeneca era morto per complicazioni da Covid-19.

Più recente l’aggiornamento con il lancio di ADNKRONOS in Italia

In Corea del Sud 32 persone sono morte nelle ultime settimane dopo aver fatto i vaccini antinfluenzali. Il premier Chung Sye-kyun ha sollecitato un’inchiesta. Sinora, riporta l’agenzia sudcoreana Yonhap, per le autorità sanitarie non c’è nulla che colleghi direttamente i decessi con la campagna di vaccinazione. Per Chung le autorità devono indagare sulla “relazione causale” e diffondere i risultati del loro lavoro. Il governo ha intanto assicurato che andrà avanti la campagna di vaccinazione.

Coronavirus: 16 falsi positivi riapre la Scuola San Benedetto di Cassino

0

Dopo la notizia dei 18 positivi, la scuola paritaria San Benedetto di Cassino era stata chiusa dall’Asl di Frosinone, temendo un cluster ingestibile. Questo accadeva la settimana scorsa e ne è seguito un weekend da incubo per moltissime famiglie, costrette all’isolamento a casa. Ieri sera, invece, la notizia che ha permesso di riaprire l’istituto, facendo tornare oggi tutti gli alunni, di ogni ordine e grado, nelle proprie aule. Come è stato possibile? Ben 16 di quei casi erano dei ‘falsi positivi’. Tirano tutti un sospiro di sollievo: dirigenza scolastica, docenti, alunni e genitori. Ed ecco come spiegano dalla scuola quanto accaduto:

Giovedì 15 ottobre, la Asl ordina la sospensione delle attività, ponendo in isolamento tutti gli alunni e tutto il personale scolastico fino al 22 ottobre, con obbligo di tampone per il 23 ottobre. Il provvedimento conseguiva alla circostanza che quattro classi dell’Istituto, al termine dell’isolamento fiduciario per due positività, precedentemente, accertate, dovevano eseguire test naso-faringeo che consentisse il rientro a Scuola. Inaspettatamente, i risultati dei tamponi, eseguiti a tutti gli alunni lunedì 12 ottobre, rilevano la positività di 16 alunni.

La Asl, in data 15 ottobre 2020,  disponeva “considerata la difficoltà nella raccolta delle notizie con indagini epidemiologiche che tengano conto di tutti i possibili contatti intercorsi tra gli alunni delle classi interessate con gli alunni delle altre classi… la sospensione immediata dell’attività didattica nella Scuola dell’Infanzia, Primaria, Secondaria di I e II grado…..”.

Le trecento famiglie, tra alunni e dipendenti, iniziano il loro isolamento fiduciario ma, venerdì 16 ottobre, gli alunni vengono richiamati dalla Asl per ripetere il tampone, il giorno successivo, stante “…l’inattendibilità dei risultati dei test effettuati il 12…”. I 16 alunni, che hanno causato il provvedimento di chiusura, risultano tutti ‘negativi’ e la Scuola, lunedì 19, riceve dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) l’ordine di poter riprendere tutte le attività scolastiche.

«Sono stati giorni di grande apprensione per i nostri alunni, inizialmente positivi, e per i loro familiari: abbiamo dovuto rispondere alle mille domande ed ai mille disagi vissuti dalle famiglie, sicuramente, non creati, volontariamente, da nessuno. – ha precisato la Dirigente Scolastica, Prof.ssa Nunzia Acierno. – La Scuola si sta sottoponendo ad un sistema, oltremodo, preventivo, al fine di assicurare, il più possibile, di continuare l’attività scolastica, in presenza e in sicurezza. Negli ultimi giorni ho potuto anche sperimentare la pronta collaborazione della Asl, in un momento in cui ci troviamo a lavorare, tutti, come sulla linea del Piave».

«Siamo contenti -ha dichiarato, inoltre, la Dirigente – di riaprire avendo testato, al momento, la tenuta delle misure di contenimento applicate a Scuola: i due positivi iniziali sono rimasti tali e nessun’altro si è contagiato. Ma una parola voglio spenderla – ha affermato con calore – per la grande capacità di risposta, in termini di flessibilità, adattamento e problem solving – di tutta la comunità educante, docenti, alunni e famiglie: l’attività didattica è sempre proseguita, passando dalla presenza alla distanza e viceversa: la Didattica digitale integrata, richiesta dal Ministero dell’Istruzione, per noi non è più solo un documento ma una realtà».

