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Coronavirus, esposto-denuncia a Novara contro il Governo, Burioni e Bill Gates

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lockdown

Da Novara parte la battaglia legale contro il governo e la sua gestione dell’emergenza Covid. Nei giorni scorsi, a più riprese, una decina di cittadini novaresi, per lo più grazie al passaparola e a legami di conoscenza, hanno depositato alla caserma dei carabinieri di Baluardo La Marmora, un esposto-denuncia contro il premier Giuseppe Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza, quello degli Esteri Luigi Di Maio, nonché contro il virologo Roberto Burioni e perfino contro Bill Gates.

L’esposto, che ricalca altre segnalazioni presentate in altre parti d’Italia (tra le prime quella di un avvocato consigliere comunale di Milano a fine febbraio), è indirizzato alla procura della Repubblica di Roma, competente a valutare eventuali responsabilità penali. Ai componenti del governo si contestano le scelte politiche adottate prima e dopo il lockdown, con conseguenti danni al sistema economico e presunte lesioni dei diritti dei singoli cittadini.

I novaresi chiamano in causa anche il noto virologo Burioni, più volte apparso in tv nei mesi dell’emergenza: vengono criticate le sue esternazioni e comunicazioni che escludevano il rischio epidemico in Italia, nel periodo iniziale dell’allarme Coronavirus.

Infine l’attacco alle «potenti lobby economiche» e al noto imprenditore statunitense Bill Gates: secondo quanto si chiede di verificare alla procura di Roma, nel contesto di un «disegno criminale» di portata globale, e con la complicità dell’Organizzazione mondiale della sanità (che avrebbe veicolato il messaggio dell’utilità del vaccino come unico rimedio al virus), avrebbero perseguito l’obiettivo di favorire le aziende produttrici di vaccini. I carabinieri hanno trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria della capitale.

la Stampa – Novara

La Spagna perde 27 milioni di turisti a causa della pandemia di Covid nel primo semestre 2020

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spagna turismo perso per covid

La fine dello stato di allarme e l’apertura di alcuni confini hanno respirato un debole filo di vita per il turismo in Spagna a giugno. Solo 204.926 turisti hanno visitato la Spagna, il 97,7% in meno rispetto all’anno precedente, secondo l’INEE di lunedì. Ciò ha chiuso il semestre più catastrofico mai registrato dal settore , che ha perso in quel periodo 27,3 milioni di viaggiatori e 28,4 miliardi di euro di spesa. E gli scoppi di contagio non favoriscono un ritorno nella seconda metà dell’anno.

La pandemia di coronavirus è stata alimentata soprattutto dal turismo, probabilmente il settore più colpito da una crisi che ha limitato la mobilità il più possibile in tutto il mondo . A marzo, con la seconda quindicina già allarmata, la pandemia ha preso i due terzi dei turisti stranieri e ha lasciato il record a zero assoluto , qualcosa di impensabile poco tempo prima, ad aprile e maggio. Il paziente ha a malapena recuperato qualsiasi costante vitale a giugno, a malapena un rivolo di vita. Il 21 giugno è terminato lo stato di allarme e sono state riaperte le frontiere con i paesi della zona Schengen (tranne il Portogallo, la cui frontiera è stata aperta il 1 ° luglio) e a metà mese è stato avviato un programma di test per i turisti tedeschi che viaggiano verso le Isole Baleari.

Tuttavia, il flusso era quasi trascurabile. Se a giugno 2019 quasi nove milioni di turisti sono arrivati ​​in Spagna, in questo giugno 2020 lo hanno fatto poco più di 200.000, il 97,7% in meno. La pandemia ha portato 8,6 milioni di visitatori da un giugno all’altro. Sebbene tradizionalmente il mercato britannico sia il più fertile per il turismo spagnolo, a giugno la Francia è stata la principale fonte di contributo, con 64.895 visitatori, il 93,2% in meno rispetto a giugno dello scorso anno. La Germania e i Paesi Bassi sono stati i prossimi paesi che hanno inviato il maggior numero di turisti in Spagna, rispettivamente con 33.740 (97,4% in meno) e 12.321 (96,9% in meno). La Catalogna era la destinazione preferita, con 76.634 turisti, una cifra che suppone in ogni caso un crollo del 96,5%, in linea con il resto delle comunità autonome. Era curioso che i viaggiatori che entravano su strada, 136.676,

