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È così che i Rockefeller hanno eliminato la medicina naturale per venderci alla chimica industriale

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medicina rockfeller chimica industriale

L’autore Chris Kanthan ha scritto un articolo sorprendente su come la famiglia Rockefeller abbia minato la società moderna in innumerevoli modi, ma quello che la maggior parte di loro non si rende conto è come hanno eliminato le cure naturali.

Oggi la maggior parte delle persone ha già dimenticato il potere curativo delle piante e diffida delle loro proprietà e delle pratiche olistiche.

Che cosa è successo a far diffidare le persone dalle terapie naturali?

C’è molta politica e denaro dietro l’attuale sistema medico. Intorno al 20 ° secolo, quando fu scoperta la possibilità di creare qualsiasi cosa dal petrolio, il lignaggio dei Rockefeller scommise sull’ottenere farmaci da prodotti petrolchimici.

Ma il piano dei Rockefeller per l’industria medica si è imbattuto in un problema: la popolarità della medicina naturale negli Stati Uniti.

Quasi la metà dei medici e degli istituti di medicina negli Stati Uniti praticava la medicina olistica, utilizzando la conoscenza dell’Europa e dei nativi americani. Fu così che la famiglia Rockefeller trovò un modo per sbarazzarsi della sua più grande concorrenza usando la formula classica della dialettica hegeliana: “soluzione-problema-reazione”. Cioè, hanno creato un problema per spaventare le persone e quindi hanno offerto una soluzione pianificata in anticipo.

Il bisogno indotto delle terapie medicinali chimiche

Tutto è iniziato con John Davidson Rockefeller (1839-1937), un monopolista degli Illuminati di origine fariseo, magnate del petrolio, ladro e primo miliardario americano. All’inizio del 20 ° secolo, Rockefeller controllava il 90% di tutte le raffinerie di petrolio negli Stati Uniti attraverso la sua compagnia petrolifera, Standard Oil, che in seguito si divise per diventare Chevron, Exxon, Mobil, ecc.

Allo stesso tempo, intorno al 1900, gli scienziati scoprirono i “prodotti petrolchimici” e la capacità di creare tutti i tipi di sostanze chimiche dal petrolio. Ad esempio, la prima plastica, chiamata bachelite, fu prodotta dal petrolio nel 1907. Gli scienziati scoprirono varie vitamine e presumevano che molti farmaci potessero essere prodotti dal petrolio. Rockefeller vide questa come una meravigliosa opportunità per monopolizzare le industrie petrolifere. Chimica e medicina: la cosa migliore dei prodotti petrolchimici era che tutto poteva essere brevettato e venduto con alti profitti.

Rockefeller ha dovuto trovare un modo per sbarazzarsi della sua più grande concorrenza. Così ha usato la formula classica della dialettica hegeliana: “soluzione-problema-reazione”. Cioè, hai creato un problema per spaventare le persone e poi hai offerto una soluzione pianificata in anticipo.

Rockefeller si è rivolto al suo amico Andrew Carnegie, un altro plutocrate che ha fatto i suoi soldi monopolizzando l’industria dell’acciaio, che ha ideato un piano. Dalla prestigiosa Carnegie Foundation, hanno inviato un uomo di nome Abraham Flexner a viaggiare per il paese e riferire sullo stato di tutti gli ospedali e le facoltà di medicina.

Ciò ha portato alla stesura del Flexner Report, che ha dato origine alla medicina moderna come la conosciamo, attraverso la quale è stata discussa la necessità di modernizzare e centralizzare le istituzioni mediche. Sulla base di questo rapporto, più della metà di tutti gli istituti di medicina tradizionale è stata chiusa molto presto.

L’omeopatia e la medicina naturale furono derise e demonizzate. Molti medici che hanno lavorato con i suoi metodi sono stati persino incarcerati.

Per aiutare con la transizione e cambiare le menti di altri medici e scienziati, Rockefeller ha donato più di $ 100 milioni a scuole e ospedali e ha fondato un gruppo di leader filantropici chiamato “General Board of Education” (GEB).

In pochissimo tempo, tutte le scuole di medicina sono state modernizzate e omogeneizzate. Tutti gli studenti stavano imparando la stessa cosa e la medicina consisteva nell’usare farmaci brevettati.

Gli scienziati hanno ricevuto enormi sovvenzioni per studiare come le piante curano le malattie, ma il loro obiettivo era prima identificare quali sostanze chimiche nella pianta fossero efficaci e quindi ricreare in laboratorio una sostanza chimica simile, ma non identica, che potesse essere brevettata.

