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Il Ministro della Salute Grillo risponde a interrogazione 5telle: il grano al glifosate è Ok

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giulia grillo glifosato

l Ministro della Salute Grillo del M5S, risponde ad una interrogazione scritta di vari deputati del suo stesso partito sulla presunta pericolosità del grano importato al glifosate.

Quantomeno una risposta chiara e definitiva. Mi sembra che prima delle elezioni le opinioni dei 5S sull’argomento fossero altre (vedi immagine sotto)…ma hanno cambiato idea. Ci si aspettava molto di più da chi, prima di andare al governo, si era battuta per certe sacrosante battaglie per la salute dei cittadini.

https://marcozullo.it/voto-glifosato-ecco-la-verita/

dal sito personale del Ministro Grillo nel 2017

http://www.giuliagrillo.it/glifosato-m5s-martina-voti-eliminarlo-subito/

Del resto di voti di agricoltori hanno già fatto il pieno.

ATTO SENATO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00581

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 18
Seduta di annuncio: 38 del 20/09/2018
Firmatari
Primo firmatario: DE BONIS SAVERIO
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 20/09/2018
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
CIAMPOLILLO LELLO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
LEONE CINZIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
FATTORI ELENA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
ABATE ROSA SILVANA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
AGOSTINELLI DONATELLA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
BOTTO ELENA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
TRENTACOSTE FABRIZIO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
GIANNUZZI SILVANA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
LANNUTTI ELIO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
FENU EMILIANO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
CRUCIOLI MATTIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
D’ANGELO GRAZIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
LOMUTI ARNALDO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
EVANGELISTA ELVIRA LUCIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
GUIDOLIN BARBARA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
NOCERINO SIMONA NUNZIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
DRAGO TIZIANA CARMELA ROSARIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
CAMPAGNA ANTONELLA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
LOREFICE PIETRO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
ANGRISANI LUISA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
DI MICCO FABIO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
AUDDINO GIUSEPPE MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
GAUDIANO FELICIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
MATRISCIANO SUSY MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
ROMANO IUNIO VALERIO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
NUGNES PAOLA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
LA MURA VIRGINIA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
NATURALE GISELLA MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
GIARRUSSO MARIO MICHELE MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
ROMAGNOLI SERGIO MOVIMENTO 5 STELLE 20/09/2018
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA SALUTE delegato in data 20/09/2018
Stato iter:

12/02/2019

Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 12/02/2019
GRILLO GIULIA MINISTRO – (SALUTE)
Fasi iter:

RISPOSTA PUBBLICATA IL 12/02/2019

CONCLUSO IL 12/02/2019

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-00581

presentata da

SAVERIO DE BONIS
giovedì 20 settembre 2018, seduta n.038

DE BONIS, CIAMPOLILLO, LEONE, FATTORI, ABATE, AGOSTINELLI, BOTTO, TRENTACOSTE, GIANNUZZI, LANNUTTI, FENU, CRUCIOLI, D’ANGELO, LOMUTI, EVANGELISTA, GUIDOLIN, NOCERINO, DRAGO, CAMPAGNA, LOREFICE, ANGRISANI, DI MICCO, AUDDINO, GAUDIANO, MATRISCIANO, ROMANO, NUGNES, LA MURA, NATURALE, GIARRUSSO, ROMAGNOLI – Al Ministro della salute – Premesso che, in data 14 settembre 2018, il primo firmatario del presente atto ha appreso dal dirigente dell’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) di Bari, dottor Mascolo, che il grano importato dal Canada è presumibilmente contaminato da glifosato, sostanza nociva, come dimostrato da recenti studi. Più in generale, il dirigente ha affermato che secondo il monitoraggio predisposto da un anno dal Ministero della salute emerge la presenza di glifosato nel grano a importazione extracomunitaria e, tuttavia, attualmente ormeggiano due navi nel porto di Bari contenenti grano destinato all’industria alimentare (“Akaki” dal Canada e “Pomorze” dalla Francia);

considerato che:

l’articolo 444 del codice penale punisce la commercializzazione di sostanze alimentari nocive al fine di tutelare la salute pubblica e, quindi, l’integrità fisica delle persone;

per quanto riguarda il mercato comunitario e italiano le disposizioni nazionali e comunitarie vigenti (regolamento (UE) n. 1313/2016) prevedono che, dall’agosto 2016, i limiti di glifosato siano disapplicati, introducendo un divieto al suo uso;

il decreto del Ministero della salute del 9 agosto 2016 ha disposto, a decorrere dal 22 agosto 2016, la revoca delle autorizzazioni all’immissione in commercio e modifica delle condizioni d’impiego di alcuni prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosato, sospettato di essere cancerogeno, mentre in precedenza era possibile utilizzare il glifosato nelle coltivazioni in pre-raccolta al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura,

si chiede di sapere se e quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di tutelare la salute dei consumatori.