Con questi dati, si chiude il semestre più disastroso per il settore, che vede anche come gli scoppi in molte parti della Spagna e le misure che alcuni paesi stanno adottando per evitarli (quarantene o raccomandazioni per non recarsi in determinate aree) minacciano di rovinare completamente il resto di un’estate che ha già avuto un aspetto disastroso e interrompe un eventuale recupero. In questa prima metà dell’anno, 10,78 milioni di turisti sono arrivati ​​in Spagna, solo il 28% dei 38,1 milioni che erano arrivati ​​nello stesso periodo dell’anno precedente. Va notato che a marzo, mese in cui è stata dichiarata la pandemia, erano già arrivati ​​10,6 milioni, il che parla chiaramente del quasi assoluto arresto registrato da allora. Il Regno Unito è il principale mercato, con 2 milioni di visitatori, il 75,5% in meno, seguito dalla Francia, con 1,4 milioni (69,

Durante il semestre, le Isole Canarie sono state la comunità più visitata, con 2,7 milioni. È il 58,6% in meno rispetto allo scorso anno ed è la regione con il calo più basso, ma va notato che la sua alta stagione è in inverno. Dall’altro lato si trovano le Isole Baleari, che a malapena hanno ricevuto 433.000 turisti nel semestre, il 92,2% in meno. La Catalogna ha registrato 2,3 milioni, il 74% in meno; Andalusia, a 1,5 milioni, il 72,5% in meno, mentre il calo a Madrid è stato del 63,8%, con 1,4 milioni.

28,4 miliardi “persi”

Ovviamente, le spese effettuate dai turisti sono state ridotte in proporzioni simili. Sebbene questo indicatore non rappresenti esattamente ciò che i turisti lasciano nelle destinazioni, poiché sono inclusi gli esborsi di trasporto, che sono pagati nel paese di origine, dà un’idea chiara di ciò che il settore turistico, sia in origine che in a destinazione, ha smesso di percepire a causa della pandemia. A giugno, i turisti che venivano in Spagna hanno speso 133 milioni di euro, solo l’1,4% di quello che hanno speso nello stesso mese dell’anno scorso. Sono 9.500 milioni volatilizzati in un solo mese. Nell’indice accumulato per l’anno, la cifra di spesa dei turisti che arrivano in Spagna ha raggiunto 11.840 milioni di euro, il 70,6% in meno rispetto alla prima metà del 2019. Il morso è di 28.412 milioni di euro nel semestre.

Non solo l’afflusso è basso, ma anche quelli che sono venuti hanno speso molto meno. Probabilmente contenuto dalla paura del contagio nei luoghi di svago o di ristorazione e con un possibile peggioramento delle loro economie personali in mente, ogni turista ha speso in media 651 euro a giugno, il 40,6% in meno rispetto all’anno precedente. Il costo medio giornaliero è rimasto a 114 euro, il 30% in meno, e il soggiorno è stato ridotto di un giorno, a 5,7 giorni. Con 30 milioni di euro ciascuno, Francia e Germania sono stati i mercati che hanno speso di più per i loro viaggi in Spagna, sebbene la spesa giornaliera dei tedeschi, 882 euro, sia quasi raddoppiata rispetto a quella dei francesi, 461, poiché attraversano il confine su strada, con cui spendono molto meno per i trasporti.

Gli inglesi hanno speso 1.955 milioni nel semestre, il 74,6% in meno, seguiti dai tedeschi, con 1.474 milioni, il 72,1% in meno. Le Isole Canarie hanno accumulato 3.455 milioni di euro del totale, con un calo del 58,1%, seguite dalla Catalogna, con 2.334 milioni (-75,1%) e Madrid, con 1.864 milioni (-63,6%).

La chiave è controllare i focolai, secondo Maroto

Il ministro dell’Industria, del Commercio e del Turismo, Reyes Maroto, ha sottolineato lunedì il controllo degli scoppi che stanno avvenendo in Spagna come chiave per i potenziali turisti per riguadagnare fiducia in Spagna ed essere incoraggiati a recarsi nel paese. Parlando con il programma Al Rojo Vivo di La Sexta, ha affermato che “il controllo dei focolai e la prudenza e la responsabilità individuale e collettiva sono molto importanti per generare abbastanza fiducia in modo che le persone viaggino e si sentano al sicuro”. “Sarà un elemento che ci permetterà di recuperare ancora una volta l’afflusso di turisti internazionali”, ha affermato.