“Dare una pillola ai malati” è diventato il mantra della medicina moderna.

Quindi ora, 100 anni dopo, stiamo producendo medici che non sanno nulla dei benefici della nutrizione, delle erbe o di qualsiasi pratica olistica. Invece, abbiamo un’intera società che è schiava delle corporazioni e che ancora le associa all’idea di benessere.

Gli Stati Uniti spendono il 15% del proprio PIL in assistenza sanitaria, ma non si concentrano sulla cura, ma sui sintomi, creando così clienti abituali. Non esiste una cura industriale per il cancro, il diabete, l’autismo, l’asma o anche l’influenza.

Dopo tutto, perché i Rockefeller dovrebbero voler produrre cure reali, se fanno parte di un sistema fondato da oligarchi e plutocrati internazionali, e non medici?

Quando si parla di cancro, l’American Cancer Society è stata fondata nientemeno che da Rockefeller nel 1913.

Ecoportal.net

Nel 2021 le autorità inglesi non hanno registrato nessun caso di influenza

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influenza normale sparita

Secondo gli esperti il calo delle infezioni sarebbe dovuto all’uso intensivo di mascherine e disinfettanti per le mani

La questione era già stata evidenziata a fine gennaio, ed è stata rilanciata e ampliata nei giorni scorsi dall’autorevole quotidiano inglese Independent. I funzionari della sanità pubblica inglese nelle ultime sette settimane – in pratica dall’inizio dell’anno ad oggi – non hanno rilevato nemmeno un singolo caso di influenza stagionale.

Le autorità sanitarie inglesi ogni settimana analizzano migliaia di campioni per valutare la prevalenza di malattie respiratorie nella popolazione. Ma dei 685.243 campioni passati al setaccio dalla prima settimana di gennaio ad oggi, nessuno è risultato positivo all’influenza, che sembra essere sparita.

L’ultimo rilevamento mediante analisi di laboratorio risale all’ultima settimana di dicembre 2020, quando fu registrato un solo caso. Si tratta del dato più basso mai registrato negli ultimi 130 anni.

La spiegazione degli esperti

La dottoressa Vanessa Saliba, responsabile per l’influenza presso il “Public Health England”, ovvero l’equivalente del nostro Istituto Superiore di Sanità, sostiene che la diminuzione dei casi di influenza sarebbe da addebitare ai cambiamenti delle nostre abitudini innescati dalla pandemia di COVID-19. L’uso della mascherina, la maggiore attenzione all’igiene delle mani, il distanziamento sociale e la riduzione dei viaggi internazionali. Secondo le autorità sanitarie inglesi inoltre, anche la campagna vaccinale contro l’influenza avrebbe contribuito all’azzeramento dei casi.

L’influenza è meno contagiosa del coronavirus

Le mascherine ed il distanziamento sociale sono riusciti a limitare la diffusione del Coronavirus, ma nel caso dell’influenza stagionale si sarebbero rivelate ancora più efficaci. Questo perché quest’ultimo virus è molto meno contagioso del primo. L’influenza stagionale ha un tasso R naturale che oscilla tra 1,3 ed 1,5, a seconda del ceppo.

Il valore R di base per il Sars-CoV-2, il virus che causa il Covid-19, è invece stimato intorno a 2,5-3,0: il coronavirus pandemico è fino a tre volte più contagioso dell’influenza.

Una circostanza molto interessante

La scomparsa dell’influenza ha attirato l’attenzione anche del mondo accademico. Secondo Christina Pagel, professoressa di ricerca operativa all’University College di Londra, quanto emerso evidenzia la necessità di riconsiderare l’approccio del paese alla lotta contro l’influenza stagionale, che ogni inverno, generalmente, mette a dura prova il sistema sanitario inglese.

La docente sottolinea che “non c’è stata stagione influenzale in nessuna parte del mondo quest’anno”, ed evidenzia come i decessi provocati da questa infezione, comunemente considerati inevitabili, in realtà non lo sarebbero.

