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Intervista a Frajese: la scienza su vaccini e mascherine chiede un atto di fede inutile

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intervista frajese

«N-E-S-S-U-N-O». Spero che scritto così si capisca la determinazione e la decisione con cui il professor Giovanni Frajese, endocrinologo e docente all’Università del Foro Italico risponde alla domanda che in tanti si fanno e cioè che senso abbia imporre la vaccinazione anti Covid a chi è già guarito da questa malattia.

«È una coercizione priva di qualsivoglia base scientifica. E questo lo sa qualsiasi medico. Ed è la cosa che più mi fa impazzire».Lei è stato sospeso per inosservanza dell’obbligo pur essendo guarito dal Covid.«Non hanno radiato professionisti che rompevano il femore per poi poter intervenire chirurgicamente e veniamo sospesi per sostenere tesi che si imparano al secondo anno di medicina».Cosa insegna professore?«Scienze mediche e tecniche applicate».

Che tradotto significa?«Tecnologie di avanguardia a livello medico».Anche il vaccino mRna è tecnologia di avanguardia?«Sperimentale e d’avanguardia. È una metodica che si studia dal 1987, anno in cui Robert Malone ha registrato il primo brevetto. Oltre trent’anni che la si studia. Senza alcuna applicazione pratica prima dello scorso anno. Anche perché gli studi effettuati in maniera adeguata non le consentivano di passare lo scrutinio».

Cioè?«Il limite era l’efficacia. Nel tempo, sottolineo. Nel caso dei vaccini il limite di efficacia che può essere considerato è non inferiore al 50%. Già dopo un anno di studio, che non è stato fatto prima di mettere i vaccini in commercio, ma che ora dopo un anno abbiamo, possiamo dire che non solo questa efficacia è inferiore al 50%, ma è addirittura negativa».

Il che significa? «Che le persone vaccinate con due dosi e nel tempo con tre si ammalano più facilmente dei non vaccinati. E infettano più facilmente». Il contrario delle motivazioni addotte per imporre l’obbligo di vaccinazione con annesse restrizioni delle libertà…«Non dimentichiamoci che hanno inizialmente tirato fuori un livello di efficacia relativa rispetto al placebo del 95%.

In pratica ne sostenevano l’efficacia assoluta. Quasi nessuna possibilità di ammalarsi. Basta vedere la storia con tutte le persone che si sono ammalate dopo essersi vaccinate. Un numero che non aveva nessun senso».Ora a che punto siamo?«Vanno avanti cambiando le definizioni. Prima parlavano ufficialmente di immunità. Adesso si parla invece di protezione. Parola più vaga non potevano usarla. Dal momento che da vaccinato infetto e posso infettare».

Il grande pubblico ha iniziato a conoscerla nel momento in cui di fatto ha zittito in tv un imbarazzato Pierpaolo Sileri, suo ex compagno di corso all’università, a proposito del carattere sperimentale del vaccino.«Gli effetti avversi possono essere a brevissimo termine di tipo allergico, o avvenire a distanza di pochi mesi, o a medio e lungo termine. Nel caso scoprissimo effetti tra tre anni e fossimo in presenza di un farmaco lo si ritirerebbe dal mercato, ma trattandosi di una persona sana già vaccinata non si può tornare indietro. Hanno trattato la popolazione, e in particolare i bambini, come cavie sperando che non succedesse niente. Speranza che già vediamo mal riposta, purtroppo.

Al di là del fatto che stanno cercando ogni spiegazione pur di non dimostrare la correlazione degli effetti con la vaccinazione».I dati sulla mortalità in eccesso di cui parliamo da giorni sulla Verità non la sorprendono…«Per mesi ho sperato di avere torto. Ora possiamo solo sperare che gli effetti a medio lungo termine non siano così gravi. Speranza che, ahimè, si affievolisce quanto più si continua a rivaccinare le persone. Avrei preferito la pubblica gogna per aver peccato di prudenza. Ma purtroppo così non è».

Perché è sbagliato sottoporre le persone a continui richiami? «Prima di oggi avete mai sentito di vaccinazioni che hanno bisogno di tre/quattro dosi? Il capo di Moderna sostiene che stanno preparando nuovi cicli vaccinali fatti di tre dosi per la Omicron; derubricata dalla stessa Oms a sindrome influenzale. Andiamo avanti con tre dosi all’anno per ciascuna variante?».

Dal vaccino multidose alla multi multidose?« I segnali di una possibile anergia del nostro sistema immunitario (incapacità di reazione, ndr) con stimolazioni così ravvicinate nel tempo e così importanti sono preoccupanti. Se come dicevo prima una persona vaccinata si ammala più facilmente vuol dire che il sistema immunitario già non sta funzionando bene. Si rischia la compromissione del sistema immunitario che, ricordiamo, serve a proteggerci non solo dai virus, ma pure dai tumori e dai batteri».

Lei non è un uomo di legge, ma un medico. Però vi sono sempre più giudici che si stanno pronunciando contro la legittimità dell’obbligo vaccinale.«I giudici stanno iniziando a leggere le carte. Quella che inizialmente sembrava una presa di posizione univoca e massiccia sta venendo meno. La Commissione medico scientifica indipendente, di cui faccio parte, ha collaborato, in qualità di consulente, al procedimento instaurato in Sicilia e poi approdato al consiglio di giustizia amministrativa in Sicilia.

La corte ha fatto una serie di domande molto circostanziate. Ha ottenuto la risposta da parte del governo redatta da Rezza e Locatelli, e anche da parte nostra. Le nostre risposte non erano solo date, ma anche referenziate con articoli scientifici a supporto».Cosa l’ha colpita della memoria Rezza-Locatelli?«Hanno sostenuto che l’immunità da guarigione dura solo sei mesi, mentre nel frattempo è stato acclarato che gli anticorpi circolanti e mucosali derivanti da guarigione si mantengono per almeno 18 mesi.

Ragionevole dedurre che la protezione sia permanente».Un processo istruttorio non banale che ora approda addirittura in Corte costituzionale. Un segnale importantissimo. È come se ravvisassero l’enormità della cosa. Che aspettative ha?«Abbiamo chiesto come Cmsi un confronto aperto, leale, franco e pacato col governo e il ministero della Salute. L’unico che abbiamo avuto è stato di fronte alla giustizia amministrativa siciliana.

Loro hanno dato risposte scritte. Noi siamo andati lì di persona. I professori Bellavite e Donzelli hanno avuto un ruolo ancora più attivo di me. E questo è il risultato. Immaginate se il confronto fosse pubblico».L’ordine dei medici di Firenze fa un appello nazionale a farla finita con questa storia dell’obbligo vaccinale. Le continue contestazioni impediscono addirittura l’approvazione dei bilanci inficiando il funzionamento dell’organo.«Una soluzione politica. Piuttosto che confrontarsi cercano la terza via, punto. Ma la scienza non è politica. La scienza è prima di tutto dati».

Da medico cosa la spaventa di più dei vaccini mRna?«La mancanza di studi di canceroginità e di genotossicità. Le fonti per così dire istituzionali – anzi pseudo-istituzionali – escludono la possibilità di retro-trascrizione del mRna vaccinale sul nostro dna. Questa affermazione risulta purtroppo smentita da uno studio svedese sulle linee cellulari epatiche. Lo studio ha dimostrato esattamente il contrario. La retro-trascrizione non solo è possibile ma è stata addirittura riscontrata».

Mi aiuta a capire meglio? Che vuol dire retro-trascrizione? «Vuol dire che quel codice che è stato inserito nel corpo entra a far parte del tuo dna con la possibilità di vederlo trasferire alle generazioni future. Stiamo cioè parlando di un danno potenziale tale da far tremare i polsi. Non si ferma alla singola persona che è stata vaccinata. Una trasmissione sul patrimonio genetico dei figli con conseguenze inimmaginabili. Si sta parlando di una modifica del dna umano. Non so se sono stato chiaro».