Ha aggiunto che collabora con il governo britannico per abbassare o revocare la quarantena imposta dal Regno Unito a tutti i viaggiatori che vengono dalla Spagna. “Abbiamo dato loro tutti gli argomenti in modo che possano fidarsi che i loro turisti siano al sicuro nelle destinazioni spagnole, in particolare nelle Isole Canarie” e nelle Isole Baleari.

fonte: elpais.com

Giudice di Frosinone annulla una sanzione COVID-19: ecco tutte le motivazioni giuridiche

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giudice di pace frosinone

Il Giudice di Pace Emilio Manganiello di Frosinone ha annullato una sanzione COVID-19 per i seguenti motivi:

1 – Lo Stato di Emergenza in Italia, ai sensi del Codice della Protezione Civile, può essere dichiarato solo per calamità naturali, e non per motivi sanitari.

2 – La Costituzione Italiana non ammette lo Stato di Emergenza. Ai sensi dell’Articolo 78 della Costituzione l’unico caso in cui il Governo può assumere poteri straordinari è quello di Guerra

3 – I limiti di circolazione possono estendersi solo a eventuali luoghi, ma non possono limitare la libertà di spostamento.

4 – L’obbligo di dimora è una sanzione penale.

In pratica, con l’obbligo di stare in casa, abbiamo subito una sanzione penale senza avere fatto nulla!

Questa sentenza costituisce un precedente non da poco!

https://www.facebook.com/anna.stasi.98/posts/10217059476736174

https://www.iltempo.it/politica/2020/08/01/news/lockdown-coronavirus-governo-giuseppe-conte-stato-di-emergenza-limiti-costituzione-giudice-di-pace-frosinone-sentenza-illegi-24066875/?fbclid=IwAR07DAC-cfTB9AQJeZdcuFvXKSgBqvVLfpyFkBZLEWL-IFBpAcLekwvbSOs

Svezia: perchè le scuole aperte non hanno favorito i contagi di Covid-19

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lavori domestici scuola in svezia

Arriva dalla Svezia, paese noto per la sua (discussa, discutibile e probabilmente scellerata) gestione controcorrente della pandemia Covid, la notizia che le scuole aperte non hanno favorito la diffusione del Cogid.

Secondo il ministero della sanità svedese, i dati delle infezioni degli scolari in Svezia (dove si è andati regolarmente in classe per tutto il tempo) non sarebbero più altri di quelli della vicina Finlandia, che invece ha osservato il lockdown. 

Secondo un rapporto presentato dalle autorità sanitarie svedesi e finlandesi insieme, nel periodo dal 24 febbraio al 14 giugno, ci sarebbero stati 1.124 casi confermati di COVID-19 tra i bambini in Svezia, circa lo 0,05% del numero totale degli svedesi tra 1 e 19 anni. Nello stesso periodo, la Finlandia ha registrato 584 casi tra minori, pari a circa lo 0,05 della popolazione scolastica. 

“In conclusione, la (chiusura) delle scuole non ha avuto un impatto diretto misurabile sul numero di casi confermati di laboratorio in bambini in età scolare in Finlandia o in Svezia”, hanno affermato le agenzie dei due Paesi nel  loro rapporto congiunto.

Il rapporto ha mostrato che casi gravi di Covid-19 erano molto rari tra i bambini svedesi e finlandesi di età compresa tra 1 e 19 anni, senza che siano stati riportati decessi. Inoltre confronto tra l’incidenza di Covid-19 in diverse professioni non ha suggerito un aumento del rischio per gli insegnanti.

di

  • Alice Mattei -Business Insider

Incendio doloso: distrutta riserva naturale a San Vito Lo Capo fino alle località di Macari e Castellucci

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monte cofano

Un violento incendio di matrice dolosa ha distrutto la riserva naturale di Monte Cofano a San Vito Lo Capo (Tp). Le fiamme si sono sviluppate contemporaneamente da più punti proprio sul versante di San Vito Lo Capo e di “azione criminale” parla il sindaco di Custonaci, Giuseppe Morfino. L’incendio si è sviluppato nella notte avvolgendo quasi integralmente tutta la superficie.

