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Modello Svezia: no green pass e meno vaccinati dell’Italia, ma soli 38 morti in un mese

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lettera aperta al governo italiano

Niente green pass e meno vaccinati in proporzione rispetto all’Italia. E delle terze dosi se ne riparlerà, semmai, il prossimo anno. E’ il modello Svezia, dove nell’ultimo mese ci sono stati soli 38 morti per Covid. Qualcuno potrà obiettare che nel paese scandinavo vivono poco più di 10 milioni di persone (in Italia 60 milioni) e che la densità demografica è molto più bassa di quella del nostro Paese. E’ vero, ma fa comunque effetto notare che in Svezia i decessi causati dal virus, fatte le debite proporzioni rispetto al totale delle due popolazioni, negli ultimi 30 giorni sono comunque molti meno di quelli avvenuti in Italia.

Adeguando il numero di decessi svedesi alla proporzione tra le popolazioni, con una popolazione pari all’italiana avremmo dovuto avere circa 230 morti, ovvero una percentuale minima rispetto a quelli che si sono invece avuti in Italia (1555) dal 14 agosto al 13 settembre,

Inoltre, in Italia ha completato il ciclo vaccinale il 74,28% della popolazione vaccinabile. In Svezia, invece, il 60%. Eppure, la migliore situazione sanitaria a Stoccolma è stata possibile senza il green pass, che invece il governo presieduto da Mario Draghi si appresta ad estendere ai lavoratori (si inizierà dal settore pubblico). L’Italia sarà il primo Paese in Europa a prendere un provvedimento del genere.

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arcuri non conforme

Fra le meraviglie compiute da Domenico Arcuri durante la gestione della pandemia del governo di Giuseppe Conte ci fu un contratto da 237 milioni di euro sottoscritto dalla struttura commissariale con Fca che all’improvviso già a maggio dell’anno scorso aveva deciso di mettersi a produrre mascherine anti-Covid in due stabilimenti riconvertiti allo scopo (uno dei due era quello di Mirafiori). Per intenderci: quei 237 milioni erano pagati dagli italiani attraverso le loro tasse anche se l’accordo fu raccontato dal governo Conte come dei vertici di Fca come si trattasse di senso civico del grande gruppo industriale che si metteva così “al servizio” del proprio paese, che poi tanto suo paese non è visto che gran parte del fatturato e dei guadagni con relative tasse pagate sono realizzate fuori dall’Italia.

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Due lotti delle mascherine prodotte da Fca e finite «quasi integralmente» negli istituti scolastici devono essere ritirati immediatamente a causa della loro «non conformità». È il contenuto di una nota inviata lo scorso 6 settembre dal ministro della Salute al dicastero dell’Istruzione. Un avviso arrivato a soli sette giorni dal ritorno in classe in quasi tutta Italia e che scrive una parola forse definitiva su una vicenda – quella dei dispositivi di protezione prodotti dalla ex Fiat – che fin dall’inizio ha sollevato polemiche e sospetti. Nella nota del ministero della Salute si svela che è stata la stessa Fca Italy S.p.a. a segnalare i problemi dei lotti 00914086180 e 00914086190, prodotti nello stabilimento di Mirafiori tra la fine di agosto e la metà di dicembre 2020.

Peraltro, «in ragione delle modalità operative con cui la società S.D.A. ha curato la distribuzione», non è possibile risalire la lista degli istituti a cui sono state effettivamente distribuite le mascherine incriminate. Il compito di individuarle passa quindi «a tutti gli istituti scolastici interessati» affinché «provvedano a individuare, non utilizzare e quarantenare – (?!?) – le eventuali giacenze». Poi sarà «il fabbricante» a occuparsi del ritiro e, si immagina, dello smaltimento.

L’accordo tra l’allora governo Conte Bis e la Fca fu siglato nell’estate 2020, quando dall’Istituto superiore di Sanità arrivarono cinque autorizzazioni alla produzione: tre per le mascherine per adulti di tipo tradizionale, due per le mascherine di tipo pediatrico da distribuire sostanzialmente nelle scuole. Due gli stabilimenti di Fca interessati, quello di Mirafiori e quello di Pratola Serra.

A regime, l’ex Fiat avrebbe dovuto produrre 27 milioni di mascherine al giorno, oltre la metà del fabbisogno nazionale. Di cui 11 milioni per i più piccoli. È stato su queste ultime che, fin dall’inizio, si sono concentrate le polemiche. Sia per la scarsa vestibilità – in più casi erano risultate troppo piccole che per l’odore cattivo che emanavano. Ma, soprattutto, per i sospetti sul loro reale potere filtrante. Alcune inchieste giornalistiche furono seguite dall’iniziativa del sindacato Usb e della onus Rete Iside che portarono le mascherine Fca in un laboratorio di analisi accreditato dal governo.

Emerse che, mentre le mascherine prodotte nell’avellinese avevano tutti i requisiti richiesti per essere adottate, quelle fabbricate a Mirafiori filtravano molto meno di quanto previsto e dichiarato. Alle rassicurazioni dell’azienda e dell’allora commissario all’Emergenza Domenico Arcuri – «non c’è alcun problema di tossicità» – segui una denuncia dell’Usb alla Procura di Roma e alla Corte dei Conti a carico di Fca Italy con l’accusa di «frode in pubbliche forniture», nel gennaio 2021.

Oggi, ammettendo con diversi mesi di ritardo la non conformità di due lotti, è la stessa ex Fiat a riconoscere l’esistenza del problema. Aprendo la strada anche a un possibile seguito della vicenda giudiziaria.

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Cliva: chiamata all’azione per garantire il libero accesso alle scuole contro il GreenPass

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In Toscana e molte altre regioni italiane Mercoledì 15 Settembre inizierà ufficialmente l’anno scolastico per i nostri bambini e ragazzi. Abbiamo però letto notizie di episodi spiacevoli provenienti dalle regioni dove l’anno scolastico è già iniziato per l’applicazione in modo rigoroso del nuovo DL 122 ( che ricordiamo abbiamo analizzato in un altro nostro articolo che trovate qui : https://telegra.ph/DECRETO-LEGGE-122-IN-VIGORE-DA-OGGI-09-11 ).