La professoressa Pagel inoltre suggerisce che in futuro i negozi dovrebbero continuare a mantenere disponibile il gel disinfettante per i propri clienti, e sarebbe utile, nei mesi invernali, incoraggiare l’uso delle mascherine sui mezzi pubblici e in altri ambienti affollati.

fonte: Blastingnews.it

In tutti i Paesi in cui le piste da sci sono aperte la mortalità è uguale o inferiore a quella dell’Italia [GRAFICI]

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In questi giorni, sono divampate le proteste per la decisione del Ministro della Salute Roberto Speranza di rimandare l’apertura degli impianti sciistici al 5 marzo, rispetto alla data stabilita del 15 febbraio. In Valle d’Aosta, centinaia di operatori del settore sono scesi in piazza per protestare, chiedendo ristori e soprattutto rispetto per i lavoratori della montagna.

Se per l’Italia (e altri Paesi che hanno preso una simile decisione), l’apertura degli impianti di sci rappresenta un timore per la situazione epidemiologica, ci sono molti Paesi europei che hanno deciso di tenerli aperti, per non sacrificare una parte importante della loro economia. E questo senza che vi siano stati peggioramenti nella curva epidemiologica.

Oggi la Svizzera è arrivata al 104° giorno consecutivo con le piste da sci aperte, nonostante la pandemia e, come abbiamo avuto modo di sottolineare nei giorni scorsi, non ha registrato alcuna impennata nei contagi. Anche Austria, Ungheria, Spagna, Andorra, Svezia, Finlandia e Norvegia hanno tenuto le piste da sci aperte in questo inverno segnato dalla pandemia e anche in questi casi, la decisione non ha influito sulle sorti dell’emergenza sanitaria.

In questo articolo, infatti, pubblichiamo i dati della mortalità proprio di quei Paesi che hanno adottato la decisione di non fermare il turismo della montagna, per dare un’altra prospettiva sull’eventuale influenza che tale decisione può avere sulla situazione epidemiologica. Possiamo sintetizzare il tutto, affermando che i Paesi che hanno tenuto aperto le piste da sci hanno una mortalità uguale se non addirittura minore rispetto all’Italia, come dimostrano i seguenti grafici, forniti da EuroMOMO.

I grafici rappresentano i punteggi z settimanali relativi alla mortalità a livello nazionale. Un punteggio z fa riferimento alla distanza positiva o negativa che un dato punteggio ha rispetto alla media. In ordine, riportiamo i grafici relativi alle fasce d’età 0-14, 15-44, 45-64, 65-74 anni. In nessun caso, si osservano valori sopra la norma o aumenti significativi, indice del fatto che l’apertura degli impianti sciistici non ha condizionato l’andamento della pandemia nei Paesi considerati.

mortalità 0-14
mortalità 45-64

mortalità 65-74

Biden affida il comando anti Isis all’Italia. Ritirati i militari Usa dall’Iraq

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Il nostro paese, avrà il contingente militare più numeroso, coordinerà il plotone Nato formato da quattromila militari

Sul fronte militare arriva una grande novità. L’ha decisa il neo presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Gli Stati Uniti abbandonano il fronte militare in Iraq. Nella lotta all’Isis al comando del contingente Nato non ci saranno più gli Usa, ma a coordinare le operazioni sarà l’Italia.

Quattromila militari europei e canadesi, incaricati di coordinare e addestrare le truppe che in Iraq combattono la rinascita dello Stato Islamico. E allo stesso tempo frenare con il loro schieramento l’influenza che l’Iran fa sentire sulle autorità di Baghdad.

Insomma, una spedizione inedita e doppiamente difficile, destinata ad avere come protagonista l’Italia, visto che – si legge su Repubblica – sarà il contingente più numeroso e perché, quando raggiungerà lo schieramento completo, prenderà il comando delle operazioni. Su questo fronte è arrivata la nomina del nuovo capo di Stato maggiore dell’Esercito, Mario Draghi ha scelto Pietro Serino: un altro tassello per rafforzare l’atlantismo.

Biden affida il comando anti Isis all’Italia. Ritirati i militari Usa dall’Iraq

Nell’ultimo anno, – prosegue Repubblica – il ministro Lorenzo Guerini è stato quattro volte in Iraq e nel vertice atlantico di tre giorni fa ha preso la parola subito dopo il nuovo responsabile del Pentagono, Lloyd Austin. Le sue raccomandazioni hanno trovato il consenso degli alleati, inclusa la candidatura italiana a prendere il comando, sostituendo i danesi quando lo schieramento sarà pienamente operativo.