Le fiamme erano partite dal versante di località Tono, sulla baia di Castellucci e Macari, e ha poi scavalcato la vallata  affacciandosi sopra il mare di Cornino. Le fiamme hanno rischiato di raggiungere le abitazioni ai piedi del monte.

«Le foto di stanotte con Monte Cofano in fiamme fanno rabbrividire, ci deprimono e ci sconfortano profondamente. Le alte fiamme che hanno avvolto tutta la riserva naturale hanno trasformato la montagna a picco sul mare in un vulcano in eruzione, pronto ad esplodere». Lo dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia. «Un altro, l’ennesimo, pezzo della nostra bellezza è andata in fumo. Chissà quanti anni ci vorranno per farlo rivivere – dice -Ma chi vuole tutto questo? Chi sono questi assassini di futuro?

Chi continua a seminare odio per la nostra terra, per il nostro patrimonio naturalistico?». «Sono queste violenze, questi assurdi atti voluti, pensati e realizzati da siciliani, che distruggono la nostra vita, le nostre comunità, i nostri territori, la nostra storia. Non quei poveri disgraziati che arrivano con i barchini per fuggire dalla fame e dalle guerre – aggiunge -Siamo noi siciliani i colpevoli e i responsabili. Siamo noi che appicchiamo il fuoco. Lo sappiamo che sono pochi questi delinquenti, criminali, ladri di speranze, ma noi tutti non facciamo nulla per fermarli. Non basta più inasprire le pene per chi commette questi reati. È il nostro modo di pensare che deve cambiare».

«Ancora una volta la Sicilia è stata massacrata con danni irreversibili in una delle zone più belle. Questo scempio non è più tollerabile». Così il presidente di Coldiretti Sicilia Francesco Ferreri commenta l’incendio della Riserva di  Monte Cofano, luogo simbolo in provincia di Trapani, «amato da migliaia di escursionisti». «Ogni anno si ripete lo sterminio di aree verdi  che provoca danni irreversibili – aggiunge. Occorre avviare piani di prevenzione già dall’inverno, aumentando i controlli nelle aree sensibili. Se non si incentiva l’educazione ambientale tracceremo bilanci sempre più gravi», dice.

Ci si chiede chi abbia interesse a distruggere il patrimonio naturalistico che ogni anno viene con vigliaccheria assoluta aggredito e svilito. Si fa appello alla popolazione perché segnali persone e movimenti sospetti ma anche questi appelli, spesso, cadono nel vuoto.

Fonte: IlMessaggero.it

Animali in vacanza? Le regole per viaggiare sicuri in auto

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gatti cani

Cani e gatti, ma anche conigli e furetti, ecco come rendere piacevole un viaggio in compagnia del vostro pet.

Il check up

Che sia grande, piccolo, coccolone o indipendente, prima di ogni partenza c’è una cosa che dovete fare: portare il vostro animale da compagnia dal veterinario per un check up generale. In questo modo, potrete verificare le sue condizioni e avere tutti i dettagli utili sul suo trasporto, sui documenti e le eventuali vaccinazioni da fare

Sicurezza, prima di tutto…

Far star bene gli animali quando viaggiano è un dovere di ogni padrone. Per farlo nel modo giusto ci sono alcune accortezze da avere. Innanzitutto, l’auto deve essere un luogo sicuro e confortevole sia per gli esseri umani che per gli animali. Per questo, è importante verificare lo stato della propria vettura, facendo un passaggio in officina

Le regole del Codice della Strada

La legge prevede che l’animale non debba infastidire chi guida. Per questo esistono appositi accessori per l’auto. Potete farli viaggiare nel bagagliaio, separati da una rete o da sbarre di sicurezza (è obbligatorio, se si ha più di un cane); oppure optare per un trasportino, nel caso di gatto o cani di piccola taglia. In alternativa, potete posizionarli sul sedile posteriore con una pettorina a cui attaccare una cintura di sicurezza. Mai, invece, tenere il cane in braccio al passeggero, perché in caso di incidente i danni sono enormi

Abituateli prima di partire

È poi importante che gli animali siano a loro agio. Per questo è consigliabile abituarli ai viaggi in auto, prima della partenza. La cosa migliore, soprattutto in vista delle maratone autostradali, sarebbe già sapere come reagirà l’animale. Per questo potrebbe essere utile fare qualche piccolo tragitto prima della vacanza vera e propria, in modo da osservare il suo comportamento e abituarlo alla situazione.

