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Perchè la canapa può salvare il mondo dalla plastica

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cannabis pianta

1. Un ettaro di cannabis rilascia tanto ossigeno quanto 25 ettari di foresta. La cannabis cresce in 4 mesi e gli alberi in 20-50 anni

2. Da un ettaro di cannabis si ottiene la stessa quantità di carta di 4 ettari di foresta.

3. Gli alberi fanno carta riciclabile 3 volte mentre la canapa fa carta riciclabile 8 volte. La carta canapa è la migliore e la più resistente

5. Le piante di canapa sono una trappola per le radiazioni. Le piantagioni di cannabis purificano l’aria.

6. La canapa può essere coltivata ovunque nel mondo, ha bisogno di pochissima acqua. Inoltre, poiché può difendersi dai parassiti, non ha bisogno di pesticidi.

7. I tessili di canapa superano anche i prodotti di lino nelle loro proprietà.

8. La canapa è una pianta ideale per la produzione di bordi, corde, borse, scarpe, cappelli…

9. La cannabis è vietata in Bulgaria. Ma la cannabis tecnica non contiene un farmaco e può essere coltivata liberamente.

10. Il valore proteico dei semi di cannabis è molto alto e due acidi grassi contenuti in esso non si trovano in nessun altro luogo in natura.

11. Produrre cannabis è molto più economico della soia.

12. Gli animali che mangiano cannabis non hanno bisogno di integratori ormonali.

13. Tutti i prodotti in plastica possono essere realizzati con canapa, la plastica di canapa è rispettosa dell’ambiente e completamente biodegradabile.

14. La canapa può essere utilizzata anche per l’isolamento termico degli edifici, è resistente, economica e flessibile.

15. I saponi alla canapa e i cosmetici alla canapa non inquinano l’acqua, quindi sono completamente rispettosi dell’ambiente.

E sui benefici della cannabis in medicina nel trattamento di tante patologie diverse, un’altra volta…

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Coronavirus: la possibile soluzione ai problemi polmonari, “considerare cannabis terapeutica possibile…

Cannabis e CBD come antinfiammatorio: “30 volte più efficace dell’aspirina” grazie…

VUNA: non c’è nulla di Vegano nel finto tonno della Nestlè

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Non lo sapete? Leggete.
Questa cosa non è un alimento.
È una zozzeria della peggiore multinazionale al mondo che non solo tortura e uccide miliardi di Animali ma distrugge la Terra e sfrutta e affama i più poveri del mondo.

Sono senza parole per questo…so che comprate questa robaccia in negozi che si definiscono vegan. Che schifo.
In mano a chi sono i diritti Animali? Vi riempite la bocca di parole di cui non conoscete il significato. Ve se comprano co 2 spaghetti al tonno finto….
‘Liberazione Animale’ ??
non osate, non li nominate nemmeno.

La coalizione europea ECEAE, che riunisce le 20 più importanti associazioni contro la sperimentazione animale, ha portato alla luce il coinvolgimento della Nestlè in sperimentazioni dolorose condotte sugli animali per la commercializzazione del botox. Inizialmente utilizzati a fini medici, i prodotti a base di tossina botulinica A (comunemente nota come botox) sono stati nel tempo impiegati nell’industria cosmetica per la loro efficacia nella riduzione delle rughe sul viso: si tratta di un giro d’affari molto consistente a livello mondiale.

La campagna di informazione di ECEAE ha lo scopo di chiedere alla multinazionale di fermare produzione e commercializzazione di tutti i prodotti cosmetici a base di botox. Austria, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia, e Svizzera si sono unite per protestare contro questa ennesima forma di inutile violenza che potrebbe essere, da subito, evitata.