(4-00581)

Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 020
all’Interrogazione 4-00581

Risposta. – Il glifosate è una sostanza diserbante il cui processo di revisione nell’Unione europea sulla base del parere dell’European food safety agency (EFSA), si è concluso con il regolamento (UE) 2017/2324 del 15 dicembre 2017, con un rinnovo per 5 anni, per cui la sostanza è tuttora legalmente in commercio nell’Unione stessa.

Il Ministero della salute, in linea con le decisioni europee (regolamento di esecuzione 2016/1313 del 1° agosto 2016), aveva adottato, con il decreto ministeriale 9 agosto 2016, misure restrittive precauzionali per gli usi della sostanza diserbante glifosate; in particolare, è stato revocato l’impiego in pre raccolta sul grano, al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura, mentre è ancora consentito un diserbo del terreno destinato alla coltivazione del grano, ma senza coltura.

In corrispondenza delle misure restrittive adottate nell’agosto 2016, il Ministero della salute ha invitato le autorità competenti per i controlli a incrementare le ricerca di residui di glifosate negli alimenti, in attesa di ulteriori decisioni per gli aspetti normativi, anche presso i porti.

Si rileva che il divieto di impiego in pre raccolta sul grano in Italia non determina una disapplicazione dei limiti europei, in quanto nel resto dei Paesi dell’Unione europea, nonché in quelli extraeuropei, questo uso è ancora consentito sul grano.

Secondo quanto stabilito dal regolamento (UE) n. 293/2013 (regolamento residui), si applica attualmente un limite massimo pari a 10 mg/Kg di glifosate nel frumento.

È tuttora in atto un processo di revisione dei limiti massimi di residui di glifosate presso il Comitato permanente della Commissione europea.

Premesso quanto sopra, l’entrata in vigore di alcune limitazioni sull’uso del glifosate, attuate in Italia con il citato decreto ministeriale del 9 agosto 2016, non ha portato, alla disapplicazione dei limiti vigenti, bensì a limitare l’impiego del glifosate nelle coltivazioni nazionali.

Per quanto riguarda il riscontro dell’eventuale presenza di residui di glifosate nel grano d’importazione nei limiti di legge, tale riscontro non costituisce né una non conformità, né un rischio per la salute.

Si precisa che i dati a disposizione del Ministero della salute evidenziano che dai controlli condotti dagli uffici di Sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF), nell’ambito di un piano di campionamento conoscitivo disposto da questo Ministero e tuttora in corso, per la ricerca del glifosate, tutti i campioni analizzati presentano valori per residui di glifosate conformi al limite dì 10 mg/Kg previsti dalla vigente normativa.

L’USMAF di Bari, che ha condotto un considerevole numero di controlli nell’ambito del piano, ha pertanto confermato la presenza di residui di glifosate nel grano canadese entro i limiti di legge.

Sono comunque in corso di valutazione ulteriori iniziative di verifica della conformità alle norme vigenti.

GRILLO GIULIA Ministro della salute

06/02/2019

Dal sito: https://durodisicilia.wordpress.com/

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SOS Emergenze: drammi sfiorati come quello del bus di Milano, si possono evitare scaricando questa APP

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sos emergenze

Tutti ormai siete a conoscenza di quello accaduto nella zona di Milano a causa del dirottamento di un bus con a bordo più di 50 ragazzi. Quello che magari non sapete è l’importanza dell’uso dell’App ufficiale del numero unico emergenza 112!

Grazie a questa App venite localizzati, ad esempio nello specifico caso del problema del bus in pochi secondi la posizione poteva essere trasmessa alle autorità in tempo reale per “agganciare” e raggiungere il bus.

Purtroppo poche persone sono a conoscenza di tale App, e noi di SOS EMERGENZA cerchiamo di divulgare il più possibile questa informazione. Però abbiamo bisogno anche del tuo aiuto, condividi questo post!

Pensate quando vi trovate in autostrada e non sapete esattamente dove vi trovate, oppure se siete in una strada extraurbana in una zona poco nota, in emergenza essere geolocalizzati in pochi secondi è fondamentale, e grazie all’App questo è possibile.