E da questa mattina, come documentato dalle foto, tutti di nuovo in classe!

 

Articolo originale e fonte L’Inchiesta Quotidiano

Milano: “Non baciate i vostri figli”, il divieto choc di una scuola ai genitori

0
milano divieto di baciare i figli

Un dirigente della St. Louis School di Milano ha scritto una lettera ai genitori degli alunni per invitarli a non baciare i piccoli che accompagnano a scuola

Questo surreale 2020 segnato dal coronavirus sarà ricordato anche come l’anno dei divieti delle manifestazioni d’affetto. Già nel pieno dell’emergenza sanitaria era stato consigliato di stare il più lontano possibile dalle persone anziane, nonni compresi, perché considerati come i soggetti più fragili e, quindi, a rischio.

Anche se la fase più acuta dell’emergenza sanitaria sembra essere passata non mancano divieti che appaiono alquanto esagerati. Ora è “vietato baciare i figli” davanti alla scuola.

Non accade dovunque, per fortuna. Questa norma, che mira ad evitare possibili condizioni di contagio, è stata introdotta dalla St. Louis School di Milano, una famosa british school per studenti dai 2 ai 18 anni. Considerato come l’istituto dei Vip, la scuola è formata da tre Campus, Caviglia, Olmetto e Colonna, con rette che sfiorano i 18.000 euro.

Come racconta La Verità, un direttore scolastico che non vuole chiudere l’istituto ha inviato una lettera alle famiglie con i precetti da rispettare. Jake Burnett, principal della St. Louis School ha inviato infatti alle famiglie degli alunni del Campus di Caviglia alcune indicazioni sulle procedure per mantenere in “sicurezza la nostra comunità”. Un modo, si legge nella missiva, per “adattarci alle sfide di questa pandemia mondiale e di emergenza nazionale”.

La rinomata scuola, oltre a far rispettare le norme anti Covid valide per tutti gli istituti italiani come uso delle mascherine, distanziamento sociale e lavaggio delle mani, divieto di accesso negli edifici per adulti diversi dai dipendenti, è andato ben oltre. Secondo la comunicazione per i genitori dei bambini di Early years, la scuola d’infanzia, c’è la possibilità di entrare nel giardino “per lasciare e andare a prendere i loro bambini il più rapidamente possibile” anche se “si prega di seguire i nostri orari scaglionati per i drop off mattutini e i pick up pomeridiani”. Il dirigente ha, poi, specificato cosa gli adulti non devono fare: “Mi rincresce fare questa richiesta, ma per favore non baciate i vostri figli durante il drop off. Questo gesto naturale che facciamo ogni giorno senza pensarci, è considerato come un mezzo di ulteriore trasmissione del virus”.

La cosa lascia spiazzati, enon solo per i termini inglesi che potevano essere tranquillamente sostituiti con vocaboli italiani. Il bimbo è stato in casa con i genitori, con loro ha condiviso le posate, il bagno, magari il letto. Il piccolo potrebbe essere stato abbracciato. Eppure davanti al cancello di ingresso non può ricevere il bacetto di saluto.

Al Campus, spiega ancora La Verità, non si lamenta nessuno forse perché i genitori preferiscono un gesto di affetto in meno alla chiusura della scuola e alla preoccupazione di avere il figlio a casa. Il direttore di Caviglia va oltre anche le opinioni dei virologi tanto che nella stessa comunicazione assicura i genitori:

 “Siamo stati contattati dall’Ats che ci ha comunicato che non è richiesta la quarantena per gli studenti di Caviglia a seguito del recente tampone positivo di un nostro studente. Sono davvero molto felice di questo”. Poi in maniera più cauta ha aggiunto: “La scuola conferma il nostro precedente messaggio che, per precauzione, gli studenti della classe coinvolta dovrebbero comunque fare un tampone (non un test sierologico) e non appena hanno un risultato negativo, dovrebbero condividerlo con la scuola per poter essere alle lezioni in presenza”.

Anche quello della privazione degli affetti più cari è un problema enorme che deve essere affrontato. La Croce rossa italiana ha spiegato che il Covid ha provocato ansia, panico, depressione, solitudine, disturbi del sonno e paura del contagio. Dall’inizio della pandemia sono state migliaia le persone che si sono rivolte al numero verde della Cri per parlare di questi e di altri disagi con uno psicologo.