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Solo noi e la Grecia ancora con le mascherine a scuola

Chiaro. Cosa pensa della persistenza dell’obbligo di mascherina?«È uscito da poco un articolo in versione preprint, in attesa di pubblicazione. Uno studio tutto italiano. Le università sono quelle di Bologna, Ferrara e Perugia. Gli autori si sono presi la briga di misurare la quantità di anidride carbonica che viene inalata a seguito dell’utilizzo delle maschere, siano esse le Ffp2 oppure chirurgiche. È uno studio chiave, perché siamo l’unico maledetto Paese che continua a costringere le persone – soprattutto i bambini – a indossarla.

Spero che sia pubblicato al più presto. Ma i dati sono chiari. Il livello di sicurezza accettabile è di 5.000 ppm, parti per milione. Dato un volume cioè di un milione di unità, l’anidride carbonica non dovrebbe superare le 5.000, 5.000 milionesimi. Ebbene questo livello di tossicità viene superato nel 40% delle persone che utilizzano la mascherina chirurgica e nel 99% delle persone che portano la Ffp2».

Mamma mia…«Eh, ma il livello di tossicità aumenta con l’abbassamento dell’età. Quindi nei bambini. Con una media di 12.847 parti per milione. L’intervallo delle osservazioni è più o meno 2.898. Si può quindi arrivare a quasi 16.000 parti per milione. Oltre tre volte il limite massimo consentito. Mentre cioè gli effetti sul contenimento dei contagi sono risibili, stiamo causando un danno molto serio sui bambini, visto che gli obblighiamo a portarla per ore. È impensabile torturarli con misure che non hanno alcuna evidenza scientifica».

Una curiosità. Come fa a mantenere la calma in televisione?«Mi metto dietro a me stesso e lascio che le cose siano. Non mi metto al piano loro. Altrimenti la comunicazione perde di efficacia. Questo lo puoi fare se dentro di te sai di avere ragione».

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Morta a 32 anni dopo il vaccino AstraZeneca: l’indennizzo è di 77 mila euro

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siero AZ morte da vaccino

La giovane donna, Francesca Tuscano, perse la vita per una trombosi cerebrale. I genitori valutano una causa civile contro lo Stato

La sua morte è stata oggetto di una approfondita consulenza tecnica e il caso oggi torna a far discutere: Francesca Tuscano, una giovane insegnante 32enne, morì nell’aprile del 2021 all’ospedale San Martino di Genova per una trombosi cerebrale, qualche giorno dopo aver ricevuto una dose del vaccino Astrazeneca.

Le consulenze del medico legale Luca Tajana e dell’ematologo Franco Piovella hanno stabilito come “il decesso della paziente è ragionevolmente da riferirsi a effetti avversi da somministrazione di vaccino anti Covid– 19”, la famiglia si è affidata a dei legali, gli avvocati Federico Bertorello e Tatiana Massara, per capire come muoversi e, per quel che riguarda gli indennizzi previsti ha scoperto che le spetterebbero poco più di 77 mila euro. La storia è stata raccontata dall’edizione genovese di Repubblica e ricostruita dalla Tgr Liguria in un servizio.  

Una vicenda delicata, che sul piano penale è destinata all’archiviazione (le perizie hanno scagionato il comportamento dei medici coinvolti nella vaccinazione) ma sul piano civile non esclude strascichi giudiziari.

Secondo quanto appurato dai legali della famiglia, infatti, la cifra destinata “ai parenti aventi diritto che ne fanno domanda, nel caso in cui la morte del danneggiato sia stata determinata dalle vaccinazioni”, è di 77.468,53 euro in base alla legge che ha stanziato un fondo da 150 milioni di euro destinato proprio a chi ha subito danni dalla vaccinazione anti Covid. E i famigliari non hanno escluso una causa civile contro lo Stato, con una lettera di messa in mora.

Dopo la morte dell’insegnante, qualche mese dopo, in giugno, anche un’altra giovane, Camilla Canepa, morì a 18 anni a causa di una gravissima trombosi. Secondo le perizie, anche in questo caso si trattò di un raro effetto avverso al vaccino anti Covid. Una vicenda su cui le indagini sono ancora in corso. 

www.rainews.it

Geko comune: sono innocui e non vanno mai uccisi. Inoltre, mangiano le zanzare!

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geko comune

Nel vostro Paese è abbastanza frequente incontrarmi: sono il #geco comune, una specie diffusa in tutta l’area Mediterranea e che durante la stagione estiva puoi trovare arrampicato su muri e soffitti di casa.

Se mi incontri in #casa, non devi spaventarti né tanto meno uccidermi! Io e miei simili siamo infatti innocui e generalmente fuggiamo alla vista di un essere umano. Se però ci disturbate o ci volete fare del male, un mozzico magari te lo possiamo anche dare, ma il nostro morso non è né velenoso né doloroso, è più un avvertimento!

Non siamo pericolosi, anzi, siamo particolarmente utili poiché ci cibiamo di #insetti fastidiosi per voi come #mosche e #zanzare, oltre a moscerini e falene.
Pensa, uno solo di noi è in grado di mangiare fino a 2000 zanzare in una sola notte!

Inoltre, dite che portiamo fortuna e trovare uno di noi nelle vostre abitazioni lo considerate di buon auspicio, motivo in più per non mandarci via e non farci del male.

Se entro dentro casa non occorre fare nulla: probabilmente mi sono solo perso e troverò da solo la via d’uscita. Catturare uno di può essere complicato e il modo migliore per allontanarci è quello di lasciare leggermente aperta una porta o una finestra.
La tua casa, a prescindere dagli spuntini a base di insetti, non è un bel luogo in cui stare, ci sono un sacco di pericoli!

Perciò, se ci lasci tranquilli, troveremo da soli la strada per tornare a casa nostra!

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Queste razze di cani non sono adatte ad una famiglia con bambini. Lista e…

Moria di api in Trentino, il Wwf: ”Sintomi da avvelenamento” (IL VIDEO).

“Non serve a nulla!” Questa volta a dirlo è l’Istituto Superiore di Sanità. E ora come la mettiamo?

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I dati, se analizzati nella loro totalità, valgono più di mille parole. Questa volta la bomba arriva direttamente da quelli forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, i quali confermerebbero, secondo La Verità, una macabra tendenza: sotto i 60 anni, chi ha fatto il ciclo completo si infetta di più di chi non si è inoculato. Per loro il booster è inefficace, mentre per tutti gli under 40 l’incidenza dei sintomi gravi è in discesa. La domanda, quindi, sorge spontanea: perché inocularli ancora?

Dati clamorosi

“Più contagi tra i vaccinati che tra i non vaccinati”. Così apre La Verità nel suo articolo odierno. Occorre fare una premessa: stavolta il paradosso statistico non c’entra, visto che il paragone non è tra numeri assoluti ma tra i tassi d’incidenza ogni 100.000 abitanti. La tendenza è ormai evidente da settimane, e benché venga totalmente ignorata dai mainstream media, ecco che viene confermata dall’ultimo report dell’Iss, attraverso la registrazione delle diagnosi di Covid tra l’8 aprile e l’8 maggio.