Combattete cinetosi e paura

Tra i problemi più comuni c’è la cinetosi (cioè un fastidio “fisico” al movimento), che si può combattere con farmaci specifici, dopo essersi confrontati con il medico veterinario. Ma gli animali possono avere anche paura di una situazione non nota, o di eventi che riportano alla memoria ricordi sgradevoli legati al mezzo di trasporto. In questo caso, la soluzione è più complessa: si può ricorrere a una terapia comportamentale, ama se non dovesse bastare un supporto farmacologico può essere importante.

Nel trasportino, gli animali più piccoli

In auto gli animali più piccoli possono viaggiare nel trasportino. Anche in questo caso, è consigliabile un approccio graduale: abituateli man mano a entrare in uno pieghevole, magari utilizzando il metodo del rinforzo positivo premiandoli con dei bocconcini particolarmente buoni. Fissate poi il trasportino all’auto in modo che non si sposti.

Rampa d’accesso

Per facilitare la salita e la discesa dall’auto, è utile utilizzare una rampa d’accesso soprattutto per gli animali più anziani o con difficoltà motorie. Nel caso dei cani, è indicata anche per i cuccioli che fino a un anno di età devono preservare le delicate articolazioni ed evitare di saltare su e giù dalla vettura.

No al digiuno, ma con moderazione

Per quanto riguarda l’alimentazione, molto varia da animale ad animale. Alcuni mangiano prima della partenza e non hanno problemi durante il viaggio. Altri, invece, stanno male e possono arrivare anche a vomitare. Il consiglio è quello di dargli un pasto leggero e secco almeno due ore prima del viaggio. Nel caso di viaggi brevi, li si può tenere anche a digiuno, ma se si superano le 8-10 ore è bene fornire loro un po’ di cibo durante una sosta.

Acqua sempre a disposizione

Fondamentale, invece, è avere sempre dell’acqua fresca (ma non gelata) a portata di mano: all’uso potete utilizzare le comode ciotole pieghevoli che si trovano in commercio. Offrite da bere ai vostri animali ogni poche ore, ma non insistete se non l’accettano.

Evitate le ore più calde della giornata

Se l’animale viaggia nel bagagliaio, la temperatura da esso percepita può essere molto alta, anche se è attiva l’aria condizionata. Per questo, è preferibile mettersi in moto nelle ore meno calde della giornata e limitate l’uso del condizionatore per evitare gli sbalzi termici. Molto dipende dalla durata del viaggio, dal mezzo e dalle condizioni atmosferiche ma, in generale, è bene tenere presente che alcuni animali soffrono di meno il mal d’auto di notte. Anche in questo caso, può essere utile fare delle prove per capire come reagisce il proprio animale.

Cambiate l’aria

Ogni tanto, aprite il finestrino per favorire il ricambio d’aria. Ma non fate sporgere l’animale: i colpi d’aria, anche ad alte temperature, potrebbero provocare otiti e mal d’orecchie.

Fate una sosta ogni 2-3 ore

Soprattutto nel caso di un viaggio lungo, magari in autostrada, è bene partire preparati, pianificando già le soste nelle aree appositamente attrezzate per gli animali. In generale, per cani e gatti, è necessario prevedere una fermata ogni 2-3 ore per una sgambatina e un sorso d’acqua.

Le vaccinazioni

A seconda delle regioni e dei Paesi le regole cambiano. Nella maggior parte dei casi, basta rispettare le norme generali previste per l’Unione europea. Ci sono però eccezioni, ad esempio per l’Inghilterra, la Svezia o l’Irlanda. Tra l’altro, se si prevedono tratte in treno o in traghetto, potrebbero essere previste vaccinazioni particolari (in genere, l’antirabbica) per la tutela di passeggeri e personale. Il consiglio, quindi, anche tenendo conto della particolare situazione sanitaria che stiamo vivendo legata al Covid-19, è quello di informarsi per tempo con il proprio veterinario di riferimento per adempiere a tutti gli obblighi previsti nel Paese di destinazione.