È stata lanciata dalla LSCV (lega svizzera contro la sperimentazione animale) una petizione a livello europeo a cui si può aderire: la raccolta firme ha ottenuto per il momento 32.579 sostenitori a fronte delle 35.000 adesioni necessarie. Link alla petizione: www.thepetitionsite.com/fr/takeaction/247/469/634/

I test sugli animali sono effettuati secondo il protocollo della DL50 (dose letale 50), ossia la dose che uccide il 50% degli animali. Il lotto contenente la tossina viene iniettato a diverse concentrazioni nell’addome di diversi gruppi di topi, che muoiono in sofferenze spaventose per paralisi muscolare (soffocamento). La loro agonia può durare diversi giorni.

VEGAN STORE #sempredallapartedegliultimi

Allerta alimentare, ritirata dai supermercati la pasta di un noto marchio: cos’hanno scoperto

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pasta ritirata dal mercato

Il Ministero della Salute ha segnalato ai cittadini sul proprio sito, che un certo tipo di pasta è stato ritirato dal supermercato. Si tratta di alcuni lotti di un marchio noto, che non è più in commercio a causa della possibile presenza di metalli. Vediamo di quale pasta si tratta.

Pasta richiamata dai supermercati: l’avviso dal Ministero della Salute

Ogni operatore del settore alimentare ha l’obbligo di informare i consumatori sui prodotti alimentari a rischio e pubblicare il richiamo sull’area del Ministero della Salute. Il Ministero della Salute dunque informa i cittadini, tramite il proprio sito, del prodotti contaminati che è possibile trovare al supermercato. Tra i prodotti più richiamati ci sono: cioccolato, merendine, riso, frutta, ortaggi, carne, uova, pesce e pasta alimentare. Di recente è stata data l’allerta alimentare per un noto marchio di pasta. Quale?

Allerta alimentare: qual è la pasta da non mangiare?

Il Ministero della Salute ha pubblicato un ritiro alimentare di alcuni lotti di pasta. Si tratta degli strozzapreti prodotti dall’azienda Fumaiolo S.r.l. Il vero motivo è la “possibile presenza sospetta” di frammenti di metallo per la rottura degli attrezzi di lavoro utilizzati per produrre la pasta. Il lotto richiamato è il numero 004/22. La data di scadenza riportata sui pacchi di pasta contaminati è il 31 marzo 2023. Chi ha acquistato questo tipo di pasta, dovrà riportarlo nel punto vendita e, soprattutto, evitare di consumarlo. È possibile ricevere il rimborso o sostituire il prodotto, a seconda della policy del supermercato.

Stelle cadenti 2022: in arrivo una “tre giorni” da naso all’insù

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stelle cadenti

Tre giorni imperdibili per esprimere tanti desideri: tra il 10 e il 12 luglio, infatti, ben due sciami di meteore saranno al picco, le Pegasidi e le beta Capricornidi. Con un cielo sereno come ci aspettiamo d’estate potremo vedere veramente tante scie luminose attraversare il firmamento

Non possiamo davvero perdere tre giorni di meteore: il 10 luglio è atteso infatti il picco delle stelle cadenti Pegasidi mentre il 12 quello delle beta Capricornidi e nel mezzo un’altra notte ove comunque è attesa un’intensa attività per entrambi gli sciami.

Come spiega l’UAI, le Pegasidi, note già dalla metà dell’800, manifestano di solito meteore deboli, ma quest’anno il radiante, ovvero il punto da cui sembra che le stelle cadenti partano, sarà osservabile per quasi tutta la notte, dalle ore 23 in poi e il picco, atteso nella notte tra il 10 e l’11 luglio, sarà favorevole all’osservazione già dalla mezzanotte in poi, quando la Luna volgerà al tramonto (nella mappa il cielo dell’11 luglio alle 0.30 circa).

pegasidi 11 luglio 2022

E non finisce qui, perché ci attende subito dopo il picco delle beta Capricornidi, sciame scoperto nel 1935-37, caratterizzato di solito da meteore molto luminose con un radiante diffuso e contenente probabilmente anche frammenti dell’asteroide Adonis.

beta capricornidi 13 luglio 2022

@Stellarium

Anche in questo caso il radiante sarà osservabile dalle ore 23 in poi, anche se il picco, atteso nella notte tra il 12 e il 13 luglio potrebbe essere un po’ più sfavorevole all’osservazione, data la presenza del disturbo della Luna che dopo poche ore sarà in fase di piena e per giunta “Super”. Ma niente paura, dovrebbe mantenersi sempre alquanto bassa sull’orizzonte (nella mappa il cielo del 13 luglio all’1 circa).