Under 60

Il grafico sotto riportato (fonte La Verità) è a dir poco eloquente: gli under 60 hanno più probabilità d’infettarsi se si sono sottoposti a vaccinazione da meno di quattro mesi, o addirittura se hanno ricevuto il booster. L’analisi si basa su numero dati per fasce d’età, vediamo cosa ci dicono:
Nella fascia 5-11 anni, l’Istituto Superiore di Sanità presenta solo numeri grezzi, ma i tassi d’incidenza dei contagi li hanno calcolati in redazione. Dunque, ci sono 2.907 casi ogni 100.000 pargoli non vaccinati e 3.892 ogni 100.000 bambini cui sono state somministrate le due dosi. Se ne deduce chiaramente che per loro non è ancora tempo di un terzo shot: i vaccinati si infettano quasi il 35% in più dei non vaccinati. Il primo di una lunga serie di dati eloquenti.
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12-39 anni

Passando alla fascia 12-39 anni, ecco che si contano 3.291 infezioni ogni 100.000 persone tra i non vaccinati; 3.324 tra chi si è vaccinato da meno di 120 giorni; 3.181 tra chi si è fatto iniettare anche il booster, mentre i vaccinati risalenti a oltre quattro mesi fa, se la passano meglio di tutti, con 1.365 casi. Gli “allineati” diranno che gli inoculati “freschi” e quelli con la dose di richiamo, forse, sentendosi più protetti si espongono a situazioni a rischio, mentre i vituperati no vax vengono costretti ad un perenne lockdown. Onestamente, risulta difficile credere a tale spiegazione visto il decadimento dei divieti che escludevano dalla società i “dissidenti”.
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Under 40

Negli under 40, l’incidenza dei sintomi più severi sta decrescendo sia tra non vaccinati sia tra vaccinati. Ciò, probabilmente, è attribuibile al fatto che l’ondata pandemica dell’ultimo periodo si sta riassorbendo. D’altro lato, sembra che i vaccinati meno recenti, nonché privi di terza dose, siano i più resistenti all’infezione da Covid-19. Per quanto riguarda la categoria 40-59 anni, la quale comprende i cinquantenni costretti per legge alla terza iniezione nel giro di un anno, ecco che si nota come addirittura, tra i tridosati e i vaccinati da meno di 120 giorni, siano superiori sia l’incidenza dei casi, sia l’incidenza della malattia grave.
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I reietti si salvano

Dunque, i “reietti” no vax sono passati da una probabilità di morire 25 volte più alta rispetto ai vaccinati, a una «solo» 7 volte più alta, nell’arco di tre mesi. Solo quindici giorni fa, avevano ancora 9 volte in più di possibilità di lasciarci le penne. I dati mostrano un crollo a dir poco vertiginoso di tali statistiche. In soldoni, si evince che la terza dose scherma dai solo 60 anni in su. Non proprio un dato di secondaria importanza se si considerano le basi su cui sono stati costruiti i ricatti del green pass e gli obblighi vaccinali passati.
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Non serve a nulla

Dunque, come dice La Verità, se teniamo conto di questi dati sorge spontaneo chiedersi: che senso ha continuare a vaccinare? La terza dose sta aiutando solamente gli over 60. Della quarta potrebbero beneficiare anziani e fragili. E il resto della popolazione? I rischi di un ennesimo richiamo con il medicinale tarato sul virus di Wuhan, a questo punto, superano i benefici. Cosa che vale, peraltro, anche per il farmaco aggiornato, per il quale, è stato annunciato un accordo tra Commissione Ue e Pfizer-Biontech. I dubbi, infatti, sono molteplici, a partire dal fatto che il vaccino cosiddetto “anti Omicron” potrebbe arrivare a Omicron già soppiantata da altri ceppi, rivelandosi dunque obsoleto tanto quanto il suo predecessore. Nondimeno, i trial di Big Pharma richiederanno mesi. Faremo gli stessi errori inoculando gli under 40 e, magari, rispolverando pure lo scempio del Green Pass senza alcuna base scientifica sull’analisi delle anomalie nella mortalità? Roberto Speranza e Draghi dovranno rispondere di tutto questo.

Klamath: una nuova speranza contro l’Alzheimer

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klamath-alzheimer

Rapporto sul trattamento del Morbo di Alzheimer con la Klamath (Aphanizomenon Flos-Aquae) a cura del Dr. Gabriel Cousens

Rapporto a cura del Dr. Cousens, psichiatra ortomolecolare che lavora a Petaluma, California

Attualmente è convinzione comune che non ci sia alcuna possibilità di curare o di migliorare le condizioni di chi è affetto da una forma degenerativa conosciuta come morbo di Alzheimer”.

Avendo personalmente verificato nei miei pazienti le qualità di potenziamento delle funzioni cerebrali della Klamath, un’alga verde-azzurra proveniente dal lago Upper Klamath, mi sono interessato ad alcuni rapporti relativi ai suoi effetti sul morbo di Alzheimer.

Questa alga è particolarmente ricca in neurotrasmettitori attivi e sembra avere risultati terapeutici positivi in persone il cui generale funzionamento mentale appare rallentato.

Per i miei esperimenti, ho scelto due individui colpiti da un ben documentato morbo di Alzheimer, che avevano un funzionamento mentale evidentemente deficitario.

Ogni mese, oltre alle mie note, il coniuge di ciascuno dei due pazienti ha riempito un questionario relativo ai loro processi mentali, memoria, capacità di concentrazione, giudizio, percezione, emozioni, capacità di prendersi cura di sé e sonno.

Ciascuna sezione aveva varie categorie, per un totale di 28 domande, con valutazioni a base di un punteggio da 1 a 10. Ciascun caso è stato seguito per 12 mesi.

1° Paziente

Il primo paziente è una donna di 66 anni malata di Alzheimer da oltre 7 anni, gli ultimi 5 dei quali furono pienamente diagnosticati nel 1978 presso lo Stanford Medical Center. La donna era stata anche sottoposta ad assunzione orale di colina e ad una terapia di chelazione I.V., in entrambi i casi senza sortire effetto alcuno sullo stato di deterioramento.

Nell’esame iniziale, la donna ha dimostrato una significativa condizione di afasia: sembrava incapace di esprimere i suoi pensieri a parole; la sua memoria a breve e a lungo termine era notevolmente diminuita; aveva grandi difficoltà a concentrarsi sulla situazione presente. Essenzialmente, la paziente appariva assente.

Essa aveva anche un tremore simile a quello del morbo di Parkinson, incontrava enormi difficoltà a camminare in linea retta e pendeva a destra. Secondo suo marito, era completamente incapace di prendersi cura di sé, o anche solo di vestirsi. Il marito appariva disperatamente pessimistico.

Dopo un mese di assunzione di alga Klamath si potevano constatare chiaramente segni di diminuzione dell’afasia. Nei suoi occhi sembrava essere ritornato un barlume di coscienza. Anche il tremore delle mani era diminuito.

Era anche nuovamente capace di mettersi adosso un grembiule, cosa che non aveva fatto per mesi. Sembrava anche più capace di esprimere i propri sentimenti.

Dopo due mesi, la sua capacità di comunicazione era migliorata, ed era nuovamente capace di guardare la TV e capire cosa stava succedendo.

Dopo 6 mesi, il marito ed io concordammo, in base alle nostre soggettive esperienze, sul fatto che il suo spirito, umore e consapevolezza erano notevolmente migliorati. Lei era finalmente in grado di lavorare intellettualmente sull’ambiente circostante. La sua memoria a breve temine era migliore.

L’afasia era progressivamente migliorata nel corso dei sei mesi, anche se il progresso sembrava essersi stabilizzato nell’ultimo mese. La sua capacità di attenzione era cresciuta sensibilmente ed era ora in grado di passare diverse ore ad ascoltare musica. Il suo giudizio, ragionamento, e chiarezza mentale erano notevolmente migliorati.

Non c’era stato alcun cambiamento riguardo alla sua memoria a lungo termine. A livello fisico, la paziente era passata da una totale incapacità di vestirsi ad essere in grado di farlo da sola, anche se a volte in maniera sbagliata. Era finalmente capace di camminare in linea retta e di mantenere una postura quasi completamente eretta.

Dopo 12 mesi, si potevano notare ulteriori leggeri miglioramenti nelle varie aree menzionate. A questo punto, dopo miglioramenti relativamente rapidi nei primi sei mesi, la paziente sembrava essere entrata in una situazione di ulteriori miglioramenti molto più graduali.