Cosa dice il Decreto Legge sulla Scuola

È stato pubblicato venerdì 10.9 in gazzetta ufficiale il decreto legge 122 dal titolo “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale” ( link al testo )

Le aree di impatto maggiori sono:

1) SCUOLA

– Il possesso della certificazione verde per poter accedere a scuola “si applica anche al personale dei servizi educativi per l’infanzia”. In molti infatti avevano notato che nel DL111 non era chiaro se anche per gli educatori dei nidi fosse richiesto il greenpass per poter lavorare. Questo nuovo decreto esplicita l’obbligo anche per questi lavoratori. Inoltre chi lavora in “centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), dei sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) e degli Istituti Tecnici Superiori (ITS)” sono da oggi 11 settembre soggetti a obbligo di greenpass per poter svolgere il loro lavoro (seguendo le stesse regole che abbiamo già spiegato nel precedente decreto)

– “Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede alle strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative di cui all’articolo 9- ter e al comma 1 del presente articolo, deve possedere ed è tenuto a esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all’articolo 9, comma 2. La disposizione di cui al primo periodo non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS).”

Il controllo del possesso di greenpass avverrà quindi a chiunque acceda a scuola ( AD ECCEZIONE DEGLI STUDENTI) a qualsiasi titolo. Per come scritta la norma questa si applica sicuramente a tutti coloro che accedono alla scuola per motivi di lavoro (ditte esterne di pulizia, manutenzione, ecc.) , come ben specificato nel comma successivo, quello che stabilisce a chi è in carico il controllo del possesso della certificazione: “Nel caso in cui l’accesso alle strutture sia motivato da ragioni di servizio o di lavoro, la verifica sul rispetto delle prescrizioni di cui al comma 2, oltre che dai soggetti di cui al primo periodo, deve essere effettuata anche dai rispettivi datori di lavoro”

Quindi un lavoratore di una ditta di manutenzione impianti potrà essere controllato SOLO NEL MOMENTO IN CUI ACCEDE A SCUOLA PER LAVORO sia dal proprio datore di lavoro che dal delegato dell’istituto dove viene prestato il servizio. Resta implicito che se un lavoratore accede a scuola solo in determinati giorni dell’anno questo debba avere la certificazione solo nelle occasioni in cui accede a scuola e non deve essere controllato dal datore di lavoro nei giorni in cui presta servizio in altri ambienti non soggetti a greenpass.

Tutto questo è valido anche (articolo 9-ter) anche per chi accede alle università , strutture di alta formazione artistica musicale e coreutica.

ATTENZIONE: Sul tema “bambini” sappiamo che molte scuole stanno chiedendo GP anche per accompagnare i bambini in classe. Questo punto andrà chiarito perché se è vero che il DL vale sicuramente per i genitori che accedono in classe (es. ambientamento nido/materna) non potendo impedire la frequenza scolastica per una responsabilità dei genitori (mancanza GP) non è possibile non far entrare i bambini i cui genitori “devono rimanere fuori dalla scuola”. Invitiamo tutti a mantenere la calma e sicuramente solleciteremo chiarimenti ufficiali sul tema perché i minori non possono essere MAI lasciati senza custodia.

2) LAVORATORI IMPIEGATI IN STRUTTURE RESIDENZIALI, SOCIO SANITARIE E ASSISTENZIALI

I lavoratori di queste strutture sono già soggetto a obbligo vaccinale (DL 44 convertito in legge 76) , il decreto 122 lo estende “a tutti i soggetti anche esterni che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa”

Il controllo dell’adempimento all’obbligo vaccinale (quindi non greenpass ma vaccino solamente) è in carico ai datori di lavoro e ai responsabili delle strutture in oggetto.

Le modalità di controllo verranno definite “secondo le modalità definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri della salute, per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e dell’economia e delle finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali”

Anche in questo caso il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale comporta la sospensione fino all’avvenuta vaccinazione, alla fine della campagna vaccinale o al 31 Dicembre 2021.

Cosa sta accadendo in molte regioni

Ci sono stati in molte città italiane episodi di bambini che non sono potuti accedere alla classe perché i genitori erano senza Greenpass reso obbligatorio da questo DL emanato nel weekend da un Governo che ormai ha il chiaro intento di obbligarci al vaccino rendendoci la vita impossibile.Se è chiaro che il decreto legge riguarda coloro che entrano a scuola per lavoro (anche saltuario) non è accettabile che i bambini non possano godere del proprio diritto alla socialità e allo studio per la mancanza di un certificato inutile dal punto di vista sanitario da parte dei propri genitori.

Ci chiediamo inoltre come sia possibile pensare che entrare 5 minuti ad accompagnare il proprio bambino in classe (ad esempio nella scuola dell’infanzia) con mascherina, gel igienizzante e temperatura misurata possa costituire un pericolo per gli altri. E’ chiaro che è necessario CON URGENZA che il MIUR specifichi meglio il campo di applicazione di questo decreto al fine di evitare episodi spiacevoli, violazioni della privacy e contenziosi con le scuole quando i nostri bambini hanno già sofferto anche troppo la folle gestione politica di questa emergenza.

Invitiamo quindi tutti a scrivere una mail in cui viene chiesto di chiarire ufficialmente che il DL 122 NON si applica a chi accompagna i bambini a scuola per pochi minuti ma a chi accede ai locali scolastici interni (ci sono stati casi in cui qualche dirigente ha chiesto il greenpass persino nel giardino esterno…..) per un periodo più lungo. Questo consentirebbe una ripresa più serena dell’anno scolastico ed eliminerebbe problemi e litigi con il personale della scuola.Scrivete un breve messaggio mail al MIUR, all’ufficio scolastico regionale e al sindaco del vostro comune segnalando queste anomale richieste delle scuole sull’interpretazione rigorosa del DL122.

I bambini hanno il diritto di andare a scuola, TUTTI!Sotto gli indirizzi e-mail per MIUR (nazionale) e USR Toscana a cui scrivere:MIUR: [email protected],[email protected] scolastico regionale (USR) – Toscana: [email protected],[email protected] C.Li.Va. ToscanaIscriviti su t.me/clivatoscana

Obbligata al vaccino nonostante l’esenzione: rovinata per sempre. Non si trovano periti per paura di ritorsioni dell’ordine dei Medici

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valentina maccotta obbligo vaccino

Valentina Maccotta non doveva vaccinarsi per gli stessi vaccinatori che l’hanno esentata dalla II dose. Eppure, nonostante alcuni problemi di salute dichiarati, la commissione aveva dato il via libera alla prima dose perché «non sono note controindicazioni». E’ stata tra la vita e la morte per un trombo e oggi rischia l’infertilità. «Ho denunciato Astrazeneca. I medici? Hanno lo scudo penale», dice lei alla Bussola. Intanto il legale non trova consulenti di parte: «Ne ho contattati venti: hanno paura dell’Ordine». Procura di Roma al lavoro: «Se si riconoscesse la responsabilità dell’Asl 2 di Roma, si aprirebbe il vaso di pandora delle anamnesi mancate e la vaccinazione di massa andrebbe in crisi».