Quello ottenuto da Guerini è un riconoscimento alle capacità della nostra Difesa e all’impegno sulla linea della Nato, che arriva subito dopo l’insediamento del governo Draghi e va a marcare il perimetro dell’interesse nazionale illustrato dal premier: l’Iraq è il confine orientale del “Mediterraneo allargato” dove si gioca la partita chiave per le risorse energetiche e per la sicurezza dal terrorismo islamico.

fonte: affaritaliani.it

Covid in India, crollati i contagi e i morti senza vaccinazione di massa. Fenomeno che incuriosisce gli “scienziati”

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covid india

Le spiegazioni che danno gli esperti sono diverse. La più probabile sta nel fatto che il numero complessivo delle persone infettate dall’inizio della pandemia è molto superiore agli 11 milioni di casi ufficiali, probabilmente tra i 300 e i 400 milioni.

L’andamento della pandemia in India continua a essere un puzzle che stupisce e incuriosisce gli scienziati. Il numero di casi di Coronavirus è crollato, come quello dei morti, senza bisogno di una vaccinazione di massa, ciò ha un po’ rilassato e da qualche giorno c’è un piccolo gradino verso l’alto. Dunque, il governo ha deciso di fare di più e meglio: ha deciso di intensificare la campagna di immunizzazione, dal momento che il Paese è il maggior produttore di vaccini al mondo e le dosi non mancano.

covid india

I numeri

I numeri. I nuovi casi avevano toccato un picco di oltre 97 mila al giorno in settembre e da allora sono crollati a meno di diecimila nei primi giorni di febbraio; ora sono un po’ risaliti, a 13 mila il 23 febbraio e a 17 mila il 24 (come riporta worldometers.info). I morti da Coronavirus erano stati 1.283 il 15 settembre, sono scesi sotto i cento al giorno dal 13 febbraio e balzati a 144 il 24. Com’è possibile una riduzione del genere, in particolare se si tiene conto che solo lo 0,8% del miliardo e quasi 400 milioni di abitanti ha ricevuto la prima dose di vaccino? È vero che, da inizio anno, globalmente si registra un dimezzamento dei nuovi casi, da cinque milioni la settimana a due e mezzo. Ma il crollo registrato in India è particolare.

Le spiegazioni

Le spiegazioni che danno gli esperti sono diverse. La più probabile sta nel fatto che il numero complessivo delle persone infettate dall’inizio della pandemia è molto superiore agli 11 milioni di casi ufficiali, probabilmente tra i 300 e i 400 milioni, stimano alcuni centri di ricerca. Ciò può voler dire che nelle città maggiori e più densamente popolate il virus ha corso velocemente fino a fare raggiungere una certa immunità di massa (di gregge). Più del 50% degli abitanti di Delhi sarebbero già stati contagiati, secondo un sondaggio effettuato sulla base di test sierologici, e quindi in qualche modo immunizzati. La quota di Mumbay (Bombay) sarebbe vicina al 60%, quella di Pune sopra l’80%. A Kolkata (Calcutta) si era già a oltre il 25% lo scorso settembre.

Pubblico e privato

Ciò non significa affatto che l’India abbia raggiunto l’immunità di gregge: indica certamente che questa immunità si può raggiungere e quando e dove questo accade l’espansione del virus crolla. Ma i rischi che nel Paese ci sia una ripresa se ci si rilassa rimane alto, anche perché gran parte degli indiani vive nei villaggi, dove, è vero, il virus corre meno che nei centri urbani ma dove l’immunità di massa è ben lontana dall’essere raggiunta. Il leggero rialzo di contagi e di morti degli ultimi giorni è un segnale d’allarme.

Il governo di Narendra Modi, che finora non è riuscito a fare decollare la campagna di vaccinazione, mercoledì scorso ha quindi deciso di permettere che le dosi siano somministrate anche negli ospedali privati, che in India curano tre quarti delle persone e sono più efficienti.

Significa che ora ai diecimila centri di vaccinazione pubblici si aggiungeranno ventimila ospedali privati: in questi ultimi, la dose di vaccino sarà gratuita ma la prestazione andrà pagata (quanto costerà sta per essere deciso dal governo di Delhi). A differenza che in Europa, in India i vaccini non mancano. La Serum Institute – l’azienda che produce più vaccini al mondo – realizza su licenza quelli di Oxford-AstraZeneca, ne ha in magazzino decine di milioni e ne può produrre 50 milioni al mese.