Va bene l’attenzione e il rispetto delle norme anti-contagio ma privare un bimbo, specialmente se molto piccolo, del bacio di un genitore potrebbe essere deleterio. Per non parlare delle altre regole di comportamento che il governo vuole imporre nelle abitazioni private. Un periodo difficile, questo, e se le cose non cambiano, tutto potrebbe peggiorare.

Le riserve e aree marine italiane protette: ora sono davvero al sicuro?

0

LA PROTEZIONE RADAR DELLE RISERVE MARINE ITALIANE – COPERTURA RADAR e TELEVISIVA DA CONTROLLO REMOTO

Fra i vari e molteplici finanziamenti europei dovrebbero essere disponibili diversi milioni di euro per il Ministero dell’Ambiente, Ministero preposto alla salvaguardia delle riserve marine, così come molte regioni autonome..

Per esempio.. con il fondo “LIFE” erano disponibili, prima del covid, 450 milioni di euro..

 Ma altri dovrebbero venire disponibili con i  nuovi interventi finanziari previsti per il prossimo anno  2021.

In Italia vi sono ben 27 riserve marine + 2 aree subacquee di importanza archeologica..

ABRUZZOArea marina protetta Torre del Cerrano

CALABRIA : Capo Rizzuto

CAMPANIAPunta Campanella – Area marina protetta Regno di Nettuno – Area marina protetta Santa Maria di Castellabate – Area marina protetta Costa degli Infreschi e della Masseta – Parco sommerso di Baia –Parco sommerso di Gaiola

FRIULI VENEZIA GIULIA : Golfo di Miramare – Trieste

aree marine protette

LAZIO – Area naturale marina protetta Isole di Ventotene e Santo Stefano– Area naturale marina protetta Secche di Tor Paterno

LIGURIA : Area marina protetta Cinque Terre – Area naturale marina protetta Portofino– Area marina protetta Isola di Bergeggi .

PUGLIA – Riserva naturale marina Isole Tremiti –Riserva naturale marina Torre Guaceto –Area naturale marina protetta Porto Cesareo

SARDEGNA – Isola dell’ Asinara– Capo Caccia – Isola Piana -Tavolara-Punta Coda Cavallo – Sinis – Isola Mal di Ventre – Capo Carbonara

SICILIA – Capo Milazzo – Isola di Ustica –  Area marina protetta Isole Ciclopi – Riserva naturale marina Isole Egadi – Area marina protetta Isole Pelagie – Capo Gallo – Isola delle Femmine – Area marina protetta Plemmirio

TOSCANA – Secche della Meloria.

Con la nuova tecnologia ora è possibile installare una unità radar e 4 telecamere  nell’area della riserva marina, od in altri siti di interesse archeologico,  e controllare ogni attività da una postazione remota a terra attiva 24/24H.

aree marine italiane protette

L’operatore dalla sala di controllo è in grado di controllare tutti i parametri del radar, di ingrandire zone specifiche, e di segnalare alle autorità concordate le criticità in modo tale da seguire ed agevolare gli interventi sia in mare che a terra oltre che visualizzare e registrare i video di ogni intrusione.

Il radar ha una portata da 10 nml ( 18.5 km ) se installato su di una boa a 30 nml ( 55.5 Km ) se installato a terra in posizione elevata mentre le telecamere, sensibili anche agli infrarossi, sono operative giorno e notte ed in grado di localizzare anche eventuali principi di incendio.

Le simulazioni per la protezione di tutte le aree marine italiane sono disponibili sul web, al link:  http://www.triskav.com/park-italy.html

Militari schierati con manganello e armati davanti ad una scuola elementare per i controlli Covid. Tutto ha un limite

0

La vicenda è stata segnalata in Prefettura dal Garante per l’infanzia dopo che alcune mamme hanno segnalato l’accaduto.

Una scena da guerra quella che si è presentata ai bambini e alle famiglie che martedì mattina li hanno accolti all’ingresso della scuola elementare Pietro Donato a Messina.

Militari schierati con tanto di manganello e armi spianate, una scena terribile per le famiglie ma soprattutto per i bambini che si sono messi a piangere spaventati e hanno dimostrato preoccupazione alle mamme, che hanno spiegato che si trattava solo dei controlli per il coronavirus. Decisamente esagerati, nemmeno per situazioni ben più gravi si è arrivati a tanto. Ma con dei bambini piccoli forse secondo loro questo era il momento giusto? Il tono è polemico ma decisamente non si possono più sentire e vedere situazioni simili a scapito dei bambini, dei cittadini onesti.