L’App permette “la chiamata muta”, una funzione particolare, l’operatore sente quello che avviene nella stanza poichè il microfono del telefono viene attivato, e il telefono invia le coordinate di dove siete, in modo che la centrale operativa possa mandare i soccorsi.

Clicca e scarica l’App: https://www.sosemergenza.org/scarica-l-app nel link potrai leggere un articolo, e scoprire come funziona l’App e dove è attiva.
Ricorda, il tuo aiuto è fondamentale! Condividi questo messaggio!

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“Siamo Terrapiattisti e non paghiamo il biglietto”: treno Intercity fermo un’ora a Pavia. Denunciate quattro persone

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terrapiattisti

Siamo Terrapiattisti, ambasciatori diplomatici fuori da ogni giurisdizione planetaria“.

Così quattro uomini italiani di età compresa tra i 26 e i 43 anni hanno motivato ai carabinieri il loro rifiuto di pagare il biglietto dell‘Intercity a bordo del quale stavano viaggiando. Come riferisce il Corriere della Sera, il fatto è accaduto alla stazione di Pavia.

I quattro stavano viaggiando a bordo del treno che da Milano è diretto a Ventimiglia e quando il controllore ha chiesto loro i biglietti, questi hanno esibito un foglio plastificato che hanno definito “autodeterminazione”, spiegando di essere “soggetti di diritto internazionale pregiuridico, ambasciatori diplomatici fuori da ogni giurisdizione planetaria” nonché “stati di se stessi”, motivo per cui il controllo effettuato nei loro confronti era “un attacco a uno stato libero perseguibile dalla corte mondiale” in quanto loro “cittadini del mondo” con il “diritto di viaggiare gratis”.

Davanti alle loro rimostranze, il capotreno ha chiamato la Polfer di Pavia che a sua volta ha mandato i carabinieri sul posto. In tutto questo, il treno è stato costretto a rimanere fermo in stazione per quasi un’ora.
I quattro hanno ripetuto la loro versione anche ai militari che, dopo una lunga discussione, li hanno portati in caserma dove sono stati identificati e poi denunciati a piede libero per interruzione di pubblico servizio e rifiuto di fornire le generalità, dal momento che non hanno voluto esibire neanche i loro documenti di identità.
Secondo quanto riferisce ancora il Corriere, i soggetti in questione erano perfettamente in grado di intendere e di volere e nessuno di loro era ubriaco ma durante l’interrogatorio in caserma hanno ribadito il loro credo da “terrapiattisti”, contrario a ogni logica.
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Come rigenerare il sistema immunitario grazie al digiuno da 2 a 4 giorni

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digiuno salutare

Un recente studio dimostra come il digiuno dalle due alle quattro giornate possa rigenerare il sistema immunitario grazie alle cellule staminali che si attivano a ripristinarlo.

Come il digiuno aiuta il sistema immunitario

Secondo uno studio, pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell i test effettuati hanno dimostrato che periodi prolungati di digiuno riducono considerevolmente la conta dei globuli bianchi. Questo produce un cambiamento dove le cellule staminali si attivano a produrre nuovo sangue e a risvegliare il sistema immunitario.

La scoperta è coordinata dall’italiano Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità della University of Southern California, già noto per i suoi studi sugli effetti di digiuno e intermittent fasting, ovvero il digiuno terapeutico di 1-2 giorni la settimana

Massimizzare la funzione immunitaria

Questo può essere particolarmente utile per gli anziani e le persone con disturbi autoimmuni che sono più suscettibili alle malattie. Un altro risultato dello studio ha dimostrato che il digiuno riduce i livelli di un ormone della crescita noto come IGF-1, che è legato al cancro, all’invecchiamento e alla crescita del tumore.

Gli scienziati stanno anche vedendo i benefici del digiuno in altre aree della salute, specialmente nel campo delle neuroscienze. In uno studio, hanno scoperto che il digiuno due volte alla settimana può ridurre il rischio di Alzheimer e morbo di Parkinson .

Ha anche scoperto che il digiuno può sfidare il cervello a breve termine e stimolare due sostanze chimiche di messaggistica che sono fondamentali per la crescita di nuove cellule cerebrali. Questo aiuta il cervello a diventare resistente alle placche proteiche che portano a malattie neurodegenerative.

Diversi dirigenti della Silicon Valley stanno sperimentando il digiuno come tecnica di biohacking. Alcuni di questi biohacker si astengono dal consumo di cibo per un massimo di quattro giorni, mentre bevono solo acqua, caffè o tè. I direttori esecutivi, come Phil Libin, dicono che lo mettono di buon umore, lo tiene più concentrato e gli dà anche una leggera euforia.