“La vaccinazione obbligatoria dei sanitari è illegittima”. La clamorosa ordinanza del Tribunale di Roma

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Finalmente il Tribunale di Roma, il più grande d’Italia e d’Europa, prende posizione sulla questione dell’obbligo vaccinale per i sanitari e quindi in generale per tutti.

In un procedimento iniziato con ricorso da una sanitaria sospesa, assistita dall’Avv. Andrea Perillo del Foro di Roma, il Giudice ritiene con ampie e condivisibili argomentazioni che la previsione di una sospensione senza alcuna retribuzione si ponga in evidente contraSto con gli artt. 2,3, 32 comma 2, oltre che 36 della Costituzione (“Visti gli artt. 134 Cost. e 23 l. 11.3.53 n.87; visti gli artt. 2, 3, 32, c. 2, Cost., ritenuto, in relazione alle suddette disposizioni, non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale relativa all’art. 4, comma 5, D.L. 1 aprile2021, n. 44 (in Gazz. Uff., 1 aprile 2021, n. 79), convertito con modificazioni dalla Legge 28 maggio 2021, n. 76, nella parte in cui, nel prevedere che “per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”, esclude, in favore del pubblico dipendente esercente una professione sanitaria o di interesse sanitario, nel periodo di sospensione ex art. 4 D.L. 44/2021, l’erogazione dell’assegno alimentare (comunque denominato) previsto dalla legge ovvero dalla contrattazione collettiva di categoria in caso di sospensione cautelare o disciplinare.

Afferma il Tribunale di Roma che “considerato che le questioni di legittimità costituzionale prospettate appaiono rilevanti e non manifestamente infondate e consigliano di avvalersi dell’istituto della c.d “sospensione impropria” in attesa dell’esito dei relativi giudizi.

In sostanza il Giudice ritiene che effettivamente la sospensione dal lavoro per mancato adempimento dell’obbligo vaccinale sia illegittima.

Questo provvedimento è importantissimo perché pronunciato da un Tribunale che fino ad ora aveva sempre respinto i ricorsi in materia presentati dai sanitari sospesi.

Il Tribunale non si spinge oltre, nel senso che il Giudice non ritiene di avere i poteri di far tornare la sanitaria a lavorare essendo pendente la questione avanti alla Corte Costituzionale.

Tuttavia, l’Avv. Andrea Perillo che assiste la sanitaria sospesa, sta valutando se eventualmente impugnare l’Ordinanza per richiedere che la stessa venga riammessa immediatamente al lavoro.

Di seguito il link per visionare l’ordinanza: https://www.ilparagone.it/wp-content/uploads/2022/06/Ordinanza-Tribunale-di-Roma_.pdf

Questo è il cibo più irregolare e contraffatto di Italia (e lo consumi tutti i giorni)

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olio pesticidi

I prodotti enogastronomici italiani sono fra i più imitati e contraffatti al mondo: venduti come eccellenti, spesso si tratta di materie prime di qualità scadente, irregolari e neanche italiani. È quanto emerge, anche quest’anno, dal report sull’attività operativa dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF).

Oltre 60.000 controlli in Italia e quasi 1.000 interventi fuori dai confini nazionali (anche sugli store online) hanno portato gli ispettori a sequestrare più di cinque milioni e mezzo di merce contraffatta o irregolare, per un valore di oltre nove milioni di euro.

Su 33.404 operatori ispezionati e 62.316 prodotti controllati (90% di prodotti alimentari finiti e 10% circa di mezzi tecnici per l’agricoltura come mangimi, fertilizzanti, sementi e prodotti fitosanitari), le irregolarità hanno riguardato l’11,6% dei prodotti e il 9,0% dei campioni analizzati.