Giustamente le mamme si sono attivate e hanno allertato il garante dell’infanzia, Fabio Costantino contestando duramente provvedimenti che rischiano di scatenare ancora di più panico, ansie e preoccupazione in particolare fra i bambini.

Bambini che sono già duramente provati dal lockdown e dalla situazione attuale.

A segnalare l’episodio il Garante stesso: “A tutto c’è un limite, i militari armati dentro le scuole no”, ha scritto in un post nel suo profilo facebook. Costantino ha promesso un intervento coinvolgendo la Prefettura: “Sono certo che avremo riscontro – scrive – Siamo tutti preoccuparti per l’aumento della curva dei contagi ma non è terrorizzando i bambini, già provati da numerose rinuncie, che riusciremo a contenere il contagio. Non perdiamo il buon senso! Verrà il tempo in cui dovremo prenderci seriamente cura dei nostri fantasmi interni”.

Fonte : https://www.messinatoday.it

Lo zucchero è come l’alcol per i bambini: danneggia il fegato e il cervello

0
zucchero e bambini

Daresti un bicchiere di bevanda alcolica al tuo figlioletto? La risposta sarà sicuramente no. Nessun genitore darebbe alcol a un bambino. Soprattutto perché è noto per essere tossico, provoca gravi danni al corpo e dipendenza. Tuttavia, se hai l’abitudine di dare dolci e riempire i pasti di tuo figlio con lo zucchero, è possibile che tu stia facendo un grande danno al bambino, senza rendertene conto.

Uno studio nel Regno Unito, il National Diet and Nutrition Survey , ha dimostrato che lo zucchero consumato dai più piccoli può fare tanto male al fegato e al cervello quanto l’alcol.

In questo caso, il fegato metabolizza il fruttosio, una delle molecole di zucchero, come l’alcol, sovraccaricando l’organo che ha, tra le altre funzioni, il compito di eliminare le tossine dall’organismo.

Lo studio italiano su bambini e zucchero

Sta diventando sempre più comune per i bambini soffrire di problemi degli adulti, come il diabete e le malattie del fegato. Uno studio condotto in Italia ha valutato 271 partecipanti, con un’età media di 12,5 anni, e che avevano diete zuccherine. La ricerca ha rilevato che il 37,6% di loro aveva la staatoepatite non alcolica (NASH), una malattia che può causare danni irreversibili, portando a fibrosi e cirrosi.

Tra i principali cattivi dello zucchero in eccesso ci sono gli alimenti industrializzati. È comune per l’industria riempire i prodotti con lo zucchero, principalmente in articoli destinati ai bambini. Inoltre, è facile mascherare lo zucchero sulle etichette, poiché ci sono almeno 56 nomi diversi per quella sostanza.

Prodotti come yogurt, cereali e biscotti possono contenere una quantità di zucchero talmente grande da estrapolare il fabbisogno giornaliero del bambino in un solo pasto. Il fruttosio, menzionato negli studi, esiste anche nella frutta, ma non è nocivo, in quanto è accompagnato da vitamine e minerali essenziali per l’organismo e vengono metabolizzati in modo diverso.

Quindi stai molto attento a ciò che metti nel piatto di tuo figlio.

Di Cyntia Ferreira

Articolo originale su Greenme.br

La cannabis light diventa sostanza “stupefacente” per questioni farmaceutiche

0
cbd stupefacente cannabis light

Il ministero della Salute inserisce il cannabidiolo nella lista dei medicinali a base di droghe in vista della commercializzazione di un medicinale già approvato dall’Ema.

AGI – Il cannabidiolo (Cbd), principio attivo contenuto anche nella cosiddetta ‘cannabis light’, diventa ufficialmente una sostanza stupefacente. Lo stabilisce il decreto del ministro della Salute Roberto Speranza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale giovedi’ scorso, che inserisce nella tabella dei “medicinali a base di sostanze attive stupefacenti” proprio le “composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”.

Il motivo, si legge nel decreto, si deve al fatto che “attualmente è in corso di valutazione presso l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) una richiesta di autorizzazione all’avvio della commercializzazione di un medicinale, in soluzione orale contenente cannabidiolo, che ha già ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio centralizzata da parte dell’European Medicines Agency (EMA)” e che lo stesso medicinale “è controllato attraverso un programma di uso compassionevole, notificato all’AIFA, per i pazienti in trattamento con sindrome di Dravet e sindrome di Lennox-Gastaut”.