La scienza alla base di questo è simile ai concetti di diete chetogeniche in cui il corpo, quando manca di carboidrati e glucosio, entra in chetosi, producendo chetoni dalla scomposizione del grasso nel fegato. Il corpo usa questi chetoni al posto del glucosio, mentre brucia i grassi per creare quei chetoni.

Benefici del digiuno per i pazienti chemioterapici

In uno studio precedente, Longo e il suo team hanno scoperto che il digiuno negli animali tratta efficacemente la maggior parte dei tipi di cancro. Lo ha anche scoperto.

Per i pazienti oncologici, la chemioterapia può devastare il sistema immunitario, motivo per cui la chemioterapia è solitamente integrata con farmaci per stimolare le cellule immunitarie. Dopo che la chemio è finita, il sistema immunitario può impiegare quasi un mese per riprendersi.

Tuttavia, il digiuno trasforma un “interruttore rigenerativo” che dice alle cellule staminali di creare nuovi globuli bianchi e infine di rigenerare l’intero sistema immunitario.

Allo stesso tempo, vengono rimosse vecchie e inefficienti parti del sistema immunitario. Questo processo non solo riavvia il sistema immunitario, ma riduce anche il danno causato dai radicali liberi e dall’infiammazione nel corpo.

Puoi anche leggere:   Le conseguenze fisiche e mentali del consumo di droghe

Naturalmente, lo studio dice che i pazienti dovrebbero consultare i loro medici per vedere se il loro corpo è abbastanza sano da digiunare, in quanto non è sempre la strada giusta a seconda del peso e delle condizioni specifiche di ciascuno.

Vecchio veloce per rigenerare il sistema immunitario

Il digiuno è una tradizione praticata da diverse culture e religioni per centinaia di anni.

Gli antichi egizi digiunavano e purgavano mensilmente per purificare i loro corpi, credendo che tutte le malattie provenissero dal cibo che mettevano nel loro sistema. Quando l’antico filosofo greco Erodoto scrisse degli egiziani, li descrisse come gli uomini più sani.

Che fosse la percezione di Erodoto o di altri, molti altri famosi uomini greci impiegavano o almeno lodavano il potere del digiuno nei loro stili di vita, compresi Platone, Ippocrate e Plutarco. Quest’ultimo è stato citato come famoso: “Invece di usare farmaci, oggi digiuni migliori”.

Molte religioni incorporano il digiuno nelle loro tradizioni, spesso con la premessa che è più vicino a Dio e che ha un aspetto di purificazione. Nell’Islam, il Ramadan richiede un mese intero di digiuno, e il Profeta Muhammad ha incoraggiato il digiuno due volte a settimana.

Nel giudaismo c’è Yom Kippur e nel cristianesimo il fatto di rinunciare a un cibo per la Quaresima è un simbolo del digiuno di Gesù per 40 giorni nel deserto.

Con la medicina moderna, siamo diventati così ossessionati dall’idea di prendere una pillola per ogni malattia, quando spesso la soluzione può essere trovata nella nostra capacità di auto-guarigione; e il digiuno è uno di questi.

LEGGI ANCHE: Il digiuno intermittente del dott. Filippo Ongaro

 

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Hai Macchie Dell’età Sulla Tua Pelle? Con Questo Semplice Trucco Spariranno In Pochissimo Tempo!

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Macchie della pelle cipolla e aceto di mele

Hai le macchie dell’età?

Mentre invecchi, il tuo aspetto inizia a cambiare. Inizi a vedere delle rughe, gli effetti della gravità iniziano a farsi vedere in alcune parti del tuo corpo e le macchie scure iniziano a comparire sulla tua pelle. Quelle macchie sono chiamate macchie dell’età, o lentiggini solari senili. Possono apparire sul tuo viso, sulle tue gambe, braccia, spalle, mani: davvero, ovunque sul tuo corpo.

Le macchie dell’età sono una forma di ipopigmentazione.