I documenti da portare

Per viaggiare in Italia basta avere il libretto sanitario in cui sono riportate le vaccinazioni fatte dall’animale. Per i Paesi dell’Ue, invece, è necessario il passaporto europeo, il documento ufficiale di riconoscimento dei cani, gatti e furetti e viene rilasciato solo dopo aver effettuato almeno 21 giorni prima la vaccinazione antirabbica.

Fateli sentire come a casa

Per fare in modo che il viaggio sia davvero confortevole, oltre alla ciotola d’acqua si possono portare i giochi o i passatempi preferiti dal vostro amico peloso. In viaggio saranno così distratti e occupati.

Gli accessori

Per assicurare il vero comfort ai vostri animali, ci sono tanti accessori utili. Dal coprisedile alla pettorina, dalla lettiera da viaggio alla doccetta. Trovate la nostra selezione in questa guida.

No all’abbandono degli animali in strada

Ogni anno in media vengono abbandonati 80mila gatti e 50mila cani, soprattutto d’estate. Sono le stime della Lav, Lega anti vivisezione, che evidenzia come più dell’80% di questi animali rischi la morte per incidente, stenti o maltrattamenti. Non a caso, l’abbandono è un reato che prevede l’arresto fino a un anno o il pagamento di una multa da mille fino a 10mila euro (articolo 727 del Codice penale).Se in strada vedete un animale in difficoltà, non fermatevi ma chiamate il 112, chiedendo della Polizia stradale. Indicate il tipo di animale, la strada su cui viaggiate, la direzione e un riferimento il più preciso possibile.

 

Tarro sul Covid-19: “Vicini all’immunità di gregge. Seconda ondata impossibile”

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antidiplomatico tarro

Ma serve una nuova Norimberga per punire chi ha ucciso migliaia di persone”, spiegano i fondatori dell’Eretico, gruppo di scienziati, ricercatori, professionisti, opinionisti, controcorrente“.

La seconda ondata di coronavirus? Finiamola con le barzellette, è impossibile. Siamo vicini all’immunità di gregge. Ma serve una nuova Norimberga per punire chi ha ucciso migliaia di persone”. Così i fondatori dell‘Eretico, un gruppo di scienziati, ricercatori, professionisti, opinionisti e liberi pensatori che elaborano, raccolgono e promuovono sul web opinioni diverse, spesso censurate, dalla narrazione mainstream dell’emergenza sanitaria in corso.

Si tratta del virologo Giulio Tarro, del magistrato Angelo Giorgianni e del medico Pasquale Mario Bacco, protagonisti stamane della conferenza stampa organizzata dall’on.le Sara Cunial del Gruppo Misto persso la Sala stampa della Camera dei deputati.

“Abbiamo affidato la pecora al lupo”, ha detto Giorgianni, puntando il dito sull’OMS e i suoi finanziatori. “Dall’inizio della crisi sanitaria – ha spiegato – la scienza eretica ha messo in guardia dicendo che non si trattava di polmoniti interstiziali. Qualcuno dovrà rispondere di questa strage”.

Per il medico Bacco, gravi colpe ricadono sull’Ordine dei medici “che va sciolto perché non ha detto nulla sulle mancate autopsie e sui protocolli sbagliati. Con la ventilazione profonda abbiamo bruciato i polmoni e ucciso le persone. I medici sono diventati involontariamente degli strumenti di morte”.

Diagnosi sbagliate e terapie errate, denuncia L’Eretico, che dice basta al terrorismo. “Prima – ha continuato Bacco – si è giocato sulle polmoniti interstiziali al posto delle tromboembolie, ora sull’equivoco contagiato/malato. Ma che malato sono se non ho sintomi? Allora finiamola con le barzellette: la seconda ondata di Coronavirus non ci sarà. Il Covid 19 non c’è più, la metà dei ceppi è già morto”.

Sulla gestione dell’epidemia in Italia, e in particolare sull’uso delle mascherine, si è soffermato il professor Tarro: “Se il nostro Paese è diventato produttore di mascherine, allora si capisce perché vogliono imporle anche a bambini e anziani. Non capisco come si possa legiferare in questo senso, per non parlare poi del vaccino.