Quindi è necessario, spiega il ministero, collocare il Cbd nella tabella dei medicinali, tanto piu’ che nell’elenco “sono indicati i medicinali a base di sostanze attive stupefacenti ivi incluse le sostanze attive ad uso farmaceutico”.

cannabis cbd stupefacente

Tuttavia la decisione rischia di mettere in crisi il mercato della cannabis light e gli esercenti, che teoricamente, in quanto farmaco, non potranno più vendere prodotti a base di cannabidiolo. Che peraltro è considerata la parte “curativa” della cannabis, con effetti rilassanti, antinfiammatori e antidolorifici, a differenza del Thc che è il principio attivo responsabile dell’effetto psicotropo.

“Anche se la decisione del ministero della Salute sul CDB è dovuta a ragioni tecniche relative alla sperimentazione di un farmaco che contiene questo principio, pone comunque un limite alla libera circolazione della cosiddetta cannabis light, che va nella stessa direzione che già da anni è stata intrapresa dalla Procura e dalla Questura di Macerata e non lascia spazio a dubbi interpretativi” dice all’AGI il questore di Macerata, Antonio Pignataro, che ha improntato la sua azione a tutto campo contro la droga anche in una linea molto severa sui ‘cannabis shop’, disponendone la chiusura.

Una linea che ha attirato contro Pignataro minacce di morte, rinnovate in più occasioni con scritte sui muri di Macerata e dei Comuni della provincia. “La Corte di cassazione a sezioni unite – ricorda il questore – ha peraltro di recente sancito che a prescindere alla percentuale di principio attivo la cannabis va comunque considerata una sostanza stupefacente. La droga” continua Pignataro “in tutte le sue forme rappresenta un pericolo per i nostri ragazzi e deve essere contrastata per evitare una emergenza nazionale come è accaduto in tutti quei Paesi dove è stata liberalizzata”.

 

Fonte: AGI

“Non possiamo curarti, ci sono i malati di Covid prima di te”. Muore giovane mamma di 31 anni di cancro senza cure e controlli medici

0
kelly smith morta di cancro

Kelly Smith era una ragazza di 31 anni, aveva un figlio di 6 ed era malata da tempo di cancro. Da più di tre anni, infatti, seguiva regolarmente un programma di chemioterapia che le era indispensabile per combattere la sua battaglia contro la malattia. Ma la sua storia, raccontata dal Daily Mail, è drammaticamente cambiata quando nelle nostre vite si è affacciato il coronavirus.

A marzo, infatti, con il dilagare dei contagi in tutta Europa, anche nel Regno Unito il sistema sanitario si è trovato in difficoltà, incapace di curare tutti i pazienti che riceveva. E così la decisione presa fu quella di dare priorità assoluta a tutti i pazienti ricoverati per Covid, interrompendo o sospendendo, quando necessario, tutte le cure riservate agli altri: “C’è il virus, niente chemioterapia“, si sentirono dire i familiari dall’ospedale. In questa sospensione è rientrata anche Kelly, cui per 6 settimane non è stata praticata la chemioterapia prevista dal percorso di cura.

La ragazza, nata a Macclesfield, aveva lanciato una richiesta d’aiuto attraverso i propri profili social, senza che nessuno intervenisse per prendere in carico la sua situazione. Così, nel giro di poco tempo, la situazione è precipitata, le condizioni di Kelly sono peggiorate, e la ragazza non ce l’ha fatta. Una morte terribile che i genitori imputano completamente al National Health Service, il servizio sanitario inglese, colpevole di aver “barattato” la vita della figlia con quella di altri pazienti.

Adesso Mandy, la mamma della ragazza, insieme al patrigno Craig Russell hanno lanciato una petizione per chiedere al Governo di interrompere immediatamente la pratica di sospensione del trattamento del cancro durante la pandemia, ed hanno già raccolto più di 300 mila firme. L’obiettivo dei familiari di Kelly, adesso, è scongiurare che la terribile sorte toccata alla ragazza debba capitare anche ad altri malati oncologici: “Il cancro è una minaccia molto più grande di quanto il Covid possa mai essere.