Ipopigmentazione

Questa è una comune afflizione in cui una sovrapproduzione di melanina (un pigmento naturale all’interno della pelle) causa macchie scure e una carnagione irregolare. Le macchie non sono pericolose, anche se è importante tenerle d’occhio. Consulta il tuo medico quando:

  • Alcuni macchie stanno diventando più scure di altre
  • Un cerchio scuro appare attorno a uno (o più) macchie
  • Continuano a crescere o iniziano a diventare di colore rossastro

    age spots

La ricetta fai da te cipolla e aceto di mele

Sapevi che puoi usare un semplice prodotto domestico per combattere queste macchie senili? Probabilmente hai già i due ingredienti nella tua dispensa: l’aceto di sidro di mele e le cipolle. È stato dimostrato che il succo di una cipolla aiuta a sbarazzarsi delle cicatrici. Poi c’è l’aceto di sidro di mele, che aiuta a rimuovere gli strati morti della pelle. Con questi due ingredienti curativi puoi riportare la tua pelle ad un aspetto fresco molto facilmente! Frulla una cipolla creando una poltiglia. Metti la polpa in un panno di cotone o un setaccio ed estrai il succo. Mescola insieme il succo della cipolla con l’aceto di mele e applicalo sulle macchie scure. Ripeti questo quotidianamente per un paio di settimane e noterai che le macchie cominceranno a schiarirsi!

 

 

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GIOCO ONLINE: Scopri il peperoncino finto tra quelli disegnati!

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Sul web sono molte le persone che si divertono e passano il tempo a stimolare la propria mente con quiz e test divertenti.

Si tratta di giochi, enigmi e illusioni ottiche che spesso servono per mantenere attivo e reattivo il cervello, ma sono anche un ottimo modo per rilassarsi in modo divertente.

Nella società odierna in cui la tecnologia si prende cura di tutto per noi, mantenere la mente attiva ed elastica è diventata una vera sfida. Nessuno ormai si ricorda date di compleanni, numeri di telefono o anche brevi poesie o citazioni.

Ormai si ricorre sempre al telefono, la nostra memoria esterna, per ricordarci ciò che dobbiamo fare e quando. Insomma alleniamo sempre meno la nostra memoria e questo a discapito nostro.

Ecco perchè è importante dedicare sempre del tempo a piccoli esercizi capaci di aumentale la nostra elasticità mentale, a volte un po’ arruginità.

Il giochino che vi proponiamo oggi è davvero semplice, si tratta di un’illusione ottica, un gioco per la vista e per la mente.

Dunque aguzzate bene la vista e guardate questa immagine. Sicuramente questi peperoncini vi sembrano tutti reali. Invece, tra questi 7 peperoncini, uno non è reale, ma è solamente un disegno.

Ecco l’immagine, guardatela attentamente per un paio di minuti e provate a trovare il peperoncino “fake”

Si tratta di un disegno iperrealista, talmente “veritiero” che è davvero difficile scovarlo.

In verità non tutti quelli che si sono messi alla prova sono riusciti a scovarlo facilmente. E’ davvero disegnato in modo perfetto per questo è proprio difficile trovarlo.

Prima di guardare il video vi invitiamo a provare a trovare la soluzione da soli.

Non barate mi raccomando, prima scrivete la vostra soluzione, poi guardate il video. Così vedremo chi riuscirà realmente ad indovinare.

Se ancora non siete riusciti a trovarlo, guardate questo video per scoprire la soluzione.

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Vaccinazioni a scuola senza consenso e poi ricoverati : è successo in Guyana.

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vaccinazioni

Diversi studenti della Lochaber Primary School in West Canje, dopo essere stati vaccinati senza consenso presso la scuola, sono stati ricoverati  presso il New Amsterdam Hospital.

I vaccini sono stati somministrati martedì scorso ed entro 24 ore, diversi studenti sono stati portati in fretta al New Amsterdam Hospital. Diversi genitori preoccupati si sono lamentati di non essere stati informati di alcun programma di vaccinazione.
Questa notizia online è stata data online dai genitori, sconvolti che le cartelle cliniche dei bambini non erano state aggiornate.

Cassandra Author, una madre, ha detto al Guyana Times che sua figlia di sei anni non è stato in grado di frequentare la scuola dallo scorso martedì.

“Mentre ero al lavoro il martedì, mi ha chiamato la scuola e mi hanno detto che uno dei miei figli era malato e lo avevano portato a casa dopo aver ricevuto un vaccino a scuola. Ho subito chiamato a scuola per parlare con l’insegnante e dirle di passarmi immediatamente il preside. Mi ha chiesto se avrei portato con me la tessera clinica di mia figlia e gli ho detto di no. Non ho firmato nessun modulo e come hanno potuto dare a mia figlia un vaccino di cui non sapevo nulla?”
“Nessuno è venuto a trovarmi per vedere come sta la bambina. Nessuno della scuola, nessuno del Ministero è venuto a trovarla.