Altri gruppi industriali stanno discutendo contratti di produzione con case farmaceutiche e Bharat Biotech sta concludendo i test su un suo vaccino, Covaxin. Delhi ha anche spedito 34 milioni di dosi a una trentina di Paesi, ai più poveri gratuitamente, ad altri su basi commerciali.

fonte: corriere.it

L’Europa vuol mettere al bando l’Aloe: grave errore, senza prova scientifica!

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gel curativo aloe vera

La foglia di #aloe è stata dichiarata #cancerogena dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (#EFSA) ❗️È molto tempo che lavoro su questo tema e so che in Italia ci sono diverse aziende medio-piccole che producono #integratori alimentari o alimenti contenenti aloe-emodina, emodina o estratto dalla foglia di aloe e molti agricoltori che hanno investito nella coltivazione di aloe.

Sono sostanze efficaci per il miglioramento il transito intestinale e utilizzate tradizionalmente e in modo sicuro nella nostra cultura. Eppure il loro #uso #alimentare è stato #vietato dalla #CommissioneEuropea e presto lo sarà anche quello delle altre piante sotto sorveglianza (rabarbaro, senna e frangola).

Una pianta discriminata come la canapa?

Ieri il tentativo da parte del #Parlamento di contrastare questa proposta è stato affossato da 55 voti contrari. Personalmente ho supportato la proposta che era in discussione in Parlamento perché ritengo sproporzionata e discriminatoria l’azione della Commissione europea a riguardo.I #dati epidemiologici e gli studi pre-clinici sono scarsi e contrastanti e non permettono di affermare che queste sostanze sono dannose per la salute umana.

L’applicazione del principio di precauzione non significa divieto automatico, significa #approfondimento #scientifico e ricerca della verità e per questo è fondamentale capire da che parte stanno gli #interessi della grande #industria. Per noi la decisione della Commissione è spinta anche da una battaglia tra i vari poteri e interessi industriali dove l’Italia, con la sua produzione di integratori alimentari a base di piante e altre sostanze #naturali, si trova a rivaleggiare con i grandi gruppi farmaceutici tedeschi.

Per noi non è finita qua, continueremo questa battaglia non solo informando i cittadini ma intervenendo all’interno delle #istituzioni con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Perché la sfida è: prodotti naturali contro prodotti sintetici, nel rispetto e per difesa della #salute dei cittadini.

Aloe arborescens

di Paolo Pelini (Erbochimico Ricerca e Sviluppo Controllo Qualità Fitochimico e Microbiologico Estratti Vegetali, Valutazione Farmacognostica e Ricerca Microbiota Piante Officinali)

Nessuna prova scientifica su presunta tossicità dell’aloe

L’Europa Sbaglia a Voler Eliminare L’Aloe e le altre piante antrachinoniche e vorrebbe farlo, oltretutto, su basi scientifiche inesistenti. Non vi è nessuna prova scientifica della genotossicità e cancerogenicità dei prodotti idrossiantracenici! 

Inoltre vi è da dire che lo studio condotto dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSAè basato su test come quello di Test Ames  non attendibili né predittivi nei confronti della genotossicità e tantomeno della cancerogenicità in quanto è stato utilizzato un modello biologico batteri (Salmonella typhimurium) non equiparabile biologicamente né geneticamente alla complessità di un organismo eucariote.

Inoltre da quello che si evince dalla relazione del suddetto ente gli studi presi in considerazione non sono stati svolti a regola d’arte nel metodo in quanto nei terreni di coltura utilizzati viene la mancanza di enzimi p450 che dovevano essere addizionati al terreno mediante estratto di fegato di ratto (S9) per simulare l’azione biochimica e la modificazione delle molecole idrossiantracenici rendendole eventualmente cancerogene o comunque mutagene, oltre che per stessa dichiarazione del EFSA altri test ad esempio di ripartizione del danno del DNA SOS, condotti non sono validati per la genotossicità.

La mancanza di questi requisiti rende i test in vitro assolutamente inaffidabili e mancanti dei requisiti per poter dichiarare i derivati idrossiantracenici a mio avviso pericolosi per la salute.