Le battaglie condotte dal Ministero in materia di contrasto a contraffazioni e “Italian sounding” sono basate sulla ferma convinzione che la tutela dei prodotti di qualità rappresenti lo strumento principale per valorizzare l’agroalimentare italiano, le filiere e rendere un servizio indispensabile al consumatore – ha spiegato il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

Il report dell’ICQRF anche quest’anno dimostra come sia fondamentale garantire i nostri prodotti attraverso un sistema di controlli efficace sul territorio nazionale e internazionale e sul web, tanto più in un momento storico così complicato e difficile come quello che stiamo attraversando a causa della pandemia prima, e del conflitto in atto poi, in cui stiamo assistendo a fenomeni speculativi inaccettabili

I prodotti più contraffatti

Olio d’oliva e carne (anche processata) si confermano in testa alla classifica dei prodotti più contraffatti nel mercato alimentare italiano: si pensi che, per quanto riguarda gli oli d’oliva, si è registrato l’11,7% di irregolarità e il 20,2% di campioni analizzati irregolari; per la carne si parla del 16,7% di irregolarità e del 22,6% di campioni irregolari.

L’olio d’oliva spacciato per extravergine ma risultato di categoria nettamente inferiore rispetto a quanto dichiarato in etichetta è una seria minaccia per tutto il comparto – che si è tradotta, solo nel 2021, nel sequestro di oltre 2,3 milioni di litri di falso extravergine nell’ambito dell’operazione Verum et Oleum condotta dalla Guardia di Finanza.

Risultati più gravi di quelli riguardanti l’olio si registrano solo nel settore delle carni, dove le etichette mentono sulla provenienza degli animali, sulle denominazioni di origine di salumi e insaccati, sui metodi di conservazione.

Una menzione a parte va riservata alla mozzarella di bufala campana, classificata come DOP (Denominazione di Origine Protetta): nelle aree di Caserta e Napoli, sono stati sequestrati prodotti caseari perché anonimi e mancanti di indicazioni relative alla tracciabilità del prodotto finale o alla provenienza delle materie prime.

QUI è possibile leggere il report completo stilato dall’ICQRF. – articolo di GreenMe

Tonno in scatola: trovato il bisfenolo in 6 marche più vendute e conosciute, ecco il test

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tonno in scatola

Tonno in scatola: trovato il bisfenolo in 6 marche più usate e conosciute

Nell’ultimo studio, la rivista ha analizzato 6 marche di tonno in scatola tra quelle più usate e conosciute. Lo studio ha evidenziato la presenza di Bisfenolo nelle scatolette di tonno, anche se sempre entro i limiti massimi di legge. Anche se presenti entro i limiti, questo non significa che i consumatori non siano a rischio.

Ma cerchiamo di capire cos’è il Bisfenolo e perché è dannoso per la salute. Il Bisfenolo, o comunemente denominato BPA, è una sostanza chimica utilizzata sin dagli anni ’60 a livello industriale. Questa sostanza è adoperata per aumentare la resistenza di contenitori destinati agli alimenti, come le lattine, le scatolette. Si tratta di quel rivestimento protettivo che si trova internamente alle confezioni  di carne e pesce, panna, e soprattutto piatti pronti.

Se agli inizi degli anno ’60 non si conoscevano ancora alcuni rischi per la salute di questa sostanza, dagli anni ’90 invece alcuni iniziarono a denunciare la possibilità di contaminazione cioè, il Bisfenolo passa dalla scatoletta al cibo. Così le Associazioni e organizzazioni a tutela dei consumatori  conducono dal 2025 dei test su campioni per valutarne la presenza nel prodotto.