Quando sono tornata a casa incontro mia figlia malata e lo porto in ospedale e lascio l’ospedale all’una di notte. Il giorno dopo sono andata a scuola ed ho incontrato l’insegnante di classe ed anche l’infermiera che ha somministrato i vaccini. Ho anche avuto una conversazione con il preside. L’infermiera ha insistito affinché agli alunni fosse somministrato il vaccino anche se i genitori si opponevano.

Cassandra ha contattato il Ministero dell’Istruzione a Georgetown e ha ricevuto le scuse del Dipartimento dell’Educazione di Berbice.
Nel frattempo, un’altra madre, Candace Sulkar,  ha detto  che sua figlia ha subito un destino simile dopo aver ricevuto il vaccino.
Ha detto che la figlia le ha raccontato di come una infermiera fosse entrata a scuola, ed era pressante. Aveva anche del sangue sugli abiti una volta tornata a casa, e sembrava avesse ricevuto due vaccinazioni. Più tardi l’ha portata all’ospedale per venire ricoverata.

Lo stesso scenario è stato riportato da diversi genitori, sconvolti per la vaccinazione avvenuta senza alcun consenso informato.
Quando è stato contattato il direttore dei servizi sanitari regionali, Jevaughn Stephen, ha detto che in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, tutti i direttori scolastici sono stati invitati a un incontro presso la Berbice High School, dove sono stati informati sui vaccini e sono stati dati a loro i moduli di consenso da dare ai genitori. Ma i genitori sono fermamente convinti di non aver ricevuto alcun modulo di consenso.

Nel frattempo, quando sono stati contattati, i genitori di diverse altre scuole della regione hanno detto di aver ricevuto i moduli di consenso e anche dopo averlo firmato hanno ricevuto telefonate dalla scuola per confermare che avevano effettivamente firmato i moduli.
Il capo del Comitato regionale per l’istruzione, Zamal Hussain, ha detto che c’è stata qualche violazione del protocollo in questa particolare scuola e il ministero dell’Istruzione ha avviato un’indagine.

Tanti anni fa anche in Italia ci si vaccinava nelle scuole. La catena del freddo era rispettata? Come venivano conservati, quale anamnesi veniva fatta al bambino?
Chiaramente parliamo di un caso sporadico di una scuola che avrà dimenticato di consegnarli : eppure entro 24 ore in tanti sono finiti ricoverati.
Quanto andrà avanti la cosa? Quanti bambini e adulti dovranno ancora soffrire di un danno vaccinale a breve, medio, lungo termine?
Adesso non ci si può permettere una cosa del genere! Piccolo esempio : per quanto possa sembrare superflua la questione, come ricorda la commissione parlamentare del SIGNUM, sono più di 20 gli esami prevaccinali che possono ed anzi dovrebbero essere fatti.
Quanto scommettiamo che non ne è mai stato fatto uno?

Ora aprono centri medici nei supermercati, non potrai accedere ai concorsi pubblici senza il libretto aggiornato, non potrai andare in Erasmus senza il libretto aggiornato.
Piccole dosi di veleno, con una risonanza tremenda. Pezzettini di “libertà” che perdiamo, mentre veniamo cotti a fuoco lento, senza che ce ne rendiamo conto!

www.medicinaapiccoledosi.it

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Spagna, ai neopapà congedi uguali a quelli delle mamme: 16 settimane con il 100% dello stipendio

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uomo spagna paternità

Il provvedimento, che entra in vigore mercoledì prossimo ma andrà poi convertito a Camere sciolte, include anche misure per combattere il gap salariale fra uomini e donne. Le prime sei settimane dovranno essere godute subito dopo il parto e in maniera simultanea dai genitori, le successive 10 nell’arco del primo anno di vita del bambino con la possibilità di alternarsi nei permessi.

In Spagna non saranno più le sole madri a dover farsi carico dei neonati, con le inevitabili assenze dal lavoro che ritardano o condizionano carriera e promozioni. Il governo socialista di Pedro Sanchez ha varato un decreto che, in modo progressivo da qui al 2021, porterà i padri ad avere gli stessi diritti-doveri delle madri, equiparando i congedi di paternità a quelli di maternità. Alla nascita di un figlio, i neo genitori avranno entrambi 16 settimane di congedo, di cui sei obbligatorie, pagate al 100% dello stipendio. Le prime 6 dovranno essere godute subito dopo il parto e in maniera simultanea dai genitori, le successive 10 nell’arco del primo anno di vita del bambino con la possibilità di alternarsi nei permessi.