Il caso di Valentina Maccotta è un perfetto esempio di che cosa succede quando la malasanità incontra il mal di vaccino. Dopo l’iniezione ha avuto fortissime emorragie nella zona uterina, che le hanno provocato il rischio infertilità e un intervento chirurgico salvavita, ma quel vaccino non doveva esserle somministrato per stessa ammissione dei medici vaccinatori. Solo che nessuno di quei medici componenti la commissione del suo centro vaccinale e che le hanno dato il via libera, pagherà perché per i sanitari è previsto lo scudo penale.

Così il suo legale ha denunciato AstraZeneca, riservandosi però di estendere la responsabilità a quei medici dell’Asl Roma 2 che, incautamente, ma al riparo della legge, le avevano dato il via libera alla prima dose nonostante i suoi problemi di salute.

Il caso è di fondamentale importanza perché mostra che cosa sia stata la campagna vaccinale in Italia, soprattutto nei primi mesi, quando non erano ancora riconosciuti molti degli effetti avversi gravi, come ad esempio le trombosi, ma si è proceduto comunque a vaccinare.

Anamnesi incomplete per mancanza di notizie sulle reazioni avverse. È qui che parte la storia di Valentina, di Anzio, 35 anni, mamma single che alla Bussola, accompagnata dal suo avvocato Claudio Scaramella, racconta il suo dramma.

“Ho sempre avuto problemi a restare incinta – racconta -. Dopo diversi aborti spontanei mi diagnosticarono la celiachia, una malattia autoimmune alla tiroide e una malattia coagulatoria da anticorpi, il Lupus. Oggi soffro di trombofilia ed emofilia, ma proprio durante questi accertamenti mi si apre la possibilità di fare il vaccino”.

Valentina è maestra d’asilo, quindi una delle categorie professionali a cui era stata data la facoltà di vaccinarsi già da marzo. È scettica, la sua situazione sanitaria potrebbe essere a rischio. Anche il suo medico di base è perplesso. Spinta sull’onda della campagna vaccinale di massa e dalle rassicurazioni che provenivano da media e dallo stesso governo, Valentina entra così in contatto col centro vaccinale portando con sé tutta la documentazione e confidando che le venisse rilasciata un’esenzione.

“I medici si sono consultati, erano in cinque e poi se ne sono usciti con un responso: “Al momento non abbiamo controindicazioni con Astrazeneca”. Ma si tratta di una frase tranello perché la mancanza di controindicazioni per pazienti con quelle patologie potrebbe essere dettata dal fatto che la campagna vaccinale era ancora agli inizi e molti casi non si conoscevano. Eppure, si procede. Valentina riceve la prima dose.

“La sera stessa arriva la notizia della morte dell’ufficiale di Marina vaccinatosi con Astrazeneca. Mi sale la paura”. Ma poche ore dopo, Valentina inizia a stare male. Dolori fortissimi che proseguono fino all’11 aprile quando la maestra, mentre è in riunione sviene. Arriva il 118, l’emorragia alle ovaie è ingente. “Vengo operata d’urgenza, mi salvano la vita”.

Il 26 maggio la donna è ormai fuori pericolo, ma porta i segni delle emorragie, con dolori che non si sono mai spenti. Torna al centro vaccinale per chiedere l’esenzione dalla seconda dose. E dopo aver portato la documentazione di quanto accaduto alcuni giorni prima, i medici la esentano subito dalla seconda dose e viene catalogata come non vaccinabile. “I medici dicono che non si sarebbe dovuto somministrare Astrazeneca, ma allora non si conoscevano queste reazioni avverse”.  Pochi giorni dopo arriva la notizia della morte di Camilla Canepa che porta al blocco del vaccino Astrazeneca nelle donne giovani.

Oggi Valentina non ha più l’ovulazione, ha una cicatrice molto grande, ha cicli sballati e dolori persistenti e ha presentato una denuncia con il suo avvocato, il quale alla Bussola spiega: “Ho improntato la querela non tanto sulla responsabilità professionale del medico, ma sul produttore del vaccino per un reato specifico: somministrazione di medicinali guasti. Quando Valentina ha fatto il vaccino, infatti, non era ancora noto il caso dei trombi e non era stata ancora dichiarata l’inidoneità ai soggetti a rischio trombosi”.

Il legale sa che il cosiddetto scudo penale, che pure ha dei vizi di legittimità costituzionale, potrebbe mettere i medici al riparo dall’azione penale, ma non da quella civile, propriamente risarcitoria, nel caso in cui venisse accertato che la donna avesse subito un danno direttamente dalla vaccinazione. “Nella querela indichiamo genericamente anche gli eventuali altri responsabili – prosegue Scaramella – ma il concetto che deve passare è che la campagna vaccinale è stata fatta in assenza di informazioni su eventi gravi avversi che si dava per scontato non esistessero pur essendo presenti fin da subito forti dubbi di tutto il mondo scientifico”.

Molto dipenderà dal pm che seguirà il caso e dalle mosse che farà perché “non si tratta solo di un caso di reazione grave avversa da vaccino, ma anche di malagestione del suo caso”.

Ma la strada è in salita: il legale non riesce a trovare nessun medico disposto a fare una CTP (consulenza tecnica di parte) e che quindi li segua attestando il nesso di causa col vaccino. “Di 20 medici che ho contattato, in 18 mi hanno detto di no per paura di ritorsioni dell’ordine dei medici, uno mi ha chiesto una cifra esorbitante per dissuadermi e l’altro si è reso disponibile, ma non è medico esperto con competenza su questi casi”.https://f18ef616ccbb4fae6e95b69b85b53f9a.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html

Avvocato e assistita stanno così procedendo tra mille difficoltà, non ultima quella dell’irreperibilità del consenso informato che Valentina ha firmato a marzo: “Quel consenso informato non è più disponibile – prosegue il legale – ne ho fatto richiesta all’Asl, ma di tutta la documentazione l’unico certificato che non è arrivato è proprio questo. Eppure, averlo sarebbe indispensabile per dimostrare che in realtà ai pazienti non vengono sottoposti consensi informati, che sono disponibili sono quando la sperimentazione è finita, ma semplici informative, che cambiano di volta in volta – e sono cambiate anche in questo caso – con l’aggiungersi delle reazioni avverse”.