Oggi possiamo dire che i consiglieri del potere politico non sono stati all’altezza del loro ruolo. Con i loro bollettini di guerra delle ore 18 hanno diffuso il panico. A riguardare bene i dati, si capisce quale è la vera letalità di questo virus”.

fonte: www.napolitoday.it

Shock a Ostia, offre ai bagnanti bimbo di 2 anni in cambio di soldi: arrestato 25enne rom

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rom ostia bimbo spiaggia

Sul lungomare di Ostia, fermava i bagnanti per ‘offrire’ loro un bambino di due anni in cambio di soldi. A smascherarlo, però, è stato un turista, che ha subito allertato lo stabilimento della Guardia di Finanza.

È accaduto sul lungomare Amerigo Vespucci, all’altezza del Lido del Finanziere. Dopo la segnalazione del turista, i finanzieri hanno avvertito i colleghi del pronto intervento, che si sono messi subito sulle tracce dell’uomo. Quest’ultimo, però, era fuggito a piedi insieme al bambino, diretto verso il centro di Ostia, salvo poi abbandonare il minore su un marciapiede.

Un rom di nazionalità romena di 26 anni offriva le prestazioni sessuali di un bimbo di 2 anni che teneva per mano. È successo domenica sulla spiaggia di Ostia. A denunciarlo un turista che aveva ricevuto l’orrenda offerta. Subito una pattuglia della Guardia di Finanza è accorsa, ha inseguito l’uomo che ha provato ad opporre resistenza e l’ha arrestato evitando il linciaggio della gente che nel frattempo era accorsa.

Il balordo ha provato a sfuggire all’arresto in ogni modo, scappando e gridando che “il bambino è Dio“. Un totale delirio: è poi salito sopra le auto in sosta, scatenando il panico tra i bagnanti. Dopo essere stato bloccato, quando i carabinieri gli chiedevano chi fosse la madre del bambino, ha risposto: “Nessuno”.

Alla fine, alcune pattuglie dei finanzieri e del Commissariato Lido della Polizia di Stato hanno raggiunto l’uomo: il rom si è anche scagliato contro di loro nel tentativo, vano, di resistere all’arresto.

Guarda il video dell’arresto dell’uomo

Subito sono scattate l’identificazione e la denuncia. Il bambino, spaventato, è stato preso in carico da un poliziotto e portato all’ospedale Grassi di Ostia, dove il piccolo stato sottoposto ad alcuni controlli per accertarsi che stesse bene. Il bambino è stato tranquillizzato da una poliziotta e condotto in ospedale per accertamenti.

L’esproprio di oggi: il caso Mondello Italo-Belga. Questo è ciò che resta ai palermitani delle proprie coste.

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mondello

Ecco un piccolo punto su quello che è da ritenersi un insopportabile saccheggio ai nostri danni.

La società Italo-belga già dal 1910 ha messo le tende, anzi le capanne, sul magnifico litorale di Mondello. Sono 39mila i metri quadri di costa dati in concessione alla Italo-belga per un canone annuo pari a 42.000€, a fronte di un fatturato che (secondo dati 2013, gli ultimi che abbiamo avuto modo di trovare) ammonta a 7 milioni di euro annui.

Non si ha, comunque, difficoltà a credere che gli introiti non siano ad oggi inferiori, visto che il tariffario 2020 prevede che un palermitano debba, il sabato o la domenica, pagare 20€ per una postazione singola (1 lettino + 1 ombrellone) o ben 1570 € per un abbonamento stagionale sulle prime tre file (per 2 lettini + 1 ombrellone, che diventano “solo” 1370€ per file dalla 4 in poi). Ecco che, nell’affidamento a privati della gestione del demanio marittimo, il godimento del mare diventa un lusso per chi vive a Palermo (dal greco “Panormos”, “Tutto-porto”) e un business dai margini colossali per la multinazionale concessionaria che non sembra abbia voglia o interesse a valorizzare gli spazi in concessione con l’organizzazione di eventi di rilievo in ambito culturale, artistico, sportivo o musicale.

Per dare un’idea della dimensione di uno scandalo ai nostri danni (che non investe certo la sola Italo-belga di Mondello), proprio 7 milioni di Euro l’anno è ciò che percepisce la Sicilia come concessioni totali per i suoi 920 km di demanio marittimo dati in concessione. A conti fatti, qualora si passasse ad una gestione diretta da parte dell’ente pubblico, solo la litoranea di Mondello garantirebbe gli stessi introiti per le casse pubbliche.