Bisfenolo nelle scatolette di tonno, ma non solo! Tutti gli alimenti che lo contengono

In uno dei suoi ultimi studi Il Salvagente, così come anche un recente studio condotto dal Governo Tedesco ha stilato una lista di prodotti potenzialmente contaminati dal bisfenolo. Tra gli alimenti esenti da questa sostanza ci sono frutta, verdura e latticini, come anche gli alimenti destinati alla prima infanzia e bambini. Negli alimenti invece a rischio ci sono carne, pesce, salsicce, zuppe, panna e anche il latte di cocco in cui è stata trovata il CdB, cyclo-di-BADGE, una sostanza che è strettamente correlata al Bisfenolo.

Dunque sono molti i prodotti in cui è stato riscontrato un elevato rischio di trovare il bisfenolo, anche se c’è da precisare che le quantità presenti sono sempre entro i limiti di Legge. Questi limiti sono decisi da l’Efsa, in attesa comunque di alcuni aggiornamenti a riguardo.

Gli effetti tossicologici sulla salute di questa sostanza non sono stati ancora dimostrati del tutto. Tuttavia, siccome è presente in molti prodotti alimentari, ne consegue che l’uomo ne è continuamente esposto. Anche perché, per chi non lo sapesse, il Bisfenolo è presente anche nella carta da stampante, negli scontrini fiscali, e addirittura in alcuni apparecchi odontoiatrici.

Secondo alcune fonti, la continua esposizione di questa sostanza comporta un rischio maggiore a contrarre tumori, specialmente quello della mammella. Ma effetti negativi si hanno anche sul sistema endocrino, compromettendo l’equilibrio ormonale e l’attività riproduttiva. Conseguenze gravi, anche se difficili da dimostrare.

La buona notizia è che sembra che la quantità di Bisfenolo nelle lattine e contenitori per alimenti sia diminuita. Quindi questo dimostra che c’è una certa preoccupazione a questo riguardo. Purtroppo, ci sono ancora alcuni Paesi che non hanno regolamentazioni molto rigide come quelle dell’UE e dell’Italia e quindi non danno molta importanza a questo problema.

Il consiglio che può essere dato a tutti i consumatori è quello di non consumare molti cibi in lattina, come il tonno e simili. Meglio acquistarli nei barattoli di vetro se possibile e preferire sempre cibi freschi.

Intervista a Frajese: la scienza su vaccini e mascherine chiede un atto di fede inutile

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intervista frajese

«N-E-S-S-U-N-O». Spero che scritto così si capisca la determinazione e la decisione con cui il professor Giovanni Frajese, endocrinologo e docente all’Università del Foro Italico risponde alla domanda che in tanti si fanno e cioè che senso abbia imporre la vaccinazione anti Covid a chi è già guarito da questa malattia.

«È una coercizione priva di qualsivoglia base scientifica. E questo lo sa qualsiasi medico. Ed è la cosa che più mi fa impazzire».Lei è stato sospeso per inosservanza dell’obbligo pur essendo guarito dal Covid.«Non hanno radiato professionisti che rompevano il femore per poi poter intervenire chirurgicamente e veniamo sospesi per sostenere tesi che si imparano al secondo anno di medicina».Cosa insegna professore?«Scienze mediche e tecniche applicate».

Che tradotto significa?«Tecnologie di avanguardia a livello medico».Anche il vaccino mRna è tecnologia di avanguardia?«Sperimentale e d’avanguardia. È una metodica che si studia dal 1987, anno in cui Robert Malone ha registrato il primo brevetto. Oltre trent’anni che la si studia. Senza alcuna applicazione pratica prima dello scorso anno. Anche perché gli studi effettuati in maniera adeguata non le consentivano di passare lo scrutinio».

Cioè?«Il limite era l’efficacia. Nel tempo, sottolineo. Nel caso dei vaccini il limite di efficacia che può essere considerato è non inferiore al 50%. Già dopo un anno di studio, che non è stato fatto prima di mettere i vaccini in commercio, ma che ora dopo un anno abbiamo, possiamo dire che non solo questa efficacia è inferiore al 50%, ma è addirittura negativa».