2° Paziente

Il secondo caso riguarda un avvocato di 64 anni del Midwest, al quale fu diagnosticato il morbo di Alzheimer dopo una serie di test neurologici e psicologici. Prima di farsi visitare, il suo funzionamento mentale e la sua memoria erano già notevolmente diminuiti. Non poteva più svolgere il suo lavoro, o ricordare cosa era successo 15 minuti prima, e il suo Q.I. (quoziente intellettivo) era ridotto a 92, notevolmente al di sotto di quello medio degli avvocati.

Fu sottoposto allo stesso trattamento a base di alga Klamath nel primo caso. Dopo un mese, la moglie aveva già notato un’arresto del processo degenerativo e dopo 12 mesi non si era verificata alcuna ulteriore degenerazione, anche se non vi era stato alcun recupero delle funzioni già compromesse.

La moglie del paziente è molto contenta dei risultati ottenuti con la Klamath e ritiene che il trattamento abbia preservato le basi per una solida relazione coniugale.

Sono stati qui riportati due casi pienamente documentati. In uno vi è stato un notevole recupero di funzionalità, nell’altro un arresto della progressiva degenerazione dovuta al morbo di Alzheimer. Questi risultati preliminari suggeriscono che tale forma degenerativa potrebbe in effetti essere arrestata tramite l’uso delle alghe AphanizomenonFlos-Aquae.

Caratteristiche organolettiche dell’alga klamath

  • tra il 65% e il 70% di proteine nobili;
  • 20 aminoacidi (di cui tutti gli 8 aminoacidi essenziali);
  • lo spettro completo di tutti i sali minerali presenti in natura;
  • vitamina A, vitamina C, tutte le vitamine del gruppo B (inclusa la B12), vitamina E, vitamina H (biotina) e vitamina K;
  • acidi grassi polinsaturi (Omega-3 ed Omega-6) e monoinsaturi (acido oleico);
  • numerosi carotenoidi (cantaxantina, astaxantina, zeaxantina, luteina e licopene);
  • clorofilla: è in assoluto l’alimento con la maggiore concentrazione;
  • afa-ficocianine (potenti antiossidanti ed antinfiammatori);
  • enzimi.

ECCO DOVE TROVARE ALGA KLAMATH DI QUALITA’:

Terni: multa di 100 euro a malata oncologica con esenzione dal vaccino

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vaccinati ricoverati

La 63enne non ha potuto effettuare la terza dose ma l’Agenzia delle Entrate le ha notificato la sanzione

Ha il sapore della beffa quanto capitato ad una 63enne di Terni, malata oncologica grave. Su consiglio dei medici, oltre ad essere fisicamente impossibilitata, non si è sottoposta alla dose booster del vaccino anti-Covid. Nei giorni scorsi alla donna è stata notificata dall’Agenzia delle Entrate la sanzione da 100 euro per il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale (previsto per gli over 50). A raccontare la storia è il figlio della paziente, che minaccia via legali qualora la situazione non venga risolta presto.

La grave patologia

«Mia madre – racconta – il 18 ottobre 2021 ha scoperto di avere un linfoma cerebrale molto aggressivo, che sta curando al reparto di oncoematologia di Perugia. A causa della grave malattia, per la quale le è stata anche riconosciuta l’invalidità legge 104 e l’indennità di accompagnamento invalidi civili, non ha potuto effettuare la terza dose di vaccino. Le prime due le ha ricevute in quanto ancora non le era stata diagnosticata la patologia, ma la terza, a causa delle fortissime cure (chemioterapie, immunoterapie e radioterapie), non ha potuto riceverla in quanto sconsigliata dai medici ed anche perchè è stata rinchiusa per quattro mesi nel reparto di oncoematologia, in una stanza asettica per evitare l’esposizione a patogeni di qualsiasi tipo. Quindi non si è potuta recare in punto vaccinale».

Gli interrogativi

«Lo scorso 4 maggio – continua l’uomo – è successo l’incredibile: mentre mia madre era in ospedale a Perugia per sottoporsi ai cicli di radioterapia, si è vista notificare una raccomandata a casa. Appena tornata, stanca e debilitata, si è recata all’ufficio postale per ritirarla. La raccomandata conteneva appunto la sanzione di 100 euro per il non rispetto dell’obbligo vaccinale. Ho già provveduto ad inviare una pec all’Usl Umbria 2, avviando tutta la procedura per richiedere l’annullamento della cartella esattoriale, ma la domanda che mi pongo è questa: se mia madre a causa della gravissima malattia ha visto riconoscersi legge 104 e accompagnamento, come è possibile che l’Usl Umbria 2 con l’incrocio dei dati del codice fiscale di mia madre, non sia in grado di capire chi è impossibilitato a fare il vaccino in quanto affetto da gravi patologie?».

Il botta e risposta con la Usl

Lunedì mattina, alla pec inviata dall’uomo con allegata la documentazione che attesta la grave malattia oncologica, l’Usl ha risposto chiedendo «entro e non oltre due giorni» la certificazione che attesta le due dosi effettuate dalla 63enne. «Ma già nella comunicazione ricevuta di avvio del procedimento sanzionatorio – continua il figlio della malata – è stato espressamente scritto che il ciclo primario è completato. Il foglio con la certificazione delle prime due dosi effettuate da mia madre attualmente non è in mio possesso e mia madre non è nelle condizioni per cercarlo. Se non riceverò a breve conferma scritta di annullamento del procedimento sanzionatorio – conclude l’uomo -, provvederò ad incaricare un avvocato di procedere alla denuncia».

Olio extravergine contaminato da pesticidi, plastificanti e oli minerali: De Cecco e Farchioni tra i peggiori!

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olio pesticidi

I problemi più grandi che sono stati trovati in questi prodotti è stata la contaminazione da oli minerali. Inoltre, sono state ritrovate anche tracce di plastificanti o pesticidi, a percentuali sempre basse e sempre entro limiti di legge. Gli idrocarburi degli oli minerali sono un ampio gruppo di sostanze diverse. Quelli rinvenibili nei prodotti in alta quantità sono gli idrocarburi aromatici, o MOAH, presenti in un terzo dei prodotti.

Olio extravergine italiano: i peggiori del test tedesco

Olio extravergine test

L’olio extravergine italiano non esce molto bene dal test. Tra questi vi sono le marche:

  • Filippo Berio: risultato quello peggiore del test per il contenuto di oli minerali “notevolmente aumentati”, e MOAH, tracce di IPA, plastificanti e anche due pesticidi (tra cui un insetticida, la deltametrina)
  • De Cecco: penalizzato per la presenza di oli minerali “notevolmente aumentati”, per la presenza di MOAH, tracce di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e di un pesticida (non specificato)
  • Dennree (Farchioni): anche qui c’è la presenza dell’olio minerale “notevolmente aumentati”. Ma anche MOAH e IPA
  • Casolare bio Farchioni olii: lo stesso risultato anche qui, olio minerale aumentato, IPA e plastificanti in tracce

Non solo pesticidi nei nostri olii

Alcuni di loro, da analisi approfondite, sono risultati cancerogeni e banditi dai cibi in maniera sistematica. Altra sostanza presente negli oli come contaminante è il MOSH. Questo è solito accumularsi nel corpo portando a conseguenze per la salute umana non ancora del tutto chiare. La via del loro ingresso negli oli alimentari sono i lubrificanti con cui vengono trattate le macchine utilizzate nella raccolta e spostamento delle olive. Alcuni oli d’oliva contengono tracce del pesticida deltametrina che sparso nei campi mette in pericolo le api e la biodiversità in generale.

Olio extravergine peggiore
Olio extravergine peggiore
Olio extravergine peggiore

L’olio peggiore dai test è risultato il Filippo Berio, come indicato sopra.

La Filippo Berio ha prontamente replicato, precisando che l’olio prodotto dall’azienda che si trova in Italia non è lo stesso venduto nei supermercati tedeschi.

Il prodotto testato – Filippo Berio Olivenöl Classico 500ml, GTIN 8002210113312, è commercializzato in Germania ma non è presente nel mercato italiano dove abbiamo una gamma specifica di prodotti, diversa da quanto vendiamo in quel Paese.