Inoltre, la giustificazione che asserisce qualcuno per avallare l’idea di voler eliminare le piante antrachinoniche  come l’aloe perché potenzialmente tossiche in quanto contengono derivati idrossiantracenici non trova alcun fondamento, dato che basterebbe  stabilire una dose minima di antrachinoni consentita e inserire in farmacopea i relativi metodi analitici come HPLC, Spettrofotometria e il più banale ma il più accessibile alle aziende come il test Colorimetrico per individuare negli estratti tale percentuale. 

fonte: OASISANA.COM

Lotti di salmone affumicato di una nota marca ritirato dagli scaffali per listeria

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salmone affumicato

Il Ministero della Salute ha diramato un’allerta alimentare, con conseguente ritiro del prodotto dagli scaffali; stiamo parlando del salmone affumicato di una nota marca. Il motivo del ritiro, riguarda una possibile presenza di un batterio molto pericoloso, parliamo della Listeria monocytogenes.

Allerta alimentare riguarda salmone affumicato: ecco i lotti

Sono esattamente tre i lotti interessati di questa allerta alimentare del salmone affumicato messi in commercio dalla ditta Foods of Scotland. Il motivo del ritiro riguardano una possibilità che siano connessi ad una contaminazione di listeria monocytogenes.

Il prodotto in oggetto, della Foods of Scotland, viene messo in commercio in buste sia da 100 grammi che da 200 grammi, ecco i lotti:

  • lotto numero 522522, con scadenza che va fra l’8 Marzo e il 15 Marzo 2021
  • lotto numero 522525, con scadenza del 7 Marzo 2021
  • lotto numero 522527, con scadenza che vanno dall’8 Marzo al 20 Luglio 2021

Si avvisa i consumatori che i lotti del salmone in oggetto, sono stati già ritirati in via precauzionale. La natura della contaminazione è stata individuata negli stabilimenti siti in provincia di Massa Carrara.

Si prega i consumatori di fare molta attenzione alle eventuali confezioni acquistate, e di controllare se appartenente ai lotti segnalati dall’allerta. Nel caso ne siete in possesso, il consiglio è di non consumarlo e di riportarlo dove è stato acquistato; vi sarà cambiato o rimborsato l’importo pagato.

La listeria monocytogenes, va a contaminare i prodotti crudi che possono essere:

  • latte
  • carne
  • pesce
  • verdure
  • formaggi freschi

I sintomi, la maggior parte delle volte sono nausea, vomito e diarrea; nei casi più acuti e rari, setticemia e meningite.

Fonte: informazioneoggi.it

Questi sono i 14 frutti più sani per le persone con diabete

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frutta contro il diabete

Per controllare il diabete, è necessario capire “quali sono i gruppi di alimenti”, “quali frutti sono adatti ai pazienti” e “come i cibi che mangi influenzano i livelli di zucchero nel sangue“.

Quale frutto è buono per il paziente con diabete?

Sarai sorpreso di sapere che la popolazione di oltre il 5% del mondo soffre di diabete, ci sono 422 milioni di adulti in tutto il mondo a cui viene diagnosticato (secondo un rapporto dell’OMS). È una condizione in cui la persona colpita ha un alto livello di glucosio nel sangue. 

Per combattere il diabete, è fondamentale mantenere una dieta sana insieme alle attività fisiche di routine. Quando si tratta di diabete, è imperativo limitare l’assunzione di zucchero o glucosio e quindi il controllo delle porzioni è un must per un paziente diabetico.

Il famoso diabetologo Dr. Anoop Misra, Direttore del Dipartimento di Diabete e Malattie Metaboliche presso gli Ospedali Fortis, afferma: “Per controllare il diabete, non è necessario sottoporsi a diete estreme come ‘dieta senza carboidrati’ o ‘dieta per gruppi sanguigni’ come possono danneggiare i sistemi d’organo. 

Per controllare il tuo diabete, devi capire “quali sono i gruppi di alimenti”, “quali frutti sono adatti ai pazienti” e “come i cibi che mangi influenzano i livelli di zucchero nel sangue”, nel suo libro recentemente pubblicato, Diabetes. With Delight .

È importante avere una dieta equilibrata e per il controllo delle porzioni, si dovrebbe considerare di avere frutta e verdura che hanno meno zuccheri o livelli di glucosio presenti in essa. Essendo una ricca fonte di fibre, i frutti sono utili se sono a basso contenuto di zucchero. Tuttavia, dovresti essere informato sul fatto che è il carboidrato presente in qualsiasi alimento che innesca il tuo livello di zucchero nel sangue. Ecco un elenco di 15 frutti sani che aiuteranno qualsiasi paziente diabetico a controllare lo zucchero nel sangue nel corpo.

1. Arancia

Con un indice glicemico basso, le arance sono ricche di vitamina C e povere di grassi, il che aiuterebbe i diabetici a combattere le leccornie!