La speculazione privata ai danni dei cittadini non è certo peculiarità solo siciliana, ma qui raggiunge livelli intollerabili, se è vero, com’è vero che la Toscana realizza 16 milioni di € (più del doppio della Sicilia) per concessioni su un totale in km di poco più di un terzo rispetto alle coste siciliane.

L’ingiustizia è almeno tripla e aggravata in tempo di covid

– la privatizzazione selvaggia della costa che toglie al cittadino la fruibilità della spiaggia, condannandolo a stiparsi a strati nei pochi cm lasciati liberi, circostanza particolarmente odiosa in un momento in cui il distanziamento sociale è obbligatorio per ragione di tutela della salute pubblica;

– l’appropriazione di un bottino milionario da parte di una multinazionale privata che paga concessioni di fatto irrisorie, senza nemmeno portare alcun valore aggiunto che non sia quello intrinseco nel (magnifico) patrimonio naturale, marittimo e paesaggistico della baia di Mondello che appartiene allo Stato, alla Regione e al Comune e, quindi, a tutti noi cittadini;

– la mancata percezione di tali utili da parte dell’ente pubblico (in questo caso la Regione) che, secondo il principio fissato negli artt. 42 e 43 Cost., potrebbe affidarne la gestione diretta all’Ente pubblico per “assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”.

La concessione è stata rinnovata, senza gara pubblica, proprio il 20 maggio scorso da Totò Cordaro, l’assessore regionale al Territorio e ambiente, fino al 31 dicembre 2033, come previsto dalla legge regionale 24/2019 che estende in Sicilia le concessioni demaniali fino al 31 dicembre 2033. ��

Per questo chiediamo:

1) Dimissioni dell’assessore regionale Cordaro;

2) Avvio del processo di revoca/mancato rinnovo della concessione e gestione diretta da parte dell’Ente pubblico, in attuazione dei citati principi costituzionali.

Firma qui la petizione: http://chng.it/CvTq4rMX47

#giùlemanidallenostrecoste #cosepubbliche

dal web

Al porto di Catania arrivano limoni infestati dal pericoloso fungo “macchia nera”: provengono dall’Argentina

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limoni macchia nera

Bloccati al porto di Catania due container contenenti limoni argentini infestati da un pericoloso parassita, la cosiddetta macchia nera degli agrumi (Phyllostictacitricarpa).

A darne notizia è stato l’Assessorato all’agricoltura della regione Sicilia. Le operazione effettuate dal Servizio fitosanitario dell’Assessorato hanno permesso di intercettare e respingere questa mattina 2 containers di limoni, provenienti dall’Argentina, ma purtroppo colpiti dal parassita. I due container sono stati bloccati e sequestrati al porto di Catania.

“Proseguiamo a ritmo serrato e in maniera capillare, senza abbassare la guardia, le attività di controllo, tracciabilità e contrasto alla contraffazione sui prodotti agroalimentari in import/export in Sicilia, a tutela delle produzioni locali di qualità e della salute dei consumatori” ha detto l’assessore regionale per l’Agricoltura Edy Bandiera. “Abbiamo corso il rischio di importare un pericoloso parassita che, qualora si fosse insediato nel nostro territorio, avrebbe causato danni incalcolabili all’economia siciliana e all’immagine della nostra agrumicoltura di qualità, apprezzata in tutto il mondo”.

Il fungo macchia nera è molto pericoloso per gli agrumi, alla base di una malattia che provoca un grave scadimento sia qualitativo che quantitativo dei frutti. Si presenta sotto forma di macchie scure  sulla buccia del frutto(da cui prende il nome) e da lesioni di pochi millimetri, leggermente scavate e a chiazze. Gli agrumi colpiti dal fun go non sono commercializzabili sul mercato del fresco.

Può accadere che al momento della raccolta i frutti non presentino alcun segno e che la malattia si manifesti durante il trasporto o la conservazione.

“La partita di limoni è stata respinta e restituita al mittente, come previsto dalle norme vigenti in materia” precisa Bandiera.

Un problema che conosciamo da tempo. Anche lo scorso anno dalla Tunisia arrivò in Europa una grossa partita di arance, circa 162mila km, importati dalla Tunisia e infestati dalla macchia nera.

 

articolo di GreenMe.it