Il che significa? «Che le persone vaccinate con due dosi e nel tempo con tre si ammalano più facilmente dei non vaccinati. E infettano più facilmente». Il contrario delle motivazioni addotte per imporre l’obbligo di vaccinazione con annesse restrizioni delle libertà…«Non dimentichiamoci che hanno inizialmente tirato fuori un livello di efficacia relativa rispetto al placebo del 95%.

In pratica ne sostenevano l’efficacia assoluta. Quasi nessuna possibilità di ammalarsi. Basta vedere la storia con tutte le persone che si sono ammalate dopo essersi vaccinate. Un numero che non aveva nessun senso».Ora a che punto siamo?«Vanno avanti cambiando le definizioni. Prima parlavano ufficialmente di immunità. Adesso si parla invece di protezione. Parola più vaga non potevano usarla. Dal momento che da vaccinato infetto e posso infettare».

Il grande pubblico ha iniziato a conoscerla nel momento in cui di fatto ha zittito in tv un imbarazzato Pierpaolo Sileri, suo ex compagno di corso all’università, a proposito del carattere sperimentale del vaccino.«Gli effetti avversi possono essere a brevissimo termine di tipo allergico, o avvenire a distanza di pochi mesi, o a medio e lungo termine. Nel caso scoprissimo effetti tra tre anni e fossimo in presenza di un farmaco lo si ritirerebbe dal mercato, ma trattandosi di una persona sana già vaccinata non si può tornare indietro. Hanno trattato la popolazione, e in particolare i bambini, come cavie sperando che non succedesse niente. Speranza che già vediamo mal riposta, purtroppo.

Al di là del fatto che stanno cercando ogni spiegazione pur di non dimostrare la correlazione degli effetti con la vaccinazione».I dati sulla mortalità in eccesso di cui parliamo da giorni sulla Verità non la sorprendono…«Per mesi ho sperato di avere torto. Ora possiamo solo sperare che gli effetti a medio lungo termine non siano così gravi. Speranza che, ahimè, si affievolisce quanto più si continua a rivaccinare le persone. Avrei preferito la pubblica gogna per aver peccato di prudenza. Ma purtroppo così non è».

Perché è sbagliato sottoporre le persone a continui richiami? «Prima di oggi avete mai sentito di vaccinazioni che hanno bisogno di tre/quattro dosi? Il capo di Moderna sostiene che stanno preparando nuovi cicli vaccinali fatti di tre dosi per la Omicron; derubricata dalla stessa Oms a sindrome influenzale. Andiamo avanti con tre dosi all’anno per ciascuna variante?».

Dal vaccino multidose alla multi multidose?« I segnali di una possibile anergia del nostro sistema immunitario (incapacità di reazione, ndr) con stimolazioni così ravvicinate nel tempo e così importanti sono preoccupanti. Se come dicevo prima una persona vaccinata si ammala più facilmente vuol dire che il sistema immunitario già non sta funzionando bene. Si rischia la compromissione del sistema immunitario che, ricordiamo, serve a proteggerci non solo dai virus, ma pure dai tumori e dai batteri».

Lei non è un uomo di legge, ma un medico. Però vi sono sempre più giudici che si stanno pronunciando contro la legittimità dell’obbligo vaccinale.«I giudici stanno iniziando a leggere le carte. Quella che inizialmente sembrava una presa di posizione univoca e massiccia sta venendo meno. La Commissione medico scientifica indipendente, di cui faccio parte, ha collaborato, in qualità di consulente, al procedimento instaurato in Sicilia e poi approdato al consiglio di giustizia amministrativa in Sicilia.

La corte ha fatto una serie di domande molto circostanziate. Ha ottenuto la risposta da parte del governo redatta da Rezza e Locatelli, e anche da parte nostra. Le nostre risposte non erano solo date, ma anche referenziate con articoli scientifici a supporto».Cosa l’ha colpita della memoria Rezza-Locatelli?«Hanno sostenuto che l’immunità da guarigione dura solo sei mesi, mentre nel frattempo è stato acclarato che gli anticorpi circolanti e mucosali derivanti da guarigione si mantengono per almeno 18 mesi.