L’impatto della misura, che entrerà in vigore da mercoledì prossimo, è stimato fra i 250 e i 300 milioni di euro, che aumenteranno a 1,2 miliardi nel 2021, quando sarà a regime. Si tratta, in altre parole, di cambiare la realtà attuale, in cui solo il 2% degli spagnoli, secondo i dati della previdenza sociale, richiede il permesso di paternità, oggi di 5 settimane. “La maternità non può essere un’arma contro lo sviluppo lavorativo e civico delle donne, ma deve essere una scelta libera, per cui dobbiamo farci tutti corresponsabili”, ha ricordato la vicepremier e ministra per l’uguaglianza Carmen Calvo al termine del consiglio dei ministri, sullo sfondo, un cartello per l’8 Marzo con la scritta: ‘Tiempo de mujeres’.

Il provvedimento include anche misure per combattere il gap salariale fra uomini e donne. Come un registro dei salari, nelle imprese con oltre 50 lavoratori (finora il limite era di 250 impiegati) disaggregati per sesso, categorie e gruppi professionali, da comunicare a comitati di fabbrica e sindacati. I piani aziendali dovranno includere obbligatoriamente un audit dei salari, misure di corresponsabilità e di prevenzione degli abusi sessuali. Ed è previsto l’annullamento del licenziamento delle donne in gravidanza anche durante il periodo di prova, o dei lavoratori che rientrano al lavoro dopo i permessi parentali, almeno nei 12 mesi dopo averli goduti.

Il governo Sanchez chiude così la legislatura con una raffica di misure sociali alla vigilia dell’8 marzo e a due mesi dalle elezioni politiche del 28 aprile, puntando alla mobilitazione dell’elettorato di sinistra. Ma anche di ampi settori del centro più critici con il liberale Ciudadanos e con il Partito Popolare, alleati al governo dell’Andalusia e sostenuti dalla forza di estrema destra Vox, che ha messo in discussione le leggi sull’aborto e sulla violenza di genere. Dall’entrata in vigore, mercoledì prossimo e dopo la pubblicazione sul Bollettino dello Stato, i provvedimenti dovranno essere convertiti nel giro di 30 giorni dal Congresso dei deputati. A Camere sciolte dal prossimo martedì, in vista della convocazione delle urne, sarà la Diputazione permanente a doverlo convalidare, pena la decadenza e il ritorno al regime precedente. Il leader del Pp, Pablo Casado, ha già bollato le misure come “elettorali”.

www.ilfattoquotidiano.it

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Chi fuma cannabis ha più spermatozoi e livelli più alti di testosterone

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cannabis spermatozoi

Ricercatori americani della prestigiosa Università di Harvard hanno dimostrato che i fumatori di cannabis hanno una concentrazione di spermatozoi superiore ai non fumatori, inoltre presentano livelli di testosterone più elevati. I risultati della ricerca, condotta su campioni raccolti da 662 partecipanti, dovranno essere ulteriormente approfonditi.

Gli uomini che fumano cannabis hanno un numero maggiore di spermatozoi e livelli più elevati di testosterone. Lo ha dimostrato un team di ricerca americano guidato da studiosi della prestigiosa Scuola di Salute Pubblica “T. H. Chan” dell’Università di Harvard, che hanno collaborato con colleghi di vari dipartimenti dell’ateneo di Boston e con quelli dell’Ospedale Generale del Massachusetts.

La ricerca. Gli scienziati, coordinati dal professor Jorge Chavarro, docente di Nutrizione ed Epidemiologia presso il Dipartimento di Salute Ambientale dell’ateneo, tra il 2000 e il 2017 hanno raccolto oltre 1.100 campioni di sperma da 662 uomini con un’età media di 36 anni, tutti in una condizione di fertilità ridotta e in cerca di una soluzione in cliniche specializzate. Circa la metà degli uomini coinvolti ha rilasciato anche campioni di sangue per una valutazione sulle concentrazioni degli ormoni sessuali.

Cannabis e Spermatozoi

Marijuana e spermatozoi. A tutti i partecipanti sono stati sottoposti questionari che comprendevano domande anche circa l’utilizzo della marijuana. Dall’analisi statistica dei dati è emerso che il 55 percento di essi aveva fumato marijuana; l’11 percento era fumatore corrente, mentre il restante 44 percento l’aveva fumata in passato. Incrociando tutti i dati è emerso che i fumatori di marijuana (attuali e passati), in media, avevano 62,7 milioni di spermatozoi per millilitro contro i 45,5 milioni dei non fumatori. Soltanto il 5 percento dei fumatori di marijuana aveva meno di 15 milioni di spermatozoi per millilitro, contro il 12 percento dei non fumatori. Dall’indagine è emersa anche una concentrazione di testosterone superiore nei consumatori della sostanza.