2. Mirtillo

Questo frutto è ricco di antiossidanti e fibre e povero di zuccheri, quindi aiuta a regolare la glicemia alta. È utile anche per i diabetici, poiché previene il ripetersi di infezioni del tratto urinario, un problema che i diabetici affrontano frequentemente.

3. Frutto della passione. 

La fibra solubile (pectina) presente nella buccia e nella polvere di questo frutto ricco di vitamina C è estremamente utile per i pazienti diabetici, in quanto assorbe lo zucchero presente nel loro corpo.

4. Anguria

L’ anguria è composta per il 95% da acqua e mantiene il corpo idratato. Con il controllo delle porzioni, questo frutto può facilmente aiutare un diabetico a ridurre i morsi della fame, che in breve terrà traccia dei livelli di glucosio del tuo corpo.

5. Mela

Una mela al giorno tiene lontano il medico, questo proverbio vale in tutti i casi, poiché i nutrienti in essa presenti sono estremamente importanti per il tuo corpo! Ma se la mela è molto dolce, non mangiare più di mezza mela al giorno.

6. Kiwi

È necessario che un paziente diabetico abbia la quantità minima di zucchero necessaria per mantenere il funzionamento di un corpo umano. E il kiwi è il miglior frutto che può fornire quella percentuale di zucchero al tuo corpo. È ricco di vitamina C e fibre, note per ridurre il rischio di diabete.

7. Melograno

Una delle fonti più ricche di antiossidanti e ferro, il melograno ti aiuta a combattere malattie croniche come il diabete, poiché aiuta ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue nel tuo corpo!

aceto di mele fatto in casa copia

8. Guava

Questo frutto ha un basso indice glicemico oltre ad essere una buona fonte di vitamina C e fibre, che favorisce una sensazione di pienezza.

9. Prugna

Questo frutto è noto per essere una buona fonte di antociani, che è un tipo di antiossidante e un flavonoide che conferisce colore al frutto. Noto per avere proprietà antinfiammatorie e antitumorali, il mirtillo rosso è utile nella gestione del diabete.

10. Fragola / Fragola

Le fragole sono una buona fonte di acido ellagico che può controllare l’iperglicemia, che è un segno importante del diabete ed è comune con i diabetici di tipo 2. Oltre a questo, le fragole sono anche ricche di antiossidanti e vitamine.

11. Papaya

La papaya è immensamente ricca di antiossidanti che possono prevenire il maggior danno cellulare che i diabetici hanno, riducendo così la possibilità di malattie cardiache e nervose a bada!

12. Limone / Lime

Estremamente ricco di vitamina C, questo frutto contiene fibre solubili che aiutano a regolare il livello di glucosio presente nel tuo corpo.

13. Pesca / Pesca

Altro frutto ricco di vitamina C, le pesche sono anche una buona fonte di vitamina A e carotenoidi; E sarai felice di sapere che i carotenoidi hanno la capacità di ridurre il rischio di diabete di tipo 2.

14. Lampone

È ricco di fibre e antiossidanti, che sono i due principali nutrienti che aiutano a ridurre i livelli di zucchero nel sangue nel corpo.

Pagati per vedere serie tv Netflix e mangiare pizza? Scoprite come!

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Il lavoro dei sogni per alcuni. La posizione richiede di restare a casa, mangiare e poi valutare la pizza da asporto, guardare e poi valutare tre programmi originali Netflix dal seguente elenco :

  • The Queens Gambit
  • Bridgerton
  • Lupino
  • Impero di Bling
  • Night Stalker: The Hunt For a Serial Killer
  • Cobra Kai
  • Sopravvivere alla morte
  • Ozark
  • Virgin River
  • The Umbrella Academy
  • Ratched
  • Sottocoperta
  • Altro (serie non in elenco che vorresti guardare)

Quindi, devi rivedere gli spettacoli in base a:

  • Storie e trame
  • Idoneità “Netflix e Chill”
  • Agendo qualità e formaggio
  • Soddisfazione per episodi e finali di serie

Valuterai anche la pizza in base a:

  • Aspetto e colore
  • Consistenza e gusto di base
  • Qualità degli ingredienti, sapore e appiccicosità del formaggio
  • Rapporto qualità prezzo

È un nuovo anno ed è il momento perfetto per un nuovo intrattenimento, o comunque fresco per te. 

Cosa fare per entare in questo concorso?