Ragionevole dedurre che la protezione sia permanente».Un processo istruttorio non banale che ora approda addirittura in Corte costituzionale. Un segnale importantissimo. È come se ravvisassero l’enormità della cosa. Che aspettative ha?«Abbiamo chiesto come Cmsi un confronto aperto, leale, franco e pacato col governo e il ministero della Salute. L’unico che abbiamo avuto è stato di fronte alla giustizia amministrativa siciliana.

Loro hanno dato risposte scritte. Noi siamo andati lì di persona. I professori Bellavite e Donzelli hanno avuto un ruolo ancora più attivo di me. E questo è il risultato. Immaginate se il confronto fosse pubblico».L’ordine dei medici di Firenze fa un appello nazionale a farla finita con questa storia dell’obbligo vaccinale. Le continue contestazioni impediscono addirittura l’approvazione dei bilanci inficiando il funzionamento dell’organo.«Una soluzione politica. Piuttosto che confrontarsi cercano la terza via, punto. Ma la scienza non è politica. La scienza è prima di tutto dati».

Da medico cosa la spaventa di più dei vaccini mRna?«La mancanza di studi di canceroginità e di genotossicità. Le fonti per così dire istituzionali – anzi pseudo-istituzionali – escludono la possibilità di retro-trascrizione del mRna vaccinale sul nostro dna. Questa affermazione risulta purtroppo smentita da uno studio svedese sulle linee cellulari epatiche. Lo studio ha dimostrato esattamente il contrario. La retro-trascrizione non solo è possibile ma è stata addirittura riscontrata».

Mi aiuta a capire meglio? Che vuol dire retro-trascrizione? «Vuol dire che quel codice che è stato inserito nel corpo entra a far parte del tuo dna con la possibilità di vederlo trasferire alle generazioni future. Stiamo cioè parlando di un danno potenziale tale da far tremare i polsi. Non si ferma alla singola persona che è stata vaccinata. Una trasmissione sul patrimonio genetico dei figli con conseguenze inimmaginabili. Si sta parlando di una modifica del dna umano. Non so se sono stato chiaro».

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Solo noi e la Grecia ancora con le mascherine a scuola

Chiaro. Cosa pensa della persistenza dell’obbligo di mascherina?«È uscito da poco un articolo in versione preprint, in attesa di pubblicazione. Uno studio tutto italiano. Le università sono quelle di Bologna, Ferrara e Perugia. Gli autori si sono presi la briga di misurare la quantità di anidride carbonica che viene inalata a seguito dell’utilizzo delle maschere, siano esse le Ffp2 oppure chirurgiche. È uno studio chiave, perché siamo l’unico maledetto Paese che continua a costringere le persone – soprattutto i bambini – a indossarla.

Spero che sia pubblicato al più presto. Ma i dati sono chiari. Il livello di sicurezza accettabile è di 5.000 ppm, parti per milione. Dato un volume cioè di un milione di unità, l’anidride carbonica non dovrebbe superare le 5.000, 5.000 milionesimi. Ebbene questo livello di tossicità viene superato nel 40% delle persone che utilizzano la mascherina chirurgica e nel 99% delle persone che portano la Ffp2».

Mamma mia…«Eh, ma il livello di tossicità aumenta con l’abbassamento dell’età. Quindi nei bambini. Con una media di 12.847 parti per milione. L’intervallo delle osservazioni è più o meno 2.898. Si può quindi arrivare a quasi 16.000 parti per milione. Oltre tre volte il limite massimo consentito. Mentre cioè gli effetti sul contenimento dei contagi sono risibili, stiamo causando un danno molto serio sui bambini, visto che gli obblighiamo a portarla per ore. È impensabile torturarli con misure che non hanno alcuna evidenza scientifica».

Una curiosità. Come fa a mantenere la calma in televisione?«Mi metto dietro a me stesso e lascio che le cose siano. Non mi metto al piano loro. Altrimenti la comunicazione perde di efficacia. Questo lo puoi fare se dentro di te sai di avere ragione».