Con l’Asl che nega documenti e medici non disposti a prestarsi come consulenti, a Valentina non resta che sperare nella Procura di Roma dove un pm ha già aperto un fascicolo e sta procedendo parallelamente anche contro ignoti. Dal buon esito di questa causa dipenderanno molte denunce simili che stanno arrivando nelle procure. Il fatto che non siano state svolte anamnesi accurate prima del vaccino è grave e potrebbe chiamare in causa i singoli medici, ma il fatto che le anamnesi, anche attualmente, sono rese vane da una incompleta conoscenza delle reazioni avverse, che è giocoforza in una fase come questa ancora di sperimentazione, anche se su larghissima scala, potrebbe estendere anche il campo delle responsabilità.

Resta in ogni caso il grande interrogativo: che cosa sarebbe stato della campagna di vaccinazione di massa se si fosse iniziato ad escludere dall’inoculo fin da subito tutti quei fattori di rischio che nell’incontro col vaccino si sono rivelati dei veri e propri nessi di causa per reazioni gravi, invalidanti o anche fatali?

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Fonte: https://www.mag24.es/ 

Cunial in Parlamento contro il Green Pass: “Non potete più dire…” (cioè: mentire )

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Cunial dichia voto green pass

Viviamo nell’era del Pensiero Unico, dell’impossibilità del dubbio o del dissentire dalle posizioni dominanti. Riportiamo integralmente il lucido intervento di Sara Cunial per le dichiarazioni di voto al Decreto Green Pass.

Non potete più dire che si tratta di una emergenza, perché ormai sono passati quasi due anni dall’inizio di questa isterica gestione.

Non potete più dire che del COVID non si sa niente, perché ormai c’è una letteratura molto consolidata, che risale addirittura a prima della cosidetta pandemia.

Non potete più dire che non esistono cure, perché anche se è dalla primavera del 2020 che si conoscono i rimedi, ed ora anche EMA ha iniziato ad approvare i primi farmaci.

Non potete più dire che il plasma convalescente non è una soluzione per i casi che non richiedono ospedalizzazione, perché chi lo ha dimostrato lo ha pagato a caro prezzo.

Non potete più dire che il Vaccino è la sola alternativa, perché non è un vaccino ma una terapia sperimentale genica ed è illecito costringere indirettamente gli italiani a fare da cavie a questa sperimentazione.

Non potete più dire che i vaccini non sono sperimentali, perché ancora non è finita nemmeno la sperimentazione del primo vaccino autorizzato ed i dati sulle reazioni avverse dimostrano l’opposto.

Non potete più dire che i vaccini sono sicuri perché non sapete neanche voi cosa contengono. Anzi, le notizie che ci pervengono dal mondo sono chiare: milioni di lotti confiscati in tantissimi paesi a causa di sostanze estranee, anche molto pericolose, non riconosciute e non riportate in etichetta.

Non potete più dire che non si può raggiungere l’immunità di gregge senza il vaccino, perché è stato dimostrato che già gran parte della popolazione è immune senza questo siero, motivo per cui non volete che si diffondano i test sierologici relativi.

Non potete più dire che i vaccini sono efficaci, perché i conti sono stati fatti e la diminuizione del rischio supera di poco lo zero.

Non potete più dire che non ci sono rischi nella vaccinazione, perché i numeri delle reazioni avverse dei database di UK, USA e Europa parlano da soli. Leggeteli!

Non potete più dire che la vostra strategia è il vaccino volontario, perché state piano piano obbligando tutti a farlo in modo indiretto, con ricatti sociali, stalking e mobbing. State usando la pandemia come scusa per le riforme sociali, lavorative ed economiche lacrime e sangue che il vostro Recovery richiede come riscatto.

Non potete più dire che tutte le misure messe in atto sono solo per l’emergenza, perché l’OMS ha pubblicato un paper finanziato da Bill Gates e da Rockefeller sull’uso permanente del passaporto vaccinale.

Non potete più dire “ce lo chiede l’Europa” perché nel Regolamento UE 2021/953, per bontà loro citato nello stesso articolo, all’articolo 36 troviamo scritto: “è necessario evitare la discriminazione diretta ed indiretta di persone che HANNO SCELTO DI NON ESSERE VACCINATE.  Frase che nel SOLO CASO DELLA TRADUZIONE ITALIANA è stata sapientemente occultata dalle manine dei palazzi pilotate dai ladri di verità che si divertono a sabotare i testi normativi di riferimento. Lo Scopo del Covid Pass Europeo che è Green in Italia (evidentemente in linea con le nucleari visioni del Min Cingolani) è quello di “agevolare l’esercizio del DIRITTO DI LIBERA CIRCOLAZIONE da parte dei titolari”.

NOTARE LIBERA, no SOTTO RICATTO.

L’Art 3, prg. 6 del Regolamento recita: “Il possesso dei certificati di cui al paragrafo 1 NON COSTITUISCE UNA CONDIZIONE PRELIMINARE PER L’ESERCIZIO DELLA STESSA LIBERTA’ DI CIRCOLAZIONE!”

NON POTETE Più DIRE CHE RISPETTATE LA PRIORITA DELLE FONTI NORMATIVE perché nell’accettare il Compromesso al ribasso per i salivari la cui implementazione è regolamentata dalla famosa Circolare del Ministero della Salute decidete che con un PIZZINO di Speranza si decide la vita o la morte sociale, lavorativa ed economica dei cittadini italiani e di questo Paese. Ricordo che i salivari rapidi hanno pari efficacia e quindi pari errore dei nasali da tortura cinese. Sono totalmente sovrapponibili.

Non potete più raccontare la favola dell’Immunizzazione che sanno raccontare così bene solo i venditori di vaccini, anche qui dentro. Quanti colleghi tamponati o peggio vaccinati qui dentro possono dirsi immuni e quindi giurare di non essere contagiati e di non contagiare? Io mi posso sentire sicura se vengo in contatto con la collega plurivaccinata Lorenzin o sono nelle stesse condizioni dei pazienti dell’ospedale S.Eugenio, chiuso per focolaio covid con i sanitari tutti vaccinati?

Non potete più dire che lavorate per il popolo perché i membri del CTS così come gli esperti dei salotti televisivi sono TUTTI e dico TUTTI pagati dalle case farmaceutiche.