Aumento degli eventi cardiovascolari di emergenza tra la popolazione sotto i 40 anni in Israele con il siero della terza ondata

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vaccini covid-19 effetti avversi
FILE - This October 2021, photo provided by Pfizer shows kid-size doses of its COVID-19 vaccine in Puurs, Belgium. (Pfizer via AP, File)

Le reazioni avverse cardiovascolari sono causate da infezioni da coronavirus 2019 (COVID-19) e segnalate come effetti collaterali dei vaccini COVID-19. L’arricchimento degli attuali sistemi di sorveglianza della sicurezza dei vaccini con ulteriori fonti di dati può migliorare la comprensione della sicurezza dei vaccini COVID-19. Utilizzando un set di dati unico dei servizi medici di emergenza nazionali israeliani (EMS) dal 2019 al 2021, lo studio mira a valutare l’associazione tra il volume di arresto cardiaco e le chiamate EMS di sindrome coronarica acuta nella popolazione di 16-39 anni con potenziali fattori compresi i tassi di infezione e vaccinazione da COVID-19.

Nel periodo gennaio-maggio 2021 è stato rilevato un aumento di oltre il 25% in entrambi i tipi di chiamata, rispetto agli anni 2019-2020. Utilizzando modelli di regressione binomiale negativa, i conteggi settimanali delle chiamate di emergenza erano significativamente associati ai tassi di 1a e 2a dose di vaccino somministrata a questa fascia di età, ma non ai tassi di infezione da COVID-19. Pur non stabilendo relazioni causali, i risultati sollevano preoccupazioni per quanto riguarda gli effetti collaterali cardiovascolari gravi non rilevati indotti dal vaccino e sottolineano la relazione causale già stabilita tra vaccini e miocardite, una causa frequente di arresto cardiaco inaspettato nei giovani.

La sorveglianza dei potenziali effetti collaterali del vaccino e degli esiti di COVID-19 dovrebbe incorporare EMS e altri dati sanitari per identificare le tendenze della salute pubblica (ad esempio, aumento delle chiamate EMS) e indagare prontamente le potenziali cause sottostanti. i risultati sollevano preoccupazioni per quanto riguarda gli effetti collaterali cardiovascolari gravi non rilevati indotti dal vaccino e sottolineano la relazione causale già stabilita tra vaccini e miocardite, una causa frequente di arresto cardiaco imprevisto nei giovani.

La sorveglianza dei potenziali effetti collaterali del vaccino e degli esiti di COVID-19 dovrebbe incorporare EMS e altri dati sanitari per identificare le tendenze della salute pubblica (ad esempio, aumento delle chiamate EMS) e indagare prontamente le potenziali cause sottostanti. i risultati sollevano preoccupazioni per quanto riguarda gli effetti collaterali cardiovascolari gravi non rilevati indotti dal vaccino e sottolineano la relazione causale già stabilita tra vaccini e miocardite, una causa frequente di arresto cardiaco imprevisto nei giovani. La sorveglianza dei potenziali effetti collaterali del vaccino e degli esiti di COVID-19 dovrebbe incorporare EMS e altri dati sanitari per identificare le tendenze della salute pubblica (ad esempio, aumento delle chiamate EMS) e indagare prontamente le potenziali cause sottostanti.

introduzione

Gli esiti avversi cardiovascolari come la coagulazione del sangue (p. es., trombosi coronarica), la sindrome coronarica acuta, l’arresto cardiaco e la miocardite sono stati identificati come conseguenze dell’infezione da coronavirus 2019 (COVID-19) 1 , 2 , 3 , 4 , 5 . Allo stesso modo, i dati dei sistemi di sorveglianza regolamentare e di auto-segnalazione, tra cui il Vaccine Adverse events Reporting System (VAERS) negli Stati Uniti (USA) 6 , il Yellow Card System nel Regno Unito 7 e il sistema EudraVigilance in Europa 8 , associano simili effetti collaterali cardiovascolari 9 , 10 , 11 ,12 , 13 con una serie di vaccini COVID-19 attualmente in uso.

Più recentemente, diversi studi hanno stabilito una probabile relazione causale tra i vaccini a RNA messaggero (mRNA) di BNT162b2 e mRNA-1273 11 , 14 , 15 , 16 così come i vaccini adenovirus (ChAdOx1) 17 con miocardite, principalmente nei bambini, giovani e medi adulti di età. Lo studio del Ministero della Salute in Israele, paese con uno dei tassi di vaccinazione più alti al mondo, valuta che il rischio di miocardite dopo aver ricevuto la 2a dose di vaccino sia compreso tra 1 su 3000 e 1 su 6000 negli uomini di 16 anni– 24 e 1 su 120.000 negli uomini sotto i 30 anni 11 , 12 , 13. Uno studio di follow-up del Center of Disease Control (CDC) statunitense basato sui sistemi di auto-segnalazione VAERS e V-Safe 18 conferma ulteriormente questi risultati 19 . Il CDC ha recentemente pubblicato un avviso relativo al rischio di miocardite correlato al vaccino, ma ha comunque mantenuto la raccomandazione di vaccinare i giovani e i bambini di età superiore ai 12 7 . Preoccupazioni simili si riflettono nella recente approvazione del vaccino Pfizer da parte della Food and Drug Administration, che richiede diversi studi successivi sugli effetti a breve e lungo termine della miocardite nei giovani individui 20 .

Sebbene i benefici della vaccinazione COVID-19 siano chiari, soprattutto per le popolazioni ad alto rischio di sviluppare malattie gravi e potenzialmente pericolose per la vita 15 , 21 , è importante comprendere meglio i potenziali rischi per ridurre al minimo i potenziali danni. Tuttavia, valutare la connessione tra miocardite e altre potenziali condizioni cardiovascolari e i vaccini COVID-19 è impegnativo. In primo luogo, è noto che i sistemi di auto-segnalazione 22 di eventi avversi presentano bias di auto-segnalazione e problemi di sotto-segnalazione e sovra-segnalazione 23 , 24 , 25 . Anche lo studio israeliano, basato su una raccolta di dati più proattiva, afferma che alcuni dei casi potenzialmente rilevanti non sono stati completamente indagati.

In secondo luogo, la miocardite è una malattia particolarmente insidiosa con molteplici manifestazioni riportate. Esiste una vasta letteratura che mette in evidenza casi asintomatici di miocardite, che sono spesso sottodiagnosticati 26 , 27 , così come casi in cui la miocardite può essere erroneamente diagnosticata come sindrome coronarica acuta (SCA) 28 , 29 , 30 . Inoltre, numerosi studi esaurienti dimostrano che la miocardite è una delle principali cause di decessi improvvisi e inaspettati negli adulti di età inferiore ai 40 anni e valutano che sia responsabile del 12-20% di questi decessi 26 , 31 , 32 , 33. Pertanto, è plausibile la preoccupazione che l’aumento dei tassi di miocardite tra i giovani possa portare a un aumento di altri eventi avversi cardiovascolari gravi, come l’arresto cardiaco (CA) e l’ACS. Prove aneddotiche suggeriscono che questa potrebbe non essere solo una preoccupazione teorica 16 .

In terzo luogo, il danno miocardico e la miocardite sono prevalenti tra i pazienti con infezione da COVID-19 26 , 34 . Poiché l’introduzione del vaccino contro il COVID-19 avviene spesso con infezioni da COVID-19 della comunità di fondo, potrebbe essere difficile identificare se l’aumento dell’incidenza di miocardite e condizioni cardiovascolari correlate, come CA e SCA, sia determinato da infezioni da COVID-19 o indotto da COVID-19 -19 vaccini. Inoltre, tali aumenti possono anche essere causati da altri meccanismi causali sottostanti indirettamente correlati al COVID-19, ad esempio i pazienti che ritardano la ricerca di cure di emergenza a causa della paura della pandemia e del blocco 35 .