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Morta a 32 anni dopo il vaccino AstraZeneca: l’indennizzo è di 77 mila euro

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siero AZ morte da vaccino

La giovane donna, Francesca Tuscano, perse la vita per una trombosi cerebrale. I genitori valutano una causa civile contro lo Stato

La sua morte è stata oggetto di una approfondita consulenza tecnica e il caso oggi torna a far discutere: Francesca Tuscano, una giovane insegnante 32enne, morì nell’aprile del 2021 all’ospedale San Martino di Genova per una trombosi cerebrale, qualche giorno dopo aver ricevuto una dose del vaccino Astrazeneca.

Le consulenze del medico legale Luca Tajana e dell’ematologo Franco Piovella hanno stabilito come “il decesso della paziente è ragionevolmente da riferirsi a effetti avversi da somministrazione di vaccino anti Covid– 19”, la famiglia si è affidata a dei legali, gli avvocati Federico Bertorello e Tatiana Massara, per capire come muoversi e, per quel che riguarda gli indennizzi previsti ha scoperto che le spetterebbero poco più di 77 mila euro. La storia è stata raccontata dall’edizione genovese di Repubblica e ricostruita dalla Tgr Liguria in un servizio.  

Una vicenda delicata, che sul piano penale è destinata all’archiviazione (le perizie hanno scagionato il comportamento dei medici coinvolti nella vaccinazione) ma sul piano civile non esclude strascichi giudiziari.

Secondo quanto appurato dai legali della famiglia, infatti, la cifra destinata “ai parenti aventi diritto che ne fanno domanda, nel caso in cui la morte del danneggiato sia stata determinata dalle vaccinazioni”, è di 77.468,53 euro in base alla legge che ha stanziato un fondo da 150 milioni di euro destinato proprio a chi ha subito danni dalla vaccinazione anti Covid. E i famigliari non hanno escluso una causa civile contro lo Stato, con una lettera di messa in mora.

Dopo la morte dell’insegnante, qualche mese dopo, in giugno, anche un’altra giovane, Camilla Canepa, morì a 18 anni a causa di una gravissima trombosi. Secondo le perizie, anche in questo caso si trattò di un raro effetto avverso al vaccino anti Covid. Una vicenda su cui le indagini sono ancora in corso. 

www.rainews.it

Geko comune: sono innocui e non vanno mai uccisi. Inoltre, mangiano le zanzare!

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geko comune

Nel vostro Paese è abbastanza frequente incontrarmi: sono il #geco comune, una specie diffusa in tutta l’area Mediterranea e che durante la stagione estiva puoi trovare arrampicato su muri e soffitti di casa.

Se mi incontri in #casa, non devi spaventarti né tanto meno uccidermi! Io e miei simili siamo infatti innocui e generalmente fuggiamo alla vista di un essere umano. Se però ci disturbate o ci volete fare del male, un mozzico magari te lo possiamo anche dare, ma il nostro morso non è né velenoso né doloroso, è più un avvertimento!

Non siamo pericolosi, anzi, siamo particolarmente utili poiché ci cibiamo di #insetti fastidiosi per voi come #mosche e #zanzare, oltre a moscerini e falene.
Pensa, uno solo di noi è in grado di mangiare fino a 2000 zanzare in una sola notte!

Inoltre, dite che portiamo fortuna e trovare uno di noi nelle vostre abitazioni lo considerate di buon auspicio, motivo in più per non mandarci via e non farci del male.

Se entro dentro casa non occorre fare nulla: probabilmente mi sono solo perso e troverò da solo la via d’uscita. Catturare uno di può essere complicato e il modo migliore per allontanarci è quello di lasciare leggermente aperta una porta o una finestra.
La tua casa, a prescindere dagli spuntini a base di insetti, non è un bel luogo in cui stare, ci sono un sacco di pericoli!

Perciò, se ci lasci tranquilli, troveremo da soli la strada per tornare a casa nostra!

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