Non potete più dire che avete un rigoroso sistema di farmaco vigilanza perché abbiamo capito dalla incoerenza dei dati tra Aifa e Iss che non riuscite più a reggere il palcoscenico e siete così costretti a mandare in crash i diversi sistemi informatici sanitari nazionali e regionali.

Non potete più dire che i vaccinati non contagiano, ormai le notizie di vaccinati contagiati e contagiosi sono all’ordine del giorno (non ultima quella dell’ospedale S.Eugenio, chiuso per focolaio covid tra i vaccinati sanitari).

Non potete più dire che è per il nostro bene, perché gli italiani non sono mai stati così male.

Non potete più dire che è una situazione mondiale, perché sempre più paesi stanno azzerando le misure d’emergenza.

Non potete più dire che siamo in democrazia, perché con le vostre parole e i vostri atti, sta sparendo ogni diritto e libertà e colpevolizzate chi esercita le libertà costituzionali e naturali.

Non potete più parlare dell’utilità delle mascherine, dopo le vostre belle senza ai vari eventi ufficiali e mondani.

Non potete più dire che i vaccini fanno bene perché i report delle autorità sanitarie mondiali che voi censurate ci dicono che i casi di reazioni avverse sono in continuo aumento tra i vaccinati, colpiscono tutti, e soprattutto i giovani: a esempio in Israele (in cui il tasso di popolazione vaccinata è tra i più alti al mondo) il Report ufficiale (aprile 2021) degli effetti avversi ai vaccini Pfizer riporta:  il programma vaccinale di Gennaio-Febbraio 2021 coincide con un incremento della mortalità del 22%. E VI RISPARMIO L’ULTIMO perché E’ DA ECATOMBE.

Tra il gruppo di età 20-29 anni l’aumento di mortalità è drammatico! Stiamo parlando di un + 32% che ci dice che il vaccino è molto più mortale per i giovani che non per le persone più anziane!

C’è una stretta correlazione tra il numero di persone vaccinate ogni giorno ed il numero di morti al giorno per ciascuna delle fasce di età. Il rischio di morte dopo la seconda vaccinazione è maggiore che dopo la prima. L’aumento percentuale considerevole del 26% di tutti i problemi cardiaci nelle persone al di sotto dei 40 anni (miocarditi e pericarditi). E ancora: alta prevalenza di perdite mestruali, danni neurologici, scheletrici e sulla pelle ed i casi di coagulopatia sono all’ordine del giorno, causa di infarti al miocardio, ictus, aborti spontanei, interruzione del flusso sanguigno agli arti inferiori e superiori, embolie polmonari).

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Possibili comparse di leucemie e linfomi post vaccinazione di massa

Come rovinarsi la vita a 27 anni con la profilassi sperimentale emergenziale

Non potete più dire che i vaccini evitano la malattia perché il dato ufficiale del Min Salute Israeliano del 13/08/2021 dice che 81% dei casi gravi in ospedale sono vaccinati con 2 o tre dosi!

Non potete più dire che il vaccino migliora la vita perché in Gran Bretagna I MORTI VACCINATI SONO PIU’ DEL DOPPIO DI QUELLI NON VACCINATI ! Un interessante documento ufficiale della Sanità britannica, pubblicato il 3 settembre 2021, afferma che i casi della variante Delta aggiornati al 29 agosto 2021 indicano 1798 morti, di cui 536 NON vaccinati (30% del totale) e 1233 vaccinati (69% del totale).

QUINDI LA MORTALITA’ PER I VACCINATI è Più CHE DOPPIA RISPETTO AI NON VACCINATI!

Non potete più dire che chi muove critiche alla campagna vaccinale ha paura perché i dati ufficiali qui riportati riguardano Paesi che della vaccinazione hanno fatto sfoggio in tutto il mondo.

Non potete più dire che 1/3 degli italiani è diventato all’improvviso no-vax, o  pensare che chi muove critiche abbia “paura” del vaccino perché la paura non ha origine dai cittadini, la paura è stata la chiave di chi ha gestito e continua a gestire in modo altamente discutibile l’emergenza e, indegnamente, ricopre incarichi a livello governativo.

Non potete più dire di essere onesti intellettualmente. Non parlo tanto alla maggioranza, la cui parte dissidente, ritirando gli emendamenti e votando contro emendamenti per diffondere salivari rapidi e test sierologici, ha svelato le sue reali posizioni, ma anche dell’opposizione.

“Il Certificato Verde segna un primo passo verso la definitiva eliminazione degli ostacoli alla libera circolazione che tanto hanno danneggiato la nostra economia. Questo strumento deve essere implementato nel tempo più breve possibile, in modo che diventi effettivo già prima dell’inizio della stagione estiva”. 

Questa è la dichiarazione ufficiale del 19 marzo scorso, della leader di FdI che difendeva la decisione di istituire un green pass perché “l’adozione omogenea di questa misura in tutta l’Unione europea comporterebbe finalmente il venir meno di tutte le restrizioni”. Fate capire per chi lavorate. Gli italiani sono stanchi di queste prese in giro.

Non potete più dire che il green pass migliorerà le nostre vite perché è  lo strumento per instaurare definitivamente una dittatura politica fondata sulla paura e su eterne emergenze sanitarie giustificate da basi scientifiche false che si diverte a spaccare la società in schieramenti contrapposti, di buoni e di cattivi, che si affrontano tra loro, anziché combattere il comune nemico.

Non potete più dire che l’Italia è la più brava perché è solo il laboratorio storico degli esperimenti di ingegneria sociale, ed insieme alla Francia, ha la condanna di dover rispondere alle follie delle elite:  da una parte Draghi di matrice e fede Goldman Sachs e dall’altra Macron, di marca Rothschild. Il tutto con la regia di Soros e Gates che nel giocare con l’acquisizione di fabbriche di tamponi, terreni agricoli ed hotel di lusso, sono i testimonial delle agenda dei famosi filantropi di Davos, amici di Epstein.

Non potete più mandare il capo di questo Stato a dire che dobbiamo rinunciare alle nostre libertà e alla rivendicazione dei nostri diritti perché lo Stato siamo noi Italiani e siamo pronti a morire per difenderli!

Non potete più dire che vaccinarsi è un atto d’amore perché un atto d’amore senza consenso e sotto ricatto si chiama STUPRO.