Le morti di cancro non fanno più notizia come le morti per Covid

Ogni giorno 500 persone muoiono di cancro e quei numeri stanno iniziando ad aumentare perché non ci sono cure”, ha detto Craig, a ridosso di un incontro che lui e la moglie hanno avuto con il Ministro della Salute britannico Matt Hancock. “Purtroppo è troppo tardi per Kelly, ma c’è ancora tempo per salvare altre persone”

Purtroppo, quello di Kelly non è un caso isolato. Anche Beth Purvis, 41 anni e due figli, è morta per ragioni simili: un tumore al polmone, un intervento di aspirazione fissato da tempo e annullato all’ultimo istante – sempre a causa della decisione di dare priorità ai casi di Covid – e la morte, derivata dal diffondersi del tumore fino al cervello.

E poi ci sono tutti quei casi in cui, a causa della corsia preferenziale per i pazienti Covid, la diagnosi arriva in ritardo. Magari un ritardo tanto grave da rendere la situazione irrecuperabile. E’ successo a Jennifer Eldridge, quarantenne madre di due figli, cui è stato diagnosticato un tumore al colon-retto che, secondo i medici, non le lascerà più di due anni di vita.

Un problema, quello della non preparazione dei sistemi sanitari ad affrontare una simile emergenza, che non riguarda certamente soltanto il Regno Unito. Anche in Italia, probabilmente, il Covid avrà causato diverse vittime “indirette“, il cui destino sarebbe stato diverso se fossero state garantite loro cure mediche appropriate.

fonte: Leggilo.it

Di Maio, il traduttore automatico e l’ennesima gaffe con l’inglese: “Manlio Of Stefano”

0
di maio traduttore automatico

Lo conoscete Manlio Of Stefano? No? Beh, è normale. Se mai, avrete sentito parlare di Manlio Di Stefano. Peccato che se si usa un traduttore automatico (e non Google Traduttore, perché lui traduce correttamente e lascia “Di Stefano”) questo tipo di incidenti possono capitare. Certo, sarebbe grave se accadessero al Ministero Degli Esteri… E infatti ora il dubbio è proprio questo.

Una vera e propria figuraccia. L’ennesima da parte di Luigi Di Maio. Tutto parte dal comunicato stampa apparso sul sito del Ministero degli Esteri – tra l’altro neanche rivisto per eventuali correzioni – che conteneva una traduzione errata. E così Manlio Di Stefano, il vice di Di Maio, è diventato “Of Stefano”.

Colpa del traduttore automatico? Chi lo sa. Sta di fatto che improvvisamente “Di” in inglese è diventato “Of”. E non se ne erano neanche accorti. Questo accade quando prendi un intero testo in italiano, lo metti su un traduttore automatico e quello, logicamente, ti traduce tutto, anche le particelle dei cognomi. Una prova, dunque, che inchioderebbe la Farnesina. La modifica successiva, come riporta Il Foglio, è arrivata qualche ora dopo, ma ormai le tracce del clamoroso inciampo erano rimaste sul web. E quindi via con altre ironie sul povero Di Maio, che da diverso tempo non si prestava ai giochi della rete.

Così il cognome del sottosegretario è stato confuso e tradotto automaticamente in “Of”. Una persona umana lo avrebbe capito subito, mentre il Traduttore usato da Di Maio&Co. non ce l’ha fatta, ed ecco qua la gaffe in mondovisione. Sui social si sono scatenati immediatamente i commenti: “Siamo alle comiche finali”; “Esprimo la mia indignazione per essere rappresentato nel mondo da questa gente”; “Abbiamo un ministro degli Esteri che non sa l’inglese e usa Google Traslate che gli traduce in ‘Of Stefano’ il cognome del sottosegretario Di Stefano. Non è un governo ma un circo”.

La prova che Google lo avrebbe tradotto correttamente…

Ma Di Maio non è nuovo a queste cose. Come dimenticare la gaffe di due anni fa, quando sbagliò il nome del presidente cinese Xi Jinping chiamandolo “Ping”. O quando salutò “mister Ross”, peccato che aveva davanti Mike Pompeo, il segretario di Stato Usa. E quando disse che Pinochet era in Venezuela anziché in Cile? Ah, che meraviglia…

Diciamo che siamo sui soliti livelli della politica italiana, casta o non casta. Chi non ricorda lo splendido Angelino Alfano da ministro degli esteri, che in cronico ritardo ad un appuntamento diplomatico, si scusò con un epico ” Sorry, the wAind ” , allundendo al vento contrario che avrebbe rallentato il suo volo e generato così il ritardo. Senza speranze…