Per partecipare al concorso, devi essere residente negli Stati Uniti o in Canada e avere almeno 21 anni. Quindi compila questo modulo di iscrizione , inclusa la sezione sul motivo per cui sei la persona giusta per questo ruolo. (Ma anche il vincitore sarà scelto a caso, quindi non sentire il bisogno di dedicare troppo tempo a questo.) La scadenza per l’iscrizione è venerdì 12 febbraio 2021 alle 23:59 EST. Il vincitore sarà annunciato il 17 febbraio.

Solo così sei a conoscenza: quando si entra in questo concorso, si sta optando in a questa promozione e accettando di essere vincolato da questi termini e condizioni . Accetti anche che, in caso di vittoria, i tuoi dati e le tue immagini possano essere utilizzati da Finder Media per attività promozionali. In bocca al lupo!

Ristoranti aperti la sera in zona gialla e a pranzo in zona arancione: le nuove regole del Cts

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regioni zone colori italia

Gli scienziati hanno fissato le nuove regole dopo che il ministero dello Sviluppo economico aveva chiesto di vagliare la possibilità di apertura a pranzo in zona arancione e a cena in zona gialla. Ora la decisione dovrà essere politica.

Il Comitato tecnico scientifico ha fissato le regole per l’apertura serale dei ristoranti in zona gialla e a pranzo in zona arancione, sia pur con alcune restrizioni.

«Non si tratta di un via libera alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura», precisa il Cts in una nota, chiarendo che si tratta delle regole che dovranno essere applicate se arriverà il via libera da parte del governo.

La richiesta era arrivata dal ministero dello sviluppo economico dopo vari incontri con la Fipe di Confcommercio e la Fiapet di Confesercenti e due giorni fa è arrivato il parere degli scienziati che indicano la strada per i nuovi protocolli.

Adesso la decisione dovrà essere presa dal governo

Intanto il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri ha chiarito il suo punto di vista: «Lo sostengo da molti mesi, credo che i ristoranti possano essere riaperti, in zona gialla, in sicurezza e con controlli rigidi fino alle 22.

Il nuovo Dpcm scade il 5 marzo, ma già il 15 febbraio cade il divieto di spostamento tra le regioni e si riaprono gli impianti da sci. Quindi bisognerà stabilire se tutte le prossime decisioni rientrano negli affari correnti.

I vari locali

Gli scienziati chiariscono che «deve rimanere alta l’attenzione per il rischio di Covid 19» ma vanno comunque «le tipologie dei pubblici esercizi destinati alla somministrazione di cibi e/o bevande, distinguendo anche fra quelle con disponibilità o meno di tavoli per il consumo».

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I ristoranti

Secondo il Cts si devono mantenere le mascherine obbligatorie e il distanziamento di 1 metro tra i tavoli e nei luoghi di passaggio.
Bisogna anche mantenere un numero massimo di persone al tavolo – quattro se non si tratta di conviventi – e il bollino da esporre all’ingresso per il numero massimo di capienza del locale.

I bar

Per il servizio al banco deve rimanere la distanza di un metro tra le persone e provvedimenti per evitare gli assembramenti di persone in fila alla cassa o in attesa di essere servite.
Niente buffet.
Vanno evitate anche le carte da gioco e i giornali.

I gestori

«È un risultato significativo che arriva grazie ad un confronto non certo urlato, ma molto intenso e propositivo – commenta Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi-. Dopo un anno nel quale le nostre attività sono state costrette a rimanere chiuse o a lavorare in condizioni proibitive, ai tavoli istituzionali ci siamo evidentemente fatti portavoce del grande disagio del settore, ma abbiamo anche cercato delle soluzioni realistiche e tempestive, dimostrando che era possibile tornare a lavorare in sicurezza.

Desidero ringraziare il Ministro Patuanelli, la Sottosegretaria Morani e il CTS per l’attenzione dimostrataci e per la volontà di arrivare ad un risultato. Ci auguriamo che il Governo che si sta costituendo in questi giorni provveda nel più breve tempo possibile all’emanazione di un nuovo Dpcm per consentire di aprire a cena fino alle 22 in fascia gialla e durante le ore diurne in fascia arancione a chi ha spazi con tavoli. Sarà un banco di prova importante per dimostrare da parte del nostro settore maturità e rispetto delle regole e chiediamo alle forze dell’ordine e alle amministrazioni comunali di darci una mano con i controlli in questa direzione».

Fonte: corriere.it