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NASCE LA SERRA AUTOMATICA DOVE I DISABILI PRODUCONO CANNABIS

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Dal Piemonte un progetto unico al mondo che vede una serra automatizzata per permettere di coltivare le proprie piante senza dipendere da aiuti esterni. Il capofila è Simone Stara, presidente dell’associazione “Seminiamo Principi”, tetraplegico dal 1994 a seguito di un incidente e noto attivista a favore della Cannabis terapeutica. “Se questo test ci darà i risultati sperati presto produrremo macro serre da impiantare ovunque ce ne sia bisogno”. Sabato in streaming la presentazione ufficiale


Una serra totalmente automatizzata per permettere alle persone con disabilità di coltivare Cannabis in assoluta autonomia. Si tratta di un progetto innovativo unico in Europa e probabilmente nel mondo intero quello realizzato a Vinovo dall’associazione Seminiamo Principi di Torino, che proprio sabato lo presenterà in diretta streaming su facebook (a questo link) per poi inaugurarlo ufficialmente ad ottobre. 

L’obiettivo perseguito dal noto attivista e presidente dell’associazione Simone Stara e dai suoi quasi 300 iscritti (il numero fa riferimento al periodo pre-lock down) è quello di permettere ad utenti afflitti da qualsiasi tipo di disabilità di potersi produrre in totale autonomia la propria medicina, ricorrendo il meno possibile ad aiuti esterni e, soprattutto, ad un costo contenuto. L’impianto di prova infatti, con dimensioni di 30 metri quadrati, ha avuto un costo relativamente basso di 10mila euro che potrebbe ulteriormente diminuire nel caso di un macroimpianto suddiviso tra più utenti. 

La serra però, le cui ambizioni sono quelle di divenire un progetto replicabile in altre parti d’Italia e del mondo, è un vero e proprio gioiello tecnologico.

«La peculiarità principale è che tutto è controllato da Alexa, che funziona come centralina di intelligenza artificiale – spiega Stara – si può utilizzare attraverso i comandi vocali oppure, nel caso di utenti che non sono in grado di parlare, si può gestire tramite altri device. In questo modo si può controllare la centralina della serra, la quantità di luce, persino il riempimento e lo svuotamento della cisterna d’acqua».

Nella mente di Simone, divenuto tetraplegico nel 1994 a causa di un incidente, la necessità primaria è che possa essere un impianto versatile capace di adattarsi alla singola disabilità degli utenti. «L’idea l’ho avuta nel 2020 ma abbiamo iniziato a lavorarci solo 8 mesi fa, e oggi già vede la luce il primo prototipo da cui non ci aspettiamo quantità e qualità ma solo la verifica degli automatismi – prosegue Stara – Abbiamo installato una centralina NidoPro che permette di monitorare tramite app tutti i parametri vitali della pianta, Ph, Ec, temperatura e umidità, nutrendola quindi a seconda delle necessità. Siamo in procinto anche di attivare un impianto a osmosi inversa per purificare l’acqua. Questa volta siamo partiti da alcune talee ma la prossima contiamo di iniziare da seme».

Nella serra saranno inserite venti piante di Cbd idroponica ma l’obiettivo è quello di avere il supporto delle istituzioni per ingrandire quello che per ora sarà solo un test. «Il vero miracolo è avere il sostegno della politica locale – spiega Stara – in particolare della vice sindaco di Vinovo, Maria Grazia Midollini che verrà a visitare il nostro spazio il 17 settembre.  A Nichelino invece, grazie al sostegno dell’assessore alle politiche giovanili Fiodor Luciano Alessandro Verzola, ci vengono forniti spazi per creare dibattiti pubblici e altre iniziative. Entrambi si sono dimostrati molto sensibili alla causa e ci fa ben sperare che si passi dalle parole ai fatti anche perché i malati non hanno tempo da perdere. Proprio in questo ultimo periodo abbiamo perso tre iscritti nostri amici che ci piace ricordare: Gabriele Piovano, Piero Cane e l’artista Luca Guglielmo».

A sostenere il progetto anche alcune aziende che però hanno intravisto molte potenzialità più o meno celate. «Non si tratta solo di beneficenza fine a se stessa – continua il presidente di Seminiamo Principi – infatti nel mondo della coltivazione ci sono tantissime possibilità di business, i nutrienti, la terra passando per tutte le componentistiche degli impianti idroponici. Se il progetto venisse replicato, oltre che costituire un ottimo programma medico e di inserimento sociale, potrebbe rivelarsi una grande fonte di guadagno per le aziende partner che saremmo felicissimi di veder collaborare con noi. Inoltre nella serra non si dovrà per forza produrre solamente Cannabis ma anche vegetali e piante officinali sfociando quindi in progetti di utilità sociale dove il disabile può veramente fare la sua parte».

L’idea nasce dall’esigenza di avere disponibilità continuata della propria terapia, cosa che attualmente lo Stato non assicura: «Purtroppo è stata monopolizzata una pianta puntando su un’unica genetica che però può anche creare effetti collaterali, quando invece se ne potrebbero realizzare a migliaia – dice con malcelata rabbia Stara –  quindi lo stato impedisce di applicare l’articolo 32 che prevede la libertà di scelta della cura. Inoltre non si riesce a reperire perché ne viene prodotta poca. Immagino delle grandi serre automatizzate in cui i malati e persone con disabilità collaborano insieme producendo piante per soddisfare il proprio fabbisogno di curarsi».

Per non smettere di sognare Stara ha ancora un sogno da realizzare: «Siamo in contatto con ingegneri robotici per creare dei bracci automatici per il taglio delle foglie. Sembra fantascienza ma in realtà basta assemblare i pezzi che già esistono, ad esempio una tecnologia simile è utilizzata in ogni laboratorio chirurgico, si tratta solamente di portarla fuori dagli ospedali e applicarla a una pianta».

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Mons. Viganò: “Se le autorità tradiscono, la disobbedienza non è solo lecita ma doverosa”

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monsignor vigano discorso

Monsignor Viganò: “Dove l’autorità viene meno ai propri doveri ed anzi tradisca lo scopo per la quale è stata costituita, la disobbedienza non è solo lecita ma doverosaDisobbedienza non violenta, almeno per ora, ma determinata e coraggiosa. Disobbedienza ai diktat illegittimi e tirannici dell’autorità civile e ferma opposizione ai diktat dell’autorità ecclesiastica. Da dove esse si mostrino complici del piano infernale del Nuovo Ordine Mondiale”.