Questo studio mira a esplorare come fonti di dati aggiuntive, come quelle dei servizi medici di emergenza (EMS), possono integrare i sistemi di sorveglianza dei vaccini auto-segnalati nell’identificazione delle tendenze di salute pubblica relative a COVID-19. Più in particolare, lo studio esamina l’associazione tra gli incidenti CA e ACS nella popolazione di 16-39 anni e due potenziali fattori causali: i tassi di infezione da COVID-19 e il lancio del vaccino COVID-19. Lo studio sfrutta il sistema di dati Israel National EMS (IEMS) e analizza tutte le chiamate relative agli eventi CA e ACS in due anni e mezzo, dal 1 gennaio 2019 al 20 giugno 2021.

Metodi

Progettazione dello studio

Questo studio retrospettivo basato sulla popolazione sfrutta il sistema di dati IEMS e analizza tutte le chiamate relative agli eventi CA e ACS in due anni e mezzo, dal 1 gennaio 2019 al 20 giugno 2021. I dati delle chiamate IEMS sono accoppiati con i dati su COVID -19 tassi di infezione, nonché i rispettivi tassi di vaccinazione nello stesso periodo di tempo.

Il periodo di tempo dello studio abbraccia 14 mesi di un “periodo normale” prima della pandemia di COVID-19 e del lancio del vaccino (1/2019–2/2020), circa 10 mesi di un “periodo pandemico” con due ondate di pandemia (3 /2020–12/2020) e circa 6 mesi di un “periodo pandemico e di vaccinazione” (1/2021–6/2021), durante il quale Israele ha lanciato il suo lancio di vaccinazioni parallelamente a una terza ondata di pandemia di COVID-19. Pertanto, consente di studiare come il conteggio delle chiamate CA e ACS cambia nel tempo con diverse condizioni di sfondo e potenzialmente evidenziare i fattori associati ai cambiamenti temporali osservati.

Questo studio è stato ritenuto esente da revisione da parte del Massachusetts Institute of Technology Institutional Review Board (E-3300). Lo studio è stato approvato anche dal comitato di ricerca dell’IEMS.

Fonti di dati e popolazione di studio

Dati delle chiamate CA e ACS

Il sistema di dati IEMS include registrazioni di tutte le chiamate ricevute tramite il numero telefonico di emergenza nazionale israeliano (1-0-1). Si noti che l’IEMS è un’organizzazione nazionale che gestisce tutte le chiamate EMS in Israele. Ciascun record contiene più campi di informazioni, incluso il tipo di chiamata verificato retrospettivo come determinato dal team EMS (in contrasto con la classificazione iniziale della chiamata), la data, le caratteristiche di risposta rilevanti (ad es. morte sul posto e se era necessaria la rianimazione durante la risposta ), e l’età e il sesso del paziente.

Il set di dati dello studio include tutte le chiamate non cancellate con l’età del paziente riportata e un tipo di chiamata verificato di CA o ACS. Le chiamate CA sono state definite come un malfunzionamento elettrico improvviso del cuore di presunta eziologia cardiaca o medica, con conseguente collasso di un paziente, escluse le CA correlate a trauma, overdose di droga o suicidio. Le chiamate ACS sono state definite come condizioni in cui i pazienti sperimentano una riduzione del flusso sanguigno al cuore associata a infarto del miocardio.

I codici di chiamata utilizzati per identificare le chiamate CA e ACS sono determinati dai team EMS sulla base di protocolli definiti dell’IEMS. La diagnosi di CA è stata effettuata in base alle circostanze del collasso descritte dal chiamante al team di spedizione, all’elettrocardiogramma (ECG) della vittima di CA ottenuto tramite un defibrillatore esterno automatizzato e agli indicatori comuni di CA osservati dai paramedici che hanno risposto (p. es., paziente insensibilità, respiro agonico). Le CA dovute o ovviamente correlate a traumi, overdose di droga o suicidio sono state escluse da questo codice di chiamata e dallo studio. La diagnosi di SCA è stata effettuata sulla base dell’ECG a 12 derivazioni del paziente (un ECG a 12 derivazioni è stato eseguito su tutti i pazienti sospettati di SCA per confermare la diagnosi), sui sintomi (p. es., dolore toracico, mancanza di respiro), anamnesi ed esame obiettivo , come ottenuto dai sanitari intervenuti.

I metodi supplementari descrivono i campi dei dati delle chiamate IEMS e i codici del tipo di chiamata in modo più dettagliato.

Vaccinazioni e casi di infezione da COVID-19

I dati sulle vaccinazioni e sui casi di COVID-19 sono stati ottenuti dal portale online del database del governo israeliano ( https://info.data.gov.il/datagov/home/ ). Questi dati includono il numero di dosi giornaliere di 1a e 2a vaccinazione somministrate per fascia di età 36 , nonché il numero settimanale di nuovi casi confermati di COVID-19 per fascia di età, in tutto Israele 37 . I gruppi di età sono costituiti da contenitori di 20 anni che iniziano con 0–19. I conteggi della popolazione per gruppi di età simili sono stati raccolti anche da dati accessibili al pubblico utilizzati per integrare questi set di dati 38. Si noti che Israele ha somministrato solo vaccini BNT162b2 per i quali il ritardo tra la 1a e la 2a dose è di tre settimane e che tra gennaio e maggio 2021 i vaccini sono stati somministrati a individui di età pari o superiore a 16 anni.

Dati e analisi statistiche

Andamento delle chiamate CA e ACS

Per ogni coppia di diagnosi (CA o SCA), gruppo di età (16-39, over 40 o tutte le età) e sesso (maschio, femmina o entrambi i sessi) i cambiamenti assoluti e relativi da un anno all’altro in sono state calcolate le chiamate. La rispettiva significatività statistica di questi cambiamenti si basava sul test E di Poisson a due code 39 . Tali variazioni sono state calcolate separatamente rispetto all’intero anno solare (2019–2020) e dal 1° gennaio al 31 maggio (2019–2021). Il periodo gennaio-maggio è stato utilizzato per il confronto in quanto corrisponde alla somministrazione di vaccinazioni nella fascia di età 16-39 anni nel 2021 36. I confronti per l’intero anno solare sono stati calcolati per esaminare i cambiamenti nelle chiamate quando le infezioni da COVID-19 erano prevalenti, ma non sono state somministrate vaccinazioni nella fascia di età 16-39. Ulteriori analisi che descrivono la percentuale di chiamate CA in cui il paziente è deceduto sul posto (ossia, morte dichiarata prima dell’arrivo in ospedale) e ha ricevuto la rianimazione (ad esempio, il paziente ha ricevuto defibrillazione o rianimazione cardiopolmonare) sono descritte nell’Appendice.

Per visualizzare le tendenze temporali del volume delle chiamate CA e ACS e la potenziale relazione con i tassi di infezione da COVID-19 e i tassi di vaccinazione per la fascia di età 16-39, sono stati creati grafici rispettivamente per le chiamate CA e ACS. Ciascun grafico si sovrappone a diverse serie temporali di media mobile durante il periodo di studio. Questi includono la media mobile centrata di cinque settimane dei rispettivi conteggi settimanali delle chiamate EMS, nonché i conteggi della media mobile centrata di tre settimane di nuovi casi di infezione da COVID-19, le prime dosi di vaccino somministrate e le seconde dosi di vaccino somministrate. I grafici indicano anche i periodi dei tre avvisi nazionali di blocco della salute pubblica relativi al COVID-19 in Israele 40 .