I risultati. Gli scienziati non sanno perché i fumatori di marijuana hanno più spermatozoi, ma per chi ne fuma quantità ridotte potrebbe esserci un’azione positiva a livello del sistema endocannabinoide, che gioca un ruolo nella fertilità, come dichiarato dal professor Chavarro. Chi ne fuma troppa, tuttavia, non otterrebbe questo potenziale beneficio. Del resto diversi studi hanno trovato un’associazione negativa tra consumo di cannabis e fertilità. Secondo gli autori dello studio esiste un’altra interpretazione plausibile; chi possiede livelli più elevati di testosterone è normalmente spinto a comportamenti rischiosi, compreso il fumare marijuana. Dunque si tratterebbe di una chiave di lettura differente.

Rapporto controverso: consumo di cannabis e fertilità

Ricerca da approfondire. Chavarro e colleghi sottolineano che i risultati dello studio sono limitati anche dal fatto che tutti gli uomini coinvolti erano in cura presso cliniche di fertilità, pertanto non è detto che possano essere estesi anche alla popolazione generale. Inoltre, prima di confermare un’associazione positiva tra consumo di cannabis e fertilità saranno necessari ulteriori e approfonditi studi, poiché ancora non si conoscono tutti gli effetti sulla salute legati al consumo della sostanza. Insomma, gli autori dello studio suggeriscono di non gettarsi a capofitto sulla cannabis se si soffre di infertilità, ma di consultare il proprio medico curante. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Human Reproduction.

fonte: Fanpage.it

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Artrite reumatoide: italiani scoprono interruttore che blocca la malattia

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artrite reumatoide

Un team italo-scozzese coordinato da ricercatori italiani ha individuato nella piccola molecola MiR34a la chiave per arrestare l’artrite reumatoide, una patologia autoimmune che colpisce circa 300mila persone nel nostro paese, soprattutto donne.

Scoperta dell’interruttore molecolare

Ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dell’Università di Glasgow (Scozia) hanno scoperto un “interruttore molecolare” in grado di bloccare il processo autoimmune alla base dell’artrite reumatoide, una poliartrite infiammatoria che colpisce principalmente le articolazioni ma che ha un impatto anche sull’aspettativa di vita dei pazienti. Gli studiosi, coordinati dai dottori Gianfranco Ferraccioli ed Elisa Gremese, hanno individuato questa chiave nella molecola chiamata “MiR34a”, che è responsabile dell’attivazione delle cellule dendritiche, a loro volta coinvolte nella risposta anomala del sistema immunitario che scatena la patologia.

Cellule che presentano l’antigene

Chiamate cellule APC, acronimo di Antigen-Presenting Cell, ovvero “cellule che presentano l’antigene”, le cellule dendritiche (DC) una volta attivate migrano nei linfonodi dove spingono le cellule T e B del sistema immunitario a innescare la reazione. Nell’artrite reumatoide il processo “impazzisce”, e invece di difendere l’organismo queste cellule sono spinte ad aggredire i tessuti delle articolazioni, gli organi e le ossa, producendo inoltre anticorpi patologici.

Molecola AXL carente nei pazienti affetti da malattia

Isolando cellule dendritiche dal fluido sinoviale, dal sangue e dalle articolazioni di alcuni pazienti malati di artrite reumatoide, i ricercatori hanno scoperto che oltre a sviluppare le molecole infiammatorie sono ricche di MiR34a, in particolar modo in quelli allo stadio iniziale della malattia. Questa molecola è in grado di sopprimerne un’altra che regola l’azione delle cellule dendritiche, la AXL, che è carente nei pazienti affetti da artrite reumatoide. Sfruttando queste conoscenze in alcuni esperimenti sui topi, gli scienziati hanno scoperto che sopprimendo MiR34a gli animali riescono a sviluppare una vera e propria resistenza all’artrite reumatoide.

Attraverso farmaci mirati – alcuni dei quali già in sperimentazione – in grado di inibire questo interruttore molecolare anche negli esseri umani sarà dunque possibile “ristabilire l’equilibrio immulogico e promuovere la risoluzione dell’artrite”, come ha sottolineato con ottimismo il professor Ferraccioli. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Nature Communications.

Articolo di Di Andrea Centini

Fonte: scienze.fanpage.it

Foto: https://cdn1.medicalnewstoday.com

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