Guarda il video di Youtube ( finchè non lo censurano )

https://twitter.com/ils0vranista/status/1433776524545740819?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1433776524545740819%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fstopcensura.online%2Fmons-vigano-se-le-autorita-tradiscono-la-disobbedienza-non-e-solo-lecita-ma-doverosa%2F

Ecco alcuni commenti all’articolo di StopCensura:

Anonimo ha detto:

Trovo incredibile che il video di Monsignor Carlo Maria Viganò NON sia stato ancora censurato su YouTube: ——–> https://www.youtube.com/watch?v=w86HxuQUxgU ——–> In quello spazio, il video è fruibile anche con i SOTTOTITOLI. Ciò consente a chi non conosca l’italiano, o a chi abbia disabilità uditive, di seguire ugualmente questa vera e propria lezione morale.

Da condividere subito. Grazie, Monsignore.  Adesso, aspettiamo con ansia di sentire la voce di Liliana Segre.

“Lo dovrebbero TRASMETTERE IN PRIMA SERATA SU RAI 1 in modalità loop per almeno 2 settimane di fila….”

nuccioviglietti ha detto:

Fino a che metà di italiani no intenderà in quale mortifero maelstrom è stato trascinato difficilmente potremo uscire da questo kafkiano incubo…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

Recovery, Speranza: “Quattro miliardi per le cure domiciliari”. Finita la tachipirina?

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lorenzin speranza

Raggiunta l’intesa tra Stato e Regioni. Il ministro: «Standard elevati per tutto il territorio nazionale»

«Con l’intesa tra Stato e Regioni sulle cure domiciliari si compie un passo fondamentale per costruire la sanità di domani. Con il Pnrr investiamo 4 miliardi di euro nelle cure domiciliari, per portare l’assistenza pubblica e le cure più appropriate in casa dei pazienti. Il nuovo sistema di autorizzazione e accreditamento approvato fissa requisiti elevati ed omogenei per tutti i soggetti che erogano tali servizi e garantirà cure con standard avanzati e della medesima qualità su tutto il territorio nazionale». Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, commentando l’intesa.

«Saremo in grado di curare meglio le persone, evitando il ricorso all’ospedale quando non è necessario e utilizzando al meglio le risorse», afferma Speranza. In particolare, si legge nell’Intesa il cui testo è stato diffuso oggi, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano entro l’agosto del 2022 dovranno provvedere ad attivare il sistema di autorizzazione e di accreditamento delle organizzazioni pubbliche e private per l’erogazione di cure domiciliari determinando, in particolare, il fabbisogno secondo le funzioni di assistenza individuate in sede di programmazione sanitaria per garantire i livelli essenziali di assistenza.

Chi ha già adottato un proprio sistema di autorizzazione e di accreditamento delle organizzazioni pubbliche e private per l’erogazione di cure domiciliari dovrà adeguare tale sistema sempre entro 12 mesi.Viene inoltre attivato un monitoraggio annuale dell’attuazione dell’Intesa. Non sono previsti nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Ora, quindi, dopo 1 anno e mezzo, si cancellerà l’infame protocollo ” tachipirina e vigile attesa “? Fatto sta che ancora oggi, molti cittadini vengono discriminati dalle decisioni di questi signori, e altrettanti vengono lasciati ammalarsi a casa, con il 118 che rassicura somministrando tachipirina. Attendiamo di vede cosa produrrà l’investimento di quesi 4 miliardi di euro, in un momento dove anche le certezze granitiche di supporters di questo governo tecnico-politico, stanno davvero vacillando.

Modena, una paziente: “Respinta al triage dell’ospedale perché senza Green pass” Policlinico: “Un malinteso”

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La donna, una 24enne, ha fatto sapere che è pronta a sporgere denuncia

Domenica una 24enne è andata al Policlinico di Modena per una congiuntivite e, arrivata al “tendone” dell’accesso principale, una addetta ai controlli di una compagnia di vigilanza le avrebbe detto che non poteva accedere al pronto soccorso senza il Green pass, obbligatorio solo per gli accompagnatori. E’ quanto raccontato dalla stessa giovane all’edizione modenese de Il Resto del Carlino. La replica dell’ospedale: “E’ evidente che ci sia stato un malinteso tra l’operatrice al punto d’accesso, che non ha compreso la destinazione, e la paziente, che ha frainteso la segnaletica e la richiesta dell’operatrice”.

Il caso – Il fidanzato della 24enne, che si trovava lì con lei, ha cercato sul web l’indirizzo di una farmacia nei pressi dell’ospedale. “Ne ha trovata una, la più vicina, ma era quasi in overbooking. Troppi tamponi da fare, fino alle 20, e non c’era spazio per il mio”, ha raccontato la giovane al quotidiano.

In un secondo momento, la giovane si è rivolta direttamente al pronto soccorso oculistico dove è stata accolta senza che le chiedessero nulla. La paziente ha fatto sapere che è pronta a sporgere denuncia “perché non si ripetano più casi simili al mio, senza contare che oltre al dolore ho dovuto girovagare in cerca di una farmacia per fare un tampone”.

La polemica – La giunta emiliano romagnola spieghi perché “a una persona è stato chiesto il certificato verde per accedere al pronto soccorso del Policlinico di Modena e perché la stessa, in un primo tempo, sia anche stata respinta da un addetto dell’accettazione”. E’ quanto chiede in un’interrogazione Fratelli d’Italia.

“Se tutto sarà confermato, oltre alla gravità del fatto dovremmo porci la domanda su cosa sarebbe accaduto se la ragazza avesse avuto complicazioni a seguito del ‘no’ all’ingresso in ospedale”, ha dichiarato il consigliere comunale di FI Pier Giulio Giacobazzi

“La Regione ha recepito un decreto ministeriale a fine agosto, ma non è scritto da nessuna parte che anche i pazienti debbano essere provvisti di certificato verde. Negare assistenza primaria è un fatto gravissimo che sarebbe potuto degenerare e creare danni ingenti alla vista della ragazza. Per questo esigo che la giunta e l’assessore alla Sanità indaghino sull’accaduto attraverso un confronto col Policlinico: quanto successo non deve ripetersi, il diritto alle cure non può essere condizionato da un pass. E’ una palese violazione di un diritto fondamentale dell’individuo sancito dalla nostra Costituzione” è invece il commento del consigliere regionale di FdI, Michele Barcaiuolo.

L’ospedale: “Un malinteso” – “Se c’è stato un difetto di comunicazione ci scusiamo per il disagio arrecato alla paziente, che è comunque stata poi visitata in tempi brevi dal Ps Oculistico che ha potuto diagnosticare fortunatamente una patologia lieve, con priorità bianca e sintomi che duravano da qualche giorno – E’ quanto fa sapere l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena – E’ evidente che ci sia stato un malinteso tra l’operatrice al punto d’accesso, che non ha compreso la destinazione, e la paziente, che ha frainteso la segnaletica e la richiesta dell’operatrice”.