Per migliorare la comprensione di queste tendenze durante la terza ondata pandemica e il lancio della vaccinazione, sono stati creati in modo simile grafici “zoom-in” per il periodo dal 18 ottobre 2020 al 20 giugno 2021. I grafici zoom-in evidenziano anche le stime del numero di individui che hanno ricevuto una sola dose di vaccinazione durante questo periodo. Ciò è stato fatto tracciando un’ulteriore serie temporale della media mobile di tre settimane della seconda dose di vaccino somministrata spostata indietro nel tempo di tre settimane. Più precisamente, la differenza tra il numero di 1a dose di vaccino e il numero di 2a dose di vaccino spostato indietro nel tempo di tre settimane mostra il numero stimato di pazienti che hanno ricevuto solo la loro 1a dose seguendo le raccomandazioni di somministrazione della vaccinazione di Pzifer (cioè, il numero stimato di pazienti che non hanno ricevuto una 2a dose di vaccino dopo un periodo di 3 settimane dalla somministrazione della 1a dose di vaccino). Questa differenza viene utilizzata anche per stimare il numero di dosi singole somministrate a individui che si erano ripresi da infezioni da COVID-19, che è stato tracciato dal 1 aprile 2021 in poi (il 1 aprile 2021 è stato poco dopo che il Ministero della Salute israeliano ha approvato la vaccinazione per questa popolazione41 ).

I grafici per i gruppi di età superiore a 40 e di tutte le età sono mostrati nelle figure supplementari. 1–4 .

Elaborazione di dati di serie temporali per chiamate CA e ACS, amministrazione delle vaccinazioni e conteggi di infezioni da COVID-19

Per verificare se le tendenze anno per anno osservate nei conteggi settimanali delle chiamate CA e ACS nella fascia di età 16-39 sono associate alle infezioni da COVID-19 o alla somministrazione del vaccino, le seguenti serie temporali settimanali sono state calcolate e considerate nel corso del intero periodo di studio: conteggi settimanali delle chiamate CA, rispettivamente, per i pazienti di età compresa tra 16 e 39 anni e di età superiore a 40 anni; Conteggio settimanale delle chiamate ACS di pazienti nella fascia di età 16–39; conteggio cumulativo bisettimanale (settimana corrente e precedente) della 1a e della 2a dose di vaccino somministrata, rispettivamente, nei gruppi di età 16–39 e sopra i 40 anni; e il conteggio cumulativo di tre settimane di nuove infezioni da COVID-19 (attuali e precedenti due settimane) nei gruppi di età 16–39 (approssimato dal gruppo di età 0–39) e oltre i 40 anni, rispettivamente. Si noti che il set di dati sull’infezione da COVID-19 37include solo dati aggregati per la fascia di età 0–39 e quindi sovrastima il numero di infezioni da COVID-19 per la fascia di età 16–39.

La scelta del conteggio bisettimanale della 1a e della 2a dose di vaccino è motivata da studi che suggeriscono che la miocardite compare tipicamente entro due settimane dalla vaccinazione 19 . La scelta di un conteggio cumulativo di tre settimane di nuove infezioni da COVID-19 è motivata dal fatto che i sintomi acuti di COVID-19 sono tipicamente osservati entro tre settimane dall’insorgenza dell’infezione 19 . Poiché l’impatto di COVID-19 potrebbe essere variabile, alcune delle analisi descritte di seguito sono state condotte anche con diversi conteggi di nuove infezioni da COVID-19 variando il periodo di conteggio da una a sei settimane (cioè, conteggi cumulativi tra uno, due, tre, quattro , cinque e sei settimane).

Associazione delle tendenze anno per anno del conteggio delle chiamate con le infezioni da COVID-19 e la somministrazione del vaccino

La correlazione del rango di Spearman è stata calcolata tra la serie temporale dei conteggi settimanali delle chiamate CA per il gruppo di età 16-39 anni e la serie temporale dei conteggi cumulativi bisettimanali (settimana corrente e precedente) della 1a e della 2a dose di vaccino somministrata per il stessa fascia di età. Allo stesso modo, la correlazione di rango è stata calcolata tra le serie temporali dei conteggi settimanali delle chiamate CA e le serie temporali dei nuovi conteggi di infezione da COVID-19 cumulativi di tre settimane (due settimane correnti e precedenti). Lo stesso è stato calcolato per la somma delle serie temporali dei conteggi settimanali delle chiamate CA e ACS per la fascia di età 16-39 (cioè, correlazione con le rispettive serie temporali della dose di vaccino e dei nuovi conteggi di infezione da COVID-19). Come accennato in precedenza, i conteggi cumulativi bisettimanali e trisettimanali rispettivamente per le vaccinazioni e le infezioni da COVID-19,19 . È stata inoltre eseguita un’analisi della potenza post hoc utilizzando G*Power (versione 3.1.9.7) 42 per determinare la potenza statistica (ovvero, la probabilità di rifiutare l’ipotesi nulla, di concludere un effetto ed evitare un errore di tipo II, quando un l’effetto esiste veramente) delle analisi di correlazione. Infine, poiché l’impatto del COVID-19 potrebbe verificarsi in un periodo di tempo variabile, la stessa analisi è stata ripetuta per quanto riguarda le serie temporali del conteggio delle nuove infezioni da COVID-19, ma variando il periodo di conteggio cumulativo dalle tre settimane originali a un intervallo da una a sei settimane.

Per studiare ulteriormente la potenziale associazione tra i conteggi settimanali di CA e ACS, la somministrazione del vaccino e le infezioni da COVID-19 e il controllo delle interazioni incrociate e di altri fattori, sono stati sviluppati due modelli di regressione binomiale negativa 43 . I modelli di regressione binomiale negativa sono comunemente usati per modellare i dati di conteggio e consentono l’analisi dei casi in cui i conteggi delle variabili di esito sono eccessivamente dispersi (la varianza dei dati di conteggio è maggiore della media) 43 , 44 . Tali modelli possono anche essere progettati per utilizzare i dati di conteggio storico cumulativo come funzionalità per stimare i conteggi dei risultati durante un determinato periodo di tempo corrente 35 , 45 , 46 .

Il primo modello, di seguito denominato Modello 1 , regredisce le rispettive serie temporali dei conteggi settimanali delle chiamate CA e dei conteggi settimanali delle chiamate ACS nella fascia di età 16–39 (la variabile dipendente), rispetto alle serie temporali del bi – conteggi cumulativi settimanali delle dosi di vaccino e conteggi cumulativi di nuove infezioni da COVID-19 a tre settimane, entrambi nella fascia di età 16-39 normalizzati dalla rispettiva dimensione della popolazione (variabili indipendenti). Il modello controlla anche le diverse diagnosi (CA rispetto a SCA), per le settimane incluse nei periodi di blocco della salute pubblica nazionale, nonché le variazioni di anno in anno (2019-2020) (ad esempio, dovute alla crescita della popolazione) nelle chiamate tramite rispettive variabili fittizie.

Allo stesso modo, il secondo modello, di seguito denominato Modello 2 , regredisce le rispettive serie temporali dei conteggi settimanali di CA dei gruppi di età 16–39 e over-40 (la variabile dipendente) rispetto alle serie temporali del vaccino cumulativo bisettimanale conteggi delle dosi e conteggi cumulativi di nuove infezioni da COVID-19 in tre settimane nei rispettivi gruppi di età, nuovamente normalizzati dalle rispettive dimensioni della popolazione (variabili indipendenti). Inoltre, invece della variabile fittizia utilizzata nel Modello 1 sopra per catturare i diversi gruppi di diagnosi, il Modello 2 introduce una variabile fittizia per catturare i diversi gruppi di età (16–39 e over-40).

Per identificare i predittori statisticamente più significativi, i modelli utilizzano la selezione graduale delle caratteristiche bidirezionale basata sul criterio di informazione bayesiano (BIC) del modello. La metrica BIC riassume la bontà di adattamento del modello penalizzando il numero di variabili selezionate per evitare l’overfitting 47 . Durante ogni fase dell’algoritmo di selezione, le funzionalità vengono testate per essere aggiunte o rimosse per ridurre al minimo il BIC del modello. I rapporti del tasso di incidenza aggiustato (IRR) e gli intervalli di confidenza (CI) al 95%, che rappresentano la variazione stimata delle chiamate settimanali per variazione unitaria di ciascuna variabile predittiva, sono stati riportati sia per il modello finale dopo la selezione graduale del BIC che per il modello completo senza selezione delle variabili . Lo sviluppo del modello è stato eseguito utilizzando la versione R 4.0.2.

Analisi di sensibilità

Come controllo di solidità delle associazioni determinate dai Modelli 1 e 2, l’analisi è stata ripetuta considerando le serie temporali di conteggio da una a sei settimane di nuove infezioni da COVID-19 nei rispettivi gruppi di età.

Coinvolgimento del paziente e del pubblico

Il coinvolgimento formale del pubblico e dei pazienti non era fattibile nei limiti di tempo e risorse di questo progetto di ricerca. Tuttavia, questo lavoro è stato informato dal dialogo con coloro che lavorano nei sistemi sanitari e nelle politiche pubbliche.

Approvazione etica

Questo studio è stato ritenuto esente da revisione da parte del Massachusetts Institute of Technology Institutional Review Board (E-3300). Lo studio è stato approvato anche dal comitato di ricerca dell’IEMS.

Risultati

Risultati descrittivi generali

Delle 30.262 chiamate di arresto cardiaco e 60.398 SCA incluse nella popolazione dello studio (per i dettagli, vedere i risultati supplementari), 945 (3,1%) e 3945 (6,5%) erano rispettivamente per pazienti di età compresa tra 16 e 39 anni, provenienti da una popolazione di a 3,5 milioni di persone in questa fascia di età 38 . Degli 834.573 casi confermati di COVID-19 durante il periodo di studio, 572.435 (68,6%) casi provenivano da individui di età compresa tra 16 e 39 anni. Tra i 5.506.398 pazienti che hanno ricevuto la prima dose di vaccinazione e 5.152.417 pazienti che hanno ricevuto la seconda dose di vaccinazione, 2.382.864 (43,3%) e 2.176.172 (32,2%) pazienti avevano rispettivamente un’età compresa tra 16 e 39 anni.

Cambiamenti di anno in anno nelle chiamate CA e ACS

Tabella 1riassume le variazioni di anno in anno nel volume delle chiamate CA e ACS. I risultati evidenziano un aumento statisticamente significativo di oltre il 25% in entrambi i bandi CA (25,7%, P <0,05) e ACS (26,0%, P <0,001) per i pazienti di età compresa tra 16 e 39 anni nel periodo gennaio-maggio 2021, rispetto allo stesso periodo nel 2020. È interessante notare che per CA non vi è alcuna differenza statisticamente significativa nel rispettivo volume di chiamate durante l’intero anno (gennaio-dicembre) dal 2019 al 2020 (diminuzione relativa di − 2,4% [P = 0,740]), prima del lancio della vaccinazione e terza ondata di COVID-19 in questa fascia di età. Allo stesso modo, per ACS, l’aumento durante l’intero anno dal 2019 al 2020 (aumento relativo significativo del 15,8% [P <0,001]) è stato seguito da un aumento ancora più ampio nel periodo gennaio-maggio dal 2020 al 2021 (aumento relativo significativo del 26,0% [P < 0,001]), che è stato durante la terza ondata di COVID-19 e il lancio della vaccinazione. Entrambi i sessi nella fascia di età 16-39 anni hanno registrato un aumento delle chiamate CA e ACS dal 2020 al 2021 per gennaio-maggio. Tra i maschi, le chiamate CA sono aumentate del 25,0% (P = 0,073) e le chiamate ACS sono aumentate significativamente del 21,3% (P <0,01). Tra le femmine, le chiamate CA sono aumentate del 31,4% (P = 0,224) e le chiamate ACS invece significativamente del 40,8% (P <0,01).

Fonte: Nature.com

Ospedale Cardarelli, caos accessi al Pronto soccorso: dimissioni di massa dei medici

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pronto-soccorso-cardarelli

L’iniziativa provocatoria è stata promossa da 25 medici in servizio nel Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli per l’impossibilità di garantire assistenza adeguata ai pazienti.

Una lettera di preavviso di dimissioni per l’impossibilità di garantire assistenza adeguata ai pazienti. Questo l’iniziativa provocatoria, annunciata ieri nel corso di una conferenza stampa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil di Napoli, promossa da 25 medici in servizio nel Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli.

I medici denunciano, nella lettera già protocollata, una grave situazione di sovraffollamento con molti pazienti costretti ad aspettare alcune ore prima di essere sottoposti a visita. Al pronto soccorso del nosocomio partenopeo in questi ultimi giorni si sono registrati fino a 170 accessi. Precarie le condizioni della struttura con malati sulle barelle e mancato rispetto del distanziamento.

E in merito alla situazione che sta rendendo particolarmente impegnativa la gestione dei percorsi di Pronto Soccorso, la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera Antonio Cardarelli di Napoli rende noto “di aver attivato ogni possibile provvedimento atto a decongestionare il DEA (dipartimento emergenza e accettazione) e ripristinare in tempi brevi la normale attività”.

“Ci siamo attivati sia nei riguardi della nostra organizzazione interna, con l’obiettivo di rendere possibile il maggior numero di trasferimenti dal Pronto Soccorso ai vari reparti – spiega il direttore generale Giuseppe Longo – sia di concerto con la rete dell’emergenza territoriale 118 per favorire il trasferimento di pazienti verso altre strutture del territorio”.

Obiettivo della Direzione Strategica – precisa una nota – resta sempre quello di consentire all’area di emergenza-urgenza del Cardarelli di proseguire in un’attività fondamentale per i bisogni di salute dei cittadini, anche in condizioni di pressione straordinaria.

Il segreto del digiuno: potenzia il sistema immunitario e rigenera il corpo dalle malattie

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Quando il corpo umano ha fame, mangia se stesso, fa un processo di pulizia, inizia eliminando tutte le cellule malate, cancerogene e invecchiate. La fame mantiene giovane il corpo e combatte malattie come il diabete.

Durante la fame il corpo produce proteine speciali che si creano solo in determinate circostanze. E quando si fanno, l’organismo raccoglie selettivamente queste proteine intorno alle cellule malate, cancerose o morte, le dissolve e ripristina e trae beneficio dall’organismo nutritivo prodotto da questo processo.

Ecco come si fa la raccolta differenziata durante il digiuno. Gli scienziati sono riusciti attraverso lunghi studi specializzati che il processo di autofagia richiede condizioni insolite che costringano l’organismo a fare questo processo. Queste circostanze speciali includono che una persona si astenga dal mangiare e bere per 16 ore (ciclo 8/16).

Gli esseri umani devono funzionare normalmente in questo periodo. Questo processo deve essere ripetuto per un certo periodo per garantire che l’organismo si pulisca al massimo e per non riattivare le cellule malate.

Si raccomanda di ripetere il processo di fame e sete uno o due giorni a settimana secondo Yoshinori Ohsumi – Premio Nobel per la fisiologia e la medicina.

“Io pratico il digiuno intermittente di 16h e lo raccomando super! non costa nulla.. Cenare alle 22:00 e poi pranzare l’altro giorno alle 14:00, salti solo la colazione e ti fa molto bene.. Ho sentito il corpo pulirsi. Io non mi ammalo mai e mi sento sempre bene. Sono arrivato a praticare digiuni completi di 10, 20 e 30 giorni solo con acqua.. e mi sono sentito molto bene! consiglio di provare un digiuno di 3 giorni interi, che è quando si produce l’autofagia completa, e altrimenti… i digiuni intermittenti.”

Il digiuno di 40 giorni è per esseri ad alta vibrazione, il giorno quaranta non solo pulisci il tuo corpo, ma anche pulisci la tua anima dai parassiti interdimensionali e puoi aprire il terzo occhio. Questo digiuno è solo per i maestri spirituali e gli esseri ad alta vibrazione (non è raccomandato per gli apprendisti).

monje ungido / monaco consacrato / Tibet

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Digiuno intermittente la soluzione ideale per la salute e per dimagrire