“Come è chiaramente evidenziato dalla segnaletica agli ingressi, il possesso del Green pass è richiesto a visitatori e caregiver, mentre non è necessario per chi si rivolga alla struttura per effettuare una prestazione ambulatoriale, poiché esistono percorsi specifici che consentono di ricevere le prestazioni in sicurezza. Sempre nell’ambito di percorsi sicuri, ovviamente, sono anche garantiti gli accessi in urgenza al Ps”, spiega ancora l’Aou di Modena, sottolineando che si tratta di regole valide in tutto il territorio regionale.

Per quanto riguarda gli operatori presenti al punto d’accesso, “non si tratta di guardie giurate ma di operatori della Coop Service addetti alla verifica dei requisiti di accesso, sono formati e informati su tutte le disposizioni di legge. È evidente che ci sia stato un malinteso. Il nostro personale è impegnato al massimo per garantire la sicurezza dell’accesso, in situazioni spesso concitate, dove è necessario vagliare le diverse sfaccettature della norma”, conclude l’azienda sanitaria modenese.

TGCOM24

Giuristi querelano Mattarella per “incitamento all’odio” dopo il discorso sui vaccini

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mattarella vaccino obbligatorio

di Andrea e Marco Zuccaro – Querela nei confronti di Sergio Mattarella, noto Presidente della Repubblica, per incitamento all’odio. Il giorno 5 settembre 2021 Sergio Mattarella, intervenendo nel corso dell’evento di apertura dell’anno accademico presso l’Università di Pavia, esprimeva gravissime considerazioni nei confronti di milioni di cittadini italiani. In qualità di giuristi, troviamo semplicemente inaccettabili le parole espresse da Sergio Mattarella, e crediamo che esse abbiano prodotto un danno nei nostri confronti.

Quasi superfluo, poi, è dire che questo suo intervento sembra voler quasi istituzionalizzare definitivamente il clima d’odio e di divisione sociale già creatosi, a causa del comportamento dei media e degli stessi attori istituzionali, tra i cittadini italiani.

Peraltro, vista l’insussistenza di un obbligo giuridico di “vaccinazione” anti covid-19 in capo alla popolazione italiana, è lapalissiano che l’ordinamento giuridico, allo stato attuale, tuteli senz’altro la scelta di non vaccinarsi e la posizione di chiunque, come da Regolamento Europeo 953/2021, non possa o non voglia procedere con detto trattamento, il quale non gode dell’approvazione dell’Agenzia Europea del Farmaco, essendo stato autorizzato mediante una procedura sottoposta a condizioni di vario genere.

 In difesa dei nostri diritti e in rappresentanza di milioni di cittadini italiani che non hanno fatto altro che assumere una posizione legittima, stante l’impossibilità di introdurre, all’interno dell’ordinamento italiano, una presunzione legale di pericolosità sociale in capo a soggetti sani, non contagiosi e non pericolosi per il prossimo, desideriamo muovere formale querela nei confronti di Sergio Mattarella e richiediamo all’autorità giudiziaria di verificare quanto segue:

L’intervento del Presidente della Repubblica presso l’Università di Pavia esula dall’esercizio delle Sue funzioni ex art. 87 della Costituzione, sicché egli può essere perseguito per reati comuni al pari di ogni altro cittadino italiano; l’intervento del Presidente della Repubblica configura la violazione degli articoli 3, 32 e 54 della Costituzione nonché dell’articolo 604-bis del Codice Penale nella parte in cui il suo discorso propaganda un’idea di superiorità etica e morale di una certa categoria di persone (i cittadini italiani “vaccinati”) ai danni di un’altra categoria di persone (i cittadini italiani “non vaccinati”), ovvero nella parte in cui esso istiga alla discriminazione di chi, compiendo una legittima scelta, viene ora parificato, per bocca dello stesso Sergio Mattarella, a un potenziale assassino, qualcuno che “invoca la libertà per ottenere la licenza di mettere a rischio la salute e – in qualche caso – la vita degli altri”.

Riteniamo che il Presidente Mattarella abbia travalicato l’esercizio della libertà di parola ex art. 21 della Costituzione, e crediamo fermamente che vi sia differenza tra la mera espressione di un biasimo e la criminalizzazione di persone innocenti tutelate dalla Costituzione e dall’ordinamento. Ciò vale a maggior ragione se si considera che quanto affermato dal Presidente non corrisponde al vero, non trova riscontro scientifico né può vantare prove a suo sostegno. La comunità accademica e medico-scientifica non ha mai dimostrato che una persona “non vaccinata” contro il Covid-19 sia più contagiosa di una persona “vaccinata” contro il Covid-19; semmai, iniziano a formarsi evidenze empiriche che procedono giusto in senso opposto, per le quali anche il virologo più rinomato al mondo, il Professor Anthony Fauci, ha parlato di “individui vaccinati” e “individui non vaccinati” come portatori della stessa carica virale. Inoltre, ci sembra opportuno ricordare che il dovere civico di contribuire alla tutela della salute pubblica si attua, per volontà dello stesso legislatore, non già con la vaccinazione, bensì con il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale nonché con il rispetto delle misure di igiene e di precauzione.

Pensiamo sia a dir poco paradossale che un Presidente della Repubblica abbia sposato una idea in forza della quale taluni cittadini italiani sarebbero, rispetto ad altri, meno liberi, ovvero meno liberi di invocare la libertà e i diritti che la Costituzione garantisce a tutti. Tale considerazione ci permette di individuare l’ulteriore violazione dell’articolo 87 comma 1 (ricompresa tuttavia nella violazione dell’art. 54, di cui si è già fatta menzione), in quanto Sergio Mattarella è venuto decisamente meno al suo dovere di rappresentare l’unità nazionale. Alla luce di tutto ciò, si rafforza la prospettiva che egli abbia parlato non già nelle vesti di Capo dello Stato in esercizio di funzioni, bensì come privato cittadino. Oltre ai rilievi già presentati, si richiede al Procuratore di verificare se sussistano elementi per la configurazione di ogni altro reato perseguibile d’ufficio, cosicché l’atteggiamento discriminatorio tenuto da Sergio Mattarella sia sanzionabile secondo la Costituzione e le leggi di questo Stato”.

Stopcensura.online